{"id":746779,"date":"2018-10-29T22:07:08","date_gmt":"2018-10-29T22:07:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=746779"},"modified":"2018-10-29T22:11:51","modified_gmt":"2018-10-29T22:11:51","slug":"centro-america-la-carovana-partita-dallhonduras-nel-suo-viaggio-in-messico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/10\/centro-america-la-carovana-partita-dallhonduras-nel-suo-viaggio-in-messico\/","title":{"rendered":"Centro America &#8211; La Carovana partita dall\u2019Honduras nel suo viaggio in Messico"},"content":{"rendered":"<div id=\"post-body-6930185977000319116\" class=\"post-body entry-content\">\n<div class=\"separator\">Sono migliaia i profughi che, a partire dal 13 ottobre scorso, si sono riversati nelle strade di San Pedro Sula (Honduras) nella\u00a0<strong>speranza di raggiungere il Nord America<\/strong>. Nel percorso si sono aggiunti guatemaltechi e salvadoregni, che hanno colto l\u2019occasione di questa\u00a0<strong>grande Carovana<\/strong>, con la \u201cC\u201d maiuscola\u00a0<a class=\"spip_out\" href=\"https:\/\/elfaro.net\/es\/201810\/columnas\/22589\/Los-perros-ladran-la-caravana-pasa.htm\" rel=\"external\">come scrive<\/a>\u00a0il giornalista di El Faro\u00a0<i>Sebasti\u00e1n Escal\u00f3n<\/i>, per provare ad entrare negli Stati Uniti.<\/div>\n<div id=\"rightLeft\">\n<div class=\"testo\"><br class=\"autobr\" \/>Partita dalla seconda citt\u00e0 honduregna per popolazione, dopo la capitale Tegucigalpa, la Carovana ha attraversato Citt\u00e0 del Guatemala e Tec\u00fan Um\u00e1n sotto la pioggia ed il sole, dormendo per la strada e mangiando ci\u00f2 che gli abitanti guatemaltechi decidevano di offrire loro.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Come spiegano i giovani che scelgono di concedere interviste ai giornalisti locali e stranieri, a differenza dei migranti, che cercano di passare inosservati, la volont\u00e0 questa volta \u00e8 quella di farsi notare cos\u00ec da poter raccontare e far conoscere la situazione.<\/p>\n<blockquote class=\"spip\">\n<blockquote class=\"tr_bq\"><p><i><b>La fuga acquista quindi un significato ancor maggiore: una vera e propria manifestazione collettiva.<\/b><\/i><\/p><\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<p>Lo urlano in slogan le migliaia di persone che ne fanno parte: \u201cNon si pu\u00f2 vivere se si \u00e8 poveri in America Centrale!\u201d<\/p>\n<p>Avanzano insieme donne e uomini, giovani ed anziani, con passo deciso.\u00a0<br class=\"autobr\" \/>Marciano verso la terra del vecchio \u201csogno americano\u201d.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>\u00c8 la\u00a0<strong>forza della massa\u00a0<\/strong>che muove le\u00a0<strong>oltre settemila persone in marcia<\/strong>.<br \/>\n<strong>Si lasciano alle spalle disoccupazione, violenze, povert\u00e0 e conflitti civili che da anni insanguinano i paesi d\u2019origine.\u00a0<\/strong><br \/>\n<b><br class=\"autobr\" \/><\/b>Marciano nella\u00a0<strong>speranza di migliorare il proprio futuro<\/strong>, andando proprio verso quel modello di societ\u00e0 che, negli anni, ha causato impoverimento, violenze e repressione in tutta l\u2019America centro-meridionale.<\/p>\n<p><strong>La carovana si trova ora in Chiapas,\u00a0<\/strong>ed attraverso i reportage di\u00a0<a class=\"spip_out\" href=\"https:\/\/radiozapatista.org\/\" rel=\"external\">Radio Zapatista<\/a>\u00a0possiamo seguire il lento avanzare attraverso il primo stato messicano dalla frontiera.