{"id":836692,"date":"2019-04-07T09:19:22","date_gmt":"2019-04-07T08:19:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=836692"},"modified":"2019-04-07T09:19:22","modified_gmt":"2019-04-07T08:19:22","slug":"gaza-dignita-violenza-gratuita-e-inaspettata-tenerezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/04\/gaza-dignita-violenza-gratuita-e-inaspettata-tenerezza\/","title":{"rendered":"Gaza. Dignit\u00e0, violenza gratuita e inaspettata tenerezza"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono cose che non si comprano, lo diceva anche una pubblicit\u00e0 divenuta felicemente virale. Una carta di credito pu\u00f2 comprare tutto ma non i sentimenti, non la dignit\u00e0.<\/p>\n<p>La <strong>dignit\u00e0 si pu\u00f2 perdere<\/strong>, <strong>ma non si pu\u00f2 n\u00e9 vendere n\u00e9 comprare<\/strong>. Proprio questo veniva sintetizzato nello slogan scelto ieri, a Gaza, per <strong>la Grande Marcia del Ritorno che va avanti da un anno e non si ferma n\u00e9 sotto il tiro del killer israeliani che hanno fatto circa 260 martiri e decine di migliaia di feriti, n\u00e9 sotto le offerte che, con la mediazione egiziana e i forzieri del Qatar,<\/strong> <strong>Israele \u00a0sembrava aver ventilato per stroncare le proteste popolari.<\/strong> Proteste che Hamas sta cavalcando senza per\u00f2 riuscire a tenerne del tutto le redini, perch\u00e9 l\u2019onda che muove i manifestanti \u00e8 un\u2019onda di popolo e non tutto il popolo gazawo si riconosce in Hamas o in altre fazioni.<\/p>\n<p>Ieri abbiamo avuto riconferma di quanto sopra ad Al Bureji, uno degli otto campi profughi della Striscia di Gaza,\u00a0 costantemente sotto le pericolose attenzioni dell\u2019assediante israeliano e anche uno dei cinque accampamenti \u201cal awda\u201d lungo il confine. Ad Al Bureji come negli altri punti del border, ieri hanno \u00a0manifestato circa duemila persone, \u201clo zoccolo duro\u201d, quello che non accetta concessioni per tacitare la protesta. \u00a0<strong>Duemila persone di tutte le et\u00e0,\u00a0 alcune sulle grucce o sulla sedia a rotelle, regalo dei proiettili ad espansione usati canagliescamente dall\u2019esercito israeliano, duemila persone arrivate con tutti i mezzi, dai carretti trainati dagli asini alle Mercedes,\u00a0 dai furgoni alle moto\u00a0 sgangherate con 4 o 5 bambini in sella sono l\u00ec per rivendicare il loro diritto. Diritto riconosciuto dall\u2019Onu e calpestato dallo Stato di Israele, \u00a0Stato fuorilegge ai sensi del Diritto internazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>Abbiamo scritto pi\u00f9 volte su questa testata che la comunit\u00e0 gazawa \u00e8 un esempio di resilienza fuori del comune. L\u2019esperienza di ieri ne \u00e8 un\u2019ulteriore conferma e non lo \u00e8 solo per l\u2019atmosfera di festa che accompagnava la manifestazione dalla parte palestinese <strong>nonostante i tiratori scelti, i droni, le jeep, i proiettili, i lacrimogeni, le bombe sonore e, di conseguenza, i feriti dai proiettili e gli intossicati dal gas<\/strong>, ma anche per le singole storie che si possono raccogliere e per l\u2019incredibile reazione che i gazawi hanno di fronte ad avvenimenti che altrove sembrerebbero straordinari.<\/p>\n<p>Lo stesso posizionarsi, inermi, in cima alle collinette limitandosi a guardare verso la rete dell\u2019assedio mentre i killer possono prenderli di mira e buttarli gi\u00f9 come sagome del tirassegno ha qualcosa di surreale. E\u2019 quasi una sfida comunicata in forma di \u201clinguaggio del corpo\u201d. Alcuni si portano addirittura la sedia. Sono incredibili. <strong>Nella sua debole ragione e nella sua potente e criminale forza, Israele spesso colpisce anche queste persone e i suoi asserviti mezzi di comunicazione parlano di scontri. <\/strong><\/p>\n<p>Testimoni internazionali normalmente non ce ne sono. Ieri ad Al