{"id":7756,"date":"2011-12-22T00:00:00","date_gmt":"2011-12-22T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-12-22T10:01:50","modified_gmt":"2011-12-22T10:01:50","slug":"di-quale-spread-stiamo-parlandox","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/12\/di-quale-spread-stiamo-parlandox\/","title":{"rendered":"Di quale spread stiamo parlando?"},"content":{"rendered":"<p> Si \u00e8 trattato di un vero e proprio pressing mediatico a tutto campo; d\u2019improvviso lo spread \u00e8 stato sulla bocca di tutti anche di coloro che tuttora ignorano cosa sia esattamente. <\/p>\n<p>Lo spread ha posto fine al berlusconismo, lo spread ci ha portato a cogitare diverse manovre finanziarie, lo spread ha sancito la fine, si spera transitoria, della sovranit\u00e0 popolare e dell\u2019esercizio della democrazia, sempre che, in passato, ne fossero rimaste ancora delle orme. Insomma indiscutibilmente \u00e8 stato l\u2019anno dello spread. The winner is lo spread ! <\/p>\n<p>In seguito, dallo spread si sono aperti definitivamente gli occhi del cittadino sul debito pubblico, storia pluri-decennale di una convivenza sinora alquanto tollerata, endemica e anche un po\u2019 marginalizzata nella storia della nostra nazione.<\/p>\n<p>Oggi la mia attenzione \u00e8 per un altro spread, quello tra i ricchi ed i poveri del nostro pianeta. E\u2019 uno spread non legato a un indicatore telematico ma ad uno stato di fatto, la realt\u00e0. <\/p>\n<p>Recenti dati pubblicati dall\u2019OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)\u00a0evidenziano come il gap tra ricchi e poveri sia ai pi\u00f9 alti livelli. Sono 1,2 miliardi le persone che vivono con meno di un dollaro al giorno e met\u00e0 della popolazione mondiale (7 miliardi) tira a campare con meno di $2 al giorno. Il reddito disponibile dalle persone \u00e8 uno dei criteri-indicatori che permettono di stabilire le soglie di povert\u00e0 e l\u2019incidenza del rischio povert\u00e0, ma, al di l\u00e0 dei soldi, pensiamo per un attimo a tutto ci\u00f2 che realmente vuol dire quel tipo di dato: esclusione sociale, malnutrizione, malattie, carenza di servizi, condizioni igieniche raccapriccianti, alfabetismo, disoccupazione e la lista potrebbe essere molto lunga, in breve assenza e privazione di dignit\u00e0 della persona.   <\/p>\n<p>E\u2019 bene ricordare che questi dati non riguardano solamente l\u2019africano del Congo o l\u2019indigeno del Per\u00f9, ma includono le povert\u00e0 e le condizioni di marginalit\u00e0 del cosiddetto mondo sviluppato, si, quelle del vicino che non salutiamo giornalmente sotto casa o di quell\u2019altro che da qualche mese va a cenare alla mensa della solidariet\u00e0. <\/p>\n<p>Alla ricerca dell\u2019equit\u00e0 mi ritrovai per la selva dell\u2019iniquit\u00e0. <\/p>\n<p>In nome dello spread mediatizzato, per intenderci quello vincitore dell\u2019oscar 2011, si fanno salti mortali, si preparano contromisure e riforme, manovre e contromanovre;  per lottarlo, per ridurlo, per \u201csalvare\u201d. Ma salvare chi ?  <\/p>\n<p>L\u2019abile manipolazione di pochi colpisce e reprime l\u2019essenza del nostro esistere: il rispetto, la dignit\u00e0 della persona e la protezione dei diritti umani. E cos\u00ec dietro quello spread vengono generati iniquit\u00e0, ingiustizie sociali, si marcano ancora pi\u00f9 nettamente le disparit\u00e0 e le differenze, si calpesta persino la Costituzione che sancisce il diritto della personalit\u00e0, la centralit\u00e0 della persona.   <\/p>\n<p>E navighiamo nella retorica, nella falsit\u00e0 e nel limbo di un\u2019apparenza non pi\u00f9 accettabile. Da un lato, nel mondo parallelo dell\u2019Unione Europea si dichiara il 2010 \u201canno europeo della lotta alla povert\u00e0 e all\u2019esclusione sociale\u201d ma poi si accondiscendono le riforme anti-costituzionali, la sopraffazione della democrazia, le logiche affariste e, in soldoni, le politiche di incentivazione delle marginalit\u00e0. <\/p>\n<p>Dall\u2019altro, da lustri ormai, gli organismi internazionali ed i potenti del mondo, portano avanti, in modo pi\u00f9 o meno serio, diverse strategie a livello planetario per lottare la povert\u00e0. Pochi i risultati salienti ed invece tali decisionisti burattinai sembrano remare contro, seminano involuzione, programmano recessioni, pianificano il quieto vivere di pochi e l\u2019infelicit\u00e0 della moltitudine. <\/p>\n<p>Occorre svecchiare la classe politica, bisogna introdurre nuovi principi e valori permeati sul bene comune, occorre coltivare la cultura dell\u2019attivismo, del non delegare e del partecipare in prima linea alla trasformazione. Ma in primis, oggi, \u00e8 il momento del \u201crendere visibile\u201d, di informare, di mettere a fattore comune per fare conoscere e generare consapevolezza sulla quale fondare la rigenerazione popolare.<br \/>\nNel 2012 partiamo dunque da questo nuovo spread !  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso dell\u2019anno che volge al termine anche i meno attratti dal mondo finanziario hanno imparato a \u201cconvivere\u201d con lo spread e gli altalenanti andamenti finanziari che sono stati il tema prediletto di tutti i canali mediatici.                                                                                           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