{"id":7605,"date":"2011-12-06T00:00:00","date_gmt":"2011-12-06T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-12-06T04:23:11","modified_gmt":"2011-12-06T04:23:11","slug":"stop-alla-pena-di-morte-e-ai-processi-iniqui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/12\/stop-alla-pena-di-morte-e-ai-processi-iniqui\/","title":{"rendered":"Stop alla pena di morte e ai processi iniqui"},"content":{"rendered":"<p>Lo ha reso noto oggi la Rete asiatica contro la pena di morte (Adpan), che in un rapporto dal titolo \u2018Quando manca la giustizia. Migliaia messi a morte dopo processi iniqui\u2019 denuncia come 14 paesi asiatici messi insieme eseguano piu\u2019 condanne a morte del resto dei paesi del mondo e descrive gli sforzi in atto per garantire processi equi in otto di quei paesi.<\/p>\n<p>\u2018Solo un piccolo numero di paesi in Asia ricorre ancora alla pena di morte ma questo fatto getta un\u2019ombra sull\u2019intero continente: date le numerose condanne alla pena capitale inflitte al termine di processi iniqui, innocenti vengono messi a morte\u2019 \u2013 ha dichiarato Louise Vischer, coordinatrice dell\u2019Adpan.<\/p>\n<p>Il rapporto sollecita un\u2019azione in favore di otto persone che rischiano l\u2019esecuzione in Cina, Giappone, India, Indonesia, Malesia, Pakistan, Singapore e Taiwan. In ciascuno di questi casi, la condanna a morte e\u2019 stata inflitta dopo un processo iniquo e in sei su otto l\u2019accusa si e\u2019 basata su prove estorte mediante tortura.<\/p>\n<p>\u2018Le falle presenti nei sistemi giudiziari di molti di questi paesi creano una situazione per cui persone vengono messe a morte al termine di processi clamorosamente irregolari, in cui vi e\u2019 scarso o assente accesso all\u2019assistenza legale e si puo\u2019 essere condannati persino dopo essere stati obbligati a confessare con la tortura\u2019 \u2013 ha sottolineato Catherine Baber, vicedirettrice di Amnesty International per l\u2019Asia e il Pacifico.<\/p>\n<p>Oltre la meta\u2019 dei paesi asiatici ha abolito la pena capitale o non ha eseguito condanne a morte negli ultimi 10 anni.<\/p>\n<p>Taiwan ha ripreso le esecuzioni nel 2010 dopo una pausa di quattro anni e nonostante nel 2000 avesse annunciato una politica di graduale abolizione. La Thailandia e\u2019 tornata a eseguire condanne a morte nel 2009, nonostante nel suo piano d\u2019azione sui diritti umani si fosse impegnata per l\u2019abolizione.<\/p>\n<p>Nel gennaio di quest\u2019anno, il ministro della Giustizia di Taiwan ha riconosciuto che Chiang Kuo-ching, un soldato dell\u2019Aviazione, era stato messo a morte nel 1997 per un reato che non aveva commesso, a seguito di una \u2018confessione\u2019 estorta mediante tortura.<\/p>\n<p>\u2018Solo l\u2019abolizione della pena capitale puo\u2019 garantire che nessun innocente venga messo a morte. Le scuse dei governi per gli \u2018errori\u2019 non possono mai essere abbastanza\u2019 \u2013 ha commentato Hsinyi Lin, direttore esecutivo dell\u2019Alleanza taiwanese per la fine della pena di morte.<\/p>\n<p>Chiou Ho-shun e\u2019 il prigioniero detenuto da piu\u2019 tempo in quello che e\u2019 il piu\u2019 lungo procedimento giudiziario in corso nella storia di Taiwan. Condannato a morte per omicidio nel 1989, e\u2019 in carcere da oltre 23 anni. Il suo caso, riesaminato per 11 volte, e\u2019 stato definito dai suoi avvocati \u2018una macchia nella storia penale del paese\u2019.<\/p>\n<p>Chiou Ho-shun continua a sostenere di aver reso una falsa confessione sotto tortura. L\u2019Alta corte di Taiwan ha riconosciuto che il detenuto ha subito violenza ma si e\u2019 limitata a non considerare come prova la registrazione audio delle confessioni in cui si potevano distintamente udire le urla del prigioniero. Dopo continui rimpalli tra l\u2019Alta corte e la Corte suprema, Chiou Ho-shun ha perso l\u2019ultimo appello presso la Corte suprema nell\u2019agosto 2011 e potrebbe essere messo a morte in qualsiasi momento.