{"id":795147,"date":"2019-01-24T16:20:16","date_gmt":"2019-01-24T16:20:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=795147"},"modified":"2019-01-24T16:24:12","modified_gmt":"2019-01-24T16:24:12","slug":"fanghi-di-depurazione-laumento-dei-limiti-inquinanti-un-favore-alle-ecomafie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/01\/fanghi-di-depurazione-laumento-dei-limiti-inquinanti-un-favore-alle-ecomafie\/","title":{"rendered":"Fanghi di depurazione, l&#8217;aumento dei limiti inquinanti un favore alle ecomafie?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Mentre tutti guardavamo ai migranti il governo Salvini-Di Maio si trasformava in avvelenatore di terre. Da cittadini, da attivisti, da giornalisti ci siamo concentrati sul 49, il numero che identifica tanto i migranti costretti per oltre due settimane sulle navi <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2019\/01\/09\/malta-ha-autorizzato-lo-sbarco-delle-navi-sea-watch-e-sea-eye\/\">Sea Watch 3 e Sea Eye<\/a> che i milioni di euro rubati dalla Lega ai cittadini italiani attraverso la truffa sui rimborsi elettorali 2008-2010 (<a href=\"https:\/\/www.dailymotion.com\/video\/x6xulyz\">video TPI<\/a>; <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/inchieste\/2018\/09\/18\/news\/soldi-lega-il-vero-motivo-dell-accordo-sui-49-milioni-in-comode-rate-1.327094\">l&#8217;Espresso<\/a>). Mentre accusavamo il ministro dell&#8217;Interno Salvini di violazione dei diritti umani, il governo nascondeva un altro numero, altrettanto importante, tra le righe del \u201cdecreto Genova\u201d: quel 1.000 che innalza il limite di inquinanti in fanghi di depurazione e gessi di defecazione utilizzabili come fertilizzante agricolo. Mentre accusiamo l&#8217;esecutivo di indossare la divisa del carceriere razzista, il governo italiano indossava, anche, gli eleganti abiti del trafficante di rifiuti. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><u><b>Nascondere reati tra le righe di una legge<\/b><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2018\/09\/28\/18G00137\/sg\">Decreto legge n.109 del 28 settembre 2018<\/a>, art.41 \u00abDisposizioni urgenti sulla gestione dei fanghi di depurazione\u00bb: \u00e8 a questo punto del cosiddetto \u201cdecreto Genova\u201d &#8211; con il quale viene formalmente avviata la ricostruzione dopo il crollo del ponte Morandi (14 agosto 2018) \u2013 che il governo \u00abal fine di superare situazioni di criticit\u00e0 nella gestione dei fanghi di depurazione\u00bb decide di innalzare di ben venti volte i limiti delle sostanze inquinanti tollerabili in tali fanghi per essere utilizzabili in agricoltura. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">La normativa italiana \u2013 che si muove nell&#8217;ambito della <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:32008L0098&amp;from=IT\">Waste Framework Directive<\/a> europea (Direttiva 2008\/98\/CE), la stessa da cui deriva il mai realmente recepito principio del \u201cchi inquina paga\u201d &#8211; classifica i fanghi di depurazione come \u201crifiuti speciali\u201d (Codice Europeo Rifiuti EER 190805), risultanti dal trattamento delle acque reflue civili ed industriali che possono essere usati come fertilizzante su terreni di cui \u00e8 necessario modificare pH, salinit\u00e0 e tenore di sodio. Se trattati con le giuste procedure e limitazioni, i fanghi non sono pericolosi n\u00e9 per i terreni n\u00e9 per la salute, nonostante derivino comunque dal trattamento di prodotti farmaceutici, plastiche, detergenti, degli scarti alimentari o delle pelli. Sono ampiamente usati in coltivazioni come quelle del riso, dei pomodori, della soia o dell&#8217;erba medica poi trasformata in fieno e usata per l&#8217;alimentazione degli animali.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Funziona cos\u00ec: dall&#8217;impianto di depurazione il rifiuto viene trattato in appositi impianti di recupero con calce viva o acido solforico e poi lasciato per qualche tempo in apposite biocelle, cos\u00ec da ridurne quanto pi\u00f9 possibile il \u201cpotere fermentiscibile\u201d e l&#8217;impatto sanitario. Passati i controlli di qualit\u00e0, il fango \u00e8 pronto per essere usato come fertilizzante.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Da questa procedura deriva anche il gesso di defecazione, una poltiglia grigia dall&#8217;odore acre che subisce quasi lo stesso trattamento dei fanghi e sempre pi\u00f9 usato come fertilizzante proprio in sostituzione dei fanghi di depurazione. Entrambe le sostanze rendono infatti i terreni pi\u00f9 morbidi, pi\u00f9 fertili e meno soggetti a crisi idriche, a patto di sopportarne la puzza, come sanno bene i cittadini di zone come Ca&#8217; Emo (Rovigo); Fabbrico (Reggio Emilia); Monticelli Pavese (Pavia) o Calcinato (Brescia), aree in cui l&#8217;uso agricolo di fanghi e gessi \u00e8 particolarmente diffuso. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Il \u201cRapporto rifiuti speciali 2018\u201d (<a href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files2018\/pubblicazioni\/rapporti\/Rapporto_285_2018.pdf\">pdf<\/a>) dell&#8217;Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) basato su dati del 2015-2016 \u2013 gli ultimi disponibili \u2013 riporta, sul piano nazionale:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">quasi 3,2 milioni di tonnellate fanghi di depurazione prodotti dalle acque reflue urbane (Codice EER 190805), +3,7% rispetto al 2015;<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">pi\u00f9 di 76.000 tonnellate di fanghi pericolosi prodotti dal trattamento di acque reflue industriali (Codice EER 190811 e 190813);<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">pi\u00f9 di 806.000 tonnellate di fanghi non pericolosi derivanti dal trattamento di acque reflue industriali.<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-795160 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Tabella-3-Fanghi-pericolosi-acque-reflue-industriali-EER-190811-190813-442.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Tabella-3-Fanghi-pericolosi-acque-reflue-industriali-EER-190811-190813-442.png 600w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Tabella-3-Fanghi-pericolosi-acque-reflue-industriali-EER-190811-190813-442-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-795170 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Tabella-4-Fanghi-non-pericolosi-acque-reflue-industriali-EER-190812-190814.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Tabella-4-Fanghi-non-pericolosi-acque-reflue-industriali-EER-190812-190814.png 600w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Tabella-4-Fanghi-non-pericolosi-acque-reflue-industriali-EER-190812-190814-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-795179 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/tabelle-444.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/tabelle-444.png 600w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/tabelle-444-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Lombardia (452.000 tonnellate, pari al 14,2% del totale nazionale) ed Emilia Romagna (431.000 tonnellate; 13,5%) sono le regioni in cui, nel biennio preso in esame da Ispra, c&#8217;\u00e8 stata la pi\u00f9 alta produzione di fanghi da acque reflue urbane, seguite da Veneto (359.000 tonnellate; 11,3%) e Lazio (305.000 tonnellate; 9,6%).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Per quanto riguarda invece i fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue industriali, il Veneto \u00e8 il maggior produttore di fanghi \u201cprodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, contenenti sostanze pericolose\u201d (Codice EER 190811, costituiscono l&#8217;1,9% dei fanghi pericolosi) con 1.009 tonnellate su un totale nazionale di 76.462 tonnellate; la Lombardia (14.680 tonnellate) ha invece il \u201cprimato tossico\u201d per i fanghi \u201ccontenenti sostanze pericolose prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali (Codice EER 190813), che costituiscono il 98,1% della produzione nazionale di fanghi pericolosi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Piemonte (180.250 tonnellate su 382.082 totali, 47,17%) e Toscana (84.127 tonnellate, 22%) guidano la produzione di fanghi non pericolosi \u201cprodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 190811\u201d (EER 190812. che rappresenta il 47,4% del totale dei fanghi non pericolosi); Lombardia (81.517 tonnellate su 424.251; 19,21%) e Veneto (70.284 tonnellate; 16,57%) le regioni dove si producono maggiormente fanghi non pericolosi \u201cprodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 190813\u201d (EER 190814, 52,6% della produzione nazionale).