{"id":852630,"date":"2019-05-07T16:15:08","date_gmt":"2019-05-07T15:15:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=852630"},"modified":"2019-05-08T10:57:35","modified_gmt":"2019-05-08T09:57:35","slug":"turchia-le-elezioni-annullate-e-la-paura-del-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/05\/turchia-le-elezioni-annullate-e-la-paura-del-governo\/","title":{"rendered":"Turchia: le elezioni annullate e la paura del governo"},"content":{"rendered":"<p>La Commissione Elettorale ha deciso di annullare il voto amministrativo del 31 marzo nella citt\u00e0 di Istanbul che si era concluso con la vittoria del candidato della coalizione delle opposizioni, Ekrem Imamoglu.<\/p>\n<p>17 giorni dopo il voto, Imamoglu aveva ricevuto il suo incarico diventando cos\u00ec il nuovo sindaco della citt\u00e0. Dopo 25 anni di amministrazione dei partiti fondamentalisti ora la citt\u00e0 sarebbe passata nelle mani di questo giovane del Partito Popolare della Repubblica, CHP. Tuttavia, la coalizione di governo aveva gi\u00e0 presentato il suo ricorso che \u00e8 stata accolto dalla Commissione Elettorale ed il voto del 31 marzo \u00e8 stato definito non valido. Le prossime elezioni si svolgeranno il 23 giugno.<\/p>\n<h3><strong>Le ragioni dell\u2019annullamento<\/strong><\/h3>\n<p>La coalizione di governo sostiene che durante le elezioni ci siano stati notevoli brogli. I ricorsi presentati da una parte riguardano pi\u00f9 di 40 mila elettori definiti come \u201cnon ammissibili\u201d. Secondo la coalizione di governo questi cittadini dovrebbero essere privati dal diritto al voto per via del loro status legale. Secondo l\u2019analisi effettuata dal CHP il numero non supera i 700. Inoltre, questi cittadini erano stati registrati negli elenchi elettorali regolarmente dalla stessa Commissione Elettorale prima del 31 marzo. Il secondo ricorso riguarderebbe circa 20 mila persone impiegate nei seggi. Nel ricorso, queste persone sono state definite come \u201cnon ammissibili per svolgere un impiego pubblico\u201d.<\/p>\n<p>Pochi giorni dopo il ricorso, la procura ha avviato un\u2019indagine, invitando questi cittadini a presentarsi in questura per l\u2019interrogatorio. Il 4 maggio, mentre erano in atto le indagini,\u00a0 l\u2019agenzia di stato Anadolu Ajansi \u00e8 uscita con la notizia che 41 di questi indagati hanno un conto presso la banca Asya e 2 di questi hanno l\u2019app di messaggistica ByLock nei loro cellulari. La Bank Asya \u00e8 conosciuta per i suoi legami con la comunit\u00e0 religiosa guidata da Fethullah Gulen, realt\u00e0 accusata di aver pianificato e messo in atto il fallito tentativo golpe del 2016. Vale la stessa cosa anche per l\u2019app ByLock, definito come un mezzo di comunicazione dei golpisti.<\/p>\n<p>Tuttavia, nel mese di dicembre del 2018 il Ministero di Giustizia decise che l\u2019app ByLock non era una prova sufficiente per incolpare un cittadino di essere golpista. Questa decisione si basa su una serie di prove che hanno dimostrato <a href=\"https:\/\/ahvalnews.com\/bylock\/thousands-innocent-turks-imprisoned-due-malware\">l\u2019illecita installazione<\/a> dell\u2019app presso i cellulari di migliaia di cittadini innocenti.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, numerosi dirigenti della Bank Asya coprono tuttora incarichi importanti dentro il partito di governo, AKP anche se, in diversi processi, numerosi cittadini sono stati condannati a carcere per via di un conto corrente che avevano in questa banca. In numerosi casi si trattava di impiegati statali che sono stati obbligati ad avere un conto nella banca in questione per imposizione dei Ministeri o perch\u00e9 avevano un conto passivo.