{"id":8431,"date":"2012-03-10T00:00:00","date_gmt":"2012-03-10T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-03-11T08:50:16","modified_gmt":"2012-03-11T08:50:16","slug":"il-nuclearex-una-tecnologia-obsoleta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/03\/il-nuclearex-una-tecnologia-obsoleta\/","title":{"rendered":"Il nucleare, una tecnologia obsoleta"},"content":{"rendered":"<p>**Intanto qual&#8217;\u00e8 la situazione attuale dell&#8217;incidente?**<\/p>\n<p>L\u2019industria nucleare (la Tepco) si \u00e8 sbracciata a dichiarare che tutto \u00e8 sotto<br \/>\ncontrollo, ma non vi \u00e8 nulla di pi\u00f9 falso. I tre reattori danneggiati (per non<br \/>\ndire distrutti) e le piscine del combustibile irraggiato non possono essere<br \/>\nsotto controllo, basti pensare che dopo la fusione dei noccioli nell\u2019Unit\u00e0 1<br \/>\nil combustibile fuso in un magma tremendamente radioattivo ha perforato (per<br \/>\nla prima volta nella storia del nucleare) il vessel d\u2019acciaio di contenimento<br \/>\npenetrando nel pavimento sottostante. Si tratta di un magma di combustibile fuso<br \/>\nassolutamente incontrollabile, la reazione a catena in generale \u00e8 spenta, ma<br \/>\navendo il magma perduto la simmetria \u00e8 possibile che localmente si riformino<br \/>\ncondizioni di criticit\u00e0 e la reazione riprenda temporaneamente.<br \/>\nPersiste il grave problema dell\u2019acqua radioattiva con cui si continua a<br \/>\nraffreddare i reattori e fuoriesce per la rottura del vessel. Non \u00e8 mai stato<br \/>\nfatto il punto in modo serio e generale sulla contaminazione del territorio nord<br \/>\norientale del Giappone, la sua diffusione e la sua gravit\u00e0, la contaminazione<br \/>\ndel suolo e dei prodotti agricoli e alimentari. Per cui \u00e8 difficile sia<br \/>\nprendere misure adeguate (che non sono state prese fin dall\u2019inizio), sia fare<br \/>\nprevisioni sulle conseguenze sanitarie dell\u2019incidente, le quali sicuramente si<br \/>\nmanifesteranno nei decenni a venire. Ricordiamo che l\u2019incidente di Chernobyl<br \/>\navvenne in una regione sostanzialmente agricola, mentre l\u2019incidente di Fukushima<br \/>\nha colpito una delle regioni pi\u00f9 densamente popolate del mondo.<\/p>\n<p>**Quali sono le prospettive a futuro per il Giappone?**<\/p>\n<p>In Giappone si gioca oggi una partita decisiva non solo per il futuro del paese,<br \/>\nma per il futuro del nucleare nel mondo. Si pensi che oggi dei 54 reattori<br \/>\nnucleari del Giappone solo 2 sono in funzione, tutti gli altri sono chiusi<br \/>\nper i test in corso dopo l\u2019incidente, ed entro maggio saranno spenti anche<br \/>\nquesti 2. In questa situazione non si segnalano particolari difficolt\u00e0 gravi<br \/>\nnelle forniture di energia elettrica, il che significa che il Giappone pu\u00f2<br \/>\nbenissimo fare a meno del nucleare. Su questo il paese \u00e8 spaccato. Da un lato<br \/>\nvi sono fortissimi pressioni dell\u2019industria nucleare e del potere politico per<br \/>\nriaprire i reattori, dall\u2019altro \u00e8 cresciuta nell\u2019opinione pubblica l\u2019opposizione<br \/>\nalla riapertura e sono nati forti movimenti, in un paese in cui questi non<br \/>\nesistevano. Si pensi che il Giappone \u00e8 all\u2019avanguardia nella tecnologia<br \/>\nfotovoltaica, che per\u00f2 ha applicato pochissimo nel paese, per cui avrebbe enormi<br \/>\nprospettive.<br \/>\nSe si vincer\u00e0 la battaglia perch\u00e9 il Giappone non riprenda, e chiuda il<br \/>\nnucleare, sar\u00e0 un duro colpo per le prospettive mondiali del nucleare, perch\u00e9 il<br \/>\nGiappone \u00e8 il terzo paese dopo USA e Francia.