{"id":75232,"date":"2013-11-05T14:21:27","date_gmt":"2013-11-05T14:21:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=75232"},"modified":"2013-11-18T14:11:46","modified_gmt":"2013-11-18T14:11:46","slug":"gioco-ce-la-vita-la-morte-migliaia-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/gioco-ce-la-vita-la-morte-migliaia-persone\/","title":{"rendered":"In gioco c\u2019\u00e8 la vita e la morte di migliaia di persone"},"content":{"rendered":"<p><i><a href=\"http:\/\/fortresseurope.blogspot.it\">\u00a0Fortress Europe<\/a> si presenta con questo sottotitolo:<\/i><\/p>\n<p><i><\/i><i>Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell&#8217;Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si legger\u00e0 che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d&#8217;Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre citt\u00e0. Mentre tutti fingevano di non vedere.<\/i><\/p>\n<p><i>E\u2019 il blog dove Gabriele Del Grande riunisce i suoi testi e l\u2019osservatorio sulle vittime della frontiera da lui fondato.<\/i><\/p>\n<p><b>Gabriele, ci puoi spiegare meglio il lavoro che fai?<\/b><\/p>\n<p>Viaggio, incontro, ascolto, leggo, penso, studio. E poi scrivo. All\u2019estero mi definisco un giornalista. Nel paese delle caste e delle tessere che \u00e8 l\u2019Italia, non sono nemmeno un pubblicista, ma una semplice partita Iva. Ad ogni modo, il risultato \u00e8 lo stesso. Cercare storie, metterle in fila, e provare a raccontare la Storia. Con cura, preparazione e passione. Fortress Europe \u00e8 una ricerca che dura da sette anni. Da un lato i numeri delle statistiche sui morti lungo le frontiere europee e dall\u2019altro il lavoro di reportage e narrazione. Con un\u2019attenzione maturata negli anni alla ricerca di linguaggi nuovi, di parole nuove, di sensibilit\u00e0 nuove. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 bisogno solo di vertenze sui diritti, ma soprattutto di una nuova estetica che ci aiuti a riumanizzare ci\u00f2 che certo giornalismo e tanta politica ci hanno abituato a considerare come la spazzatura dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Come stanno cambiando i flussi negli ultimi tempi? E\u2019 possibile fare una stima delle vittime? Chi sta pagando un prezzo pi\u00f9 alto?<\/b><\/p>\n<p>I flussi migratori, nel mondo, seguono i flussi del denaro, degli investimenti, del mercato del lavoro. E in questi anni di crisi sono flussi in uscita. La principale rotta migratoria in Italia, ma anche in Spagna e in Grecia, da un paio d\u2019anni \u00e8 la via del ritorno. Se ne sono andati in centinaia di migliaia dal Sud Europa, compresi molti nostri concittadini andati a cercare lavoro all\u2019estero. Il loro spostamento non fa rumore perch\u00e9 hanno le carte in regola. Cos\u00ec come non fa rumore lo spostamento della maggioranza dei lavoratori emigrati in Italia, che sono europei &#8211; \u00a0albanesi, rumeni, bulgari, polacchi. Non fanno rumore perch\u00e9 da diversi anni si muovono in regime di semi o totale libera circolazione. Arrivano in autobus, in aereo, in macchina, senza pi\u00f9 bisogno del visto di ingresso\u2026 Eppure i riflettori della stampa sono accesi solo su Lampedusa. Come se quegli sbarchi fossero la causa della migrazione. Mai equazione fu pi\u00f9 errata. L\u2019immigrazione in Italia arriva dall\u2019est e ormai viaggia con il passaporto. Lampedusa \u00e8 piuttosto la conseguenza delle politiche frontaliere dell\u2019Europa. S\u00ec, perch\u00e9 la stessa UE che ha avuto il coraggio di aprire alla libera circolazione con l\u2019Est, ancora oggi non si azzarda a semplificare le inaccessibili procedure per il rilascio di visti turistici, familiari o per lavoro. E la conseguenza \u00e8 che una parte degli esclusi da quei visti decide di affidarsi alle reti del contrabbando. Che siano lavoratori in cerca di un salario o famiglie in fuga dalla guerra siriana, poco cambia. Il problema \u00e8 lo stesso: l\u2019inaccessibilit\u00e0 ai visti europei.<\/p>\n<p><b>Chi fa i soldi con questa faccenda dell\u2019immigrazione clandestina?