{"id":8214,"date":"2012-02-17T00:00:00","date_gmt":"2012-02-17T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-02-17T09:11:24","modified_gmt":"2012-02-17T09:11:24","slug":"noto-mezzogregoriox-grande-occhio-nato-del-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/02\/noto-mezzogregoriox-grande-occhio-nato-del-mediterraneo\/","title":{"rendered":"Noto Mezzogregorio, grande occhio Nato del Mediterraneo"},"content":{"rendered":"<p>I ruderi di eremi e chiese bizantine, i resti di quella che fu l\u2019antica Noto spazzata dal funesto terremoto del 1693. Pi\u00f9 a valle, la Noto nuova, citt\u00e0-gioiello del barocco siciliano. Su per i tornanti, ad una decina di chilometri in direzione nord-ovest, contrada Mezzogregorio, 639 metri sul livello del mare. Un balcone con vista su mezza Sicilia e il Mediterraneo. Dalla fine del 1983, ospita una delle stazioni radar pi\u00f9 importanti e meno conosciute dell\u2019Alleanza Atlantica. Un enorme fungo-pallone bianco si erge a fianco di edifici e casermette. Pi\u00f9 a lato, su una torretta, un radar che si muove incessante. Ad un centinaio di metri, separata da una stradina, una seconda area sottoposta a servit\u00f9 militare, con sette alte antenne per le telecomunicazioni.<\/p>\n<p>E\u2019 domenica, ma i camion e le ruspe si alternano all\u2019ingresso dei cancelli della base del \u201c34\u00b0 Gruppo Radar GRAM dell\u2019Aeronautica Militare di Siracusa\u201d. Accanto al fungo-pallone, alcuni operai lavorano ad una nuova grande torre in cemento armato. Altri sono impegnati a scavare e posare lunghi cavi di acciaio. Le opere di ampliamento della telestazione di guerra sono iniziati qualche mese fa. \u201cA Mezzogregorio \u00e8 in atto l\u2019ammodernamento delle strutture operative e tecniche nell\u2019ambito del progetto Air Command and Control System (ACCS), che prevede il progressivo trasferimento delle funzioni di controllo radar presso un unico centro operativo nazionale\u201d, spiegano i portavoce dell\u2019Aeronautica militare. L\u2019ACCS \u00e8 uno dei pi\u00f9 recenti programmi della Nato (2009), costo complessivo due miliardi di euro, per potenziare la rete strategica di comando e controllo alleato in Europa.<\/p>\n<p>Nella grande torre in costruzione verr\u00e0 installato uno dei dodici sistemi Fixed Air Defence Radar (FADR) RAT31-DL commissionati dal ministero della Difesa italiano a Selex Sistemi Integrati, la societ\u00e0 fino a poco tempo fa amministrata da lady G, Marina Grossi, moglie dell\u2019ex presidente ed ad Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini. Una supercommessa da 260 milioni di euro che interessa altri undici siti radar sparsi in tutto il territorio nazionale, a cui partecipa anche la Vitrociset S.p.A. di Roma, il cui presidente \u00e8 il generale in pensione Mario Arpino, capo di Stato Maggiore della difesa fino al 2001.<\/p>\n<p>\u201cIl FADR costituisce la struttura portante del programma con cui l\u2019Aeronautica militare ha avviato la sostituzione dei propri sistemi di sorveglianza aerea per rendere disponibili le frequenze necessarie all\u2019introduzione della nuova tecnologia Wi-MAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) di accesso internet ad alta velocit\u00e0 in modalit\u00e0 wireless\u201d, ha spiegato il generale Mario Renzo Ottone, comandante del Centro per le operazioni aeree nazionali e Nato (COA-CAOC) di Poggio Renatico (Ferrara). Per i manager di Selex-Finmeccanica, il nuovo sistema radar \u201cha eccellenti capacit\u00e0 di scoprire e tracciare i segnali radio a bassa frequenza di aerei e missili balistici\u201d, supportando diverse funzioni d\u2019intelligence e guerra elettronica in ambito alleato. Il Fixed Air Defence Radar appartiene all\u2019ultima generazione dei sistemi 3D a lungo raggio: con una portata sino a 500 km di distanza e 30 km in altezza, opera in una frequenza compresa tra 1,2 e 1,4 GHz (L-band) e con una potenza media irradiante di 2,5 kW.   <\/p>\n<p>Il 34\u00b0 GRAM concorre oggi alla sorveglianza dello spazio aereo italiano e di buona parte di quello della regione sud-europea della Nato, \u201cfunzione primaria del sistema di difesa aerea che vede operativi, 24 ore su 24, i caccia-intercettori dei gruppi di volo dell\u2019Aeronautica ed i sistemi missilistici Spada ed Hawk\u201d. \u201cIl Gruppo radar di Mezzogregorio\u201d \u2013 aggiunge il Comando dell\u2019Aeronautica &#8211; \u00e8 sottoposto ad una doppia dipendenza, una in linea gerarchica da parte del Comando di squadra aerea \u201cDrago\u201d di Milano, ed una operativa Nato\/Nazionale, rappresentata dal CAOC 5 (per la parte Nato) e dal co-ubicato comando COFA (per la parte nazionale) di Poggio Renatico\u201d.