{"id":819797,"date":"2019-03-09T14:03:14","date_gmt":"2019-03-09T14:03:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=819797"},"modified":"2019-03-09T14:03:14","modified_gmt":"2019-03-09T14:03:14","slug":"venezuela-romain-mingus-un-testimone-alla-frontiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/03\/venezuela-romain-mingus-un-testimone-alla-frontiera\/","title":{"rendered":"Venezuela: Romain Mingus, un testimone alla frontiera"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\"><em>Romain Mingus \u00e8 un autorevole giornalista e saggista francese, membro del Secours bolivariano de Marseille, e della Rete Europea di solidariet\u00e0 con la rivoluzione bolivariana. Lo abbiamo incontrato a Caracas, durante l&#8217;Assemblea internazionale dei popoli (AIP), che si \u00e8 svolta dal 24 al 27 febbraio.<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><b>Che impressione hai avuto di queste giornate internazionali?<\/b><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Sono venuti 500 delegati e delegate da 90 paesi: dall&#8217;Africa, dall&#8217;Asia, dal Nord America, dall&#8217;Asia, dall&#8217;Europa e ovviamene dall&#8217;America latina, soprattutto giovani. La maggioranza di loro non era mai stata in Venezuela, pensava di trovare un paese al collasso, una situazione simile a quella dello Yemen. Invece hanno trovato una situazione diversa da quella descritta dal sistema mediatico internazionale, e hanno potuto constatare che questo racconto forma parte della guerra psicologica nella quale i cittadini del mondo vengono considerati un bersaglio militare. Speriamo che tornando nei loro paesi si mobilitino contro questo infame blocco economico-finanziario, che provoca una serie di crisi economiche nel quotidiano dei venezuelani i quali, nonostante le difficolt\u00e0, sono decisi a risolvere i problemi in forma indipendente e sovrana, fuori da qualunque tipo di pressione.Un gran movimento di resistenza che \u00e8 una lezione per i popoli del mondo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><b>Tu sei appena tornato dalla frontiera colombo-venezuelana, dove l&#8217;opposizione avrebbe voluto fare entrare con la forza presunti \u201caiuti umanitari\u201d. Che cosa hai visto e che considerazioni ne hai tratto?<\/b><\/p>\n<p>E&#8217; stata un&#8217;offensiva preparata. Il punto era provocare un incidente sufficientemente grande da legittimare un&#8217;azione armata contro il paese bolivariano. Questo non \u00e8 accaduto, ma ci sono stati vari problemi sul ponte. Bisogna ricordare che la frontiera tra Colombia e Venezuela \u00e8 divisa dal rio Tachira. Il passaggio frontaliero avviene sul ponte binazionale che sormonta il fiume. Il conflitto si \u00e8 concentrato sostanzialmente in tre punti: il ponte de las Tienditas, da cui \u00e8 stata diffusa la famosa foto con i container. Il ponte fu costruito dal governo bolivariano per tentare di legalizzare il commercio frontaliero, ma siccome alla Colombia non conviene, non ha terminato di costruirlo, ha fatto lo stesso alla frontiera con l&#8217;Ecuador. Da las Tienditas, l&#8217;opposizione ha tentato di far passare il camion con il presunto aiuto umanitario. Il camion \u00e8 andato a fuoco, incendiato dai \u201cguarimberos\u201d. Nei video che sono stati girati, si vede che la Guardia nazionale bolivariana era a cinque-dieci metri dal camion, al di l\u00e0 di una griglia metallica collocata dalla Colombia, non dal governo bolivariano. Volevano accusare Maduro di aver bruciato gli aiuti umanitari. Poi, si \u00e8 scoperto che nel camion c&#8217;era materiale per rifornire la guerriglia urbana dei \u201cguarimberos\u201d. In un altro punto di frontiera, c&#8217;\u00e8 stato uno scontro tra i paramilitari e 40 soldati dell&#8217;esercito bolivariano, che hanno resistito con l&#8217;aiuto della Forza Armata. Ma il grosso degli scontri si \u00e8 svolto su un ponte simbolico, il ponte Simon Bolivar: quello su cui transitano giornalmente oltre 40.000 persone, quello su cui si sono costruite le fake news dell&#8217;\u201desodo\u201d biblico dei venezuelani. In verit\u00e0, si \u00e8 filmata la lunga coda che si forma ogni giorno dalle 8 alle 10 di mattina composta dalle persone che vanno in Colombia per le pi\u00f9 diverse