{"id":840385,"date":"2019-04-15T08:39:35","date_gmt":"2019-04-15T07:39:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=840385"},"modified":"2019-04-15T08:39:35","modified_gmt":"2019-04-15T07:39:35","slug":"fridays-for-future-conclusa-la-prima-assemblea-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/04\/fridays-for-future-conclusa-la-prima-assemblea-in-italia\/","title":{"rendered":"Fridays for future: conclusa la prima assemblea in Italia"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il 12 e il 13 aprile si \u00e8 svolta a Milano la \u201cdue giorni\u201d di <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Fridays for future Italia<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">. La sera del 12 con una conferenza scientifica affidata a quattro esperti: sulle fonti rinnovabili, sulle ripercussioni in agricoltura, sullo stato della ricerca, sul negoziato internazionale e sulla dimensione sociale dei cambiamenti climatici. Il 13 si \u00e8 svolta invece, per tutto il giorno, l\u2019assemblea nazionale costituente del movimento italiano, la prima nel mondo: \u201cd\u2019altronde il corteo di Milano \u00e8 stato il pi\u00f9 grande di tutti\u201d, ha detto con orgoglio uno degli intervenuti. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Se la sera prima il pubblico era \u201cmisto\u201d, met\u00e0 di giovani e met\u00e0 di persone mature, il giorno dopo l\u2019aula magna della facolt\u00e0 di fisica era stracolma solo di giovani e giovanissimi (con rarefatta presenza di anziani), tra cui circa 200 delegazioni da oltre 100 citt\u00e0 italiane. L\u2019et\u00e0 media molto bassa \u00e8 una caratteristica e un vanto di <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Fridays for future<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Per molti intervenuti, pi\u00f9 che di studenti \u2013 \u201cche mai ci facciamo a scuola se l\u00ec non ci insegnano altro che a riprodurre un modello di sviluppo che ha solo pi\u00f9 pochi anni di vita?\u201d \u2013 il loro \u00e8 un movimento della \u201cnuova generazione\u201d: una generazione \u201cpreoccupata\u201d se non \u201cterrorizzata\u201d; \u201cla prima che sperimenta il cambiamento climatico, ma anche l\u2019ultima che ha la possibilit\u00e0 di fermarlo\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Questa coscienza di una responsabilit\u00e0 generazionale \u2013 \u201cQui, come diceva Falcone, innocente non \u00e8 nessuno\u201d e \u201cil sistema siamo noi; per questo possiamo cambiarlo\u201d; o anche \u201cnon ci salver\u00e0 nessun altro\u201d &#8211; ha attraversato tutto il dibattito, con una frequente contrapposizione tra \u201cnoi\u201d, la generazione del terzo millennio, e \u201cloro\u201d: quelli che non hanno fatto niente per sventare quel rischio mortale, andando avanti per la vecchia strada come se niente fosse. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Per questo \u201coccorre ammettere le colpe dei padri\u201d evocando anche \u201cun giusto risentimento verso le precedenti generazioni\u201d. \u201cC\u2019\u00e8 un elefante nella stanza, che sta per sedersi sopra di noi\u201d perch\u00e9 \u201cci avete ignorato; ma \u00e8 finito il tempo delle scuse. Adesso siamo arrivati noi\u201d. Ma \u00e8 stato anche aggiunto \u201cSiamo giovani s\u00ec, ma non ostili a chi non lo \u00e8\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Tuttavia il <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>mood <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">generale era tale per cui l\u2019unica persona di una certa et\u00e0 che \u00e8 intervenuta, la mamma di un \u201cattivista\u201d di 13 anni, ha sentito il bisogno di esordire dicendo: \u201cChiedo scusa per l\u2019et\u00e0\u201d. D\u2019altronde anche un giovane pu\u00f2 sentirsi un po\u2019 vecchio: \u201cSe un anno fa mi avessero detto che sarei andato dietro a una ragazzina svedese di sedici anni &#8211; ha raccontato uno degli intervenuti &#8211; avrei pensato che mi stavano scambiando per un