{"id":81453,"date":"2013-12-17T18:15:12","date_gmt":"2013-12-17T18:15:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=81453"},"modified":"2013-12-17T18:15:12","modified_gmt":"2013-12-17T18:15:12","slug":"mappa-verso-un-mondo-giusto-la-democrazia-rianimata-dalla-gente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/12\/mappa-verso-un-mondo-giusto-la-democrazia-rianimata-dalla-gente\/","title":{"rendered":"Mappa verso un mondo giusto \u2013 La democrazia rianimata dalla gente"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Chomsky-big-screen-DW-GMF-600x300.jpg\" width=\"600\" height=\"300\" \/> foto David Andersson<\/p>\n<p><i>DW Global Media Forum \u2013 Bonn: \u00a0\u201cIl futuro della crescita \u2013 Valori economici e media\u201d<\/i><\/p>\n<p>Vorrei commentare argomenti che penso dovrebbero essere regolarmente sulle prime pagine, ma non lo sono e in molti casi cruciali sono scarsamente citati del tutto o sono presentati in modi che mi sembrano ingannevoli perch\u00e9 sono inquadrati, quasi per un riflesso automatico, in termini di dottrine dei potenti.<\/p>\n<p>In questi commenti mi concentrer\u00f2 principalmente sugli Stati Uniti per molti motivi: Uno, si tratta del paese pi\u00f9 importante in termini del suo potere e della sua influenza. In secondo luogo \u00e8 il paese pi\u00f9 avanzato non nel suo carattere intrinseco, bens\u00ec che nel senso che a motivo della sua potenza, altre societ\u00e0 tendono a muoversi nella sua stessa direzione. Il terzo motivo \u00e8 semplicemente che \u00e8 il paese che conosco meglio. Ma penso che quello che dico sia generalizzabile in misura molto pi\u00f9 ampia;\u00a0 almeno per quanto ne so,\u00a0 ovviamente ci sono delle variazioni. Perci\u00f2 mi interesser\u00f2 alle tendenze della societ\u00e0 statunitense e su cosa fanno presagire per il mondo, considerata la potenza statunitense.<\/p>\n<p>La potenza statunitense sta diminuendo, in quanto in realt\u00e0 ha visto il suo picco nel 1945, ma \u00e8 ancora incomparabile. Ed \u00e8 pericolosa. La notevole campagna globale di Obama contro il terrorismo e la limitata, patetica reazione ad essa in occidente \u00e8 un esempio inquietante. E si tratta di una campagna di terrorismo internazionale, di gran lunga la pi\u00f9 estrema al mondo. Quelli che albergano dubbi su ci\u00f2 dovrebbero leggere il rapporto pubblicato dalla Stanford University e dalla New York University e, in realt\u00e0, torner\u00f2 a esempi anche pi\u00f9 gravi che non il terrorismo internazionale.<\/p>\n<p><b>La \u201cdemocrazia capitalista realmente esistente\u201d<\/b><\/p>\n<p>In base a una dottrina diffusamente accettata viviamo in democrazie capitaliste che sono il miglior sistema possibile, nonostante alcuni difetti.\u00a0 Negli anni c\u2019\u00e8 stato un dibattito interessanti sul rapporto tra capitalismo e democrazia; ad esempio, i due sistemi sono compatibili? Non mi occuper\u00f2 di questo perch\u00e9 vorrei discutere un sistema diverso, quello che potremmo chiamare la \u201cdemocrazia capitalista realmente esistente\u201d RECD [acronimo inglese] per brevit\u00e0, pronunciato, per caso, \u201cwrecked\u201d [naufragata, distrutta]. Tanto per cominciare, in che modo la RECD sta alla democrazia? Beh, dipende da cosa intendiamo con \u201cdemocrazia\u201d. Ce ne sono versioni diverse. Una \u00e8 una specie di versione largamente condivisa: \u00e8 l\u2019alta retorica del genere Obama, discorsi patriottici, ci\u00f2 che \u00e8 insegnato a scuola ai bambini, e cos\u00ec via. E\u2019 la versione statunitense, \u00e8 il governo \u201cdi, da e per il popolo\u201d. Ed \u00e8 molto facile paragonarla alla RECD.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti uno degli argomenti principali delle scienze politiche accademiche \u00e8 lo studio degli atteggiamenti e della politica e della loro correlazione. Lo studio degli atteggiamenti \u00e8 ragionevolmente facile negli Stati Uniti; una societ\u00e0 considerevolmente oggetto di sondaggi, sondaggi piuttosto seri e accurati, e la politica si pu\u00f2 constatare e si possono confrontare le due cose. E i risultati sono interessanti. Nel lavoro che costituisce il riferimento aureo del settore, si conclude che circa il 70% della popolazione \u2013 il 70% pi\u00f9 in basso nella scala di reddito\/ricchezza \u2013 non ha alcuna influenza sulla politica. E\u2019 in effetti disemancipato. Salendo sulla scala di ricchezza\/reddito, si trova un po\u2019 pi\u00f9 di influenza sulla politica. Quando si arriva al vertice, che forse \u00e8 un decimo dell\u2019un percento, le persone essenzialmente ottengono quello che vogliono, cio\u00e8 decidono della politica. Perci\u00f2 il termine appropriato per questo non \u00e8 democrazia; \u00e8 plutocrazia.<\/p>\n<p><b>La politica \u00e8 in generale quasi l\u2019opposto dell\u2019opinione pubblica<\/b><\/p>\n<p>Inchieste di questo genere si rivelano roba pericolosa perch\u00e9 possono dire troppo alla gente a proposito della natura della societ\u00e0 in cui vive. Perci\u00f2, fortunatamente, il Congresso ha messo al bando i relativi finanziamenti, e cos\u00ec non dovremo preoccuparcene in futuro.<\/p>\n<p>Queste caratteristiche dalla RECD emergono in continuazione. Cos\u00ec, il principale problema nazionale negli Stati Uniti \u00e8 l\u2019occupazione. I sondaggi lo rivelano molto chiaramente. Per i ricchissimi e le istituzioni finanziarie \u00e8 il deficit. Beh, e la politica? Attualmente \u00e8 in corso negli Stati Uniti una \u2018confisca\u2019, un forte taglio dei fondi. E\u2019 in funzione dell\u2019occupazione o del deficit. Beh, del deficit.<\/p>\n<p>L\u2019Europa, per inciso, sta molto peggio, cos\u00ec fuori di testa che persino il <i>The Wall Street Journal <\/i>\u00e8 rimasto inorridito per la scomparsa della democrazia in Europa. Un paio di settimane fa aveva un articolo che concludeva che \u201ci francesi, gli spagnoli, gli irlandesi, gli olandesi, i portoghesi, i greci, gli sloveni, gli slovacchi e i ciprioti hanno tutti, in varia misura, votato contro il modello economico del blocco della moneta unica, da quando \u00e8 iniziata la crisi tre anni fa. Tuttavia le politiche sono cambiate poco in risposta a una sconfitta elettorale dopo l\u2019altra. La sinistra ha sostituito la destra; la destra ha cacciato la sinistra. Persino il centrodestra ha annientato i comunisti (a Cipro), ma le politiche economiche sono rimaste essenzialmente le stesse: i governi continueranno a tagliare le spese e ad aumentare le tasse.\u201d Non importa ci\u00f2 che pensa la gente, \u201ci governi nazionali devono seguire le direttive macroeconomiche stabilite dalla Commissione Europea\u201d. Le elezioni sono quasi insignificanti, in larga misura come nei paesi del Terzo Mondo governati dalle istituzioni finanziarie internazionali. E\u2019 questo che l\u2019Europa ha scelto di diventare. Non deve diventarlo.<\/p>\n<p>Ritornando agli Stati Uniti, dove la situazione non \u00e8 cos\u00ec tanto brutta, c\u2019\u00e8 la stessa disparit\u00e0 tra l\u2019opinione pubblica e la politica su una vasta gamma di temi. Si prenda, ad esempio, il caso del salario minimo; l\u2019idea \u00e8 che il salario minimo dovrebbe essere indicizzato al costo della vita e sufficientemente elevato da prevenire la caduta sotto la soglia della povert\u00e0. L\u2019ottanta per cento del pubblico \u00e8 a favore di questo e lo \u00e8 il quaranta per cento dei ricchi. Qual \u00e8 il salario minimo? E\u2019 in discesa ben sotto questi livelli. Lo stesso vale per le leggi che agevolano l\u2019attivit\u00e0 sindacale; fortemente appoggiate dal pubblico; contrastate dai ricchissimi; svaniscono. Lo stesso vale per l\u2019assistenza sanitaria nazionale. Gli Stati Uniti, come forse sapete, hanno un sistema sanitario che \u00e8 uno scandalo internazionale; ha un costo pro capite doppio di quello di altri paesi dell\u2019OCSE e risultati relativamente scarsi. Il solo sistema privatizzato, in larga misura non regolato. Al pubblico non piace. La gente chiede un sistema sanitario nazionale, opzioni pubbliche, da anni, ma le istituzioni finanziarie pensano che vada bene cos\u00ec e dunque permane: stasi. In realt\u00e0, se gli Stati Uniti avessero un sistema di assistenza sanitaria simile a paesi paragonabili, non ci sarebbe alcun deficit. Il famoso deficit sarebbe cancellato, il che comunque non importa poi tanto.