<\/p>\n<p>Al 34\u00b0 GRAM convergono, per la loro elaborazione, le informazioni raccolte dalle due Squadriglie radar dell\u2019AMI operanti in Sicilia, la 134^ di Lampedusa e la 135^ di Marsala. Il centro assicura pure l\u2019interscambio informativo con le unit\u00e0 navali Usa e Nato in navigazione nel Mediterraneo. \u201cIl 34\u00b0 Gruppo radar \u00e8 uno dei due siti italiani in possesso del sistema SSSB (Ship-Shore-Ship Buffer), attraverso il quale \u00e8 possibile ricevere e trasmettere, in tempo reale, alle navi militari impegnate nelle attivit\u00e0 di pattugliamento e sorveglianza marittima e dotate di particolari apparati elettronici, l\u2019immagine della situazione aerea d\u2019interesse\u201d, aggiunge l\u2019AMI. Anche l\u2019SSSB \u00e8 uno dei programmi pi\u00f9 rilevanti dal punto di vista strategico avviati in sede Nato.<\/p>\n<p>La stazione nel territorio di Noto (20 ettari di terreno espropriati a partire del 1977) fu inaugurata ufficialmente l\u20191 gennaio 1984, assorbendo le funzioni e parte dei sistemi di rilevamento dell\u2019allora centro radar AMI di contrada Belvedere, nel comune di Siracusa. \u201cPer l\u2019assolvimento della missione assegnata, il 34\u00b0 Gruppo radar si avvarr\u00e0 di due distinte sedi, distanti tra loro circa 40 Km, la sede operativa di Mezzogregorio e la sede logistica di Siracusa che utilizza il sedime e parte delle strutture dell\u2019ex-idroscalo militare \u201cArnaldo De Filippis\u201d e dell\u2019adiacente idroscalo civile che a partire dal 1955 furono restaurati e riconvertiti per divenire un\u2019unica sede di supporto logistico\u201d, spieg\u00f2 l\u2019Aeronautica. Nella base furono installati un radar 2D del modello \u201cArgos 10\u201d della Selenia e le apparecchiature \u201csemiautomatizzate\u201d integrate nel NADGE (Nato Air Defence Ground Environment), il sistema di comando e controllo della difesa aerea che copre integralmente il territorio europeo della Nato, dalla Norvegia alla Turchia.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 degli anni \u201990, le apparecchiature furono ulteriormente potenziate: l\u2019Argos 10 fu sostituito dal radar 3D \u201cmultimissione e a lunga portata\u201d AN\/FPS-117 della Lockheed-Martin, in funzione in sedici paesi Nato ed extra-Nato. Nel 2003, il 34\u00b0 GRAM ricevette il \u201cMulti AEGIS Site Emulator\u201d (M.A.S.E.), sensore Nato per l\u2019elaborazione dati, la gestione delle operazioni di difesa e attacco e il \u201cmantenimento della superiorit\u00e0 aerea\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante la potenza dei trasmettitori e dei dispositivi radar ospitati, scarsissima attenzione \u00e8 stata prestata dalle autorit\u00e0 civili e militari ai possibili effetti dell\u2019inquinamento elettromagnetico sulla popolazione residente nella vicinissima frazione di Testa dell\u2019Acqua. In passato, alcuni professionisti locali avevano denunciato \u201cil cattivo funzionamento dei sistemi d\u2019allarme, delle apparecchiature elettriche e degli elettrodomestici\u201d. \u201cMi accorsi una volta che un giocattolo di mio figlio si accendeva improvvisamente nei pressi del radar\u201d, racconta uno di loro. \u201cAllertammo il sindaco di Noto e chiedemmo l\u2019intervento dell\u2019ARPA, l\u2019agenzia regionale per la protezione dell\u2019ambiente. Fu pure denunciato il caso di un bambino che abitava a poche centinaia di metri dalla base che si ammal\u00f2 di leucemia. I vertici dell\u2019Aeronautica militare ci assicurarono di aver preso le dovute precauzioni schermando gli impianti. Questi fatti avvennero intorno al 1996, ma ad oggi non sappiamo ancora se sono stati eseguiti controlli sull\u2019elettromagnetismo\u201d.