{"id":85087,"date":"2014-01-15T20:52:29","date_gmt":"2014-01-15T20:52:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=85087"},"modified":"2014-01-16T13:23:12","modified_gmt":"2014-01-16T13:23:12","slug":"un-percorso-di-gruppo-equivalenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/01\/un-percorso-di-gruppo-equivalenza\/","title":{"rendered":"Un percorso di gruppo in equivalenza"},"content":{"rendered":"<p><em>Il gruppo di lavoro\u00a0 di Vicenza che ha che ha concluso il percorso sui 45 esercizi del libro &#8220;Difendersi senza aggredire&#8221; di Pat Patfoort ci ha inviato questo materiale con le testimonianze di Pat stessa e\u00a0 dei partecipanti. Ringraziamo Massimo Corradi\u00a0 per averlo messo a disposizione.<\/em><\/p>\n<p>Tutti usano la violenza nei confronti di altri, mi riferisco beninteso all&#8217;una o all&#8217;altra forma di violenza:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 non-verbale: attraverso uno sguardo, una mimica, un riso o un sorriso, un gesto, un atteggiamento<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 verbale: un&#8217;osservazione insultante o umiliante, una critica distruttiva, uno scherzo aggressivo<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 con il corpo: colpire, dare un calcio, costringere, afferrare, sputare, violare<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 con oggetti: distruggere un oggetto di qualcuno, colpire e ferire con un oggetto di uso comune, utilizzare un&#8217;arma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certe persone lo fanno pi\u00f9 spesso che altre a seconda della loro educazione ed esperienze vissute, delle circostanze nelle quali si trovano, delle conoscenze e della coscienza che hanno, dell&#8217;addestramento che hanno avuto.<\/p>\n<p>E tutti fanno violenza a se stessi, alcune persone anche pi\u00f9 spesso di altre, e ciascuna a suo modo.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 avviene coscientemente o inconsciamente, in maniera voluta o non voluta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nessuno \u00e8 perfettamente nonviolento. Ma quante pi\u00f9 nozioni si hanno sulla violenza e la nonviolenza, e sulla trasformazione dell&#8217;una verso l&#8217;altra, e quanto pi\u00f9 ci si esercita su questo, sulla base di feedback di altre persone, tanto pi\u00f9 spesso e pi\u00f9 profondamente si arriva alla nonviolenza, tanto pi\u00f9 nonviolenti si diventa, tanto meno si provoca della sofferenza, a s\u00e8 e agli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel libro \u201cDifendersi senza aggredire. La potenza della nonviolenza\u201d ci sono 45 esercizi alla fine del libro. Con questi esercizi il lettore o la lettrice possono trasformare il contenuto del libro nella pratica, renderlo concreto, e realmente integrare I contenuti. Per una tale materia, leggere e comprendere, riflettere, discutere o meditare sono i primi passi. Per integrare veramente il significato e il contenuto del testo \u00e8 anche necessario sentire le cose, tentarle, ascoltare gli altri in maniera aperta, confrontare la teoria con se stessi e le proprie esperienze.<\/p>\n<p>I 45 esercizi sono confezionati in maniera tale che le persone che li compiono si ascoltano veramente gli uni gli altri, diventano pi\u00f9 coscienti dei loro modi di pensare e agire, si aprono a nuove idee e modi di fare, e cos\u00ec possono sostenersi gli uni gli altri per sviluppare un atteggiamento nonviolento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono gi\u00e0 diversi gruppi che hanno iniziato a fare questa serie di esercizi, tanto in Belgio che in altri paesi (il libro \u00e8 stato pubblicato in varie lingue). Da quel che so c&#8217;\u00e8 un solo gruppo che ha fatto tutta la serie di esercizi fino all&#8217;ultimo, \u00e8 un gruppo di quattordici persone a Vicenza, in Italia.