{"id":8202,"date":"2012-02-15T00:00:00","date_gmt":"2012-02-15T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-19T19:58:24","modified_gmt":"2016-04-19T18:58:24","slug":"una-via-pacifica-alla-soluzione-della-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/02\/una-via-pacifica-alla-soluzione-della-crisi\/","title":{"rendered":"Una via pacifica alla soluzione della crisi"},"content":{"rendered":"<p>Gli abbiamo posto tutta una serie di domande come se fossimo un lettore qualunque che non sa nulla della Siria e cerca di acquisire le maggiori informazioni possibili per farsi una idea precisa della realt\u00e0 siriana. Le sue risposte sono precise ed articolate dimostrando di conoscere bene quello di cui parla, fa denunce precise sia verso il governo Assad, sia verso quei gruppi che, a suo dire, stanno fomentando lo scontro armato in Siria con lo scopo di provocare un intervento armato esterno delle grandi potenze. Parla a lungo del processo di formazione del Coordinamento Nazionale Siriano per il Cambiamento Democratico (CNSCD) e del Consiglio Nazionale Siriano (CNS) che dal coordinamento si \u00e8 scisso dopo un primo momento di unit\u00e0. Racconta l&#8217;evolversi del movimento di opposizione ad Assad. Spiega i motivi che stanno alla base della crisi siriana, il ruolo dei Fratelli Musulmani, che sarebbero l&#8217;unica componente del CNS e la vera natura del cosiddetto \u201cEsercito Siriano Libero\u201d; spiega il ruolo dei paesi del Golfo Persico e quello delle emittenti tv da loro gestite. Racconta il ruolo delle religioni e la loro convinvenza pacifica che dura da sempre. Parla del ruolo della Russia e della Cina. Il CNSCD di cui Ossamah Al Tawil \u00e8 membro propone una via non armata per la risoluzione della crisi siriana. E&#8217; il tema su cui occorerrebbe concentrarsi, almeno per chi \u00e8 impegnato nella realizzazione di un mondo pacifico. Non spetta ovviamente a noi dare un giudizio di merito sulle cose che lui ci ha raccontato. Stiamo svolgendo con lui come con altri esponenti della opposizione siriana il ruolo che dovrebbe essere proprio di qualsiasi mezzo di informazione, quello di far conoscere le posizioni dei vari gruppi esistenti con l&#8217;obiettivo di contribuire alla costruzione di percorsi pacifici che portino al superamento della crisi attuale che impediscano l&#8217;esplodere di nuove e sanguinose guerre. E&#8217; con questo augurio che offriamo ai nostri lettori questa intervista che contiene importanti spunti di riflessione su una realt\u00e0, quella siriana, su cui troppe e plateali bugie girano in queste settimane di preparazione dell&#8217;ennesima guerra nella quale si vorrebbe trascinare anche il nostro paese.<\/p>\n<p><strong>Domanda:A quale gruppo appartieni e che cosa vi proponete?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Faccio parte del Coordinamento Nazionale Siriano per il Cambiamento Democratico, nato nel mese di giugno in Siria e che \u00e8 composto dalla maggior parte delle forze politiche laiche, con un partito islamico molto moderato, ed alcuni personaggi di nota storia di lotta politica e qualche anno di carcere che ha segnato la loro vita. Il Coordinamento era necessario per unire tutti gli sforzi e le attivit\u00e0 per accelerare la caduta del regime e l\u2019avvio di un processo democratico che i siriani hanno aspettato a lungo.<\/p>\n<p>Noi abbiamo proposto dal primo momento della nascita del coordinamento l\u2019avvio di un processo di dialogo e di conciliazione tra tutte le forze politiche ed anche col regime stesso, a condizione che esso riconosca che nel paese esiste una rivolta popolare che presenta delle richieste legittime. Abbiamo messo delle condizioni per avviare il dialogo e delle linee guide per la nostra rivolta.<\/p>\n<p>Le condizioni erano:<\/p>\n<p>Il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici senza eccezione alcuna.<\/p>\n<p>Il ritiro immediato dell\u2019esercito e delle forze di sicurezza dalle piazze, e la cessazione di qualsiasi forma di repressione.<\/p>\n<p>Garantire il diritto di manifestare pacificamente.<\/p>\n<p>Le nostre linee di lotta sono sintetizzate dal nostro slogan dei \u201cquattro no\u201d :<\/p>\n<p>No alla violenza.<\/p>\n<p>No alla repressione.<\/p>\n<p>No al settarismo.<\/p>\n<p>No all\u2019intervento militare esterno.<\/p>\n<p>Naturalmente abbiamo un programma molto chiaro e molto complesso, data la situazione e data l\u2019enormit\u00e0 della richiesta del popolo dopo 50 anni di dittatura militare. Abbiamo pubblicato il documento per i diritti della cittadinanza, ed altri progetti relativi alla Costituzione, alla vita politica e alla societ\u00e0, quindi il nostro Coordinamento \u00e8 basato sicuramente sugli studi e su una esperienza e conoscenza politica di tantissimi attivisti di alto livello culturale in Siria ed anche in esilio.<\/p>\n<p>Da sottolineare che l\u2019attuale presidente del Cns Bourhan Ghalioun faceva parte del nostro Coordinamento ed era addirittura il vice presidente in esilio, visto che il presidente doveva essere in Siria come era stato stabilito dall\u2019inizio.<\/p>\n<p>Poi forse la maggior parte degli europei non lo sa, Bourhan Ghalioun ha cambiato cavallo in una sua visita a Douha nel Qatar dopo un incontro con il segretario dell\u2019Emiro. Lo stesso tentativo \u00e8 stato fatto anche con il nostro orientatore, Haytham Manna, e la sua risposta fu secca: \u201cLeggete cosa c&#8217;\u00e8 scritto sulle mie spalle, quando vedrete la frase \u201cin vendita\u201d allora potrete riprovarci\u201d.