{"id":840078,"date":"2019-04-14T20:13:27","date_gmt":"2019-04-14T19:13:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=840078"},"modified":"2019-04-15T11:49:06","modified_gmt":"2019-04-15T10:49:06","slug":"le-organizzazioni-per-i-diritti-umani-sono-parte-del-problema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/04\/le-organizzazioni-per-i-diritti-umani-sono-parte-del-problema\/","title":{"rendered":"Le Organizzazioni per i Diritti Umani sono parte del problema"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>Justin Podur<\/strong> (1)<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.alternet.org\/2019\/04\/how-human-rights-organizations-are-part-of-the-problem\/\">Independent Media Institute<\/a><br \/>\nQuesto articolo \u00e8 stato prodotto da <a href=\"https:\/\/independentmediainstitute.org\/globetrotter\/\">Globetrotter<\/a>, un progetto dell&#8217;Independent Media Institute.<\/p>\n<p>A chi possiamo credere? I partiti politici e le organizzazioni di parte ora presentano non solo le proprie opinioni ma, come dice la vecchia battuta, anche i loro fatti. I palestinesi vengono uccisi presso la recinzione di Gaza perch\u00e9 tentano di invadere Israele, come sostiene l&#8217;esercito israeliano che li uccide, o stanno cercando di protestare contro la reclusione nella prigione a cielo aperto in cui stanno lentamente morendo di fame, come sostengono i loro portavoce? Il presidente venezuelano Maduro \u00e8 un dittatore, come dice Trump, o ha vinto una elezione equa, come afferma il consiglio elettorale del Paese?<\/p>\n<p>Il cittadino si trova di fronte a versioni diametralmente opposte della verit\u00e0, su questioni di vita e di morte. Un istinto naturale spinge a cercare voci neutrali, non partigiane, a cercare arbitri imparziali che non sono a favore di una parte o dell&#8217;altra, ma cercano solo di attenersi a princ\u00ecpi di alto livello. E quale principio \u00e8 pi\u00f9 alto dei diritti umani, il principio secondo cui tutti abbiamo (gli stessi) diritti semplicemente a causa della nostra comune umanit\u00e0? Nella nebbia creata da politicanti egoisti, da gruppi armati che usano l&#8217;inganno come arma di guerra e da giornalisti in cerca di far carriera servendo i potenti,\u00a0certamente le organizzazioni dedicate ai diritti umani &#8211; come Amnesty International e Human Rights Watch &#8211; possono essere fari di luce.<\/p>\n<p>Purtroppo, non lo sono. La stessa autorevolezza che le organizzazioni per i diritti umani possiedono, la loro parvenza di principio e neutralit\u00e0, \u00e8 diventata una merce troppo preziosa perch\u00e9 i potenti la possano ignorare. Il risultato? Le organizzazioni per i diritti umani hanno sacrificato la loro credibilit\u00e0 e sono diventate una parte sofisticata della macchina per la politica estera degli USA o, &#8211; per dirla in modo pi\u00f9 esplicito -, una parte dell&#8217;impero degli USA. Le cose sono andate cos\u00ec per molto pi\u00f9 tempo di quanto si renda conto la &#8220;gente di coscienza&#8221;, per usare una parola cara al mondo dei diritti umani.<\/p>\n<p>Nel suo libro del 2010\u00a0<a href=\"https:\/\/smile.amazon.com\/Ideal-Illusions-Government-Co-opted-American\/dp\/0805083286\/?tag=alternorg08-20\"><i><u>Ideal Illusions: How the U.S. Government Co-opted Human Rights<\/u><\/i><\/a> (Illusioni idealistiche: Come il governo degli USA ha cooptato i diritti umani), l&#8217;autore James Peck descrive come, durante la Guerra fredda, i funzionari statunitensi cercavano uno slogan ideologico che potesse competere con gli appelli all&#8217;uguaglianza e all&#8217;anti-imperialismo che i rivoluzionari comunisti offrivano agli oppressi del mondo. L&#8217;anti-comunismo funzionava abbastanza bene a casa, era uno slogan negativo &#8211; contro il comunismo-, certo, ma per che cosa si battevano gli Stati Uniti? Il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Jimmy Carter, Zbigniew Brzezinski, in una lettera a Carter\u00a0sostenne che una fondazione per i diritti umani semi-governativa, con base negli USA, avrebbe potuto promuovere &#8220;una costituente mondiale per i diritti umani&#8221; restando &#8220;separata dalla dipendenza diretta&#8221; dagli USA, fornendo una