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><u><b>La sanatoria Salvini-Di Maio sui fanghi tossici<\/b><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Innalzare da 50 milligrammi per chilo a 1.000 mg\/kg \u00e8 di fatto una sanatoria \u2013 oltre che un non rispetto del <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=LEGISSUM:l32042&amp;from=IT\">\u201cprincipio di precauzione\u201d europeo<\/a> \u2013 che permetter\u00e0 un maggior uso nei fanghi di sostanze tra le pi\u00f9 nocive per la salute umana come idrocarburi policiclici aromatici (Ipa); diossine, cromo (anche cromo esavalente) selenio, arsenico, policlorobifenili (Pcb, il cui uso \u00e8 illegale addirittura dal 1984). Parliamo di sostanze chimiche note per la loro cancerogenicit\u00e0, sostanze lipofile (che si sciolgono nei grassi e possono dunque accumularsi nel tessuto adiposo) o di cui \u00e8 nota la correlazione con problemi di insufficienza renale, respiratori o all&#8217;apparato riproduttivo. Sostanze che entrano nella catena alimentare e che, in molti casi, sono anche interferenti endocrini e dunque agiscono sullo sviluppo umano. La <a href=\"https:\/\/ilsalvagente.it\/2018\/11\/23\/fiorella-belpoggi-sui-fanghi-tossici-e-il-via-libera-a-mille-terre-dei-fuochi\/\">dottoressa Fiorella Belpoggi<\/a>, direttrice del centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni dell&#8217;Istituto Ramazzini, ha individuato nel decreto (tabella 1, allegato B):<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">13 sostanze \u201cClasse 1\u201d: sicuramente cancerogene;<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">10 sostanze \u201cClasse 2A\u201d: probabili cancerogeni;<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">24 sostanze \u201cClasse 2B\u201d: possibili cancerogeni.<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Ai problemi di salute pubblica dati da coltivazioni inquinate e pascoli infetti \u2013 come nel dicembre 2016 dimostra l&#8217;operazione \u201c<a href=\"http:\/\/www.antimafiaduemila.com\/home\/mafie-news\/261-cronaca\/63478-nebrodi-operazione-gamma-interferon-carni-cancerogene-a-tavola.html\">Gamma Interferon<\/a>\u201d promossa dalla Procura di Patti (Messina) \u2013 si aggiungono quelli economici derivanti sia dal conseguente aumento della spesa sanitaria, tanto delle famiglie quanto dello Stato, che dall&#8217;accesso illegittimo ai fondi pubblici europei, su cui \u00e8 noto l&#8217;interesse delle <a href=\"https:\/\/www.coldiretti.it\/economia\/mafia\">(agro)mafie<\/a>, come ben dimostra l&#8217;allontanamento politico di <a href=\"https:\/\/palermo.repubblica.it\/politica\/2018\/02\/14\/news\/sicilia_la_rimozione_di_antoci_dal_parco_dei_nebrodi_qualcuno_ieri_ha_brindato_-188820425\/\">Giuseppe Antoci dalla presidenza del \u201cParco dei Nebrodi\u201d<\/a>. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><u><b>Una legge \u201cad inquinantum\u201d<\/b><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Cos\u00ec come il condono edilizio per le case abusive ad Ischia potrebbe leggersi anche come \u201cpremio elettorale\u201d per la vittoria del Movimento 5 Stelle sull&#8217;isola (38,91% dei voti contro il 37,97% del centrodestra, arrivato secondo), cos\u00ec l&#8217;art.41 del \u201cdecreto Genova\u201d potrebbe trovare natali tra il Veneto e soprattutto la Lombardia, storici feudi elettorali della Lega, vera guida dell&#8217;attuale governo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Proprio la Regione Veneto, nel luglio 2017 ha posto <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/pfas-analisi-veneto\/\">uno di questi inquinanti \u2013 le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas)<\/a>, dai pi\u00f9 svariati utilizzi e note per la loro bioaccumulabilit\u00e0 \u2013 al centro di uno screening sulla popolazione nata tra il 1951 e il 2002, riscontrandone valori 30-35 volte pi\u00f9 alti del normale che hanno obbligato a dar vita ad un programma di lavaggio del sangue (\u201cplasmaferesi\u201d) per evitare insorgenza di patologie legate al loro impiego. Il C8 Healt Project, che in Ohio e West Virginia ha interessato circa 70.000 persone esposte a pfas tramite acqua potabile a partire dagli anni Cinquanta, nel 2012 ha evidenziato l&#8217;incidenza di questo agente tossico su ipercolesterolemia, ipertensione in gravidanza, malattie della tiroide oltre a tumori al rene e al testicolo e problemi neurologici nei neonati. Gli studi fin qui fatti non sono per\u00f2 riusciti a definire come certo il rapporto di causa-effetto tra sostanza e malattia cos\u00ec che, ad oggi, il loro impiego non \u00e8 normato. Il raggiungimento del limite \u201czero Pfas\u201d \u00e8 alla base della creazione di comitati cittadini che nei mesi scorsi si sono rivolti anche all&#8217;Unione Europea.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-795189 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Definizione-delle-aree-dimpatto-dellinquinamento-da-sostanze-Pfas-Veneto.