{"id":7694,"date":"2011-12-15T00:00:00","date_gmt":"2011-12-15T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-12-15T12:42:03","modified_gmt":"2011-12-15T12:42:03","slug":"iran-uno-stato-xmortedipendentex","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/12\/iran-uno-stato-xmortedipendentex\/","title":{"rendered":"Iran uno stato &#8220;mortedipendente&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Dall\u2019inizio dell\u2019anno, secondo i dati in possesso di Amnesty International, le esecuzioni per reati di droga sono state almeno 488, quasi tre volte di piu\u2019 dei dati di due anni prima, quando l\u2019organizzazione per i diritti umani aveva registrato almeno 166 esecuzioni del genere.<\/p>\n<p>In totale, nel 2011, mettendo insieme dati ufficiali e non ufficiali, Amnesty International ha contato circa 600 esecuzioni, di cui quelle per reati di droga costituiscono l\u201981 per cento. L\u2019organizzazione per i diritti umani ha pertanto chiesto alle autorita\u2019 iraniane di porre fine all\u2019impiego della pena di morte per i reati di droga.<\/p>\n<p>\u2018Per contrastare l\u2019immenso problema della droga, le autorita\u2019 iraniane hanno eseguito un numero impressionante di condanne a morte, in assenza di qualsivoglia prova che le esecuzioni prevengano il traffico di stupefacenti piu\u2019 efficacemente di altre sanzioni\u2019 \u2013 ha dichiarato Ann Harrison, vicedirettrice per il Medio Oriente e l\u2019Africa del Nord di Amnesty International.<\/p>\n<p>\u2018I reati di droga costituiscono nettamente il principale motivo del profondo aumento delle esecuzioni in Iran negli ultimi 18 mesi. L\u2019obiettivo finale e\u2019 che l\u2019Iran abolisca la pena di morte per tutti i reati, ma gia\u2019 impedire le esecuzioni per reati di droga, che tra l\u2019altro violano il diritto internazionale, sarebbe un primo passo per ridurne notevolmente il numero\u2019 \u2013 ha aggiunto Harrison.<\/p>\n<p>Intorno alla meta\u2019 del 2010, Amnesty International ha iniziato a ricevere attendibili resoconti secondo i quali era cominciata una nuova ondata di esecuzioni per reati di droga. Questi resoconti mettevano in luce anche l\u2019esecuzione segreta di massa di almeno 89 persone, avvenuta nella prigione Vakilabad di Mashhad, il 4 agosto 2010.<\/p>\n<p>Le autorita\u2019 iraniane hanno dichiarato ufficialmente 253 esecuzioni per l\u2019anno 2010 (di cui 172 per reati di droga, quasi il 68 per cento del totale), ma secondo credibili informazioni in possesso di Amnesty International, vi sarebbero state altre 300 esecuzioni, la maggior parte delle quali sempre per reati di droga.<\/p>\n<p>In quasi tutti i casi, le esecuzioni fanno seguito a processi gravemente iniqui e le famiglie e gli avvocati ricevono scarso preavviso, o addirittura vengono tenuti all\u2019oscuro, sul fatto che la sentenza sta per essere eseguita. Le persone provenienti dai gruppi emarginati (tra cui i poveri, le minoranze etniche discriminate e gli stranieri, in particolare gli afgani) corrono il rischio maggiore di essere messe a morte per reati di droga.<\/p>\n<p>Mohammad Jangali, 38 anni, guidatore di camion della minoranza Kouresunni (una piccola comunita\u2019 di sunniti all\u2019interno della minoranza azera, prevalentemente sciita), e\u2019 stato messo a morte il 10 ottobre 2011. Nel 2008, il suo camion era stato bloccato nei pressi di Urmia e trovato pieno di droga. Si teme che sia stato costretto a firmare sotto tortura una \u2018confessione\u2019 preparata dal ministero dell\u2019Intelligence.  La sua famiglia non ha piu\u2019 avuto notizie di lui fino a quando e\u2019 stata avvisata dalla prigione che il parente sarebbe stato messo a morte entro otto ore e avrebbero dovuto sbrigarsi se volevano vederlo. Fino in punto di morte, Jangali ha giurato che ignorava che il suo camion trasportasse droga.