Bureji c\u2019era soltanto chi sta scrivendo questo reportage e al pari dei manifestanti \u00e8 stata intossicata, per fortuna lievemente, dai gas che Israele ha sparato a oltre 700 metri dal confine. Perch\u00e9? Semplicemente perch\u00e9 non avendo dalla sua la ragione, usa la forza. I suoi killer hanno sparato proiettili e gas lacrimogeni contro i manifestanti, compresi i ragazzi che giocavano a pallone nella parte terminale dell\u2019accampamento\u00a0 a quasi un chilometro dal confine. Anche la zona in cui si tenevano spettacoli e conferenze \u00e8 stata \u201cbeneficiata\u201d dai gas. Eppure il servizio d\u2019ordine della polizia locale, ovvero Hamas, \u00a0ha impedito che si creassero motivi che potessero giustificare l\u2019aggressivit\u00e0 dell\u2019esercito assediante. <strong>Ma Israele non ha bisogno di motivi, l\u2019arbitrio \u00e8 la sua legge, la violenza delle armi il suo strumento. <\/strong>Chi vede lo sa, ma a vederlo sono pochi e poi\u00a0 le lobby ebraiche, vere padrone della politica israeliana nonch\u00e9 di quella statunitense,\u00a0 hanno lunghi tentacoli nel mondo dell\u2019informazione mainstream e quindi l\u2019informazione dei grandi media o non arriva o arriva filtrata.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 \u00e8 come la dignit\u00e0, quella che non riconosce carte di credito. Pu\u00f2 essere persa, ma chi ce l\u2019ha come valore assoluto non pu\u00f2 venderla e in questo \u00e8 il bello di fare giornalismo indipendente. Quindi, grazie alla mia libert\u00e0 assolutamente non in vendita, decido di intervistare il padre di un martire il cui volto, stampato su un grande manifesto,\u00a0 \u00e8 esposto davanti alla tenda che simboleggia la volont\u00e0 del ritorno. Il giovane ritratto nel manifesto si chiamava \u00a0Ahmad E. Tawil, suo padre ci dice che \u00e8 stato ucciso alcuni mesi fa da un cecchino. Aveva solo 23 anni. Era bello, dice suo padre, e questo lo si vede dalla foto, era intelligente, aveva studiato come le sue 6 sorelle e i suoi 3 fratelli e <strong>sognava la libert\u00e0 e una vita dignitosa. Per questo manifestava. <\/strong>Non era iscritto a nessun partito ed era uno dei tanti, come anche suo padre e i suoi amici intorno alla tenda, che voleva la Palestina libera e una leadership che rappresenti tutti i palestinesi.\u00a0 Questo \u00e8 il forte messaggio che viene mandato dalla Grande Marcia gi\u00e0 dal suo inizio, ma ancora non sembra sia stato colto.<\/p>\n<p>L\u2019intervista al signor Ibrahim, padre di Ahmed, viene ogni tanto disturbata da qualche lacrimogeno che fa scappare molti ragazzi per sottrarsi agli effetti venefici del gas, ma che poco dopo tornano sulle loro postazioni di \u201cpresenza sfidante\u201d.<\/p>\n<p>Ai nostri piedi c\u2019\u00e8 una teiera di ferro completamente annerita dal lungo uso. E\u2019 poggiata su un fuoco raccolto all\u2019interno di un piccolo cerchio di pietre, un fuoco tipico dei beduini. Ci viene offerto il t\u00e8. Poi ci verr\u00e0 offerto anche il caff\u00e8. E\u2019 una consuetudine, ovunque in Palestina si offre t\u00e8 e caff\u00e8, il primo spaventosamente dolce, il secondo assolutamente amaro. Anche questo sembra raccogliere le contraddizioni di questa terra, ma riprendiamo la nostra chiacchierata col signor Ibrahim, il quale ci dice che Ahmad era gi\u00e0 stato ferito a una gamba qualche venerd\u00ec prima di essere colpito al petto. Non \u00e8 il primo caso. Anche altri ragazzi sono stati ammazzati mentre erano sulle stampelle o sulla sedia a rotelle. Perch\u00e9? Non certo per legittima difesa, ma forse perch\u00e9 la loro tenacia rappresentava un pericolo per Israele, in quanto esempio di volont\u00e0 e di dignit\u00e0 che non si arrende.