{"id":8528,"date":"2012-03-20T00:00:00","date_gmt":"2012-03-20T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-03-20T07:19:13","modified_gmt":"2012-03-20T07:19:13","slug":"le-nuove-guerre-dei-militari-usa-di-vicenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/03\/le-nuove-guerre-dei-militari-usa-di-vicenza\/","title":{"rendered":"Le nuove guerre dei militari USA di Vicenza"},"content":{"rendered":"<p>Si tratta della 173^ brigata aviotrasportata attualmente ospitata a Camp Ederle (Vicenza) e della 12th Combat Aviation Brigade di Katterbach, Germania. In vista della nuova missione bellica, oltre 3.600 uomini della 173^ brigata hanno completato un complesso ciclo addestrativo nel poligono tedesco di Hohenfels. Saranno invece 2.400 gli uomini della 12^ brigata da combattimento di US Army che raggiungeranno l\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p>I militari USA di Vicenza sono impegnati pure in due sanguinosi fronti di guerra del continente africano: in Somalia, in qualit\u00e0 di consiglieri della forza multinazionale dell\u2019Unione africana intervenuta contro le milizie degli shebab; in Uganda, nella guerra scatenata contro gli ultimi gruppi ribelli del Lord\u2019s Resistance Army di Joseph Kony. Appartengono tutti ad US Army Africa (USARAF), il comando di US AFRICOM che coordina gli interventi dei reparti di terra nel continente nero. Lo scorso mese di febbraio, alcuni ufficiali di US Army Africa Vicenza, congiuntamente alla Guardia nazionale del Tennessee, hanno addestrato una trentina di membri dell\u2019esercito e dell\u2019aeronautica ugandese nel quadro delle attivit\u00e0 dell\u2019Africa Deployment Assistance Partnership Teams (ADAPT), il programma di assistenza del Pentagono per potenziare la prontezza operativa dei paesi partner africani (per interventi militari, peacekeeping, emergenze sanitarie, ecc.). Il training, secondo l\u2019ufficio stampa di US Army, \u201cha consentito di introdurre in Uganda una serie di elementi operativi come la pianificazione del movimento delle unit\u00e0, l\u2019uso di materiale pericoloso e la preparazione del personale, degli equipaggiamenti e dei velivoli per il carico e il trasporto aereo\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile 20011, US Army Africa Vicenza ha coordinato nel nord Uganda una vasta esercitazione militare con lancio di paracadutisti, a cui hanno partecipato militari ugandesi, il 21st Special Troops Battalion dell\u2019esercito USA con sede a Kaiserslautern (Germania) e la 197th Special Troops Company della Guardia nazionale dell\u2019Utah. \u201cUSARAF continua ad operare in partnership con le forze armate di Uganda, Rwanda, Burkina Faso, Botswana, Ghana, Burundi e Togo e punta in futuro ad estendere il programma di cooperazione ad altri paesi\u201d, spiegano al quartier generale di Vicenza.<\/p>\n<p>Un contributo per conoscere meglio la storia, gli obiettivi, le finalit\u00e0 e l\u2019organizzazione del nuovo comando giunge dal recente saggio pubblicato dal generale Willian B. Garret, gi\u00e0 comandante delle truppe statunitensi di stanza a Vicenza, e dal colonnello Stephen Mariano, alle dipendenze di USARAF. I due militari analizzano in particolare la trasformazione del Comando di US Army in Europa (SETAF) in componente terrestre del nuovo Comando degli Stati Uniti d\u2019America per le operazioni in Africa. \u201cIl 5 dicembre 2008, l\u2019Ambasciatore americano in Italia, Roland P. Spogli, di concerto con il Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, annunci\u00f2 ufficialmente che la Forza Tattica dell\u2019Esercito degli Stati Uniti del Sud d\u2019Europa (SETAF) era stata designata quale componente terrestre del Comando AFRICOM\u201d, scrivono Garret e Mariano. \u201cLa SETAF, di stanza e con sede a Vicenza dal 1955, ha una lunga storia costellata di iniziative portate a termine nel continente africano, nonch\u00e9 di rapporti di collaborazione con le nazioni dell\u2019Africa. Negli ultimi 15 anni, \u00e8 intervenuta sul suolo africano in numerose occasioni: dalle operazioni di risposta a situazioni di crisi, alle operazioni di assistenza umanitaria, a quelle di soccorso in occasione di calamit\u00e0 naturali\u201d. Tra le principali operazioni, Garret e Mariano segnalano il dispiegamento di reparti a Entebbe, Etiopia (Support Hope nel 1994) e in Congo (marzo 1997), con l\u2019evacuazione di \u201cpersonale non combattente\u201d dallo Zaire (Guardian Retrieval).