{"id":78565,"date":"2013-11-27T10:21:02","date_gmt":"2013-11-27T10:21:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=78565"},"modified":"2013-11-27T10:21:02","modified_gmt":"2013-11-27T10:21:02","slug":"il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/","title":{"rendered":"Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg\" width=\"600\" height=\"549\" \/> Johan Galtung (foto trascend.org)<\/p>\n<p><em>di Alberto L&#8217;Abate<\/em><\/p>\n<p>Galtung \u00e8 sicuramente uno degli studiosi che ha pi\u00f9 contributo allo sviluppo teorico- pratico di questo settore,\u00a0 grazie alla sua prolificit\u00e0\u00a0 nello scrivere (fino al 2012, 1785 saggi, 165 libri, scritti o\u00a0 curati da lui o insieme ad altri; molti dei quali\u00a0 tradotti\u00a0 in 34 lingue, compreso l&#8217;italiano [1]), sia grazie al lavoro da lui svolto in molti paesi del mondo (anche per le Nazioni Unite,\u00a0 ed altre importanti O.I.G) soprattutto per la mediazione di conflitti, con risultati importanti cui avremo occasione di accennare in seguito.\u00a0 Ma anche per aver dato vita\u00a0 al\u00a0 PRIO, il\u00a0 primo\u00a0 Istituto Specializzato in questo campo, ed alla prima rivista di ricerche in questo settore[2] . Il suo contributo \u00e8 stato riconosciuto anche da una ricerca svolta presso i ricercatori\u00a0 di questo settore che, alla domanda su quale studioso aveva influenzato maggiormente il loro lavoro, hanno\u00a0 indicato proprio lui nella percentuale pi\u00f9 alta (44%)[3] .<br \/>\nIn un libro curato da uno dei suoi pi\u00f9 stretti collaboratori, Dietrich Fischer[4] , che dirige la collana di pubblicazioni della Universit\u00e0 fondata da Galtung, la Transcend University,\u00a0 libro\u00a0 pubblicato da\u00a0 questa Universit\u00e0 (TUP),\u00a0 in coedizione\u00a0 con\u00a0 Springer Science, Johan Galtung: Pioneer in Peace Research, (2013), oltre ad una ottima selezione di saggi di questo autore che riescono a far capire bene l&#8217;importante contributo di Galtung agli studi e le ricerche\u00a0 per la pace e la nonviolenza, c&#8217;\u00e8 anche una notevole introduzione di Fischer che ci presenta anche aspetti della vita di Galtung[5]\u00a0 non sufficientemente noti al pubblico che pur ha letto qualche libro o saggio di questo autore. Tra l&#8217;altro vi apprendiamo che Galtung decise di dedicarsi alla prevenzione delle guerre dopo che suo padre, nel loro paese, la Norvegia, fu portato in un campo di concentramento dai nazisti, pur avendo salvato molti soldati tedeschi feriti in un incidente, malgrado che fossero\u00a0 loro nemici, in quanto invasori della Norvegia. Il padre fortunatamente pot\u00e8 tornare a casa un mese prima della fine della guerra. Inoltre veniamo a sapere\u00a0\u00a0 che Galtung ha passato 6 mesi nelle\u00a0 carceri norvegesi,\u00a0\u00a0 per aver chiesto di fare il periodo del\u00a0 servizio alternativo aggiuntivo (che in Norvegia, in quel tempo, era pi\u00f9 lungo di sei mesi rispetto a quello militare)\u00a0 svolgendo solo attivit\u00e0 per la pace, cosa rifiutatagli dal governo, al che egli, per protesta contro questo rifiuto,\u00a0 ha preferito passare quei sei mesi\u00a0 in carcere. Ma questi\u00a0 gli sono serviti ad approfondire i suoi studi\u00a0 su\u00a0 Gandhi, ed a\u00a0 completare, insieme al suo maestro Arne Naess (il fondatore dell&#8217;ecologia profonda),\u00a0 il suo primo\u00a0 libro: Gandhi&#8217;s Political Ethics (1955).<br \/>\nAltri aspetti utili alla conoscenza di Galtung \u00e8 il fatto che si \u00e8 laureato sia in Matematica\u00a0 (1956), sia in Sociologia (1957), che\u00a0 si \u00e8 perfezionato negli studi sociologici in USA, con Talcott Parsons, che la sua prima cattedra \u00e8 stata, in USA,\u00a0 di \u201cSociologia matematica\u201d, e che\u00a0 conosce e tiene lezioni e conferenze\u00a0 in 8 lingue, essendo\u00a0 stato chiamato a tenere lezioni, conferenze ed anche interi corsi in Universit\u00e0 di tutto il mondo.<br \/>\nMa il libro curato da\u00a0 Fischer, e la sua magistrale introduzione, \u00e8 anche utilissimo\u00a0 a comprendere meglio\u00a0 i principali contributi di Galtung alle ricerche di questo settore.\u00a0 Uno di quelli pi\u00f9 importanti, secondo il sottoscritto (metodologo anche lui), e sottolineato anche da Fischer, \u00e8 la\u00a0 demistificazione\u00a0 di Galtung, (che proviene da una famiglia nella quale la professione principale \u00e8 stata quella\u00a0 medica) di uno degli assunti\u00a0 pi\u00f9 radicati nelle scienze in generale,\u00a0 ed anche in una parte importante\u00a0 di\u00a0 quelle umane, e cio\u00e8 la neutralit\u00e0 della scienza, e perci\u00f2 la\u00a0 cosiddetta necessit\u00e0 di\u00a0 non introdurre\u00a0 valori nella ricerca. Questo assunto, nella ricerca per la pace, \u00e8 addirittura un controsenso. Scrive Fischer , nella sua introduzione, parlando di questa impostazione di Galtung: \u201cLo scopo degli studi per la pace non \u00e8 quello di formare solo dei \u201cteorici\u201d, ma anche dei \u201cpratici\u201d che possano applicare quello che hanno imparato. Galtung ha caratterizzato cos\u00ec la scienza \u201cavalutativa\u201d (e cio\u00e8 &#8216;libera dai valori&#8217;): &#8216; Se vi sentite male andate\u00a0 a farvi visitare da un dottore. Lui, dopo avervi visitato, vi dice: &#8216;Lei ha una malattia molto interessante, la descriver\u00f2 nella mia prossima pubblicazione scientifica &#8216;.Al che lei gli dice: &#8216;Ma non ha una cura per me?&#8217;. Ma lui protesta: &#8216;Oh no, io sono libero dai valori. Io non intervengo\u201d (introduzione di Fischer, a p.12)[6].<br \/>\nImportante anche\u00a0 la sottolineatura di Galtung dei tre principali compiti dei professionisti di pace che lui si augura che si formino (anche attraverso la sua Universit\u00e0, o i centri appositi\u00a0 di cui lui stesso\u00a0 ha stimolato la nascita), e si diffondano in tutto il mondo[7] : 1)\u00a0\u00a0 la\u00a0 riconciliazione, e cio\u00e8 il curare gli effetti della violenza passata; 2) la costruzione della pace, e cio\u00e8 lo studio e l&#8217;azione per prevenire la violenza futura; 3) la trasformazione del conflitto, ed cio\u00e8 la ricerca di metodi per mitigarli (ad esempio passando da una lotta armata ad una di tipo nonviolento), oppure nell&#8217;aiuto\u00a0 ai contendenti a trovare soluzioni di mutuo beneficio (attraverso la mediazione)[8] . Ma il suo insegnamento su questo ultimo\u00a0 aspetto \u00e8 particolarmente rilevante anche grazie alla sua vita impegnata a mediare, spesso con successo,\u00a0 molti conflitti in tutte le parti del mondo. In questo campo importante il suo triangolo del conflitto, formato, da un lato, dagli atteggiamenti (odio, rancore, diffidenza, ecc., che possono essere superati attraverso l&#8217;apprendimento\u00a0 dell&#8217;empatia), in un altro angolo, dal comportamento (che\u00a0 pu\u00f2 passare, anche grazie ad un buon lavoro dell&#8217;operatore di pace, da violento a nonviolento), ed infine, nel terzo angolo, dalle contraddizioni, e cio\u00e8 da obbiettivi contrapposti dei due contendenti, che possono essere superati grazie alla creativit\u00e0, ed alla ricerca di obbiettivi \u201csovraordinati\u201d, o di mutuo beneficio[9] .