ragioni. Non fuggono, tornano verso le 5-6 di sera, ma nessuna telecamera le filma durante il ritorno. Questo \u00e8 un punto di molto contrabbando: di estrazione, di medicine, di benzina. In questa frontiera vigono dinamiche pi\u00f9 complesse che in altre frontiere, anche per la particolarit\u00e0 della Colombia, dove gran parte del contrabbando della benzina \u00e8 legalizzato da una legge del 2001. Serve per la produzione di cocaina, non pu\u00f2 essere un acquisto legale, e sappiamo quanto peso abbiano la cocaina e il riciclaggio di denaro sporco nell&#8217;economia colombiana. Il 23 febbraio c&#8217;\u00e8 stata una vera e propria battaglia durata 15 ore. Alle 7 di mattina, una campana ha dato il segnale perch\u00e9 alcuni soldati dell&#8217;esercito e altri amministrativi che non comandavano truppe rubassero due blindati e forzassero il posto di blocco, per arenarsi sul ponte, ferendo anche alcuni colombiani che stavano dall&#8217;altro lato. Immaginate cosa sarebbe successo se lo avessero fatto in un paese d&#8217;Europa, sarebbe stato considerato terrorismo. Questa \u00e8 stata la prima azione. L&#8217;idea era quella di costruire l&#8217;immagine del Venezuela che aggrediva la Colombia. Dalla frontiera parte un ponte che sbocca in una strada principale di San Antonio del Tachira, \u00e8 come una linea retta. Da l\u00ec sono arrivati gruppi di persone a chiedere ai militari bolivariani che per favore facessero passare gli aiuti umanitari, che cessassero di proteggere quella \u201cdittatura\u201d, eccetera. Il circo \u00e8 durato circa mezz&#8217;ora, ad uso e consumo dei media. Poi quelle stesse persone si sono trasformate in assalitori urlanti che minacciavano le guardie: \u201cMaledetti \u2013 gridavano \u2013 vi bruciamo vivi\u201d. Dal lato di San Antonio hanno cercato di rompere la barriera della Guardia Nazionale, ne hanno abbattuta una e sono passati dall&#8217;altro lato, dove c&#8217;erano 40 Guardie nazionali. A questo punto si \u00e8 mobilitato il chavismo organizzato: anziani, donne, una marea di persone disciplinate, decise a difendere il ponte e la vita della Guardia nazionale. Dopo mezz&#8217;ora di combattimenti, durante i quali ci hanno tirato addosso pietre, molotov e anche pallottole, i mercenari se ne sono andati. L&#8217;altra cosa interessante \u00e8 che si \u00e8 catturato un assalitore dal lato colombiano e lo si \u00e8 portato dall&#8217;altra parte, dove ha confessato che lo avevano pagato con 40 dollari. Il 25 ho anche assistito a un incontro surreale tra il tenente colonnello Osorio della Guardia Nazionale Bolivariana del Tachira e un gruppo di 100 guarimberos che chiedeva di tornare in Venezuela perch\u00e9 non era stato pagato. Un generale, fuori dalle telecamere, ha detto loro che avrebbero valutato la situazione ma che, per il momento, era meglio che stessero sotto la protezione dello Stato venezuelano. Che strana dittatura, vero? Sul ponte ho visto agire il chavismo organizzato, per gruppi e disciplinato, ognuno nella sua trincea: la logistica agli anziani, alle donne la staffetta con la prima linea. L\u00ec c&#8217;era il popolo, pronto a difendere la propria indipendenza con un esempio eroico di unione civico-militare. Altro dato da sottolinerare \u00e8 che la Guardia Nazionale Bolivariana non portava armi letali, solo gas lacrimogeni e proiettili di gomma, per questo non ci sono stati morti.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><b>E i due concerti contrapposti, come sono andati?<\/b><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Da un lato quello dei miliardari, dall&#8217;altro quello gratuito e popolare. Al primo ci saranno state 20.000 persone, una cifra considerevole ma inferiore alle aspettative, considerato che, gi\u00e0 dal giorno prima, tutti i media stavano pubblicizzando il concerto che poi hanno trasmesso in diretta. Io ero a Cucuta, pensavo di rimanere intossicato da tanto odio. Per lo meno, le cose erano chiare: nessuno parlava pi\u00f9 di aiuto umanitario ma di \u201cammazzare il tiranno\u201d, far cadere \u201cla dittatura\u201d eccetera. Quando ho ripassato la frontiera avevo i polsi che mi tremavano.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><b>Tutte le maschere sono cadute. Che pu\u00f2 succedere ora?