{"id":8285,"date":"2012-02-24T00:00:00","date_gmt":"2012-02-24T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-02-24T10:58:41","modified_gmt":"2012-02-24T10:58:41","slug":"un-muostro-di-mafia-a-niscemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/02\/un-muostro-di-mafia-a-niscemi\/","title":{"rendered":"Un MUOStro di mafia a Niscemi"},"content":{"rendered":"<p>Mancano solo le parabole e l\u2019installazione del terminal terrestre del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare della Marina militare Usa, sar\u00e0 completo. I lavori, autorizzati nel giugno 2011 dalla giunta regionale di Raffaele Lombardo (unico politico filo-Muos di tutta la Sicilia), procedono con celerit\u00e0 sorprendente. Inesorabili. Laceranti. Sfidando le piogge e i rigori dell\u2019inverno.<\/p>\n<p>L\u2019immensa base di Niscemi, 144 ettari di terreni ricadenti in zona A e B della riserva, \u00e8 attraversata da auto di servizio, camion pesanti, ruspe, betoniere. Nessun cartello segnaletico sulla tipologia dei lavori, l\u2019importo, gli esecutori. Su un automezzo che impasta cemento \u00e8 per\u00f2 ben impresso il logo della \u201cCalcestruzzi Piazza Srl\u201d. Pi\u00f9 di due mesi fa, le amministrazioni locali sono state informate che la Prefettura di Caltanissetta ha negato all\u2019azienda il certificato antimafia. Il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, l\u2019ha gi\u00e0 depennata dall\u2019elenco delle imprese di fiducia del Comune, in ottemperanza alla circolare ministeriale sulla cosiddetta white list che punta ad impedire l\u2019infiltrazione criminale negli appalti pubblici. Ma per il MUOS e la stazione di telecomunicazione Usa pi\u00f9 grande del Mediterraneo, le normative italiane antimafia sono invece carta straccia.<\/p>\n<p>I lavori di realizzazione del megaimpianto satellitare sono stati affidati dal comando US Navy ad un consorzio d\u2019imprese denominato \u201cTeam MUOS Niscemi\u201d, costituito dalla Gemmo S.p.A. di Arcugnano (Vicenza), societ\u00e0 leader nella costruzione d\u2019impianti elettrici e dalla LAGECO (Lavori Generali Costruzioni) di Catania. Due aziende particolarmente attive nel business delle infrastrutture militari. La Gemmo, in associazione con un importante contractor statunitense, ha in affidamento il trasporto di armamenti, la gestione dei servizi ambientali e la raccolta dei rifiuti nello scalo aereo di Sigonella e nella base navale di Augusta. La LAGECO, in passato, ha eseguito i lavori di recinzione e la bonifica ambientale dei terreni del centro di radiotrasmissione di Niscemi.<\/p>\n<p>Il subappalto relativo alla movimentazione terra e alla fornitura di cemento \u00e8 stato affidato invece alla Calcestruzzi Piazza Srl. La commessa \u00e8 trapelata sui mezzi d\u2019informazione grazie al giornalista Giovanni Tizian. In un documentato articolo pubblicato il 2 novembre 2011 su l\u2019Espresso, Tizian ha denunciato che l\u2019impresa che stava realizzando i basamenti per le antenne del MUOS era riconducibile all\u2019imprenditore Vincenzo Piazza, \u201cpersona associata al boss Giancarlo Giugno, ritenuto dagli inquirenti il referente di Cosa Nostra a Niscemi\u201d. \u201cE il nome di Giugno \u2013 aggiungeva Tizan &#8211; compare persino nell\u2019istruttoria sui telefonini usati per la strage di Capaci: fino al 2003 ha scontato una pena definitiva al carcere duro, poi \u00e8 stato protagonista di un surreale caso di soggiorno obbligato nelle Marche &#8211; dove non \u00e8 riuscito a trovare casa &#8211; e di un lungo divieto di soggiorno in Sicilia\u201d. Nel 2009, Piazza ha lasciato le cariche ricoperte nella societ\u00e0 di calcestruzzi. \u201cAl suo posto due donne: la pi\u00f9 giovane \u00e8 socia di Francesco Piazza, figlio di Vincenzo, in un\u2019altra societ\u00e0 di costruzioni\u201d.<\/p>\n<p>Del titolare-ombra dell\u2019azienda subappaltatrice del MUOS, l\u2019Espresso ricordava il coinvolgimento nell\u2019indagine \u201cAtlantide-Mercurio\u201d della procura antimafia di Caltanissetta (gennaio 2009), relativa agli affari illegali della \u201cfamiglia\u201d Madonia nel comprensorio Gela-Niscemi. L\u2019inchiesta giornalistica dest\u00f2 parecchio scalpore. La Prefettura formalizz\u00f2 la non concessione del certificato antimafia, ma come \u00e8 stato possibile verificare, la Calcestruzzi Piazza Srl non si schioda dai lavori del MUOS all\u2019interno della base Usa di Niscemi.