<br \/>\nAltro tema individuato da Galtung\u00a0 \u00e8 la sua distinzione tra tre tipi diversi di violenza: \u201cdiretta\u201d, \u201cstrutturale\u201d (ispiratagli dalla visione della miseria della gente mentre lavorava in un Istituto di Studi Gandhiani\u00a0 in India), e quella \u201cculturale\u201d [10]. Una\u00a0 ricerca citata\u00a0 da Fischer, sulla differenza tra morti per violenza diretta e quella strutturale, mostra l&#8217;estrema gravit\u00e0 di questa ultima, ed anche, direi, la responsabilit\u00e0 della scienza\u00a0 politica occidentale, e della\u00a0 politica di questi paesi, che non tiene conto, per niente, dell&#8217;importanza e la gravit\u00e0 di questo tipo di violenza. Da questa ricerca\u00a0 risulta infatti che, a livello mondiale, c&#8217;\u00e8 una forte correlazione positiva tra reddito procapite ed aspettative di vita, tanto che i due studiosi in questione calcolano che se, nell&#8217;anno 1965, ci fosse stato un maggior equilibrio\u00a0 di reddito, si sarebbero potuti salvare 14 milioni di vite umane, mentre, in quello stesso anno, sono morte,\u00a0 in guerre civili ed internazionali, 140.000 persone.\u00a0 Da questa ricerca\u00a0\u00a0 risulta perci\u00f2 che\u00a0 la violenza strutturale \u00e8 responsabile della perdita di\u00a0 vite umane 100 volte di pi\u00f9 della violenza diretta[11] . Questo problema\u00a0 \u00e8 reso ancora pi\u00f9 grave dal fatto che l&#8217;attuale modello di sviluppo, e cio\u00e8 il\u00a0 processo in corso di globalizzazione, malgrado o grazie alla profonda crisi attuale, tende ad accrescere a dismisura gli squilibri di reddito,\u00a0 con una estrema minoranza, circa il 5 % della popolazione, che si sta arricchendo vertiginosamente, mentre gli altri, la maggioranza, si sta impoverendo sempre pi\u00f9. Se si tiene presente poi, come denuncia anche il generale Mini[12], che nel degrado generale delle industrie occidentali, che tendono a delocalizzare il lavoro nei paesi\u00a0 cosiddetti emergenti (nei quali il costo del lavoro \u00e8 notevolmente\u00a0 inferiore che nei primi), le\u00a0 industrie pi\u00f9 fiorenti, che vedono aumentare anno per anno i loro dividenti, sono quelle che costruiscono e vendono armi, le implicazioni negative di questo andamento nei riguardi del mantenimento della pace sono pi\u00f9 che evidenti[13] .<br \/>\nL&#8217;appartenza di Galtung ad una famiglia di tradizione\u00a0 medica si fa sentire anche\u00a0 nella sua metodologia di analisi dei conflitti per la quale egli usa il modello della: a) diagnosi, e cio\u00e8 la ricerca delle possibili cause del conflitto; b) prognosi, e cio\u00e8 lo studio degli andamenti probabili dello sviluppo del conflitto, se non si interviene; c) terapia, e cio\u00e8 gli interventi proposti dall&#8217;operatore di pace, o dai diretti interessati,\u00a0 per prevenire o ridurre la violenza. Ma in rapporto a questo ultimo aspetto, e cio\u00e8 la terapia, un elemento molto innovativo, rispetto ai tradizionali approcci degli scienziati di questi settori, \u00e8 l&#8217;importanza data\u00a0 da Galtung allo studio della \u201cterapia del passato\u201d, e cio\u00e8 all&#8217;analisi di cosa si sarebbe potuto fare di diverso, nel passato, e da parte di chi, per prevenire o ridurre la violenza. Questo mette in primo piano quell&#8217;approccio, emergente ma non ancora del tutto accettato, della \u201cstoria controfattuale\u201d [14].<br \/>\nUn altro importante contributo di Galtung alle ricerche\u00a0 per la pace, messo in luce da Fischer nella sua introduzione (p.11 e segg.), \u00e8 la distinzione tra \u201cpace negativa\u201d, la mancanza delle tre forme di violenza prima individuate (diretta, strutturale, culturale), e \u201cpace positiva\u201d, come cooperazione a vantaggio di tutti, su base equivalente, ed apprendimento reciproco per curare la violenza passata ed evitare quella futura[15] . Ed a proposito di questo Galtung sviluppa, anche\u00a0 per un manuale delle Nazioni Unite, il MetodoTrascend[16] . Questo prevede tre fasi di lavoro per l&#8217;analisi del conflitto e la ricerca delle soluzioni: 1) Dialogo con tutti (anche con quelli che vengono considerati i cattivi, e perci\u00f2 non affidabili)\u00a0 per capire i loro obbiettivi, le loro preoccupazioni e le loro paure, ed ottenerne la fiducia; 2) Distinguere tra obiettivi legittimi ed illegittimi a seconda che vadano a favore\u00a0 o contro i bisogni umani fondamentali.\u00a0 La legittimit\u00e0 \u00e8\u00a0 basata sul principio che se desideriamo qualche cosa dagli altri dobbiamo essere disponibili a concederla anche noi; 3) Rompere la distanza tra tutti gli obbiettivi legittimi, ma in contrasto reciproco, con soluzioni accettabili da tutti e sostenibili (questo attraverso la creativit\u00e0, l&#8217;empatia e la nonviolenza).<br \/>\nUn esempio positivo di una mediazione svolta da Galtung, e da lui citata anche nella sua lezione magistrale svolta a Vicenza nel 2011[17] , \u00e8 quella dell&#8217;accordo tra l&#8217;Equador ed il Per\u00f9 per la gestione condivisa, come parco naturale,\u00a0 di una zona montana\u00a0 ai confini dei due paesi,\u00a0 per il possesso esclusivo della quale questi due paesi\u00a0 si erano, per moltissimi anni,\u00a0 combattuti aspramente. Il costo di quella operazione di mediazione era stato all&#8217;incirca di 250 dollari che Fischer confronta con il costo della guerra del golfo per espellere l&#8217;Iraq dal Kuwait che \u00e8 stato di circa 100 miliardi di dollari [18], senza tener conto delle distruzioni causate dalla guerra e dei costi della loro ricostruzione (senza calcolare anche le persone morte che non possono essere pi\u00f9 rimesse in vita).\u00a0 In un altro suo lavoro Fischer, dando anche altri esempi\u00a0 dei costi inferiori delle mediazioni rispetto alle guerre, e dei migliori risultati delle prime, si era posto il problema\u00a0 del perch\u00e9 la mediazione sia tanto trascurata a livello internazionale, e di cosa si potrebbe fare\u00a0 per superarlo[19].<br \/>\nNel libro qui recensito vengono riportati molti saggi di Galtung sulle sue attivit\u00e0 di mediazione dei conflitti, svariate delle quali\u00a0 hanno avuto risultati positivi[20] .