{"id":8037,"date":"2012-01-25T00:00:00","date_gmt":"2012-01-25T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-01-27T11:08:40","modified_gmt":"2012-01-27T11:08:40","slug":"il-fiasco-degli-spioni-francesi-a-homs","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/01\/il-fiasco-degli-spioni-francesi-a-homs\/","title":{"rendered":"Il fiasco degli spioni francesi a Homs"},"content":{"rendered":"<p>un\u2019operazione per l\u2019intelligence militare francese che si \u00e8 risolta in un fiasco. Le accuse francesi sono semplicemente un mezzo per nascondere la responsabilit\u00e0 di Parigi nelle azioni terroristiche intraprese per destabilizzare la Siria.<\/p>\n<p>Il giornalista francese Gilles Jacquier \u00e8 stato ucciso durante un reportage a Homs, mercoled\u00ec 11 gennaio 2012. Era venuto a seguire gli avvenimenti in Siria per conto della rivista Envoy\u00e9 sp\u00e9cial (France2).<\/p>\n<p>Convinto che non ci fosse nessun terrorista, ma una rivoluzione repressa nel sangue, ha rifiutato la protezione della sicurezza e non indossava elmetto o un giubbotto anti-proiettili sul corpo. Assieme a dei colleghi che condividevano le sue convinzioni, aveva affittato tre furgoni e trovato delle guide, cio\u00e8 dei locali in grado di aiutarli a orientarsi, fissare appuntamenti e servire come traduttori.<\/p>\n<p>Insieme avevano chiesto un incontro con i rappresentanti alawiti, prima di andare nei quartieri dei ribelli di Bab Amr e Bab Sbah. Arrivati presso l\u2019Hotel as-Safir, si imbattono in un capitano che s\u2019\u00e8 offerto di accompagnarli con il suo distaccamento presso il quartiere alawita di Najba, dove un assistente del governatore di Homs li aspettava. Con il suo aiuto, i giornalisti hanno potuto incontrare delle personalit\u00e0 e intervistare dei passanti. alle 14:45, il rappresentante del Governatore chiese loro di lasciare al pi\u00f9 presto il luogo, cisto che il cessate il fuoco terminava di fatto tutti i giorni alle 15:00 precise. Tuttavia, i giornalisti della radiotelevisione belga fiamminga (VRT) si erano avventurati ulteriormente presso dei privati, fino al quartiere di Akrama, perci\u00f2 il gruppo \u00e8 stato lento a muoversi. I membri dell\u2019associazione delle vittime del terrorismo, che avevano previsto di dimostrare all\u2019esterno di un autobus noleggiato dal Ministero delle Informazioni per una quarantina di giornalisti di lingua inglese, ma che non avevano trovato, ritennero utile scandire slogan a favore del presidente Bashar, alla vista di alcune telecamere. Alle 15h, come ogni giorno, la battaglia di Homs riprese. Un proiettile esplose sulla terrazza di un edificio, distruggendo un serbatoio di nafta. Un secondo colpo era caduto su una scuola e un terzo contro i dimostranti pro-Assad, uccidendone due. I giornalisti sono andato sul terrazzo per filmare i danni. Ci fu una pausa. Gilles Jacquier, pensando che il fuoco fosse finito, scese con il suo cameraman per filmare i corpi dei manifestanti. Arrivato sulla soglia, \u00e8 stato ucciso assieme a sei pro-Assad, da una quarta esplosione che l\u2019ha scagliato sulla guida che lo seguiva. La giovane donna \u00e8 stata ferita alle gambe.<\/p>\n<p>Nella confusione, i morti e i feriti sono stati evacuati in auto verso gli ospedali. Questo singolo episodio ha causato nove morti e 25 feriti in totale. La battaglia di Homs \u00e8 proseguita con molti altri incidenti durante la sera e la notte.