<\/p>\n<div class=\"separator\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/proxy\/XqaVEE345AUSJh-6XIJbn8kMNDN7dq8r3BI4XncmviF9uCslojCTmZrVxQI_TK3CaC6mDI9loDHe6_u86mLbUfAph-Is4FbHSVltRxnb51sYqsARlUb5KDAHoOcCzubXh_M2mWyb1niE=s0-d\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"339\" \/><\/div>\n<h3 class=\"spip\"><strong>DA DOVE VENGONO LE DONNE E UOMINI DI OGNI ETA\u2019 CHE COMPONGONO LA CAROVANA?<\/strong><\/h3>\n<p>Con il crollo dei cartelli colombiani degli anni 2000<strong>\u00a0la produzione di droghe dirette negli Stati Uniti si \u00e8 spostata verso nord, in Messico<\/strong>\u00a0ma non solo.\u00a0<br class=\"autobr\" \/>Uno spostamento che\u00a0<strong>ha segnato in profondit\u00e0 quello che viene chiamato &#8220;centroamerica&#8221;.\u00a0<\/strong><\/p>\n<blockquote class=\"spip\">\n<div><i><b>I profitti delle narcotraffico, garantiti dall\u2019ipocrisia del proibizionismo ed in mano a poteri legali ed illegali, producono un\u2019immensa quantit\u00e0 di denaro, che finisce nei scintillanti palazzi della finanza globale, devastando con la violenza del controllo del territorio intere comunit\u00e0.<\/b><\/i><\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Una guerra non dichiarata che assieme ad\u00a0<strong>una situazione economica e sociale drammatica<\/strong>\u00a0ha creato un clima invivibile che, spesso, non viene raccontato.<\/p>\n<div class=\"separator\"><\/div>\n<p>In una sistema di comunicazione dove la semplificazione la fa da padrona \u00e8 importante\u00a0<strong>analizzare le diverse, e pi\u00f9 specifiche, cause territoriali<\/strong>\u00a0che hanno portato migliaia di persone a riversarsi nei territori messicani al di l\u00e0 del ponte Rodolfo Robles, verso Ciudad Hidalgo.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<div class=\"separator\"><a href=\"http:\/\/www.yabasta.it\/local\/cache-vignettes\/L600xH400\/img_4938-8c7a3.jpg?1540590773\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/proxy\/BhukMknPurFdAy47eJ8xJGPoWC1JmjUa6VbADdIg5aFbrGoEMnhQTGh_7-6XbGbN2woPV0dplFWnZzWQ4h73Gb7Xhswq6EahhcwC4pthdKwo9dWopwe214h1IqY24PTnqrS1bI5_Qw=s0-d\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" border=\"0\" \/><\/a><\/div>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><strong>DONNE E UOMINI HONDUREGNI\u00a0<\/strong><br \/>\nA partire da chi compone in maniera numericamente maggiore la marcia troviamo\u00a0<strong>cittadini honduregni\u00a0<\/strong>che scappano da cause che hanno radici profonde, legate alla\u00a0<strong>povert\u00e0<\/strong>\u00a0e alle\u00a0<strong>disuguaglianze endemiche<\/strong>\u00a0nel paese, assieme all\u2019attuale\u00a0<strong>crisi politica del governo<\/strong>\u00a0di\u00a0<i>Juan Orlando Hern\u00e1ndez<\/i>.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Secondo\u00a0<i>Rodolfo Pastor<\/i>, membro della formazione di sinistra Partido Libre, una delle principali cause dell\u2019esodo \u00e8 senza dubbio la situazione politica che si respira in territorio honduregno.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>A partire dalle elezioni del 2017, contestate dalle principali forze di opposizione per irregolarit\u00e0, l\u2019attuale governo ha creato, nel suo secondo mandato, un\u00a0<strong>clima degno di un \u201cregime autoritario\u201d<\/strong>. In tutto questo,\u00a0<a class=\"spip_out\" href=\"https:\/\/it.sputniknews.com\/mondo\/201810236667925-Honduras-esodo-\/\" rel=\"external\">spiega Pastor<\/a>, non \u00e8 mancata l\u2019<strong>ingerenza da parte degli Stati Uniti<\/strong>\u00a0con il principale scopo di contenere l\u2019aumento di immigrazione dell\u2019America centrale.