<br \/>\nAnche noi in Italia dobbiamo impegnarci su questo fronte, e non cullarci<br \/>\nsull\u2019onda del successo del referendum, sia perch\u00e9 il prossimo incidente grave<br \/>\npotrebbe avvenire nella vicina Francia, sia perch\u00e9 dobbiamo ancora risolvere la<br \/>\npesante eredit\u00e0 dei nostri pur modesti programmi nucleari, chiusi ormai da un<br \/>\nquarto di secolo!<\/p>\n<p>**La tecnologia nucleare \u00e8 una tecnologia in stagnazione?**<\/p>\n<p>Dopo gli incidenti di Harrisburg del 1979 e di Chernobyl del 1986 la produzione<br \/>\ndi energia da fonte nucleare nel mondo \u00e8 andata progressivamente rallentando<br \/>\n(da allora e imprese elettriche private degli USA non hanno pi\u00f9 ordinato nuovi<br \/>\nreattori, e se ora un paio di reattori sembrano essere in costruzione non si<br \/>\ntratta certo del rilancio in grande stile che si preconizzava negli scorsi<br \/>\nanni), e dal 2009 mostra segnali di diminuzione, che dovrebbero accentuarsi per<br \/>\nil 2011 (non mi sembra che il consuntivo dell\u2019anno sia ancora stato reso noto)<br \/>\nvista la chiusura di decine di reattori in Giappone.<\/p>\n<p>La tecnologia nucleare \u00e8 una tecnologia obsoleta, che non si \u00e8 realmente<br \/>\nrinnovata (le tipologie dei reattori rimangono nella sostanza quelle degli<br \/>\nanni \u201960, a parte miglioramenti evolutivi, mentre i cosiddetti reattori<br \/>\ninnovativi di 4a generazione non sono stati realizzati nemmeno a livello di<br \/>\nprototipi e, se mai si riuscir\u00e0 a realizzarli, se ne parler\u00e0 tra vari decenni,<br \/>\nquando anche l\u2019uranio sar\u00e0 prossimo all\u2019esaurimento). E i costi del nucleare<br \/>\nsono assolutamente fuori mercato (e rincareranno per le misure che si impongono<br \/>\ndopo gli incidenti di Fukushima): il nucleare si regge economicamente solo<br \/>\nper le sovvenzioni e le facilitazioni degli Stati, e le limitazione delle<br \/>\nresponsabilit\u00e0 e dei costi in caso di incidenti gravi. In Italia paghiamo circa<br \/>\n400 milioni all\u2019anno nella bolletta elettrica per la gestione dell\u2019eredit\u00e0 dei<br \/>\nmodesti programmi nucleari chiusi dopo il referendum del 1987: un bell\u2019affare,<br \/>\nnon c\u2019\u00e8 che dire!<\/p>\n<p>**Puoi spiegare meglio la relazione tra nucleare civile e militare?**<\/p>\n<p>Questa relazione strettissima e ineliminabile \u00e8 un fattore ulteriore di sgravi<br \/>\noccultati di costi dei programmi nucleari civili, scaricati surrettiziamente<br \/>\nsul settore militare (i cui bilanci sono sempre molto opachi). Questo \u00e8<br \/>\nparticolarmente vero per la Francia, dove la scelta massiccia del nucleare<br \/>\ncivile \u00e8 un sottoprodotto ed una copertura della Force de Frappe.<br \/>\nIl dual-use \u00e8 intrinseco, e ineliminabile, nella tecnologia nucleare, perch\u00e9<br \/>\nmilitare e civile si basano sui medesimi processi di base (arricchimento<br \/>\ndell\u2019uranio e produzione di plutonio nei reattori nucleari). Oggi i rischi<br \/>\ndi proliferazione nucleare sono aumentati, perch\u00e9 la tecnologia \u00e8 molto pi\u00f9<br \/>\nsemplice e a portata di mano rispetto a 60 anni fa, si sono prodotte nel mondo<br \/>\nmigliaia di tonnellate di materiali fissili militari. Basti l\u2019esempio della<br \/>\nCorea del Nord che, a fronte dell\u2019inadempimento degli impegni di aiuti che aveva<br \/>\npreso carter, nel 2003 decise di farsi la bomba, riattiv\u00f2 un piccolo reattore,<br \/>\nne estrasse l\u2019uranio, e appena tre anni solo esplose il primo test nucleare.