{"id":7442,"date":"2011-11-17T00:00:00","date_gmt":"2011-11-17T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-04-09T16:22:24","modified_gmt":"2015-04-09T15:22:24","slug":"documento-del-partito-umanista-internazionale-rispetto-alla-situazione-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/11\/documento-del-partito-umanista-internazionale-rispetto-alla-situazione-mondiale\/","title":{"rendered":"Documento del Partito Umanista Internazionale rispetto alla situazione mondiale"},"content":{"rendered":"<p>&#8230;le tendenze l\u00ec spiegate e fino a che punto oggi, pi\u00f9 che mai, sia necessaria l&#8217;unione di tutti gli<br \/>\numanisti del mondo, affinch\u00e9 le pi\u00f9 profonde aspirazioni umane si possano trasformare in realt\u00e0.<br \/>\nCome partito politico ispirato a questa corrente dell&#8217;Umanesimo Universalista, in questo momento storico<br \/>\nriteniamo necessario analizzare la situazione attuale, per arrivare a delle proposte di azione nel contesto mondiale<br \/>\npresente.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ANALISI<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019irruzione delle nuove generazioni<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi tempi c\u2019\u00e8 stata, in tutto il mondo, l\u2019irruzione di diversi movimenti sociali che hanno colto di<br \/>\nsorpresa tutti gli analisti e gli opinionisti che avevano decretato la fine della storia.<br \/>\nLe espressioni sociali di paesi tanto diversi come la Tunisia, l\u2019Egitto, l\u2019Islanda, l\u2019India, la Spagna, il Cile e gli<br \/>\nStati Uniti, differenti in quanto a motivazi oni e rivendicazioni, hanno in comune il fatto di aver avuto come<br \/>\nprotagoniste le nuove generazioni. Migliaia di giovani hanno iniziato a scendere nelle strade, a mostrare la loro<br \/>\nindignazione per il mondo ingiusto ereditato, ad accettare la sfida di esser e protagonisti del cambiamento sociale;<br \/>\nhanno fatto tutto questo adottando la nonviolenza attiva come metodologia di azione.<br \/>\nL&#8217;espressione di questi giovani, insieme al meglio delle generazioni passate, sta facendo germogliare un a<br \/>\nnuova sensibilit\u00e0 planetaria.<br \/>\nSi tratta di una nuova sensibilit\u00e0 che fa il vuoto a quei leader abituati a manipolare tutto; che non solo<br \/>\nparla di orizzontalit\u00e0 ma che la esercita quotidianamente nelle diverse forme di organizzazione autogestita. Una<br \/>\nnuova sensibilit\u00e0 che non si limita a tollerare la diversit\u00e0, ma che la accetta e la promuove, poich\u00e9 sa che tale<br \/>\ndiversit\u00e0 \u00e8 necessaria, se si desidera produrre cambiamenti veri; che riconosce la banca e il capitale speculativo<br \/>\ncome i veri avversari che hanno preso in ostaggio la democrazia rappresentativa rendendo evidente la necessit\u00e0 di<br \/>\nprogredire verso una Democrazia Diretta.<br \/>\nUna nuova sensibilit\u00e0 che non consegna la propria soggettivit\u00e0 ai mezzi di comunicazione ufficiali<br \/>\ncontrollati dal Capitale Finanziario ma che utilizza e si appropria delle nuove tecnologie e delle reti sociali per<br \/>\ninformare, denunciare, organizzare e prendersi le strade.<br \/>\nE forse l&#8217;elemento pi\u00f9 importante \u00e8 il fatto che questa nuova sensibilit\u00e0 intuisce che alla base<br \/>\ndell&#8217;ingiustizia sociale si trova la violenza: fisica, economica, razziale o religiosa che sia. Pertanto le sue risposte alla<br \/>\nrepressione e alla diffamazione \u00e8 il vuoto, il non confronto e la disobbedienza civile, in sintesi la nonviolenza attiva.<br \/>\nQuesta nuova sensibilit\u00e0 \u00e8 solo un segno del nuovo mondo che sta nascendo in mezzo a un vecchio<br \/>\nmondo che cerca di conservarsi per mezzo della repressione e di grande violenza.