voce &#8220;indipendente dal governo degli USA e, in alcuni casi, pi\u00f9 credibile&#8221;. Un&#8217;ampia definizione dei diritti umani, sosteneva Brzezinski, &#8220;conserverebbe per noi la desiderabile identificazione con una causa umana per cui i tempi sono maturi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Human Rights Watch<\/strong> (chiamata Helsinki Watch alla sua fondazione) \u00e8 nata per servire esattamente a questo scopo. Peck scrive che negli anni &#8217;70 &#8220;Helsinki Watch lavorava a stretto contatto con i dissidenti nell&#8217;URSS e nell&#8217;Europa orientale e si trovava a emulare pratiche governative statunitensi di vecchia data&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Amnesty International<\/strong> ha intrapreso un percorso pi\u00f9 indipendente, concentrandosi su pratiche specifiche come la tortura, i prigionieri politici e il genocidio. In tal modo, come ha sostenuto uno dei fondatori, Amnesty faceva appello a coloro &#8220;che sono stanchi del pensiero polarizzato che deriva dalla Guerra Fredda &#8230; ma che sono profondamente preoccupati per coloro che stanno soffrendo semplicemente perch\u00e9 stanno soffrendo&#8221;. Per\u00f2, nonostante questo iniziale tentativo di cercare e di appellarsi ai valori universali, e di evitare questioni controverse e partigiane, Amnesty si trov\u00f2 rapidamente nel bel mezzo di una simile controversia: secondo la definizione di Amnesty, i prigionieri di coscienza non potevano essere sostenitori della violenza; <strong>Nelson Mandela<\/strong> non aveva rinunciato alla violenza; quindi Mandela non era un prigioniero di coscienza. In questo modo, Amnesty fin\u00ec dalla parte sbagliata di una delle lotte pi\u00f9 storiche di quel tempo.<\/p>\n<p>In pratica, queste organizzazioni per i diritti umani si trovano costantemente dalla parte dell&#8217;impero, nonostante le contraddizioni e le contorsioni che tale posizione richiede.<\/p>\n<p><strong>Amnesty<\/strong> non \u00e8 riuscita a riconoscere\u00a0<strong>Chelsea Manning<\/strong>\u00a0come &#8220;prigioniera di coscienza&#8221;. Nel 2013 rappresentanti di Amnesty dissero al giornalista Joe Emersberger che la loro indagine era in corso, che non erano sicuri se Manning avesse &#8220;rilasciato informazioni in modo responsabile&#8221;, non era accertato che il governo la stesse punendo &#8220;per impedire la conoscenza pubblica delle violazioni dei diritti umani&#8221;. Al contrario, il leader venezuelano dell&#8217;opposizione <strong>Leopoldo Lopez<\/strong>, che ha guidato numerosi tentativi violenti di colpo di stato contro il governo, \u00e8 stato rapidamente riconosciuto &#8220;prigioniero di coscienza&#8221; da Amnesty. I colpi di stato violenti di Lopez sono stati meno violenti del rifiuto di Mandela a condannare la violenza anti-apartheid? I suoi tentativi di colpo di stato sono stati condotti in modo pi\u00f9 &#8220;responsabile&#8221; rispetto alla denuncia di Manning?<\/p>\n<p>Nel 2006, Jonathan Cook evidenzi\u00f2 che il ricercatore di<strong> Human Rights Watch<\/strong> Peter Bouckaert aveva dichiarato al New York Times che &#8220;\u00e8 perfettamente chiaro che Hezbollah attacca direttamente ai civili e che il loro obiettivo \u00e8 uccidere civili israeliani. Noi non accusiamo l&#8217;esercito israeliano di cercare deliberatamente di uccidere civili&#8230; quindi c&#8217;\u00e8 una differenza di intenti tra le due parti&#8221;. Cook ha sottolineato che &#8220;proprio come Bouckaert pare certo di poter interpretare le intenzioni di Israele in quella guerra come essenzialmente benevole, \u00e8 ugualmente convinto di conoscere le intenzioni di Hezbollah come malevole&#8221;. Qualsiasi cosa suggerisca l&#8217;evidenza &#8211; in una guerra in cui Israele ha ucciso in netta prevalenza civili libanesi e lo sta ancora facendo, mentre Hezbollah ha ucciso in netta prevalenza soldati israeliani &#8211; Bouckaert la sa pi\u00f9 lunga&#8221;.