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Lo scorso 11 ottobre lo stesso Segretario di Stato americano\u00a0<i>Mike Pompeo<\/i>\u00a0ha invitato a Washington i presidenti di Guatemala e Honduras, il vicepresidente del Salvador e il ministro degli esteri messicano,\u00a0<i>Luis Videgaray Caso<\/i>\u00a0per dare seguiro all\u2019<i>Alliance for Prosperity<\/i>, il piano di sviluppo economico del centro America avviato nel 2014.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/><i>&#8220;Il nemico non \u00e8 pi\u00f9 il comunismo, ma la guerra contro la migrazione e la droga, dove\u00a0<strong>l\u2019America centrale \u00e8 un passaggio obbligato dal produttore al consumatore del nord<\/strong>&#8220;,<\/i>\u00a0riassume Pastor, che si definisce \u201cRevolucionario, latinoamericano, ciudadano del Mundo\u201d, e come sempre in nome della &#8220;guerra alla droga&#8221; tutto sembra essere concesso.<\/p>\n<div class=\"separator\"><span class=\"spip_document_2974 spip_documents spip_documents_center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/proxy\/YuVKacinYR4-2wN3Q4TQdMwsqCrYSoI8z8mZot_Z1EkyE-g0r-JCBqno0olxUsr1MhrYm1CGBm-jM2y4zy0IA6dZuZIXvofpLAq5qtO3nNI_a-GIWrmQP2Xujlwl_FBEtxdbpMXY_3eLpR4KsLI=s0-d\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"401\" \/><\/span><\/div>\n<p><br class=\"autobr\" \/>In un paese che conta\u00a0<strong>quattro milioni di cittadini sotto la soglia di povert\u00e0<\/strong>, i livelli di violenza sociale, le\u00a0<strong>uccisioni di giornalisti, ecologisti, campesinos e attivisti<\/strong>\u00a0come\u00a0<i>Berta C\u00e1ceres<\/i>, e<\/p>\n<blockquote class=\"spip\">\n<div><b><i>le violazioni dei diritti umani sono aumentate in una cronologia del deterioramento.<\/i><\/b><\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Come\u00a0<a class=\"spip_out\" href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/plus\/articoli\/2017\/07\/03\/news\/honduras-l-inferno-e-in-america-latina-1.305471\" rel=\"external\">racconta\u00a0<i>Roberta Zuini<\/i><\/a>\u00a0de L\u2019Espresso, dal colpo di Stato militare del 2009 sono aumentati gli\u00a0<strong>scontri tra la popolazione e l\u2019esercito<\/strong>, continuano le\u00a0<strong>sparizioni forzate<\/strong>, gli\u00a0<strong>omicidi politici<\/strong>\u00a0e le\u00a0<strong>lotte per il diritto alla terra<\/strong>\u00a0in un clima di silenzio causato dalle pressioni che il governo di Tegucigalpa da anni mette in atto nei confronti dei mezzi di informazione.<\/p>\n<p>L\u2019Honduras, definito dai molti NarcoStato, \u00e8 il paese che riesce a procurare l\u2019<strong>80% della cocaina che complessivamente arriva negli Stati Uniti\u00a0<\/strong>dall\u2019America centrale. Grazie ad una fitta rete di\u00a0<strong>tunnel scavati dai cartelli<\/strong>, infatti, l\u2019oro bianco transita\u00a0<strong>tra Honduras e Nicaragua<\/strong>\u00a0prima di arrivare nei territori controllati dai narcos messicani.<br class=\"autobr\" \/>Secondo il giornalista\u00a0<i>Felipe Molina<\/i>, la cui determinazione gli \u00e8 costata il venire gambizzato ad un semaforo, i telegiornali honduregni aprono ogni mattina con \u201cimmagini raccapriccianti di rapine, estorsioni e regolamenti di conti tra bande\u201d.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/><strong>La micro criminalit\u00e0<\/strong>, in questo paese,\u00a0<strong>si mischia con la macro illegalit\u00e0\u00a0<\/strong>creando un clima di tensione con effetti invivibili: coprifuoco, divieto di attraversare alcune zone della citt\u00e0, obbligo di viaggiare coi finestrini alzati quando si \u00e8 in auto.