<\/p>\n<p><strong>Verso la Nazione Umana Universale<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi vent&#8217;anni si sono accelerate la comunicazione e l&#8217;interconnessione tra tutti i punti del mondo,<br \/>\ne certi aspetti di tale fenomeno sono stati definiti &#8220;globalizzazione&#8221;. Ma noi umanisti, che siamo internazionalisti e<br \/>\naspiriamo ad un mondo multiforme e diverso, in tale &#8220;globalizzazione&#8221; vediamo i segni dell&#8217;anti -umanesimo,<br \/>\nperch\u00e9 il potere economico mondiale ha cercato di manipolare tale processo secondo i suoi interessi, creando uno<br \/>\nStato Parallelo, sia a livello nazionale che a livello mondiale. Questo Stato Parallelo opera all\u2019interno dei paesi<br \/>\ncomprando o ricattando i governi e mani polando l&#8217;opinione pubblica mediante il controllo dei mass media. Opera<br \/>\nanche a livello internazionale, dato che ha al suo servizio organismi economici come il Fondo Monetario<br \/>\nInternazionale, la Banca Mondiale e l&#8217;Organi zzazione Mondiale del Commercio, crea tribunali internazionali su<br \/>\nmisura come nel caso dell\u2019ICSID (2), utilizza come poliziotti del mondo gli eserciti degli USA e della NATO, e copre tutte le proprie malefatte con un manto di legalit\u00e0, grazie al controllo sulle decisioni delle Nazioni Unite. Ma nipola<br \/>\ninoltre l&#8217;opinione pubblica attraverso la stampa internazionale.<br \/>\nAccade quindi che le popolazioni del mondo non solo devono affrontare i problemi all&#8217;interno delle<br \/>\nproprie frontiere, ma sentono anche che molti dei loro problemi sono generati a livello globale e non hanno modo<br \/>\ndi agire per risolverli. Noi umanisti diciamo che, cos\u00ec come all&#8217;interno dei paesi i popoli devono prendere il potere<br \/>\nattraverso una Democrazia Reale, per avere governanti che li rappresentino genuinamente; anche a livello<br \/>\nmondiale \u00e8 necessario lavorare per smembrare quello Stato parallelo che si traveste da istituzione mediante<br \/>\norganismi che sono semplici prestanome del potere economico globale.<br \/>\nPer questo l&#8217;immagine di progredire verso una Nazione Umana Universale non solo do vrebbe essere la<br \/>\nluminosa utopia che dia orientamento alle lotte dei popoli, ma anche una concezione strategica a partire da cui<br \/>\npossano nascere le azioni tattiche tendenti a smontare il potere di quello Stato Parallelo Globale, mentre<br \/>\ncontemporaneamente si costruiscano i pilastri di una vera Nazione Umana Universale. Perch\u00e9 tale Nazione Umana<br \/>\nUniversale, che alle vecchie generazioni pu\u00f2 sembrare la semplice espressione di un desiderio, per le nuove<br \/>\ngenerazioni appare gi\u00e0 come un orizzonte che la nuova sens ibilit\u00e0 riesce a cogliere.<br \/>\nPer giungere dalla situazione attuale a quell\u2019orizzonte avvistato sar\u00e0 necessario percorrere un cammino di<br \/>\nazioni, alcune delle quali sono proposte nel presente documento.<\/p>\n<p><strong>Il cambiamento dei paradigmi economici<\/strong><\/p>\n<p>In un mondo in cui il denaro \u00e8 diventato il valore centrale dell&#8217;esistenza, non dovrebbero sorprenderci le<br \/>\nimplicazioni di una tale negazione del senso della vita umana. Non pu\u00f2 sorprenderci la crescente iniquit\u00e0 nella<br \/>\ndistribuzione della ricchezza, poich\u00e9 si tratta di una competizione individualista in cui ci devono essere<br \/>\nnecessariamente vincitori e perdenti. Non pu\u00f2 sorprenderci la successione di crisi finanziarie e la relativa<br \/>\nrecessione in un sistema che pu\u00f2 sostenersi solo mediante l&#8217;indebitamento crescente. Non pos sono sorprenderci<br \/>\nle guerre per le risorse naturali scarse, in un mondo depredato dal consumismo dei pi\u00f9 avvantaggiati. Non pu\u00f2<br \/>\nsorprenderci la violenza sociale, quando sempre pi\u00f9 gente si sente emarginata e fallita, nel confronto con il mondo<br \/>\nparadisiaco offerto dalla pubblicit\u00e0 consumista. Non possono neppure sorprenderci il nichilismo, la pazzia e il<br \/>\nsuicidio, quando si \u00e8 perso il senso dell&#8217;esistenza, dopo avere preteso di sostituirlo con l&#8217;ansia di successo<br \/>\nmaterialista.