<\/p>\n<p>\u201cDopo aver preso parte alle operazioni di guerra in Iraq e Afghanistan, il Comando USA di Vicenza si ristruttura focalizzando la propria attenzione al continente africano\u201d, aggiungono Garret e Mariano. \u201cOggi, la SETAF-USARAF rappresenta una squadra senza paragoni nell\u2019ambito del settore militare statunitense, il primo contingente in seno alle Forze Terrestri dedito a operare in Africa per cambiarne in meglio il futuro\u201d. Alla componente di AFRICOM sono stati assegnati i compiti di supporto alle operazioni e alle attivit\u00e0 della Combined Joint Task Force Horn of Africa, la forza di pronto intervento USA con sede a Camp Lemonier (Gibuti) &#8211; la pi\u00f9 grande sul suolo africano \u2013 e alle esercitazioni periodiche multinazionali di Enduring Freedom Trans-Sahara.<\/p>\n<p>Oltre ad assistere tutto il personale dell\u2019esercito degli Stati Uniti schierato nel continente nero, US Army Africa Vicenza ha assunto il compito di \u201csviluppare il potenziale africano in termini di rapporti tra e con le istituzioni per la sicurezza, le organizzazioni regionali e quelle sub-regionali\u201d. Questo nuovo impegno si concretizza con un aumento delle attivit\u00e0 di \u201ccooperazione\u201d nel settore dell\u2019addestramento e della formazione delle forze terrestri africane, \u201cl\u2019organizzazione di conferenze e seminari, le vendite di attrezzature, tecnologie informatiche, ecc.\u201d.<\/p>\n<p>Sempre secondo i due alti ufficiali dell\u2019esercito statunitense, l\u2019impegno di USARAF \u00e8 di \u201cdiventare un partner affidabile e sicuro per le controparti militari africane, le forze di sicurezza locali, i nostri alleati, tutte le componenti di AFRICOM, nonch\u00e9 per le altre organizzazioni governative statunitensi e organizzazioni internazionali operanti in Africa\u201d. In quest\u2019ottica, il Comando di Vicenza vede operare una componente mista, \u201ccivile-militare\u201d, dove per\u00f2 la prima \u00e8 ovviamente subordinata alla seconda. \u201cGli Stati Uniti \u2013 scrivono Garret e Mariano &#8211; sono fermamente convinti che mediante una nuova organizzazione civile-militare, i 250 milioni di dollari spesi all\u2019anno per l\u2019assistenza militare possano raggiungere i 9 miliardi e possano essere spesi annualmente in maniera pi\u00f9 efficiente a favore della tutela della salute, del buon governo e della promozione del commercio\u201d.<\/p>\n<p>Nel loro saggio, i militari statunitensi annunciano che le dimensioni del comando di US Army Africa sar\u00e0 il doppio di quello della vecchia SETAF; di conseguenza, saranno modificati anche i profili professionali del personale impiegato al Quartier Generale di Vicenza. Dalla sua costituzione (2008) ad oggi, il contingente \u00e8 gi\u00e0 cresciuto tantissimo, passando da un centinaio a pi\u00f9 di 450 uomini. \u201cUn\u2019altra importante trasformazione \u00e8 data dal fatto che il Comando non disporr\u00e0 di un contingente militare proprio\u201d, aggiungono Garret e Mariano. \u201cCi\u00f2 non significa che taglier\u00e0 tutti i ponti con la 173^ Brigata di fanteria aviotrasportata combattente; significa per\u00f2 che il Comandante di USARAF non potr\u00e0 ordinare unilateralmente ai reparti della 173^ di partire per una missione in Africa\u201d.