<\/p>\n<p>Uno dei casi pi\u00f9 interessanti ha a che fare con le tasse. Per 35 anni ci sono stati sondaggi su \u201cquali pensa dovrebbero essere le tasse?\u201d Vaste maggioranze hanno affermato che le imprese e i ricchi dovrebbero pagare tasse pi\u00f9 elevate. Stanno costantemente calando in questo periodo.<\/p>\n<p>E via di seguito, la politica in generale \u00e8 l\u2019opposto dell\u2019opinione pubblica, il che \u00e8 una propriet\u00e0 tipica della RECD.<\/p>\n<p><b>Gli USA, paese a partito unico<\/b><\/p>\n<p>In passato gli Stati Uniti sono stati descritti, piuttosto sardonicamente, come un paese a partito unico: il partito degli affari, con due fazioni chiamate Democratici e Repubblicani. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. E\u2019 ancora un paese a partito unico, il partito degli affari. Ma ha solo una fazione. La fazione \u00e8 quella dei Repubblicani moderati, che sono oggi chiamati Democratici. Nel Partito Repubblicano non esistono virtualmente repubblicani democratici e virtualmente non esistono democratici liberali in quello che \u00e8 chiamato il Partito Democratico [sic]. Si tratta fondamentalmente di un partito di quelli che sarebbero Repubblicani moderati e, analogamente, Richard Nixon sarebbe ben a sinistra dello spettro politico oggi. Eisenhower sarebbe nello spazio cosmico.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ancora qualcosa chiamato Partito Repubblicano, ma ha da molto tempo abbandonato ogni pretesa di essere un normale partito parlamentare. E\u2019 a ranghi compatti al servizio dei ricchissimi e del settore delle imprese e ha un catechismo che prevede che tutti debbano cantare all\u2019unisono, qualcosa di simile al vecchio Partito Comunista. L\u2019illustre commentatore politico conservatore, uno dei pi\u00f9 rispettati, Norman Ornstein, descrive oggi il Partito Repubblicano, sono parole sue, come \u201cun\u2019insurrezione radicale, ideologicamente estrema, sdegnosa dei fatti e dei compromessi, sprezzante dei suoi avversari politici\u201d; un serio pericolo per la societ\u00e0, come egli segnala.<\/p>\n<p>In poche parole, la Democrazia Capitalista Realmente Esistente \u00e8 molto lontana dalla retorica elevato a proposito della democrazia. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra versione della democrazia. In effetti \u00e8 la dottrina standard della teoria democratica progressista contemporanea. Offrir\u00f2 dunque alcune citazioni illustrative di figure eminenti; per inciso, non figure della destra. Sono tutti liberali alla Woodrow Wilson \u2013 Franklin Delano Roosevelt \u2013 Kennedy; di fatto personaggi della tradizione. Dunque, secondo questa versione della democrazia \u201cil pubblico \u00e8 costituito da estranei ignoranti e invadenti. Devono essere messi al loro posto. Le decisioni devono essere nelle mani di una minoranza intelligente di uomini responsabili, che deve essere protetta dagli zoccoli e dai muggiti della mandria confusa\u201d. La mandria ha una funzione, quando \u00e8 convocata. Deve prestare il suo peso ogni pochi anni a una scelta tra gli uomini responsabili. Ma a parte ci\u00f2 la sua funzione \u00e8 di essere \u201cspettatori, non partecipanti all\u2019azione\u201d, e questo \u00e8 per il suo bene. Poich\u00e9, come ha segnalato il fondatore delle scienze politiche liberali, non dovremmo soccombere al \u201cdogmatismo democratico a proposito del fatto che il popolo \u00e8 il giudice migliore del suo proprio interesse\u201d. Non lo \u00e8. I giudici migliori siamo noi; dunque sarebbe irresponsabile consentire al popolo di operare le scelte, proprio come sarebbe irresponsabile lasciare che un bambino di tre anni scorrazzi per la strada. Atteggiamenti e opinioni devono perci\u00f2 essere controllati a beneficio dei controllati. E\u2019 necessario \u201cirreggimentare le loro menti\u201d. E\u2019 necessario anche disciplinare le istituzioni responsabili dell\u2019\u201dindottrinamento dei giovani\u201d. Tutte citazioni, per inciso. E se saremo in grado di fare questo potremo essere in grado di tornare ai buoni vecchi tempi in cui \u201cTruman era stato in grado di governare il paese con la collaborazione di un numero relativamente contenuto di avvocati e banchieri di Wall Street\u201d. Tutto questo proviene da icone della dirigenza liberale, da teorici democratici progressisti di spicco. Alcuni di voi avranno riconosciuto alcune delle citazioni.<\/p>\n<p><b>La \u201cmarmaglia\u201d va terrorizzando da secoli<\/b><\/p>\n<p>Le radici di questi atteggiamenti risalgono molto indietro nel passato. Risalgono ai primi fermenti della democrazia moderna. I primi ebbero luogo in Inghilterra nel diciassettesimo secolo. Come sapete, poi seguirono negli Stati Uniti. E permangono in modi fondamentali. La prima rivoluzione democratica ebbe luogo in Inghilterra negli anni intorno al 1640. Ci fu una guerra civile tra re e parlamento. Ma la piccola aristocrazia terriera, quelli che si definivano \u201cgli uomini di migliore qualit\u00e0\u201d era inorridita dalle crescenti forze popolari che stavano cominciando a fare l\u2019apparizione nella pubblica arena. Non volevano appoggiare n\u00e9 il re n\u00e9 il parlamento. Citando dai loro opuscoli: non volevano essere governate da \u201ccavalieri e signori, che non fanno che opprimerci, ma vogliamo essere governati da contadini come noi, che conoscono le sofferenze del popolo.\u201d E\u2019 una visione parecchio terrificante. Ora, la marmaglia da allora \u00e8 rimasta costantemente una visione terrificante. In realt\u00e0 lo era da molto prima. E\u2019 rimasta tale un secolo dopo la rivoluzione democratica britannica. I fondatori della repubblica statunitense avevano in larga misura la stessa visione della marmaglia. Cos\u00ec decisero che \u201cil potere deve essere nelle mani della ricchezza della nazione, del gruppo di uomini pi\u00f9 responsabili. Quelli che hanno simpatia per i proprietari e per i loro diritti\u201d, e naturalmente per i proprietari di schiavi dell\u2019epoca. In generale persone che capiscono che compito fondamentale del governo \u00e8 \u201cproteggere la minoranza degli opulenti dalla maggioranza\u201d. Sono citazioni di James Madison, il formulatore principale \u2026 \u00e8 stato nell\u2019Assemblea Costituzionale, che \u00e8 molto pi\u00f9 rivelatrice dei Quaderni Federalisti che la gente leggeva. I Quaderni Federalisti erano fondamentalmente uno sforzo di propaganda per cercare di far aderire il pubblico al sistema. Ma i dibattiti nell\u2019Assemblea Costituzionale sono molto pi\u00f9 rivelatori. E in realt\u00e0 il sistema costituzionale \u00e8 stato creato su tale base. Non ho tempo per entrare nei dettagli, ma fondamentalmente ader\u00ec al principio che fu enunciato con semplicit\u00e0 da John Jay, il presidente del Congresso Continentale e primo Giudice Capo della Corte Suprema e cio\u00e8, nelle sue parole, che \u201cquelli che sono proprietari del paese dovrebbero governarlo\u201d. Questa \u00e8 la dottrina principale della RECD sino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>Ci sono state molte lotte popolari da allora, e hanno conquistato molte vittorie. I padroni, tuttavia, non cedono. Quanta pi\u00f9 libert\u00e0 \u00e8 conquistata, tanto pi\u00f9 intensi sono gli sforzi per riportare la societ\u00e0 nel suo giusto corso. E la teoria democratica progressista del ventesimo secolo di cui ho appena fornito alcuni esempi non \u00e8 diversa dalla RECD che \u00e8 stata realizzata, salvo che per la domanda: quali uomini responsabili dovrebbero governare? I banchieri o le \u00e9lite intellettuali? O, quanto a questo, dovrebbe essere il Comitato Centrale in una versione diversa di dottrine simili?