<br \/>\nNaturalmente esistono metodi per trasformare questo sistema economico inumano migliorando la<br \/>\ndistribuzione del reddito, disciplinando il sistema finanziario, progredendo verso uno sviluppo sostenibile che<br \/>\npermetta di avere una vita dignitosa a ogni essere umano, senza devastare il pian eta. Ma sarebbe ingenuo<br \/>\npretendere un&#8217;applicazione spontanea di tali processi senza prima promuovere un genuino cambiamento dei<br \/>\nparadigmi nella concezione dell&#8217;economia a partire da un profondo cambiamento dei valori culturali.<br \/>\nCi sono persone che credono che per il solo fatto che le crisi economiche hanno effetti su molta gente, ci<br \/>\nsaranno maggioranze determinate a cambiare il sistema economico. Ma non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 l&#8217;individualismo si \u00e8<br \/>\ninsediato in profondit\u00e0 ed il fatto che di fronte a una crisi gener alizzata molte individualit\u00e0 convergano in una<br \/>\nprotesta, non significa che si sia superato l\u2019individualismo stesso; per questo non \u00e8 tanto facile passare ad altre<br \/>\nforme organizzative che possano davvero sostituire il sistema.<br \/>\nQuindi la proposta di una trasformazione nel sistema economico non pu\u00f2 essere impostata in termini di<br \/>\nfattibilit\u00e0 tecnica n\u00e9 in termini di convenienza delle maggioranze. Deve essere fondata su una mistica sociale che<br \/>\nabbia come bandiera l\u2019etica della coerenza, che nell&#8217;aspetto economico vuol dire anteporre la soddisfazione delle<br \/>\nnecessit\u00e0 di base di tutti gli abitanti del mondo a qualsiasi altro interesse di settore o individuale.<br \/>\nSappiamo che oggi ci sono le condizioni per risolvere le necessit\u00e0 di base di tutto il mondo. Sono numer osi<br \/>\ngli esempi di ci\u00f2 che si potrebbe fare con le risorse che oggi vengono destinate alla corsa agli armamenti, alla<br \/>\nspeculazione finanziaria, alla produzione di beni di lusso o al consumismo irrazionale. Sarebbe sufficiente cambiare<br \/>\nla direzione delle stesse energie gi\u00e0 esistenti nell&#8217;economia affinch\u00e9 in un periodo non molto lungo si riconvertisse<br \/>\nl&#8217;apparato produttivo, con meno armi e pi\u00f9 alimenti, meno risorse per la speculazione e pi\u00f9 per la produzione. Ma<br \/>\nla direzione delle forze dell&#8217;economia non cambier\u00e0 perch\u00e9 chiediamo di smantellare la piramide a coloro che ne<br \/>\noccupano il vertice; cambier\u00e0 quando noi, ovvero buona parte di coloro che ancora agiscono come mattoni di tale<br \/>\npiramide, inizieremo a toglierle il sostegno e questo si otterr\u00e0 quando smetteremo di credere nella piramide.<br \/>\nQuesto significa nuovi valori, nuovi paradigmi e una mistica sociale che si radichi nel cuore degli esseri umani.<br \/>\nDi fatto il grado di perversione crescente nella relazione tra capitale e lavoro \u00e8 possibile perch\u00e9<br \/>\nl&#8217;individualismo regnante nella popolazione impedisce di dare risposte collettive d\u2019insieme e lascia la stragrande<br \/>\nmaggioranza inerme di fronte alla minoranza economicamente potente. Ma l&#8217;assurdo \u00e8 di dimensioni tali che sta<br \/>\nspingendo alla presa di coscienza fasce sempre pi\u00f9 grandi della popolazione. Il Partito Umanista in tutto il mondo<br \/>\ndovr\u00e0 lavorare organizzando e fornendo elementi di analisi alla maggiore