{"id":8166,"date":"2012-02-07T00:00:00","date_gmt":"2012-02-07T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-02-07T09:25:36","modified_gmt":"2012-02-07T09:25:36","slug":"misure-inumane-per-evitare-il-default","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/02\/misure-inumane-per-evitare-il-default\/","title":{"rendered":"Misure inumane per evitare il default"},"content":{"rendered":"<p>E il governo Papademos, con l&#8217;acqua alla gola, \u00e8 ansioso di approvare nuovi pesantissimi tagli imposti da Fmi, Bce e Commissione europea per accedere ai prestiti.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 \u00e8 stato annunciato il taglio di 15mila dipendenti pubblici, su un totale di circa 750mila impiegati (il 2 per cento). Ma questo non basta alla troika finanziaria. Gi\u00e0 nel 2010, la concessione di un prestito di 110 miliardi all&#8217;allora governo Papandreu era stato subordinato ad alcuni tagli (di entit\u00e0 decisamente minore) a spesa pubblica e stato sociale.<\/p>\n<p>Oggi, che in ballo c&#8217;\u00e8 una nuova tranche di aiuti da 130 miliardi di euro, le richieste sono molto pi\u00f9 pesanti. Tagli netti alle retribuzioni minime e alle pensioni, cancellazione di tredicesime e quattordicesime, licenziamento in massa di altre migliaia di dipendenti statali.<\/p>\n<p>A mettere pressione al governo Papandreu c&#8217;\u00e8 una data, quella del 20 marzo prossimo, in cui scadranno buoni del tesoro per un valore di 14,5 miliardi. Senza il prestito lo stato greco non avr\u00e0 modo di restituire quei soldi e sar\u00e0 costretto a dichiarare bancarotta. E per ottenere un prestito la Grecia dovr\u00e0 raggiungere un accordo interno entro il 13 febbraio, ormai alle porte.<\/p>\n<p>Papandreu sta quindi cercando di convincere i partiti ad avallare l&#8217;ennesima carneficina sociale. Il premier greco ha un tempo molto limitato per fare pressione su George Papandreou, Antonis Samaras e George Karatzaferis, rispettivamente leader del Partito socialista, di Nuova democrazia (destra) e del Laos (estrema destra), perch\u00e9 vincano le obiezioni dei propri partiti. Ma l&#8217;accordo non sembra vicino ed il default appare ora dopo ora pi\u00f9 probabile.<\/p>\n<p>Oggi la Grecia intera \u00e8 paralizzata da uno sciopero generale di 24 ore, proclamato dai principali sindacati del Paese, la Gsee (che raggruppa i lavoratori del settore privato), l&#8217;Adedy (che rappresenta i dipendenti del settore pubblico), e il Pame (quello vicino al Partito Comunista).<\/p>\n<p>L&#8217;Europa intera, terrorizzata dagli effetti di un eventuale default greco, spinge perch\u00e9 vengano accettate le misure di austerit\u00e0, ma si tratterebbe, a ben vedere, di misure che il popolo greco non sarebbe in grado di sopportare. Ha scritto nei giorni scorsi l&#8217;arcivescovo Ieronymos in una lettera indirizzata a Papademos e riportata dal Manifesto: \u201ci senzatetto (aumentati del 25% negli ultimi due anni, ndr) e perfino la fame &#8211; che avevamo sperimentato durante la Seconda guerra mondiale &#8211; hanno raggiunto livelli da incubo: la pazienza dei greci sta finendo, lasciando spazio a un senso di rabbia: il pericolo di un&#8217;esplosione sociale non pu\u00f2 essere pi\u00f9 ignorato\u201d.<\/p>\n<p>Intanto, temendo il default, anche i creditori privati spingono in queste ore per la ricerca di un accordo con il governo greco che vincoli lo stato al pagamento del debito (attualmente circa il 95 per cento del debito greco \u00e8 stilato sotto la legge greca, dunque in caso di default sarebbe il parlamento a decidere come trattarlo).<\/p>\n<p>Il governo Papademos si trova schiacciato fra le diverse pressioni della troika finanziaria, dei partiti politici in odore di campagna elettorale, dei creditori privati in cerca di garanzie. L&#8217;unica volont\u00e0 che sembra non essere neppure presa in considerazione \u00e8 quella di un popolo affamato, stordito, scosso, alla disperata ricerca di sicurezze.<\/p>\n<p>E se in Grecia la situazione sociale \u00e8 giunta all&#8217;estremo, l&#8217;Europa ha preparato un pacchetto che rischia di dare il colpo di grazia anche ad altri paesi. \u00c8 stato approvato pochi giorni fa il Fiscal Compact, il nuovo patto di stabilit\u00e0 finanziaria europea tanto caro alla Germania. A partire dal 2013 gli stati membri dell&#8217;unione saranno obbligati al pareggio di bilancio, alla riduzione del debito del 5 per cento annuo, a far lavorare in attivo le proprie aziende pubbliche.<\/p>\n<p>Queste imposizioni, applicate in periodo di recessione economica, significano irrimediabilmente altri tagli, enormi, alla spesa pubblica, ai servizi offerti ai cittadini, all&#8217;assistenza sanitaria ed allo stato sociale in generale. Significano un nuovo, consistente, furto di diritti fondamentali. L&#8217;ennesimo, probabilmente neanche l&#8217;ultimo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Grecia boccheggia. Le condizioni dei suoi cittadini sono sempre pi\u00f9 precarie, l&#8217;economia sempre pi\u00f9 in bilico fra il default e l&#8217;uscita dall&#8217;euro. 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