{"id":835663,"date":"2019-04-04T17:20:15","date_gmt":"2019-04-04T16:20:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=835663"},"modified":"2019-04-04T19:07:05","modified_gmt":"2019-04-04T18:07:05","slug":"resilienza-terrorismo-impunito-e-la-strana-storia-di-razan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/04\/resilienza-terrorismo-impunito-e-la-strana-storia-di-razan\/","title":{"rendered":"Resilienza, terrorismo impunito e la strana storia di Razan&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>E ancora un altro assassinio si \u00e8 aggiunto a quelli di ieri e di ieri l&#8217;altro e di una settimana fa e di un mese e di tanti anni senza sosta e senza vera condanna. Siamo in Palestina.<\/p>\n<p>Eppure c&#8217;\u00e8 un desiderio di normalit\u00e0 che pu\u00f2 essere definito resilienza, termine che a seconda delle discipline in cui viene usato significa capacit\u00e0 di assorbire l&#8217;urto adattandosi, o di autoripararsi dopo un colpo violento, o di trovare la risposta positiva ad un trauma.<\/p>\n<p>E qui, in Palestina, la resilienza sta tutta nel vivere, se possibile anche con gioia, nonostante i continui crimini coesistenti alla presenza dell&#8217;oc<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835693 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1F-720x540.jpg\" alt=\"\" width=\"463\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1F-720x540.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1F-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1F.jpg 744w\" sizes=\"auto, (max-width: 463px) 100vw, 463px\" \/><\/a>cupazione israeliana. Non passa giorno che Israele non colpisca, arresti o uccida un ragazzo, una donna, un uomo o un bambino palestinese e ci\u00f2 che \u00e8 moralmente scandaloso, pi\u00f9 di quanto possa esserlo una feroce azione di guerra, \u00e8 che tutto questo viene commesso in stato di non belligeranza ma di &#8220;semplice&#8221; occupazione militare: un crimine di per s\u00e9, cui poi vanno ad aggiungersi i singoli crimini quotidiani che Israele, con spregiudicata arroganza, cataloga come &#8220;sicurezza&#8221; dando ai suoi supporter la parola chiave per restare indifferenti di fronte a fatti che spesso ricordano gli squadroni della morte delle dittature sud-americane o le retate nazi-fasciste dell&#8217;Europa del &#8220;900.<\/p>\n<p>E&#8217; di poche ore fa l&#8217;ultimo assassinio a freddo di un ragazzo palestinese, omicidio ripreso dalla tv Aljazeera e lanciato sui social mostrando la manipolazione irrispettosa del cadavere da parte degli assassini.<\/p>\n<p>Purtroppo le reazioni dei social, accanto ai molti &#8220;Dio accolga la tua anima&#8221; scritti in arabo, registravano anche commenti di account ebrei, facilmente rintracciabili su FB, che irridevano allo scempio del cadavere per mano dei soldati occupanti, sia in divisa che in borghese.<\/p>\n<p>Lasciamo nel campo degli orrori umani questi c<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/2F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-835703 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/2F.jpg\" alt=\"\" width=\"317\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/2F.jpg 558w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/2F-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/><\/a>ommenti criminali, che speriamo minoritari nelle comunit\u00e0 ebraiche di tutto il mondo, e riprendiamo il discorso sulla resilienza mostrando alcune foto di &#8220;normalit\u00e0 gazawa&#8221;, che \u00e8 parte della normalit\u00e0 palestinese, ma ancor pi\u00f9 stupefacente per chi immagina Gaza solo rovine, disperazione, povert\u00e0, repressione assoluta, integralismo religioso e via straparlando.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che forse stupir\u00e0 chi avr\u00e0 voglia di leggermi fino in fondo \u00e8 la storia di Razan, una ragazza che insieme a un piccolo gruppo di amici, si prende cura degli animali feriti, affamati e randagi.<\/p>\n<p>La giornata di ieri, qui a Gaza, era una giornata senza razzi, n\u00e9 bombardamenti. Una giornata serena! Solo i droni, che quando volano bassi avvertono della loro minacciosa presenza, volavano bassi, ricordando che stiamo sott&#8217;assedio anche se per un attimo ci si pu\u00f2 distrarre.<\/p>\n<p>Giornata comunque serena. In seguito ad accordi finora solo sussurrati, il limite delle acque utilizzabili per la pesca dovrebbe essere stato allungato dal padrone e signore di questa parte di mondo e ieri la pesca, una delle principali attivit\u00e0 locali, era straordinariamente abbondante.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/3F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835713 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/3F-720x417.jpg\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/3F-720x417.