<\/p>\n<p>Sulla vicenda, il 14 febbraio 2012, il senatore Giuseppe Lumia (Pd e sostenitore della giunta Lombardo) ha presentato un\u2019interrogazione ai Ministri della difesa e dell\u2019interno. \u201cIl Governo regionale ha pi\u00f9 volte sollecitato le autorit\u00e0 americane a mettersi in relazione con le autorit\u00e0 italiane, in particolar modo con la Prefettura di Caltanissetta, per monitorare dettagliatamente la presenza di eventuali imprese mafiose in quest\u2019importante opera, di fatto pubblica, e per far rispettare la normativa antimafia\u201d, scrive Lumia. \u201cRisulta tuttavia che nei lavori sia coinvolta la Calcestruzzi Piazza Srl, con sede a Niscemi ed avente come amministratore unico Concetta Valenti, il cui marito convivente \u00e8 Vincenzo Piazza, che, in base ad indagini della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Caltanissetta nonch\u00e9 ad altri elementi info-investigativi segnalati dalle Forze dell\u2019ordine, apparirebbe fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi\u201d.<\/p>\n<p>Il senatore Lumia rileva che nel corso di alcune indagini \u201csono emersi contatti del Piazza con esponenti mafiosi\u201d che \u201cevidenziano ingerenze e condizionamenti di Cosa nostra nell\u2019appalto per i lavori di recupero, consolidamento e sistemazione a verde dell\u2019area sottostante il Belvedere, commissionati dal Comune di Niscemi\u201d. Vincenzo Piazza, insieme a Giancarlo Giugno, \u00e8 stato inoltre denunciato per il reato di associazione mafiosa nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201cTriskelion\u201d, eseguita nel febbraio 2010 dalla DDA e dal GICO della Guardia di finanza di Caltanissetta, contro una \u201ccellula\u201d di Cosa nostra della provincia di Enna operante in Lombardia e in Belgio. \u201cNell\u2019ambito della citata indagine &#8211; scrive il parlamentare &#8211; il monitoraggio dell\u2019utenza in uso a Antonino Tramontana (soggetto affiliato al clan di Pietraperzia) dava modo di riscontrare plurimi contatti che costui intratteneva con alcuni personaggi pluripregiudicati, tra cui Giancarlo Giugno; quest\u2019ultimo veniva contattato proprio tramite l\u2019utenza in uso a Piazza. Sempre tramite Vincenzo Piazza, altro soggetto mafioso di Pietraperzia, tale Nino Tramontana, il 24 agosto 2006, incontrava Giancarlo Giugno ed era per mezzo del suo cellulare che parlava con Giugno quando si trovava presso l\u2019impianto di calcestruzzo, il 3 settembre 2006, e rintracciava gli operai\u201d. Agli atti dell\u2019inchiesta \u201cAtlantide-Mercurio\u201d, pure la trascrizione di una successiva conversazione telefonica tra Piazza e Giugno, mentre quest\u2019ultimo si trovava in Milano ancora in compagnia di Antonino Tramontana. L\u2019imprenditore si era rivolto al boss per sapere la fine di un assegno di 3.500 euro. Giugno prefer\u00ec glissare la domanda, riservandosi di parlarne al suo rientro a Niscemi.<\/p>\n<p>Sono proprio le intercettazioni ambientali eseguite durante l\u2019importante operazione antimafia a delineare l\u2019intensit\u00e0 dei legami tra Vincenzo Piazza e Giancarlo Giugno. Quando nel 2006 il boss \u00e8 in carcere a Tolmezzo, l\u2019imprenditore \u00e8 in contatto con la moglie Giuseppa Patti. In un\u2019occasione i due parlano di un assegno che Piazza avrebbe dovuto ricevere da tale \u201cPeppe\u201d. Ho parlato con lui, ma non l\u2019ha ancora posto all\u2019incasso, riferiva l\u2019imprenditore. Quindi ritarder\u00f2 a recapitarle la somma di denaro di una settimana. Il 22 agosto 2006, Vincenzo \u00e8 tra i pochissimi amici ad essere avvisato dalla Patti della scarcerazione del marito. \u201cIl Piazza promette che il giorno seguente si sarebbe recato presso la sua abitazione sia per salutare Giancarlo Giugno, che per consegnarle qualcosa, verosimilmente la somma di denaro che le aveva promesso in precedenza\u201d, scrivono gli inquirenti.<\/p>\n<p>I contatti tra il boss e l\u2019imprenditore si faranno sempre pi\u00f9 frequenti. Il 23 ottobre, essi vengono intercettati mentre parlano di una gara d\u2019appalto per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel territorio di Niscemi. Per chi fa la gara per questa immondizia, si deve giocare la meglio si deve giocare!, commenta Piazza. Puoi portare quaranta dipendenti Giancarlo, possono essere i pi\u00f9 stupidi del mondo\u2026 E pi\u00f9 stupidi sono meglio \u00e8! Giugno lo incalza: Quaranta no, quaranta amici te li sei fatti, te li trovi quaranta famiglie, quando ci sono le elezioni o quando ci sar\u00e0 qualche cosa te li trovi\u2026 Prima del commiato, il boss ricorda all\u2019interlocutore che dovr\u00e0 ritirare del denaro. Una parte, 15.000 euro, \u201csar\u00e0 trattenuta per se stesso\u201d, una quota sar\u00e0 destinata al Piazza e i rimanenti 25.000 euro \u201csaranno destinati ad altri\u201d.