<\/b><\/p>\n<p>Vorrei ancora aggiungere un dato che non \u00e8 stato messo in risalto abbastanza.<\/p>\n<p>Nelle file chaviste si sono registrati 318 feriti. Secondo i miei calcoli, possono essere molti di pi\u00f9. Passando dopo le 4-5 sul ponte, ogni due minuti c&#8217;era un ferito che veniva portato via, molte persone che venivano colpite da pietre andavano a farsi medicare e poi tornavano senza passare dalla tenda della protezione civile. Si dice che vi siano stati 200 feriti dal lato colombiano, probabilmente \u00e8 cos\u00ec. Di sicuro l&#8217;intento di golpe, quello di creare un falso positivo per provocare l&#8217;intervento armato, \u00e8 stato sventato, il territorio \u00e8 stato protetto da un&#8217;azione civico-militare. Dicono che Guaid\u00f3\u00a0abbia violato il divieto di lasciare il territorio con la complicit\u00e0 dell&#8217;esercito bolivariano, ma si tratta di un&#8217;operazione psicologica. Di sicuro, sui 2500 km di frontiera, ha potuto trovare facilmente un punto in cui passare per poi farsi raccogliere dall&#8217;altro lato da un elicottero militare colombiano. Intanto ha convocato elezioni per il 23 ma nessuno sa in quale stato si terranno&#8230; Di sicuro, il 22 alla frontiera c&#8217;erano il presidente cileno Sebastian Pi\u00f1era, Ivan Duque e alti ufficiali. Avrebbero potuto riunirsi in un hotel a 5 stelle, o in un centro congressi, pi\u00f9 adatto anche dal punto di vista della sicurezza. Invece si sono riuniti nella casa natale di Francisco Santander, l&#8217;uomo che trad\u00ec Bolivar: un messaggio molto chiaro e simbolico verso la rivoluzione bolivariana. Tuttavia, le cose non sono cos\u00ec semplici per loro. Per esempio perch\u00e9 il Brasile si oppone a un intervento militare, non per simpatia per Maduro ma perch\u00e9 agisce come potenza regionale con il suo corpo diplomatico professionale, e non vuole che le truppe USA si avvicinino alla zona dell&#8217;Amazzonia dove ci sono risorse strategiche, non vuole aprire la strada a un conflitto che potrebbe avere implicazioni ben pi\u00f9 ampie di quelle con la frontiera venezuelana. La cosa pi\u00f9 probabile \u00e8 che gli USA continuino a far pressione con una nuova ondata di sanzioni e con la guerra irregolare, la guerra di quarta generazione, con l&#8217;impiego di gruppi mercenari irregolari, nazionali e stranieri: per scatenare il caos nel paese, poter controllare porzioni importanti di territorio lungo l&#8217;asse andino llanero e costiero dove transita l&#8217;80% della mercanzia, dove ci sono le raffinerie, l&#8217;Arco minerario, la Faglia petrolifera dell&#8217;Orinoco. Si tenter\u00e0 di atomizzare il paese imponendo uno stato di tensione permanente al popolo per innescare la guerra civile. Per ora hanno fallito nel tentativo di rompere l&#8217;unit\u00e0 della FANB. Si parla di una trentina di disertori a fronte di 140.000 soldati, e nessuno di quelli che hanno tradito comandava truppe, c&#8217;\u00e8 stato un colonnello ma era direttore di pianificazione, un membro della Guardia d&#8217;onore si occupava di comunicazione. Ma non smetteranno di aumentare la pressione psicologica e di attaccare l&#8217;economia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><b>Il fronte economico \u00e8 quello pi\u00f9 difficile<\/b><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Idea \u00e8 quella di destrutturare l&#8217;economia per incidere sulla vita quotidiana della popolazione. Il Venezuela ha di fronte vari compiti: il primo \u00e8 quello di recuperare la produzione petrolifera che \u00e8 in fase di stagnazione o \u00e8 diminuita, di stabilizzare la moneta sottomessa al brutale attacco speculativo. Gi\u00e0 ora il cambio parallelo del dollaro non conviene pi\u00f9, si annuncia un periodo di stabilizzazione e di adeguamento dei salari. Quando si dice che sono bassi non si tiene conto di tutte le coperture sociali che ci sono, del fatto che quasi non si pagano i servizi e che le borse di alimentazione CLAP, che arrivano goni 15 giorni sostengono oltre 6 milioni di famiglie. Con l&#8217;aiuto di altri paesi, il Venezuela pu\u00f2 venirne fuori, e se ce la fa, l&#8217;opposizione sa che non potr\u00e0 tornare al potere per i prossimi cinquant&#8217;anni. Una prospettiva che le fa perdere la testa, fino al punto di promuovere il bombardamento del proprio paese, e fare cose che in Europa come minimo ti porterebbero in carcere o a essere ammazzato.