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Definizione-delle-aree-dimpatto-dellinquinamento-da-sostanze-Pfas-Veneto.png 600w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Definizione-delle-aree-dimpatto-dellinquinamento-da-sostanze-Pfas-Veneto-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Unione che, peraltro, sull&#8217;uso dei fanghi di depurazione in agricoltura dimostra di non dare ai Paesi membri una linea univoca: se infatti la Germania, l&#8217;Olanda o la Svizzera preferiscono ricorrere ai termovalorizzatori, l&#8217;Estonia o la Finlandia ne fanno ampio uso sotto forma di compost, mentre in Portogallo, Irlanda, Regno Unito e Spagna i fanghi vengono spanti sui terreni agricoli e l&#8217;Italia \u2013 insieme a Romania, Malta e Bosnia-Erzegovina \u2013 preferisce soprattutto lo smaltimento in discarica[1].<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Secondo i dati raccolti nel 2016 dall&#8217;Autorit\u00e0 di regolazione per energia reti e ambiente (Arera, fino al dicembre 2017 Autorit\u00e0 per l&#8217;energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, AEEGSI) l&#8217;Italia recupera il 74% dei fanghi prodotti \u2013 smaltendone in discarica il 25% &#8211; per lo pi\u00f9 trasformandoli in compost (46%) e destinandone il 38% allo spandimento in agricoltura. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><u><b>Un \u201cimbroglio\u201d linguistico per aiutare chi inquina?<\/b><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Nel settembre 2017 la Regione Lombardia (giunta Maroni) delibera di innalzare a 10.000 mg\/kg di sostanza secca il limite per gli idrocarburi presenti nei fanghi di depurazione. Una decisione contro cui sono ben 51 i sindaci che fanno opposizione ricorrendo al Tar lombardo, che cancella la norma \u2013 in base alla <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/parlam\/leggi\/deleghe\/06152dl.htm\">legge 152\/2006<\/a> e ad una serie di decisioni della Cassazione \u2013 e fissa a 50 mg\/kg il limite oltre il quale \u00e8 necessario bonificare. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">\u00c8 molto interessante, nel passaggio tra delibera regionale e legge nazionale, notare un passaggio linguistico che solo in apparenza sembra innocuo: la Regione Lombardia fissa i limiti sulla \u00absostanza secca\u00bb, cio\u00e8 su un numero certo, mentre l&#8217;art.41 del \u201cdecreto Genova\u201d parla di limiti sulla \u00absostanza tal quale\u00bb, pi\u00f9 facilmente aggirabili diluendo la concentrazione dei rifiuti con acqua. Qual \u00e8 la differenza? 1.000 mg\/kg di sostanza tal quale equivalgono a 5.000-8.000 mg\/kg di sostanza secca. Ci\u00f2 significa che la legge nazionale \u00e8 ancor pi\u00f9 inquinante del testo deliberato dalla Regione Lombardia, regione di traino del fenomeno tanto da ricevere fanghi anche da Veneto, Liguria, Lazio e Puglia. Capitale di questa \u201cItalia dei Fanghi\u201d \u00e8 Pavia, dove si registrano oltre 300 aziende che vi fanno ricorso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><u><b>Aggirare i controlli violando il diritto alla conoscenza<\/b><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Il gi\u00e0 citato \u201cRapporto rifiuti speciali 2018\u201d dell&#8217;Ispra evidenzia anche un altro dato interessante: molti produttori indicano i fanghi poi utilizzati in agricoltura come destinati ad altro uso nella dichiarazione MUD \u2013 il \u201cModello unico di dichiarazione ambientale\u201d presentata da produttori di rifiuti, trasportatori e discariche alla Camera di Commercio nella quale i rifiuti vengono raggruppati per tipologia &#8211; usando non l&#8217;operazione \u201cR10\u201d (\u201cTrattamento in ambiente terrestre a beneficio dell&#8217;agricoltura o dell&#8217;ecologia\u201d) ma operazioni come \u201cScambio di rifiuti per sottoporli ad una delle operazioni da R1 a R11\u201d[2] (\u201cR12\u201d), \u201cRiciclo\/recupero delle sostanze organiche non usate come solventi\u201d (\u201cR3\u201d) o \u201cMessa in riserva di materiali per sottoporli a una delle operazioni che figurano nel presente elenco\u201d (\u201cR13\u201d). \u00c8 in questo modo che, nominalmente, la Lombardia non risulta usare fanghi di depurazione in agricoltura pur essendone la maggior utilizzatrice<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">A peggiorare una situazione di inadeguatezza delle \u00abcondizioni fisiche\u00bb di reti di distribuzione e condotte fognarie \u2013 alcune delle principali criticit\u00e0 riscontrate da Arera[3] \u2013 si aggiunge un contesto di controlli particolarmente inefficace: in base al <a href=\"http:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/1992\/02\/15\/092G0139\/sg\">decreto legislativo 99\/1992<\/a>, basato