<\/p>\n<p>Il 5 novembre 2006, i due tornano ad incontrarsi per discutere dell\u2019assunzione di due operai all\u2019interno di un cantiere per la realizzazione di gallerie autostradali. Io ho parlato con Michele, ma mi ha detto che pu\u00f2 assumere solo le persone che hanno il patentino, spiega Giugno. Il 13 novembre si torna a parlare di somme di denaro da riscuotere, presumibilmente riconducibili all\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale del Piazza. \u201cLa conversazione in disamina evidenzia cointeressenze del Giugno nell\u2019attivit\u00e0 espletata dal Piazza: non a caso, infatti, egli utilizza il plurale nelle richieste che formula al Piazza, per il recupero dei crediti\u201d, scrivono gli inquirenti. Di circa quindicimila me ne ha dati tremila!&#8230; si duole Vincenzo. Gi\u00e0 deve dare ancora dodicimila! Gli ho detto: male che vada, tu porta quegli assegni e ti do un paio di mila euro in contanti e quattro li diminuiamo, qualche altro lavoro te lo faccio fare! Meno di un mese dopo, Vincenzo Piazza comunica a Giugno di essere in possesso di due assegni, ma teme che siano scoperti. Inizialmente si pensa di versarli in banca per farli protestare, ma successivamente si opta per concedere al creditore il tempo necessario a recuperare il denaro. Il 27 dicembre 2006, Giugno e Piazza vengono intercettati mentre effettuano dei conteggi su alcuni assegni nella loro disponibilit\u00e0. \u201cDal tenore del dialogo si ricavano cointeressenze tra i due\u201d, ribadiscono gli inquirenti.<\/p>\n<p>Condividono pure un chiodo fisso i due, quello di avere i cellulari e perfino i computer sotto controllo. Quando un giorno si recano nell\u2019impianto della Calcestruzzi Piazza Srl e notano qualcosa di anomalo all\u2019ingresso, Piazza e Giugno si convincono che \u00e8 stata installata una telecamera dalle forze di polizia. E il boss manifesta pure la preoccupazione per l\u2019eventuale presenza di una microspia a bordo dell\u2019autovettura del Piazza. I comportamenti dell\u2019imprenditore non sono per\u00f2 del tutto lineari. Da una parte teme le indagini dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, dall\u2019altra stringe relazioni confidenziali con un paio di agenti di Polizia di Stato niscemesi. A uno di essi, Marco Crescimone, Vincenzo Piazza rivela nell\u2019ottobre 2006 che Giugno, preoccupato di essere nuovamente arrestato, evita di farsi notare in compagnia di altri pregiudicati proprio per timore dei controlli di polizia. Lui se ne vuole andare\u2026 vuole squagliare di qua.. Dice <<perch\u00e9\u2026 dicembre non passa\u2026 che mi attaccano a me!... me ne devo andare e basta!... ormai non \u00e8 pi\u00f9 terra per me qua!..>><\/p>\n<p>Piazza e Crescimone si soffermano poi sui diversi atti intimidatori verificatisi negli ultimi tempi a Niscemi. I due \u201ctemono che la situazione possa ulteriormente aggravarsi\u201d, scrivono gli inquirenti. \u201cIl Piazza riferisce che Francesco Amato, alias Ciccio Pistola e Salvatore Blanco, alias Turi Paletta sono diventati oramai esponenti di spicco del sodalizio mafioso di Cosa Nostra; aggiunge che costoro sono entrati in contrasto con Giancarlo Giugno\u201d. Qualche giorno c\u2019\u00e8 il botto Marco!&#8230; qualche giorno c\u2019\u00e8 il botto\u2026 perch\u00e9 non mi pare che questo Paletta e il Pistola,  troppo potere si sono presi\u2026<\/p>\n<p>Il 3 novembre 2006, \u00e8 il poliziotto Nuccio Gallo a ricevere alcune confidenze dal Piazza. Oggetto, il danneggiamento del Ristorante \u201cGreen Hilly\u201d, gestito dall\u2019imprenditore del calcestruzzo. Ieri sera&#8230; Hanno rotto i vetri, ho girato attorno, e ho visto la porta d\u2019ingresso principale rotta pure, dei vetri con quella barra pure\u2026 Ho una collera che prenderei a qualche figlio di buttana, e trenta anni non me li toglierebbe nessuno\u2026 E meno male che sono appoggiato compare! ti immagini se non sarei appoggiato!<\/p>\n<p>Tanto ben appoggiato e protetto che la Piazza Srl continua ad essere un\u2019ingombrante presenza nei lavori pro-MUOStro di Niscemi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019intera collina sventrata nel cuore della riserva naturale \u201cSughereta\u201d di Niscemi. Centinaia di metri di terrazzamenti, la macchia mediterranea sradicata. 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