<\/p>\n<p>Qui sotto si trova un&#8217; immagine sintetica di ci\u00f2 che questo tragitto di studio e messa in pratica di Nonviolenza e Equivalenza ha portato loro, tanto a livello individuale che a quello di gruppo. Si sono trovati regolarmente per 5 anni e hanno iniziato nel giugno 2008. Io li ho sostenuti per mezzo di una giornata di supervisione ogni anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I quattordici partecipanti hanno alla fine ciascuno ricevuto un attestato per la loro partecipazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo attestato \u00e8 secondo me un diploma di grande valore per coloro che vogliono trasmettere ad altri la Nonviolenza e l&#8217;Equivalenza, per coloro che vogliono fare dei trainings di Nonviolenza. Testimonia che non soltanto si conoscono delle teorie e si sanno utilizzare delle tecniche, ma che durante un periodo di una durata considerevole si \u00e8 lavorato su se stessi, sono stati messi in discussione e trasformati i propri modi di agire e anche di pensare, e questo sulla base di osservazioni e feedback di un gruppo di persone molto varie. Questo richiede apertura, audacia, forza, coraggio, perseveranza,\u00a0 disciplina, tutte caratteristiche della Nonviolenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono molto riconoscente alle persone del \u201cGruppo Equivalenza\u201d di Vicenza, che durante questi cinque anni, con delle vite professionali e famigliari molto attive, si sono trovate regolarmente e tra gli incontri effettuavano gli esercizi, per poter lavorare a questo insieme e cos\u00ec crescere nella Nonviolenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>PAT PATFOORT<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>INTRODUZIONE<\/b><\/p>\n<p>Il percorso che abbiamo fatto in questi cinque anni testimonia che la nonviolenza \u00e8 una scelta impegnativa, per niente scontata, che costringe a mettere in discussione e a rivedere le proprie abitudini e i propri comportamenti, le proprie esperienze, inseriti spesso in un modello di pensiero e azione che crea sofferenza e non ci fa vivere bene. Diventare consapevoli di questo, e provare con umilt\u00e0 ma con coraggio e determinazione a sperimentare nel proprio quotidiano e insieme ad altre\/i un modo diverso di relazionarsi e di difendersi, risulta formativo per se stessi e d\u00e0 un piccolo contributo alla costruzione di una cultura per una gestione nonviolenta dei conflitti.<\/p>\n<p>La forza e l&#8217;energia portate da ciascuna\/o partecipante a questa esperienza individuale e di gruppo ha rappresentato un aiuto alla riflessione e un&#8217; incoraggiamento a perseverare in questo percorso: d\u00e0 infatti molta carica sapere che con altre\/i si sta portando avanti un impegno a ricercare l&#8217;equivalenza nei conflitti di tutti i giorni. E&#8217; quindi anche molto bello che dei gruppi &#8220;gemelli&#8221; con le stesse nostre finalit\u00e0 siano partiti\u00a0 a Milano, a Firenze, a Roma: permette di sentire che a piccoli passi la nonviolenza si diffonde e insieme si cerca di far parte della costruzione di un cambiamento positivo di s\u00e9 e di ci\u00f2 che ci sta attorno.<\/p>\n<p>Ecco di seguito le brevi valutazioni e considerazioni di fine percorso dei singoli partecipanti al gruppo.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>CHIARA<\/b><\/p>\n<p>Attraverso questo percorso di gruppo ho cominciato a cercare di capire da dove parte l&#8217;altro, quali sono i fondamenti di ci\u00f2 che lo muove mentre mi parla, come possiamo trovare insieme qualcosa che mi sia possibile accogliere senza tradire me stessa e che accolga la sua parte. E mi \u00e8 stato utile a leggere diversamente tante cose che mi fanno soffrire, mi ha dato un modo per superare l&#8217;impotenza.<\/p>\n<p>E infine ho capito che le dinamiche di un conflitto hanno tempi anche molto lunghi per trovare soluzione ma che tanti passi che sembrano quasi ingenui nella loro semplicit\u00e0 costruiscono a poco a poco le condizioni per mantenere e far fiorire le relazioni conflittuali trasformandole in qualcos&#8217;altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>DANIELA <\/b><\/p>\n<p>Questo percorso ha cambiato in profondit\u00e0 la prospettiva con cui interpreto le relazioni. Di tale cambiamento gli aspetti pi\u00f9 importanti sono l&#8217;onest\u00e0 che ho sviluppato nel riconoscere le motivazioni che mi muovono; la coerenza e la fermezza che ho imparato a praticare rispetto ai miei fondamenti; il riconoscimento delle strategie che metto in atto per mettermi in M maggiore. Altro esito \u00e8 che si \u00e8 sciolta in me una paura profonda, quella di entrare in conflitto: mi sento meglio in grado di prevenirlo se possibile, di gestirlo se imposto da altri, ma anche di farlo emergere se necessario per me.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>MASSIMO <\/b><br \/>\nL&#8217;aspetto pi\u00f9 importante che questo percorso ha cambiato in me \u00e8 una maggior chiarezza e consapevolezza delle potenzialit\u00e0 e possibilit\u00e0 del metodo dell&#8217;equivalenza, derivante dall&#8217;averlo sperimentato in prima persona e insieme al gruppo.