<\/p>\n<p>Confessioni estorte con la forza vengono regolarmente considerate come prove affidabili nei processi in Afghanistan, Cina, Giappone, India e Indonesia, nonostante le leggi vietino tale prassi.<\/p>\n<p>In India, Devender Pal Singh, un prigioniero nel braccio della morte, ha denunciato alla Corte suprema che gli addetti agli interrogatori avevano minacciato di ucciderlo e gli avevano \u2018preso la mano\u2019 per fargli \u2018firmare dei fogli di carta bianchi\u2019.<\/p>\n<p>\u2018Il fatto che una persona possa essere condannata a morte senza uno straccio di prova se non una \u2018confessione\u2019 e\u2019 l\u2019atto finale d\u2019accusa nei confronti del sistema giudiziario di un paese\u2019 \u2013 ha dichiarato Maiko Tagusari, segretaria generale del Centro giapponese per i diritti dei prigionieri.<\/p>\n<p>In Asia, gli imputati per reati per i quali puo\u2019 essere emessa una condanna a morte hanno un limitato, se non addirittura inesistente, accesso alla difesa legale, sia prima che durante il processo.<\/p>\n<p>Il sistema cosiddetto del \u2018daiyo kangoku\u2019, in vigore in Giappone, consente alla polizia di trattenere e interrogare un sospetto in assenza di un avvocato per 23 giorni, sulla base dell\u2019assunto che la presenza di un avvocato potrebbe rendere difficile \u2018persuadere il sospetto a dire la verita\u2019\u2019.<\/p>\n<p>Le autorita\u2019 cinesi possono frapporre ostacoli ai colloqui tra gli avvocati e i loro clienti o rendere difficile l\u2019accesso ai fascicoli. In alcuni casi, gli avvocati sono stati incriminati per aver presentato in aula prove che contrastavano la tesi della pubblica accusa.<\/p>\n<p>In base al diritto internazionale, la pena di morte puo\u2019 essere imposta solo per reati intenzionali con conseguenze mortali. La pena di morte come punizione automatica e\u2019 vietata. Cio\u2019 nonostante, alcuni paesi asiatici la applicano per reati non letali, come il furto o il traffico di droga.<\/p>\n<p>Corea del Nord, Malesia, Pakistan e Singapore sono tra i paesi il cui sistema legale prevede la pena di morte come pena obbligatoria per il possesso di una determinata quantita\u2019 droga.<\/p>\n<p>I reati puniti con la pena di morte sono almeno 55 in Cina, 28 in Pakistan e 57 a Taiwan.<\/p>\n<p>\u2018Tutti i paesi asiatici devono lavorare insieme in direzione dell\u2019abolizione della pena di morte. Solo allora, potranno dimostrare il loro reale attaccamento all\u2019equita\u2019 e alla giustizia\u2019 \u2013 ha concluso Narendra, dell\u2019Unione popolare per le liberta\u2019 civili, organizzazione indiana aderente all\u2019Adpan.<\/p>\n<p>La Rete asiatica contro la pena di morte (Anti-Death Penalty Asia Network, Adpan) e\u2019 una rete indipendente regionale che svolge campagne per abolire la pena capitale nella regione Asia \u2013 Pacifico. L\u2019Adpan e\u2019 indipendente dai governi e da qualsiasi affiliazione politica e religiosa. Tra i suoi aderenti figurano avvocati, Organizzazioni non governative, gruppi della societa\u2019 civile, difensori dei diritti umani e attivisti di 23 paesi. Per ulteriori informazioni: [www.adpan.net](http:\/\/www.adpan.net)<\/p>\n<p>Il rapporto \u2018Quando manca la giustizia. Migliaia messi a morte dopo processi iniqui\u2019 e\u2019 disponibile in lingua inglese all\u2019[indirizzo](http:\/\/www.amnesty.it\/rete-asiatica-contro-pena-di-morte-chiede-fine-di-pena-capitale-e-di-processi-iniqui)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un gruppo di irriducibili paesi asiatici sta sfidando la crescente tendenza mondiale contro la pena di morte e condanna alla pena capitale migliaia di persone ogni anno al termine di processi iniqui.                                                                                                                         <\/p>\n","protected":false},"author":432,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46,150,60],"tags":[],"class_list":["post-7605","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-asia-it","category-comunicati-stampa","category-diritti-umani"],"yoast_head":"<!-- This site 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