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Sulla situazione in Siria si leggono molte notizie, spesso contrastanti, molte di esse palesemente inventate come se ci fosse una regia occulta dietro. Dal tuo punto di osservazione che cosa sta accadendo realmente in Siria? <\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Possiamo dividere quello che \u00e8 successo in Siria in due parti, la prima \u00e8 quella relativa ai primi due mesi dall\u2019inizio della rivolta, la seconda possiamo chiamarla la fase di brutale repressione del regime e l\u2019alzamento del tiro del popolo.<\/p>\n<p>Nei primi giorni della rivolta, i siriani non chiedevano la caduta del regime. Le loro richieste erano semplicemente quelle di ottenere alcune riforme che potessero garantire la dignit\u00e0 del semplice cittadino soggetto alle leggi di emergenza da pi\u00f9 di 60 anni. Gli slogan delle prime manifestazioni erano: \u201cpacifica, pacifica, la nostra \u00e8 una lotta pacifica\u201d, \u201cUno, uno, uno, il popolo siriano \u00e8 unico\u201d, \u201cnoi non vogliamo soldi ma dignit\u00e0\u201d. Nonostante ci\u00f2 la risposta del regime fu sorprendente, fu una reazione molto violenta che ha dato carta bianca alle forze politiche per uccidere qualsiasi dimostrante per impedire un processo a catena come \u00e8 successo in Tunisia ed in Egitto. Da quel momento in poi, dopo la delusione prodotta dal comportamento del \u201cDottore\u201d (cos\u00ec \u00e8 chiamato Bashar) che ha studiato in Occidente e sicuramente ha potuto testare il significato della libert\u00e0 e della democrazia, la gente cambi\u00f2 lo slogan dicendo: \u201cChi uccide il proprio popolo \u00e8 un traditore\u201d, \u201cvogliamo l&#8217;impiccagione del presidente\u201d. La repressione fu molto violenta e la tortura fu una cosa sistematica anche contro i minorenni, donne ed anziani. Ovviamente il regime dal primo giorno della rivolta diceva che c\u2019\u00e8 un complotto internazionale contro l\u2019unica linea di resistenza all&#8217;avanzamento del sionismo e dell\u2019imperialismo occidentale, la scusa con la quale ci hanno governato per 40 anni strumentalizzando la sofferenza del popolo palestinese e la resistenza libanese, solo per rimanere al potere il pi\u00f9 lungo possibile, arricchendo il clan della mafia Alassad ogni giorno di pi\u00f9. Questa \u00e8 la prima parte, non c\u2019erano mani straniere, non c\u2019erano complotti, c\u2019era solo una volont\u00e0 decisa del popolo di cambiare rotta una volta per sempre.<\/p>\n<p>La seconda fase \u00e8 logica ed anche ovvia in un paese con una importanza geopolitica straordinaria sia per l\u2019Occidente che per l\u2019Oriente. Tutto il mondo vuole avere a che fare con il futuro di questo paese chiave del Medio oriente, tutti i servizi segreti iniziano una fase di altissima attivit\u00e0 data l\u2019importanza del futuro cambiamento che potr\u00e0 far saltare gli equilibri internazionali ad alto rischio. Basterebbe accennare all\u2019alleanza strategica tra Iran e Siria. Cina e la Russia temono la perdita di un alleato che sta in prima fila nel fronte contro le basi NATO ed i missili dell\u2019Occidente Turchia ed Israele, il Golfo Persico ed i suoi sceicchi di petrolio e di terrore. Per loro la riuscita della rivoluzione siriana vorrebbe dire la fine delle loro monarchie basate su una dittatura militare e ingiustizia totale. Quindi le mani esterne aumentano e tutti hanno il timore sul futuro della Siria. Chi arriver\u00e0 al potere? Islamici? Laici? Capitalisti? Di sinistra? Idealisti per un mondo arabo unito e democratico? Governo filo americano o filo cinese e russo? E soprattutto: ci sar\u00e0 di nuovo l\u2019appoggio ad uno stato palestinese e alla resistenza libanese?<\/p>\n<p>E\u2019 ovvio, adesso c\u2019\u00e8 non solo un complotto ma tantissimi complotti internazionali contro la rivoluzione. Ho detto sempre che la rivoluzione siriana si sta compiendo contro il mondo intero, per questo motivo \u00e8 la pi\u00f9 importante forse nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Non sto esagerando, nel caso riuscisse il mondo intero cambier\u00e0 radicalmente.<\/p>\n<p>Quello che sta succedendo adesso in Siria \u00e8 l&#8217;inizio di una guerra civile. Molto probabilmente le manifestazioni pacifiche si stanno riducendo a piccoli cortei, la gente dovr\u00e0 affrontare un costo della vita altissimo a causa delle sanzioni assurde fatte senza un minimo studio logico, in quanto solo il regime ne ha beneficiato pienamente. Alcuni paesi come la Turchia, l\u2019Arabia Saudita, Qatar stanno finanziano dei gruppi armati all\u2019interno della Siria. C\u2019\u00e8 anche il cosiddetto Esercito Siriano Libero con un capo \u201cRiyad Alasad\u201d, esiliato in Turchia, che riceve ordini dai servizi segreti militari turchi. La violenza si sta diffondendo ogni giorno di pi\u00f9, stiamo assistendo, senza alcun dubbio, ad un gioco mondiale sporchissimo.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Sono credibili oppure no le agenzie di informazione basate a Londra a cui attingono in via esclusiva tutti i media occidentali? Chi sta dietro effettivamente a tali agenzie di informazione?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Sappiamo tutti che i mezzi di comunicazione sono stati utilizzati sempre in modo alterato da tutti i sistemi, democratici o totalitari. Non possiamo mai dire che c\u2019\u00e8 una agenzia di stampa che posso dichiararsi indipendente al 100%. Basta guardare, per non andare lontano, a cosa c\u2019\u00e8 in Italia. Chi pu\u00f2 dire, ad esempio, che i canali televisivi di Berlusconi non hanno cambiato la storia politica e sociale del popolo italiano secondo una visione individualistica? Bene, \u00e8 la stessa cosa per quanto riguarda la Siria. Non aspettate mai di ricevere delle informazioni esatte quando ci sono grossi interessi in gioco, non \u00e8 una questione di strumenti di comunicazione ma di politiche governative. Se andate in Russia o in Cina sentirete una versione molto diversa da quella che sentite qui in Occidente e forse molto