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/3F-300x174.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/3F.jpg 744w\" sizes=\"auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/a>Cos\u00ec ieri ho accettato uno dei tanti inviti a pranzo che piovono come abbracci ai quali \u00e8 difficile sottrarsi e sono andata a mangiare il pesce &#8211; e non solo, perch\u00e9 qui i pranzi, da chiunque offerti, quale che sia la condizione economica della famiglia, non conoscono limiti e sono veri e propri killer di ogni buona intenzione dietetica &#8211; a casa di uno dei miei studenti di italiano accompagnata da altre due studentesse, giovani donne fantastiche, entrambe laureate ed entrambe volontarie in attivit\u00e0 socio-culturali e sanitarie.<\/p>\n<p>Visto che queste ore erano di pura vacanza, ho deciso di tornare a casa a piedi e di scattare qualche foto dei vari quartieri attraversati. Partendo d<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/4F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835723 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/4F-720x540.jpg\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/4F-720x540.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/4F-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/4F.jpg 744w\" sizes=\"auto, (max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/><\/a>a Shahbia, quartiere popolare dove ho pranzato e dove sono stata colpita come sempre dai colori della frutta locale, immortalo i due giovani venditori che mi chiedono una foto. Se non si sapesse che ancora l&#8217;altro ieri stavano sotto le bombe, sembrerebbero giovani scanzonati e felici di una qualunque parte di mondo in cui andare in vacanza. Da loro compro 2 chili di jawafa, frutto eccellente antiossidante e quindi anticancerogeno, 4 avocados, 2 portucal, cio\u00e8 2 arance e dopo i soliti &#8220;where you are from&#8221; e &#8220;ahlan w salahn&#8221; di benvenuto ho pagato 10 shekel, cio\u00e8 2 euro e mezzo e ho ripreso il cammino.<\/p>\n<p>Andando verso piazza Saraya, dove sono evidenti i segni delle bombe di qualche notte fa, quelle che mi hanno costretto a lasciare Gaza per la mia sicurezza, lasciandomi un senso di involontario tradimen<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/5F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835732 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/5F-720x540.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/5F-720x540.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/5F-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/5F.jpg 744w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/a>to verso chi restava sotto le bombe, incontriamo uno dei tanti cortei nuziali. Sulla testa, o meglio di fronte ai ragazzi che sono, come consuetudine nuziale, in piedi sul cassone aperto di camion e PK cantando e ridendo, un grande cartello che ricorda una sessantina di recenti martiri della zona caduti sotto il fuoco israeliano. \u2028Qui nessun martire fermer\u00e0 mai un matrimonio, semmai lo benedice!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Andiamo avanti scattando qualche foto, una alla ex sa<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/6F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835742 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/6F-720x540.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/6F-720x540.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/6F-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/6F.jpg 744w\" sizes=\"auto, (max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/a>la cinematografica, forse la pi\u00f9 antica, ora in disuso perch\u00e9 danneggiata dai bombardamenti di qualche anno fa e, accanto, un palazzo di civile abitazione a sua volta colpito dove &#8211; mi dice il mio studente che oggi \u00e8 non solo il mio anfitrione ma anche la mia guida &#8211; sono rimasti uccisi nel 2014, incastrati nei ferri del cemento armato colpito dalle bombe, alcuni bambini e la loro madre. <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/7F-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835760 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/7F-1-720x511.jpg\" alt=\"\" width=\"317\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/7F-1-720x511.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/7F-1-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/7F-1-768x545.jpg 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/7F-1.jpg 815w\" sizes=\"auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Andiamo avanti, qualche scatto ai giardini pubblici, qualche scatto alle numerose bancarelle. Siamo nel quartiere di Remal, uno scatto alle ultime distruzioni causate dagli F16 la scorsa settimana. <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/8F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835769 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/8F.