<\/p>\n<p>Beh, un\u2019altra importante caratteristica della RECD \u00e8 che la gente va tenuta all\u2019oscuro di ci\u00f2 che le accade. La \u201cmandria\u201d deve restare \u201cconfusa\u201d. I motivi sono stati spiegati lucidamente dal professore di scienze del governo di Harvard \u2013 \u00e8 quella la denominazione ufficiale \u2013 un\u2019altra rispettata figura liberale, Samuel Huntington. Come egli segnala: \u201cIl potere resta forte quando resta nel buio. Esposto alla luce del sole, comincia a svaporare.\u201d Bradley Manning rischia una vita in carcere per non aver compreso questo principio scientifico. Ora anche Edward Snowden. E funziona parecchio bene. Se date un\u2019occhiata ai sondaggi, essi rivelano quanto bene funzioni.\u00a0 Cos\u00ec, ad esempio, sondaggi recenti rivelano parecchio coerentemente che i Repubblicani sono preferiti ai Democratici su molti temi e, crucialmente, sui problemi in cui il pubblico si oppone alle politiche dei Repubblicani e favorisce le politiche dei Democratici. Un esempio impressionante di ci\u00f2 \u00e8 che la maggioranza afferma di preferire i Repubblicani riguardo alla politica fiscale, mentre la stessa maggioranza si oppone a tali politiche. Il fenomeno \u00e8 generale. Vale anche per l\u2019estrema destra, quelli tipo Tea Party. Si accompagna a un livello stupefacente di disprezzo per il governo. Opinioni a favore del Congresso si contano in percentuali a una cifra sola. Anche a favore del resto del governo. Il favore scende in picchiata.<\/p>\n<p>Risultati come questi, che sono parecchio costanti, illustrano una demoralizzazione del pubblico di tipo insolito, anche se ci sono degli esempi che vengono alla mente, la vecchia Repubblica di Weimar. Il compito di assicurare che la marmaglia si attenga alla propria funzione di spettatrice confusa, assume molte forme. La forma pi\u00f9 semplice consiste nel limitare l\u2019ingresso nel sistema politico. In Iran ci sono appena state elezioni, come sapete. E giustamente sono state criticate perch\u00e9, anche solo per partecipare, occorreva essere approvati dal consiglio guardiano dei chierici. Negli Stati Uniti non si deve essere approvati dal consiglio dei chierici, ma si deve essere approvati dalle concentrazioni del capitale privato. Se non si supera quel filtro, non si entra nel sistema politico, con eccezioni molto rare.<\/p>\n<p><b>Illudere le masse<\/b><\/p>\n<p>Ci sono molti meccanismi, troppo familiari per doverli passare in rassegna, ma neppure questo \u00e8 sufficientemente sicuro. Ci sono grandi istituzioni che si dedicano specificamente a minare la democrazia autentica. Una di esse \u00e8 chiamata l\u2019industria delle pubbliche relazioni. Un\u2019industria enorme; in realt\u00e0 \u00e8 stata sviluppata sul principio che \u00e8 necessario irreggimentare le mendi delle persone, in larga misura allo stesso modo in cui l\u2019esercito irreggimenta i soldati; in precedenza ho in effetti citato una delle sue figure di spicco.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019industria delle PR nelle elezioni consiste esplicitamente nel minare la versione della democrazia che si insegna a scuola ai bambini. Tutto quello che occorre fare \u00e8 dare un\u2019occhiata a una campagna elettorale gestita dall\u2019industria delle PR e vedere se lo scopo consiste nel creare elettori disinformati che adotteranno decisioni irrazionali. Per l\u2019industria delle PR si tratta di una transizione molto agevole dalla loro funzione principale. La loro funzione principale \u00e8 la pubblicit\u00e0 commerciale.\u00a0 La pubblicit\u00e0 commerciale \u00e8 mirata a minare i mercati. Se avete frequentato un corso di economia avete appreso che i mercati si basano su consumatori informati che fanno scelte razionali. Se accendete un televisore constatate che gli annunci pubblicitari sono mirati a creare consumatori irrazionali, disinformati, che fanno scelte irrazionali. L\u2019intero scopo consiste nel minare i mercati in senso tecnico.<\/p>\n<p>Per inciso, ne sono ben consapevoli. Cos\u00ec, per esempio, dopo l\u2019elezione di Obama nel 2008, un paio di mesi dopo, l\u2019industria della pubblicit\u00e0 ha tenuto il suo congresso annuale. Ogni anno assegnano un premio alla campagna pubblicitaria migliore dell\u2019anno. Quell\u2019anno \u00e8 stato assegnato a Obama. Ha battuto la Apple, ha fatto un lavoro migliore nell\u2019illudere il pubblico; o lo hanno fatto i suoi esperti di pubbliche relazioni. Se volete saperne qualcosa, accendete oggi la televisione e ascoltate la reboante retorica del vertice del G-8 a Belfast. E\u2019 lo standard.<\/p>\n<p>Ci sono stati commenti interessanti al riguardo sulla stampa finanziaria, principalmente sul <i>The London Financial Times<\/i>, che ha pubblicato un lungo articolo intervistando dirigenti a proposito di ci\u00f2 che pensavano di quelle elezioni. E loro sono stati molto euforici al riguardo. Hanno detto che ci\u00f2 offre loro un modello su come illudere il pubblico. Il modello Obama potrebbe sostituire il modello Reagan, che ha funzionato parecchio bene per un po\u2019.<\/p>\n<p>Tornando all\u2019economia, il cuore dell\u2019economia oggi \u00e8 costituito dalle istituzioni finanziarie. Si sono vastamente ingrandite dagli anni \u201970, assieme a uno sviluppo parallelo: l\u2019accelerato trasferimento della produzione all\u2019estero. Ci sono stati anche cambiamenti critici nel carattere delle istituzioni finanziarie.<\/p>\n<p>Se si risale agli anni \u201960, le banche erano banche. Se avevate dei soldi li depositavate nella banca perch\u00e9 li prestasse a qualcuno per comprare una casa, o avviare un\u2019attivit\u00e0, o cose del genere. Ora quello \u00e8 un aspetto molto marginale delle istituzioni finanziarie di oggi. Sono prevalentemente dedite a intricate, esotiche manipolazioni dei mercati. E sono enormi. Negli Stati Uniti le istituzioni finanziarie, prevalentemente le grandi banche, avevano il 40% dei profitti dell\u2019industria nel 2007. Ci\u00f2 alla vigilia della crisi finanziaria della quale sono state largamente responsabili. Dopo la crisi numerosi economisti professionisti \u2013 il premio Nobel Robert Solow, Benjamin Friedman di Harvard \u2013 hanno scritto articoli in cui hanno segnalato che gli economisti non hanno compiuto molti studi sull\u2019impatto delle istituzioni finanziarie sull\u2019economia. Il che \u00e8 a suo modo notevole, considerandone la portata. Ma dopo la crisi hanno dato un\u2019occhiata e entrambi hanno concluso che probabilmente l\u2019impatto delle istituzioni finanziarie sull\u2019economia \u00e8 negativo. In realt\u00e0 ci sono alcuni che sono molto pi\u00f9 franchi di cos\u00ec. Il corrispondente finanziario pi\u00f9 rispettato del mondo di lingua inglese \u00e8 Martin Wolf, del <i>Financial Times. <\/i>Egli scrive che \u201cil settore finanziario fuori controllo si sta mangiando la moderna economia di mercato dall\u2019interno, proprio come la larva della vespa pompilide si mangia l\u2019ospite in cui \u00e8 stata deposta\u201d. Per \u201ceconomia di mercato\u201d egli intende l\u2019economia produttiva.