pi\u00f9 vicina alla realt\u00e0 dei fatti. Dovete sapere che c\u2019\u00e8 un\u2019alleanza molto forte tra Occidente ed il Golfo Persico. Questo esempio ci fa capire anche la schizofrenia dell\u2019Occidente il quale teme un partito islamico, qualsiasi esso sia, ma crea un legame molto forte con un paese come l\u2019Arabia Saudita che \u00e8 un paese non solo islamico fino alla noia, ma \u00e8 il peggior esempio di uno stato islamico. Per questo motivo, infatti, l\u2019Occidente ha dato carta bianca all\u2019Arabia Saudita per gestire la rivoluzione dello Yemen e soffocare militarmente quella del Bahrain. Perch\u00e9, allora, la rivoluzione siriana interessa molto all\u2019Occidente mentre quelle del Golfo Persico no? Magari in Siria abbiamo nel nostro DNA qualche codice divino per quello vogliono correre ad aiutarci? E da chi? Dall\u2019Arabia Saudita e Qatar i cui Re non hanno mai autorizzato neppure delle semplici elezioni comunali? Per tutto questo le informazione passano attraverso Aljazeera ed Alarabia e vengono date per buone e per attendibili dai media occidentali.<\/p>\n<p><strong>Domanda:Quali sono le forze sociali presenti nella societ\u00e0 siriana e quali rapporti hanno fra loro? Qual \u00e8 il ruolo delle religioni in Siria? Qual \u00e8 il rapporto fra sunniti e sciiti e fra essi e i cristiani? <\/strong><\/p>\n<p>Risposta: In Siria abbiamo, per nostra fortuna, pi\u00f9 di 26 confessioni religiose, e pi\u00f9 di 5 etnie. Conviviamo ormai da diversi secoli in maniera civile e quasi introvabile altrove. Ci sono i sunniti, che formano la maggioranza con il 70% circa, poi sciiti, alawiti, drusi, cristiani cattolici, ortodossi, maroniti, ebrei, curdi, armeni, siriaci. C\u2019\u00e8 di tutto in Siria, \u00e8 un mosaico raro di una convivenza civile basata sul rispetto dell\u2019altro e su un forte senso di umanit\u00e0 e di partecipazione. Nella Siria a maggioranza musulmana \u00e8 stato conservato l\u2019aramaico. La lingua di Ges\u00f9 Cristo tutt\u2019ora viene parlata nella magnifica citt\u00e0 di Malula.<\/p>\n<p>Il ruolo di tutte queste religioni \u00e8 del tutto simile a quello del cattolicesimo qui in Italia, soprattutto per la gente praticante, cio\u00e8 la religione serve nei limiti per la quale esiste una fede nei cuori della gente, non di pi\u00f9 e non di meno. E&#8217; logico che qualche volta i principi della religione vengono presi come dottrina anche politica, ma questo \u00e8 vero anche nei partiti occidentali o in quelli israeliani ad esempio. La Siria non \u00e8 differente dal resto del mondo. Certo esiste un fondamentalismo in tutte le religioni senza eccezione alcuna, ma per fortuna in Siria questo fenomeno \u00e8 stato quasi inesistente. Forse adesso si sta diffondendo in maniera bruttissima dovuta alla escalation necessaria per alcuni a raggiungere qualche obiettivo in pi\u00f9 all\u2019interno della Siria. Io ad esempio come nascita appartengo alla minoranza drusa in Siria. Mio padre nel passato ha avuto un socio cristiano e l\u2019ha delegato con ampio potere per gestire il tutto e non si sono mai traditi. Io come druso non ho mai rifiutato un partito islamico come la Fratellanza Musulmana, perch\u00e9 devo temere? Sono siriani anche loro ed hanno il diritto di essere rappresentati a condizione che si sottomettano al gioco democratico garantito da una Costituzione democratica. Voglio dire che l\u2019Occidente non deve continuare con l\u2019islamofobia per sfruttare al meglio \u201cla lotta al terrorismo\u201d, questo gioco non pu\u00f2 continuare fino all\u2019eternit\u00e0. Abbiamo visto stati come la Turchia vivere questa esperienza in modo perfetto. C\u2019\u00e8 anche il partito ultra ortodosso di Shas in Israele che \u00e8 ben conosciuto in tutto il mondo per i suoi estremisti ma nonostante ci\u00f2 viene accettato e rispettato dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p><strong>Domanda:Quali sono i partiti politici esistenti e come \u00e8 formato l&#8217;attuale governo?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Ci sono diversi partiti politici con una storia di lotta politica nota sia nel passato sia anche nel presente della Siria. La maggior parte di essi sono di sinistra. Il concetto di un partito di destra esisteva quasi esclusivamente con la Fratellanza Musulmana e con alcuni piccoli partiti che non hanno nessun peso sociale. La Fratellanza Musulmana \u00e8 stata bandita definitivamente da Hafez Alasad, padre defunto dell\u2019attuale presidente, con una condanna a morte contro i suoi membri. Questo \u00e8 successo dopo la loro rivolta armata nella citt\u00e0 di Hama nel lontano 1982.<\/p>\n<p>Ci sono diversi partiti comunisti, alcuni di essi rappresentati in parlamento in un modo bislacco, con altri partiti di \u201copposizione\u201d all\u2019interno di una formazione che si chiama \u201cil fronte progressista\u201d creata ad hoc per dire alla gente ed al mondo che abbiamo la democrazia. La maggior parte dei partiti invece non accettava questi compromessi e preferiva lottare in modo clandestino. Certo il regime non distingueva tra islamico o laico, qualsiasi persona alzava la voce per una richiesta di cambiamento veniva catturato, da noi si dice viene messo \u201cdietro al sole\u201d, per anni e senza nessun processo, senza neanche informare i suoi familiari se vivo o morto o dove si trova.<\/p>\n<p>Logico che in una situazione cos\u00ec non si pu\u00f2 chiedere neanche se c\u2019\u00e8 una vita politica, quello che c\u2019era sono solo dei tentativi timidi di lotta politica altamente rischiosa.