{"id":777511,"date":"2018-12-18T10:33:28","date_gmt":"2018-12-18T10:33:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=777511"},"modified":"2018-12-18T10:33:28","modified_gmt":"2018-12-18T10:33:28","slug":"santiago-maldonado-e-la-resistenza-mapuche-quando-la-repressione-non-costituisce-reato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/12\/santiago-maldonado-e-la-resistenza-mapuche-quando-la-repressione-non-costituisce-reato\/","title":{"rendered":"Santiago Maldonado e la resistenza Mapuche: quando la repressione &#8220;non costituisce reato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Santiago Maldonado, Raphael Nahuel e Camilo Catrillanca, rispettivamente 28, 22 e 24 anni al momento della morte, avvenuta in tutti e tre i casi per circostanze \u201cnon ufficialmente chiarificabili\u201d &#8211; seppur chiarissime \u2013 tra agosto 2017 e novembre 2018. Tutti e tre morti ammazzati durante operazioni di \u00abpulizia territoriale\u00bb in aree tra la Patagonia e l&#8217;Aracaun\u00eda, formalmente appartenenti ad Argentina e Cile ma di \u201cpropriet\u00e0\u201d originaria del popolo Mapuche. Operazioni in cui la Gendarmer\u00eda fa ampio ricorso tanto a proiettili quanto a furti e alla fabbricazione e falsificazione delle prove, ma nelle quali ad essere condannato \u00e8 chi protesta, chi resiste e chiede che le terre siano restituite a chi le ha sempre abitate o che non siano avvelenate dal cattivo progresso. Ad essere condannato \u00e8 chi viene represso e non chi reprime perch\u00e9, come la storia e la recente attualit\u00e0 dimostrano, se a commettere abusi sono alcune particolari figure istituzionali, \u00abil fatto non costituisce reato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Per approfondire:<br \/>\n\u2022 <a href=\"http:\/\/www.antimafiaduemila.com\/home\/terzo-millennio\/232-crisi\/72581-rafael-nahuel-un-anno-di-lacerante-impunita.html\">Raphael Nahuel: un anno di lacerante impunit\u00e0<\/a> \u2013 Jean Georges Almendras, Antimafia Duemila, 3 dicembre 2018;<br \/>\n\u2022 <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/11\/camilo-catrillanca-tutti-sanno-chi-e-stato\/\">Camilo Catrillanca: tutti sanno chi \u00e8 stato \u2013 David Lifodi, La Bottega del Barbieri\/Pressenza, 18 novembre 2018<\/a> ;<\/p>\n<p>\u00c8 una prassi antica, quella di falsificare le prove. Una storia sempre pi\u00f9 familiare per l&#8217;Italia, che l&#8217;ha vista applicare in patria con l&#8217;assassinio di <a href=\"http:\/\/www.ristretti.org\/Le-Notizie-di-Ristretti\/caso-cucchi-la-gerarchia-della-menzogna\">Stefano Cucchi<\/a> e nelle sue relazioni internazionali, tanto con l&#8217;Egitto di Abd al-Fattah al-Sisi e l&#8217;omicidio di <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/premium\/articoli\/regeni-la-stampa-e-litalia-due-anni-di-teatro-della-verita\/\">Giulio Regeni<\/a> che negli stessi rapporti con Buenos Aires (circa 2 miliardi di scambi commerciali al 2017 secondo i dati InfoMercatiEsteri); perch\u00e9 il caso Maldonado e l&#8217;intera vicenda del popolo Mapuche toccano da vicino gli interessi economici italiani: le terre rivendicate dal \u201cPopolo della Terra\u201d, infatti, dal 1991 sono legalmente propriet\u00e0 della famiglia Benetton, principale proprietaria terriera d&#8217;Argentina.<br \/>\nCome familiare \u00e8 ormai la repressione dei movimenti per la tutela ambientale in Italia: dai movimenti contro le grandi opere inutili ai gruppi di cittadini (re)attivi contro l&#8217;avvelenamento delle terre da Casale Monferrato al triangolo Augusta-Melilli-Priolo.