\u00a0 Ma la mediazione dei conflitti richiede anche un lavoro di previsione degli stessi. Infatti se un conflitto viene previsto in anticipo, e si interviene\u00a0 positivamene\u00a0 prima che questo\u00a0 esploda nella sua virulenza, le possibilit\u00e0 di una soluzione pacifica sono\u00a0 decisamente pi\u00f9 grandi. Ed \u00e8 in questo campo che Galtung ha dato un contributo particolarmente brillante. Citer\u00f2 qui solo due delle previsioni di Galtung che si sono realizzate, come esempio anche di tutte le altre che si possono leggere nel libro (che mi auguro venga presto tradotto e pubblicato anche in italiano). La prima \u00e8 quella fatta da Galtung, nel 1980, sulla fine dell&#8217;impero sovietico nei prossimi dieci anni. Questa previsione era basata sull&#8217;esistenza, all&#8217;interno di questo \u201cimpero\u201d,\u00a0 di cinque contraddizioni principali\u00a0 che\u00a0 crescevano e si intrecciavano reciprocamente: 1) il desiderio della classe operaia di avere dei sindacati; 2) la borghesia che desiderava invece\u00a0 avere cose maggiori e pi\u00f9 valide da consumare; 3) gli intellettuali che volevano pi\u00f9 libert\u00e0 di espressione e di stampa; 4) le\u00a0 varie minoranze in cerca di autonomia; 5) i contadini in cerca di una maggiore libert\u00e0 di movimento. Ed effettivamente il crollo di questo impero \u00e8 avvenuto il 9 novembre 1989, circa due mesi prima dello scadere dei 10 anni previsti da Galltung.<br \/>\nUna seconda previsione, fatta nel 2009,\u00a0 che bisogner\u00e0 attendere per vedere se si\u00a0 realizzer\u00e0 o meno, \u00e8 quella del crollo dell&#8217;impero statunitense\u00a0[21] nel 2020,\u00a0 basata su 14 contraddizioni crescenti, la principale delle quali\u00a0 \u00e8 il contrasto tra il sogno americano e la realt\u00e0.<br \/>\nUn&#8217;altra\u00a0 previsione, realizzatasi in pieno, \u00e8 quella delle crisi economiche del 1987, del 2008, e del 2011. Questa era basata sull&#8217;osservazione del\u00a0 contrasto tra lo sviluppo dell&#8217;economia reale (prodotti di consumo) e quello dell&#8217;economia finanziaria (acquisto e vendita). L&#8217;economia reale era infatti in crescita, ogni due anni, di solo circa il 5%, e la seconda, invece, dell&#8217;83%; asincronia questa che, per Galtung, come nella realt\u00e0 \u00e8 avvenuto, era destinata a portare ad una crisi profonda.<br \/>\nUn ultimo importante contributo di Galtung al settore della ricerca per la pace che metter\u00f2 in evidenza in questo saggio, sottolineato da Fischer nella sua bella introduzione,\u00a0 \u00e8 la messa a punto\u00a0 e l&#8217;utilizzazione della\u00a0 teoria degli squilibri di rango .[22]\u00a0 Nell&#8217;illustrazione di Fischer in certe societ\u00e0 una sola classe sociale controlla tutte le quattro forme di potere: militare, economico, culturale, politico. In queste societ\u00e0, malgrado il grosso squilibrio di potere,\u00a0 la situazione \u00e8 relativamente stabile perch\u00e9 la classe pi\u00f9 bassa (definita da Galtung, in modo\u00a0 molto colorato, come\u00a0 quella dei \u201ccani bastardi\u201d, rispetto a quelli di \u201crazza\u201d) ha poche possibilit\u00e0 di cambiare la situazione, tranne\u00a0 per i rari casi di rivoluzione. Ma in altre societ\u00e0 invece una minoranza, spesso di persone venute dall&#8217;esterno, \u00e8 riuscita, grazie ai suoi talenti, le sue capacit\u00e0 ed un duro lavoro,\u00a0 ad acquisire spazi di potere economico e culturale, ma senza alcun potere politico e militare. E&#8217; questa la tipica situazione di squilibrio di rango\u00a0 nella quale si trovano\u00a0 varie minoranze\u00a0 come i cinesi in Malesia, i Tutsi, rispetto alla maggioranza Hutu, in Rwanda, nel 1994, e si sono anche\u00a0 trovati gli ebrei in Germania agli inizi del ventesimo secolo. Queste situazioni, che spesso hanno visto le popolazioni maggioritarie ribellarsi contro\u00a0 questi squilibri, trattando le minoranze con grande crudelt\u00e0, potrebbero\u00a0 invece essere\u00a0 risolte pacificamente attraverso quella che Galtung suggerisce come la politica di \u201cdiscriminazione positiva\u201d: questa prevede un appoggio alla popolazione\u00a0 maggioritaria\u00a0 nei settori da questa deficitari (economici e culturali)\u00a0\u00a0 perch\u00e9 essa possa raggiungere il livello a cui \u00e8 la minoranza, senza che questo tolga nulla a quest&#8217;ultima. Un esempio positivo di questo modo di comportarsi, che ha evitato una\u00a0\u00a0 possibile strage dei cinesi da parte della maggioranza malese, \u00e8 stato quello portato avanti dal Presidente Mahathir in Malesia (introduz. di Fischer, p.16)[23] . Ma questa politica,\u00a0 secondo\u00a0 Galtung e Fischer, potrebbe essere valida anche in altre situazioni, e\u00a0 portare pace invece di tanti conflitti che questi squilibri spesso provocano. Ad\u00a0 esempio, scrive Fischer,\u00a0\u00a0 Israele,\u00a0 invece di portare avanti la sua\u00a0 politica di discriminazione contro la maggioranza\u00a0 araba (che provoca un crescente antisemitismo non solo in quel\u00a0 paese ma anche nel mondo),\u00a0 guadagnerebbe\u00a0 moltissimo aiutandola\u00a0 invece ad uscire dal suo squilibrio di rango sociale.<br \/>\nIl tema dello squilibrio di rango ed i problemi che questo pu\u00f2 comportare,\u00a0 \u00e8 collegato anche all&#8217;accusa\u00a0 di antisemitismo che, recentemente, si \u00e8 abbattuta proprio su Galtung, e dalla quale Fischer\u00a0 cerca di difenderlo. Scrive Fischer che Galtung teme la nascita di una corrente antisemita\u00a0 negli USA, ed ha perci\u00f2 cercato di prevenirla. Infatti, in questo paese, gli ebrei hanno un ruolo preminente nelle universit\u00e0, nei media ed in Wall Street, ma sono piuttosto marginali\u00a0 in rapporto al potere politico e militare. L&#8217;accusa che hanno fatto a Galtung \u00e8 quello di \u201cdare la colpa alle vittime\u201d (che, secondo gli accusatori, sarebbero gli ebrei). In realt\u00e0, scrive Fischer, Galtung,\u00a0 da oltre 40 anni, ha sempre difeso il diritto\u00a0 di Israele di esistere come Stato, con caratteristiche ebraiche, anche in mezzo\u00a0 a paesi arabi, e desidera solo il meglio per Israele: una pace stabile con i suoi vicini. Per questo ha anche proposto,\u00a0 nel 1964, un concreto piano di pace con la costituzione di\u00a0 una Comunit\u00e0 del Medio Oriente, sul modello della Comunit\u00e0 Economica Europea del 1958.\u00a0 Questa Comunit\u00e0, alla quale avrebbero dovuto partecipare\u00a0 Israele ed i cinque stati arabi vicini, avrebbe avuto frontiere aperte, un Consiglio dei Ministri,\u00a0 delle commissioni per le acque, per il controllo dei confini, per l&#8217;economia, con le capitali nelle due Gerusalemme, e con un diritto di ritorno,\u00a0 con numeri da concordare, come proposto da Arafat. Lo Stato Palestinese sarebbe stato riconosciuto in pieno, con qualche scambio di confini: a Israele alcuni\u00a0 cantoni\u00a0 della West Bank, alla Palestina\u00a0 altri\u00a0 del Nord West di Israele. Oltre a questo\u00a0 il piano prevedeva\u00a0 la costituzione di una Conferenza\u00a0 sulla Sicurezza e la Cooperazione dell&#8217;Asia dell&#8217;Est, con, sulla tavola,\u00a0 tutte le parti e\u00a0 tutti i problemi aperti, e senza limiti di tempo, come la Conferenza di Helsinski del 1972-1975,\u00a0 con l&#8217;obiettivo di dar vita ad una Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione dell&#8217;Asia dell&#8217;Est, sul tipo di quella europea istituita nel 1994.