{"id":83009,"date":"2013-12-28T21:04:16","date_gmt":"2013-12-28T21:04:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=83009"},"modified":"2013-12-28T21:04:16","modified_gmt":"2013-12-28T21:04:16","slug":"il-carro-di-mandela-un-posto-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/12\/il-carro-di-mandela-un-posto-per-tutti\/","title":{"rendered":"Il carro di Mandela: un posto per tutti"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il variegato ed eterogeneo gruppo di persone presente ai funerali dell&#8217;indiscusso grande eroe africano ci ha mostrato un interessante fenomeno.<br \/>\nPerfino chi lo aveva inserito nelle liste dei terroristi (fino al 2008) era presente per rendergli omaggio. Ipocrisia o un mutamento nei cuori a fronte degli eccezionali traguardi da lui raggiunti? Solo le coscienze di queste persone possono rispondere a questi interrogativi.<br \/>\nMa per tutti gli altri \u00e8 stato molto facile essere l\u00ec presenti. Mandela esord\u00ec con la nonviolenza, e ritorn\u00f2 a essa non appena la ritenne una strategia efficace. Egli accolse i principi di matrice Gandhiana e l\u00ec spos\u00f2 come il modo migliore per porre fine al regime dell&#8217;apartheid. Fu solo il verificarsi dei tragici massacri causati dall&#8217;apartheid a spingerlo \u2013 probabilmente non senza rammarico \u2013 ad abbandonare il patto della nonviolenza.<br \/>\nDi tutte le strategie utilizzate per porre fine all&#8217;apartheid, la mia preferita \u00e8 quella chiamata &#8216;Il paradosso di Mandela&#8217;. Fu a lui garantita la libert\u00e0 dalla prigione in cambio di una rottura da parte sua con il Partito Comunista, ma soprattutto \u2013 condizione ben pi\u00f9 importante \u2013\u00a0 qualora egli avesse rinunciato alla violenza, con la convinzione che se lui avesse aderito, avrebbe aderito anche il Congresso Nazionale Africano. Mandela si oppose, poich\u00e9 \u201csolo una persona libera pu\u00f2 stipulare un contratto\u201d. Questa rappresenta una tipologia di resistenza passiva nella sua forma pi\u00f9 raffinata, una delle pi\u00f9 alte tattiche morali nella storia della nonviolenza. Essa venne usata anche da Aung Sang Suu Kyi alla quale il regime birmano promise la libert\u00e0, qualora lei avesse lasciato il Paese, ma lei rifiut\u00f2, restando agli arresti domiciliari per circa 15 anni.<br \/>\nMa l&#8217;aspetto pi\u00f9 singolare del paradosso di Mandela \u00e8 l&#8217;us\u00f2 della nonviolenza applicata nel suo rifiuto di rinunciare all&#8217;uso della violenza, che produsse risultati simili a quelli che, in un romanzo di fantascienza, farebbero esplodere un malvagio robot al quale venisse affidato il compito di risolvere un calcolo irrisolvibile.<br \/>\nI sostenitori dei metodi violenti hanno, ovviamente, obiettato che Mandela sostenne i sabotaggi fino ad arrivare a vedere la lotta armata come possibile strategia quando i tentativi pacifici fallirono.<br \/>\nLa battaglia di Cuito Cuanavale, nel sud-est dell&#8217;Angola, tra le forze armate dell&#8217;apartheid del Sud Africa contro l&#8217;esercito cubano e le forze angolane \u00e8 stata rivendicata come una vittoria da entrambe le parti.<br \/>\nTuttavia, per Mandela, essa \u201cfu il punto di svolta per la liberazione del nostro continente \u2013 e del mio popolo \u2013 dal flagello dell&#8217;apartheid\u201d.<br \/>\nForse, da un punto di vista nonviolento, si potrebbe dire che uno dei problemi coi quali si trova a fare i conti il Sud Africa oggi riguarda i postumi di questa violenta lotta.<br \/>\nNon \u00e8 cos\u00ec facile instaurare un regime nonviolento quando \u00e8 solo la violenza a essere vista come un efficace strumento per il cambiamento.<br \/>\nProvare a identificare la \u201cchiave di svolta\u201d nella battaglia contro l&#8217;apartheid come un evento individuale \u00e8 allo stesso modo problematico, perch\u00e9 la lotta per la fine del pi\u00f9 razzista dei regimi nella Terra aveva molte correnti.<br \/>\nIl film Endgame descrive gli eventi che si verificarono all&#8217;indomani della fine dell&#8217;apartheid.