<\/p>\n<p>Ovviamente, anche in questo caso va ricordato che le persone indagate sono state definite \u201cammissibili\u201d dalla stessa Commissione Elettorale prima delle elezioni del 31 marzo. In diversi casi si vede che le stesse persone hanno lavorato per il referendum costituzionale del 2017 e per le elezioni presidenziali del 2018.<\/p>\n<h3><strong>Reazioni dei cittadini<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>In poche ore numerosi cittadini sono scesi in piazza nella citt\u00e0 di Istanbul. All\u2019inizio con piccoli presidi che sono diventati dei grandi cortei. Nonostante la pioggia e l\u2019ora tarda nei quartieri di Besiktas, Kadikoy, Sisli, Goztepe, Umraniye, Alibeykoy, Tuzla, Okmeydani e Maltepe <a href=\"http:\/\/sendika63.org\/2019\/05\/ysk-karari-sonrasi-istanbulda-tencere-tavali-protestolar-basladi-546701\/\">migliaia di persone<\/a> hanno sfilato. Mentre alcuni battevano pentole e padelle con le posate per protestare, affacciandosi dalle finestre di casa loro, altri gridavano degli slogan per strada. Tra le frasi pronunciate si sentivano queste: \u201cTutti insieme contro il fascismo\u201d, \u201cVinceremo resistendo\u201d, \u201cQuesto \u00e8 solo l\u2019inizio si continua con la lotta\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Comizio di Ekrem Imamoglu<\/strong><\/h3>\n<p>Pochi minuti dopo la decisione della Commissione Elettorale, il sindaco di Istanbul ha fatto una diretta Periscope dalla casa di una famiglia dove era ospite per la cena di fine digiuno dato che il 6 maggio era il primo giorno del mese sacro Ramadan per i musulmani. Il primo messaggio di Imamoglu era positivo, calmo e pacato \u201cAndr\u00e0 tutto bene\u201d.<\/p>\n<p>Nelle ore successive in piazza, a Beylikduzu, Ekrem Imamoglu si \u00e8 rivolto circa per mezz\u2019ora ad una folla composta da migliaia di persone che erano l\u00ec da ore ad aspettarlo. La diretta sui social ha avuto una visualizzazione di circa 100 mila persone in diretta e successivamente la registrazione ufficiale \u00e8 stata guardata da pi\u00f9 di un milione di persone.<\/p>\n<p>Il sindaco di Istanbul ha condannato la decisione della Commissione Elettorale definendola come un gesto politico effettuato grazie alla pressione arrivata dal governo. Tra le sue parole si sentiva anche una notevole critica nei confronti dell\u2019agenzia di stato Anadolu Ajansi per via del lavoro di disinformazione svolto durante e dopo le elezioni del 31 marzo nei suoi confronti.<\/p>\n<p>In tutto il suo intervento, come sempre, Ekrem Imamoglu ha mantenuto un tono solare, positivo, vivace, determinato e convinto. Ha evitato di usare i nomi dei vertici del governo e non ha offeso nessuno. Invitava i cittadini in piazza a ridere e non piangere, chiedeva a tutti di abbracciarsi ed avere speranza. Le parole di Imamoglu sono state interrotte diverse volte con gli slogan dei presenti in piazza; \u201cErdogan il ladro\u201d, \u201cYSK dimissioni\u201d, \u201cVinceremo resistendo\u201d e \u201cEkrem Presidente\u201d.<\/p>\n<p>Imamoglu ha sottolineato che il voto del 31 marzo era pulito e netto, il sindaco di Istanbul ha ricordato che ha ottenuto il consenso di numerosi cittadini appartenenti anche a diversi partiti. Secondo Imamoglu sia questo che la sua visione di trasparenza hanno dato fastidio al governo. Il sindaco di Istanbul ha pronunciato queste parole: \u201cE\u2019 finito il periodo di obbedire alle persone, alle associazioni, alle aziende, alle fondazioni oppure alle comunit\u00e0 religiose. Lavoreremo per tutti i cittadini\u201d.