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un numero recente del principale settimanale finanziario, <i>Bloomberg Business Week, <\/i>che ha pubblicato uno studio del FMI che ha rilevato che le maggiori banche non realizzano alcun utile. Quello che guadagnano, secondo gli analisti del FMI, deriva dalla politica assicurativa del governo, la cosiddetta politica del \u201ctroppo grandi per fallire\u201d. C\u2019\u00e8 un salvataggio ampiamente pubblicizzato, ma quello \u00e8 il meno. C\u2019\u00e8 un\u2019intera serie di altri meccanismi attraverso i quali la politica di assicurazione governativa aiuta le grandi banche: credito a basso costo e molte altre cose. E, almeno secondo il FMI, sta l\u00ec la totalit\u00e0 dei loro profitti. I redattori della rivista affermano che ci\u00f2 \u00e8 cruciale per capire perch\u00e9 le grandi banche costituiscono una minaccia per l\u2019economia globale e, ovviamente, per il popolo del paese.<\/p>\n<p>Dopo il crollo, si \u00e8 avuta la prima seria attenzione degli economisti professionisti a quello che \u00e8 chiamato rischio sistemico. Sapevano che esisteva ma non era granch\u00e9 oggetto di indagine. \u201cRischio sistemico\u201d significa il rischio che se una transazione fallisce, pu\u00f2 collassare l\u2019intero sistema. E\u2019 quella che, nella teoria economica, \u00e8 chiamata una esternalit\u00e0. E\u2019 una nota a pi\u00e8 di pagina. Ed \u00e8 uno dei difetti fondamentali dei sistemi di mercato; un difetto ben noto, intrinseco, sono le esternalit\u00e0. Ogni transazione ha impatti su altri di cui semplicemente non si tiene conto in un\u2019operazione di mercato. Il rischio sistemico \u00e8 un rischio grosso. E ci sono esempi pi\u00f9 gravi di ci\u00f2. Ci ritorner\u00f2.<\/p>\n<p>Che dire dell\u2019economia produttiva in una RECD? Anche qui abbiamo un mantra. Il mantra \u00e8 basato sull\u2019iniziativa imprenditoriale e la scelta dei consumatori in un mercato libero. Sono stati creati accordi chiamati accordi di libero scambio, che sono basati su questo mantra. E\u2019 tutta mitologia.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che c\u2019\u00e8 un massiccio intervento statale nell\u2019economia produttiva e che gli accordi di libero scambio non sono altro che accordi di libero scambio. Dovrebbe essere ovvio. Prendiamo un solo esempio: la rivoluzione della tecnologia informatica (IT) che sta spingendo l\u2019economia e che \u00e8 stata basata su decenni di lavoro in effetti nel settore statale; lavoro duro, costoso, creativo sostanzialmente nel settore statale, assolutamente nessuna scelta dei consumatori; c\u2019\u00e8 stata dell\u2019iniziativa imprenditoriale ma largamente limitata a ottenere finanziamenti, salvataggi o contratti governativi. Eccetto che da pochi economisti, ci\u00f2 \u00e8 sottostimato, ma \u00e8 un fattore molto significativo del profitto industriale. Se non riesci a vendere qualcosa, proponilo al governo. Lo comprer\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo un lungo periodo \u2013 decenni, in realt\u00e0 \u2013 di lavoro duro e creativo, di ricerca e sviluppo fondamentale, il risultato \u00e8 stato consegnato alle imprese private per la commercializzazione e il profitto. Steve Jobs e Bill Gates e via di seguito. Naturalmente non \u00e8 cos\u00ec semplice. Ma quella \u00e8 la parte centrale del quadro. Il sistema risale alle origini delle economie industriali, ma \u00e8 terribilmente vero che dalla seconda guerra mondiale questo dovrebbe essere il centro dello studio dell\u2019economia produttiva.<\/p>\n<p>Un altro aspetto centrale della RECD \u00e8 la concentrazione del capitale. Nei soli ultimi vent\u2019anni negli Stati Uniti la quota dei profitti delle duecento imprese pi\u00f9 grandi \u00e8 cresciuto molto decisamente, probabilmente per l\u2019impatto di Internet, pare. Queste tendenze all\u2019oligopolio minano anch\u2019esse il mantra, naturalmente. Argomenti interessanti ma non mi spinger\u00f2 oltre al riguardo.<\/p>\n<p><b>Prospettive parecchio fosche nella RECD<\/b><\/p>\n<p>Vorrei invece passare a un\u2019altra questione. Quali sono le prospettive per il futuro in una RECD? Esiste una risposta. Sono parecchio fosche. Non \u00e8 un segreto che ci siano numerose ombre sinistre che incombono su ogni tema che dibattiamo e ce ne sono due che sono particolarmente infauste, perci\u00f2 mi atterr\u00f2 ad esse, anche se ce ne sono altre. Una \u00e8 la catastrofe ambientale. L\u2019altra \u00e8 la guerra nucleare. Entrambe naturalmente minacciano le prospettive di un futuro decente, e non in un futuro remoto.<\/p>\n<p>Non dir\u00f2 molto riguardo alla prima, la catastrofe ambientale. Dovrebbe essere evidente. Certamente la portata del pericolo dovrebbe essere evidente a chiunque abbia gli occhi aperti, a chiunque sia istruito, particolarmente a quelle che leggono le riviste scientifiche. Ogni numero di una rivista tecnica contiene avvertimenti pi\u00f9 sinistri del precedente.<\/p>\n<p>Ci sono varie reazioni a questo in giro per il mondo. Ci sono alcuni che cercano di agire con decisione per prevenire la possibile catastrofe. All\u2019altro estremo sono in atto grandi tentativi di accelerare il pericolo. Alla guida dello sforzo per intensificare il probabile disastro vi \u00e8 il paese pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 potente della storia mondiale, con vantaggi incomparabili e l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante di RECD; quello che gli altri si sforzano di imitare.<\/p>\n<p>Alla guida degli sforzi per preservare condizioni in cui i nostri discendenti immediati possano avere una vita decente, ci sono le cosiddette societ\u00e0 \u201cprimitive\u201d: le Prime Nazioni, in Canada, le societ\u00e0 aborigene, in Australia, le societ\u00e0 tribali e altre simili a esse. I paesi che hanno vaste e influenti popolazioni indigene sono bene alla guida del tentativo di \u201cdifendere la Terra\u201d. Quella \u00e8 la loro espressione. I paesi che hanno spinto all\u2019estinzione o all\u2019emarginazione estrema le popolazioni indigene stanno correndo entusiasticamente verso la distruzione. Questa \u00e8 una delle principali caratteristiche della storia contemporanea. Una di quelle cose che dovrebbero essere sulle prime pagine. Prendiamo, cos\u00ec, l\u2019Ecuador, che ha una vasta popolazione indigena. Sta cercando aiuto dai paesi ricchi perch\u00e9 gli consentano di tenere importanti riserve di idrocarburi nel sottosuolo, dove dovrebbero stare. Oggi, nel frattempo, gli Stati Uniti e il Canada stanno entusiasticamente cercando di bruciare ogni goccia di combustibile fossile, compresi quelli del tipo pi\u00f9 pericoloso \u2013 le sabbie bituminose del Canada \u2013 e di farlo quanto pi\u00f9 rapidamente e completamente possibile, senza un\u2019occhiata di sguincio a come potr\u00e0 essere il mondo dopo questo bizzarro impegno all\u2019autodistruzione. In realt\u00e0 ogni argomento dei quotidiani \u00e8 sufficiente a illustrare questa follia. E follia \u00e8 il termine giusto per questo. E\u2019 esattamente l\u2019opposto di ci\u00f2 che la razionalit\u00e0 esigerebbe, salvo la razionalit\u00e0 distorta della RECD.<\/p>\n<p>Bene, ci sono state massicce campagne delle imprese per impiantare e salvaguardare questa follia. Ma nonostante esse c\u2019\u00e8 ancora un problema reale nella societ\u00e0 statunitense. Il pubblico \u00e8 troppo devoto alla razionalit\u00e0 scientifica. Una delle molte divergenze tra politica e opinione \u00e8 che il pubblico statunitense \u00e8 vicino alla norma globale per quanto riguarda la preoccupazione per l\u2019ambiente e l\u2019appello ad azioni per prevenire la catastrofe, e si tratta di un livello parecchio alto. Contemporaneamente la politica di entrambi i partiti e devota al \u201cdiamoci dentro!