<\/p>\n<p>In Siria, dopo il cambiamento della costituzione fatto dall\u2019Assad padre nel 1973, il partito Baath secondo l\u2019articolo 8 della Ccostituzione deve rimanere alla guida dello Stato e della societ\u00e0 e il presidente della Repubblica ha pieni poteri in tutti i campi, \u00e8 lui che sceglie il governo ed \u00e8 lui che lo scioglie. Perci\u00f2 \u00e8 ovvio che il governo venga formato e scelto secondo i gusti del clan Assad, tra parenti e conoscenti e sostenitori. E&#8217; logico che le elezioni venivano taroccate ed erano solo a livello comunale. Per l\u2019elezione del presidente non c\u2019erano candidati in quanto il Baath \u00e8 in cima e sarebbe anticostituzionale sfidare il presidente. All\u2019interno del partito Baath non c\u2019e mai stato nessuno che ha avuto il coraggio di sfidare il clan mafioso della famiglia Alassad. Per riconfermare il loro mandato sono stati fatti dei referendum assurdi, l\u2019ultimo fu per eleggere l\u2019Assad padre per l\u2019eternit\u00e0 ed infatti \u00e8 morto dopo 30 anni al potere e non gli \u00e8 bastato ma ha designato suo figlio come erede al trono di una repubblica che per assurdo \u00e8 guidata da un partito politico \u201cprogressista\u201d con contenuti importantissimi della miglior ideologia araba socialista.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Che tipo di economia esiste in Siria, quali sono le materie prime e le principali attivit\u00e0 economiche del paese e quali sono i principali gruppi economici e che tipo di influenza hanno sul governo?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Petrolio, rame, uranio, ferro, gas, fosfato, asfalto, agricoltura..<\/p>\n<p>L\u2019economia basata sull\u2019agricoltura come prima voce, in quanto il petrolio non entrava nel bilancio del governo e nessuno sapeva come andavano i suoi utili. Qualche volta \u00e8 stato annunciato che l\u2019industria del petrolio era in \u201cperdita\u201d.<\/p>\n<p>Quando si parla della Siria cancellate l&#8217;idea che la sua economia si possa studiare in modo logico seguendo dei numeri o dei sondaggi precisi. In Siria \u00e8 tutto relativo alla percentuale di attendibilit\u00e0 della fonte o del ministero, che tra l\u2019altro presentano sempre dei bilanci fasulli e dei numeri inventati. Non esagero dicendo che in Siria dopo 40 anni del dominio della mafia Alassad, nessuno potr\u00e0 mai confermare o smentire la potenza dell\u2019economia siriana perch\u00e9 il popolo non ha mai visto nulla di quella ricchezza, e la scusa come sempre \u00e8 stata \u201cl\u2019armamento per la causa\u201d.<\/p>\n<p>I gruppi economici, dalla telefonia all\u2019automobile al ferro o al commercio con le grandi aziende mondiali, sono tutti nelle mani della famiglia Alassad o di loro parenti. Possiamo citare ad esempio Rami Makhlouf, il cugino del presidente, che possiede gli unici due colossi telefonici nel paese facendosi beffe della concorrenza. Dicevano che non si pu\u00f2 lasciare il monopolio della telefonia solo nelle mani di un\u2019azienda, quindi hanno annunciato una gara d\u2019appalto e guarda caso ha vinto la moglie dello stesso Makhlouf. Chi voleva investire in Siria dal Golfo Persico o dalla Cina o da qualsiasi altra parte del mondo prima doveva vedersela con il clan Alassad, poi poteva anche evadere il fisco senza problemi. Quindi non c\u2019era e non c\u2019\u00e8 tutt\u2019ora un governo eletto per essere influenzato da gruppi economici altrettanto inesistenti se non di propriet\u00e0 del clan mafioso di Alassad o di suoi parenti ed amici pi\u00f9 stretti.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Ci sono motivi economici nell&#8217;attuale crisi? Quali sono i motivi che spingono le grandi potenze, in primis gli USA, a fomentare la guerra? Motivi economici o geo-politici?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Abbiamo imparato ormai a cercare prima i motivi economici in qualsiasi conflitto. Certo se non ci sono grossi interessi raramente ci saranno conflitti armati tranne in rarissimi casi. Il primo motivo della crisi in Siria \u00e8 relativo alla famiglia mafiosa dell\u2019Assad. Questa famiglia sta gestendo diverse centinaia di miliardi e non pu\u00f2 immaginare di lasciare tutto questo in modo facile.<\/p>\n<p>La posizione geopolitica della Siria \u00e8 poi estremamente importante per tutto il mondo, in quanto pu\u00f2 determinare, come tra l\u2019altro \u00e8 gi\u00e0 successo nel passato, anche il prezzo del petrolio per la sua alleanza con l\u2019Iran, pu\u00f2 influire nel vicinissimo Iraq il quale a sua volta pu\u00f2 determinare anche esso una perturbazione nei mercati mondiali. In pi\u00f9 ci sono le lobby delle industrie delle armi che spingono per incrementare i loro bilanci. Di solito questi, com\u2019\u00e8 il caso in America, sono molto potenti e possono determinare il destino di un partito o di un presidente.<\/p>\n<p>Certo, dietro tutto questo c\u2019\u00e8 l\u2019economia senza alcun dubbio. L\u2019unica cosa diversa dall\u2019esempio libico \u00e8 l\u2019importanza strategica e geopolitica della Siria e soprattutto il suo esercito ed i suoi missili a lungo raggio, oltre al fatto dell\u2019alleanza strategica con l\u2019Iran che potrebbe far saltare tutta la regione o, volendo essere pessimisti, il mondo intero in una terza guerra mondiale.<\/p>\n<p>Per citare il caso libico, vorrei solo sottolineare i motivi fondamentale della guerra in Libia, cos\u00ec ci rendiamo conto della schizofrenia occidentale o con altre parole il principio fondamentale dei \u201cdiritti umani\u201d che si vorrebbe proteggere.<\/p>\n<p>I veri motivi per l\u2019intervento in Libia sono stati:<\/p>\n<p>Il governo libico multa la societ\u00e0 francese Total e la obbliga a pagare 500 milioni di dollari.<\/p>\n<p>La decisione di Gheddafi di cambiare la quota dell\u2019Europa negli investimenti del petrolio libico dal 40% al 20% a favore della Russia e della Cina.<\/p>\n<p>Gheddafi ha osato annullare un contratto di esportazione di un centinaio di cacciabombardieri francesi, cambiandolo con un contratto a favore della Russia.