<\/p>\n<p>A livello personale ho capito tra le altre cose che cedere rispetto al proprio punto di vista per puntare alla ricerca di soluzioni che soddisfino anche dei fondamenti dell&#8217;altro oltre che i miei, \u00e8 un atteggiamento non di debolezza ma di estrema forza, e che richiede coraggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>LUCIANA <\/b><\/p>\n<p>Il percorso con il gruppo \u00e8 stato parallelo ad altri percorsi nella mia vita.<\/p>\n<p>Un passaggio significativo \u00e8 stato quando ho capito che molti conflitti che vivo sono di tipo interiore.\u00a0 Un altro passaggio \u00e8 stato quando ho capito che, se riesco a rispettar-mi a tal punto da consentir-mi di esprimere sempre le mie ragioni, sapr\u00f2 anche rispettare l&#8217;altro e consentirgli di esprimere le sue ragioni.<\/p>\n<p>Ricordo una frase che ho registrato durante un incontro di gruppo: &#8220;Se la verit\u00e0 \u00e8 alle spalle \u00e8 nel mio bagaglio ed \u00e8 indiscutibile. Se la verit\u00e0 \u00e8 davanti, \u00e8 da costruire, e da costruire insieme.&#8221;<\/p>\n<p>Quello che ancora mi fa avere\u00a0 speranza nel vivere i conflitti, \u00e8 che questo davanti, da costruire, insieme, lo posso sperimentare, se pur con fatica e\u00a0 con molte incertezze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>MARIA LAURA<\/b><\/p>\n<p>Lo studio del libro\/manuale abbinato al periodico incontro con il gruppo mi ha reso sensibile sui miei meccanismi di reazione di fronte ai conflitti, pi\u00f9 consapevole delle modalit\u00e0 che adotto in situazioni di difficile gestione relazionale; mi ha consentito inoltre di esercitarmi nel decentrare il mio punto di vista per addentrarmi nella posizione della controparte. Quest&#8217;ultima \u00e8 una grande strategia acquisita che spesso mi permette di valorizzare la diversit\u00e0, la ricerca continua e dinamica di soluzioni creative.\u00a0 Il lavoro fatto insieme al gruppo mi ha fatto emergere una forte determinazione che si \u00e8 radicata strada\u00a0 facendo consentendomi di superare la fatica e i momenti di demotivazione vissuti\u00a0 in questi anni di studio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>PATRIZIA<\/b><\/p>\n<p>In questi 5 anni ho avuto modo di capire alcuni meccanismi, che erano e sono automatici, che mi causano e causano intorno a me tanta sofferenza.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio tali meccanismi si sono solo resi evidenti, evidenziati, un po&#8217; come un&#8217;analisi con un mezzo di contrasto. Successivamente ho provato a modificare qualcosa, alcuni atteggiamenti, alcune parole, alcuni pensieri, aumentare i silenzi per non far partire questi automatismi. Questa la fase pi\u00f9 difficile. In alcuni rari casi vi sono stati impercettibili ma per me enormi cambiamenti. Altre volte (la maggior parte) la consapevolezza di come io tendo a comportarmi, di come io tendo a pensare e l&#8217;allenamento a comprendere anche il punto di vista dell&#8217;altro mi ha dato tanto per comprendere e per non peggiorare alcune relazioni difficili da tanti anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>GIORGIO<\/b><\/p>\n<p>Nel tempo, nella lettura e nella condivisione del metodo con il gruppo di Vicenza, ho eliminato il senso di fastidio dato dalla apparente semplicit\u00e0 con cui Pat Patfoort ci mostra le probabili conseguenze di ogni nostra modalit\u00e0 relazionale. Ho imparato ad ascoltare meglio anche le cose non dette. Ma soprattutto sentire con maggiore attenzione i fondamenti del mio agire. E a valutare con consapevolezza le falle comunicative nella relazione. Ho iniziato a provare gusto nell&#8217;accorgermi delle dinamiche imparziali innescate nei rapporti, e nel trovare modi equivalenti di correggerle.<\/p>\n<p>Mi fa felice pensare di avere la possibilit\u00e0 di insegnare ai miei figli un modo di vivere differente. Mantenendo alta l&#8217;attenzione sul sentire, ascoltare, capire, comunicare, fare, riascoltare, ripensare, progettare insieme soluzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>ADELINA <\/b><\/p>\n<p>Il percorso di questi anni prima di tutto mi ha dato la possibilit\u00e0\u00a0 di considerare in modo diverso i conflitti che possono manifestarsi nei rapporti con le altre persone. Si tratta di una comunicazione diversa basata soprattutto su modalit\u00e0 diverse, aperta al dialogo e al rispetto della diversit\u00e0 dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Credo che questo sia il cammino da continuare, perch\u00e9\u201a credo anche di essere all&#8217;inizio di questo percorso.