<br \/>\nFischer sostiene inoltre che effettivamente Galtung ha criticato la politica del Governo Israeliano, non solo\u00a0 interna ma anche quella internazionale, perch\u00e9 questa rischia di dar fuoco\u00a0 ad un atroce conflitto di tutta la\u00a0 zona.\u00a0 Ma,\u00a0 si chiede Fischer: \u201cChi \u00e8 il miglior amico\u00a0 di\u00a0 qualcuno che cammina, ad occhi chiusi, verso l&#8217;abisso. Quello che ti dice :&#8217;vai dritto, sei sulla buona strada&#8217;, oppure quello che ti dice: &#8216;Fermati e cambia strada, sei in grave pericolo&#8217;?\u201c. Conclude Fischer .\u201dUna persona critica pu\u00f2 essere il nostro migliore amico, salvandoci da un pericolo, o da una follia\u201d.<br \/>\nConcludendo\u00a0 questo saggio, o recensione lunga, rispetto a quelle normali, nel libro vengono\u00a0 riportati tutti i titoli dei libri scritti o curati da Galtung, solo o con altri studiosi, ed infine\u00a0 18\u00a0 scritti fondamentali di questo ricercatore,\u00a0 ottimamente scelti dal curatore del libro, che danno un quadro piuttosto completo della produzione e dell&#8217;attivit\u00e0 di questo\u00a0 ricercatore per la pace\u00a0 che ha vinto anche il cosiddetto premio Nobel alternativo per la pace[24] , ed ha avuto\u00a0 moltissimi altri premi per la pace in tutte le parti del mondo. Tra i\u00a0 18 testi riportati in 131 pagine del libro ci sono alcuni dei saggi di cui ha parlato Fischer nella sua introduzione ed a cui,\u00a0 almeno in parte e di sfuggita, abbiamo gi\u00e0 accennato: tra questi il ruolo dei valori nella ricerca per la pace,\u00a0 il metodo Transcend, i diversi tipi di violenza, la pace positiva e negativa, i compiti\u00a0 dei professionisti di pace,\u00a0 e le previsioni del crollo dei due imperi (URSS, e USA). Ma ve ne sono svariati altri di cui non abbiamo fatto alcun cenno, tra questi: l&#8217;insegnamento nonviolento fondamentale di Gandhi, l&#8217;importanza ed i metodi del giornalismo di pace[25] , i rapporti tra democrazia di pace\u00a0 e\u00a0 sviluppo,\u00a0 sugli ostacoli verso una cultura di pace, su una politica dei diritti umani, sulla riconciliazione come liberazione dai traumi subiti, sulle cause della guerra e la sua abolizione[25] . Su quest&#8217;ultimo argomento illuminante, anche per il nostro paese, la sua teoria della \u201cdifesa difensiva\u201d come strumento di passaggio (in termini tecnici si parla di \u201ctransarmo\u201d) da una difesa offensiva ad una politica di disarmo. Da questo\u00a0 punto di vista\u00a0 noi italiani ci dimentichiamo spesso che la nostra Costituzione, all&#8217;art. 11,\u00a0 ci vieta le guerre di offesa, e le armi (come gli F35) che sono utilizzabili\u00a0 solo in guerre di questo tipo, e che l&#8217;unica possibilit\u00e0 legale e costituzionale sarebbe per noi mettere in pratica quella che Galtung ha definito la \u201cguerra difensiva\u201d, e cio\u00e8 una guerra con soltanto armi a breve gittata che servano solo a difendere il proprio territorio da eventuali attacchi o invasioni di possibili nemici. Ma malgrado una audizione di Galtung\u00a0 a tre Commissioni riunite del Senato (Affari Esteri\/Emigrazione; Difesa; Politiche dell&#8217;Unione Europea) del 23 luglio 2013, dove egli ha spiegato l&#8217;importanza della difesa difensiva e la sua congruit\u00e0 con la nostra Costituzione,\u00a0\u00a0 la politica\u00a0 italiana procede nel solito modo, premiando le spese militari,\u00a0 e tartassando quelle civili[27] . Su questa proposta di Galtung\u00a0 si veda il resoconto della seduta negli atti parlamentari di quella data. Nel resoconto ufficiale della seduta risulta che Galtung, parlando delle attivit\u00e0 del suo Istituto per la teoria e la pratica della pace, nei pressi di Basilea, ha detto : \u201cEsso muove dalla considerazione \u2013 dimostrata dall&#8217;esperienza empirica \u2013 che un sistema di difesa basato su strumenti offensivi ad ampio raggio e con alleanze di tipo aggressivo favorisce la corsa agli armamenti\u00a0 e le probabilit\u00e0 del conflitto. Le esperienze\u00a0 pi\u00f9 positive per il mantenimento della pace sono riscontrabili, invece, in quei Paesi che adottano un approccio non allineato\u00a0 e basato su una difesa puramente difensiva con armi a corto raggio (come dimostrato, ad esempio, dai paesi latino americani e dalla Svizzera). Al fine di perseguire una pi\u00f9 efficace tutela della pace e ridurre le probabilit\u00e0 del conflitto, risulta necessario, pertanto,\u00a0 un ri-orientamento\u00a0 del sistema di difesa, basato sul passaggio da sistemi di attacco a lungo raggio a sistemi difensivi a corto raggio, sul non allineamento, sull&#8217;utilit\u00e0 agli altri paesi e sulla riduzione della vulnerabilit\u00e0&#8230;..L&#8217;oratore precisa, inoltre, che il concetto di non allineamento (perfettamente espresso dalla formulazione dell&#8217;articolo 11 della Costituzione Italiana), non comporta la messa in discussione dell&#8217;appartenenza ad organizzazioni internazionali quali l&#8217;Unione Europea e l&#8217;Alleanza atlantica, ma solo il cambiamento della politica di difesa e che, sotto tale aspetto, il contributo italiano al Consiglio europeo di dicembre potrebbe essere particolarmente importante&#8230;.\u201d(nel sito del Senato, commissione difesa, del giorno su indicato, p. 2).<br \/>\nNon \u00e8 possibile in questo articolo dar atto di tutti gli importanti contributi di Galtung in questi settori che vengono riportati in questo libro, per questo, nel chiudere,\u00a0 vorrei solo ripetere che lo ritengo\u00a0 fondamentale per la conoscenza della teoria e della pratica di Galtung in rapporto alla pace ed alla nonviolenza,\u00a0 e che mi auguro che\u00a0 venga tradotto e pubblicato anche in Italia in modo che anche il nostro pubblico possa leggerlo e goderne, spero,\u00a0 come anche io\u00a0 ne ho goduto.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Note<\/p>\n<p>1) \u00a0 Oltre ai molti articoli apparsi su vari giornali\u00a0 e riviste,\u00a0 sono stati tradotti e pubblicati in\u00a0 italiano, a mia conoscenza, i seguenti libri: Imperialismo e Rivoluzioni: una teoria strutturale, Rosenberg &amp; Sellier, Torino, 1977; Ambiente, Sviluppo e Attivit\u00e0 Militare,\u00a0 Edizioni Gruppo Abele, Torino, 1984; Ci sono alternative!, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 1986; Gandhi oggi. Per una Alternativa politica nonviolenta, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 1987; Palestina- Israele: Una soluzione nonviolenta?, Ediz. Sonda,\u00a0 Torino, 1989; Buddismo: una via per la pace, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 1992;\u00a0 I diritti umani in un&#8217;altra chiave,\u00a0 Ediz. Esperia, Milano, 1997;\u00a0 Pace con mezzi pacifici, Ediz. Esperia, Milano, 2000; La trasformazione dei conflitti con mezzi pacifici: il Metodo Transcend, U.N.D.P, Centro Studi Sereno Regis, Torino, 2006; Ediz. allargata, Provincia di Bolzano, 2010; con D. Ikeda, Scegliere la pace, Ediz. Esperia, Milano, 2007;\u00a0 Affrontare il conflitto:\u00a0 Trascendere e Trasformare,\u00a0 Ediz.Plus,\u00a0 Pisa, 2008.