pedofilo\u2026\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Gli interventi, rigorosamente contingentati nei tempi, erano organizzati intorno a quattro punti: chi siamo, che cosa vogliamo, dove andiamo e come ci organizziamo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Tralasciando quest\u2019ultimo, che ha reso evidenti le difficolt\u00e0 di dare anche solo un coordinamento a un movimento nato da poco, e \u201ca velocit\u00e0 pazzesca\u201d, le delegate e i delegati che si sono alternati sul palco hanno fornito un quadro corale di un movimento diversificato ma unitario, creativo, colto, che sa di essere forte e di avere la ragione dalla propria parte; e che per questo pu\u00f2 irridere ai suoi avversari: \u201cMa se tutti sono d\u2019accordo con noi, contro chi stiamo manifestando?\u201d Ma anche capace di mobilitazioni straordinarie \u201cche non si vedevano dal tempo delle adunate degli alpini\u201d e al tempo stesso preso dallo stupore per il modo in cui i suoi protagonisti si stanno trasformando: \u201cSiamo qui. Greta ha smosso il mondo: sono nate di colpo amicizie tra persone che non si conoscevano\u201d. Se il primo problema, per ora, era \u201ccombattere l\u2019indifferenza, <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Fridays for future<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\"> l\u2019ha smossa\u201d. E grazie a questo, \u201csolo noi possiamo guardarci negli occhi, con fiducia e non con paura\u201d, in \u201cun movimento che nasce da un sentimento senza interessi, perch\u00e9 ci crediamo\u201d. E \u201cpossiamo cambiare il sistema perch\u00e9 siamo gli unici a non farsi acciecare dal guadagno\u201d. Con la coscienza, per di pi\u00f9, di avere un ruolo storico: \u201cCon noi i senza diritti prendono la parola\u201d. \u201cCi hanno sempre detto che \u2018non c\u2019\u00e8 alternativa\u2019. Ma l\u2019alternativa siamo noi\u201d e ancora: \u201cSiamo un movimento bellissimo, la goccia che sar\u00e0 l\u2019inizio della tempesta\u201d. Adesso, subito, \u201cil tempo scorre, tic tac, tic tac\u201d, \u201cl\u2019apocalisse \u00e8 gi\u00e0 qui\u201d e \u201cnon possiamo aspettare di raggiungere l\u2019et\u00e0 adulta\u201d. E, tanto per cominciare: \u201cIl prossimo autunno dovr\u00e0 parlare di questa generazione\u201d, con l\u2019ambizione di \u201cdiventare il movimento pi\u00f9 grande del mondo\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><i>Chi siamo?<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\"> La formula pi\u00f9 ripetuta, da quasi tutti, \u00e8: \u201cun movimento apartitico\u201d, corredato anche da qualche \u201cantipartitico\u201d. In effetti una delle note dominanti \u00e8 stata la diffidenza e, in molti casi, un vero e proprio rigetto nei confronti dei partiti; ma anche dei sindacati, al punto che pur chiedendo che la prossima giornata di lotta del 24 maggio venga proclamato uno sciopero generale che blocchi tutto il paese per esigere misure radicali sul clima, si \u00e8 voluto evitare di nominare i sindacati nella mozione finale. Ma ce n\u2019\u00e8 anche per le associazioni ambientaliste, anche loro \u201ctroppo legate ai partiti\u201d. E dai partiti questa diffidenza \u00e8 stata estesa, da alcuni, ma non da tutti, anche alle istituzioni, su cui \u201coccorre esercitare il massimo della pressione\u201d, ma con cui \u201cdialogare \u00e8 prematuro; non siamo ancora pronti\u201d. A questa quasi unanimit\u00e0 contro i partiti si associa la denuncia delle loro strumentalizzazioni &#8211; \u201cParlano come noi di transizione energetica e poi finanziano i fossili\u201d \u2013 mentre fa da riscontro un quasi incondizionato apprezzamento per la ricerca scientifica, il suo metodo e gli scienziati; fino all\u2019affermazione volutamente paradossale che ne ricalca una di cinquant\u2019anni fa: \u201cVogliamo tutto e subito. Ce lo dice la scienza\u201d. Con ci\u00f2 trascurando persino la lettera con cui un gruppo di scienziati italiani si \u00e8 rivolto al movimento per avvertirlo che non tutta la scienza \u00e8 allineata con le posizioni