<\/p>\n<p>A prima vista, tutto \u00e8 chiaro: Gilles Jacquier \u00e8 morto per caso. Era nel posto sbagliato al momento sbagliato. Soprattutto le sue convinzioni sulla natura degli eventi in Siria gli hanno fatto credere che lui dovesse preoccuparsi solo delle forze governative, e che non fosse in pericolo lontano dalle manifestazioni anti-regime. Ha quindi rifiutato una scorta, non aveva preso il casco e il giubbotto antiproiettile, e non ha rispettato l\u2019ora fatidica della fine del cessate il fuoco. In definitiva, non \u00e8 riuscito a valutare la situazione perch\u00e9 era vittima del divario tra la propaganda dei suoi colleghi e la realt\u00e0 che negava.<\/p>\n<p>In queste condizioni, non si riesce proprio a capire perch\u00e9, dopo un\u2019iniziale reazione cortese, la Francia, che aveva legittimamente chiesto un\u2019indagine sulle circostanze della morte del suo cittadino, abbia improvvisamente insinuato che Gilles Jacquier era stato assassinato dai siriani e si sia rifiutata di permettere che l\u2019autopsia avvenisse in loco alla presenza di suoi esperti. Queste accuse sono state pubblicamente spiegate da uno dei giornalisti che accompagnavano Jacquier, Jacques Duplessy.<\/p>\n<p>Per la stampa francese, i fatti non sono cos\u00ec ovvi come sembrano: nel dubbio sull\u2019identificazione dei proiettili letali. Secondo la maggior parte dei giornalisti, erano stati colpi di mortaio. L\u2019esercito siriano ha anche trovato sul sito dei frammenti di proiettili da 82 mm e confermava che questa arma \u00e8 utilizzata quotidianamente dai terroristi a Homs. Ma secondo alcuni testimoni, si trattava di razzi sparati da un lanciarazzi portatile e la televisione privata siriana ad-Dounia ha mostrato le alette del razzo. I forum si appassionano alla questione, non senza secondi fini. In Francia, gli anti-Assad credono alla tesi del mortaio e che accusano l\u2019esercito siriano di aver sparato. Mentre i pro-Assad credono alla tesi del razzo e accusano i terroristi. In definitiva, questo dettaglio non prova nulla: certamente l\u2019esercito siriano ha usato dei mortai, ma non di questo calibro, e i gruppi armati i lanciarazzi, ma nulla impedisce che ogni campo possa cambiare i propri equipaggiamenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/pressenza.com\/uploads\/assets\/c13a58552d547ac3bb8be0109e295752420d022b.jpg\" width=\"400\" \/><\/p>\n<p>Inoltre, nel caso dei mortai, i primi due sono stati utilizzati per regolare il tiro del terzo e del quarto, per colpire i manifestanti, che erano il loro obiettivo. Ma nel caso degli attacchi coi razzi, era possibile indirizzarli in modo assai specifico e uccidere un determinato individuo. La teoria dell\u2019assassinio \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Lo studio delle immagini e dei video mostrano che i corpi delle vittime non sono insanguinati, e crivellati di schegge, come nel caso dell\u2019esplosione di un proiettile a frammentazione. Invece, sono intatti, il sangue cola, a seconda i casi, attraverso il naso o le orecchie, come nell\u2019esplosione di un razzo termobarico, che comprime gli organi causando emorragie interne. Allo stesso modo, i punti di impatto sul marciapiede non portano alcuna traccia di frammentazione.<\/p>\n<p>Si noti che alcuni testimoni parlano di queste bombe, cosa che non fa avanzare la nostra comprensione, in quanto vi sono granate a scoppio o a frammentazione. In definitiva, solo l\u2019ipotesi dell\u2019esplosione (o di granate di RPG) \u00e8 coerente con gli elementi medico-legali visibili sulle foto e sui video. Accorsi sul posto, gli investigatori siriani e gli osservatori della Lega Araba hanno trovato due coda di un proiettile di mortaio da 82 millimetri e la coda di un razzo di fabbricazione israeliana.