<\/p>\n<p>Ekrem Imamoglu ha finito il suo discorso chiedendo ai cittadini di non perdere la speranza. \u201cVi voglio bene, vinceremo noi, andr\u00e0 tutto bene!\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Perch\u00e9 l\u2019AKP non vuole perdere Istanbul?<\/strong><\/h3>\n<p>In un articolo di ricerca realizzato dalla DW Turchia, si sottolinea che il Comune di Istanbul, se fosse stato considerato come un\u2019azienda privata, sarebbe stato la seconda realt\u00e0 imprenditoriale pi\u00f9 grande del Paese. L\u2019emittente tedesca per fare questa considerazione si basa sui dati della Camera Industriale di Istanbul del 2017. Si tratta di una realt\u00e0 che possiede in totale 28 aziende, che producono e offrono diversi beni e servizi, e riesce a fare un profitto circa 4 miliardi di euro all\u2019anno.<\/p>\n<p>Questi numeri sono diventati cos\u00ec grandi soprattutto grazie alle amministrazioni precedenti. Per circa 25 anni la citt\u00e0 \u00e8 stata governata dai partiti fondamentalisti. Il loro rapporto con le associazioni, fondazioni e comunit\u00e0 religiose ormai \u00e8 molto presente e famoso. Questo rapporto ovviamente si traduce anche nelle relazioni economiche.<\/p>\n<h3><strong>Chi mangia la torta?<\/strong><\/h3>\n<p>Il portale di notizie dokuz8Haber ha riportato, in un suo articolo, i dati del Ministero del Tesoro del mese di aprile di quest\u2019anno. Si nota un evidente presenza delle fondazioni religiose negli appalti legati ad una serie di servizi che il comune sarebbe obbligato a coprire. Alcuni nomi che saltano all&#8217;occhio sono Ensar Vakf\u0131, \u0130lim Yayma Cemiyeti e T\u00dcRGEV. Solo nei primi 3 mesi di quest\u2019anno sono stati erogati circa 400 milioni di euro nelle casse di queste tre fondazioni. Queste realt\u00e0 offrono dei servizi di consulenza oppure di istruzione in diverse occasioni in citt\u00e0; scuole, enti pubblici, universit\u00e0, accoglienza dei rifugiati.<\/p>\n<p>Particolarmente nella fondazione Turgev si vedono i nomi Bilal e Esra Erdogan (la figlia sposata con Berat Albayrak) che sono i figli del Presidente della Repubblica. Questi due giovani sono nel consiglio d\u2019amministrazione della fondazione religiosa dal 2012. Nel caso dell\u2019Ensar Vakfi invece il discorso \u00e8 ancora pi\u00f9 interessante. Questa fondazione religiosa, oltre a coprire alcuni servizi elencati sopra, gestisce anche una serie di dormitori per gli studenti. La fondazione \u00e8 diventata famosa dopo lo scandalo del 2016 nella citt\u00e0 di Karaman, quando \u00e8 stato scoperto che 45 bambini sono stati, sistematicamente, violentati dai dirigenti locali della fondazione. Durante le udienze il prefetto della citt\u00e0 di Karaman ha deciso di vietare ogni tipo di manifestazione di protesta. Successivamente, nel parlamento nazionale i membri del partito al governo hanno votato contro l\u2019apertura di una commissione che si sarebbe impegnata per indagare sulle molestie nei confronti dei bambini. L\u2019Ensar Vakfi \u00e8 una realt\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.birgun.net\/haber-detay\/ensar-vakfi-akp-ve-devlet-aginin-sifreleri-ensar-rejimi-109632.html\">piena di persone<\/a> che hanno diversi ruoli ed incarichi al governo, nelle amministrazioni locali gestite dal partito di governo oppure presso le aziende filo governative e vincono pi\u00f9 appalti in tutto il Paese.