dell\u2019IPCC, soprattutto in campi non direttamente legati alla climatologia, come medicina, agricoltura, idraulica, ingegneria, ecc.; e che non tutti gli scienziati sono esenti da condizionamenti, anche pesanti, da parte di lobby e corporation che hanno forti interessi in quei campi. Ma si capisce bene questa presa di posizione del movimento, che a volte finisce per attribuire alla \u201cscienza\u201d anche l\u2019intera soluzione dei problemi: perch\u00e9 l\u2019adesione ai metodi e ai risultati della ricerca scientifica \u00e8 ci\u00f2 che contrappone il movimento alla \u201cpolitica\u201d, quella dei partiti, che li ignorano o non li tengono in alcun conto, facendosi corresponsabili della corsa al disastro. Ma se le analisi dei climatologi sono inconfutabili e \u201cle tecnologie per decarbonizzare completamente l\u2019economia sono disponibili, e a costi anche inferiori a quelli dei fossili\u201d, come era stato illustrato nella conferenza scientifica della sera precedente, di l\u00ec nasce anche una sottovalutazione del ruolo della politica, quella vera, quella fatta dai cittadini consapevoli. Quella sottovalutazione si radica in un\u2019affermazione sbagliata di Greta, spesso ripetuta nel corso dell\u2019assemblea, secondo cui \u201ci politici sanno che cosa bisogna fare, le soluzioni ci sono gi\u00e0, ma non le applicano\u201d. In realt\u00e0 i politici di tutto il mondo non sanno assolutamente che cosa fare, e per questo continuano per la vecchia strada come se niente fosse. Perch\u00e9 la transizione energetica e, a maggior ragione, una radicale conversione ecologica, non sono questioni solo tecniche, ma anche e soprattutto sociali: richiedono, tra l\u2019altro, una rivoluzione degli stili di vita, ma anche la chiusura di milioni di imprese e di progetti \u2013 e l\u2019apertura di altri \u2013 colpendo interessi costituiti, ma anche posti di lavoro non sempre immediatamente sostituibili o riconvertibili: un processo sicuramente complesso e fonte di grandi sconvolgimenti (anche se inferiori a quelli che ci aspettano in uno scenario <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>business as usual, senza interventi mirati<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">). Per questo nessun politico ha la capacit\u00e0 e la cultura per affrontarli: si sono sempre dedicati ad altro\u2026 Di questa problematica solo alcuni degli intervenuti in assemblea hanno dimostrato di essere consapevoli (poco male, c\u2019\u00e8 tempo per affrontarla, tanto pi\u00f9 che dovr\u00e0 impegnare intelligenze e pratiche collettive per decenni). Ma a volte ha il sopravvento anche una spinta alla delega: \u201cNessuno di noi deve avere paura di scontentare qualcuno\u201d, dice qualcuno, \u201cnon siamo noi a mandare a casa i lavoratori\u201d. A risolvere problemi come questo \u201cdevono pensarci loro Non sono mancati per\u00f2 accenni a entrare maggiormente nello specifico: \u201cClima vuol dire energia, ma anche mobilit\u00e0, agricoltura, allevamento, alimentazione\u201d. Per ciascuno di questi ambiti \u201cci vogliono piani di transizione precisi\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Chiaro \u00e8 comunque a tutti, o quasi, lo stretto legame tra giustizia ambientale \u2013 salvare la vita su questo pianeta &#8211; e giustizia sociale &#8211; evitare che le conseguenze del degrado ambientale ricadano, come succede da tempo, sui pi\u00f9 miseri e i pi\u00f9 emarginati della Terra &#8211; cogliendo la stretta relazione tra deterioramento climatico e migrazioni; e anche tra migrazioni e razzismo: \u201cNon possiamo prescindere dal razzismo. Viene negata la dignit\u00e0 a degli esseri umani a causa del loro paese di origine\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Subito dopo l\u2019adesione al metodo scientifico, tra le caratterizzazioni del nuovo movimento pi\u00f9 citate c\u2019\u00e8 quella di \u201canticapitalista\u201d; vengono poi, nell\u2019ordine, \u201cpolitico\u201d, \u201cpacifico\u201d, \u201cantifascista\u201d e \u201cdemocratico\u201d. La connotazione