<\/p>\n<p>Ibrahim \u00e8 convinto infatti che suo figlio sia stato ucciso volutamente, ma lui non se ne andr\u00e0, rester\u00e0 qui, nella tenda, finch\u00e9 Israele non sar\u00e0 costretto a riconoscere il diritto al ritorno. Ci sembra un\u2019utopia ma non glielo diciamo, in fondo sono le utopie a muovere le nostre azioni migliori! Ibrahim vive nel campo profughi di Nusseirat,\u00a0 la sua famiglia \u00a0proviene da un villaggio vicino a Erez, da cui fu cacciata durante la Nakba e vuole avere assolutamente il diritto al ritorno nella sua terra, come tutti gli altri palestinesi cacciati o costretti alla fuga nel 1948. Del resto \u00e8 questa la ragione che ha dato vita alla Grande Marcia. Ibrahim ci dice che conosce l\u2019ebraico perch\u00e9 prima dell\u2019assedio ha lavorato molti anni in Israele occupandosi di coltivazioni di agrumi e aggiunge che quando lavorava in Israele il suo rapporto con gli israeliani era normale. Poi Israele ha chiuso Gaza nell\u2019assedio e questo ha portato alla condizione tragica che sta distruggendo la Striscia, ma lui vorrebbe vivere in pace anche con gli israeliani. \u00a0Non gli interessa l\u2019esistenza dello Stato di Israele, non ha il sogno di distruggerlo, ma i palestinesi hanno il diritto a tornare nelle loro terre e Israele deve riconoscere questo diritto; \u00e8 per questo che suo figlio \u00e8 morto insieme ad altri 260 martiri ed <strong>\u00e8 per non riconoscere questo diritto che Israele uccide i manifestanti<\/strong>.<\/p>\n<p>Ibrahim ripete che si pu\u00f2 vivere con gli israeliani, ma nel rispetto dei palestinesi e dei loro diritti. Vorrei fargli qualche domanda pi\u00f9 precisa rispetto a questo punto ma proprio Israele me lo impedisce. <strong>Arrivano i lacrimogeni. Siamo a circa 700 metri dalla rete, siamo oltre le collinette di sabbia, eppure Israele ci riempie dei suoi micidiali gas<\/strong>. Purtroppo ne respiro un po\u2019 anch\u2019io, roba di due secondi ma bastano per farmi bruciare maledettamente gli occhi e stringermi la gola. Alzo la kefia che porto al collo a coprirmi naso e bocca ma ormai il gas \u00e8 entrato. Tossisco, sento il bisogno di vomitare, gli occhi bruciano. I miei due accompagnatori-interpreti-protettori mi spingono con gentilezza verso la tenda dei soccorsi, la stessa dove un\u2019ora prima avevo preso un paio di foto mentre delle infermiere aiutavano dei bambini che avevano inspirato i malefici gas. Stavolta tocca a me. Sono tutti gentilissimi. Le infermiere mi spruzzano del liquido in faccia e mi mettono delle gocce negli occhi. Vogliono darmi il ventolin ma non mi serve, dico che \u00e8 tutto ok, tra qualche minuto star\u00f2 benissimo. Mi tengono comunque sotto la tenda per un po\u2019. Quando il bruciore accecante si calma e posso riaprire gli occhi faccio appena in tempo a vedere una bambina che mi sta prendendo la mano, mi d\u00e0 un papavero, mi dice qualcosa con tono dolce che per\u00f2 non capisco e va via.<\/p>\n<p>Non ho ancora smesso di sorridere che arrivano altre bambine, anche loro mi danno dei fiori raccolti l\u00e0 intorno e mi dicono qualcosa. I miei interpreti dicono che mi stanno ringraziando. Ma di che? Io non ho fatto niente e il gas degli assedianti me lo sarei risparmiato volentieri, infatti stavo in zona protetta, cio\u00e8 in quella che doveva essere zona protetta. Gi\u00e0, ma Israele \u00e8 un paese fuorilegge, non riconosce zone protette, \u00e8 un paese in <strong>senso proprio<\/strong> \u00a0\u201cfuori-legge\u201d e quindi fa quel che vuole e seguiter\u00e0 a farlo finch\u00e9 ci\u00f2 gli verr\u00e0 concesso dal potere delle lobby ebraiche che realmente lo governano.