<\/p>\n<p>Un altro motivo secondario ma comunque importante \u00e8 relativo alla storia del figlio di Gheddafi in Svizzera e all\u2019offesa subita dall\u2019Europa intera dal suo comportamento. Gheddafi ha infatti accettato la mediazione italiana e non quella francese.<\/p>\n<p>La quota da leone dell\u2019Italia nel mercato libico e la voglia francese di rovesciare il tutto per ricomporre il gioco a suo favore. Molto ha pesato la posizione italiana guidata da Berlusconi che aveva preso l\u2019abitudine di baciare le mani ed accogliere il colonnello con tantissimo onore.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Il Consiglio Nazionale Siriano dice di rappresentare l&#8217;80% della popolazione siriana. E&#8217; vero oppure no? E da quali forze politiche e sociali \u00e8 costituito il CNS?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Il Cns non rappresenta neanche il 20% della popolazione siriana. Se loro annunciano questa cosa allora ci dovrebbero dire su quale referendum popolare o su quale questionario si sono basati. Dichiarare il falso \u00e8 ormai la moda nel mondo arabo soprattutto nel caso siriano che \u00e8 vittima di una campagna di informazione infame guidata da Al Jazeera e dall\u2019Arabia per alterare i sentimenti popolari e creare un senso di confusione tra la gente, quindi influenzano la rivoluzione che temono in modo negativo. Il Cns \u00e8 composto di una parte dell\u2019opposizione siriana residente all\u2019estero, non hanno nessun leader all\u2019interno della Siria, non sono autofinanziati, quindi sono stati appoggiati dal Golfo Persico economicamente e dalla Turchia e dall\u2019Occidente logisticamente, quindi non sono indipendenti e la loro decisione non \u00e8 affatto libera. Abbiamo sperimentato questo fatto quando con loro e dopo un mese di negoziati abbiamo raggiunto un accordo primario per unire tutta l\u2019opposizione, per unire anche gli sforzi contro il regime ed avere una voce unica. L\u2019accordo \u00e8 stato firmato dal presidente del Cns, Burhan Ghalioun, e precisava un punto molto importante: no a qualsiasi intervento militare estero tranne delle forze di polizia militare che potrebbe essere richiesta alla Lega Araba. E\u2019 stato firmato l\u2019accordo ma la sua validit\u00e0 \u00e8 durato esattamente 4 ore, il tempo dell\u2019arrivo di Burhan Ghalioun in Turchia e da l\u00ec \u00e8 stato annunciato il rifiuto categorico dell\u2019accordo. I motivi?? Senz\u2019altro, non possono decidere da soli.<\/p>\n<p>Il Cns \u00e8 composto nella sua assoluta maggioranza dai Fratelli Musulmani, una parte liberale, pochissimi curdi con alcune trib\u00f9 del nord senza nessuna formazione politica. La facciata \u00e8 Burhan Ghalioun, laico, era di sinistra, adesso non so, era il vice presidente del Coordinamento siriano finch\u00e9 non ha avuto l\u2019occasione di cambiare cavallo come fossimo in una campagna elettorale e non in una rivoluzione. Una facciata che viene accettata dall\u2019Occidente per dire che non stanno trattando con dei partiti religiosi, che serve anche all\u2019interno della Siria per tranquillizzare i laici e le minoranze etniche.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Il Governo Assad gode dell&#8217;appoggio della popolazione oppure no, come sostiene il CNS? <\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Il governo di Alassad gode di un limitato appoggio popolare che probabilmente \u00e8 aumentato ultimamente a causa della trasformazione, in certe zone della Siria, della rivolta pacifica in una specie di resistenza armata. Non fatevi ingannare dalle manifestazioni di appoggio al regime che vedete in tv, non sono altro che studenti, impiegati, soldati, uomini di sicurezza, portati sotto la minaccia di perdere il posto di lavoro o di essere espulsi dall\u2019universit\u00e0 o messi in carcere nel caso di militari. La popolarit\u00e0 di Bashar attualmente non pu\u00f2 oltrepassare il 25% nei migliori dei casi.<\/p>\n<p>E&#8217; il nostro coordinamento, e non il CNS, che ha subito i primi colpi molto duri dal regime. Attualmente abbiamo pi\u00f9 di 55 persone dei leader della rivolta in carcere sotto tortura. Tantissimi di noi di quelli che guidavano la rivolta pacifica sono stati uccisi, appunto per dar luogo ad un conflitto armato per confermare la bugia del regime che si tratta di terrorismo e non di una rivolta popolare con delle precise richieste. Vorrei nominare uno dei nostri caduti: \u00e8 Maan Aloudat, \u00e8 il fratello del vice presidente del nostro coordinamento Haytham Manna, che si trova in esilio in Francia da pi\u00f9 di 35 anni, perci\u00f2, volevo sottolineare che noi non siamo in trattativa e nemmeno in un processo di dialogo con il regime. Fino a questo momento noi non accetteremo mai di dialogare o di trattare sotto le minacce. Vogliamo essere presi sul serio e con rispetto e comunque non prima della realizzazione delle nostre giuste condizioni per avviare la trattativa, dico trattativa e non dialogo. Il dialogo non \u00e8 pi\u00f9 valido dopo tutto questo sangue. Noi vogliamo proseguire in una trattativa per \u201csmontare\u201d il regime in modo pacifico, perch\u00e9 la caduta del regime \u00e8 una frase che si pu\u00f2 dire in uno slogan ma non \u00e8 applicabile effettivamente perch\u00e9 produrremmo un caos totale nel paese.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Si tratta di una dittatura che viola sistematicamente i diritti umani oppure no?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Certo, e non solo attualmente, il regime manteneva la sua dittatura nel tempo attraverso questo sistema: terrore, torture, carcere senza processi a chi osa pronunciare solo una parola di critica contro il presidente o il suo partito. E&#8217; da circa 40 anni che \u00e8 cos\u00ec. Io stesso sono stato prigioniero per una semplice parola contro il regime detta nel Kuwait, neanche in Siria. Avevo poco meno di 18 anni e sono stato anche picchiato.