{"id":835864,"date":"2019-04-04T17:51:19","date_gmt":"2019-04-04T16:51:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=835864"},"modified":"2019-04-05T11:32:57","modified_gmt":"2019-04-05T10:32:57","slug":"turchia-sconfitta-elettorale-forse-toglie-polvere-sotto-tappeto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/04\/turchia-sconfitta-elettorale-forse-toglie-polvere-sotto-tappeto\/","title":{"rendered":"Turchia: la sconfitta elettorale forse toglie la polvere da sotto il tappeto"},"content":{"rendered":"<p>Le elezioni amministrative che si sono svolte il 31 marzo sono state una sconfitta storica per il Partito dello Sviluppo e della Giustizia, AKP, e la sua coalizione. Dopo circa trent\u2019anni nella capitale del Paese, Ankara, e nella citt\u00e0 pi\u00f9 grande, Istanbul, hanno trionfato le opposizioni.<\/p>\n<p>Le prime reazioni della coalizione di governo sono state di grande aggressivit\u00e0 e paranoia. Ovviamente \u00e8 stato avviato, ancora una volta, il motore delle calunnie da parte dei media mainstream che lavorano ormai come organi di stampa del governo.<\/p>\n<p><strong>Manipolazione politica<\/strong><\/p>\n<p>Nella notte delle elezioni, il candidato sindaco della coalizione di governo per la citt\u00e0 di Istanbul, Binali Yildirim, si \u00e8 presentato davanti alle telecamere dichiarando la sua vittoria. Questa manovra ha suscitato la reazione del suo concorrente, Ekrem Imamoglu, che ha invitato l&#8217;avversario ad aspettare i risultati ufficiali. Nelle ore successive il sito dell\u2019agenzia nazionale di notizie, Anadolu Ajansi, ha smesso di tramettere i risultati. Nelle prime ore del 1\u00b0 aprile il Comune di Istanbul ha iniziato a tappezzare la citt\u00e0 con i manifesti che riportavano la foto del candidato del governo insieme a quella del Presidente della Repubblica. Sopra queste due facce sorridenti c\u2019era una frase che dichiarava la \u201cvittoria\u201d di Yildirim. A quel punto ormai era essenziale sentire una dichiarazione ufficiale da parte della Commissione Elettorale, YSK. Infatti nelle prime ore della mattinata Sadi Guven si \u00e8 presentato davanti alle telecamere e ha dichiarato che la vittoria era pi\u00f9 vicina a Imamoglu che a Yildirim. Inoltre, Guven ha sottolineato che l\u2019agenzia nazionale non era un loro cliente.<\/p>\n<p>A quel punto il paese si trovava di fronte un\u2019agenzia che dichiarava risultati a suo modo, e a un candidato che si era gi\u00e0 auto-proclamato vincitore nonostante i risultati fossero diversi. Nelle ore successive, la coalizione di governo ha iniziato a imboccare la sua solita strada, quella di ignorare il passato e di avviare il motore della calunnia.<\/p>\n<p>Diversi esponenti del partito al governo hanno iniziato a parlare di brogli. In pochi minuti gli organi di stampa del governo li hanno assecondati e pian piano \u00e8 stata creata l\u2019immagine di una tornata elettorale piena di irregolarit\u00e0.<\/p>\n<p>Il 2 aprile, Ali Ihsan Yavuz, il vice presidente dell\u2019AKP ha parlato cos\u00ec: \u201cSiamo di fronte alla tornata elettorale pi\u00f9 irregolare della storia della Repubblica\u201d. Secondo Yavuz c\u2019erano pi\u00f9 di 300 mila schede ritenute non valide, che quindi andavano ricontate. In poche ore la Commissione Elettorale ha deciso di accogliere la richiesta dell\u2019AKP ed \u00e8 partito il riconteggio.