\u201d, per dirlo con una frase che George W. Bush rese famosa nel caso dell\u2019Iraq. Fortunatamente il settore industriale sta correndo al soccorso per gestire questo problema. C\u2019\u00e8 un\u2019organizzazione finanziata dalle imprese \u2013 il Consiglio Statunitense di Scambio Legislativo (ALEC). Prepara leggi per gli stati. Non occorre commentare che tipo di leggi. Ha un mucchio di prestigio e di soldi alle spalle. Perci\u00f2 i programmi tendono a essere istituiti. Oggi sta istituendo un nuovo programma per cercare di superare l\u2019eccessiva razionalit\u00e0 del pubblico. E\u2019 un programma di istruzione per K-12 (dall\u2019asilo [kindergarten] alla dodicesima classe nelle scuole [grosso modo la nostra quarta delle superiori \u2013 n.d.t.]. La pubblicit\u00e0 dice che l\u2019idea \u00e8 di migliorare le facolt\u00e0 critiche \u2013 e io sarei certamente favorevole a ci\u00f2 \u2013 mediante un insegnamento bilanciato. \u201cInsegnamento bilanciato\u201d significa che se un ragazzo di prima media ha imparato qualcosa a proposito di quello che sta succedendo al clima, deve essergli presentato materiale sulla negazione del cambiamento climatico, in modo che riceva un insegnamento bilanciato e possa sviluppare le proprie facolt\u00e0 critiche. Forse riusciranno a superare l\u2019incapacit\u00e0 delle massicce campagne di propaganda delle imprese per rendere la popolazione ignorante e irrazionale quanto basa per salvaguardare i profitti a breve termine dei ricchi. L\u2019obiettivo \u00e8 apertamente quello e molti stati lo hanno gi\u00e0 accettato.<\/p>\n<p>Bene, val la pena di ricordare, senza approfondire, che queste sono propriet\u00e0 istituzionali profondamente radicate nella RECD. Non sono facili da sradicare. E tutto questo \u00e8 in aggiunta alla necessit\u00e0 istituzionale di massimizzare i profitti a breve termine, ignorando un\u2019esternalit\u00e0 che \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 grave anche del rischio sistemico. Nel caso del rischio sistemico, del fallimento del mercato i colpevoli possono correre col cappello in mano dal potente stato badante che promuovono e saranno salvati, come abbiamo visto di nuovo e vedremo in futuro. Nel caso della distruzione dell\u2019ambiente, delle condizioni per un\u2019esistenza decente, non c\u2019\u00e8 alcun angelo custode in circolazione, nessuno dal quale correre con il cappello in mano. Per tale ragione soltanto, le prospettive di una sopravvivenza decente in una RECD sono fosche.<\/p>\n<p><b>La sicurezza non ha una priorit\u00e0 elevata<\/b><\/p>\n<p>Passiamo all\u2019altra ombra: la guerra nucleare. E\u2019 una minaccia che ci ha accompagnato per settant\u2019anni. E\u2019 tuttora presente. Per certi versi sta aggravandosi. Uno dei motivi di ci\u00f2 \u00e8 che in una RECD i diritti e i bisogni della popolazione generale sono una faccenda minore. Ci\u00f2 comprende la sicurezza. C\u2019\u00e8 un altro mantra prevalente, particolarmente nelle professioni accademiche, che afferma che i governi cercano di proteggere la sicurezza nazionale. Chiunque abbia studiato teoria delle relazioni internazionali lo ha sentito affermare. E\u2019 prevalentemente un mito. I governi cercando di ampliare il potere e il dominio e di beneficare il loro principale elettorato nazionale; nel caso degli USA il settore delle imprese. La conseguenza \u00e8 che la sicurezza non ha una priorit\u00e0 elevata. Lo vediamo in continuazione. Proprio oggi, in realt\u00e0. Prendiamo, per dire, l\u2019operazione di Obama per uccidere Osama bin Laden, il principale sospetto dell\u2019attacco dell\u201911 settembre. Obama ha tenuto un discorso importante sulla sicurezza nazionale lo scorso 23 maggio. Ha ricevuto vasta copertura mediatica. Nel discorso c\u2019era un passaggio cruciale che \u00e8 stato ignorato dai media. Obama l\u2019ha celebrata, se ne \u00e8 detto orgoglioso: un\u2019operazione che, per inciso, \u00e8 un altro passo dello smantellamento del fondamento della legge anglo-statunitense, che risale alla Magna Carta, precisamente la presunzione d\u2019innocenza. Ma a questo punto ci\u00f2 \u00e8 famigliare; non \u00e8 nemmeno necessario parlarne. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Obama ha celebrato l\u2019operazione ma ha aggiunto che \u201cnon pu\u00f2 essere la norma\u201d. Il motivo \u00e8 che \u201ci rischi sono stati immensi\u201d. I Navy Seals che hanno eseguito l\u2019omicidio avrebbero potuto finire coinvolti in un esteso scontro a fuoco, ma anche se per fortuna ci\u00f2 non fosse successo, \u201cil costo per le nostre relazioni con il Pakistan, e il contraccolpo sul pubblico pakistano per l\u2019invasione del suo territorio\u201d, in altre parole l\u2019aggressione \u201c\u00e8 stato cos\u00ec grave che solo oggi stiamo cominciando a ricostruire quell\u2019importante relazione\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ancora altro. Aggiungiamo un paio di dettagli. I SEAL avevano ordini di aprirsi una via di fuga combattendo se fossero stati catturati. Non sarebbero stati lasciati al loro destino se, nelle parole di Obama, fosse stati \u201ccoinvolti in un esteso scontro a fuoco\u201d. L\u2019intera forza dell\u2019esercito statunitense sarebbe stata impiegata per liberarli. Il Pakistan ha un esercito potente. E\u2019 ben addestrato e fortemente protettivo della sovranit\u00e0 statale. Naturalmente ha armi nucleari. Ed eminenti specialisti pachistani di politica e problemi nucleari sono molto preoccupati per l\u2019esposizione del sistema degli armamenti nucleari a elementi jihadisti. Sarebbe potuta scoppiare una guerra nucleare. Mentre i SEAL erano all\u2019interno della residenza di Bin Laden, il capo di stato maggiore pachistano, generale Kayani, era stato informato dell\u2019invasione e aveva ordinato ai suoi collaboratori, parole sue, di \u201cattaccare qualsiasi velivolo non identificato\u201d. Presumeva che potessero arrivare dall\u2019India. Nel frattempo a Kabul il generale David Petraeus, capo del Comando Centrale, ordinava agli \u201caerei da guerra statunitensi di reagire se i pachistani avessero fatto decollare i loro caccia\u201d. Ci siamo arrivati cos\u00ec vicino. Tornando a Obama, \u201cper fortuna\u201d non \u00e8 successo. Ma il rischio \u00e8 stato affrontato senza una visibile preoccupazione, senza nemmeno riferire il fatto.<\/p>\n<p><b>Ogni innocente ucciso crea dieci nuovi nemici<\/b><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 molto altro da dire a proposito di tale operazione e del suo immenso costo per il Pakistan, ma guardiamo invece pi\u00f9 da vicino alla preoccupazione per la sicurezza pi\u00f9 in generale. Cominciando con la sicurezza dal terrorismo e passando poi alla questione molto pi\u00f9 importante della distruzione istantanea mediante armi nucleari.<\/p>\n<p>Come ho citato, Obama sta oggi conducendo la pi\u00f9 grande campagna antiterroristica internazionale del mondo: la campagna dei droni e delle forze speciali. E\u2019 anche una campagna che genera terrore. L\u2019idea comune ai massimi livelli \u00e8 che queste azioni generano potenziali terroristi. Citer\u00f2 il generale Stanley McChrystal, predecessore di Petraeus. Egli afferma che \u201cper ogni innocente che si uccide\u201d, e ce n\u2019\u00e8 un numero enorme, \u201csi creano dieci nuovi nemici\u201d.