<br \/>\n2) \u00a0\u00a0\u00a0 PRIO, \u201cInternation\u00a0 Peace Research Institute\u00a0 in Oslo\u201d nel 1959, e la rivista \u201cJournal of Peace Research\u201d,\u00a0 nel 1964.<br \/>\n3)\u00a0 La ricerca \u00e8 stata portata avanti\u00a0 nel 1985 da Anita Kemp su 133 ricercatori per la pace, molti dei quali membri dell&#8217;IPRA (Associazione Internazionale di Ricercatori per la Pace), che Galtung aveva contribuito a fondare nel 1964. Si veda l&#8217;introduzione di Fischer, nel libro citato,\u00a0 a pag. 7.<br \/>\n4)\u00a0 Dietrich Fischer\u00a0 dirige attualmente le edizioni dell&#8217;Universit\u00e0 fondata da Galtung , la Transcend University Press (TUP). In passato, dal 2009 al 2012 ha diretto l&#8217;Accademia Mondiale per la Pace dell&#8217;Universit\u00e0 di Basilea (Svizzera), ed , in precedenza (2003-2009), \u00e8 stato direttore accademico\u00a0 del Centro Universitario Europeo per gli studi per la Pace di Stadtschlaining (Austria).<br \/>\n5) \u00a0\u00a0\u00a0 Questi aspetti sono ripresi, in massima parte, da un libro autobiografico\u00a0 dello stesso Galtung: Johan Lackland. On the\u00a0 Peace Path Through the World, pubblicato nel 2000 in norvegese, con due successive ristampe. Il libro ha vinto il massimo premio letterario norvegese ed \u00e8 stato tradotto\u00a0 in varie lingue.<\/p>\n<p>6) \u00a0\u00a0 Per un approfondimento di questo tema, cui Galtung ha dedicato molti studi all&#8217;interno di quella che lui chiama la scienza trilaterale (basata sui dati, le teorie ed i valori), con una impostazione da lui definita come \u201ccostruttivismo\u201d, che vede la ricerca non finire con un bel libro ma attraverso la modifica della realt\u00e0 nel senso desiderato, ed una verifica del fatto di esserci riusciti a farlo, si veda il suo:\u201dEmpiricism,\u00a0 Criticism, Constructivism: Three Aspects of Scientific Activity\u201d, in J.Galtung, Methodology and Ideology, C. Ejlers, Copennhagen, 1977,\u00a0 pp. 41-71. Per un ulteriore approfondimento si pu\u00f2 vedere\u00a0 anche il cap. 9 , \u201cIl ruolo dei valori nella ricerca scientifica\u201d, del mio libro: Metodi di analisi nelle Scienze Sociali e Ricerca per la Pace: una introduzione, Transcend University Press e MultImage, Basilea &#8211; Firenze, 2013.<br \/>\n7)\u00a0\u00a0 L&#8217;organizzazione da lui fondata\u00a0 nel 1993, Transcend, che ha recentemente dato vita anche ad un Centro stanziale nel sud della\u00a0 Germania,\u00a0\u00a0 nei pressi di Basilea (dove c&#8217;\u00e8 una cattedra di Peace Research tenuta da Fischer, il curatore di questo libro)\u00a0 e cio\u00e8 l&#8217; \u201d Istituto\u00a0 Galtung per la teoria e la pratica della pace\u201d, riunisce molti di questi ricercatori. Risultano infatti iscritti circa 500 membri di 70 paesi diversi, che operano in quattro settori:1) Azione, soprattutto attraverso la mediazione dei conflitti; 2) Educazione e Formazione, che opera in particolare attraverso l&#8217;Universit\u00e0\u00a0 per la pace che\u00a0 fa corsi on line, o\u00a0 in\u00a0 localit\u00e0 varie, compresa la sede su citata; 3) Informazione, che cerca di diffondere il giornalismo di pace, e che pubblica, online, un giornale settimanale, ed ha una casa\u00a0 editrice, appunto quella che pubblica il\u00a0 libro che sto recensendo;\u00a0 4) infine la ricerca, per il coordinamento della quale \u00e8 nato l&#8217;Istituto Galtung su citato.<br \/>\n8)\u00a0\u00a0 Galtung parla di due tipi di mediazione: 1) La prima d\u00e0 al mediatore solo il ruolo di facilitatore\u00a0 o conciliatore, ma non quello di suggerire le soluzioni del conflitto ai contendenti, perch\u00e9 questi\u00a0 devono trovarle da soli ; 2) nella seconda, con la quale si \u00e8 trovato\u00a0 a lavorare pi\u00f9 spesso Galtung, il mediatore aiuta le parti in conflitto informandoli su come un conflitto simile \u00e8 stato risolto altrove, ed offrendo loro\u00a0 proposte che siano in accordo con gli obbiettivi delle\u00a0 parti in conflitto,\u00a0 lasciando per\u00f2 a loro la decisione se accettarle o meno.<\/p>\n<p>9)\u00a0 Questa implica\u00a0 il superamento\u00a0 di quelli che vengono chiamati, nella teoria dei giochi, i giochi a \u201csomma zero\u201d( in cui uno dei contendenti vince e l&#8217;altro perde),\u00a0 ed il passaggio invece ai \u201cgiochi a somma variabile\u201d, nei quali \u00e8 possibile soddisfare i bisogni o gli interessi, in forma parziale ma anche totale,\u00a0 di tutti\u00a0 i contendenti. Per questi due\u00a0 tipi\u00a0 di giochi e la loro applicazione al problema della guerra e della pace si legga il capitolo: \u201cIl processo di costruzione della guerra e della pace \u201c nel mio libro, Per un futuro senza guerre, Liguori Edit., Napoli, 2008, pp. 59-82.\u00a0 Si veda anche il concetto di \u201ctrascendenza\u201d(o trascendimento)\u00a0\u00a0 nel grafico a pag. 24 del manuale di Galtung\u00a0 dell&#8217;UNDP\/Centro Studi Sereno Regis, nella versione allargata pubblicata dalla Provincia di Bolzano<br \/>\n10) \u00a0\u00a0\u00a0 Quest&#8217;ultima \u00e8\u00a0 vista da\u00a0 Galtung come le motivazioni\u00a0 intellettuali e culturali\u00a0 (nazionalismo, razzismo, sessimo, ecc.)\u00a0 che giustificano il persistere delle prime due.<br \/>\n11) \u00a0\u00a0 \u00a0 La ricerca \u00e8 stata svolta, nel 1976, da K\u00f6hler e Alcock (introduz. di Fischer, p. 11). Dato il modello di sviluppo\u00a0 in corso, che tende ad accrescere gli squilibri, il problema, da allora,\u00a0 si \u00e8 sicuramente aggravato.<br \/>\n12) \u00a0\u00a0\u00a0 Generale F. Mini, Perch\u00e9 siamo cos\u00ec ipocriti sulla guerra?, Chiare Lettere, Milano, 2012. Questi, parlando della guerra al terrorismo dei paesi occidentali, sviluppatasi dopo l&#8217;attentato alle torri gemelle di New York (guerra che, secondo Amartya Sen, il premio Nobel dell&#8217;Economia, nel modo con cui viene portata\u00a0 avanti ora, sta accrescendo il terrorismo invece\u00a0 di abbatterlo) scrive che questa \u00e8 : \u201cUn salasso enorme di risorse finanziarie ed umane, con le migliaia di morti, feriti e traumatizzati dalle guerre, ma una vera pacchia per le industrie militari, che guarda caso avevano mal digerito i piani di riduzione gi\u00e0 pianificati nel 2000 e che si sono dette subito pronte a sostenere patriotticamente lo sforzo bellico della nazione. Le cinque principali compagnie del settore (Lockheed Martin, Boeing, Northrop Grumman, General Dynamics e Raytheon) nel 2001 avevano un fatturato di 217 miliardi e un profitto netto di 6,7 miliardi. Nel 2010 il fatturato \u00e8 stato di 386 miliardi e il profitto di ben 24,8 miliardi di dollari (ibid., p.40).\u00a0 Per\u00a0 la tesi di A.Sen si veda: \u201c Gandhi and the World\u201d, in, Sarvodaya, Luglio-Agosto 2006 (trad.ital. in, Quaderni della Fondazione Balducci: Quale Europa per una civilt\u00e0 di Pace ?, n. 17, 2007, pp. 113-124).