<\/p>\n<h3><strong>Lavori inutili<\/strong><\/h3>\n<p>Oltre alle somme sproporzionate incanalate nelle casse delle realt\u00e0 amiche, il Comune di Istanbul \u00e8 famoso anche con un notevole spreco di denaro. Nel mese di aprile di quest\u2019anno \u00e8 stato scoperto che da circa 5 anni il costo dell\u2019autista personale di Tariq al-Hashimi viene coperto dal Comune. Hashimi \u00e8 l\u2019ex Presidente della Repubblica di Iraq ed \u00e8 stato condannato a morte dal Tribunale penale centrale dell&#8217;Iraq per via dei suoi legami con le organizzazioni terroristiche. Hashimi vive in Turchia dal 2012.<\/p>\n<p>Un altro caso di spreco di denaro riguarda l\u2019ex Ministro degli Affari Europei, Egemen Bagis. L\u2019ex Ministro \u00e8 stato coinvolto nelle maxinchieste anti corruzione del 2014. Grazie ai voti dei parlamentari del governo Bagis non \u00e8 stato processato. Poche settimane fa \u00e8 stato scoperto che per 13 anni il Comune di Istanbul ha pagato \u00a0l\u2019autista privato dell\u2019ex Ministro.<\/p>\n<h3><strong>Facce conosciute<\/strong><\/h3>\n<p>Secondo un <a href=\"https:\/\/tr.euronews.com\/2018\/12\/30\/turkiye-den-5-insaat-firmasi-dunyada-en-fazla-ihale-alan-ilk-10-firma-arasinda\">lavoro di approfondimento<\/a> realizzato dal portale EuroNews in Turchia ci sono 5 grandi aziende edili che fanno parte delle 10 realt\u00e0 mondiali che vincono pi\u00f9 appalti in tutto il mondo. Sono: Limak Holding, Cengiz Holding, Kolin, Kalyon e MNG Holding. I dati appartengono alla relazione della Banca Mondiale diffusa nel mese di dicembre del 2018. Infatti, la Turchia, \u00e8 il quarto paese nel mondo per la spesa nel settore delle infrastrutture, dopo il Brasile, la Cina e l\u2019India. La somma supera i 140 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Secondo un lavoro di ricerca realizzato dai professionisti associati al collettivo \u201c<a href=\"http:\/\/haber.sol.org.tr\/turkiye\/iste-istanbulda-akpnin-birakmak-istemedigi-iliskiler-aginin-haritasi-260398\">M\u00fclks\u00fczle\u015ftirme<\/a>\u201d, queste famose 5 aziende lavorano direttamente oppure indirettamente con il Comune di Istanbul ed hanno un legame diretto con il partito al governo.<\/p>\n<p>Oltre a realizzare una serie di lavori che danneggiano l\u2019ambiente, l\u2019ecosistema e le fonti di sussistenza dei cittadini, queste aziende contribuiscono da anni alla distruzione delle citt\u00e0 ed alla creazione di una cultura urbanistica non sostenibile. Ponti, residence, gentrification, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/04\/perche-tap-passa-dalla-turchia\/\">gasdotti<\/a>, nuovi porti, centri commerciali e <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/12\/addio-ad-hasankeyf-citta-turca-sul-fiume-tigri\/\">dighe <\/a>sono soltanto alcune opere di queste 5 grandi aziende. Tra le opere pi\u00f9 discusse ci sono: il progetto di de pedonalizzazione di Piazza Taksim a Istanbul, il terzo aeroporto di Istanbul, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/09\/terzo-ponte-sul-bosforo-soldi\/\">il terzo ponte sul Bosfoto di Istanbul<\/a>, il ponte di Osmangazi, alcune linee della metropolitana di Istanbul, numerose residence in tutto il Paese, l\u2019aeroporto di Rize, l\u2019aeroporto di Afyon ed una serie di centrali idroelettriche.