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Ha commesso errori gravi nei confronti della popolazione o di gruppi particolari?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: L\u2019unico errore grave \u00e8 quello del popolo siriano che non si \u00e8 ribellato in tutti questi lunghi 40 anni. Certo ci sono motivi per sopportare tutto questo. Invece gli errori di questo regime sanguinoso schifoso, mafioso sono incalcolabili nei confronti di tutto il popolo siriano senza eccezione. L&#8217;unico criterio usato per la repressione \u00e8 la tua abilit\u00e0 di pensare e di parlare per coinvolgere la gente, e non semplicemente quello di essere sunnita o alawita o comunista e estremista. Gli alawiti (si tratta della stessa setta religiosa alla quale appartiene il dittatore e la sua famiglia) che erano dissidenti o contrari al regime subivano delle punizioni e delle torture molto pi\u00f9 gravi di quelle che subivano gli altri, perch\u00e9 venivano considerati traditori. C&#8217;\u00e8 stato poi il massacro della citt\u00e0 di Hama nel 1982. Fu la rivolta dei fratelli musulmani i quali avevano perso ogni speranza di poter dialogare ed ottenere da quel regime qualche diritto o qualche concessione di libert\u00e0. Ma fu un loro fatale errore il ricorso alle armi perch\u00e9 consegnarono al dittatore padre di quello attuale un pretesto per distruggere una citt\u00e0 intera con 30 mila morti in un mese.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Esistono oppure no prigionieri politici e quanti sono e come vengono trattati? L&#8217;informazione \u00e8 libera oppure no?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Attualmente esistono pi\u00f9 di 30 mila prigionieri politici in Siria, si sa dove si trovano solo 4000 circa di loro, il resto nessuno sa dove vengono trattenuti. Come vengono trattati? Peggio degli animali, peggio dei criminali. Un prigioniero molto noto da noi in Siria \u00e8 rimasto pi\u00f9 di 7 anni in carcere. Era un avvocato anziano di 70 anni. Ha dichiarato che ogni giorno chiedeva il permesso di portare un libro o di accedere alla biblioteca del carcere come i criminali ma gli veniva negata la richiesta, quindi fece quella famosa dichiarazione in cui diceva che in Israele, i nostri nemici israeliani, davano a Marwan Barghouthi (noto prigioniero palestinese nel carcere israeliano) il diritto di laurearsi all\u2019interno del carcere, mentre da noi sotto il governo del Baath socialista e antimperialista non potevamo neanche leggere un foglio, anzi ogni giorno ci torturavano.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Si parla di intervento armato in Siria del tipo di quello recente in Libia e che ci sia chi nel CNS abbia gi\u00e0 stretto un patto d&#8217;acciaio con gli USA in tal senso svendendo la sovranit\u00e0 nazionale della Siria. Tu che cosa ne pensi e che cosa andrebbe invece fatto?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Come gi\u00e0 accennato, uno dei nostri quattro \u201cno\u201d non ci permette di accettare alcun intervento militare esterno. Ci\u00f2 vuol dire che il nostro programma per noi \u00e8 come se fosse una costituzione che deve essere rispettata alla lettera. No all\u2019intervento armato adesso e per sempre, costi quel che costi la nostra lotta contro il mafioso Assad. Se questa famiglia vuole portarci verso la fine senza pensare alla patria, noi non faremo lo stesso, e combatteremo pacificamente con tutte le nostre forze per impedire ci\u00f2. Comunque sia noi siamo convinti che un intervento militare \u00e8 estremamente pericoloso in Siria e potrebbe compromettere la sicurezza di tutto il mondo. Siamo in una regione molto calda che gestisce una parte molto importante dell\u2019equilibrio mondiale. Qualsiasi intervento armato potrebbe scatenare una guerra devastante su larga scala, dalla Siria fino all\u2019Iran, il Golfo Persico, Israele, Turchia e chiss\u00e0 chi ancora, potrebbe aprire uno scenario da apocalisse del secolo, siamo nel 2012 e dobbiamo stare molto attenti (hahaha, ride pensando alle profezie catastrofiche ndr).<\/p>\n<p>Dobbiamo invece insistere sulla nonviolenza come metodo di lotta per togliere al regime qualsiasi pretesto per attaccare la gente. Temo per\u00f2 che attualmente abbiamo oltrepassato questo confine. In certe zone ormai si combatte con le armi. In secondo luogo dobbiamo inventare metodi di lotta con degli scioperi, disobbedienza civile, ed altri metodi ancora, dobbiamo creare dei comitati di orientamento soprattutto per i soldati, dobbiamo dialogare con gli ufficiali dell\u2019esercito per farli stare dalla parte giusta, cio\u00e8 con il popolo, dobbiamo andare a dialogare con i governi amici del regime che lo stanno ancora sostenendo. In verit\u00e0 noi lo stiamo gi\u00e0 facendo. Una nostra delegazione \u00e8 stata in Cina questa settimana e stiamo aprendo dei canali con la Russia, ed abbiamo notato e sentito delle dichiarazioni molto positive riguardo i diritti del popolo siriano. Dobbiamo fare miracoli per impedire ogni possibile intervento militare, non vogliamo ripetere l\u2019esperienza irachena e neppure quella libica.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Cosa pensi del voto della Russia e della Cina al Consiglio di Sicurezza che ha impedito l&#8217;approvazione della risoluzione voluta dagli USA e dalla Francia?