<\/p>\n<p>Negli stessi anni, a Potenza Picena (Macerata), dove era in funzione un analogo sistema radar \u201cArgos 10\u201d dell\u2019AMI, amministratori e gruppi ambientalisti denunciarono l\u2019alta incidenza di gravissime patologie e di decessi per particolari neoplasie \u201ccon una percentuale anche di 9-10 punti alla media nazionale\u201d. Un\u2019interrogazione parlamentare presentata nel novembre 1998 segnal\u00f2 che nella cittadina si registravano \u201cfenomeni inspiegabili, dall\u2019accensione e dallo spegnimento improvvisi di TV e radio alla perdita del controllo delle auto da parte degli automobilisti\u201d. Inoltre si erano moltiplicati \u201ci casi di tumori, le leucemie, gli aborti spontanei, i problemi al cristallino dell\u2019occhio, i casi di vertigini, le convulsioni, le insonnie, l\u2019ipertensione\u201d.<\/p>\n<p>Il 30 aprile 1999, fu l\u2019allora sottosegretario di Stato alla sanit\u00e0, Antonino Mangiacavallo, a negare in parlamento qualsivoglia responsabilit\u00e0 delle onde elettromagnetiche dell\u2019impianto militare. \u201cIn esito alle proprie indagini \u2013 rifer\u00ec &#8211; sia l\u2019Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro ISPESL sia l\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0 concordarono che i campi elettromagnetici irradiati a Potenza Picena non comportavano rischi per la popolazione, in quanto la loro intensit\u00e0 risultava, in qualunque condizione, inferiore ai limiti raccomandati dalle pi\u00f9 autorevoli organizzazioni protezionistiche internazionali\u201d.<\/p>\n<p>Due mesi prima, il diligente sottosegretario aveva preso carta e penna per rispondere al parlamentare Nicola Bono (An), che aveva ipotizzato possibili legami tra la stazione militare di Noto \u2013 Mezzogregorio e \u201cl\u2019aumento di neoplasie solide e liquide\u201d in alcuni comuni della provincia di Siracusa. \u201cI dati e le notizie raccolti dalle autorit\u00e0 sanitarie della regione Sicilia e, in particolare, dai competenti servizi dell\u2019azienda USL n. 8 di Siracusa, non indicano alcun significativo aumento di patologie neoplastiche nei comuni circostanti l\u2019area in cui \u00e8 installato il radar\u201d, scrisse Mangiacavallo. \u201cL\u2019USL aveva disposto un\u2019indagine epidemiologica al fine di accertare l\u2019eventuale relazione fra mortalit\u00e0 e morbosit\u00e0 per neoplasie ed inquinamento elettromagnetico nel territorio limitrofo al 34o Gruppo Radar dell\u2019Aeronautica militare. Tale indagine ha contemplato un arco temporale di incidenza delle patologie di dieci anni, cos\u00ec da poter verificare in maniera attendibile la linea di tendenza, in incremento o decremento, dei fenomeni indagati. Nel complesso, sono state individuate undici persone ammalate o diversi tipi di cancro. Tuttavia, veniva riscontrato, fra essi, un solo caso di leucemia infantile (in una bambina di 5 anni), mentre era considerato come \u201csospetto\u201d caso di leucemia lo stato patologico osservato in una paziente adulta\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019ammissione che \u201ctaluni studi epidemiologici e sperimentali\u201d avevano provato l\u2019associazione tra l\u2019esposizione ai campi elettromagnetici a bassa frequenza e l\u2019insorgenza di patologie tumorali e leucemia infantile, il sottosegretario alla sanit\u00e0 giungeva ad affermare che \u201cil nesso di causalit\u00e0 non viene tuttavia dimostrato, sia per la mancanza di un chiaro meccanismo d\u2019azione dell\u2019eventuale cancerogenicit\u00e0 dei campi magnetici di frequenza industriale, sia per le stesse carenze talvolta riscontrate negli studi in questione\u201d. Infine, il membro dell\u2019allora governo di centrosinistra sposava le conclusioni di un rapporto appena pubblicato dallo statunitense National Research Council: \u201cDopo aver esaminato oltre 500 studi in tre anni, il prestigioso organismo afferma che le ricerche effettuate non hanno mostrato in alcun modo esauriente che i campi elettrici e magnetici comunemente riscontrabili negli ambienti residenziali possano causare problemi di salute\u201d.<\/p>\n<p>Tutto era sotto controllo dunque, e diveniva inutile qualsivoglia studio o valutazione della portata delle emissioni del Grande occhio Nato del Mediterraneo. Adesso il 34\u00b0 GRAM si fa ancora pi\u00f9 importante e pi\u00f9 potente. Con buona pace degli ignari abitanti di Testa dell\u2019Acqua e Mezzogregorio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Panorami mozzafiato, a nord l\u2019Etna innevata, da est a sud il mare azzurro smeraldo dello Ionio e del Canale di Sicilia. 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