<br \/>\n\u201cUna compagna mineraria inglese nominata Consolidated Gold \u00e8 convinta che i loro interessi sarebbero meglio rappresentati in un Sud Africa pi\u00f9 stabile, ed essi inviarono il loro delle pubbliche relazioni, Michael Young, al fine di instaurare per vie non ufficiali un dialogo con gli acerrimi rivali. Creato un riluttante, ancorch\u00e9 brillante, team col compito di aprire la strada a una riconciliazione con un confronto su degli ostacoli che inizialmente apparivano insormontabili, Young ripose la sua fiducia nel leader del Congresso Nazionale Africano, Thabo Mbeki e sul filosofo africano, il professor Willie Esterhuyse. \u00c8 stata la loro empatia che, alla fine, \u00e8 servita da catalizzatore per il cambiamento dimostrandosi pi\u00f9 potente delle bombe dei terroristi che minacciavano di interrompere il pacifico dialogo.\u201d<br \/>\n(Dalla fascetta pubblicitaria del film)<\/p>\n<p>Il film, cos\u00ec come il libro, mettono in risalto il processo di umanizzazione che si realizza tra le persone che hanno completamente concretizzato l&#8217;altro come \u201cavversario\u201d nel passato. Questa \u00e8 una conquista ideale per ogni processo nonviolento. Ma, naturalmente, si potrebbe osservare che l&#8217;obiettivo finale era quello di compiere una transizione mediante una regola della maggioranza senza che venissero danneggiati gli interessi della compagnia.<br \/>\nTuttavia, questa transizione fece terminare un regime, ma non cre\u00f2 i cambiamenti economici che avrebbero posto fine alla povert\u00e0 per la maggior parte della popolazione nera.<br \/>\nMandela \u00e8 stato accusato di aver abbandonato il suo orientamento socialista agevolando il neoliberalismo e permettendo il suo radicamento in Sud Africa. Se questa era una strategia di negoziazione per evitare un bagno di sangue, per ingaggiare una progressiva trasformazione invece di una rivoluzione, dobbiamo rilevare che anche se pu\u00f2 risultare inefficace per molti sudafricani emarginati, sono state salvate in questo modo molte vite che sarebbero andate perdute in una battaglia campale.<\/p>\n<p>Durante una manifestazione a Londra ho sentito un gruppo di giovani dal volto coperto ripetere questo slogan: \u201cCosa vogliamo? Rivoluzione! Quando la vogliamo? Ora!\u201d. Un altro gruppo rispondeva: \u201cCosa vogliamo? Un cambiamento graduale. Quando lo vogliamo? A tempo debito\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mandela doveva essere consapevole anche della \u201cSindrome di Akhenaton\u201d, secondo la quale,\u00a0 spesso, molti cambiamenti radicali subiscono un&#8217;inversione di tendenza quando le persone che li portavano avanti spariscono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per molti, i funerali di Mandela sono stati un&#8217;opportunit\u00e0 per fare delle cose che erano inimmaginabili secondo i rigidissimi protocolli diplomatici, come il caso di Obama che stringe la mano a Raul Castro e assieme al quale fa una foto col cellulare.<\/p>\n<p>Il traduttore per non udenti \u2013 probabilmente affetto da disturbi psichici \u2013 si \u00e8 dimostrato inadeguato, poich\u00e9 non ha fatto alcun gesto comprensibile.<\/p>\n<p>Gli appassionati di computer, invece, hanno realizzato un <a href=\"http:\/\/youtu.be\/XXvuRFby8cc\">video<\/a> immaginando cosa avrebbe condiviso Nelson Mandela nei <i>social network<\/i> se avesse potuto accedervi nel corso della sua vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le sanzioni internazionali hanno avuto un effetto sulla fine dell&#8217;apartheid \u2013 cos\u00ec come lo hanno avuto i boicottaggi di matrice sportiva e accademica e le promesse delle Commissioni Verit\u00e0 e Riconciliazione, dell&#8217;ideologia Ubuntu \u2013 piuttosto che la vendetta di Hammurabi\/Hollywood umanizzano tutti quanti.<\/p>\n<p>Dovremmo essere grati a Mandela per averci donato il suo esempio nel corso della sua lunga vita, non tanto perch\u00e9 ha vinto, ma perch\u00e9 non ha mai smesso di provarci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>tradotto dall&#8217;inglese da Giovanni Gai per Pressenza<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il variegato ed eterogeneo gruppo di persone presente ai funerali dell&#8217;indiscusso grande eroe africano ci ha mostrato un interessante fenomeno. 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