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Io personalmente sono d\u2019accordo con quel veto e ringrazio la Russia e la Cina. Personalmente non mi fido dell\u2019Onu, \u00e8 un\u2019organizzazione dittatoriale e non \u00e8 democratica, gestita con delle pressioni politiche, economiche e militari, con il diritto di veto che annulla qualche volta la volont\u00e0 di tutto il mondo. La Rais dice che si vergognava del veto russo e cinese, ma forse ha dimenticato le 66 volte in cui il suo stato, l\u2019America, ha utilizzato il veto a favore di Israele che massacr\u00f2 il popolo palestinese e, fino a questo momento, il veto americano impedisce la libert\u00e0 di un popolo che sta lottando da circa 60 anni per la sua patria occupata militarmente.<\/p>\n<p>L\u2019America e la Francia per noi rappresentano la punta dell\u2019imperialismo occidentale, ovvio che cercheranno sempre di favorire i mercanti degli armamenti e lo sfruttamento degli altri popoli. Non dimentichiamo che Gheddafi era uno dei finanziatori della campagna elettorale anche di Sarkosy, ma nonostante ci\u00f2 quel dittatore doveva essere eliminato lo stesso. La crisi forse detta chi deve pagarla e chi non lo deve mai.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Cosa pensi della manifestazione del CNS di Roma del prossimo 19 febbraio e perch\u00e8 non vi parteciperete? Cosa pensi della piattaforma proposta? E&#8217; credibile il CNS quando chiede &#8220;Il rifiuto totale di qualsiasi intervento militare in Siria&#8221;? <\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Io dico che ogni sforzo va considerato positivamente se mira veramente a spiegare la causa siriana in modo sincero e senza esagerazione e bugie inutili. Il diritto di manifestare per fortuna \u00e8 garantito a chiunque qui in Europa, non dobbiamo affrontare pallottole come in Siria, quindi la Cns pu\u00f2 fare quello che vuole e pensare come vuole. Io non posso andare a manifestare sentendo degli slogan in arabo che inneggiano all\u2019intervento militare o al no fly zone, perch\u00e9 mi considererei complice nel tradire la mia patria. Come secondo motivo, l\u2019esperienza ci dice che il Cns non ha un pensiero molto differente dal regime, quando uno viene escluso o minacciato o attaccato con violenza perch\u00e9 la pensa diversamente. Vorrebbe dire che butteremo gi\u00f9 un regime per mandarne su un altro. Io temo veramente a stare nei cortei del Cns. Abbiamo avuto un\u2019esperienza negativa al Cairo quando un gruppo di loro hanno attaccato la nostra delegazione provocando diversi feriti. Io stesso sono stato minacciato qui in Italia dopo diversi incontri dove ho spiegato le cose come stanno. Per tutti questi motivi sono contrario a partecipare a queste manifestazioni.<\/p>\n<p>Non \u00e8 poi vero che che il CNS proponga un rifiuto totale di qualsiasi intervento militare in Siria. Io posso fornirvi interviste televisive di certi loro personaggi ed esponenti di spicco in cui chiedono, in una maniera inequivocabile, l\u2019intervento militare. Appena ieri ho visto un\u2019intervista del genere. Un loro esponente ha detto questo al pubblico qui in Italia a Perugia davanti al sindaco ed altri personaggi italiani, si chiama Abderrazzak Aid che ha detto letteralmente: \u201dChe vengano tutti i generali del mondo a risolvere il nostro problema\u201d.<\/p>\n<p>Purtroppo grazie al loro sostegno all\u2019idea di militarizzazione della rivolta abbiamo perso tantissimo a causa del terrore, soprattutto nella classe ancora silenziosa e che non si \u00e8 ancora schierata. Hanno stipulato un accordo con il cosiddetto Esercito Siriano Libero il cui comandante \u00e8 in esilio in Turchia e riceve ordine proprio da l\u00ec.<\/p>\n<p>Alcuni di loro per aggirare il senso dell\u2019intervento dicono che vogliono delle zone protette o dei corridoi umanitari. E&#8217; stata l\u2019idea di Burhan Ghalioun questa, ed \u00e8 stata appoggiata dalla Francia, ma quando dicono cos\u00ec per\u00f2 non spiegano mai come possono applicare un\u2019idea del genere, soprattutto perch\u00e9 loro sanno benissimo che la stessa sar\u00e0 rifiutata dal regime. Non ci sono stati mai dei corridoi umanitari senza forze armate.<\/p>\n<p>Purtroppo il Cns letteralmente \u00e8 uno strumento nelle mani dei sceicchi del petrolio e delle armi, sono in maggioranza fratelli musulmani che se ne fregano della democrazia e sanno benissimo che la Siria \u00e8 abbastanza laica per poter arrivare al potere in modo democratico. Non arriveranno senza armi, perci\u00f2 stanno facendo di tutto per armare la rivoluzione. D&#8217;altro canto c&#8217;\u00e8 la Turchia che attraverso il partito di Erdogan sente la nostalgia per ottomanizzare la regione contro un&#8217;Europa ancora ostile nei suoi confronti. Non dimentichiamo che la rivoluzione siriana \u00e8 la pi\u00f9 importante in assoluto nel caso di un probabile successo. Gli sceicchi del Golfo Persico ne sono certi, temono per il futuro delle loro schifose monarchie basate comunque sulla dittatura e sull&#8217;ingiustizia. Il Cns non rappresenta che pochissimi dei siriani residenti all&#8217;estero in esilio. La maggioranza in Siria, soprattutto la classe detta silenziosa, \u00e8 a favore del Coordinamento Nazionale Siriano per il Cambiamento Democratico in quanto rappresenta veramente tutte le correnti laiche pacifiche, compreso un partito islamico molto moderato che crede nella democrazia.