<\/p>\n<blockquote class=\"spip\">\n<div><b><i>Le liste nere del governo e delle gang spesso contano gli stessi nomi in una omogeneit\u00e0 di intenti che spaventa le associazioni di societ\u00e0 civile<\/i><\/b><\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Un insieme di fattori che hanno spinto migliaia di cittadini a spostarsi in massa dalla capitale e dalle zone pi\u00f9 pericolose e povere del paese verso un futuro migliore.\u00a0[<a id=\"nh1\" class=\"spip_note\" title=\"La Carovana, arrivata in Messico lo scorso 21 ottobre, che vuole provare ad\u00a0(...)\" href=\"http:\/\/www.yabasta.it\/spip.php?article2393#nb1\" rel=\"footnote\">1<\/a>]<\/p>\n<div class=\"separator\"><span class=\"spip_document_2976 spip_documents spip_documents_center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/proxy\/rvtclN0YZjESQw-ojDJUHxuKN-YXgtiCYZyT9ifFwKXOOsSrBG6XfImyou-1WJgtH42iNj9er2rCFNwWuO3z1Rswqsne2li6YrGdR2v1x-3kzwyI2WzBT13LQIkh0E0oRZd0o00scg=s0-d\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/span><\/div>\n<p><br class=\"autobr\" \/><strong><br class=\"autobr\" \/>DONNE E UOMINI SALVADOREGNI\u00a0<\/strong><br \/>\nSono &#8220;vecchi&#8221; cittadini americani i giovani delle crudeli gang che insanguinano i territori del Salvador, ma che sono attive sul panorama internazionale.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Nate nella californiana Los Angeles, la\u00a0<strong>Mara Salvatrucha<\/strong>\u00a0(MS13) e la\u00a0<strong>Barrio 18<\/strong>\u00a0(LA18) sono due tra le pandillas pi\u00f9 violente.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>La loro storia comincia nei ghetti negli anni 80, quando le seconde generazioni di giovani latinoamericani iniziarono a strutturarsi attorno ad attivit\u00e0 illegali nei ghetti della West Coast.\u00a0<br class=\"autobr\" \/>Come spiegato nel libro\u00a0<a class=\"spip_out\" href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Cronicas-negras-Spanish-Edition-Negra\/dp\/9996190501\" rel=\"external\">Cr\u00f2nicas Negras<\/a>\u00a0all\u2019inizio degli anni novanta Bush decise di liberarsi di quello che considerava un peso in eccesso. Durante la sua amministrazione ha avuto luogo una delle ondate di\u00a0<strong>deportazioni di &#8220;indocumentados&#8221;<\/strong>\u00a0pi\u00f9 grande degli ultimi decenni e, per liberare un po\u2019 le carceri americane, istitu\u00ec un piano che riport\u00f2 nei paesi d\u2019origine i giovani centroamericani che erano entrati nelle pandillas del sud California e che erano cresciuti senza avere nessun legame con il paese dei genitori.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Arrivati in suolo salvadoregno ai giovani non restava altro che cercare un luogo dove poter stare, come lo era Parque Libertad, la principale piazza nella citt\u00e0 di Santa Ana, in cui i nuovi arrivati avevano l\u2019opportunit\u00e0 di incontrarsi con conoscenti lontani.<\/p>\n<div class=\"separator\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/proxy\/akIuK1XE5yiytEK4QXeL3N5tZD0AWU0g_7nvGc_jrZZNEy4ZFdZU2dEkQ2ICjfTHH415ZwaBumNUI_gDvi9P6BfmIiJmtFyi4ykNnsrdogQUYrZDoudRbs9zsT4eKfZ9F2UZsissmG8XBdhAFo7UTBw=s0-d\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"393\" \/><\/div>\n<p>Negli aerei dei deportati non viaggiavano solo membri della Barrio 18, una delle pi\u00f9 vecchie pandilla di Los Angeles, la cui storia comincia gi\u00e0 agli inizi degli anni cinquanta, ma anche gli avversari della Mara Salvatrucha, gang che ha avuto una ascesa vertiginosa agli inizi degli anni novanta.<br class=\"autobr\" \/>Tornate in Salvador le due bande si sono da subito scontrate per il\u00a0<strong>controllo del territorio<\/strong>\u00a0e delle principali attivit\u00e0 illegali della zona.