{"id":825861,"date":"2019-03-18T14:27:26","date_gmt":"2019-03-18T14:27:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=825861"},"modified":"2019-03-18T14:27:26","modified_gmt":"2019-03-18T14:27:26","slug":"addio-alla-deterrenza-la-2019-missile-defense-review-americana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/03\/addio-alla-deterrenza-la-2019-missile-defense-review-americana\/","title":{"rendered":"Addio alla deterrenza: la 2019 Missile Defense Review americana"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\">Alla fine dello scorso gennaio, con un anno di ritardo rispetto a quanto previsto, \u00e8 stata presentata la 2019 Missile Defense Review (MDR), un documento di 108 pagine a completare la definizione della politica di sicurezza dell\u2019amministrazione Trump delineata nelle 2017 National Security Strategy, 2018 National Defense Strategy e 2018 Nuclear Posture Review. La MDR conferma la decisa volont\u00e0 di un forte rilancio dei programmi di difesa missilistica, dopo il ridimensionamento imposto dall\u2019amministrazione Obama.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il presidente Trump ha presentato la MDR dichiarando che \u201cnoi distruggeremo ogni tipo di attacco missilistico contro ogni bersaglio americano, sia prima che dopo il lancio\u201d. In realt\u00e0 la MDR indica degli obiettivi ben pi\u00f9 modesti: \u201csviluppare, acquisire e mantenere le capacit\u00e0 necessarie per proteggere il suolo americano da ogni possibile attacco dagli arsenali di missili a lunga gittata di stati canaglia\u201d (il documento si riferisce in tal modo alla Corea del Nord (DPRK) e all\u2019Iran); si prende atto dell\u2019impossibilit\u00e0 della difesa attiva degli USA dalle \u201cben maggiori capacit\u00e0, in numero e in tecnologia avanzata, dei missili balistici intercontinentali di Russia e Cina\u201d, difesa garantita solo da una politica di deterrenza nucleare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il programma rimane comunque ambizioso perch\u00e9 intende far fronte alle minacce del prossimo decennio sia dei missili intercontinentali con base a terra (ICBM) degli stati \u2018canaglia\u2019, sia a minacce regionali contro basi, alleati e interessi americani ovunque nel mondo \u201cintegrando capacit\u00e0 offensive e difensive per la deterrenza, includendo difese attive per intercettare missili in tutte le fasi di volo e di lancio, difese passive per mitigare gli effetti di attacchi missilistici e, in caso di conflitti, operazioni di attacco preventivo per neutralizzare minacce di missili offensivi prima del loro lancio.\u201d<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Dal quadro generale, emerge chiaramente una strategia americana che vuole superare l\u2019assetto di equilibrio e stabilit\u00e0 delle forze nucleari mondiali, tipico delle deterrenza, nella prospettiva dello scivoloso obiettivo di una superiorit\u00e0 militare incontrastabile.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Qualche dato tecnico<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">I missili militari si distinguono in base alla loro natura e gittata: oltre agli ICBM vanno considerati i missili balistici a gittata corta (&lt; 1000 km), media (1000\u22123500 km) e intermedia (3500\u22125500 km), i missili intercontinentali lanciati da sommergibile (SLBM), i missili cruise che volano nell\u2019atmosfera e i sistemi iper-veloci (HGV), in fase di sviluppo, che planano ai bordi dell\u2019atmosfera a velocit\u00e0 superiori a 5 mach lungo percorsi imprevedibili. La difesa da ciascuno di questi tipi di missile richiede strumenti differenti con specifiche capacit\u00e0, in parecchi casi ancora da immaginare o assolutamente irraggiungibili.