<\/p>\n<p>Con US Army Africa si sono pure rafforzati i rapporti di collaborazione con le forze armate italiane, utilizzando soprattutto le attivit\u00e0 del Centro di Eccellenza per le Stability Police Units (CoESPU), la \u201cscuola\u201d dell\u2019Arma dei carabinieri destinata alla \u201cformazione\u201d delle forze di polizia militare africane ed asiatiche, ospitata nella caserma \u201cChinotto\u201d di Vicenza. \u201cIl CoESPU, sancito dal G8 e fondato dall\u2019Italia, rappresenta un esempio emblematico di un nuovo partenariato basato su solide fondamenta\u201d, aggiungono Garret e Mariano. \u201cEsso ricade all\u2019interno del pi\u00f9 ampio spettro di progetti della Comunit\u00e0 Internazionale atti a portare assistenza tecnica e finanziaria alle forze dell\u2019ordine delle Nazioni in via di sviluppo, al fine di sviluppare il proprio potenziale per supportare operazioni di mantenimento della pace. L\u2019attenzione principale del CoESPU \u00e8 rivolta all\u2019Africa, e l\u2019obiettivo della USARAF \u00e8 quello di andare oltre la semplice risoluzione dei conflitti o semplici operazioni di coordinamento; l\u2019obiettivo finale \u00e8 invece quello di sincronizzare e contribuire agli interventi di sviluppo del potenziale locale. Complessivamente, questo partenariato coinvolger\u00e0 un\u2019ampia gamma di ufficiali di collegamento, interscambi di risorse umane, tavole rotonde interne, ecc.\u201d<\/p>\n<p>Intanto prosegue frenetico il processo di ipermilitarizzazione del territorio comunale. Il colonnello David Buckingham, comandante di US Army Garrison-Vicenza, ha formalizzato la conclusione della seconda fase dei lavori di realizzazione delle facilities destinate ai reparti statunitensi all\u2019interno dell\u2019ex aeroporto Dal Molin. La trasformazione dello scalo in megacaserma della 173^ brigata aviotrasportata \u00e8 uno dei principali progetti di potenziamento infrastrutturale delle forze armate USA a livello mondiale. I lavori, per un importo di 245 milioni di euro, sono stati affidati nel marzo 2008 a due aziende leader di LegaCoop, la Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna (CMC) e il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (CCC). \u201cQuesta seconda tranche \u00e8 consistita nella costruzione degli uffici e delle infrastrutture di servizio del 173rd Airborne Brigade Combat Team e delle abitazioni per circa 1.200 soldati single\u201d, ha spiegato il colonnello Buckingham. Lo scorso mese di gennaio, al Dal Molin sono stati trasferiti i primi reparti di US Army Africa, mentre il personale restante del comando raggiunger\u00e0 la base entro il giugno del 2014. \u201cPrevediamo invece che entro il giugno 2013 si completi il trasferimento al Dal Molin dei circa 2.000 militari e delle rispettive famiglie attualmente ospitati a Bamberg and Schweinfurt, in Germania. Il programma ha sub\u00ecto solo qualche mese di ritardo a causa delle cattive condizioni meteorologiche, della bonifica delle munizioni non esplose ritrovate all\u2019interno dell\u2019aeroporto (49 bombe italiane e britanniche risalenti alla Seconda guerra mondiale) e degli scavi archeologici\u201d. A conclusione dei lavori, il Dal Molin ospiter\u00e0 quattro battaglioni e il quartier generale della 173^ brigata, mentre due battaglioni dell\u2019esercito resteranno nella vicina Camp Ederle. \u201cVicenza sar\u00e0 la citt\u00e0 italiana con la pi\u00f9 alta presenza di militari USA in termini di popolazione, con circa 5.000 uomini distribuiti tra il Dal Molin e l\u2019Ederle\u201d, ha concluso Buckingham.<\/p>\n<p>Ai lavori nel vecchio scalo si sono aggiunti quelli all\u2019interno del Villaggio Housing di Vicenza per la costruzione di un nuovo liceo per i figli del personale militare. La struttura sorger\u00e0 accanto agli edifici che ospitano la scuola media e comporteranno una spesa di 41.864.000 dollari sul bilancio Military Construction Family Housing 2012 del Dipartimento della difesa. I lavori saranno completati entro l\u2019agosto 2014. Oltre alle aule scolastiche, ikl nuovo liceo avr\u00e0 una palestra coperta, un campo di calcio e uno per il basket, campi da tennis, una multisala per incontri e proiezioni, una caffetteria, una mensa scolastica, alcuni laboratori scientifici e sale computer, un magazzino e i relativi uffici amministrativi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torneranno presto nell\u2019inferno afgano i soldati USA di stanza a Vicenza. 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