<\/p>\n<blockquote class=\"spip\">\n<div><b><i>Tutto ci\u00f2 ha reso quasi impossibile la vita nel paese centramericano dove da molti anni \u00e8 in corso una vera e propria guerra civile che non risparmia nessuno.<\/i><\/b><\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Il tasso di omicidi nella zona \u00e8 tra i pi\u00f9 alti al mondo e i cittadini si sono cos\u00ec abituati al clima di violenza incessante che ormai, per i giornali locali, fanno notizia solo quei\u00a0<strong>pochi giorni l\u2019anno dove nel paese non vengono compiuti omicidi<\/strong>. Lo \u00e8 stato l\u201911 ottobre scorso, prima giornata priva di omicidi dopo 716 giorni.<br class=\"autobr\" \/>Come in Honduras, nel nome della lotta alla criminalit\u00e0, l\u2019esercito risponde con posti di blocco,\u00a0<strong>citt\u00e0 militarizzate<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>repressione violenta<\/strong>.\u00a0<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh2\" class=\"spip_note\" title=\"Molti dei cittadini del Salvador non vedono altro destino che quello della\u00a0(...)\" href=\"http:\/\/www.yabasta.it\/spip.php?article2393#nb2\" rel=\"footnote\">2<\/a>]<\/span><\/p>\n<p><a name=\"more\"><\/a>La\u00a0<strong>violenza senza fine che colpisce il Salvador<\/strong>\u00a0ha gi\u00e0 portato intere comunit\u00e0 a scappare dal Paese. Intere aree si sono quindi svuotate lasciando i quartieri in mano alle gang il cui principale ruolo \u00e8 quello di fare da intermediari tra i narcotrafficanti e i circuiti di distribuzione nord americani ed europei.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Secondo i giornalisti di El Faro,\u00a0<a class=\"spip_out\" href=\"https:\/\/www.lenius.it\/el-salvador-stati-piu-violenti-mondo\/\" rel=\"external\">ripresi dal blog<\/a>\u00a0italiano Le Nius,\u00a0<strong>sono circa quattro mila all\u2019anno i cittadini che cercano rifugio nelle Americhe o in Europa<\/strong>. I principali paesi di destinazione sono Messico, Costa Rica, Stati Uniti, ma anche l\u2019Italia.<br class=\"autobr\" \/>La particolarit\u00e0 delle pandillas salvadoregne sta nel fatto che non sono strutturate secondo i consueti canoni delle mafie ricche. I guadagni annuali della Mara Salvatrucha, ad esempio, si aggirano intorno ai 31 milioni di dollari, non una grande cifra se si pensa al giro di affari che orbita attorno al narcotraffico.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>La\u00a0<strong>struttura orizzontale di queste gang\u00a0<\/strong>non fa altro che aumentarne il consenso e l\u2019affiliazione all\u2019interno di specifiche zone dove il\u00a0<strong>controllo delle maras \u00e8 radicato e capillare<\/strong>.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Ad oggi sono circa 60 mila gli affiliati alle due pi\u00f9 grandi pandillas,\u00a0<strong>circa il 9% dell\u2019intera popolazione salvadoregna<\/strong>.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Riconoscibili dai tatuaggi sul volto, dove sono ben visibili le lettere cubitali della gang di appartenenza, i giovani che decidono di entrare nelle maras devono attraversare un\u00a0<strong>violento rituale di affiliazione<\/strong>: un lungo pestaggio per gli uomini che devono sub\u00ecre in silenzio per potersi considerare parte dell\u2019organizzazione. Per le donne la prova consiste nell\u2019arrivare a sopravvivere a uno stupro di gruppo. Sono queste le dure regole della criminalit\u00e0 del Salvador che non accetta ripensamenti:\u00a0<strong>o sei dentro o muori<\/strong>.