{"id":841602,"date":"2019-04-17T08:49:47","date_gmt":"2019-04-17T07:49:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=841602"},"modified":"2019-04-17T14:30:31","modified_gmt":"2019-04-17T13:30:31","slug":"decreto-emergenza-a-rischio-ambiente-salute-e-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/04\/decreto-emergenza-a-rischio-ambiente-salute-e-democrazia\/","title":{"rendered":"Decreto emergenza: a rischio ambiente, salute e democrazia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800000;\"><em><strong>Una coalizione di oltre 200 scienziati, medici, giuristi, economisti, agricoltori, giornalisti, organizzazioni della societ\u00e0 civile contro art. 6 e 8<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>Oltre 200 firme raccolte in poche ore. L\u2019appello lanciato da Isde \u2013 Medici per l\u2019Ambiente e Navdanya International, per chiedere la modifica dell\u2019articolo 6 e 8 del Decreto Emergenze, ha visto in poche ore l\u2019adesione di oltre centinaia di autorevoli personalit\u00e0 del mondo accademico, scientifico, economico, giuridico, agricolo nonch\u00e9 la partecipazione di tantissime associazioni e organizzazioni della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>\u201cLe criticit\u00e0 trasformate in emergenza hanno spesso permesso di agire in deroga a importanti leggi di tutela e di realizzare piani contrari a qualsiasi sostenibilit\u00e0 e scientificit\u00e0. \u2013 si legge nella lettera aperta che \u00e8 stata inviata a tutti i parlamentari italiani \u2013 Con questo decreto le caratteristiche di necessit\u00e0 e urgenza saranno per\u00f2 la prassi. In pratica l\u2019eccezionalit\u00e0 diverr\u00e0 la norma. Affermare infatti che \u201cle misure fitosanitarie ufficiali e ogni altra attivit\u00e0 ad esse connessa sono attuate in deroga a ogni disposizione vigente\u201d significa imporre deroghe alla Costituzione, nonch\u00e9 alle leggi nazionali e regionali atte a salvaguardare la salute delle persone, dell\u2019ambiente e delle libert\u00e0 personali, non per proteggere i cittadini bens\u00ec per tutelare comparti agroindustriali\u00a0ed economici. Con conseguenze gravissime in quanto l\u2019agricoltura, cos\u00ec come la gestione delle fitopatie, sono ormai inscindibili da considerazioni di tipo sociale, ambientale, climatico, alimentare, sanitario, paesaggistico ed economico\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSe questo Decreto non verr\u00e0 modificato negli articoli 6 e 8, da oggi in avanti, con il pretesto di una emergenza agronomica, si potr\u00e0 soprassedere a un principio civile costituzionale tanto fondamentale quanto elementare: la prevalenza del diritto di tutti all&#8217;ambiente sano, al paesaggio e alla salute sull&#8217;interesse economico di pochi. E lo fanno nella maniera peggiore: semplicemente cancellando l&#8217;obbligo di valutare gli effetti ambientali dei piani fitosanitari \u2013 dichiarano i proponenti della coalizione \u2013 Faremo tutto ci\u00f2 che \u00e8 in nostro potere per evitare questa pericolosa deriva democratica e portare alla luce della comunit\u00e0 nazionale e internazionale questa incresciosa situazione\u201d.<\/p>\n<p>In allegato la lettera con le prime firme.<\/p>\n<p>Si invita a inviare la propria adesione alla lettera aperta <a href=\"https:\/\/forms.gle\/AMaeCfhZT5htvFTT7\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">a questo link<\/a><\/p>\n<p><em><span id=\"msgText_new_message_draft1555484040607_913a1cf3-1878-9fe6-1418-9ad814443867\" dir=\"ltr\">\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Ai Parlamentari della Repubblica Italiana<\/p>\n<p>Onorevoli Parlamentari,<\/p>\n<p>come coalizione di scienziati, medici, giuristi, economisti, agricoltori, giornalisti, organizzazioni della societ\u00e0 civile e comuni cittadini intendiamo esprimere la nostra preoccupazione e lanciare un allarme nei confronti di un sistema produttivo agricolo che sembra oramai sotto il totale controllo di potenti interessi corporativi. Tali soggetti, pur di ottenere il massimo dei profitti, non esitano ad azionare leve politiche per ottenere legislazioni sempre pi\u00f9 favorevoli con l&#8217;obbiettivo della sostituzione delle colture tradizionali ecologiche con pericolosi monocultivi industriali ad alto impatto ambientale che, come gi\u00e0 dimostrato dalle ricerche scientifiche e come recentemente ribadito da numerosi tribunali internazionali, sono alla base di epidemie di malattie non trasmissibili fra la popolazione (cancro, Parkinson, Alzheimer etc.), sono responsabili della contaminazione