<br \/>\n13) \u00a0\u00a0\u00a0 Altre ricerche hanno abbondantemente confermato la correlazione positiva tra l&#8217;accumulazione delle armi e lo sviluppo delle guerre, e contestato invece la tesi delle armi come strumento\u00a0 di\u00a0 dissuasione e di mantenimento della pace. Per queste ricerche .si veda il capitolo: \u201cL&#8217;analisi causale della guerra\u201d, nel mio libro, Consenso, Conflitto e Mutamento Sociale, Ediz. Franco Angeli, Milano, 1990, pp. 123-164.<\/p>\n<p>14)\u00a0 Su questo aspetto si veda, di Galtung, quanto scrive nel suo libro, La trasformazione dei conflitti con mezzi pacifici: il Metodo Transcend,\u00a0 citato,\u00a0 nella versione allargata pubblicata dalla Provincia di Bolzano,\u00a0 ed anche quanto dice su questo S. Romano, ex Ambasciatore italiano in vari paesi del mondo, nella conversazione con\u00a0 M. Sclavi\u00a0 che introduce il libro, Costruire una pace. Per imparare a non credere nella\u00a0 fatalit\u00e0\u00a0 delle guerre, Consensus\u00a0 Building Institute (CBI),\u00a0 Bruno Mondadori, Milano, 2007. Ma data la novit\u00e0 di questo approccio rispetto ai tradizionali canoni storiografici, credo sia giusto dire qualche cosa di pi\u00f9\u00a0 sul significato ed i metodi di questa \u201cstoria controfattuale\u201d. Galtung, come accennato, la collega alla terapia del passato ponendosi il problema: \u201cquand&#8217;\u00e8 che \u00e8\u00a0 successo qualcosa di sbagliato, e che cosa si sarebbe potuto fare in quel momento critico?. L&#8217;idea\u00a0 generale sarebbe di esplorare il passato in termini prescrittivi, come una\u00a0 storia controfattuale\u201d, una \u201cstoria nel modo congiuntivo\u201d, una \u201cstoria come se\u201d, mettendoci al di sopra della storia, anzich\u00e9 permettere alla storia di mettersi al di sopra di noi. Dopo di che sarebbe raccomandabile una qualche prognosi: \u201cData la situazione attuale, cosa pensi che accadr\u00e0?\u201d.\u00a0 Al che potrebbe seguire una diagnosi: perch\u00e9 le cose stanno cos\u00ec?\u201d. E infine:\u201d bene, come possiamo uscire da questo pantano ?\u201d; o modi pi\u00f9 elaborati di far emergere suggerimenti terapeutici\u201d (op. cit., p. 114). E l&#8217;ex ambasciatore Sergio Romano, nella sua conversazione con Marianella Sclavi, dice: \u201dla storiografia angloamericana a partire dagli anni ottanta produce un genere nuovo che \u00e8 la \u201cstoriografia controfattuale\u201d, virtuale, che \u00e8 la storia fatta con i se\u00a0 e tuttavia molto documentata e scientifica\u201d. E Romano, dopo aver citato\u00a0 alcune ricerche storiche che hanno seguito questa metodologia, dice:\u00a0 Penso che queste ricerche e attivit\u00e0 che ruotano attorno&#8230;..alla storia virtuale siano stimolanti e sempre pi\u00f9\u00a0 necessarie ai giovani d&#8217;oggi, perch\u00e9 allargano l&#8217;immaginazione\u00a0 e soprattutto inducono la gente a non credere nella fatalit\u00e0 delle conclusioni\u201d (op.cit. pp. 6-7).<br \/>\n15)\u00a0\u00a0 Ma secondo Galtung , che come abbiamo visto \u00e8 stato allievo di Arne Naess, il fondatore dell&#8217;ecologia profonda,\u00a0\u00a0 la \u201dpace positiva\u201d richiede il superamento dell&#8217; economia\u00a0 attuale (che egli chiama \u201ceconomia di morte\u201d) per dar vita invece ad una \u201ceconomia vivente\u201d che abbia, come obbiettivo principale, non il mercato ed\u00a0 i profitti, ma la soddisfazione dei bisogni umani di base delle persone pi\u00f9 svantaggiate (introd. di Fischer, p. 11).<br \/>\n16)\u00a0 Si veda il suo manuale nelle due versioni elaborate, e pubblicate anche in Italia:\u00a0 La trasformazione dei conflitti con mezzi pacifici: il Metodo Transcend, 2006; 2010.<br \/>\n17) \u00a0\u00a0 Si vedano gli atti di quella conferenza, curati da Matteo Soccio, La prevenzione dei conflitti\u00a0 armati e la formazione dei corpi civili di pace,\u00a0 pubblicati dalla Casa per la Pace di Vicenza, 2013, e distribuiti dalla Rivista \u201cAzione Nonviolenta\u201d, alle pp.\u00a0 107-118.<br \/>\n18)\u00a0\u00a0 Secondo i dati pubblicati da Stiglitz, premio Nobel per l&#8217;Economia, sono di oltre 3000 miliardi di dollari (si veda J. Stiglitz, L. Bilmes, The Three Trillion Dollar War,W.W. Norton &amp;Co., New York, 2008.<br \/>\n19)\u00a0 Si veda, di D. Fischer, \u201cOn the relative cost of mediation and military intervention \u201c, in, The Economics of\u00a0 Peace and Security Journal, www.epsjournal.ork.uk, vol. 1, n.2, 2006.\u00a0 In questo saggio egli sottolinea come, a livello internazionale, nell&#8217;International Peace Academy, affiliata alle Nazioni Unite,\u00a0 che si occupa di questo tipo di problemi, operassero, in quella data, solo 3 mediatori specializzati, mentre erano in atto nel mondo centinaia di conflitti\u00a0 che\u00a0 avrebbero necessitato\u00a0 di essere mediati. Al contrario nelle organizzazioni internazionali che si occupavano di problemi economici c&#8217;erano\u00a0 migliaia di professionisti. Ad esempio nella World Bank ve\u00a0 ne erano\u00a0 all&#8217;incirca 11.000. Per questo egli\u00a0 proponeva l&#8217;organizzazione di una Agenzia apposita delle Nazioni Unite con qualche migliaia di specialisti in mediazione. Dello stesso autore\u00a0 si veda anche , \u201cThe Economics of War and Peace, Overview\u201d, in , Encyclopedia of Violence, Peace and Conflict, a cura di, L. Kurtz, Academic Press, San Diego, California, II ediz.,\u00a0 2008. Quest&#8217;ultimo testo \u00e8 stato anche tradotto in italiano e pubblicato nella documentazione allegata\u00a0 al volume degli atti del convegno di Vicenza, a cura di M. Soccio, citato, alle pp. 138-154.<br \/>\n20) Galtung, nel suo intervento a Vicenza, gi\u00e0 citato,\u00a0 ha sostenuto che\u00a0 dei circa 100 conflitti nel quale\u00a0 si \u00e8 trovato, o \u00e8 stato chiamato, a mediare, 20 hanno avuto\u00a0 risultati\u00a0 positivi, negli\u00a0 altri 80\u00a0 i risultati sono stati per lo meno\u00a0 soddisfacenti. Si veda, su questo, anche il suo libro, 50 Years:100 Peace and Conflicts Perspectives, Transcend University Press, Basel, 2008. Nel libro curato da Fischer, oltre a quella citata, si accenna a varie di queste attivit\u00e0 di mediazione di Galtung: in particolare quella, ancora da giovane in USA,\u00a0 tra Ku Klux Klan e persone di colore da loro perseguitate, oppure, Irlanda del Nord,\u00a0 conflitto Indo-Pakistano sul Kashmir,\u00a0 Korea nel conflitto\u00a0 tra Nord e Sud,\u00a0 Serbia nella lotta nonviolenta\u00a0 contro Milosevic, conflitto tra paesi mussulmani e la Danimarca a causa\u00a0 della pubblicazione di vignette considerate dai primi\u00a0 blasfeme.<br \/>\n21)\u00a0 Si veda, oltre al saggio di Galtung (n. 16) riprodotto in questo libro, si veda anche, sempre\u00a0 di J. Galtung, The Fall of the US Empire \u2013 And Then What?, Transcend University Press, Basel, 2009.<br \/>\n22)\u00a0 Personalmente ho utilizzato questa teoria nelle\u00a0 mie ricerche,\u00a0 ma in modo molto diverso da quello accennato da Fischer, e cio\u00e8 non a livello collettivo, come nei casi analizzati da Galtung , ma a livello familiare, e cio\u00e8 nei rapporti tra marito e moglie.