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Non sono solo le violenze perpetrate dalle gang a spaventare i cittadini, ma anche la risposta di polizia ed esercito. Sotto il controllo del governo le forze dell\u2019ordine hanno messo in atto una vera e propria\u00a0<strong>missione di repressione violenta per ostacolare le attivit\u00e0 delle gang<\/strong>, che tengono sotto controllo il 70% dei commercianti e delle aziende del Salvador.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Nonostante gli omicidi dal 2016 ad oggi siano comunque calati del 20% la popolazione non si sente sicura, ne tantomeno realmente protetta vista la corruzione dilagante. Secondo una inchiesta di El Faro\u00a0<strong>la polizia ha pi\u00f9 volte messo in scena finte sparatorie al fine di coprire i suoi soprusi<\/strong>. La stessa sezione per i diritti umani della procura della capitale sta indagando su ben\u00a0<strong>31 casi di presunti omicidi sommari non giustificati da parte della polizia<\/strong>.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>La povert\u00e0 dilagante non favorisce certo la fine di questa difficile situazione ed ecco quindi perch\u00e9 moltissimi cittadini salvadoregni si sono uniti alla Carovana partita dall\u2019Honduras sotto il grido &#8220;uniti si pu\u00f2&#8221;.<\/p>\n<div class=\"separator\"><span class=\"spip_document_2978 spip_documents spip_documents_center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/proxy\/NgGBdHKOBGuDZHmsAbUtA-TTdx2J9iP8O-H8_54mhfdgZnjJnIyRbdwv02kufDVT8o7HKU4ShbJcgjjeF0RrHD8XxhxEcCsXUZjTPi2gJQW-rra7_lyXBW1sY5bmAIEcpryDf_0aEw=s0-d\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/span><\/div>\n<p><br class=\"autobr\" \/><strong>DONNE E UOMINI DEL GUATEMALA\u00a0<\/strong><br \/>\nL\u2019ultimo paese che la Carovana partita da San Pedro Sula ha attraversato \u00e8 il Guatemala. Passando per la capitale e la citt\u00e0 di Tec\u00fan Um\u00e1n la Carovana ha accolto al suo interno anche molti cittadini guatemaltechi che hanno scelto di aggregarsi al lungo serpentone di profughi, come loro stessi si definiscono, nella speranza di entrare negli Stati Uniti cos\u00ec da costruirsi una vita migliore.<\/p>\n<p>Anche il Guatemala \u00e8 un\u00a0<strong>paese messo in ginocchio dalle rotte della coca e dall\u2019instabilit\u00e0 politica<\/strong>. Per un periodo i narcotrafficanti guatemaltechi avevano stipulato un patto reciproco per evitare la guerra tra bande; poche erano le \u201cpecore nere\u201d che provavano a rompere il grande accordo.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Poi gruppi di narcos finirono per essere arruolati dal guppo\u00a0<a class=\"spip_out\" href=\"http:\/\/www.salanegra.elfaro.net\/es\/201107\/cronicas\/4574\/\" rel=\"external\">Los Zetas<\/a>, uno dei pi\u00f9 violenti &#8220;carteles&#8221; messicani.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Ancor prima lo stesso El Chapo spost\u00f2 parte delle sue attivit\u00e0 in Guatemala quando la situazione in Messico mise in pericolo il suo impero.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Oggi i Los Zetas hanno il controllo su maggior parte del suolo guatemalteco, e dove ci\u00f2 non avviene, vi sono vere e proprie\u00a0<strong>zone assediate per il controllo del territorio<\/strong>.