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/8F.jpg 558w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/8F-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Qualche altro scatto al giardino di Al Jundi, che tradotto in italiano dovrebbe significare del &#8220;milite ignoto&#8221;, dove macchinine luminose e molto chiassose portano i bambini a fare un giro intorno alla fontana.<\/p>\n<p>Pu<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-835778 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9F-720x592.jpg\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9F-720x592.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9F-300x247.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9F-768x632.jpg 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9F.jpg 879w\" sizes=\"auto, (max-width: 303px) 100vw, 303px\" \/><\/a>nto sul bancomat della Banca di Palestina di fronte al giardino Al Jundi perch\u00e9 lungo la strada tutti i bancomat erano pieni di <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/10F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-835787 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/10F-720x540.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/10F-720x540.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/10F-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/10F.jpg 744w\" sizes=\"auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a>folla. La mia guida mi dice che a quest&#8217;ora \u00e8 sempre cos\u00ec. Centinaia di persone fanno la fila a tutti gli sportelli automatici. A qualcuno sembra strano che Gaza abbia tanti ATM bancari, eh! Comunque rinuncio.<\/p>\n<p>Ormai \u00e8 quasi sera, l&#8217;ombra minacciosa dello Stato ebraico sembra far parte della normalit\u00e0, si passa accanto alle rovine <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835796 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11F-720x540.jpg\" alt=\"\" width=\"653\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11F-720x540.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11F-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11F.jpg 744w\" sizes=\"auto, (max-width: 653px) 100vw, 653px\" \/><\/a>cos\u00ec come si passa accanto a una delle eleganti pasticcerie o a uno dei banchetti che vendono lupini e fave cotte.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/12F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835805 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/12F-720x622.jpg\" alt=\"\" width=\"329\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/12F-720x622.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/12F-300x259.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/12F.jpg 726w\" sizes=\"auto, (max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/13F-una-delle-tante-pasticcerie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-835814\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/13F-una-delle-tante-pasticcerie.jpg\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/13F-una-delle-tante-pasticcerie.jpg 558w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/13F-una-delle-tante-pasticcerie-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Poi, a un certo punto Roger, il mio accompagnatore, mi dice \u201cguarda quella ragazza, non sai quanto mi piace.\u201d La guardo, \u00e8 di spalle, non porta l&#8217;ijab, penso sia una straniera. Ha una grossa sacca colorata in spalla. Roger mi dice &#8220;mi piace tanto quello che fa, ci vuoi parlare?&#8221; Beh s\u00ec, ma prima vorrei capire perch\u00e9 gli piace tanto quello che fa. E il ragazzo mi dice &#8220;porta il cibo agli animali randagi&#8221;.<\/p>\n<p>Ecco, ora entriamo in un campo sconosciuto ai pi\u00f9 e che stupisce un po&#8217; anche me. Cerchiamo di attirare la sua attenzione chiamandola, prima in inglese poi in arabo. Ma non conosciamo ancora il suo nome. \u2028Non sembra molto convinta, per\u00f2 si lascia avvicinare. Cominciamo a parlare, ma a piccole frasi. Ha 28 anni, il viso assolutamente semita, che non \u00e8 una definizione razziale come non lo sarebbe dire un viso nordico di una svedese o un viso sioux di un indigeno americano. Il suo incarnato \u00e8 bruno, i suoi occhi sono di quel nero brillante che io avrei sempre desiderato avere. La ragazza ci dice che s\u00ec, \u00e8 andata a nutrire dei cuccioli randagi e che questa operazione la fanno tutte le sere lei o uno dei ragazzi del suo gruppo. Chiedo un po\u2019 la sua storia e come mai in un luogo dove gli umani sono sempre a rischio e il cibo non abbonda in tutte le case, lei si occupi proprio di nutrire e curare gli animali.