delle falde acquifere e del suolo, producono un gravissimo impatto in termini di emissioni causa a loro volta dei cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Nonostante i recenti appelli delle Nazioni Unite e della Fao, gli allarmi dello Iarc (WHO) e le crescenti richieste della popolazione per un\u2019agricoltura e un\u2019alimentazione libera da veleni e per una necessaria transizione verso modelli produttivi sostenibili e rispettosi dell&#8217;ambiente, le attuali scelte della politica continuano incuranti a seguire i vecchi schemi operativi. E questo sebbene le dichiarazioni pubbliche di facciata che, a questo punto, non possono che essere definitive spudoratamente disoneste nei confronti di un elettorato che ha esplicitamente espresso la propria volont\u00e0 a favore di un cambiamento strutturale del sistema produttivo in senso ecologico. In tal senso, il cosiddetto decreto emergenze rappresenta l&#8217;ennesimo esempio di questo<br \/>\nasservimento degli interessi del pubblico a quello dei grandi poteri corporativi.<\/p>\n<p>In particolar modo ci riferiamo agli articoli 6 e 8 del suddetto, che limitano la gestione delle emergenze fitosanitarie a una mera questione di carattere agronomico, senza considerare che le stesse, cos\u00ec gestite, possano innescare pericolose derive ambientali, sanitarie e democratiche. Le criticit\u00e0 trasformate in emergenza hanno spesso permesso di agire in deroga a importanti leggi di tutela e di realizzare piani contrari a qualsiasi sostenibilit\u00e0 e scientificit\u00e0. Con questo decreto per\u00f2 le caratteristiche di necessit\u00e0 e urgenza saranno la prassi. In pratica l\u2019eccezionalit\u00e0 diverr\u00e0 la norma. Affermare infatti che \u201cle misure fitosanitarie ufficiali e ogni altra attivit\u00e0 ad esse connessa sono attuate in deroga a ogni disposizione vigente\u201d significa imporre deroghe alla Costituzione, nonch\u00e9 alle leggi nazionali e regionali atte a salvaguardare la salute delle persone, dell\u2019ambiente e delle libert\u00e0 personali, non per proteggere i cittadini bens\u00ec per tutelare comparti floristici ed<br \/>\neconomici.<\/p>\n<p>Con conseguenze gravissime in quanto l\u2019agricoltura, cos\u00ec come la gestione delle fitopatie, sono ormai inscindibili da considerazioni di tipo sociale, ambientale, climatico, alimentare, sanitario, paesaggistico ed economico. Ci si riferisce, per esempio, all\u2019inquinamento e al depauperamento delle matrici vitali (suolo, acqua e biodiversit\u00e0), all\u2019alterazione degli ecosistemi, all\u2019impatto che certi modelli agricoli hanno sul clima (attraverso, per esempio, le emissioni di CO2); alle conseguenze sulla salute, con riguardo all\u2019aumento delle patologie legate agli effetti tossici e nocivi derivanti dall\u2019utilizzo su vasta scala dei prodotti fitosanitari. Ma anche alle conseguenze economiche e sociali di certe scelte, anche nel lungo termine. Con il Decreto Emergenze, infatti, si modifica il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152 \u201cNorme in materia ambientale\u201d per quanto attiene la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) che prevede l\u2019esame degli effetti di determinati piani e programmi sull\u2019ambiente naturale, inserendo le misure fitosanitarie di emergenza tra i piani che possono contravvenire alla stessa. Questo significa che con il pretesto di una fitopatia si potr\u00e0 agire senza alcuna valutazione delle possibili alternative, degli ipotetici sviluppi, senza alcun confronto scientifico sul tema e impedendo alla cittadinanza di partecipare alle decisioni che riguardano il proprio territorio. Creando quindi un vulnus, un malessere sociale tra chi queste misure le intima e chi le subisce a scapito anche della propria terra e della propria salute.<\/p>\n<p>In Puglia tutto questo sta gi\u00e0 avvenendo. Con il pretesto dell&#8217;emergenza Xylella si stanno imponendo irrorazioni con migliaia di tonnellate di pesticidi (in particolare neonicotinoidi e piretroidi, alcuni dei quali messi al bando dall\u2019UE perch\u00e9 estremamente tossici per persone e animali, in particolare per gli insetti impollinatori) in aree urbane e rurali; utilizzo di fitofarmaci anche in aziende biologiche (decretandone di fatto la riconversione delle stesse al convenzionale); eradicazione di piante secolari e monumentali, anche in violazione ai vincoli idrogeologici (esponendo cos\u00ec i cittadini a rischi altissimi) e paesaggistici (inficiando pesantemente sul settore turistico e sull\u2019economia locale); reimpianti