\u00a0<br class=\"autobr\" \/>Come per l\u2019Honduras e il Salvador, anche il Guatemala subisce senza reali soluzioni la fuga della popolazione che decide di lasciare il territorio in nome di pi\u00f9 sicurezza e di una vita dignitosa. L\u2019<a class=\"spip_out\" href=\"https:\/\/www.agensir.it\/quotidiano\/2018\/10\/24\/migranti-honduras-padre-verzeletti-scalabriniano-governo-guatemala-compie-delitti-di-lesa-umanita-per-militarizzazione-della-frontiera\/\" rel=\"external\">unica risposta<\/a>\u00a0messa in campo dal governo di\u00a0<i>Limmy Morales<\/i>\u00a0\u00e8 la militarizzazione della frontiera di Agua Caliente con l\u2019Honduras, attraverso\u00a0<strong>fili spinati elettrificati e franchi tiratori<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"separator\"><span class=\"spip_document_2981 spip_documents spip_documents_center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/proxy\/zl987zbQuqp0F9MuSfWTziB8u0LltBfCswdI7OZz41uJGJjGDa5dKMoHY4X8l_IkEKK_uiv4qvUZah_5YCXDLAokD4UFdttRp5AsGQqVtljGdIQ3stq0PkyO-xnQ4vPVLBhf19mb1w=s0-d\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/span><\/div>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><strong>TRA MESSICO E STATI UNITI\u00a0<\/strong><br \/>\nDifficile dire cosa il paese simbolo del capitalismo sceglier\u00e0 realmente di fare delle migliaia di persone che premono alla frontiera.\u00a0<i>Donald Trump<\/i>\u00a0da parte sua ha subito dichiarato via twitter che la Carovana \u00e8 un caso di\u00a0<strong>emergenza nazionale<\/strong>\u00a0e che, nel caso in cui il Messico non riuscir\u00e0 a contenerla, quest\u2019ultima dovr\u00e0 vedersela con l\u2019esercito americano e la polizia di frontiera.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Il Presidente americano ha poi attaccato i paesi di provenienza dei vari migranti: \u201cGli aiutiamo e loro non fanno niente per noi?\u00a0<strong>Taglieremo gli aiuti<\/strong>\u00a0a Guatemala, Honduras e Salvador e prenderemo misure drastiche verso chi lascia partire i migranti\u201d.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/><strong>Dichiarazioni in perfetta sintonia con il tempo elettorale,<\/strong>\u00a0visto l\u2019avvicinarsi delle elezioni di midterm, il prossimo 6 novembre.<\/p>\n<p>Intanto in Messico il capo dei servizi d\u2019emergenza,\u00a0<i>Gerardo Hernandez<\/i>, all\u2019inizio ci ha tenuto a far sapere che erano circa 5 mila le persone arrivate nel paese e si purtroppo non tutte hanno potuto usufruire delle tre strutture preparate in precedenza proprio per accogliere il flusso in arrivo.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/>Un trattamento a parole ben diverso da quello normalmente riservato ai migranti in transito, che, come ampiamente denunciato dalle organizzazioni di base messicane, quotidianamente sono sottoposti alle violenze e abusi di uomini in divisa o bande criminali.<\/p>\n<p>La Carovana che si trova ancora nel territorio messicano del Chiapas, ha\u00a0<strong>percorso solo 100 dei 4mila chilometri per arrivare alle porte degli Stati Uniti\u00a0<\/strong>senza trovare per ora opposizione da parte della polizia federale che \u00e8 stata schierata nella zona con il solo scopo di contenere la marcia e far si che\u00a0<a class=\"spip_out\" href=\"http:\/\/www.jornada.com.mx\/2018\/10\/25\/politica\/004n1pol\" rel=\"external\">&#8220;non vi siano violazioni dei diritti umani&#8221;<\/a>. Nessun controllo documenti nelle casetas, i tipici posti di blocco dei federali, che, increduli di fronte alla marea di persone che si \u00e8 riversata nella zona, hanno l\u2019ordine di non intervenire.<\/p>\n<p>A\u00a0<i>Carlos Mart\u00ecnez<\/i>, giornalista di El Faro, un\u00a0<a class=\"spip_out\" href=\"https:\/\/www.elfaro.net\/es\/201810\/centroamerica\/22608\/La-caravana-migrante-y-los-federales-ignoraron-las-leyes-mexicanas.htm\" rel=\"external\">poliziotto spiega<\/a>\u00a0che a Mapastepec la sua funzione \u00e8 solo quella di accompagnare i profughi centroamericani; &#8220;L\u2019ordine di garantire la loro sicurezza, dice, arriva da molto molto in alto&#8221;.