<\/p>\n<p>Razan \u00e8 il suo nome. <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/14F-razan-racconta-la-sua-storia-e-lincontro-con-Vittorio-Arrigoni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-835823 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/14F-razan-racconta-la-sua-storia-e-lincontro-con-Vittorio-Arrigoni.jpg\" alt=\"\" width=\"430\" height=\"602\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/14F-razan-racconta-la-sua-storia-e-lincontro-con-Vittorio-Arrigoni.jpg 549w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/14F-razan-racconta-la-sua-storia-e-lincontro-con-Vittorio-Arrigoni-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/a>Rimane un po\u2019 schiva, forse non si fida delle domande di una straniera. La mediazione del mio giovane amico che le parla in arabo la tranquillizza e quindi comincia a parlare con scioltezza e racconta. Dice di far parte di un piccolo gruppo formatosi negli anni del college. Anni in cui Israele massacrava Gaza con i bombardamenti di Piombo fuso raccontati da Vittorio Arrigoni rimasto nella Striscia a rischiare la vita, ad aiutare i soccorsi e, soprattutto, a far conoscere al mondo quello che Israele \u00e8 stato capace di fare in 21 giorni di violenza contro la popolazione assediata. Poi, detto per inciso, Israele sarebbe stato capace di fare addirittura di peggio cinque anni dopo, ma Vittorio era stato gi\u00e0 portato via dalla morte e la sua presenza sarebbe rimasta solo nelle sue parole, quelle che non sono mai morte e che nel 2014 hanno aiutato a resistere e a raccontare, a chi c\u2019era, l\u2019ancor pi\u00f9 terribile Margine protettivo.<\/p>\n<p>Ma questo \u00e8 solo un inciso, aleggia nell\u2019aria s\u00ec, ma me ne accorger\u00f2 pi\u00f9 tardi. Intanto Razan dice che hanno costituito un gruppo fb nominato Strays of Gaza, cio\u00e8 randagi di Gaza, lo stesso hanno fatto con twitter e instagram e la loro presentazione \u00e8 molto semplice, due righe in cui si dice che il loro scopo e salvare il numero pi\u00f9 alto possibile di animali feriti o malati o affamati e di costruire per loro dei rifugi sicuri.<\/p>\n<p>Il gruppo \u00e8 piccolo, non \u00e8 legato a nessuna associazione politica o ecologista ed \u00e8 autofinanziato, cio\u00e8 si finanzia con donazioni ricevute on line. Le faccio una domanda antipatica, le chiedo se \u00e8 credente e in tal caso se \u00e8 cristiana o musulmana. Mi guarda in modo strano e spero non fraintenda. Non porta l\u2019ijab, anche questo normalmente non si sa, ma a Gaza non \u00e8 obbligatorio portare l\u2019ijab anche se la stragande maggioranza delle donne lo porta e molte indossano addirittura il niqab. Questa scelta mi fa supporre sia cristiana e invece \u00e8 musulmana. Mi guarda un po\u2019 contrariata e le spiego che la domanda nasce dal fatto che in Occidente, tra le tante sciocchezze stereotipate che girano, c\u2019\u00e8 anche quella di credere che i musulmani siano feroci con gli animali. A questo punto la ragazza sorride e dice che conosce via social tanti internazionali che la contattano e aiutano il suo gruppo anche nella raccolta fondi per il cibo e le cure. Non tutti quindi la pensano cos\u00ec!<\/p>\n<p>Le chiediamo quando \u00e8 iniziatoil suo impegno e perch\u00e9. Ci risponde che tutto \u00e8 cominciato quando lei e i suoi amici del college avevano conosciuto, qui a Gaza, un ragazzo di qualche anno pi\u00f9 grande di loro. Erano diventati amici e parlando di tutto avevano capito che ognuno deve essere aiutato a vivere, cos\u00ec avevano iniziato a fare volontariato anche con gli animali e non solo con gli umani. Mi dice che il ragazzo ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ma per loro \u00e8 sempre presente. Il suo nome era Vittorio.<\/p>\n<p>Era nell\u2019aria, lo sentivo, ma solo quando ha pronunciato il suo nome la cosa \u00e8 diventata chiara.<br \/>\nMa anche lei, Razan ha un nome e un cognome che in questo momento, in quest\u2019incontro serale dove ci si vede in penombra, dopo aver evocato il ricordo di Vittorio Arrigoni, ha qualcosa di altrettanto evocativo. Il suo cognome \u00e8 Al Najjar. Si chiama Razan Al Najjar, esattamente come la giovane infermiera che avevo conosciuto al border di Khuza\u2019a, se ben ricordo, e che due settimane dopo, mentre prestava soccorso ai feriti, sempre al border, era stata uccisa dai tiratori scelti israeliani.