\u00a0 Facendo infatti ricerche sui giovani e la pace\u00a0 abbiamo calcolato il loro \u201c indice di\u00a0 alienazione\u201c mettendolo\u00a0 in confronto con un\u00a0 \u201cindice di impegno\u201d, e correlandoli ambedue con lo squilibrio culturale tra marito e moglie, dividendoli in tre categorie a seconda che il padre abbia un titolo di studio superiore, uguale, o inferiore\u00a0 a quello della madre. Dalla ricerca risulta che gli studenti pi\u00f9 impegnati (e meno alienati) sono quelli che hanno la madre con titolo superiore a\u00a0 quello del padre,\u00a0 mentre il contrario avviene per quelli\u00a0 che hanno invece il padre con titolo\u00a0 di studio superiore. Questo conferma il risultato di tante ricerche che mostrano come le donne siano, in generale, pi\u00f9 pacifiste degli uomini, e come, quando hanno un titolo di studio superiore ai\u00a0 loro mariti, riescano pi\u00f9 facilmente a trasmettere il loro impegno anche ai figli. Per la costruzione degli indici, e\u00a0 l&#8217;illustrazione di questi andamenti\u00a0 si veda il libro da me curato, Giovani e Pace. Ricerche e Formazione per un Futuro meno violento, Pangea Ediz., Torino, 2001, pp. 91-94.<br \/>\n23) Il concetto di discriminazione positiva\u00a0 pu\u00f2 servire a comprendere meglio anche l&#8217;impostazione pedagogica di Don Lorenzo Milani. Egli infatti, pur non conoscendo questa teoria di Galtung, ha scelto di educare i giovani delle classi povere, in particolare i figli di contadini e di operai, non mescolandoli con gli altri (come invece facevano\u00a0 gli altri pedagogisti, anche di sinistra)\u00a0 proprio per\u00a0 poter dar loro gli strumenti culturali che possano servirgli\u00a0 per non essere sopraffatti dai figli dei ricchi che\u00a0 hanno invece un ambiente\u00a0 familiare molto pi\u00f9 favorevole.\u00a0 Si veda il famoso libretto, che utilizza il metodo\u00a0 della scrittura\u00a0 collettiva, di cui Don Milani \u00e8 stato un grande maestro,\u00a0 Scuola di Barbiana, Lettera ad una professoressa, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1976.<br \/>\n24)\u00a0 Questo premio viene\u00a0\u00a0 chiamato il \u201cRight Livelihood\u00a0 Award\u201d e viene assegnato ogni anno,\u00a0 nel Parlamento Svedese, il 9 dicembre, alla vigilia\u00a0 dell&#8217;assegnazione del Premio Nobel per la Pace. Il premio serve ad onorare coloro che lavorano\u00a0 a soluzioni pratiche ed esemplari dei problemi pi\u00f9 urgenti del mondo.<br \/>\n25)\u00a0 Due sole\u00a0 frasi di Galtung per chiarire l&#8217;importanza di questa attivit\u00e0: 1) \u201cLa strada alta, la strada del giornalismo di pace,\u00a0 dovrebbe mettere a fuoco\u00a0 la trasformazione del conflitto. I conflitti dovrebbero essere visti come una sfida per il mondo, come, ad esempio, l&#8217;esistenza di 2000 nazioni che desiderano avere uno stato-nazione\u00a0 in un mondo con solo 200 paesi, e solo 20 stati-nazione. Dal momento che i popoli, i gruppi, i paesi, ed i gruppi di paesi\u00a0 sembrano\u00a0 voler ostacolare\u00a0 la strada di ciascuno degli altri (\u00e8 questo sul quale si basa il conflitto) c&#8217; \u00e8 un chiaro rischio di violenza. Ma nel conflitto c&#8217;\u00e8 anche una chiara\u00a0 opportunit\u00e0\u00a0 per il progresso umano, usando il conflitto per trovare strade nuove, essendo immaginativi, creativi, trasformando il conflitto in modo che le opportunit\u00e0 vengano in primo piano. Senza violenza\u201d (p. 76);\u00a0\u00a0\u00a0 2) \u201cIl giornalismo di pace cerca di depolarizzare [il conflitto]\u00a0 mostrando il nero ed il bianco di tutte le parti, e\u00a0 descalarlo mettendo in luce la risoluzione della pace e del conflitto almeno altrettanto\u00a0 della violenza. E come\u00a0 si pu\u00f2 vedere\u00a0 se questo\u00a0 ha successo. Il cambiare\u00a0\u00a0 discorso\u00a0\u00a0 all&#8217;interno del quale si pensa, si parla e si agisce \u00e8 un approccio molto potente\u201d (p. 77).<br \/>\n26) Due saggi del libro trattano di questo tema. Anche qui solo due citazioni che servano a chiarire un poco di pi\u00f9\u00a0 l&#8217;importanza della lettura dell&#8217;intero libro: 1) \u201cPerci\u00f2 la chiave per una transizione da un 20mo secolo di guerra ad un 21mo secolo di pace si pu\u00f2 trovare in una transizione dallo stato al non-stato\u00a0 come punto di gravit\u00e0 della politica mondiale, come \u00e8 successo\u00a0 per molto\u00a0 tempo, in molti paesi,\u00a0 per la politica domestica. La gente vive nella sua comunit\u00e0, si collega\u00a0 attraverso le proprie organizzazioni (comprese le famiglie)- in breve, la societ\u00e0 civile. Lo stato\u00a0 provvede e protegge la messa in opera che\u00a0 renda possibile questo.\u00a0 Ma lo stato perder\u00e0 gradualmente il suo\u00a0 peso, e non perch\u00e9 non \u201c\u00e8 pi\u00f9 necessario per proteggere il capitalismo\u201d ma perch\u00e9 ha raggiunto il suo livello di assurdit\u00e0 dal momento che \u00e8 diventato pi\u00f9 una minaccia che un beneficio per la maggior parte delle persone \u2026.La politica mondiale dovrebbe essere nelle mani\u00a0 di attori pi\u00f9 interessati alla pace, e meno capaci di dar vita a guerre&#8230;. ma non aspettatevi troppo, procedete lentamente, date vita ad iniziative parziali, per prima cosa a\u00a0 zone regionali di pace\u201d(p. 88 e segg.);\u00a0 2) E sulle azioni per abolire la guerra dalla storia dell&#8217;umanit\u00e0 scrive Galtung : \u201ca) delegittimando\u00a0 la guerra come strumento, anche se i fini sono legittimi; b) attraverso il controllo delle armi, togliendo il loro puntamento\/ non schierandole, disarmando; c) criticando\u00a0 le regole di guerra,\u00a0 la cultura profonda\u00a0 e le strutture di guerra; d) mettendo a fuoco\u00a0 i costi della violenza visibili ed invisibili; e) attraverso una forte\u00a0 mobilitazione\u00a0 della mediazione e della conciliazione; f) migliorando le regole della pace e la cultura profonda e le strutture di pace; g) mettendo a fuoco i benefici, visibili ed invisibili, della pace\u201d (p. 130).