<\/p>\n<p>Tuttavia, secondo Canan Kaftanc\u0131o\u011flu, la presidentessa della sede del Partito Popolare della Repubblica, CHP, questa decisione della Commissione Elettorale non rispettava il regolamento interno. Kaftanc\u0131o\u011flu lo stesso giorno, in una conferenza stampa, ha dichiarato: \u201cLe schede non valide ci sono sempre state. Quando si chiude un seggio, dopo lo scrutinio, se i membri della commissione locale ritengono che sia opportuno, scrivono una relazione, cos\u00ec quelle schede non valide possono essere ricontrollate. Ma nel nostro caso non si tratta di una situazione del genere, riguardo alle schede non valide. Quindi il partito al governo ha ottenuto una cosa che va contro il regolamento interno della Commissione Elettorale\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante questo in 18 localit\u00e0 si stanno riconteggiando i voti non validi. Finora, sembra che non ci siano cambiamenti nei risultati.<\/p>\n<p><strong>Manipolazione mediatica<\/strong><\/p>\n<p>Il 3 aprile il quotidiano nazionale, Star, \u00e8 uscito in prima pagina con il seguente titolo: \u201cChi ha organizzato il golpe nei seggi\u201d. Con questo articolo, il giornale filo-governativo sostiene che il successo elettorale delle opposizioni sia il frutto di un lavoro pilotato che punta a taroccare la tornata elettorale, \u201cesattamente come hanno provato fare con Gezi\u201d.<\/p>\n<p>Lo stesso filone \u00e8 stato seguito anche da Ibrahim Karagul, caporedattore del quotidiano nazionale conservatore Yeni Safak. Nel suo articolo, Karagul sostiene che questo risultato elettorale sia il frutto di un progetto ideato dalla comunit\u00e0 di Gulen, quella realt\u00e0 economica e politica accusata di stare dietro il fallito golpe del 15 luglio del 2016. In conclusione, il caporedattore chiede che le elezioni vengano rifatte esclusivamente a Istanbul.<\/p>\n<p>Anche secondo uno dei pi\u00f9 grandi giornali del paese, Sabah, si tratta di un\u2019operazione studiata, e il titolo in prima pagina \u00e8 \u201cIl futuro di Istanbul sta nei voti rubati\u201d. Altri quotidiani nazionali filo-governativi, Aksam, Gunes e Akit, hanno seguito la stessa linea di Sabah, accusando le opposizioni di aver pianificato un broglio enorme che le ha portate a questo successo elettorale.<\/p>\n<p><strong>Riconteggio negato<\/strong><\/p>\n<p>Mentre i riflettori sono puntati su Istanbul, per certi versi legittimamente, in altre citt\u00e0 la richiesta per il riconteggio delle opposizioni \u00e8 stata rigettata.<\/p>\n<p>Il Partito Democratico dei Popoli ha presentato la sua richiesta di riconteggio alla Commissione Elettorale, YSK. Secondo i candidati sindaco ed alcuni dirigenti locali e nazionali del Partito, in alcune localit\u00e0 sono state registrate diverse irregolarit\u00e0. Questa richiesta acquista senso sopratutto in quelle zone in cui gli avversari del partito richiedente hanno vinto con una differenza molto piccola: nella citt\u00e0 di Mu\u015f con 538 voti, nel municipio di Malazgirt con 3, nel municipio di Tatvan con 295, a Ta\u015fl\u0131\u00e7ay con 144, a Gerc\u00fc\u015f con 43, a Darge\u00e7it con 634, a Viran\u015fehir con 757, a \u015eemdinli con 154 e nel municipio di Esendere con 115, il Partito Democratico dei Popoli ha perso le elezioni. Quindi con un eventuale cambiamento numerico la situazione politica potrebbe essere diversa. Tuttavia, in queste zone, tutte le richieste di riconteggio dell\u2019HDP sono state rigettate.<\/p>\n<p><strong>Un passato dimenticato<\/strong><\/p>\n<p>Le irregolarit\u00e0 hanno sempre fatto parte dell\u2019esperienza elettorale della Turchia. In ogni tornata elettorale gli osservatori dei partiti delle opposizioni e quelli internazionali hanno sempre documentato, in vari modi, numerose irregolarit\u00e0. Nonostante ci\u00f2, il partito al governo ha sempre sostenuto che in Turchia le elezioni si svolgono senza nessun broglio e invitato le opposizioni ad accettare il risultato che esce dai seggi senza \u201clamentarsi\u201d.