<\/p>\n<p>Un incontro davvero particolare. Potrebbe sembrare inventato, ma basta andare su FB o twitter o instagram per verificare: \u201c Straysofgaza, Razan Al Najjar\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 la vita che supera la morte. E\u2019 quel particolare tipo di amore che non solo non muore, ma sparge semi per il mondo. Da qualche parte restano sotto la sabbia, da qualche altra parte germogliano. Qui ogni tanto germogliano. Perch\u00e9 la Palestina \u00e8 un posto strano. E Gaza \u00e8 un posto ancor pi\u00f9 strano del resto della Palestina. Qui convivono gli asini con le Mercedes, la povert\u00e0 economica con la ricchezza dell\u2019accoglienza, il terrore con l\u2019allegria, la distruzione con progetti faraonici di ricostruzione, l\u2019imbroglio sottile con l\u2019onest\u00e0 pi\u00f9 assoluta, la disperazione con la speranza, la depressione con l\u2019entusiasmo della resistenza\u2026. E su tutto seguita a dominare, nonostante i tanti uccelli del malaugurio che la vogliono morta per soddisfare il proprio desiderio di asciugarne le lacrime, una capacit\u00e0 di vivere e di amore per la vita che \u00e8 difficile trovare altrove.<\/p>\n<p>Razan Al Najjar, la protettrice degli animali in un luogo dove la vita \u00e8 difficile anche per gli umani, sembra incarnare la parte positiva di questa molteplicit\u00e0 di forme. Vittorio forse ha vissuto i suoi ultimi anni nel posto che meglio di ogni altro poteva raccogliere i suoi semi di bella umanit\u00e0, fatta insieme di lotta di impegno e di allegria.<\/p>\n<p>E dopo quest\u2019ultimo incontro, mentre attraversiamo la strada, un ragazzino di forse 15 anni, con un carretto su cui ha gli ultimi chili di fragole, ci ch<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/15F.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835832 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/15F.jpg\" alt=\"\" width=\"327\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/15F.jpg 558w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/15F-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 327px) 100vw, 327px\" \/><\/a>iama in un modo un po\u2019 implorante dicendo \u201cfraule, faddal, fraule\u201d. Io ho gi\u00e0 comprato due chili di jawafa, gli avocados, le arance\u2026. Roger dice \u201cLa, la shukran\u201d, cio\u00e8 no, no grazie.<\/p>\n<p>Per\u00f2 che fare? In fondo tra pochi giorni non potr\u00f2 pi\u00f9 mangiare le fragole di Gaza. Beh, torniamo indietro. Ok, 4 shekels, cio\u00e8 un euro, e siccome sono le ultime, mi fa buon peso e per 4 shekel me ne d\u00e0 due chili.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/16F-ultimi-acquisti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-835841 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/16F-ultimi-acquisti.jpg\" alt=\"\" width=\"314\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/16F-ultimi-acquisti.jpg 558w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/16F-ultimi-acquisti-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><\/a><br \/>\nNormalit\u00e0? Resilienza? Stranezze? Chiamatela come volete. I droni seguitano a volare bassi. La notte passata \u00e8 stata tranquilla, la prossima non si sa, ma qui la vita continua nonostante l\u2019assedio e le minacce.<\/p>\n<p>Gaza NON MORIR\u00c0 nel 2020 come ripetono amici e nemici. Gaza ha bisogno di acqua potabile, ha bisogno di lavoro, ha bisogno di elettricit\u00e0, i suoi bisogni sono umani, ma la loro mancanza \u00e8 di natura politica. \u2028Gaza ha bisogno di libert\u00e0, ha bisogno di giustizia!<\/p>\n<p>Eppure Gaza non morir\u00e0 neanche se Israele e tutti i suoi nemici interni ed esterni si mettessero insieme perch\u00e9, come scriveva Darwish gi\u00e0 nel 1973 nel suo <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/17F-e-la-vita-continua....jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-835684 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/17F-e-la-vita-continua....jpg\" alt=\"\" width=\"426\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/17F-e-la-vita-continua....jpg 698w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/17F-e-la-vita-continua...-284x300.jpg 284w\" sizes=\"auto, (max-width: 426px) 100vw, 426px\" \/><\/a>\u201cSilenzio per Gaza\u201d, \u201cPossono spezzarle le ossa. Tagliarle tutti gli alberi. Possono piantare carri armati nelle budella delle sue donne e dei suoi bambini. Possono gettarla a mare, nella sabbia o nel sangue. Ma lei non dir\u00e0 mai S\u00cc agli invasori \u201d e Gaza, mi piace ricordarlo ancora una volta, non \u00e8 Hamas, non \u00e8 Fatah, non \u00e8 Jihad, non \u00e8 PFLP, Gaza \u00e8 Gaza, al di qua e al di l\u00e0 delle fazioni politiche in cui i gazawi decidono di riconoscersi o meno. Questo la Grande marcia per il ritorno ha provato a mostrarlo al mondo, pagandolo con l\u2019unica moneta che Israele conosce: il sangue palestinese dei suoi martiri e le invalidit\u00e0 imposte ai suoi tanti feriti.<\/p>\n<p>Saluti da Gaza, dove la vita, nonostante tutto e tutti, continua!<\/p>\n<p><em>Gaza City, 3 aprile 2019. Foto di Patrizia Cecconi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E ancora un altro assassinio si \u00e8 aggiunto a quelli di ieri e di ieri l&#8217;altro e di una settimana fa e di un mese e di tanti anni senza sosta e senza vera condanna. Siamo in Palestina. 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