<br \/>\n<br class=\"autobr\" \/><i>Luis Ra\u00fal Gonz\u00e1lez P\u00e9rez<\/i>, presidente della Comisi\u00f3n Nacional de los Derechos Humanos (CNDH), intanto\u00a0<a class=\"spip_out\" href=\"http:\/\/www.jornada.com.mx\/2018\/10\/25\/politica\/004n1pol\" rel=\"external\">dichiara<\/a>\u00a0che il Messico \u00e8 intenzionato a salvaguardare i diritti e la vita delle persone in marcia.<\/p>\n<blockquote class=\"spip\">\n<div><b><i>Dopo aver chiesto agli Stati Uniti di migliorare la sua condotta nei confronti dei nostri cittadini emigrati non possiamo permetterci di trattare male queste persone.<\/i><\/b><\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Sulle scelte del Messico grava il\u00a0<strong>clima da interegno<\/strong>\u00a0tra il Presidente uscente P\u00e8na Nieto e il nuovo ePresidente entrante Andres Manuel Lopez Obrador. Per cui per il momento la politica messicana \u00e8 in attesa di vedere quel che succede. Salvo offrire a parole ipotetiche strade per far s\u00ec che i migranti\u00a0<i>&#8220;regolarizzino&#8221;\u00a0<\/i>la loro posizione nel paese. Cosa che fino a questo momento nessuno sta chiedendo, visto che la meta di chi si \u00e8 messo in cammino sono gli Stati Uniti.<\/p>\n<div class=\"separator\"><span class=\"spip_document_2980 spip_documents spip_documents_center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/proxy\/EWrHRMRdvvtPftJVO2UxKj8oZ4sLdRKr9DZMnoFtWMUADhYQmMKg6PUR3QVRa_mMS9MaliUY5xGfaM-N7nrD4AA92qM7YVIcpjlaCLmyVfxcQtk444cdBYAomc_i5rxycmZ0uC3Mlw=s0-d\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/span><\/div>\n<p><strong>In alto<\/strong>\u00a0si muove la complessa partita tra Stati Uniti e Messico, giocata tra legami economici, legali ed illegali, che nessuno dei due paesi pu\u00f2 recidere.\u00a0<br class=\"autobr\" \/>Una partita in cui si inserisce anche la volont\u00e0 del Governo americano, anche al di l\u00e0 delle dichiarazioni roboanti sul muro di Trump, di forzare il Messico a trasformarsi in un imbuto senza uscita per i migranti in arrivo dal Centroamerica.<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><strong>In basso<\/strong>\u00a0per la carovana la strada verso la frontiera Nord \u00e8 lunga e per ora l\u2019unica cosa reale \u00e8 la solidariet\u00e0 dei messicani al passaggio di questi uomini e donne che sono lo specchio delle ingiustizie globali.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"box note\">\n<h5>Note:<\/h5>\n<h5>[<a class=\"spip_note\" title=\"Note 1\" href=\"http:\/\/www.yabasta.it\/spip.php?article2393#nh1\" rev=\"footnote\">1<\/a>]\u00a0La Carovana, arrivata in Messico lo scorso 21 ottobre, che vuole provare ad entrare nel Paese di Trump, si muove, nella speranza di\u00a0<strong>migliorare il suo futuro, proprio verso quel modello di societ\u00e0 che, negli anni, ha causato impoverimento, violenze e repressione in tutta l\u2019America centro-meridionale.<\/strong><\/h5>\n<div id=\"nb2\"><span class=\"spip_note_ref\"><b>[<a class=\"spip_note\" title=\"Note 2\" href=\"http:\/\/www.yabasta.it\/spip.php?article2393#nh2\" rev=\"footnote\">2<\/a>]\u00a0<\/b><\/span><b>Molti dei cittadini del Salvador non vedono altro destino che quello della prigione o della morte.<\/b><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono migliaia i profughi che, a partire dal 13 ottobre scorso, si sono riversati nelle strade di San Pedro Sula (Honduras) nella\u00a0speranza di raggiungere il Nord America. 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