<\/p>\n<p>Pertanto, le autorit\u00e0 francesi a ragione studiano la possibilit\u00e0 dell\u2019assassini, anche se per loro si tratta di strumentalizzare una tragedia con l\u2019ambizione di giustificare una guerra contro la Siria. Pertanto i diplomatici francesi che hanno il compito di cercare la verit\u00e0, hanno chiaramente anche istruzione di vigilare affinch\u00e9 i siriani non la scoprino. Cos\u00ec, hanno impedito a chiunque parli il francese di avvicinarsi alla fotografa Caroline Poiron, moglie del giornalista Gilles Jacquier, che ha vegliato il suo corpo per tutta la notte. La giovane donna, in stato di shock, ha perso il controllo e col suo comportamento avrebbe potuto parlare troppo. Poi hanno vietato l\u2019autopsia sul posto e rimpatriato il corpo nel pi\u00f9 breve tempo possibile. Qual \u00e8 l\u2019ipotesi che la Francia vuole controllare da se, ma nascondere al pubblico? Qui inizia il nostro tuffo nel mondo dei servizi speciali occidentale che attuano in Siria una &#8220;guerra a bassa intensit\u00e0&#8221;, simile a quelle organizzati negli anni \u201980 in America Centrale e, pi\u00f9 recentemente, in Libia, per preparare e giustificare l\u2019intervento della NATO .<\/p>\n<p>Gilles Jacquier era un giornalista apprezzato dai suoi colleghi e premiato per la professionalit\u00e0 (Premio Albert Londres, Premio per i corrispondenti di guerra, ecc) .. Ma non \u00e8 cos\u00ec. &#8230;<\/p>\n<p>In una lettera, intestata France-Televisions, datata 1 dicembre 2011, le capo-redattrici di Envoy\u00e9 sp\u00e9cial, la trasmissione politica pi\u00f9 vista del paese, avevano chiesto un visto al Ministero dell\u2019Informazione siriano. Pretendendo di voler controllare la versione siriana degli eventi, secondo cui &#8220;i soldati dell\u2019esercito siriano sono vittime di imboscate e di gruppi armati che devastano il paese&#8221;, hanno chiesto che Jacquier possa seguire la vita quotidiana dei soldati della 4.ta Divisione corazzata comandata dal generale Maher al-Assad (fratello del presidente) e della 18.ma Divisione Corazzata, comandata dal generale Mahmud Wajih. Le autorit\u00e0 siriane sono state sorprese dalla prepotenza dei francesi: da una parte, inquadrano i gruppi armati che attaccano le truppe lealiste, dall\u2019altro vogliono infiltrare un ufficiale dell\u2019intelligence militare tra le loro truppe, per informare i gruppi armati dei loro spostamenti. Non venne dato seguito a questa richiesta.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, Gilles Jacquier ha cercato una altra via. Ha richiesto l\u2019intervento di una schietta religiosa greco cattolica, e stimata e talvolta temuta dal potere &#8211; Madre Agn\u00e8s-Mariam de la Croix, abatessa del monastero di Saint-Jacques Intercable. Ha organizzato il primo viaggio stampa aperto ai giornalisti occidentalii. La famoso suora ha fatto assillato il Ministero dell\u2019Informazione affinch\u00e9 Jacquier e il suo cameraman avessero il visto.<\/p>\n<p>Le cose accelerano il 20 dicembre, altri media pregato Madre Agn\u00e9s-Mariam di fargli lo stesso favore. Gilles Jacquier, nel frattempo, ha chiesto un altro visto per la sua ragazza, Caroline Poiron fotografa e per la reporter Flore Olive, entrambe di Paris-Match. Doveva essere stato un gruppo in totale di 15 giornalisti francesi, belgi, olandesi e svizzeri. Con ogni probabilit\u00e0, i francesi e gli olandesi erano per lo pi\u00f9, se non tutti, agenti della DGSE. Il tempo pressava la loro missione.<\/p>\n<p>**Ecco, un po\u2019 di storia \u00e8 necessario.