<\/p>\n<p><strong>Morte (accidentale?) di uno \u201cstregone\u201d anarchico<\/strong><\/p>\n<p>Formalmente \u00e8 un \u00abnon luogo a procedere\u00bb contro il sottotenente Emmanuel Echaz\u00fa a censurare la verit\u00e0 sull&#8217;omicidio di Santiago Maldonado, dei tre il caso di maggior eco internazionale. \u00c8 questa la decisione del giudice Gustavo Lleral del Tribunale federale di Chubut che il 29 novembre 2018 \u2013 durante il G20 di Buenos Aires (<a href=\"http:\/\/www.wallstreetitalia.com\/g20-di-buenos-aires-pericolosi-passi-indietro\/\">Wall Street Italia<\/a>) \u2013 chiude il caso sostenendo che quella di Santiago \u00e8 una morte accidentale avvenuta per una \u00absommatoria di incidenti\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p>la disperazione, l&#8217;adrenalina e l&#8217;eccitazione naturalmente causate dalla caduta; la profondit\u00e0 del pozzo, i rami spessi e le radici incrociate sul fondo; l&#8217;acqua ghiacciata [che ne] inumidiva i vestiti e le scarpe fino a raggiungere il suo corpo. Quella sommatoria di incidenti, ha contribuito a farlo affondare e a rendere impossibile il galleggiamento, impedendogli anche di poter emergere per prendere ossigeno<\/p><\/blockquote>\n<p>E se Santiago, l&#8217;artigiano anarchico noto come lo \u201cStregone\u201d (\u201cEl Brujo\u201d in spagnolo), muore cadendo in un pozzo non c&#8217;\u00e8 alcun omicidio e dunque nessun reato da imputare ai gendarmi.<br \/>\nTutto accade il 1 agosto 2017, durante una manifestazione per il rilascio di Facundo Jones Huala, leader Mapuche detenuto dal giugno 2017 nel carcere federale Unit\u00e0 14 di Esquel per aver richiesto la restituzione delle terre al suo popolo.<br \/>\nSecondo quanto ricostruito da Javier Llorens su \u201cStriptease del Poder\u201d, per sfuggire ai gendarmi Santiago dovrebbe attraversare il fiume Chubut, ma non sapendo nuotare si nasconde, fradicio e infreddolito, dietro un arbusto dove viene raggiunto da tre gendarmi \u2013 tra cui il sottotenente Echaz\u00fa, unico imputato nel processo \u2013 che lo colpiscono con pugni, pietre e con i calci dei fucili, probabilmente fino ad ucciderlo, tanto che il suo corpo verr\u00e0 portato fuori dall&#8217;area in un sacco nero, come dimostrano le immagini della stessa Gendarmer\u00eda (analizzate dai giornalisti di StripteasedelPoder.com). I segni delle percosse sul suo corpo non verranno rilevati dall&#8217;autopsia anche per effetto degli abiti bagnati.<\/p>\n<p>Per 78 giorni di Santiago non si trova traccia, tanto che in quelle settimane il suo nome entrer\u00e0 nella lista degli oltre 6000 desaparecidos che l&#8217;Argentina registra dalla fine della dittatura civico-militare ad oggi[1] e di cui almeno 200 scomparsi per mano della polizia. Il suo cadavere verr\u00e0 ritrovato a 300 metri a monte del luogo della desaparici\u00f3n: una prima stranezza se si considera che i morti, solitamente, non nuotano, soprattutto controcorrente. E forse non \u00e8 un caso che i pompieri, nei tre giorni di ricerca successivi alla scomparsa,in quell&#8217;area non lo trovino n\u00e9 vivo n\u00e9 morto.<br \/>\nL&#8217;ipotesi iniziale \u00e8 che l&#8217;omicidio non sia voluto; ipotesi che cade con la \u201cverit\u00e0\u201d ufficiale della morte accidentale. \u00c8 per\u00f2 la stessa Procuradur\u00eda de Violencia Institucional \u2013 creata nel 2013 come organismo di contrasto alla violenza perpetrata da parte delle forze dell&#8217;ordine argentine \u2013 ad accertare che i gendarmi accerchino Santiago ancora vivo. Ma il rapporto che evidenzia questo dettaglio viene immediatamente occultato, come evidenzia Seb\u00e1stian Premici, giornalista e autore del libro \u201cSantiago Maldonado, un crimen de Estado\u201d<\/p>\n<blockquote><p>Perch\u00e9 Llleral non indaga sul ruolo dei Gendarmi durante la repressione che port\u00f2 alla morte di Santiago Maldonado? Fino a che punto si pu\u00f2 attribuire la morte dello \u201cStregone\u201d ad un incidente quando decine di gendarmi entrarono nella zona sparando all&#8217;impazzata? Lleral sostiene che non c&#8217;\u00e8 stata sparizione forzata e calza alla perfezione con l&#8217;ipotesi del Potere Esecutivo: secondo cui Maldonado entr\u00f2 nel fiume, cadde in un pozzo e mor\u00ec. Nessun contesto. Nessun esecutore di una politica di repressione<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Domande per la ricostruzione di una una verit\u00e0 \u201cipotetica\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Ma se la morte \u00e8 non voluta, o addirittura accidentale, perch\u00e9 la catena di comando, che passa dal capo della polizia di Chubut Juan Ale per arrivare fino a Patricia Bullrich, (ministra della Sicurezza del governo nazionale di Mauricio Macri che Estela de Carlotto, presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo accusa di essere la \u00abautora intelectual\u00bb dell&#8217;omicidio) si attiva fin da subito per bloccare le indagini, falsificando i registri relativi ad armamenti e veicoli usati \u2013 pulendo accuratamente questi ultimi \u2013 al fine di cancellare eventuali tracce? Nei registri, denuncia in una <a href=\"http:\/\/www.laizquierdadiario.com\/URGENTE-Los-libros-de-Gendarmeria-del-31-y-el-1o-estan-todos-adulterados\">conferenza stampa del settembre 2017<\/a> Ver\u00f3nica Heredia, avvocatessa della famiglia Maldonado, si trovano \u00abpagine incollate con lo scotch, i nomi sono cancellati e sovrapposti, mancano le ore e i giorni\u00bb (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=CHPGsPXmNb8\">video<\/a>).<\/p>\n<p>Ma se Santiago Maldonado muore per morte accidentale a cosa serve depistare le indagini? E perch\u00e9 Lleral denuncia, e poi smentisce, di aver subito pressioni per indirizzare la sentenza verso la morte accidentale dopo essere stato chiamato a sostituire il giudice Guido Otranto, accusato di aver collaborato proprio con quella Gendarmer\u00eda che avrebbe dovuto giudicare?<\/p>\n<p><strong>Mapuche, essere \u201cpalestinesi\u201d in America Latina<\/strong><\/p>\n<p>La risposta potrebbe trovarsi proprio in quei 300 metri tra il luogo di sparizione e quello di ritrovamento del corpo di Santiago Maldonado.<br \/>\n300 metri in cui si sviluppa una lotta, antica, per risorse naturali come il petrolio, l&#8217;acqua e il gas e che dalla colonizzazione di spagnoli e britannici \u2013 tra gli inizi del 1500 e la seconda met\u00e0 del 1800 &#8211; e quella, odierna, di multinazionali come Benetton e Ledesma vede la costante repressione dei Mapuche, popolo originario che in queste terre, oggi formalmente divise tra Argentina e Cile, vive da pi\u00f9 di 500 anni. Non \u00e8 un caso che tanto Benetton quanto Carlos Pedro Balquier, proprietario dello zuccherificio Ledesma \u2013 e di circa 155.000 ettari di terreno \u2013 siano tra i \u201cgrandi elettori\u201d del governo guidato da Mauricio Macri, in carica dal dicembre 2015. Sar\u00e0 proprio la confisca \u2013 illegale \u2013 delle terre Mapuche a trasformare l&#8217;Argentina in una potenza agricola in grado di attirare migranti da ogni parte del mondo, Italia compresa, trasformando i Mapuche in \u201cterroristi\u201d, accusa che, riporta P\u00e1gina 12, dipende \u00abdall&#8217;avidit\u00e0 speculativa che stanno assumendo i territori patagonici di fronte all&#8217;avanzata delle politiche neoestrattive\u00bb, facilitata dalla \u00abvulnerabilit\u00e0 delle istituzioni democratiche che si vive in questo momento\u00bb. Anche questa una storia antica e globale che coinvolge l&#8217;Italia nella lotta della \u201cpirateria\u201d del Delta del Niger contro la distruzione socio-ambientale promossa dalle compagnie petrolifere \u2013 tra cui naturalmente l&#8217;Eni, come dimostra il caso giudiziario Opl245 \u2013 o nella valle dell&#8217;Omo in Etiopia, dove la salute delle popolazioni indigene e l&#8217;ambiente sono minacciate dalle controverse dighe \u201cGibe\u201d[2].<\/p>\n<p>Il gruppo di Ponzano Veneto \u2013 finito brevemente sotto i riflettori dei media per il crollo del ponte Morandi a Genova (14 agosto 2018) e attivo in Argentina fin dal 1991 \u2013 si scontra direttamente con le rivendicazioni Mapuche almeno dal 2002, quando Attilio Curi\u00f1anco e sua moglie Rosa R\u00faa Nahuelquir si stabiliscono con i quattro figli in un&#8217;area di 535 ettari della tenuta Santa Rosa di Leleque, in un&#8217;area \u2013 oggi recuperata \u2013 che per i Benetton rappresenta una briciola nei 900.000 ettari di terra patagonica da loro posseduta (pari a 44 volte la citt\u00e0 di Buenos Aires) e di cui, comunque, ottengono lo sgombro nonostante l&#8217;assoluzione della famiglia Curi\u00f1anco-Nahuelquir in sede penale. La domanda, a questo punto, \u00e8 tanto lecita quanto obbligatoria: esiste un interesse diretto del gruppo Benetton nella repressione dei Mapuche e, di conseguenza, nell&#8217;omicidio di Santiago Maldonado?