di anticapitalista \u00e8 stata spesso associata alla denuncia del ruolo delle multinazionali o dello sfruttamento del lavoro, che hanno \u201ctrasformato la Terra in una immensa, sudicia societ\u00e0 per azioni\u201d. E alla convinzione, condivisa da molti, che \u201cil capitalismo, la radice del mondo in cui siamo nati\u201d \u201cnon \u00e8 sostenibile\u201d: \u201cnon si pu\u00f2 pi\u00f9 vivere nel capitalismo che i nostri antenati hanno creato\u201d. Non \u00e8 una connotazione ideologica, come quella di chi pensa ancora che l\u2019esito prefigurato dallo \u201csviluppo delle forze produttive\u201d sia inevitabilmente il socialismo o il comunismo: due termini che non sono mai stati pronunciati. Quello sviluppo delle forze produttive ha infatti finito per volgere l\u2019intero pianeta al peggio, per lo meno negli ultimi decenni. Tutti sembrano consapevoli che \u201clo sbocco\u201d della transizione energetica o, pi\u00f9 in profondit\u00e0, della conversione ecologica, \u00e8 interamente da ripensare e da costruire, anche se molto del suo profilo sembra gi\u00e0 delinearsi attraverso alcune indicazioni per l\u2019oggi: \u201cdiritto a un futuro felice\u201d, \u201ccambiare stile di vita, riducendo i consumi\u201d, \u201cridurre l\u2019orario di lavoro\u201d, \u201cistituire un\u2019economia circolare\u201d, \u201crealizzare un cambiamento politico ed economico non pi\u00f9 fondato sulla predazione delle risorse della Terra\u201d, \u201csalvare il vivente, gli animali e le foreste\u201d, \u201crispettare gli animali\u201d, \u201csalvaguardare tutti gli ecosistemi\u201d, \u201cperseguire giustizia, verit\u00e0 e bellezza\u201d, \u201csuperare l\u2019antropocentrismo\u201d, \u201cadottare un punto di vista femminile nell\u2019analisi dei problemi\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><i>Che cosa vogliamo?<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\"> Qui le indicazioni sono chiarissime: innanzitutto la \u201cdecarbonizzazione rapida e totale\u201d: \u201cfermare l\u2019estrazione di fossili\u201d, \u201cbloccare gli incentivi ai fossili\u201d, \u201cistituire un <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Green new deal<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u201d. Alcun fanno riferimento alla definizione dello sviluppo sostenibile del rapporto \u201cIl nostro futuro comune\u201d (1988), altri ai 17 obiettivi dell\u2019ONU, ai rapporti dell\u2019IPCC, all\u2019accordo di Parigi, rilevando comunque come nei negoziati internazionali prevale sempre il compromesso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Pareri diversi sono stati espressi sul tema dei rapporti con le istituzioni: per alcuni occorre aprire un confronto al pi\u00f9 presto; per altri non siamo ancora pronti. Per accettare un confronto con il ministro Costa, bisogna comunque che ci sia da parte sua \u201cun atto di buona volont\u00e0: stop a tutti i nuovi impianti\u201d. Le prossime elezioni europee \u201cci riguardano poco\u201d, ma si potrebbe comunque \u201csottoporre ai candidati un elenco di richieste da sottoscrivere\u201d, per poi vedere come si comportano. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">La richiesta pi\u00f9 dirompente \u00e8 comunque quella di chiedere \u2013 o esigere \u2013 dalle autorit\u00e0 locali o dal Governo (e dalle autorit\u00e0 scolastiche, per gli insegnanti di <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Teachers for future, <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">che propongono anche \u201cuna disobbedienza civile di massa senza precedenti, per salvare il mondo\u201d) \u201cla dichiarazione di uno stato di emergenza per il clima\u201d, in modo da \u201cspostare il focus del dibattito\u201d per far s\u00ec che vengano messe al primo posto tutte le misure di possibile realizzazione immediata, abbandonando iniziative e progetti dannosi per il clima e \u201cintersecando i diversi temi per rendere il nostro punto di vista egemonico\u201d. La lotta contro i cambiamenti climatici deve diventare la