di cultivar brevettate (FS-17) e autosterili (Leccino), idonee a un modello agricolo intensivo e super intensivo, che richieder\u00e0 ampio uso di mezzi meccanici, fitofarmaci e input idrici, per produrre un olio competitivo sul mercato internazionale (a basso prezzo e bassa qualit\u00e0), che di fatto soppianter\u00e0 una produzione fondata su piccole imprese e aziende<br \/>\nfamiliari a favore di grandi latifondi e dalla GDO. Con tutto ci\u00f2 che ne consegue per le falde acquifere<br \/>\ngi\u00e0 contaminate e un suolo ormai irrimediabilmente compromesso. Tutto questo si pu\u00f2 fare senza alcuna Valutazione ambientale (VAS); senza alcun confronto scientifico aperto; senza il parere dei cittadini; utilizzando soldi pubblici (si parla di oltre 300 milioni per la riconversione dell\u2019olivicoltura pugliese); impunemente, malgrado gli effetti che simili piani potrebbero avere nel tempo e le varie criticit\u00e0 gi\u00e0 sollevate da ben due rapporti sui Crimini Alimentari stilati dall\u2019Osservatorio Agromafie (2015, 2016). A detta di numerosi esperti, accademici e scienziati, promuovere un\u2019agricoltura basata sui pesticidi e sulle monoculture oggi \u00e8 quanto di pi\u00f9 azzardato e pericoloso si possa fare.<\/p>\n<p><strong>Sia da un punto di vista climatico.<\/strong> A testimoniarlo sono ormai numerosi studi, avvalorati dai recenti<br \/>\nreportdella Fao a supporto di un\u2019agricoltura sostenibile e dal recente rapporto dell\u2019Institute for European Environmental Policy che sottolinea come la criticit\u00e0 della situazione imponga ormai un immediato cambio di paradigma agricolo, evidenziando l\u2019urgenza di attuare tutti gli strumenti disponibili idonei ad aumentare l\u2019assorbimento di carbonio dall\u2019atmosfera da parte dei suoli, riducendo cos\u00ec i gas climalteranti generati dal settore agricolo.<\/p>\n<p><strong>Sia da un punto di vista ambientale.<\/strong> Come dimostrano gli ultimi report Ispra i pesticidi nelle acque italiane sono in continuo aumento, con livelli di contaminazione che superano i limiti in quasi un quarto dei punti di monitoraggio delle acque superficiali. Discorso analogo per quanto riguarda le condizioni dei suoli sempre pi\u00f9 danneggiati a causa del cospicuo utilizzo di fertilizzanti chimici, pesticidi, fungicidi ed erbicidi.<\/p>\n<p><strong>Sia da un punto di vista sanitario.<\/strong> \u00c8 scientificamente provato che l\u2019esposizione ai pesticidi possa essere associata allo sviluppo di diverse patologie &#8211; neurodegenerative, neonatali, ormonali &#8211; nonch\u00e9 a problematiche a carico del sistema immunitario e all\u2019insorgenza di tumori. Effetti a oggi sottostimati, in quanto l\u2019attuale valutazione tossicologia non considera diversi fondamentali aspetti come la complessit\u00e0 delle formulazioni commerciali, spesso estremamente pi\u00f9 tossiche dei soli principi attivi; l\u2019esposizione a piccole dosi ma a lungo termine; l\u2019effetto cocktail; le suscettibilit\u00e0 individuali e le criticit\u00e0 per i soggetti pi\u00f9 deboli. Tra le conseguenze legate all\u2019esposizione ai pesticidi vi sono infatti anche la perdita quoziente intelligenza e disabilit\u00e0 intellettuale, deficit d\u2019attenzione e iperattivit\u00e0, sviluppo di leucemie infantili e tumori celebrali, malformazioni nonch\u00e9 morte fetale. Proprio i pi\u00f9 piccoli saranno i bersagli di queste sostanze e le principali vittime di questi piani che<br \/>\nintaccheranno irrimediabilmente il loro futuro.<\/p>\n<p>Alla luce di tutti questi fattori, problematiche cos\u00ec complesse richiederebbero un approccio sistemico e multidisciplinare nel quale siano presi in considerazione i vari punti di vista superando un\u2019impostazione che tende a restringere questi problemi a mere questioni di patologia vegetale di esclusiva competenza del Ministero delle Politiche Agricole quando, invece, qualunque misura andrebbe adottata di concerto con i Ministeri in indirizzo, preposti alla tutela e alla salvaguardia dei valori costituzionali sopra enunciati.<\/p>\n<p>Pertanto, con la presente, vi chiediamo di respingere tale Decreto e legiferare concretamente a tutela dei cittadini, della salute, del paesaggio, dell\u2019ambiente e del futuro del nostro Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una coalizione di oltre 200 scienziati, medici, giuristi, economisti, agricoltori, giornalisti, organizzazioni della societ\u00e0 civile contro art. 6 e 8 Oltre 200 firme raccolte in poche ore. 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