su ricerche scientifiche dei primi anni Ottanta, le analisi di idoneit\u00e0 sull&#8217;uso agricolo dei fanghi di depurazione sono fatte dagli stessi impianti in cui si producono, in un classico sistema \u201call&#8217;italiana\u201d in cui controllato e controllore sono la stessa cosa. Stando al dettato della norma, i controlli sarebbero possibili sui soli metalli, non essendo chiaramente prevista la ricerca n\u00e9 l&#8217;analisi di altre sostanze inquinanti. Recependo la Direttiva 86\/278\/CEE, il D.Lgs 99\/1992 vieta inoltre lo spandimento qualora i fanghi contengano \u00absostanze tossiche e nocive e\/o persistenti, e\/o bioaccumulatori in concentrazioni dannose per il terreno, per le colture, per gli animali, per l&#8217;uomo e per l&#8217;ambiente in generale\u00bb, a meno che tali sostanze non superino determinati limiti imposti dall&#8217;allegato 1B della stessa legge. Negli anni il decreto del 1992 non \u00e8 stato aggiornato nei criteri tecnici n\u00e9 nelle conoscenze scientifiche, lasciando cos\u00ec sempre pi\u00f9 la regolamentazione della materia alle Regioni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">E se non ci sono analisi non ci sono nemmeno dati certi da poter diffondere: nemmeno l&#8217;Arpa Lombardia pu\u00f2 mappare con certezza i campi concimati con questi prodotti, perch\u00e9 legalmente non esiste alcun obbligo di comunicazione. E se non ci sono dati i cittadini vengono informati poco e male, reiterando il \u201cparadigma Terra dei Fuochi\u201d, in cui una informazione tempestiva, accurata e attenta al territorio vent&#8217;anni fa avrebbe potuto evitare la crisi sanitaria ed ambientale che oggi affrontano le popolazioni locali. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">All&#8217;evidente danno si aggiunge poi la beffa dell&#8217;applicazione del <a href=\"https:\/\/www.laleggepertutti.it\/203849_favor-rei-che-significa\">principio del \u201cfavor rei\u201d<\/a>, per il quale se cambia la norma si applica quella pi\u00f9 favorevole all&#8217;imputato (art.2 codice penale). Diventa cos\u00ec difficile dar torto a chi parla di vera e propria sanatoria dell&#8217;articolo 41, in primis in favore della Lombardia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Sanatoria che dal \u00b0 gennaio 2019 pu\u00f2 contare anche sulla cancellazione del sistema di tracciabilit\u00e0 dei rifiuti speciali \u2013 il controverso \u201cSistri\u201d, cancellato dal decreto \u201cSemplificazioni\u201d (art.6 del <a href=\"http:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2018\/12\/14\/18G00163\/sg\">Decreto legge 135\/2018<\/a>) \u2013 che permetteva di monitorare in tempo reale il tragitto dei rifiuti dal produttore al consumatore finale. Il governo nato per met\u00e0 da un sito internet decide cos\u00ec di abrogare un sistema informatizzato per ritornare alla compilazione di registri cartacei, favorendo quei gruppi che negli anni, come <a href=\"https:\/\/valori.it\/senza-tracciabilita-e-controlli-la-guerra-dei-rifiuti-non-si-puo-vincere\/\">evidenziano Walter Ganapini e Rosy Battaglia su Valori.it<\/a>, hanno pi\u00f9 volte tentato di smantellare l&#8217;intero sistema di controllo, in alcuni casi distruggendo a martellate gli apparati di controllo remoto montati sui camion. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><u><b>Ecomafia&amp;Industria<\/b><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Ci\u00f2 significa, di fatto, rendere legali le tante \u201cTerre dei Fuochi\u201d su cui \u00e8 stata scientemente costruita la politica industriale italiana degli ultimi decenni da <a href=\"http:\/\/atlanteitaliano.cdca.it\/conflitto\/contaminazione-industriale-sin-brescia-caffaro-italia\">Brescia<\/a> a <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/10\/lilva-come-paradigma-dellindustrializzazione-malata-italiana\/\">Taranto<\/a>, dalle zone di <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/12\/augusta-melilli-priolo-storia-di-una-deportazione-industriale\/\">Augusta, Melilli e Priolo<\/a> fino al Veneto. Una politica industriale nella quale \u2013 emblematica la vicenda di Salvatore Gurreri a Marina di Melilli \u2013 la manovalanza mafiosa ha servito tanto gli interessi di imprenditori e agricoltori conniventi quanto quella di <a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/terra-dei-fuochi-massimo-scalia-giorgio-napolitano-2\/\">politici <\/a><a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/terra-dei-fuochi-massimo-scalia-giorgio-napolitano-2\/\">corrotti o \u201cdeviati\u201d al Segreto di Stato<\/a>.