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Per quanto riguarda le fasi di volo dei missili balistici vanno distinti:<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">&#8211; il lancio: il missile porta in 3\u22125 minuti l\u2019ogiva armata alla velocit\u00e0 necessaria e la colloca sulla traiettoria balistica predeterminata;<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">&#8211; la fase intermedia, in cui la testata procede di fuori dell\u2019atmosfera sulla traiettoria determinata dalla gravit\u00e0 e dalle condizioni iniziali alla velocit\u00e0 di circa 24000 km\/h; per missili intercontinentali pu\u00f2 durare una ventina di minuti;<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">&#8211; il rientro nell\u2019atmosfera verso l\u2019obiettivo alla velocit\u00e0 di circa 3200 km\/h; dura meno di 1 minuto.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Un sistema di difesa dai missili balistici (ABM) deve integrare sensori, radar, armi e sistemi di gestione della battaglia per distruggere i missili in fase di lancio ovvero le testate in volo o nella fase di rientro; un ABM pu\u00f2 mirare a una difesa puntuale di uno specifico bene di alto valore (sedi di leadership politica o di comando e controllo, basi militari o missilistiche) oppure alla protezione globale di vaste aree del paese.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Un sistema ABM deve, nel breve tempo disponibile:<br \/>\n1. individuare il lancio del missile ostile e, possibilmente, la sua natura;<br \/>\n2. individuare l\u2019ogiva nemica e prevederne la traiettoria;<br \/>\n3. discriminare la testata fra i residui del missile e le \u201ccivette\u201d;<br \/>\n4. guidare il mezzo intercettatore contro la testata;<br \/>\n5. verificare la distruzione della testata nemica, ed eventualmente ripetere l\u2019attacco.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il problema viene ulteriormente complicato dai missili con testate multiple emesse su traiettorie indipendenti (MIRV), sviluppati appunto per penetrare i sistemi ABM, dalle testate MARV, in grado di manovrare in volo, e, in generale, da contromisure degli attaccanti.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Alcuni dati storici<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Americani e russi si sono dedicati alla ricerca di sistemi ABM immediatamente dall\u2019avvento dei missili balistici. Il primo sistema messo a punto \u00e8 il sistema puntiforme Galosh per difendere Mosca, iniziato nei primi anni \u201960 e tuttora esistente, con continui aggiornamenti; si basa su un sistema di radar d\u2019avvistamento e di intercettori eso-atmosferici, guidati da radar di terra, impieganti una testata nucleare (da 1 a parecchi Mton) per la distruzione delle testate nemiche in fase di rientro; il sistema \u00e8 considerato di efficacia limitata, penetrabile con contromisure relativamente semplici.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Negli anni \u201970 gli americani misero a punto Safeguard, un sistema ABM puntiforme per difendere basi missilistiche, con radar d\u2019avvistamento e di guida dei missili intercettatori sia eso-atmosferici (Spartan) che endo-atmosferici (Sprint), entrambi con testata nucleare (qualche Mton). Il sistema, dotato di 100 intercettatori, venne smantellato pochi mesi dopo la raggiunta operativit\u00e0 (ottobre 1975), poich\u00e9 il Congresso decise che era troppo costoso e inefficace.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Nel 1972 l\u2019URSS e gli USA raggiunsero il trattato ABM, per la limitazione dei sistemi antimissile a due soli sistemi puntuali (ridotti a uno nel 1974) con non pi\u00f9 di 100 intercettatori; al trattato, che apr\u00ec la stagione degli accordi per la limitazione degli armamenti, si giunse per il comune riconoscimento dell\u2019incompatibilit\u00e0 di una strategia di difesa missilistica globale con la stabilit\u00e0 strategica e una relazione di reciproca deterrenza nucleare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Un rilancio delle ricerche per un sistema ABM globale si ebbe nel 1983 con il programma SDI (Strategic Defense Initiative) lanciato da Ronald Reagan per lo sviluppo di sensori e intercettatori da collocare sia a terra che nello spazio; si comprese rapidamente che la tecnologia del tempo era troppo lontana dagli obiettivi sperati, mentre creava rischi per la stabilit\u00e0 strategica, per cui le ricerche continuarono in sordina fino alla dissoluzione nel 1993.