<\/p>\n<p>Il 3 maggio di quest\u2019anno, la rete dei giornalisti indipendenti BiaNet ha pubblicato l\u2019esito di un lungo lavoro di ricerca sulle propriet\u00e0 dei grandi media. A possedere i primi 10 media importanti del Paese si leggono i nomi di alcune di queste grandi aziende e di altre realt\u00e0 imprenditoriali vicine al governo. Per esempio, i quotidiani nazionali filo governativi Sabah e Takvim ed i canali televisivi nazionali Atv e Ahaber, grandi fonti di manipolazione, sono del gruppo Kalyon. Un altro importante quotidiano nazionale Milliyet, i canali tv Cnn Turk e Kanal D e l\u2019agenzia di notizie DHA sono di propriet\u00e0 dell\u2019imprenditore Demiroren che realizza una buona parte del gasdotto Tap-Tanap sul territorio nazionale. Yeni Safak, un altro importante giornale filo governativo, appartiene alla famiglia Albayrak ossia alla famiglia del Ministro del Tesoro (Berat Albayrak) che \u00e8 il genero del Presidente della Repubblica.<\/p>\n<h3><strong>Campagna di disinformazione<\/strong><\/h3>\n<p>Pochi giorni dopo la sconfitta elettorale, i media filo governativi, di propriet\u00e0 dalle grandi imprese che lavorano con il Comune di Istanbul, hanno avviato una campagna di calunnia e disinformazione.<\/p>\n<p>Il caporedattore del quotidiano Yeni Safak definiva la vittoria elettorale delle opposizioni come \u201cun colpo di stato\u201d. Lo stesso quotidiano ha sostenuto ininterrottamente che Ekrem Imamoglu avesse vinto facendo dei brogli e che dietro di lui ci fosse la comunit\u00e0 di Gulen.<\/p>\n<p>Il quotidiano nazionale Sabah, pochi giorni dopo le elezioni usciva in prima pagina con il titolo \u201cBrogli organizzati nei seggi\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il quotidiano Takvim, la dichiarazione della vittoria di Imamoglu aveva un solo obiettivo: quello di \u201ccreare caos nel Paese\u201d.<\/p>\n<p>Per il canale televisivo Ahaber invece il risultato elettorale a favore della coalizione delle opposizioni si spiegava con questo motivo: \u201cUtilizzando la nanotecnologia hanno cambiato i risultati elettorali\u201d.<\/p>\n<p>Lo stesso canale aveva anche ospitato in diretta dagli USA un \u201cesperto di elezioni\u201d che raccontava come erano state rifatte le elezioni locali nel caso dei brogli. Tuttavia in pochi minuti \u00e8 stato scoperto che la persona sentita, <a href=\"https:\/\/ilerihaber.org\/icerik\/yandas-a-haberin-secim-analisti-dedigi-kisi-kebapci-cikti-95909.html\">Kenan Demir<\/a>, era semplicemente il proprietario di una serie di ristoranti in North Carolina.<\/p>\n<p>Gli esempi sono tanti perch\u00e9 da 40 giorni i media main stream, sotto il controllo delle grandi aziende edili ed energetiche, in collaborazione con il potere politico stanno attaccando le opposizioni.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Istanbul \u00e8 una grande fonte di guadagno ed affari, quasi esclusivamente per la famiglia del Presidente della Repubblica e per coloro che sostengono il suo disegno politico ed economico. Se il Comune di Istanbul \u00e8 la seconda azienda pi\u00f9 grande della Turchia, per il governo il sindaco della citt\u00e0 sarebbe il padrone dell\u2019impresa. Per questo motivo la coalizione di governo cerca di fare tutto il possibile e con tutti i mezzi per non perdere e non finire nelle aule della Corte suprema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Commissione Elettorale ha deciso di annullare il voto amministrativo del 31 marzo nella citt\u00e0 di Istanbul che si era concluso con la vittoria del candidato della coalizione delle opposizioni, Ekrem Imamoglu. 17 giorni dopo il voto, Imamoglu aveva ricevuto&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":899,"featured_media":852780,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,38,52,55],"tags":[616,5583,1100],"class_list":["post-852630","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-internazionale","category-medio-oriente","category-politica","tag-elezioni","tag-istambul","tag-turchia"],"yoast_head":"<!-- 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