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">I reati legati al ciclo dei rifiuti rimangono ancora di alto interesse tanto per le mafie quanto, di conseguenza, per le Procure, antimafia e non: tra il gennaio 2010 e il maggio 2018 \u2013 evidenzia il rapporto \u201c<a href=\"http:\/\/noecomafia.it\/\">No Ecomafia 2018<\/a>\u201d di Legambiente \u2013 sono state ben 449 le inchieste giudiziarie sulla corruzione nel settore ambientale, che oltre a coinvolgere 87 procure (su 140) hanno portato a 3.478 arresti e 4.295 denunce, di cui 538 ordinanze di custodia cautelare nel solo 2017 (+ 139,5% rispetto al 2016). ben 76 sono le indagini per \u201ctraffico organizzato di rifiuti\u201d, che costituiscono il 24% di tutti i reati commessi dalle ecomafie, che nel 2017 hanno \u201cpesato\u201d sui contribuenti per 14,1 miliardi di euro, +9,4% rispetto al 2016. Un \u201ctraffico organizzato\u201d che, comunque, dal 2002 ad oggi ha visto il sequestro di circa 47,5 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui il 43% \u00e8 costituito proprio dai fanghi di depurazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Mentre in sede giudiziaria vengono accertati i rapporti Lega-&#8216;ndrangheta (<a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/inchieste\/2018\/07\/10\/news\/i-legami-pericolosi-tra-il-partito-di-matteo-salvini-e-la-ndrangheta-1.324749\">l&#8217;Espresso<\/a>\/1; <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/inchieste\/2018\/02\/13\/news\/matteo-salvini-liste-sud-1.318230\">l&#8217;Espresso<\/a>\/2; <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2012\/04\/10\/lega-nord-e-ndrangheta-un-rapporto-che-nasce-prima-di-belsito\/5529\/\">Linkiesta<\/a>; <a href=\"http:\/\/www.ilsecoloxix.it\/p\/genova\/2013\/09\/20\/AQ6hYDS-ndrangheta_cassieri_gestiti.shtml\">Il Secolo XIX &#8211; Genova<\/a>) e forti sono i dubbi sui flussi di voto anche per camorra e cosa nostra (<a href=\"https:\/\/www.nextquotidiano.it\/liste-movimento-5-stelle-saranno-infiltrate-mafiosi\/\">NextQuotidiano<\/a>; <a href=\"http:\/\/www.affaritaliani.it\/cronache\/figlio-del-boss-di--ndrangheta-appoggiava-m5s-lo-dice-anche-un-giudice-501767.html?refresh_ce\">Affaritaliani<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.glistatigenerali.com\/partiti-politici\/flop-faide-voti-della-camorra-e-il-movimento-5-stelle-si-scopri-partito\/\">Gli Stati Generali<\/a>; <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/ombra-ndrangheta-sul-m5s-arrestato-lattivista-giovanni-1059564.html\">il Giornale<\/a>;), con l&#8217;innalzamento dei limiti di sostanze inquinanti nei fanghi di depurazione il regalo alle <a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/contenuti\/comunicati\/legambiente-presenta-il-rapporto-ecomafia-2018\">ecomafie<\/a> \u00e8 duplice: domani con le bonifiche \u2013 business su cui gli interessi dei clan sono noti da tempo, come ben evidenziavano nel 2013 Andreina Baccaro e Antonio Musella ne \u201c<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/ambiente\/13_ottobre_07\/paese-veleni-brescia-taranto-l-italia-che-muore-7b1c5a04-2f55-11e3-bfe9-e2443a6320c1.shtml\">Il Paese dei Veleni<\/a>\u201d (Round Robin Editrice) \u2013 oggi con la cessione a titolo gratuito dei fanghi di depurazione. Smaltirli in discarica costa agli impianti di depurazione tra il 15% e il 40% dei costi di gestione, molto di pi\u00f9 dei 300 euro ad ettaro pagato ad agricoltori conniventi per spandere fanghi e gessi sui loro terreni, anche quando questi provengono da ditte posto sotto indagine o se ad essere gettati sui loro terreni sono direttamente fanghi non trattati.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-795198 size-large\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/legambiente-720x509.png\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"509\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/legambiente-720x509.png 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/legambiente-300x212.png 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/legambiente-768x543.png 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/legambiente.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><u><b>Come si fanno sparire 6.000 camion di rifiuti?