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">George W. Bush nel 2002 ritrasse gli USA dal trattato ABM e decise la costruzione in tempi rapidi (e senza le normali verifiche di credibilit\u00e0 di nuove armi) di un sistema (GMD) basato su intercettatori basati a terra (in Alaska e California) per distruggere per impatto testate nella fase intermedia di volo provenienti da occidente (rispetto agli USA). Vennero anche sviluppati sistemi contro missili a gittata intermedia e corta per i teatri europeo, medio-orientale e nord-est asiatico, oltre allo studio di sistemi pi\u00f9 avanzati. Dal 2002 gli USA hanno investito nei programmi e nelle ricerche AMB oltre 200 miliardi di dollari, con una significativa accelerazione impartita dall\u2019amministrazione Trump.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>La 2019 Missile Defense Review<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La MDR inizia esaminando l\u2019evoluzione qualitativa e quantitativa e le prospettive per il prossimo decennio della minaccia missilistica agli USA da parte delle \u201cpotenze revisionistiche\u201d (Cina e Russia), dagli stati \u201ccanaglia\u201d (DPRK e Iran) e da potenziali paesi proliferatori, distinguendo fra le minacce dirette al territorio nazionale e quelle alle forze americane all\u2019estero e agli alleati e partner. Si considerano anche gli sviluppi pi\u00f9 avanzati degli avversari (essenzialmente Cina e Russia): sistemi MIRV e MaRV, missili cruise di nuova generazione e sistemi HGV, nonch\u00e9 i piani per forze anti-missile e anti-satellite.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La preoccupazione strategica \u00e8 la limitazione della libert\u00e0 d\u2019azione globale americana, dato che \u201cla crescita delle capacit\u00e0 militari delle potenze revisionistiche, in particolare delle loro forze missilistiche offensive, sfida attualmente la nostra abilit\u00e0 di scoraggiare o sconfiggere aggressioni o coercizioni in regioni strategiche chiave\u201d.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Ruoli, indirizzo politico e strategia<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La difesa missilistica, secondo il documento, svolge un ruolo critico per la sicurezza nazionale e la strategia militare americana: previene o mitiga i danni in caso di attacchi nemici; scoraggia attacchi missilistici; rafforza gli sforzi americani anti-proliferazione; sostiene le trattative diplomatiche; crea maggiore stabilit\u00e0 e opzioni in aggiunta ad attacchi offensivi; fornisce la capacit\u00e0 di affrontare situazioni impreviste; rende pi\u00f9 efficaci operazioni militari regionali.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Un ABM \u201cmina la fiducia dei potenziali avversari nella loro capacit\u00e0 di ottenere i loro obiettivi politici o militari attraverso attacchi o minacce missilistiche. \u2026 Influendo in questo modo sul calcolo delle decisioni di un avversario, la difesa missilistica diminuisce il valore percepito dei missili come strumenti di coercizione e aggressione, contribuendo cos\u00ec alla deterrenza.\u201d<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\u201cLe difese missilistiche forniscono ai leader statunitensi una posizione di forza da cui partire per trattative diplomatiche con i potenziali avversari in tempo di pace o in crisi. Offrono ulteriori opzioni per attacchi offensivi per prevenire danni agli Stati Uniti\u2026 La difesa missilistica fornisce supporto alle operazioni militari statunitensi in contesti regionali; preserva la libert\u00e0 d&#8217;azione degli Stati Uniti limitando le capacit\u00e0 degli avversari di inibire o interrompere le operazioni militari statunitensi.\u201d<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Al fine di realizzare tali obiettivi \u201cgli Stati Uniti non accetteranno alcuna limitazione allo sviluppo o spiegamento delle capacit\u00e0 di difesa missilistica\u201d ma \u201cesaminano ed eventualmente metteranno in campo tecnologie avanzate per aumentare l\u2019efficienza della difesa attiva dai missili, compresi sensori spaziali e la capacit\u00e0 di colpire i missili in fase di lancio, anche con fasci laser. \u00c8 tecnicamente impegnativo ma fattibile nel tempo, conveniente e un assoluto imperativo strategico.