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><b>Le aree radicali del chavismo chiedono che si assuma il controllo completo dei mezzi di produzione, che si approfondiscano le nazionalizzazioni, che si rinegozi il debito, per evitare che ogni correttivo venga puntualmente depotenziato. Qual \u00e8 la tua opinione?<\/b><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Quasi tutti i settori strategici sono stati nazionalizzati, a parte il commercio estero: e meno male perch\u00e9 altrimenti non ci sarebbero pi\u00f9 scappatoie adesso che lo stato \u00e8 sottoposto a enormi sanzioni e privazioni alla sua economia e alla rete bancaria. Meno male che esiste un settore privato che agisce da intermediario e anche cos\u00ec viene sottoposto a sanzioni quando cerca di comprare rifornimenti per il Venezuela. Una settimana fa, sono state bloccate in Spagna 200.000 scatole di medicine per infermit\u00e0 croniche, che una impresa privata aveva comprato all&#8217;Iran via Qatar. Quindi meno male che non si \u00e8 applicato alla lettera il marxismo ortodosso, altrimenti la situazione sarebbe ancora pi\u00f9 complicata&#8230; Il tema della moratoria del debito \u00e8 un dibattito pertinente, tuttavia occorre ricordare che buona parte del debito non riguarda l&#8217;FMI o la Banca Mondiale, ma paesi come Russia e Cina, una situazione in cui l&#8217;economia incrocia la politica e le relazioni internazionali.<\/p>\n<p><b>Che pensi di quegli ex ministri chavisti e di quegli intellettuali europei che apparentemente criticano Maduro da sinistra ma poi si precipitano a incontrare Juan Guaid\u00f3?<\/b><\/p>\n<p>Come sempre si parla del dato minimo senza confrontarlo con quello generale. Ci sono 5 o 6 ex ministri di Chavez che sono contro Maduro e hanno incontrato Guaid\u00f3, ma io ho contato quanti ministri ha avuto Chavez e sono stati 241! Perch\u00e9 non si parla del 97% dei ministri che continua ad appoggiare la rivoluzione? Il mondo intellettualoide che sostiene chi considera Guaid\u00f3\u00a0\u201cmolto pi\u00f9 legittimo di Maduro\u201d, come hanno detto gli ex ministri dop ol&#8217;incontro, dovrebbe uscire dall&#8217;ambiguit\u00e0, e dichiarare una volta per tutte da che parte stare. Io sono stato alla frontiera, e dai due lati c&#8217;erano due campi contrapposti. Io invito questi pensosi intellettuali di sinistra a mettere una tartaruga in mezzo a quei due campi e vedere per quanto tempo rimangono vivi. Qui non c&#8217;\u00e8 una terza via, qui ci sono due trincee contrapposte, il resto \u00e8 discussione da bar sconnessa dalla realt\u00e0, dal popolo e dal fronte di battaglia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><b>Tu fai parte della Rete europea di solidariet\u00e0 alla rivoluzione bolivariana. Quale dovrebbe essere la sua agenda oggi?<\/b><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Intanto, assumere l&#8217;ottica giusta. Il Venezuela \u00e8 un paese ricco, non servono raccolte fondi come si \u00e8 fatto per altri processi rivoluzionari. Questo \u00e8 un paese a cui sono stati bloccati 34 miliardi con cui potrebbe comprare quel che gli serve. Bisogna lottare contro il blocco economico-finanziario. Non serve neanche immaginare romantiche brigate di combattenti. Il Venezuela non ne ha bisogno, ci sono 12 milioni di persone in armi. Il primo fronte di lotta \u00e8 quello della comunicazione, la guerra psicologica che ci considera bersagli militari nella guerra di quarta generazione. Dobbiamo coinvolgere artisti, politici, organizzazioni sindacali, favorire le brigate di interscambio che consentato alle persone di rendersi conto direttamente del perch\u00e9 si debba lottare per difendere il Venezuela. Dobbiamo funzionare da moltiplicatori della verit\u00e0, bucare il muro di menzogne nei nostri paesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Romain Mingus \u00e8 un autorevole giornalista e saggista francese, membro del Secours bolivariano de Marseille, e della Rete Europea di solidariet\u00e0 con la rivoluzione bolivariana. 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