<\/b><\/p>\n<p>Sicuramente il contrabbando libico ed egiziano fa molti soldi. Come pure fanno molti soldi i funzionari delle ambasciate italiane. Perch\u00e9 \u00e8 vero che \u00e8 difficile avere i visti, ma la corruzione aiuta molto. Tra il contrabbando e la corruzione, credo che il giro d\u2019affari, soltanto per l\u2019Italia, si aggiri su svariate decine di milioni di euro l\u2019anno, che poi ricadono a cascata su vari gruppi criminali locali e su vari funzionari corrotti. Non c\u2019\u00e8 un\u2019unica grande organizzazione. Non si tratta di cifre astronomiche, ma magari aiuterebbero a risanare l&#8217;Alitalia o qualche compagnia di navigazione italiana. Se soltanto l\u2019Italia e l\u2019Europa ragionassero in termini di mobilit\u00e0 e non di criminalizzazione del viaggio. A Lampedusa sbarcano 30.000 persone ogni dodici mesi. Farle viaggiare in aereo, su voli diretti in mezza Europa, sarebbe logisticamente molto pi\u00f9 semplice di quanto non sia trasportare i 18 milioni di turisti che ogni anno visitano Roma. E sarebbe pi\u00f9 redditizio che non finanziare le missioni militari di pattugliamento nel Mediterraneo. Poi se vogliamo continuare la lista di chi ci guadagna, dovremmo metterci l\u2019italiano medio. Non il grande capitale, perch\u00e9 quello deve fare le cose in regola. Ma l\u2019italiano medio\u2026 Che sia l\u2019azienda agricola del sud, la famiglia di classe media che ha bisogno di un\u2019assistenza domiciliare, il proprietario di una seconda casa che affitta in nero, le aziende edili del nord e tanta imprenditoria straniera che esattamente come quella italiana conosce bene le regole dello sfruttamento\u2026 Tutta questa gente guadagna dalla ricattabilit\u00e0 di chi \u00e8 tenuto nella clandestinit\u00e0 dalle nostre leggi sulla migrazione, sebbene lavori (in nero) e abbia una casa (in nero)\u2026<\/p>\n<p><b>Ci sono cittadini nel mondo che diventano di serie A ed altri che non giocano nemmeno il campionato: le categorie stanno cambiando? E, se s\u00ec, in funzione di quali fattori?<\/b><\/p>\n<p>I cittadini dei paesi pi\u00f9 potenti, economicamente e militarmente, godono del diritto alla mobilit\u00e0. Sia esso in qualit\u00e0 di turisti (e dunque consumatori), o di lavoro e investimento (e dunque di produzione economica). Ai cittadini dei paesi pi\u00f9 deboli e isolati \u00e8 dato muoversi soltanto in qualit\u00e0 di manodopera a basso costo e solo su richiesta del datore di lavoro nel paese di destinazione. Ogni anno, decine di migliaia di giovani si ribellano a questa logica e attraversano le frontiere senza documenti, rivendicando il proprio diritto alla mobilit\u00e0. La conseguenza \u00e8 un sistema repressivo messo in atto in molte parti del mondo dai paesi ricchi lungo le loro frontiere con le zone pi\u00f9 povere. Su quei confini si contano migliaia di morti ogni anno. Siano essi nel deserto tra il Messico e gli Stati Uniti, nel Mediterraneo, nel Sahara, o nel Pacifico al largo dell\u2019Australia\u2026<\/p>\n<p>Il mondo e i suoi equilibri per\u00f2 stanno cambiando in fretta. La ricchezza si sta redistribuendo e i paesi emergenti hanno ormai un peso ineludibile. Basti pensare a quanti portoghesi stanno emigrando nelle ex colonie, Angola e Brasile, per beneficiare del boom economico di questi paesi. O quanti nordafricani stanno emigrando nei ricchi paesi arabi del Golfo, senza parlare di tutta la migrazione interna cinese e indiana. Voglio dire che il mondo non gira intorno all\u2019Europa. E prima l\u2019Europa si liberer\u00e0 dai fantasmi dell\u2019invasione che non c\u2019\u00e8, prima potr\u00e0 risalire sul treno della contemporaneit\u00e0, dal quale sembra aver deciso di scendere\u2026<\/p>\n<p><b>Quali sono le leggi internazionali che impediscono la libera circolazione delle persone? Quali quelle che la favoriscono? La libera circolazione risolverebbe il problema? In tutto?<\/b><\/p>\n<p>Non ci sono leggi internazionali che vietino la libera circolazione. Al contrario la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 parla di diritto a lasciare il proprio paese. Il problema \u00e8 a livello di giurisdizione nazionale, di leggi sull\u2019immigrazione. Tuttavia bisogna distinguere tra diritto alla mobilit\u00e0 e leggi sull\u2019immigrazione. \u00c8 legittimo che uno Stato abbia le sue politiche migratorie, tuttavia la mobilit\u00e0 deve essere garantita, o quantomeno facilitata. L\u2019Europa non pu\u00f2 convivere con le fosse comuni lungo i suoi confini e allo stesso tempo scommettere sulla libera circolazione nei Balcani e negli stati orientali del vecchio continente. La libera circolazione risolverebbe in toto il problema dei morti sui confini europei. Il mercato del lavoro si autoregolerebbe, regolando i flussi in entrata e in uscita dei lavoratori stranieri in base alle esigenze del mercato, come gi\u00e0 avviene di fatto, sebbene sul mercato