<br \/>\nNon \u00e8 diminuito il rischio di un olocausto nucleare, esistono ancora nel<br \/>\nmondo circa 20.000 testate intatte (anche se solo qualche migliaio schierate<br \/>\noperative), il processo di disarmo \u00e8 praticamente in stallo, il trattato<br \/>\nche firmarono due anni fa Obama e Medvedev fu al ribasso, la minaccia delle<br \/>\nmegalomani difese antimissile incombe, e gli Stati e i militari mostrano di<br \/>\nnon volere privarsi dell\u2019arma nucleare. Un allarme preoccupante \u00e8 venuto dal<br \/>\nprestigioso Bulletin of the Atomic Scientists che il 10 gennaio scorso a<br \/>\nspostato di un minuto in avanti l\u2019Atomic Clock verso la fatidica mezzanotte<br \/>\ndell\u2019olocausto nucleare (due anni fa lo aveva invece portato indietro di<br \/>\nun minuto, ma ora riconosce che non vi \u00e8 l\u2019intenzione di eliminare le armi<br \/>\nnucleari, e vi sono invece segnali che fanno pensare che vi sia l\u2019intenzione<br \/>\ndi usarle: si pensi al tragico pericolo di un folle attacco di israele agli<br \/>\nimpianti dell\u2019Iran).<\/p>\n<p>**Come si possono risolvere le esigenze energetiche del pianeta nei<br \/>\nprossimi anni secondo te?**<\/p>\n<p>In primo luogo abbassando le nostre esigenze energetiche, nei paesi ricchi, e indirizzandole<br \/>\ndiversamente nei paesi poveri, sottraendole comunque alla logica del profitto e indirizzandole<br \/>\nverso strutture sociali e stili di vita sostenibili: non si tratta di \u201ctornare alla candela\u201d, di peggiorare<br \/>\nla nostra vita, tutto il contrario. Oggi viviamo al di sopra delle possibilit\u00e0 del Pianeta, con stili<br \/>\ndi vita artificiali, che non solo distruggono la natura e le risorse, ma ci hanno allontanato dalla<br \/>\nnatura, dai suoi ritmi, da stili di vita sani. Ogni volta che esco in strada mi stupisco come la<br \/>\ngente non si senta ridicola spostandosi e passando gran parte del tempo rinchiusa in una scatola<br \/>\ndi metallo, spesso intrappolata nel traffico. Cambiare le nostre scale di valori \u2013 essere invece di<br \/>\navere \u2013 \u00e8 fondamentale per non soccombere alla nostra stessa \u201ccivilizzazione\u201d, che a ben vedere<br \/>\n\u00e8 solo la retorica che copre e legittima il profitto. Del retso, lasciami dire che ci hanno prospettato<br \/>\nper decenni un avvenire luminoso grazie alle meraviglie della scienza e della tecnica, il mito del<br \/>\nprogresso, e il mondo sta affrontando una crisi epocale, da tutti i punti di vista, lasciando ai giovani<br \/>\nprospettive a dir poco fosche!<br \/>\nIl risparmio di energia fa parte di queste considerazioni (ci sono colossali sprechi, basti pensare ai<\/p>\n<p>negozi che d\u2019inverno tengono le porte spalancate, ma \u00e8 solo un esempio), ma la prospettiva \u00e8 molto<br \/>\npi\u00f9 generale.<br \/>\nOvviamente nuovi stili di vita sostenibili devono basarsi sullo sviluppo delle fonti rinnovabili di<br \/>\nenergia, realizzate per\u00f2 anch\u2019esse in modo sostenibile, perch\u00e9 oggi la logica del profitto porta a<br \/>\ndistorsioni pericolosissime (come i campi fotovoltaici su terreni agricoli). Vi sono esempi di citt\u00e0<br \/>\n energeticamente autosufficienti, in cui si circola solo in bici o con mezzi<br \/>\npubblici. \u00c8 una strada non solo percorribile, ma necessaria se l\u2019umanit\u00e0 vuole avere una prospettiva<br \/>\nper la propria sopravvivenza.<\/p>\n<p>[Il Rapporto sullo stato dell&#8217;incidente](http:\/\/www.fisicamente.net\/SCI_SOC\/index-1916.htm)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un anno fa l&#8217;incidente nucleare di Fukushima. Molto<br \/>\nrumore e poi molte dichiarazioni tranquillizzanti. 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