\u201d Viene cos\u00ec riproposto il progetto reaganiano della militarizzazione dello spazio in veste ABM: \u201cIl Dipartimento della Difesa intraprender\u00e0 un esame nuovo e a breve termine dei concetti e della tecnologia per difese basate nello spazio.\u201d<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La MDR precisa l\u2019impostazione strategica globale: \u201cGli Stati Uniti schiereranno, manterranno e integreranno tre diversi mezzi di difesa missilistica: primo, la difesa missilistica attiva per intercettare i missili avversari in tutte le fasi del volo; secondo, difesa passiva per mitigare i potenziali effetti dei missili offensivi; e terzo, se la deterrenza fallisce, operazioni di attacco per distruggere i missili offensivi prima del lancio. Gli Stati Uniti perseguiranno una maggiore integrazione delle operazioni di attacco con le difese missilistiche attive e passive.\u201d<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Si pu\u00f2 osservare che l\u2019ottica in cui si muove la MDR \u00e8 molto ristretta e ignara della storia e della realt\u00e0: volendo ridurre i danni di un attacco missilistico la via migliore \u00e8 certamente la riduzione delle forze offensive raggiungibile mediante accordi internazionali, ma nel documento non vi \u00e8 alcun riferimento al controllo degli armamenti. L\u2019introduzione di sistemi ABM non ha \u201cdiminuito il valore percepito dei missili\u201d ma ha spinto alla loro moltiplicazione appunto per penetrare le difese. Una diplomazia basata su posizioni di forza serve solo a irrigidire le posizioni della controparte e non pu\u00f2 essere producente: un esempio recentissimo il fallimento dell\u2019incontro ad Hanoi di Trump con un Kim per nulla forzato dal sistema ABM americano costruito contro la DPRK.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Programmi e capacit\u00e0 di difesa missilistica degli Stati Uniti<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il documento descrive separatamente i programmi per la difesa del territorio americano e quelli per la protezione delle forze all\u2019estero e i paesi alleati.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La \u201cdifesa attiva della patria statunitense si basa su di un&#8217;architettura di difesa dai missili balistici integrata e stratificata che \u2026 include elementi terrestri, navali e spaziali per tracciare, attaccare e distruggere missili balistici offensivi di diverse gamme, velocit\u00e0 e dimensioni dopo il loro lancio. Il sistema GMD \u00e8 progettato per difendersi dalla minaccia ICBM esistente e potenziale dagli stati canaglia, ma in caso di conflitto difenderebbe, nella misura del possibile, da un attacco missilistico balistico contro la patria statunitense da qualsiasi origine. Il sistema GMD ingaggia i missili balistici a lungo raggio avversari nella fase intermedia del volo utilizzando intercettatori basati al suolo (GBI). I GBI distruggono i missili attaccanti colpendoli ad alta velocit\u00e0. Quaranta GBI sono schierati a Ft. Greely, Alaska e quattro alla base aerea di Vandenberg, California\u2026. Il Congresso ha appropriato circa 15,3 miliardi di dollari nel FY18 per difesa missilistica nazionale e regionale, tra cui uno stanziamento di emergenza di $ 4 miliardi per espandere ulteriormente e potenziare la capacit\u00e0 e l&#8217;affidabilit\u00e0 del sistema GMD.