<\/p>\n<p>Prendiamo l\u2019attentato alla maratona di Boston di un paio di mesi fa, di cui avete tutti letto. Probabilmente non avete letto del fatto che due giorni dopo l\u2019attentato alla maratona c\u2019\u00e8 stato un bombardamento di droni in Yemen. Di solito non ci capita di sapere granch\u00e9 dei bombardamenti dei droni. Vanno semplicemente avanti; semplicemente operazioni antiterroristiche dirette cui i media non sono interessati perch\u00e9 non ci interessa molto del terrorismo internazionale quando le vittime sono qualcun altro. Ma questa volta ci \u00e8 capitato di sapere, per caso. C\u2019\u00e8 stato un giovane del villaggio attaccato che si \u00e8 trovato negli Stati Uniti e che \u00e8 capitato abbia testimoniato davanti al Congresso. Ha testimoniato al riguardo. Ha detto che da molti anni elementi jihadisti in Yemen avevano cercato di rivoltare il villaggio contro gli statunitensi, di far loro odiare gli statunitensi. Ma gli abitanti del villaggio non avevano accettato perch\u00e9 l\u2019unica cosa che sapevano degli Stati Uniti era quello che lui raccontava loro. E lui amava gli Stati Uniti. Raccontava loro che gran posto fossero. Cos\u00ec gli sforzi dei jihadisti non avevano funzionato. Poi ha detto che un unico attacco dei droni ha trasformato l\u2019intero villaggio in persone che odiavano gli Stati Uniti e volevano distruggerli. Avevano ucciso un uomo che tutti conoscevano e che avrebbero potuto arrestare facilmente se avessero voluto. Ma nelle nostre campagne terroristiche internazionali non ci preoccupiamo di ci\u00f2 e non ci preoccupiamo della sicurezza.<\/p>\n<p>Uno degli esempi impressionanti \u00e8 stato l\u2019invasione dell\u2019Iraq. I servizi segreti inglesi e britannici hanno informato i propri governi che l\u2019invasione dell\u2019Iraq avrebbe probabilmente causato un aumento del terrorismo. Non se ne sono curati. In realt\u00e0 \u00e8 andata proprio cos\u00ec. Il terrorismo \u00e8 aumentato di un fattore di sette nel primo anno dell\u2019invasione dell\u2019Iraq, secondo statistiche governative. Oggi il governo sta difendendo la massiccia operazione di sorveglianza. E\u2019 sulle prime pagine. La difesa \u00e8 basata sul fatto che dobbiamo condurla per arrestare terroristi.<\/p>\n<p>Se esistesse una stampa libera \u2013 una vera stampa libera \u2013 i titoli ridicolizzerebbero questa pretesa, sostenendo che quella politica \u00e8 progettata in modo tale da amplificare il rischio terrorista. Ma non si trova questo, il che \u00e8 una delle innumerevoli indicazioni di quanto siamo distanti da qualsiasi cosa possa essere chiamata stampa libera.<\/p>\n<p><b>Respinte le offerte di disarmo russe<\/b><\/p>\n<p>Passiamo al problema pi\u00f9 grave: la distruzione istantanea mediante armi nucleari. Non \u00e8 mai stata una grande preoccupazione per le autorit\u00e0 statali. Ci sono molti esempi impressionanti. In realt\u00e0 ne sappiamo molto perch\u00e9 gli Stati Uniti sono una societ\u00e0 insolitamente libera e aperta ed esiste una grande quantit\u00e0 di documenti interni che sono diffusi. Cos\u00ec possiamo scoprire le cose, se vogliamo.<\/p>\n<p>Risaliamo al 1950. Nel 1950 la sicurezza statunitense era semplicemente immensa. Non c\u2019era mai stato nulla di simile nella storia umana. C\u2019era un unico pericolo potenziale: i missili balistici intercontinentali (ICBM) con testate all\u2019idrogeno. Non esistevano, ma avrebbero finito per esistere prima o poi. I russi sapevano di essere molto indietro nella tecnologia militare. Offrirono agli Stati Uniti un trattato per mettere al bando lo sviluppo di ICBM con testate all\u2019idrogeno. Sarebbe stato un contributo enorme alla sicurezza statunitense. C\u2019\u00e8 un importante storia della politica delle armi nucleari, scritta dal McGeorge Bundy, Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Kennedy e Johnson. Nel suo studio ha un paio di frasi casuali a questo proposito. Ha detto di non essere stato in grado di trovare nemmeno un documento dei collaboratori che ne trattasse. Ecco una possibilit\u00e0 di salvare il paese dal disastro totale e non c\u2019\u00e8 nemmeno un documento che ne tratta. Nessuno se n\u2019\u00e8 curato. Dimenticatelo, passiamo alle cose importanti.<\/p>\n<p>Un paio di anni dopo, nel 1952, Stalin fece un\u2019offerta pubblica, che fu parecchio rimarchevole, di consentire l\u2019unificazione della Germania con elezioni libere sotto supervisione internazionale, in cui i comunisti avrebbero certamente perso, a una condizione: che la Germania fosse smilitarizzata. Difficile considerarlo un problema minore per i Russi. La Germania da sola l\u2019aveva praticamente distrutta molte volte nel secolo. La Germania militarizzata e appartenente a un\u2019alleanza occidentale ostile \u00e8 una grossa minaccia. L\u2019offerta era quella.<\/p>\n<p>L\u2019offerta era pubblica. Avrebbe portato naturalmente anche alla fine del motivo ufficiale dell\u2019esistenza della NATO. Fu scartata come ridicola. Non poteva essere vera. Ci furono alcune persone che la presero sul serio, James Warburg, un rispettato commentatore internazionale, ma fu semplicemente scartato ridicolizzandolo. Oggi gli studiosi stanno riconsiderando la cosa, specialmente con gli archivi russi che diventano consultabili. E stanno scoprendo che in realt\u00e0 era apparentemente una cosa seria. Ma nessuno poteva prestarvi attenzione perch\u00e9 non si accordava con gli imperativi politici, una vasta produzione di minacce di guerra.<\/p>\n<p>Andiamo avanti di un paio d\u2019anni alla fine degli anni \u201950, quando sal\u00ec al potere Kruscev. Si rese conto che la Russia era economicamente indietro e che non poteva competere con gli Stati Uniti nella tecnologia militare e sperare di attuare lo sviluppo economica, cosa che sperava di realizzare. Cos\u00ec offr\u00ec un mutuo forte taglio alle armi offensive. L\u2019amministrazione Eisenhower pi\u00f9 o meno scart\u00f2 l\u2019offerta. L\u2019amministrazione Kennedy vi prest\u00f2 ascolto. Valut\u00f2 la possibilit\u00e0 e respinse l\u2019offerta. Kruscev prosegu\u00ec introducendo una forte riduzione unilaterale delle armi offensive. L\u2019amministrazione Kennedy osserv\u00f2 la cosa e decise di ampliare il potenziale militare offensivo; non solo scartarlo, bens\u00ec accrescerlo. Era gi\u00e0 parecchio avanti.<\/p>\n<p>Quello fu uno dei motivi per cui Kruscev piazz\u00f2 missili a Cuba nel 1962, per cercare di raddrizzare \u00a0un po\u2019 l\u2019equilibrio. Ci\u00f2 condusse a quello che lo storico Arthur Schlesinger \u2013 consigliere di Kissinger \u2013 chiam\u00f2 \u201cil momento pi\u00f9 pericoloso della storia mondiale\u201d: la crisi dei missili di Cuba. In realt\u00e0 ci fu un altro motivo per esso: l\u2019amministrazione Kennedy stava attuando una grande operazione terroristica contro Cuba. Grande terrorismo. Il genere di terrorismo di cui l\u2019occidente non si cura se vittima ne \u00e8 qualcun altro. Cos\u00ec non fece notizia, ma fu su larga scala. Inoltre l\u2019operazione terroristica \u2013 era chiamata Operazione Mangusta \u2013 aveva un piano. Doveva culminare nell\u2019invasione statunitense nell\u2019ottobre del 1962. I russi e i cubani potevano non conoscerne i dettagli, ma \u00e8 probabile che almeno questo lo sapessero. Questa fu un\u2019altra ragione per piazzare missili difensivi a Cuba.<\/p>\n<p>Poi vennero settimane molto tese, come sapete. Culminarono nel 26 ottobre. All\u2019epoca bombardieri B-52 con a bordo armi nucleari erano pronti ad attaccare Mosca. Le istruzioni militari permettevano agli equipaggi di scatenare una guerra nucleare senza controllo centrale. Era un comando decentrato. Lo stesso Kennedy era incline all\u2019azione militare per eliminare i missili da Cuba. La sua personale stima soggettiva delle probabilit\u00e0 di una guerra nucleare era tra un terzo e il cinquanta per cento. Avrebbe sostanzialmente cancellato l\u2019emisfero settentrionale, secondo il presidente Eisenhower.