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Cosa propone il vostro Coordinamento per la soluzione della crisi siriana e perch\u00e9 avete scelto di non aderire al CNS? <\/strong><\/p>\n<p>Risposta: La crisi in Siria necessita degli sforzi di tutte le forze politiche e popolari prima di tutto in Siria. Necessita che noi siriani avessimo la fede e la certezza nella possibilit\u00e0 di cambiamento in modo pacifico. Per trovare una soluzione ci potrebbe volere, purtroppo, molto tempo, ma sar\u00e0 molto pi\u00f9 breve di qualsiasi intervento militare. Noi non vogliamo una patria senza il diritto di cittadinanza civile, e non vogliamo essere cittadini in un paese senza sovranit\u00e0. Noi stiamo cercando di ottenere entrambe le cose. Avevo accennato sopra su come possiamo concentrare la lotta e diversificarla per poter fare qualcosa di concreto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 abbiamo rifiutato di aderire ad CNS? Semplicemente perch\u00e9 noi eravamo la forza primaria che si \u00e8 formata all\u2019interno della Siria e non all\u2019esterno. L\u2019opposizione siriana si \u00e8 riunita a Qatar nel mese di agosto scorso prima della formazione del Cns. C\u2019erano 25 personaggi di tutte le forze politiche in Siria, compresi i fratelli musulmani ed i curdi. Hanno deciso con un voto di maggioranza 21 a favore e solo tre contrari (erano tutte tre dei fratelli musulmani) e solo uno non ha voluto esprimersi. Quindi era un accordo democratico di una maggioranza schiacciante. L\u2019accordo dettava le regole future per l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019opposizione e si sono accordati con il voto favorevole dello stesso Burhan Ghalioun su:<\/p>\n<p>La formazione entro un mese di un grande organismo politico contenente tutte le forze politiche siriane senza eccezione.<\/p>\n<p>Tutti i leader del futuro organismo politico devono essere all\u2019interno della Siria e quelli che stanno in esilio devono solo sostenere ed appoggiare le decisioni che vengono prese all\u2019interno della Siria.<\/p>\n<p>Il vice presidente dell&#8217;organismo politico deve stare all\u2019estero per coprire le attivit\u00e0 di contatti internazionali, quindi deve essere libero e non sotto il morso degli agenti della sicurezza siriana.<\/p>\n<p>Si fa un programma unico che esclude qualsiasi accettazione della lotta armata o intervento militare straniero.<\/p>\n<p>Il finanziamento del futuro organismo politico deve essere per forza autonomo e non si accettano soldi dai governi ma solo aiuti dalle associazioni non governative.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 successo dopo?? Nessuno lo sa. Ghalioun ha negato la sua firma come l\u2019ha negata successivamente al Cairo, ed ha formato ad Istanbul il Cns senza neanche avvisare il Coordinamento. Io stesso l\u2019ho chiamato diverse volte prima di una nostra riunione a Berlino come Coordinamento e mi ha assicurato la sua presenza, invece mi stava raccontando delle bugie, solo per guadagnare tempo. Subito dopo la formazione del Cns alcuni dei sui esponenti appartenenti all\u2019ala conservatrice dei fratelli musulmani hanno dichiarato durante diverse interviste televisive che hanno l\u2019intenzione di seguire l\u2019esempio libico. Quindi \u00e8 ovvio che noi non possiamo aderire ad una formazione voluta dall\u2019esterno, dalla minoranza assoluta dei siriani, sostenuta e finanziata dall\u2019esterno e soprattutto dal Golfo Persico che non rappresenta alcuna garanzia di democrazia o di libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Cosa pu\u00f2 dirci sul cosiddetto \u201cEsercito Siriano Libero\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Risposta: Noi abbiamo annunciato il nostro rispetto e il nostro apprezzamento per tutti i soldati che hanno disertato per non essere costretti a sparare contro la propria gente, ma abbiamo chiesto in diverse occasioni a tutti questi eroi di togliersi la divisa militare e lasciare l\u2019arma a casa e di scendere in piazza con la gente in modo pacifico.<\/p>\n<p>E\u2019 logico che un soldato del genere sar\u00e0 sempre in pericolo di vita. Alcuni di loro hanno preferito scegliere l\u2019altra strada, unirsi tutti insieme e cercare di organizzarsi insieme per difendersi dagli attacchi o in certi casi proteggere i manifestanti. Il numero di questi soldati cresce piano piano e crescono anche, ma in modo molto raro, gli ufficiali disertori finch\u00e9 non fugge un certo colonnello detto \u201cAlharmoush\u201d e va in Turchia e da l\u00ec organizza questo esercito che non superava a quei tempi pi\u00f9 di 2000 soldati. \u201cAlharmoush\u201d scopre che in Turchia c\u2019\u00e8 un altro progetto dei turchi e dei fratelli musulmani, quindi rifiuta di collaborare e decide di tornare in Siria clandestinamente per dirigere la lotta da l\u00ec. Ai turchi non piace questa cosa, quindi lo consegnano ai servizi segreti siriani ed \u00e8 stato ucciso in una caserma qualche giorno fa.<\/p>\n<p>Subito dopo fa la stessa cosa un colonnello di nome \u201cReyad Alasad\u201d il quale tutt\u2019ora \u00e8 residente in Turchia e riceve gli ordini dai turchi direttamente.<\/p>\n<p>Quindi possiamo dire che l\u2019Esercito Libero Siriano effettivamente non esiste, ma \u00e8 gonfiato pi\u00f9 del necessario dai media del Golfo Persico. Non esiste perch\u00e9 non \u00e8 un esercito in quanto i gruppi dell\u2019esercito devono comunicare tra di loro e devono essere organizzati soprattutto quando ricevono ordini. In Siria non \u00e8 affatto cos\u00ec, ci sono gruppi diversi nelle diverse regioni, non hanno nessun canale di comunicazione tra di loro e sono indipendenti completamente anche nella strategia da seguire. Alcuni di loro addirittura hanno negato la leadership del colonnello Alasad e considerano il suo esilio in Turchia un tradimento. Ci sono altri gruppi armati dei nuovi salafiti che non accettano nessun ordine, e ci sono altre persone armate per difendere le loro case e i loro cari. Ci sono anche gruppi di Alqaeda mandati dall\u2019Arabia Saudita. Quindi l\u2019esercito siriano libero, non \u00e8 un esercito, non \u00e8 libero e in parte non \u00e8 neanche siriano.<\/p>\n<p>A cura di Giovanni Sarubbi direttore del sito www.ildialogo.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a tutto campo con Ossamah Al Tawil membro del Comitato Esecutivo del Coordinamento Nazionale Siriano per il Cambiamento Democratico. 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