**<\/p>\n<p>Per indebolire la Siria, i gruppi armati della NATO hanno intrapreso vari atti di sabotaggio. Anche se il centro della ribellione dei Fratelli Musulmani \u00e8 Hama, e solo due distretti di Homs li sostengono, la NATO ha scelto questa citt\u00e0 per concentrare le sue azioni segrete. Infatti, \u00e8 al centro del paese ed \u00e8 il principale snodo per le comunicazioni e i rifornimenti. Successivamente, i &#8220;rivoluzionari&#8221; hanno tagliato il gasdotto e gli ingegneri canadesi che gestivano la centrale elettrica sono stati rimpatriati, su richiesta degli Stati Uniti. Infine, cinque ingegneri iraniani incaricati di gestire nuovamente l\u2019impianto sono stati rapiti, il 20 dicembre 2011.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/pressenza.com\/uploads\/assets\/5298529f04eebc077db2bae6b8e833754166ff5b.jpg\" width=\"400\" \/><br \/>\n*In violazione del diritto internazionale Paris-Match ha pubblicato le foto degli ostaggi iraniani senza oscurarne i volti. Questo documento \u00e8 la prova in vita dei quattro.*<\/p>\n<p>I media hanno ricevuto una rivendicazione da una misteriosa brigata contro l\u2019espansione sciita in Siria. Poi, l\u2019ambasciata ha confermato di aver avviato trattative con i rapitori. Questi dovevano inviare la &#8220;prova in vita&#8221; di loro, come una fotografia datata con gli ostaggi in buona salute. Contro ogni previsione, non \u00e8 stata inviata direttamente alla Repubblica islamica, ma pubblicata da Paris Match (edizione del 5 gennaio). Un fotografo della rivista, hanno detto, era segretamente entrato in Siria e fatto questo scatto. Forse i lettori francesi si sono chiesti se questo giornalista fosse umano nel scattare la foto degli ostaggi senza fornire loro alcun aiuto. Indipendentemente da ci\u00f2, il messaggio era chiaro: gli ingegneri sono vivi e i rapitori sono controllati dai francesi. Nessuna risposta ufficiale, da una parte o dall\u2019altra. Quindi le trattative continuano.<\/p>\n<p>Arrivati a Damasco, i giornalisti francesi e olandesi sono stati alloggiati in alberghi diversi, ma Jacquier li ha raggruppati immediatamente presso il Fardos Tower Hotel. Il gestore di questa struttura \u00e8 semplicemente Rikbi Roula, sorella di Bassma Kodmani, un portavoce del Consiglio nazionale di Parigi. L\u2019hotel \u00e8 il covo dei servizi segreti francesi.<\/p>\n<p>In sintesi, un ufficiale dell\u2019intelligence militare, avendo come compagna una fotografa, la cui collega era potuta entrare in contatto con gli ostaggi, ha formato un gruppo di &#8220;giornalisti&#8221; che aveva una missione collegata a questi ostaggi, probabilmente la loro consegna dai francesi agli iraniani. Hanno viaggiato fino a Homs dopo essersi liberati dei servizi di sicurezza, ma il capo della missione \u00e8 stato ucciso prima di poter stabilire il contatto previsto.<\/p>\n<p>Si comprende che in queste condizioni, l\u2019ambasciatore di Francia sia diventato nervoso. Ha legittimamente ritenuto che Gilles Jacquier sia stato assassinato da membri dei gruppi armati, preoccupati per il collasso dell\u2019alleanza militare Francia-Turchia, e sostenitori di una guerra della NATO. Ostili ai negoziati in corso, avrebbero fatto fallire la loro conclusione.<\/p>\n<p>L\u2019ambasciatore di Francia, che non aveva tempo per ricostruire gli eventi, ha fatto di tutto per evitare che i siriani lo facessero. Contrariamente agli standard internazionali, ha rifiutato che l\u2019autopsia venisse eseguita sul posto alla presenza di esperti francesi. I siriani hanno accettato di rinunciare alla norma, a condizione di fare una radiografia. In realt\u00e0, hanno colto l\u2019occasione per fotografare il corpo da tutte le angolazioni. Secondo quanto riferito, il corpo reca le tracce di schegge al petto e di tagli sulla fronte.