<\/b><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">\u00c8 questa l&#8217;accusa principale mossa dalla Procura di Rovigo ai proprietari della <a href=\"https:\/\/www.rovigoindiretta.it\/2018\/05\/scoppia-lo-scandalo-delle-false-analisi-sui-fanghi\/\">Co.Im.Po e della Agribiofert<\/a>, che tra il 2013 e il 2015 avrebbero sparso 13.000 tonnellate di rifiuti non trattati su terreni di loro propriet\u00e0. Le due societ\u00e0 sono inoltre accusate di molti altri reati legati al traffico di rifiuti, realizzati anche in correit\u00e0 con alcuni laboratori di analisi: cambi nelle bolle di accompagnamento dei carichi; falsificazione dei pesi; manomissione di analisi e certificazioni; mescolamento di rifiuti di varia origine per renderne impossibile la tracciabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Ma \u00e8 una nube tossica sviluppatasi nello stabilimento Co.Im.Po. di Ca&#8217; Emo in seguito al <a href=\"https:\/\/www.rovigoindiretta.it\/2018\/07\/fanghi-non-a-norma-nei-campi-parte-il-maxi-processo\/\">versamento di acido in maniera non corretta<\/a> in una delle vasche usate per trasformare i rifiuti speciali in fanghi \u2013 presa in affitto dalla Agribiofert \u2013 che porta la Procura ad accusare le due societ\u00e0 della <a href=\"https:\/\/www.rovigoindiretta.it\/2018\/05\/la-tragedia-un-video-quattro-vite-spente-minuti\/\">morte, il 22 settembre 2014, di quattro operai<\/a>: Nicol\u00f2 Bellato (28 anni); Paolo Valesella (53); Marco Berti (47); Giuseppe Baldan (48). Con questo sistema, denunciano ancora gli inquirenti, tra il 2010 e il 2014 le due societ\u00e0 avrebbero fatto sparire 150.000 tonnellate di fanghi di depurazione: l&#8217;equivalente di 6.000 camion di rifiuti. Dal procedimento penale nascono altri quattro filoni d&#8217;indagine tra Rovigo e gli uffici della Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia e Firenze \u2013 dove la Co.Im.Po ha operato su terreni affittati anche al triplo del prezzo medio &#8211; per reati di corruzione negli uffici amministrativi e legati allo smaltimento dei rifiuti. <\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Video 1: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=c0sZeQ-5LM8\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=c0sZeQ-5LM8<\/a> <\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">video 2: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=3tenU6skn4k\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=3tenU6skn4k<\/a> <\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Falsificazione dei pesi, manomissione di analisi e certificazioni, rifiuti mischiati ad altri per farne perdere la tracciabilit\u00e0 sono alcuni dei reati che nel luglio 2016 portano il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Milano, su mandato della locale Procura, ad <a href=\"https:\/\/milano.repubblica.it\/cronaca\/2016\/07\/12\/news\/milano_rifiuti-143881673\/\">indagare sul Centro Ricerche Ecologiche Spa<\/a> (C.R.E. Spa), uno dei pi\u00f9 grossi impianti per il trattamento di fanghi di depurazione della Lombardia che, evidenziano gli inquirenti, tra il 2012 e il 2015 avrebbe sversato illecitamente circa 110.000 tonnellate di fanghi di depurazione su terreni tra Lodi, Cremona e Pavia. Operazione che avrebbe generato per l&#8217;azienda un profitto illecito di 4.500.000 euro.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Il sistema di connivenza tra mafie, politica e imprenditori (<a href=\"https:\/\/valori.it\/de-raho-ecco-come-le-imprese-criminali-gestiscono-il-ciclo-dei-rifiuti\/\">Valori<\/a>\/1; <a href=\"https:\/\/valori.it\/bratti-vigilare-sullambiente-fa-guadagnare-milioni-di-euro\/\">Valori<\/a>\/2) \u00e8 stato perfettamente descritto dall&#8217;inchiesta \u201c<a href=\"https:\/\/youmedia.fanpage.it\/user\/BloodyMoney\">Bloody Money<\/a>\u201d, realizzata nel febbraio 2018 da Fanpage.it grazie all&#8217;aiuto dell&#8217;ex boss della camorra \u2013 e controverso \u201cinsider\u201d &#8211; Nunzio Perrella (<a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/inchiesta-rifiuti-chi-e-nunzio-perrella-da-boss-pentito-a-infiltrato-per-fanpage-it\/#perrella-il-boss-e-il-business-delloro-nero-della-monnezza\">Fanpage<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/cronaca\/2018\/02\/20\/inchiesta-rifiuti-perrella-fanpage-procura-brescia-collaboratore-giustizia\/218087\/\">Lettera43<\/a>). Quello dei rifiuti \u00e8 notoriamente un mercato pi\u00f9 redditizio del traffico di droga in cui gli interessi illeciti dell&#8217;imprenditoria criminale si legano con poltrone politiche corrotte e laboratori d&#8217;analisi conniventi, a tutto vantaggio di ecomafie e zoomafie (<a href=\"https:\/\/www.lav.it\/cpanelav\/js\/ckeditor\/kcfinder\/upload\/files\/files\/CS%20LAV_rapporto%20Zoomafia%202018_11.07.2018.pdf\">.pdf<\/a>). <\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">video Fanpage: <\/span><a href=\"https:\/\/youmedia.fanpage.it\/video\/aa\/WrZOqeSwfYTcPtHh\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">https:\/\/youmedia.fanpage.it\/video\/aa\/WrZOqeSwfYTcPtHh<\/span><\/a><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><u><b>Rifiuti tossici, diritto alla conoscenza e \u201cpost-verit\u00e0\u201d: dopo la \u201cTerra dei Fuochi\u201d possiamo evitare la \u201cTerra dei Fanghi\u201d?