\u201d<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-825862 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/GDM2.jpeg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"147\" \/><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"center\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Fig. 1 Gli elementi del sistema GMD (dalla MDR)<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Particolare attenzione \u00e8 dedicata ai programmi di difesa regionale: \u201cI potenziali avversari continuano a espandere la forza e la capacit\u00e0 dei loro arsenali di missili offensivi per azioni regionali. La Russia, per esempio, ha sviluppato e messo in campo missili balistici e missili cruise che possono colpire obiettivi in \u200b\u200btutta l\u2019Eurasia. La Cina ha il programma di sviluppo di missili balistici pi\u00f9 attivo al mondo e sta sviluppando HGV in grado di colpire obiettivi in \u200b\u200bpi\u00f9 regioni. Gli Stati Uniti continueranno a rafforzare i loro sforzi per scoraggiare e contrastare queste capacit\u00e0 in rapido avanzamento e i missili offensivi regionali di Corea del Nord e Iran.\u201d<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">L\u2019approccio proposto \u00e8 di integrare le difese attive con operazioni complementari di attacco alle strutture avversarie, impiegando l\u2019intera gamma di forze americane e degli alleati.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Le armi di difesa dai missili balistici a gittata corta, media e intermedia si basano su tecnologie \u201ccolpisci e distruggi\u201d con intercettatori guidati da radar dedicati: il sistema terrestre mobile THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) usa missili a stadio singolo (attualmente gli Stati Uniti possiedono sette batterie THAAD con 48-72 intercettatori ciascuna); il sistema Patriot (60 batterie) affronta aerei e missile a corto raggio nella fase finale; il sistema Aegis della marina, installato su navi (attualmente 38 da portare a 60) con missili a tre stadi \u00e8 previsto contro missili a gittata media e intermedia nella fase di volo intermedia; Aegis Ashore \u00e8 la versione terrestre del sistema Aegis, parte dell&#8217;European Phased Adaptive Approach, per \u201cla difesa continua del territorio europeo della NATO contro le minacce missilistiche dal Medio Oriente\u201d. Un sito in Romania \u00e8 operativo, e uno Polonia \u00e8 in costruzione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Per tutti questi sistemi sono previsti potenziamenti delle capacit\u00e0 operative globali e di tutti i singoli componenti, anche nella prospettiva di contrastare missili cruise, contro i quali si stanno anche potenziando le capacit\u00e0 degli aerei F-35.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Pur sottolineando l\u2019importanza di un sistema spaziale di sensori, essenziale per un controllo globale dell\u2019attivit\u00e0 missilistica e critico per l\u2019obiettivo di contrastare missili nella fase di lancio, la MDA non d\u00e0 alcuna informazione sul sistema attualmente in realizzazione (SBIRS-HIGH) e sugli sviluppi previsti. Un ulteriore componente del sistema completamente ignorato nel documento \u00e8 l\u2019architettura informatica e cibernetica essenziale per l\u2019integrazione di sensori, radar, armi e la gestione della battaglia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La MDA non fornisce alcun elemento sul grado di affidabilit\u00e0 e le effettive capacit\u00e0 dei sistemi presentati. Secondo il direttorato per i test e le valutazioni operativi del dipartimento della difesa (DOT&amp;E), il GMD \u00e8 in grado di difendere il territorio americano da un \u201cpiccolo numero\u201d di ICBM che impieghino delle \u201ccontromisure semplici\u201d; le presenti tecnologie non permettono difesa da attacchi multipli. Il DOT&amp;E ritiene che le difese delle forze americane all\u2019estero e degli alleati da piccoli numeri di missili a gittata media e intermedia abbiano una \u201ccapacit\u00e0 limitata\u201d, mentre \u00e8 \u201csufficiente\u201d quella contro i missili di corta gittata.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Lavoro con gli alleati e partner<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Dopo aver considerato problemi organizzativi e strutturali interni all\u2019amministrazione americana, la MDR dedica una particolare attenzione al lavoro con alleati e partner in tutte le regioni critiche, non solo al fine di proteggere le forze statunitensi stazionate all&#8217;estero, ma anche di assistere nel monitoraggio delle minacce al territorio americano.