<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 un ruolo dei Benetton nella repressione Mapuche?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 accertato, ad esempio, che pick-up del gruppo siano stati utilizzati dalla Gendarmeria durante l&#8217;operazione che porta all&#8217;omicidio e che, stando a quanto dichiara in una interpellanza presso la Camera dei deputati argentina Pablo Dur\u00e1n, ministro del governo di Chubut, sarebbe stata diretta dall&#8217;interno della tenuta di Leleque dall&#8217;avvocato Pablo Noceti, capo di gabinetto del ministero della Sicurezza e noto per aver pi\u00f9 volte difeso militari del regime civico-militare oltre che per le sue posizioni \u201canti-Mapuche\u201d.<\/p>\n<p>Un vero e proprio \u00abStato nello Stato\u00bb in grado di controllare \u00able entit\u00e0 rurali di Esquel\u00bb e il governo di Chubut: Premici delinea cos\u00ec il potere dei Benetton in Argentina. Un potere che il gruppo \u2013 nel 2004 escluso dal FTSE4GOOD[3] \u2013 gestisce soprattutto grazie alla Compa\u00f1ia de Tierras del Sur Argentino (CTSA[4]), direttamente controllata dalla finanziaria Edizioni Holding e accusata di sversamento di pesticidi tossici nel R\u00edo Chubut; alla Sociedad Rural Argentina (SRA), associazione di categoria dei grandi produttori rurali e degli allevatori, che costituisce il fulcro del potere argentino e, dal 2015, il Jeffrey Group, a cui sono affidate la gestione delle crisi mediatiche riguardanti il marchio oltre che la campagna di criminalizzazione dei Mapuche, accusati di essere vicini all&#8217;Eta spagnola e alle Farc colombiane da giornali come il \u00ablatifondo mediatico\u00bb Clar\u00edn \u2013 a fianco del potere al comando in Argentina fin dai tempi della dittatura civico-militare \u2013 e La Naci\u00f3n, tra i pi\u00f9 potenti quotidiani del Paese, schieratisi con il governo Macri anche come atto di riverenza per l&#8217;abolizione della Ley de Medios, introdotta nel 2009 dalla ex Presidente Cristina Fernandez Kirchner per limitare il potere dei monopoli mediatici.<\/p>\n<p><strong>Se il crimine \u00e8 di Stato, lo Stato si (auto)assolve<\/strong><\/p>\n<p>Insomma: nel caso Maldonado non siamo al \u201cmalore attivo\u201d di Giuseppe Pinelli ma la strada pare essere quella. Una strada che il mondo, storicamente, gi\u00e0 conosce e che si sviluppa in sovrapposizione dell&#8217;arrivo (ritorno?) al potere di quel \u201ctotalitarismo transnazionale\u201d &#8211; la definizione \u00e8 di Renata Avila[5], avvocatessa guatemalteca e attivista per i diritti digitali &#8211; che si sviluppa tra la Russia di Vladimir Putin e l&#8217;Ungheria di Viktor Orb\u00e1n, l&#8217;Italia del governo Salvini-Di Maio e la \u201cnuova\u201d America Latina dei Macri e dei Bolsonaro (Brasile).<\/p>\n<p>Una strada in cui l&#8217;abuso di potere delle forze dell&#8217;ordine \u00abnon costituisce reato\u00bb: \u00e8 quello che la 4\u00b0 Sezione della Corte di Cassazione decide (ricorda?) nel caso di Riccardo Magherini, morto per asfissia durante il suo arresto a Firenze nella notte tra il 2 e 3 marzo 2014 \u2013 ma la storia delle torture di Stato in Italia, da \u201cDe Tormentis\u201d a Stefano Cucchi, \u00e8 lunga \u2013 ed \u00e8 quello che tenta il governo Macri con l&#8217;ampliamento ai reati di genocidio e lesa maest\u00e0 della legge n.24390 (nota come \u201clegge 2&#215;1\u201d[6]), permettendo ad oltre 700 membri della dittatura civico-militare, che per Macri stanno subendo una vera e propria \u00abvendetta politica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il patto \u201crepressivo-elettorale\u201d del nuovo autoritarismo trasnazionale<\/strong><\/p>\n<p>E se per alcuni gruppi politici quella contro chi si macchia di genocidio e tortura \u00e8 una \u00abvendetta politica\u00bb, quando questi stessi gruppi salgono al potere istituzionale sono pi\u00f9 lassisti verso gli abusi delle forze dell&#8217;ordine, non fosse altro che spesso gli ambienti militari ricoprono un ruolo determinante nella loro elezione, in una sorta di \u201cpatto repressivo-elettorale\u201d che dall&#8217;omicidio di Santiago Maldonado a quelli di Giulio Regeni e Stefano Cucchi, dal \u201cmalore attivo\u201d di Pinelli alle promozioni di molti artefici della \u201cmacelleria messicana\u201d del G8 di Genova del 2001 evidenzia una pericolosa linea di pensiero se si considerano le elezioni degli ultimi tempi, che hanno dato potere a molti di questi gruppi politici: quando lo Stato \u00e8 imputato lo Stato giudice (auto)assolve.<\/p>\n<p>NOTE:<br \/>\n[1] <em>B\u00fasqueda en Democracia. Diagn\u00f3stico sobre la b\u00fasqueda de personas entre 1990 y 2013<\/em> \u2013 Acciones Coordinadas contra la trata, Procurador\u00eda de Trata y Explotaci\u00f3n de Personas, 2015;<br \/>\n[2] Diga \u201cGibe I\u201d, costruita dalla Salini-Impregilo nel 1999 ha provocato lo spostamento forzato di circa 10 mila persone; la magistratura ha indagato sul finanziamento della diga \u201cGibe II\u201d, parzialmente crollata nel 2011 pochi giorni prima dell&#8217;inaugurazione; il bacino artificiale creato dalla sbarramento della diga \u201cGibe III\u201d ha gradualmente sommerso i territori della Valle dell&#8217;Omo, provocando fortissimi danni ad agricoltura e allevamento, cio\u00e8 le fonti di sostentamento principali delle popolazioni locali, ridurr\u00e0 inoltre il livello del lago desertico Turkana in Kenya, il pi\u00f9 grande del mondo. 500.000 persone saranno colpite dagli effetti di tale progetto. Fonte: Luca Manes \u201cMorire di sete nel Paese delle dighe\u201d, Left \u2013 4 maggio 2018;<br \/>\n[3] Creato nel 2001 dall&#8217;Ftse Group con il supporto dell&#8217;Ethical Investment Research Services, l&#8217;indice FTSE4GOOD include le aziende che si distinguono per gestione e applicazione di criteri ambientali, sociali o di governance come la sostenibilit\u00e0 ambientale, la lotta al cambiamento climatico, il rispetto dei diritti umani e la lotta alla corruzione. Ne sono perci\u00f2 esclude le industrie del settore del tabacco, delle armi o note per sfruttare i lavoratori. Sotto questo aspetto, negli anni, i Benetton sono stati accusati \u2013 tanto in Italia quanto all&#8217;estero \u2013 di danneggiamento dell&#8217;ambiente (Argentina), di sfruttamento del lavoro minorile, soprattutto dopo il crollo del Rana Plaza nel 2013 (Bangladesh) e di aver portato, in Italia, al fallimento di circa 1.000 imprese terziste tra il 1994 e il 1995, con 5.500 posti di lavoro cancellati, come riporta Pericle Camuffo in \u201cUnited Business of Benetton. Sviluppo insostenibile dal Veneto alla Patagonia\u201d, Stampa Alternativa, 2008;<br \/>\n[4] In \u201cQuel Sud straniero\u201d lo storico e poeta Ramon Minieri indica proprio la CTSA come una delle grandi societ\u00e0 che nel 1876 acquisisce illegalmente un milione di ettari di terre della Patagonia;<br \/>\n[5] Renata Avila, Sara Harrison, Angela Richter, Women, Whistleblowing, Wikileas. A Conversation, O\/R Books, New York, London, 2017; p.89;<br \/>\n[6] Entrata in vigore nel 1994 per accelerare i tempi per i detenuti in attesa di giudizio, la legge permette di calcolare come doppi i giorni trascorsi in carcere a partire dal secondo anno di detenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Santiago Maldonado, Raphael Nahuel e Camilo Catrillanca, rispettivamente 28, 22 e 24 anni al momento della morte, avvenuta in tutti e tre i casi per circostanze \u201cnon ufficialmente chiarificabili\u201d &#8211; seppur chiarissime \u2013 tra agosto 2017 e novembre 2018. 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