<\/p>\n<p>A quel punto, il 26 ottobre, arriv\u00f2 la lettera di Kruscev a Kennedy che offriva la fine della crisi. Come? Ritirando i missili russi da Cuba in cambio del ritiro dei missili statunitensi dalla Turchia. Kennedy, in realt\u00e0, neppure sapeva che c\u2019erano missili in Turchia. Ma ne fu informato dai suoi consiglieri. Uno dei motivi per cui non lo sapeva era che erano obsoleti e sarebbero stati ritirati comunque. Dovevano essere sostituiti dai di gran lunga pi\u00f9 letali sottomarini invulnerabili Polaris. Dunque quella fu l\u2019offerta: i russi ritiravano i missili da Cuba; gli Stati Uniti ritiravano pubblicamente i missili obsoleti che stavano gi\u00e0 ritirando dalla Turchia, che ovviamente erano una minaccia maggiore per la Russia di quanto lo fossero i missili a Cuba.<\/p>\n<p>Kennedy rifiut\u00f2. Quella fu probabilmente la decisione pi\u00f9 orrenda della storia umana, secondo me. Stava assumendo un enorme rischio di distruggere il mondo al fine di stabilire un principio: il principio era che noi abbiamo il diritto di minacciare di distruzione chiunque, in qualsiasi modo ci piaccia, ma \u00e8 un diritto unilaterale. E nessuno pu\u00f2 minacciare noi, nemmeno per cercare di prevenire un\u2019invasione pianificata. Molto peggiore di questo \u00e8 la lezione che \u00e8 stata ricavata, che Kennedy \u00e8 stato elogiato per il suo freddo coraggio sotto pressione. Quella \u00e8 oggi la versione standard.<\/p>\n<p>Le minacce continuarono. Dieci anni dopo Henry Kissinger proclam\u00f2 un allarme nucleare. Nel 1973. Lo scopo era di ammonire i russi a non intervenire nel conflitto arabo-israeliano. Ci\u00f2 che era successo era che la Russia e gli Stati Uniti avevano concordato di istituire un cessate il fuoco. Ma Kissinger aveva informato privatamente Israele di non prestarvi attenzione; poteva continuare le sue azioni. Kissinger non voleva che i russi interferissero, cos\u00ec proclam\u00f2 l\u2019allarme nucleare.<\/p>\n<p>Andiamo avanti di dieci anni, Ronald Reagan in carica. La sua amministrazione decise di mettere alla prova le difese russe simulando attacchi aerei e navali: attacchi aerei sulla Russia e attacchi navali ai suoi confini. Naturalmente ci\u00f2 caus\u00f2 considerevole allarme in Russia che, diversamente dagli Stati Uniti, \u00e8 molto vulnerabile ed era stata invasa e virtualmente distrutta pi\u00f9 volte. Ci\u00f2 port\u00f2 a un grande panico bellico nel 1983. Disponiamo di archivi di nuova diffusione che ci raccontano quanto sia stato pericoloso, molto pi\u00f9 pericoloso di quanto gli storici avessero ritenuto. C\u2019\u00e8 uno studio attuale della CIA appena uscito. E\u2019 intitolato \u201cIl panico bellico era vero\u201d. Fummo vicini alla guerra nucleare. Conclude che gli Stati Uniti sottovalutarono la minaccia di un attacco preventivo dei russi, un attacco nucleare, nel timore che gli Stati Uniti li stessero attaccando. Il numero pi\u00f9 recente del <i>Journal of Strategic Studies<\/i> \u2013 una delle riviste principali \u2013 scrive che quello divenne quasi un preludio a un attacco nucleare preventivo. E prosegue. Non entrer\u00f2 in dettagli, ma l\u2019assassinio di bin Laden \u00e8 un esempio recente.<\/p>\n<p><b>Esultarono alla vista grandiosa delle enormi inondazioni<\/b><\/p>\n<p>Ci sono oggi tre nuove minacce. Cercher\u00f2 di essere breve ma consentitemi di citare tre casi che sono oggi sulle prime pagine: Corea del Nord, Iran, Cina. Meritano esame. La Corea del Nord \u00e8 andata formulando minacce feroci, pericolose. Ci\u00f2 \u00e8 attribuito alla follia dei suoi leader. Si potrebbe sostenere che si tratta del governo pi\u00f9 pericoloso, pi\u00f9 folle del mondo, e del governo peggiore. E\u2019 probabilmente vero. Ma se vogliamo ridurre le minacce, invece di marciare ciecamente all\u2019unisono, ci sono alcune cose da prendere in considerazione. Una di esse \u00e8 che la crisi attuale \u00e8 iniziata con le esercitazioni belliche USA-Corea del Sud, che hanno compreso per la prima volta in assoluto una simulazione di un attacco preventivo in uno scenario a tutto campo contro la Corea del Nord.\u00a0 Parte di tali esercitazioni \u00e8 consistita in bombardamenti nucleari simulati ai confini della Corea del Nord. Ci\u00f2 evoca certi ricordi nella dirigenza nordcoreana. Ad esempio, pu\u00f2 ricordare che sessant\u2019anni fa c\u2019\u00e8 stata una superpotenza che ha virtualmente raso al suolo l\u2019intero paese e che, quando non era rimasto nulla da bombardare, gli Stati Uniti si erano rivolti a bombardare le dighe. Alcuni di voi possono ricordare che per questo si poteva essere condannati a morte a Norimberga. Si tratta di un crimine. Anche se gli intellettuali e i media occidentali hanno scelto di ignorare i documenti, la dirigenza nordcoreana pu\u00f2 leggere documenti pubblici, i rapporti dell\u2019aviazione del tempo, che meritano di essere letti. Vi incoraggio a leggerli. Esultarono alla vista grandiosa delle enormi inondazioni che \u201cspazzarono via 27 miglia della valle sottostante\u201d, devastarono il 75% della fornitura idrica controllata per la produzione nordcoreana di riso, spedirono i commissari a rotta di collo nei centri stampa e radio a strombazzare al mondo le arringhe pi\u00f9 pesanti, cariche d\u2019odio mai formulate dalla fabbrica della propaganda comunista nei tre anni di guerra. Per i comunisti la distruzione delle dighe si traduceva principalmente nella distruzione del loro maggiore mezzo di sussistenza: \u00a0il riso. Gli occidentali possono a malapena concepire il significato terribile che la perdita di questa materia prima alimentare di base ha per gli asiatici: fame e morte lenta. Di qui la manifestazione di rabbia, il divampare d\u2019ira violenta e le minacce di rappresaglie quando le bombe caddero su cinque dighe d\u2019irrigazione. Prevalentemente citazioni. Come altri bersagli potenziali, i folli leader nordcoreani possono anche leggere documenti di alto livello che sono pubblici, desegretati e che delineano la dottrina strategica statunitense. Uno dei pi\u00f9 importanti \u00e8 uno studio del comando strategico di Clinton, lo STRATCOM. Tratta del ruolo delle armi nucleari nell\u2019era post guerra fredda. Le sue conclusioni centrali sono: gli Stati Uniti devono conservare il diritto ad attaccare per primi, anche contro stati non nucleari; inoltre le armi nucleari devono essere sempre disponibili, pronte all\u2019uso, perch\u00e9 \u201cgettano un\u2019ombra su ogni crisi o conflitto\u201d. Intimoriscono gli avversari. Perci\u00f2 sono utilizzate costantemente, proprio con se si usasse un\u2019arma andando in un negozio e puntando l\u2019arma contro il proprietario. Non si spara, ma si utilizza l\u2019arma. STRATCOM prosegue affermando che i pianificatori non dovrebbero essere troppo razionali nel decidere a cosa l\u2019avversario attribuisce un valore maggiore. Tutto deve essere messo nel mirino. \u201cDanneggia rappresentarsi come troppo pienamente razionali e freddi. Che gli Stati Uniti possano diventare irrazionali e vendicativi se sono attaccati i loro interessi vitali, dovrebbe essere parte dell\u2019immagine che proiettiamo\u201d. E\u2019 di vantaggio per la nostra posizione strategica \u201cse alcuni elementi appaiono essere potenzialmente fuori controllo\u201d. Non si tratta di Richard Nixon o di George W. Bush: si tratta di Bill Clinton.<\/p>\n<p>Di nuovo gli intellettuali e i media occidentali scelsero di non vedere, ma i potenziali bersagli non possono concedersi quel lusso. C\u2019\u00e8 anche una storia recente che i dirigenti nordcoreani conoscono molto bene. Non la esaminer\u00f2, per mancanza di tempo. Ma \u00e8 molto rivelatrice. Citer\u00f2 soltanto gli studi convenzionali statunitensi. La Corea del Nord ha giocato al <i>quid pro quo<\/i>: ricambiando quando Washington collabora, rendendo pan per focaccia quando Washington si tira indietro. Indubbiamente \u00e8 un paese orribile. Ma la storia realmente suggerisce che ridurrebbe la minaccia di guerra se quella fosse l\u2019intenzione, certamente non di fronte a manovre militari e a bombardamenti nucleari simulati.