<\/p>\n<p>Qui abbiamo un sorprendente processo in due fasi: in primo luogo, l&#8217;organizzazione per i diritti umani suggerisce che gli effetti (morti civili sproporzionati) sono meno importanti delle intenzioni. In secondo luogo, l&#8217;organizzazione per i diritti umani assegna intento cattivo al lato pi\u00f9 debole e intento buono al pi\u00f9 forte, sostenendo in sostanza la capacit\u00e0 di leggere le menti. L&#8217;enfasi \u00e8 sull&#8217;intenzione (presumibilmente scoperta telepaticamente), che per gli USA o i suoi alleati \u00e8 sempre buona mentre per i suoi nemici \u00e8 sempre cattiva. L&#8217;enfasi non tiene conto della sproporzione, dal momento che le percentuali di morti delle guerre statunitensi sono mostruosamente sproporzionate (cio\u00e8, gli USA e i loro alleati uccidono molti pi\u00f9 civili dei loro nemici).<\/p>\n<p>Tale argomento, prosegue Cook, &#8220;legittima l&#8217;uso della forza militare da parte del partito pi\u00f9 forte, coprendo di assurdo il diritto internazionale e gli standard sui diritti umani che HRW dovrebbe sostenere&#8221;.<\/p>\n<p>Inoltre legittima la parte pi\u00f9 forte a concentrarsi sui singoli casi ed evitare di discutere sui numeri. Quando le organizzazioni per i diritti umani sostengono che ogni singolo caso di tortura o violazione dei diritti umani \u00e8 un crimine, hanno completamente ragione. Ma omettendo di notare che una parte sta uccidendo 10, 100, o 1.000 volte pi\u00f9 dell&#8217;altra, non conducono i loro sostenitori a farsi un&#8217;idea di chi sia responsabile di questi conflitti e su chi applicare una pressione che potrebbe salvare molte vite.<\/p>\n<p>Ci sono ancor pi\u00f9 contraddizioni nella pratica. Mentre il colpo di stato guidato dagli USA contro il Venezuela continua a svolgersi, ricordiamo la performance di HRW il mese scorso, quando l&#8217;organizzazione appoggi\u00f2 il tentativo degli USA di forzare l&#8217;ingresso in Venezuela con &#8220;aiuti umanitari&#8221; (il Venezuela ha sempre accettato l&#8217;aiuto umanitario da altri paesi, ma ha rifiutato l&#8217;aiuto degli USA, citando il loro tentativo di colpo di stato). Adam Johnson di <em>Fairness and Accuracy in Reporting<\/em> (Obiettivit\u00e0 e Accuratezza dell&#8217;Informazione) ha notato su <a href=\"https:\/\/twitter.com\/adamjohnsonNYC\/status\/1096046010483257344\">Twitter<\/a> che HRW &#8220;non appoggia mai tecnicamente il cambio di regime ma trasmette ogni brandello di propaganda fuorviante e distorto richiesto per il cambio di regime, e poi, quando messi alle strette su questo, insistono che loro sono arbitri imparziali&#8221;. Il direttore esecutivo di HRW Kenneth Roth ha direttamente giustificato il tentativo di colpo di stato, definendolo &#8220;triste certificato della&#8230; distruzione della democrazia venezuelana da parte di Maduro, tanto che il leader dell&#8217;opposizione deve ricorrere agli appelli ai militari&#8221;. L&#8217;ossessione di Roth per il Venezuela \u00e8 andata avanti per anni, durante i quali gravi violazioni dei diritti umani e della democrazia in altri paesi dell&#8217;America Latina, <a href=\"https:\/\/www.alternet.org\/2017\/12\/human-rights-watch-honduras-venezuela-kenneth-roth\/\">in particolare in Honduras<\/a>, sono state trascurate da HRW.<\/p>\n<p>Amnesty ha fatto poco meglio. Nella sua <a href=\"https:\/\/twitter.com\/amnesty\/status\/1097924154727251968\">lista di 10 elementi della crisi venezuelana<\/a>, Amnesty ha trovato il coraggio di includere, come decimo ed ultimo elemento, le &#8220;dannose sanzioni degli USA&#8221;. Le sanzioni, che un funzionario americano ha paragonato in modo non ironico al <a href=\"https:\/\/twitter.com\/GrayzoneProject\/status\/1109602338531147777\">cattivo di Star Wars, Darth Vader, che soffoca qualcuno a morte usando la forza<\/a>, potrebbero aver meritato il primo posto in quella lista, dati i loro effetti, cui si aggiunge il furto da parte degli USA e del Regno Unito di miliardi di dollari di fondi appartenenti ai venezuelani, con danno alla produzione petrolifera venezuelana, al suo settore energetico e persino al suo <a href=\"https:\/\/venezuelanalysis.com\/news\/14397\">sistema sanitario<\/a>.