priorit\u00e0 a cui ricondurre e tutte le cose da fare. A partire dal \u201cblocco di tutte le grandi opere\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E\u2019 questo un tema che ha visto uniti tutti quanti gli interventi: \u201cno alle grandi opere inutili e dannose, ai grandi eventi, alle grandi navi (a Venezia), alle grandi speculazioni, a partire da quelle direttamente connesse allo sfruttamento e al trasporto dei fossili: tap, trivelle, Centro oli dell\u2019Eni, ecc. Con l\u2019avvertenza, tuttavia, che, a causa della scarsa o cattiva informazione \u201cla maggioranza della gente non \u00e8 contro le grandi opere\u201d, e che \u201csu questo tema occorre agire con cautela, spiegarci; perch\u00e9 dobbiamo essere i rappresentanti di tutti\u201d. Quest\u2019ultima, d\u2019altronde, \u00e8 una preoccupazione che ricorre in molti interventi: \u201cAbbiamo bisogno soprattutto di chi non c\u2019\u00e8\u201d, \u201cnon bisogna chiuderci tra noi giovani\u201d, \u201cbisogna fare grandi campagne di informazione\u201d, \u201ccoinvolgiamo anche gli anziani\u201d; poi occorre \u201centrare nelle scuole\u201d, \u201ccambiare la didattica\u201d, \u201ceducare gli insegnanti\u201d e, soprattutto, \u201cspostare gli investimenti dai fossili all\u2019istruzione\u201d, \u201cfinanziare ricerca e istruzione\u201d. Tanto pi\u00f9 che \u201cil loro potere si basa sulla nostra ignoranza\u201d: \u201cabbiamo nove scuole su dieci che crollano e finanziano il TAV\u2026\u201d. Occorre, insomma \u201cpromuovere una rivoluzione culturale a partire dalle scuole\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Alla fine di tutto spuntano le iniziative pratiche in cui molti sono impegnati: pulire strade e giardini a scopo dimostrativo (e non per aiutare le amministrazioni), eliminare la plastica da scuole, universit\u00e0 ed eventi pubblici; ma \u201cproibire anche la produzione di plastica usa e getta\u201d, spostarsi in \u201cbicicletta\u201d, \u201cmangiare meno carne e latticini\u201d, \u201crecuperare il cibo di scarto\u201d, \u201cboicottare i prodotti ad alto contenuto di carbonio\u201d. E poi, \u201cbloccare il traffico per farsi ascoltare\u201d e \u201cpromuovere manifestazioni a livello regionale\u201d. La prossima manifestazione, quella del 24 maggio, avr\u00e0 invece carattere nazionale e vedr\u00e0 tutti impegnati nella sua promozione. Arrivederci a maggio!<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">PS. I \u201cgiovani\u201d che avrebbero sviluppato una dipendenza da smart phone, oggi al centro delle preoccupazioni di papa Francesco e di un noto editorialista di Repubblica, potrebbero \u201ccurarsi\u201d partecipando al movimento <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Fridays for future<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">, la cui assemblea ha visto il succedersi di oltre 100 oratori, quasi tutti con lo smart phone in mano, su cui leggevano l\u2019intervento o la scaletta che avevano scritto, da soli o con i loro compagni. Ma erano proprio loro ad avanzare anche la richiesta che venga posta fine al sistema dell\u2019obsolescenza programmata di quegli apparecchi: quel meccanismo che produce la smania per il nuovo di cui tanti moralisti, regolarmente forniti dell\u2019ultimo modello non solo di smart phone, ma anche di tablet e computer, rimproverano i giovani di essere succubi, perdendo il senso dei \u201cveri valori\u201d. Non \u00e8 lo smart phone a creare dipendenza, bens\u00ec la mancanza di idee, di incontri interessanti e di passioni civiche, proprio ci\u00f2 che a tanti moralisti manca completamente. Lo stesso vale per l\u2019avversione che in quell\u2019assemblea molti interventi hanno manifestato nei confronti dell\u2019altra vacca sacra della nostra epoca: l\u2019automobile privata. Tra i membri di quel movimento suscita solo fastidio.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 12 e il 13 aprile si \u00e8 svolta a Milano la \u201cdue giorni\u201d di Fridays for future Italia. 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