<\/p>\n<p>Amnesty International ritiene che vi siano 4000 cittadini afgani nei bracci della morte dell\u2019Iran per reati di droga. Il trattamento riservato loro dal sistema giudiziario risulta essere particolarmente iniquo.<\/p>\n<p>Alcuni cittadini afgani sarebbero stati messi  a morte senza neanche un processo e avrebbero appreso del loro imminente destino dal personale del carcere.<\/p>\n<p>Amnesty International continua a riceve notizie di esecuzioni per droga nei confronti di minorenni al momento del reato, sebbene le autorita\u2019 iraniane neghino che cio\u2019 abbia ancora luogo.<\/p>\n<p>L\u2019Iran ha il quarto tasso di mortalita\u2019 per droga del mondo, 91 persone su un milione di persone tra i 15 e i 64 anni, ed e\u2019 uno dei principali paesi di transito delle rotte del traffico di stupefacenti.  Negli ultimi anni, il paese ha ricevuto assistenza internazionale, da diversi paesi europei come dalle Nazioni Unite, per cercare di controllare l\u2019ingresso della droga nel territorio.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea ha stanziato 9,5 milioni di euro in tre anni per un progetto, con base in Iran,  destinato a rafforzare la cooperazione regionale antinarcotici. Al progetto prende parte la polizia federale della Germania, che collabora alla creazione di laboratori forensi nella regione.<\/p>\n<p>L\u2019Ufficio delle Nazioni Unite per la droga e il crimine (Unodc) ha fornito 22 milioni di dollari dal 2005 per favorire l\u2019addestramento delle forze antinarcotici dell\u2019Iran.<\/p>\n<p>Belgio, Francia, Giappone e Irlanda avevano precedentemente contribuito a un programma dell\u2019Unodc destinato ai cani antidroga. L\u2019Unodc ha poi fornito dei kit per individuare la presenza di stupefacenti.<\/p>\n<p>Danimarca, Germania e Norvegia si sono impegnate a finanziare i programmi Unodc per il periodo 2011- 2014 relativi alla cooperazione tecnica in materia di droga e criminalita\u2019 in Iran.<\/p>\n<p>Il programma della Nazioni Unite dovrebbe, in teoria, comprendere la promozione di riforme per allineare il sistema giudiziario iraniano agli standard internazionali. Tuttavia, in una visita effettuata quest\u2019anno a luglio in Iran, il direttore esecutivo di Unodc si e\u2019 complimentato per i programmi antinarcotici nel paese senza menzionare l\u2019aumento delle esecuzioni per reati di droga.<\/p>\n<p>\u2018Tutti i paesi e le organizzazioni internazionali che aiutano le autorita\u2019 iraniane ad arrestare piu\u2019 persone per reati di droga devono guardare in modo ampio al potenziale impatto della loro assistenza e a cosa e\u2019 nelle loro possibilita\u2019 per fermare l\u2019ondata di esecuzioni. Non possono voltare lo sguardo mentre centinaia di persone povere vengono messe a morte ogni anno in assenza di un giusto processo e, in molti casi, apprendendo solo poche ore prima che di li\u2019 a poco moriranno\u2019  &#8211; ha concluso Harrison.<\/p>\n<p>Nel 2009 vi sono state almeno 389 esecuzioni, il 43 per cento delle quali per reati di droga.<\/p>\n<p>Nel 2010 vi sono state almeno 550 esecuzioni. Le autorita\u2019 ne hanno dichiarate 253 ma secondo resoconti credibili ricevuti da Amnesty International, vi sono state altre 300 esecuzioni, per lo piu\u2019 per reati di droga.<\/p>\n<p>Nei primi 11 mesi del 2011 vi sono state almeno 600 esecuzioni, di cui circa l\u201981 per cento per reati di droga.<\/p>\n<p>Il rapporto \u2018\u2019Mortedipendenza\u2019. Le esecuzioni per reati di droga nel 2011\u2019 e\u2019 disponibile [qui](http:\/\/www.amnesty.it\/iran-ondata-di-esecuzioni-segrete-per-reati-droga)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un nuovo rapporto sulla pena di morte in Iran, dal titolo \u2018\u2019Mortedipendenza\u2019. 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