<\/p>\n<p>La campagna statunitense contro il Venezuela oggi fa eco alla campagna per rovesciare Salvador Allende nel 1973, quando Nixon ordin\u00f2 al direttore della CIA di &#8220;mettere in ginocchio l&#8217;economia del Cile di Allende&#8221;, e quando l&#8217;ambasciatore statunitense in Cile disse ad Henry Kissinger: &#8220;Non permetteremo che al Cile di Allende arrivi un dado n\u00e9 un bullone. Se Allende prender\u00e0 il potere, faremo tutto il possibile per condannare il Cile e i cileni alla massima privazione e alla povert\u00e0, una politica pensata da lungo tempo per aggravare le dure caratteristiche di una societ\u00e0 comunista&#8221; (citato da Peck, p. 57).<\/p>\n<p>Le incoerenze nella pratica sono accompagnate da problemi con la teoria dei diritti umani, in quanto <strong>Amnesty e HRW<\/strong> non sono contrari alla guerra aggressiva per principio. Il quadro giuridico internazionale del secondo dopoguerra defin\u00ec la guerra aggressiva come il crimine supremo a cui seguirono tutti gli altri crimini del regime nazista; la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha riconosciuto i diritti sociali ed economici come diritti umani. Ma l&#8217;ex direttore esecutivo di HRW,\u00a0 Aryeh Neier, ha sostenuto che &#8220;il concetto di diritti economici e sociali \u00e8 profondamente antidemocratico&#8221; e che &#8220;HRW non ha mai etichettato come aggressore alcuna parte in conflitto, ritenendo che il concetto di aggressione sia definito in modo insufficiente. Come hanno sostenuto Israele e gli USA alla conferenza di Roma del 1998&#8230; \u00e8 impossibile trovare una definizione di aggressione che non sia politicamente controversa&#8221; (citato da Peck pp. 95 e 227, il grassetto \u00e8 mio). Ma il concetto di aggressione non \u00e8 peggio definito (e nemmeno pi\u00f9 contestato) rispetto ad altri concetti sui diritti umani: genocidio, democrazia, dittatura, prigioniero politico, persino tortura. Il rifiuto delle organizzazioni per i diritti umani di opporsi all&#8217;aggressione le lascia in una posizione avvilente di mendicare dagli aggressori che cerchino di condurre le loro campagne di bombardamento in un modo che minimizzi i danni ai civili &#8211; come sa ogni lettore che ha fatto una smorfia leggendo le relazioni di HRW o di Amnesty sulla guerra di Arabia Saudita \/ USA \/ Regno Unito contro lo Yemen, o sugli attacchi israeliani a Gaza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec che si difendono posizioni di principio. Ma cosa fare? Scoprire le parzialit\u00e0 delle organizzazioni per i diritti umani \u00e8 ancora pi\u00f9 demoralizzante che scoprire il potere di <a href=\"https:\/\/www.salon.com\/2019\/01\/31\/mind-control-how-social-media-supercharged-the-propaganda-system_partner\/\">propaganda dei social media<\/a>. \u00c8 impossibile trovare una democrazia e un insieme di social media globalmente connessi che alimentino il pensiero critico, ed \u00e8 impossibile per una persona di coscienza trovare un database globale completo e imparziale delle violazioni dei diritti umani. D&#8217;altra parte, le soluzioni potrebbero essere simili: creare connessioni, contatti e, in definitiva, movimenti del mondo reale.<\/p>\n<p>Nel suo &#8220;Ideal Illusions&#8221;, Peck contrappone le organizzazioni per i diritti umani legalizzate, burocratizzate e in ultima analisi cooptate, ai movimenti pacifisti che nacquero e tramontarono negli stessi decenni.<br \/>\nL&#8217;alternativa a quelle organizzazioni cooptate \u00e8 proprio quel tipo di movimento per la pace: contro la guerra per principio, contro l&#8217;aggressione, che vuole smantellare l&#8217;economia di guerra, che comprende la differenza tra i potenti e coloro che resistono, che fa leva sul potere della gente e non su cavilli legali e ossequio ai potenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Justin Podur \u00e8 uno scrittore che vive a Toronto. Puoi trovarlo sul suo sito Web all&#8217;indirizzo <a href=\"https:\/\/podur.org\/\">podur.org<\/a> e su Twitter <a href=\"http:\/\/@justinpodur\">@justinpodur<\/a>. Insegna all&#8217;Universit\u00e0 di York nella Facolt\u00e0 di Studi Ambientali.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Leopoldo Salmaso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Justin Podur (1) Fonte: Independent Media Institute Questo articolo \u00e8 stato prodotto da Globetrotter, un progetto dell&#8217;Independent Media Institute. A chi possiamo credere? 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