<\/p>\n<p>Comunque ho avuto il mio momento di involontario eroismo e mi sono guadagnata fiori, abbracci e parole gentili da un gruppo di bambine, le cure molto sollecite delle infermiere, il t\u00e8 di qualcuno che non ho visto perch\u00e9 me lo ha dato quando non riuscivo ancora a vedere dicendomi che mi avrebbe fatto molto bene. Le bambine mi chiedono una foto, ma s\u00ec certo, la faccio volentieri, ancora un po\u2019 e mi danno una medaglia al valore, ma perch\u00e9 tanta attenzione? Non mi \u00e8 successo niente. Ma certo, Akram mi dice: \u201c<em>Perch\u00e9 sei l\u2019unica straniera che sta qui e ti ringraziano per questo<\/em>\u201d. Roger aggiunge: \u201c<em>Stai rischiando insieme a noi\u00a0 per raccontare la verit\u00e0, non c\u2019\u00e8 nessun altro e per loro la tua presenza \u00e8 molto importante<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Certo, tutto \u00e8 relativo. Quindi una cosa da niente si trasforma in una cosa importante solo perch\u00e9 qui non c\u2019\u00e8 nessuno. In fondo io sto qui<strong>, in mezzo a manifestanti pacifici che il mondo asservito al sionismo definisce violenti, <\/strong>e mi prendo, sebbene contro la mia volont\u00e0, il gas tossico solo per raccontare che oggi la marcia aveva come tema \u201c<strong>la vittoria della dignit\u00e0<\/strong>\u201d e che la Grande Marcia \u00e8 del popolo palestinese di Gaza e non delle fazioni politiche che provano a metterci il cappello.\u00a0 Ma s\u00ec, il giornalismo indipendente in fondo ha una buona dose di empatia e le bambine devono averlo capito.<\/p>\n<p>La manifestazione si \u00e8 chiusa con 83 feriti ospedalizzati, nessun martire per fortuna, <strong>ma 83 persone ferite semplicemente perch\u00e9 chiedono ci\u00f2 che gli spetta non sono una cosa da poco, sono un crimine<\/strong>. Un crimine che pochi possono conoscere perch\u00e9 la voce dell\u2019informazione indipendente non ha megafoni sufficientemente potenti , al contrario delle veline israeliane che deformano o nascondono la realt\u00e0. Comunque la marcia continua e molti dei feriti di ieri e dei precedenti venerd\u00ec seguiteranno a tornare, pur se sulle stampelle, proprio <strong>perch\u00e9 la dignit\u00e0 \u00e8 fuori dalle leggi del mercato<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-836693 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/gente-e-moto-marcia-del-ritorno.jpg\" alt=\"\" width=\"831\" height=\"744\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/gente-e-moto-marcia-del-ritorno.jpg 831w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/gente-e-moto-marcia-del-ritorno-300x269.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/gente-e-moto-marcia-del-ritorno-768x688.jpg 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/gente-e-moto-marcia-del-ritorno-720x645.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 831px) 100vw, 831px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-836702 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/bancarelle-marcia-del-ritorno.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"558\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/bancarelle-marcia-del-ritorno.jpg 744w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/bancarelle-marcia-del-ritorno-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/bancarelle-marcia-del-ritorno-720x540.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 744px) 100vw, 744px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-836711 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tenda-marcia-del-ritorno.jpg\" alt=\"\" width=\"816\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tenda-marcia-del-ritorno.jpg 816w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tenda-marcia-del-ritorno-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tenda-marcia-del-ritorno-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tenda-marcia-del-ritorno-720x405.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tenda-marcia-del-ritorno-750x422.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono cose che non si comprano, lo diceva anche una pubblicit\u00e0 divenuta felicemente virale. 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