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\u201cIl rafforzamento delle nostre alleanze e delle partnership di sicurezza a lungo termine \u00e8 una delle priorit\u00e0 degli Stati Uniti. Poich\u00e9 le capacit\u00e0 dei missili offensivi continuano a proliferare, la cooperazione di difesa missilistica con alleati e partner ha acquisito una sempre maggiore importanza per far progredire le architetture di difesa missilistica per la protezione e sicurezza comuni. Questa cooperazione far\u00e0 leva sui contributi congiunti e si concentrer\u00e0 sullo sviluppo delle opportunit\u00e0 di collaborazione sui programmi di difesa missilistica, sull\u2019approfondimento dell&#8217;interoperabilit\u00e0 nei sistemi e delle operazioni di difesa missilistica, sulla condivisione degli oneri tra gli Stati Uniti e gli alleati e partner\u2026 Il Dipartimento della Difesa dar\u00e0 inoltre priorit\u00e0 alle richieste di vendita di attrezzature militari statunitensi, accelerando la modernizzazione dei partner e la capacit\u00e0 di integrarsi con le forze statunitensi.\u201d<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Vengono esplicitamente coinvolti Canada, Giappone, Corea del Sud e Australia nel teatro indo-pacifico, i partner della NATO in Europa, Israele, Arabia Saudita, Kuwait e Emirati Arabi Uniti in Medio Oriente; persino l&#8217;India \u00e8 considerata un potenziale partner di difesa missilistica, \u201delemento chiave della nostra strategia indo-pacifica.\u201d<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Traspare l\u2019obiettivo di creare un sistema di controllo globale delle operazioni missilistiche di tutti i potenziali avversari degli USA, nella prospettiva di una rete ABM per l\u2019intero territorio americano.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Qualche osservazione<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il documento afferma che gli USA intendono mantenere un rapporto di deterrenza nucleare con Cina e Russia ma al contempo si propongono di sviluppare sistemi ABM sempre pi\u00f9 avanzati e performanti, contro ogni tipo di missile avversario. Il fatto \u00e8 che la situazione strategica non \u00e8 mutata rispetto agli anni \u201970 e i sistemi ABM, indipendentemente dalla loro efficacia, mirano a distruggere il rapporto di reciproca vulnerabilit\u00e0 alle forze nucleari avversarie, rapporto necessario per una stabile deterrenza nucleare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La difesa missilistica infatti destabilizza le relazioni strategiche tra gli stati dotati di armi nucleari: rende pi\u00f9 probabili le crisi, e rende gli stati pi\u00f9 propensi a utilizzare le armi nucleari nelle prime fasi di una crisi; creano un falso senso di superiorit\u00e0 e di capacit\u00e0 di attacchi disarmanti; inducono a moltiplicare le forze d\u2019attacco e sistemi ad alta penetrazione (MIRV, MARV, cruise, droni nucleari e HGV), nonch\u00e9 sistemi antisatellite e anti-sottomarino. Lungi dal ridurre i missili offensivi e scoraggiare la proliferazione nucleare, i sistemi ABM inducono e sostengono la corsa agli armamenti e rendono problematiche le prospettive dello stesso trattato di non-proliferazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Considerate nel contesto degli altri documenti, in particolare della Nuclear Posture Review, dei correnti programmi strategici americani, accanto alla politica di Tramp di disfacimento del controllo degli armamenti, le ambizioni globali della MDR mostrano che gli USA intendono superare il regime, discutibile ma stabilizzante, della mutua deterrenza nella speranza di una superiorit\u00e0 militare globale, che non pu\u00f2 non venir contrastata da Cina e Russia in una nuova imprevedibile fase di confronto strategico, ancora pi\u00f9 complesso e difficile della stessa guerra fredda.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine dello scorso gennaio, con un anno di ritardo rispetto a quanto previsto, \u00e8 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