nero. Diverso invece sarebbe l\u2019effetto sull\u2019asilo politico. \u00c8 chiaro che ci sarebbero molte pi\u00f9 domande di protezione internazionale. Ma davvero l\u2019Europa potrebbe lamentarsi? Voglio dire, davvero in nome di un principio di ordine borghese delle nostre citt\u00e0, possiamo chiudere gli occhi davanti ai drammi del mondo? Davvero possiamo sbattere la porta in faccia ai profughi di guerra siriani o somali perch\u00e9 non vogliamo vedere i loro figli nelle nostre scuole? Io non so che farmene di un\u2019Europa che pretende di vivere sotto la campana di vetro mentre la casa del vicino brucia. Delle due l\u2019una: aprire la porta o dare una mano a spegnere l\u2019incendio.<\/p>\n<p><b>Quali sono per te le istituzioni che stanno lavorando peggio sul tema?<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b>L\u2019Europa, come pure l\u2019Italia, \u00e8 un soggetto pieno di contraddizioni. L\u2019Europa di Frontex (Agenzia comunitaria per il coordinamento del pattugliamento delle frontiere esterne) ha incoraggiato i respingimenti in Libia fatti dall\u2019Italia nel 2009, dopo un accordo bipartisan firmato con Gheddafi prima dal governo Prodi (2007) e poi dal governo Berlusconi (2009), eppure l\u2019Europa della Corte di Strasburgo ha condannato l\u2019Italia per quegli stessi respingimenti. L\u2019Europa di Frontex ragiona con i paesi del Mediterraneo soltanto in termini militari, navi da guerra, respingimenti, carceri nel Sahara, esternalizzazione, eppure l\u2019Europa della Commissione Europea ha firmato negli anni passati accordi di liberalizzazione dei visti (e dunque della mobilit\u00e0) con diversi paesi dei Balcani e con i nuovi stati membri dell\u2019Europa dell\u2019Est. Forse sta a noi far prevalere la parte sana dell\u2019Europa, contro quella in preda ai fantasmi dell\u2019invasione e dello scontro di civilt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>I CIE, comunque si giri la frittata, sono luoghi di detenzione; immigrazione = reato, immigrato = detenuto. Essere Umano = viaggiatore. Possiamo tornare a quest\u2019ultima uguaglianza? Cosa serve per te, nelle leggi e nella testa, per farlo?<\/strong><\/p>\n<p>Basterebbe molto poco nelle leggi. E non sarebbe la prima volta. Fino al 2006, il 30% dei reclusi nei CIE (centri di identificazione e espulsione) erano rumeni, in perfetta coerenza con i dati sulle presenze in Italia dei rumeni, come prima comunit\u00e0 immigrata. Dal 2007, di rumeni nei CIE non se ne vedono pi\u00f9, eccezion fatta per alcuni ex detenuti condannati per reati gravi ed espulsi dopo aver scontato una pena in carcere. Basterebbe riscrivere la legge sull\u2019immigrazione per introdurre i visti per motivi di ricerca di lavoro, reintrodurre la figura della sponsor, semplificare i ricongiungimenti e prevedere una sanatoria permanente e individuale, come in Spagna, per cui chi ha un contratto e una casa possa regolarizzare la propria posizione. Al resto per\u00f2 deve pensare l\u2019Europa, con una progressiva semplificazione dei visti e magari con dei programmi speciali per i cittadini provenienti da paesi in guerra come la Siria e la Somalia, o l\u2019Afghanistan, verso cui servirebbe maggiore solidariet\u00e0. Se l\u2019Europa non trova il coraggio per farlo adesso, forse non lo far\u00e0 pi\u00f9. Perch\u00e9 la pressione migratoria non \u00e8 mai stata cos\u00ec bassa. La crisi ha reso l\u2019Europa poco attraente. E proprio adesso dovremmo provare un altro sistema, visto che quello delle navi da guerra in vent\u2019anni ha prodotto soltanto migliaia di morti, ma non ha cambiato niente.<\/p>\n<p><b>C\u2019\u00e8 qualche storia particolare che pensi sia utile e bello raccontare?<\/b><\/p>\n<p>Vorrei raccontarvi tutte le storie degli amici siriani con cui sono in contatto in questi giorni. Sono in Egitto, in Turchia, in Libia. Stanno provando inutilmente a chiedere i visti nelle nostre ambasciate. E io gi\u00e0 sto in pensiero, perch\u00e9 so che prima o poi tenteranno la via del mare, dopo l\u2019ennesimo rifiuto e non so se li rivedr\u00f2 mai pi\u00f9. Perch\u00e9 questo non \u00e8 uno scherzo, n\u00e9 un esercizio di statistiche tra esperti. E\u2019 in gioco c\u2019\u00e8 la vita e la morte di migliaia di persone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Fortress Europe si presenta con questo sottotitolo: Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell&#8217;Europa. 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