{"id":779,"date":"2009-07-28T00:00:00","date_gmt":"2009-07-28T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2009-09-28T05:01:03","modified_gmt":"2009-09-28T05:01:03","slug":"ora-sx-che-un-altro-mondo-x-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2009\/07\/ora-sx-che-un-altro-mondo-x-possibile\/","title":{"rendered":"Ora s\u00ec che un altro mondo \u00e8 possibile"},"content":{"rendered":"<p>\u201cQuesta \u00e8 l\u2019occasione per costruire il mondo che vogliamo, se solo abbiamo il coraggio di intraprendere la strada di un nuovo inizio\u201d. Barack Obama, Il Cairo, 4 giugno 2009. <\/p>\n<p>Per passare da un\u2019epoca di cambiamenti al cambiamento di un\u2019epoca \u00e8 imprescindibile la reazione della societ\u00e0, che non pu\u00f2 pi\u00f9 rimanere impassibile, semplice spettatrice e testimone di quanto accade, ma deve impegnarsi, in modo attivo, affinch\u00e9 i Governi siano autenticamente democratici, ovvero, agiscano in nome della volont\u00e0 maggioritaria dei cittadini e ascoltino e si facciano portavoce di tutte le opinioni. Non mi stancher\u00f2 mai di ripetere, e ribadire, l\u2019importanza che ebbe, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l\u2019incipit della Carta delle Nazioni Unite, che recitava cos\u00ec: \u201cNoi, i popoli, abbiamo deciso di evitare alle generazioni future l\u2019orrore della guerra\u201d. Era chiaro che erano i popoli ad avere il compito di costruire la pace attraverso la nomina di rappresentanti onesti. E dovevano farlo in virt\u00f9 del supremo impegno che avevano assunto nei confronti delle generazioni future.  <\/p>\n<p>Tuttavia, non furono \u201ci popoli\u201d bens\u00ec i Governi, molti di esse autoritari, ad interpretare la Carta a loro piacimento: cos\u00ec ben presto la cooperazione divenne sfruttamento, gli aiuti prestiti, i valori universali leggi di mercato. Prevalse la scelta di preparare la guerra per assicurare la pace, invece di costruirla la pace. Progressivamente abbandonate dalle grandi potenze, le Nazioni Unite videro il proprio sogno di democrazia planetaria pian piano trasformarsi in gruppi plutocratici (G-7, G-8, G-20\u2026), il cui slogan non era \u201cNoi, i popoli\u201d ma \u201cNoi, i potenti\u201d. <\/p>\n<p>Prese allora il via un\u2019economia di guerra, sostenuta dai grandi produttori di armamenti bellici, che divenne sempre pi\u00f9 significativa fino a raggiungere, nel 2000, investimenti quotidiani di quasi 3.000 milioni di dollari, mentre la povert\u00e0 estrema e i decessi per fame e malattie altrove guaribili mieteva tra le 60.000 e le 70.000 vittime al giorno. Tra le grandi potenze non \u00e8 mai circolata la volont\u00e0 di favorire lo sviluppo endogeno, di garantire pari dignit\u00e0 a tutti gli esseri umani.  <\/p>\n<p>La situazione attuale \u00e8 una vergogna collettiva, che richiede un cambiamento tanto radicale quanto urgente. Ora s\u00ec che questo cambiamento \u00e8 possibile, poich\u00e9 negli ultimi anni si \u00e8 assistito ad una \u201cmaturazione\u201d delle capacit\u00e0 necessarie affinch\u00e9 i sudditi diventino cittadini del mondo e acquisiscano la cosiddetta coscienza globale, e quindi, la capacit\u00e0 di paragone, base etica fondamentale; si assiste inoltre all\u2019incremento del numero di donne sulla scena pubblica e nei luoghi dove si prendono le decisioni e, infine, la possibilit\u00e0 di partecipazione non presenziale, grazie alle moderne tecnologie di comunicazione (internet, SMS,\u2026).  <\/p>\n<p>Partecipazione personale e istituzionale, giocando d\u2019anticipo per prevenire quello che pu\u00f2 apparire rischioso per la qualit\u00e0 della vita. La complessit\u00e0 delle sfide reclama un\u2019interazione permanente tra i Governi, i Parlamenti e i Consigli e la comunit\u00e0 scientifica ed accademica, al fine di non rimandare decisioni, soprattutto quando sono in gioco processi potenzialmente irreversibili (biologici, sociali, ambientali\u2026). <\/p>\n<p>Ora s\u00ec  che \u00e8 possibile: la tensione umana\u201d, frutto della crisi &#8211; economica, ambientale, alimentare, energetica, democratica, etica\u2026 &#8211; rappresenta un\u2019occasione straordinaria per trasformare in fatti e azioni la sorpresa e l\u2019indignazione provata da coloro che reclamavano inutilmente i fondi necessari per sconfiggere la fame o l\u2019aids, e invece hanno dovuto assistere all\u2019apertura di canali di numerosi depositi per il \u201criscatto\u201d delle stesse istituzioni che, con brama di potere e irresponsabilit\u00e0, sono gli artefici di questa situazione. <\/p>\n<p>Ora s\u00ec  \u00e8 possibile, grazie alla \u201csveglia\u201d democratica di molti Paesi sottomessi dell\u2019Europa dell\u2019est, dell\u2019 America latina, dell\u2019Africa e dell\u2019Asia. E dovr\u00e0 farlo anche l\u2019Unione Europea, che continua ad essere una Comunit\u00e0 Economica, con molta inerzia dei membri e l\u2019inspiegabile tendenza a favorire all\u2019esterno delle politiche che non giudica convenienti al suo interno. Ma, sono convinto, se \u00e8 vero che i Paesi membri condividono i valori fondamentali, che le cose presto cambieranno.  <\/p>\n<p>Alla base di questa crisi multisettoriale c\u2019\u00e8 l\u2019immenso equivoco che ai \u201cprincipi democratici universali\u201d della giustizia sociale, della solidariet\u00e0, dell\u2019uguaglianza, ha sostituito il mercato. Il risultato \u00e8 stato l\u2019acuirsi degli squilibri economici che hanno prodotto gravi disordini sociali e messo in evidenza l\u2019insopportabile leggerezza della democrazia, per dirla con Kundera. Democrazie sottomesse, cittadini perplessi ma obbedienti e rassegnati, sia dalla forza del potere economico e militare che da quello mediatico. Preoccupa il fatto che in una parte della societ\u00e0 appagata, l\u2019appartenenza ai partiti \u00e8 fanatica, irriflessiva, fuori da ogni discussione.  <\/p>\n<p>Ora s\u00ec  che \u00e8 possibile il rafforzamento democratico, attraverso il cambiamento radicale che il presidente Obama rappresenta nella leadership mondiale: dialogo, collaborazione, ricerca della pace attraverso la giustizia e la pari dignit\u00e0 tra tutti gli esseri umani. Ha detto \u201cInsieme, possiamo\u201d. Ora s\u00ec che \u00e8 possibile, perch\u00e9 finalmente \u00e8 chiaro che serve il multilateralismo. Che non si tratta di rafforzare alcune istituzioni del Sistema, ma di cambiarle in profondit\u00e0. <\/p>\n<p>Ora s\u00ec,  \u00e8 possibile che nel giro di dieci-dodici anni si verifichi il tanto sospirato cambiamento di epoca, da una cultura di forza e imposizione ad una cultura di dialogo, conciliazione, alleanza e pace. \u00c8 il momento della grande transizione dalla forza alla parola.  <\/p>\n<p>Fino a poco tempo fa si investivano ingentissime quantit\u00e0 di denaro in armamenti usati in guerre convenzionali. L\u2019amministrazione Bush ha portato il debito militare a livelli inverosimili. Per\u00f2 ora, per fortuna, il presidente Obama ha deciso di puntare sul disarmo offrendo delle alternative concrete per ridurre gli arsenali, cambiare la prospettiva e frenare la proliferazione di testate nucleari. \u201cDobbiamo scegliere tra gli investimenti destinati alla sicurezza del popolo americano e quelli utili solo ad arricchire una fabbrica di armi o un impresario\u201d ha detto Obama.  <\/p>\n<p>Ora s\u00ec  che \u00e8 possibile che insieme al rafforzamento del sistema multilaterale e l\u2019eliminazione immediata dei paradisi fiscali, gli investimenti in armamenti possano diventare investimenti in sviluppo globale sostenibile: energie rinnovabili, produzione di alimenti (agricoltura, acquacoltura e biotecnologia), acquedotti, salute, trasporti, case\u2026 solamente in questo modo aumenter\u00e0 il numero di \u201cclienti\u201d nel mondo, e sar\u00e0 possibile scongiurare quelle situazioni, responsabili di flussi migratori di persone disperate e di violenza.  <\/p>\n<p>Ora s\u00ec che \u00e8 possibile. Grazie al sentimento intimo che, per una volta, deve tendere la mano e non alzarla. Le parole-chiave sono essere coinvolti e condividere. Sono certo che, nel momento in cui viviamo, molti cittadini con un lavoro contribuiranno ad un Fondo Volontario di Solidariet\u00e0 Sociale. Quello che non possiamo fare \u00e8 continuare a pensare che i problemi \u2013 che il nostro silenzio e la nostra indifferenza hanno acuito \u2013 possano essere risolti da coloro che non hanno saputo tagliare i ponti con sistemi basati sulla sregolatezza e la speculazione.  <\/p>\n<p>\u201cTutti gli esseri umani hanno pari dignit\u00e0\u201d: questa \u00e8 la chiave \u2013 cos\u00ec lucidamente stabilita nella Costituzione dell\u2019UNESCO e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani \u2013 per una nuova epoca. Tutti gli esseri umani in grado di creare, immaginare, inventare, apprendere questo nuovo inizio, consapevoli di disporre della capacit\u00e0 e della volont\u00e0 necessaria. E allora, contro coloro che continueranno ad essere legati al passato e ai suoi privilegi, contro gli scettici e i vigliacchi, si dar\u00e0 inizio al cambiamento che desideriamo, al mondo dei sogni. Serenamente, perch\u00e9 sappiamo che \u00e8 possibile. Come disse bene \u00c1lvaro Cunqueiro: \u201cL\u2019uccello canta anche se il ramo scricchiola, consapevole com\u2019\u00e8  della forza delle proprie ali\u201d.  <\/p>\n<p>Presidente della Fondazione Cultura di Pace. <\/p>\n<p>Traduzione di Ada De Micheli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi e la leadership del Presidente degli Stati Uniti Barak Obama rappresentano una possibilit\u00e0 di cambiare direzione verso i valori della libert\u00e0, dell\u2019uguaglianza e della solidariet\u00e0, precedentemente bistrattati in nome del dio mercato. <\/p>\n<p>L\u2019 Opinione di Federico Mayor Zaragoza, presidente della Fondazione Cultura di Pace. <\/p>\n<p>LEGGERE TUTTO\u2026 <\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47,38,162,57],"tags":[],"class_list":["post-779","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa","category-internazionale","category-opinioni","category-affari-esteri"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Ora s\u00ec che un altro mondo \u00e8 possibile<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La crisi e la leadership del Presidente degli Stati Uniti Barak Obama rappresentano una possibilit\u00e0 di cambiare direzione verso i valori della libert\u00e0, dell\u2019uguaglianza e della solidariet\u00e0, precedentemente bistrattati in nome del dio mercato.   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