<br \/>\n27)\u00a0 Si veda, su questo, la bella\u00a0 relazione di Gianni Alioti, sindacalista della CISL che da anni si occupa di questi temi,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ad un convegno di Pax Christi a Bologna, nella quale si dimostra che i nostri militari mistificano i dati delle nostre spese militari, dividendo le loro spese tra vari ministeri, compreso quello di sviluppo economico, e sostenendo perci\u00f2 che le nostre spese militari sono inferiori a quelle degli altri paesi europei,\u00a0 insistendo perci\u00f2 a non farle tagliare. Questo,\u00a0 sostiene\u00a0 Alioti (che dimostra anche la falsit\u00e0 dei numeri di occupati che la partecipazione italiana\u00a0 al progetto degli aerei\u00a0 F35 porterebbe al nostro paese), non\u00a0 risulta per niente vero\u00a0 perch\u00e9 le nostre spese militari, pro capite, sono superiori\u00a0 a quelle della Spagna\u00a0 e della Germania, e\u00a0 di moltissimi\u00a0 altri paesi europei. Si veda di G. Alioti, \u201cCrisi economica e spese militari\u201d, relazione al convegno, Per una difesa senza armi: proposte politiche programmatiche, Bologna, 27 ottobre 2012, nel sito di Pax Christi, Bologna. Anche\u00a0 Andreis, in un convegno di qualche anno fa, dimostra come questa tendenza dei militari italiani alla mistificazione dei dati\u00a0 sia di lunga data\u00a0 tanto che sia la Nato che il SIPRI (il Centro studi svedese\u00a0 specializzato\u00a0 nell&#8217;analisi\u00a0 delle spese militari mondiali) non accettano i dati ufficiali dei nostri militari e li correggono. Dal 1999 al 2007 risulta infatti\u00a0 che\u00a0 i nostri militari parlano di una di spesa media dello 0,87\u00a0 rispetto al\u00a0 PIL, mentre la Nato ce ne attribuisce\u00a0 lo 1,8%, ed il SIPRI addirittura il 2,0%. Di S. Andreis si veda , \u201cLa spesa militare italiana\u201d, in , Disarmare il territorio: atti del convegno\u00a0 di Brescia, 21,22 Aprile 2007,\u00a0 nella rivista, Guerre &amp; Pace, giugno-luglio 2007, p. 9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Johan Galtung (foto trascend.org) di Alberto L&#8217;Abate Galtung \u00e8 sicuramente uno degli studiosi che ha pi\u00f9 contributo allo sviluppo teorico- pratico di questo settore,\u00a0 grazie alla sua prolificit\u00e0\u00a0 nello scrivere (fino al 2012, 1785 saggi, 165 libri, scritti o\u00a0 curati&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":594,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47,38,1262,162],"tags":[4466,1581,460,294,4520,7896],"class_list":["post-78565","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa","category-internazionale","category-nonviolenza-argomento","category-opinioni","tag-alberto-labate","tag-johan-galtung","tag-nonviolenza","tag-pace","tag-pacifismo","tag-risoluzione-dei-conflitti"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Johan Galtung (foto trascend.org) di Alberto L&#039;Abate Galtung \u00e8 sicuramente uno degli studiosi che ha pi\u00f9 contributo allo sviluppo teorico- pratico di\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Johan Galtung (foto trascend.org) di Alberto L&#039;Abate Galtung \u00e8 sicuramente uno degli studiosi che ha pi\u00f9 contributo allo sviluppo teorico- pratico di\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2013-11-27T10:21:02+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione Italia\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@pressenza_it\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione Italia\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"33 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione Italia\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/d983e81827ae24f2c7b1a2123d197f8d\"},\"headline\":\"Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza\",\"datePublished\":\"2013-11-27T10:21:02+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/\"},\"wordCount\":6699,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg\",\"keywords\":[\"Alberto L'Abate\",\"Johan Galtung\",\"nonviolenza\",\"Pace\",\"pacifismo\",\"risoluzione dei conflitti\"],\"articleSection\":[\"Europa\",\"Internazionale\",\"Nonviolenza\",\"Opinioni\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/\",\"name\":\"Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg\",\"datePublished\":\"2013-11-27T10:21:02+00:00\",\"description\":\"Johan Galtung (foto trascend.org) di Alberto L'Abate Galtung \u00e8 sicuramente uno degli studiosi che ha pi\u00f9 contributo allo sviluppo teorico- pratico di\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/d983e81827ae24f2c7b1a2123d197f8d\",\"name\":\"Redazione Italia\",\"description\":\"News from the Pressenza Bureau in Italy\",\"sameAs\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/redazione-italia\/\",\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/www.instagram.com\/pressenza_italia\/\",\"https:\/\/x.com\/pressenza_it\",\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCSalEIWjE1RSxkwjfftFuqg\"],\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/redazione-italia\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza","description":"Johan Galtung (foto trascend.org) di Alberto L'Abate Galtung \u00e8 sicuramente uno degli studiosi che ha pi\u00f9 contributo allo sviluppo teorico- pratico di","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza","og_description":"Johan Galtung (foto trascend.org) di Alberto L'Abate Galtung \u00e8 sicuramente uno degli studiosi che ha pi\u00f9 contributo allo sviluppo teorico- pratico di","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_published_time":"2013-11-27T10:21:02+00:00","og_image":[{"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"Redazione Italia","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@pressenza_it","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione Italia","Tempo di lettura stimato":"33 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/"},"author":{"name":"Redazione Italia","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/d983e81827ae24f2c7b1a2123d197f8d"},"headline":"Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza","datePublished":"2013-11-27T10:21:02+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/"},"wordCount":6699,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg","keywords":["Alberto L'Abate","Johan Galtung","nonviolenza","Pace","pacifismo","risoluzione dei conflitti"],"articleSection":["Europa","Internazionale","Nonviolenza","Opinioni"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/","name":"Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg","datePublished":"2013-11-27T10:21:02+00:00","description":"Johan Galtung (foto trascend.org) di Alberto L'Abate Galtung \u00e8 sicuramente uno degli studiosi che ha pi\u00f9 contributo allo sviluppo teorico- pratico di","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/galtung_photo-600x549.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-contributo-di-johan-galtung-alla-teoria-ed-alla-pratica-della-pace-e-della-nonviolenza\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/d983e81827ae24f2c7b1a2123d197f8d","name":"Redazione Italia","description":"News from the Pressenza Bureau in Italy","sameAs":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/redazione-italia\/","https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/www.instagram.com\/pressenza_italia\/","https:\/\/x.com\/pressenza_it","https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCSalEIWjE1RSxkwjfftFuqg"],"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/redazione-italia\/"}]}},"place":"","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/594"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78565"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78565\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}