<\/p>\n<p>Poi, l\u2019ambasciatore ha messo nelle sue auto blindate i &#8220;giornalisti&#8221; francesi e olandesi, ed i resti del defunto. Andandosene con loro sotto una scorta pesante, lasciando sul posto una Madre Superiora stupefatta e un giornalista di Agence France Presse: il diplomatico pressato aveva recuperato i suoi agenti e abbandonato civili. Il convoglio passava a recuperare gli effetti personali di ognuno, al As-Safir Hotel di Homs, poi raggiunse l\u2019ambasciata a Damasco. Non appena possibile, \u00e8 arrivato all\u2019aeroporto, dove un aereo speciale noleggiato del ministero della difesa francese ha evacuato gli ufficiali presso l\u2019aeroporto Parigi-Le Bourget. Gli spioni non fingevano pi\u00f9 di riprodurre reportage in Siria, e si sono dimenticati di ottenere una proroga del visto, sono fuggiti poco prima che i siriani scoprissero i retroscena dell\u2019operazione fallita. Arrivando a Parigi, il corpo \u00e8 stato immediatamente trasferito all\u2019istituto di medicina legale e sottoposto ad autopsia prima dell\u2019arrivo degli esperti nominati dalla Siria. Violando il procedimento penale, il governo francese ha vanificato il rapporto dell\u2019autopsia, che sar\u00e0 alla fine respinto dalla giustizia, e ha definitivamente escluso la possibilit\u00e0 di stabilire la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Al fine di evitare ai (veri) giornalisti francesi di mettere il naso in questo caso, i giornalisti (fasulli) che accompagnavano Jacquier, una volta tornati in Francia, hanno elevato dichiarazioni contrastanti, mentendo spudoratamente per creare confusione e una falsa pista. Quindi, anche se 8 dimostranti pro-Assad sono stati uccisi, Jacques Duplessis ha denunciato &#8220;un agguato organizzato dalle autorit\u00e0 siriane&#8221; per eliminarlo con i suoi colleghi. Fatta la verifica, Duplessy non \u00e8 mai stato veramente un giornalista, ma ha lavorato a lungo per delle ONG considerare paravento\u2026 del DGSE.<\/p>\n<p>Per gli iraniani e i siriani, la morte di Jacquier \u00e8 un disastro. Lasciando circolare il gruppo di spie francesi, tenuto sotto una sorveglianza segreta, speravano di arrivare ai rapitori, e quindi, riavere gli ostaggi e catturare i criminali.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno, l\u2019intelligence militare francese si \u00e8 messa al servizio dell\u2019imperialismo statunitense. Ha organizzato subito una guerra civile in Costa d\u2019Avorio. Successivamente, ha manipolato il separatismo della Cirenaica per far credere a una rivoluzione anti-Gheddafi e impadronirsi della Libia. Ora inquadrano ex detenuti reclutati da Qatar e Arabia Saudita per diffondere il terrore, accusando il governo siriano e minacciando di rovesciarlo. Non \u00e8 certo che il popolo francese apprezzi il fatto che Nicolas Sarkozy abbia sminuito il suo paese nel ruolo di un volgare rapitore. E non sar\u00e0 sorpreso se uno stato che pratica il terrorismo a casa altrui, debba un giorno affrontarlo sul suo suolo.<\/p>\n<p>Fonte *New Orient News*<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre Parigi accusa Damasco di aver organizzato l\u2019omicidio del giornalista TV francese Gilles Jacquier ad Homs, un gruppo di giornalisti russi ha appena presentato una versione dei fatti molto diversa. 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