<\/p>\n<p>Consentitemi di passare alla \u201cpi\u00f9 grave minaccia alla pace mondiale\u201d, sono parole di Obama, diligentemente ripetute dalla stampa: il programma militare iraniano. Solleva un paio di domande. Chi ritiene che sia la minaccia pi\u00f9 grave? In cosa consiste la minaccia? Come pu\u00f2 essere gestita, di qualsiasi cosa si tratti?<\/p>\n<p>A \u2018chi ritiene sia una minaccia?\u2019 \u00e8 facile rispondere. E\u2019 un\u2019ossessione occidentale. Sono gli Stati Uniti e i loro alleati ad affermare che \u00e8 la minaccia pi\u00f9 grave, non il resto del mondo, non i paesi non allineati, non gli stati arabi. Le popolazioni arabe non amano l\u2019Iran ma non lo considerano una grande minaccia. Considerano una minaccia gli Stati Uniti. In Iraq e in Egitto, ad esempio, gli Stati Uniti sono considerati la minaccia maggiore. Non \u00e8 difficile comprendere il perch\u00e9.<\/p>\n<p>In cosa consiste la minaccia? Conosciamo la risposta dal livello pi\u00f9 elevato: i servizi segreti statunitensi e il Pentagono preparano ogni anno stime per il Congresso. Si possono leggere. L\u2019Analisi della Sicurezza Globale; ovviamente esaminano questo. E affermano che la principale minaccia di un programma nucleare iraniano \u2026 se stia sviluppando armi non lo sanno \u2026 ma dicono che se stanno sviluppando armi, ci\u00f2 farebbe parte della strategia di deterrenza del paese. Gli Stati Uniti non possono accettarlo. Uno stato che reclama il diritto di usare la forza e la violenza dovunque e ogniqualvolta lo voglia, non pu\u00f2 accettare un deterrente. Perci\u00f2 [l\u2019Iran] \u00e8 una minaccia. La minaccia \u00e8 quella.<\/p>\n<p>Dunque come si gestisce la minaccia, quale che essa sia? In realt\u00e0 esistono dei modi. Sto finendo il tempo e perci\u00f2 non entrer\u00f2 nei dettagli, ma c\u2019\u00e8 un modo molto notevole: abbiamo appena perso un\u2019occasione lo scorso dicembre. Doveva esserci un congresso internazionale sotto gli auspici del trattato di non proliferazione, auspici dell\u2019ONU, a Helsinki, per occuparsi delle mosse per creare una zona libera da armi nucleari in Medio Oriente. Ci\u00f2 ha un enorme sostegno nei paesi non allineati; \u00e8 promosso dagli stati arabi, in particolare dall\u2019Egitto, da decenni. Un sostegno enorme. Se potesse essere fatto avanzare certamente mitigherebbe la minaccia. Potrebbe eliminarla. Tutti aspettavano di vedere se l\u2019Iran avrebbe accettato di presenziare.<\/p>\n<p>Agli inizi di novembre l\u2019Iran ha accettato di presenziare. Un paio di giorni dopo Obama ha cancellato il congresso. Niente congresso. Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che chiedeva si procedesse. Gli stati arabi hanno affermato che sarebbero andati avanti comunque, ma non si pu\u00f2 fare. Perci\u00f2 dobbiamo convivere con la pi\u00f9 grave minaccia alla pace mondiale. E probabilmente dovremo marciare in guerra, cosa che in realt\u00e0 \u00e8 prevista.<\/p>\n<p>La popolazione potrebbe fare qualcosa al riguardo se ne sapesse qualcosa. Ma qui entra in gioco la stampa libera. Negli Stati Uniti non c\u2019\u00e8 stata letteralmente una sola parola riguardo a questo in nessun luogo nell\u2019ambito dei media convenzionali. Circa l\u2019Europa, potete dirmelo voi.<\/p>\n<p>L\u2019ultima minaccia potenziale \u00e8 la Cina. E\u2019 un caso interessante, ma ho cos\u00ec poco tempo che non proseguir\u00f2.<\/p>\n<p><b>La privatizzazione sta distruggendo i beni comuni<\/b><\/p>\n<p>L\u2019ultimo commento che vorrei proporre va in una direzione in qualche modo diversa. Ho citato la Magna Carta. E\u2019 il fondamento della legge moderna. Presto ne celebreremo l\u2019ottocentesimo anniversario. Non lo festeggeremo; pi\u00f9 probabilmente seppelliremo il poco che \u00e8 rimasto delle sue ossa dopo che la carne \u00e8 stata spogliata da Bush e Obama e dai loro colleghi in Europa. E l\u2019Europa \u00e8 chiaramente coinvolta.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra parte della Magna Carta che \u00e8 finita nel dimenticatoio. Aveva due sezioni. Una \u00e8 la Carta delle Libert\u00e0, che \u00e8 in corso di smantellamento. L\u2019altra era chiamata la Carta delle Foreste. Prevedeva la protezione dei beni comuni dall\u2019essere depredati dall\u2019autorit\u00e0. Parliamo dell\u2019Inghilterra, ovviamente. I beni comuni erano la fonte tradizionale di sussistenza, di cibo e combustibile e anche benessere. Sono stati curati e sostenuti collettivamente per secoli dalle societ\u00e0 tradizionali. Sono stati costantemente smantellati sotto il principio capitalista che tutto deve essere di propriet\u00e0 privata, il che ha portato con s\u00e9 la dottrina perversa di \u2026 quella che \u00e8 chiamata la tragedia dei beni comuni; una dottrina che afferma che i possedimenti collettivi finiranno per essere saccheggiati e che perci\u00f2 tutto deve essere di propriet\u00e0 privata. Un\u2019occhiata meramente di sfuggita al mondo dimostra che \u00e8 vero il contrario. E\u2019 la privatizzazione che sta distruggendo i beni comuni. E\u2019 per questo che le popolazioni indigene del mondo sono in prima linea nel tentativo di salvare la Magna Carta dalla distruzione finale da parte dei suoi eredi. E a loro si uniscono altri. Prendiamo, ad esempio, i dimostranti del Parco Gezi nel loro tentativo di bloccare il bulldozer a Piazza Taksim. Stanno cercando di salvare l\u2019ultima parte dei beni comuni di Istanbul dalla palla demolitrice della distruzione commerciale. E una specie di microcosmo di difesa generale dei beni comuni. Fa parte di una rivolta globale contro la violenta aggressione neoliberale contro la popolazione del mondo. Oggi l\u2019Europa ne sta soffrendo gravemente. Le rivolte hanno registrato alcuni grossi successi. I pi\u00f9 spettacolari sono in America Latina. In questo millennio si \u00e8 liberata in larga misura, per la prima volta in cinquecento anni, dalla presa letale del dominio di Washington. \u00a0Stanno succedendo anche altre cose. Il quadro generale \u00e8 parecchio tetro, penso. Ma ci sono raggi di luce. Come sempre nella storia, ci sono due traiettorie. Una porta all\u2019oppressione e alla distruzione. L\u2019altra porta alla libert\u00e0 e alla giustizia. E come sempre, per adattare la famosa frase di Martin Luther King, ci sono modi per tendere l\u2019arco dell\u2019universo morale in direzione della giustizia e della libert\u00e0, e a questo punto anche in direzione della sopravvivenza.<\/p>\n<p><b>[Fine della conferenza]<\/b><\/p>\n<p>Domanda del moderatore: <i>Lei \u00e8 stato molto critico nei confronti della stampa. Cosa vorrebbe che la stampa facesse?<\/i><\/p>\n<p>Chomsky: <i>E\u2019 molto semplice. Vorrei che la stampa dicesse la verit\u00e0 sulle cose importanti. <\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da Z Net \u2013 Lo spirito della resistenza \u00e8 vivo<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.znetitaly.org\">www.znetitaly.org<\/a><\/p>\n<p>Fonte: \u00a0<a href=\"http:\/\/www.zcommunications.org\/a-roadmap-to-a-just-world-people-reanimating-democracy-by-noam-chomsky\">http:\/\/www.zcommunications.org\/a-roadmap-to-a-just-world-people-reanimating-democracy-by-noam-chomsky<\/a><\/p>\n<p>Originale: <a href=\"http:\/\/www.dw.de\/transcript-avram-noam-chomsky-a-roadmap-to-a-just-world-people-reanimating-democracy\/a-16962176\">Deutsche Welle<\/a><\/p>\n<p>Traduzione di Giuseppe Volpe<\/p>\n<p>Traduzione \u00a9 2013 ZNET Italy \u2013 Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>foto David Andersson DW Global Media Forum \u2013 Bonn: \u00a0\u201cIl futuro della crescita \u2013 Valori economici e media\u201d Vorrei commentare argomenti che penso 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