<\/b><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Negli anni Novanta l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Giorgio Napolitano (governo Prodi, maggio 1996 &#8211; ottobre 1998) imped\u00ec attraverso il segreto di Stato di conoscere l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.omissisedz.info\/2017\/07\/velenitaly-capitolo-iv-campania-e.html\">avvelenamento delle terre campane ad opera del clan dei casalesi<\/a>; vent&#8217;anni dopo ci siamo trovati con una bomba ecologica e sanitaria che oggi chiamiamo \u201cTerra dei Fuochi\u201d. Il governo Salvini-Di Maio, attraverso l&#8217;art.41 del \u201cdecreto Genova\u201d, fa una cosa molto simile ma alla pi\u00f9 completa luce del sole, usando la vicenda dei 49 migranti come fattore di distrazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">Oggi, per\u00f2, possiamo evitare di attendere due decenni per denunciare le connivenze per raccontare le (future?) \u201cemergenze\u201d, per rendere noti gli sversamenti delle sostanze tossiche, fino ad arrivare a modificare la legge e ripristinare i livelli di non pericolosit\u00e0. Lo stesso governo, attraverso il ministro dell&#8217;Ambiente Sergio Costa \u2013 ed ex referente sulle indagini per ecomafia della Direzione Nazionale Antimafia &#8211; ha dichiarato che in futuro verr\u00e0 fatto un \u00abnuovo decreto, che legge organica di riforma\u00bb, definendo inoltre l&#8217;articolo 41 del \u201cdecreto Genova\u201d non una autorizzazione ad inquinare ma \u00abil suo contrario\u00bb. I tempi, naturalmente, non sono stati resi noti, cos\u00ec che tali parole risuonino come l&#8217;ennesimo cent speso dal <\/span><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">governo Salvini-Di Maio al ministero della Post-Verit\u00e0. (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=X32aCtNoOmY\">video Luigi Di Maio<\/a><\/span><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">; <\/span><a href=\"https:\/\/stream24.ilsole24ore.com\/video\/notizie\/manovra-tutto-fatto-come-dice-maio-non-proprio-ecco-il-fact-checking-sole\/AEYRhu3G?refresh_ce=1\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">fact-checking Sole24Ore<\/span><\/a><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">)<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><u><b>NOTE<\/b><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">[1] &#8211; \u201cSmaltimento fanghi di depurazione \u2013 Normativa, costi, stato di fatto e tendenze\u201d &#8211; Angelamaria Groppi, Politecnico di Milano per Direzione sistema idrici, Autorit\u00e0 per l&#8217;energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Milano, 19 gennaio 2017 (.<\/span><a href=\"http:\/\/www.fast.mi.it\/areambiente\/trattamentofanghi2017\/Groppi.pdf\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">pdf<\/span><\/a><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">);<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">[2] \u2013 Ovvero:<\/span><span style=\"font-family: sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> \u201cU<\/span><\/span><span style=\"font-family: sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">tilizzazione principale come combustibile o altro mezzo per produrre energia\u201d (R1); \u201cRigenerazione\/recupero di solventi\u201d (R2); \u201cRiciclo\/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche)\u201d (R3); \u201cRiciclo\/recupero dei metalli o dei composti metallici\u201d (R4); \u201cRiciclo\/recupero di altre sostanze inorganiche\u201d (R5); \u201cRigenerazione degli acidi o delle basi\u201d (R6); \u201cRecupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti\u201d (R7); \u201cRecupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori\u201d (R8); \u201cRigenerazione o altri reimpieghi degli oli\u201d (R9); \u201cSpandimento sul suolo a beneficio dell\u2019agricoltura\u201d (R10); \u201cUtilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10\u201d (R11). La classificazione \u00e8 definita dall&#8217;allegato C D. Lgs 152\/06; <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: DejaVu Sans, sans-serif;\">[3] \u2013 Groppi, op.cit.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre tutti guardavamo ai migranti il governo Salvini-Di Maio si trasformava in avvelenatore di terre. 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