<\/p>\n<p>Esattamente come disse nel 2018 Bekir Bozda\u011f, l\u2019ex vice Primo Ministro, in occasione delle elezioni politiche: \u201cIn Turchia, chiunque parli di brogli elettorali vuol dire che \u00e8 stato sconfitto ai seggi\u201d.<\/p>\n<p>Anche Ibrahim Kalin, il portavoce del Presidente della Repubblica, durante le elezioni politiche del 2018, aveva detto: \u201cIl sistema elettorale, in Turchia \u00e8 molto sicuro e trasparente. E\u2019 impossibile fare brogli.\u201d<\/p>\n<p>Il candidato sindaco del partito al governo per la citt\u00e0 di Ankara\u00a0 Mehmet \u00d6zhaseki, durante quest\u2019ultima campagna elettorale ha affermato: \u201cIl giorno delle elezioni le opposizioni vedranno che hanno perso le elezioni ed inizieranno a lamentarsi dicendo che ci sono stati dei brogli\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo esempio arriva da Ali Ihsan Yavuz, il vice presidente dell\u2019AKP, che ha pronunciato queste parole pochi giorni prima di questa tornata elettorale: \u201cForse siamo i pi\u00f9 capaci\u00a0 del mondo nel garantire la sicurezza del voto.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Ma perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>Senz\u2019altro ci troviamo di fronte a una nuova campagna di grande manipolazione dovuta alla sconfitta elettorale subita dal disegno economico e politico che governa la Turchia da circa 20 anni. Nel caso di Istanbul e Ankara si tratta di un cambio di potere dopo 25 anni di monopolio. Non \u00e8 certo un cambiamento facilmente accettabile, sopratutto per una volont\u00e0 politica come quella dell\u2019AKP.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte in questi giorni si parla anche di altre questioni che possono essere alla base di questa campagna. Secondo alcuni giornalisti il governo sta cercando di guadagnare tempo. La giornalista \u00c7i\u011fdem Toker, del quotidiano Sozcu, sostiene che il governo sta lavorando a un cambiamento legislativo che legherebbe i Comuni, in quasi tutti i casi, direttamente al Presidente della Repubblica al momento di trattare di appalti importanti. Quindi con questa novit\u00e0 il governo centrale aumenterebbe il suo controllo sugli enti locali.<\/p>\n<p>Al candidato sindaco delle opposizioni per la citt\u00e0 di Istanbul, Ekrem Imamoglu, in questi giorni pare arrivino diverse chiamate di denuncia che parlano di operazioni all\u2019interno del municipio. Chi ha chiamato Imamoglu sostiene che con queste operazioni qualcuno distrugge cartelle, hard disks e computer che contengono informazioni importanti.<\/p>\n<p>Oltre alle idee ci sono anche i fatti. Nel Comune di Bismil, in provincia di Diyarbakir, il candidato vincente Orhan Ayaz si \u00e8 trovato senza un edificio dove poter svolgere le assemblee del consiglio. Il sindaco uscente, nominato dal governo centrale sotto lo stato d\u2019emergenza, circa due anni fa, ha dato in donazione l\u2019edificio del Comune al commissariato di polizia della citt\u00e0.<\/p>\n<p>In questi anni si \u00e8 parlato molto delle grandi opere inutili, dei progetti di riqualificazione urbanistica che distruggono le citt\u00e0, di sussidi dati dai Comuni con obiettivi elettorali e della corruzione che svuota le casse di numerose municipalit\u00e0. Secondo il portale di notizie EuroNews, le prime cinque citt\u00e0 pi\u00f9 indebitate della Turchia, in questi ultimi 15 anni. sono state sempre amministrate dal partito al governo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le elezioni amministrative che si sono svolte il 31 marzo sono state una sconfitta storica per il Partito dello Sviluppo e della Giustizia, AKP, e la sua coalizione. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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