<\/p>\n<p>Non \u00e8 sempre semplice mettere in pratica tutto questo. Entrano in campo i propri vissuti emotivi e la propria storia personale, il proprio passato che, a volte, possono essere di ostacolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>ROSA<\/b><\/p>\n<p>Nel corso di questi cinque anni di lavoro sulla risoluzione dei problemi senza conflitto \u00e8 stato fondamentale il percorso seguendo gli esercizi del testo confrontandomi con il gruppo. Senza il gruppo, il lavoro, sia individuale che collettivo, sarebbe stato per me impossibile.<\/p>\n<p>Ho compreso che la procedura\u00a0 nella relazione equivalente dipende molto dal nostro io interiore.<\/p>\n<p>Quindi ho cominciato a lavorare per un mio cambiamento.<\/p>\n<p>Alle volte \u00e8 semplice alle volte sembra quasi impossibile\u00a0 percorrere questa strada.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo che tutto ci\u00f2 ha cambiato la mia vita. Ora sono molto pi\u00f9 serena nell\u2019affrontare i conflitti. Questa modalit\u00e0 permette di scavare in profondit\u00e0 e leggere l\u2019autenticit\u00e0 dei propri fondamenti. Sto meglio con le mie figlie e con le persone con cui mi trovo a contatto tutti i giorni. Riesco a leggere con occhi e cuore diversi la realt\u00e0. Non \u00e8 cos\u00ec semplice ma si pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>CRISTINA<\/b><\/p>\n<p>Ho conosciuto Pat nel 1987 e mi era piaciuto molto il suo metodo. Ho letto i suoi libri e ho anche presentato il suo metodo ai training PBI ma lo avevo capito solo a livello intellettuale.<\/p>\n<p>Solo in questi cinque anni di lavoro sugli esercizi con il gruppo, sento di averlo capito veramente. Ringrazio il gruppo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata molta fiducia e capacit\u00e0 di raccontarsi. Mi ha aiutato a comprendere meglio gli altri e avere una visione pi\u00f9 ampia della realt\u00e0. Sono cresciuta nella pratica anche se non sono cambiata radicalmente. Ho maggiore consapevolezza delle dinamiche che mi stanno attorno e pi\u00f9 capacit\u00e0 di gestirle meglio.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>FERNANDO<\/b><\/p>\n<p>Quando ho conosciuto Pat rimasi affascinato dal suo metodo. Ma la mia personalit\u00e0 mi portava a lasciare il libro sul comodino. Il gruppo mi ha dato un guinzaglio dolce che ho scelto e che mai mi \u00e8 stato imposto e alla fine di ogni incontro ero sempre soddisfatto ed arricchito.<\/p>\n<p>Sono pi\u00f9 consapevole delle dinamiche dell\u2019escalation, sugli effetti delle catene, sulla sofferenza dell\u2019altro non distinguibile dalla mia anche se espressa in modi e per motivi diversi dai miei.<\/p>\n<p>Confrontandomi con il gruppo ho imparato ad anticipare ed evitare certe modalit\u00e0 e giudizi gratuiti che prima utilizzavo come difesa. Riesco a capire dove sto andando e questo riduce se non annulla addirittura il male che posso dare ricevere. Un bel lavoro! Un lavoro mai finito da praticare sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>LUIGI<\/b><\/p>\n<p>Questo percorso mi ha insegnato che &#8220;soluzione&#8221; \u00e8 diverso da &#8220;alternativa&#8221; e che c&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;alternativa da provare anche quando non esiste un&#8217;apparente soluzione. E\u2019 necessario imparare a guardare oltre ai risultati immediati. Per fare questo serve un metodo. Finch\u00e9 l&#8217;essere umano sar\u00e0 in grado di pensare, anche in modo alternativo, esisteranno sempre delle alternative creative da sperimentare.<\/p>\n<p>&#8230; Queste considerazioni mi fanno pensare che l&#8217;aver fatto questo percorso mi d\u00e0 delle responsabilit\u00e0 nei confronti della societ\u00e0. E per capire come concretizzare questa intuizione, la dimensione interiore e quella personale non bastano pi\u00f9. E\u2019 necessario il livello collettivo, del gruppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>ANGELINA<br \/>\n<\/b>Per me questi cinque anni sono stati molto importanti. La cosa che mi viene da dire \u00e8 che questo percorso mi ha cambiato la vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gennaio 2014.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gruppo di lavoro\u00a0 di Vicenza che ha che ha concluso il percorso sui 45 esercizi del libro &#8220;Difendersi senza aggredire&#8221; di Pat Patfoort ci ha inviato questo materiale con le testimonianze di Pat stessa e\u00a0 dei partecipanti. 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