quantit\u00e0 di gente possibile. La nostra<br \/>\nrisposta, la nonviolenza attiva, ci indica un primo passo di denuncia a cui dovr\u00e0 seguire la non collaborazione con i<br \/>\nviolenti. Esattamente come, al momento opportuno, dovremo promuovere la non collaborazione con gli Stati<br \/>\nviolenti, dovremo anche promuovere la non collaborazione con un capitale che maltratta le popolazioni. A un certo punto i lavoratori (e i consumatori) dovranno farsi carico di progetti di sviluppo sociale costruiti senza l&#8217;intervento<br \/>\ndi soci capitalisti (o solo con quelli che ammettano una relazione giusta e reciproca). A un certo punto la<br \/>\npopolazione smetter\u00e0 di fare appello al capitale per le sue necessit\u00e0 e decider\u00e0 di risolverle come insieme. &#8220;Non<br \/>\nvogliamo i vostri prestiti n\u00e9 i vostri posti di lavoro, n\u00e9 i vostri prodotti, n\u00e9 i vostri servizi&#8221;. Questo sar\u00e0 possibile solo<br \/>\nquando la reciprocit\u00e0 occuper\u00e0 il posto dell&#8217;individualismo.<\/p>\n<p><strong>Verso una Democrazia Reale<\/strong><\/p>\n<p>Come umanisti rifiutiamo i totalitarismi e le dittature di ogni genere, perch\u00e9 pensiamo che la libert\u00e0<br \/>\ndell&#8217;essere umano di decidere il proprio destino, senza padroni, tutori o capi, sia un diritto inalienabile in ogni<br \/>\ncircostanza.<br \/>\nMa denunciamo anche l&#8217;ipocrisia delle democrazie formali, in cui i potenti della corporazione economico &#8211;<br \/>\npolitico-mediatica utilizzano le proprie capacit\u00e0 di manipolazione per lasciare le popolazioni di fronte a false<br \/>\nopzioni elettorali, in cui dover eleggere i loro carnefici tra i &#8220;meno peggio&#8221; o di fronte al presunto caos<br \/>\ndell&#8217;instabilit\u00e0 istituzionale.<br \/>\n\u00c8 chiaro che oggi nel mondo non tutti i governi eletti liberamente sono uguali; ce ne sono di pi\u00f9<br \/>\nprogressisti e di pi\u00f9 conservatori. Tuttavia, che sia per complicit\u00e0, per incapacit\u00e0 o per imposizio ni del potere<br \/>\neconomico, non hanno voluto o non hanno potuto invertire la direzione del processo. Perch\u00e9 una cosa \u00e8 avere la<br \/>\nbuona intenzione di &#8220;compensare&#8221; i pi\u00f9 svantaggiati da questo sistema (e ciononostante l&#8217;emarginazione aumenta)<br \/>\ne un&#8217;altra \u00e8 trasformare la struttura stessa del sistema affinch\u00e9 non sia un meccanismo di emarginazione delle<br \/>\npersone. E dal fallimento del socialismo real e in poi non ci sono state nuove alternative al sistema attuale.<br \/>\nIn qualsiasi caso, la possibilit\u00e0 delle popolazioni di intervenire nelle politiche pubbliche si limita solo<br \/>\nall&#8217;elezione dei suoi presunti rappresentanti nei periodi elettorali. Quindi se pretendiamo che ci siano<br \/>\ntrasformazioni sostanziali nel mondo dobbiamo fare in modo che i cittadini partecipino maggiormente alle<br \/>\ndecisioni pubbliche che pi\u00f9 li riguardano, e non siano alla merc\u00e9 dell&#8217;arbitrio degli interessi dei mercati o dei<br \/>\npolitici.<br \/>\nTutto questo significa concretamente, tra le altre cose, consultazioni popolari vincolanti per decisioni di<br \/>\nuna certa rilevanza, significa bilanci partecipativi, significa elezione diretta di tutte le cariche e possibilit\u00e0 di<br \/>\nrevocarne il mandato in qualsiasi momento.<br \/>\nMa \u00e8 evidente che, cos\u00ec come non possiamo pretendere che chi sta al vertice della piramide economica<br \/>\ncambi le regole del gioco di propria iniziativa, non possiamo aspettarci che coloro che hanno conquistato il potere<br \/>\npolitico grazie alla democrazia formale creino leggi per dare maggi ore partecipazione reale alla gente nelle<br \/>\ndecisioni centrali. Quindi sar\u00e0 necessario promuovere la pratica della Democrazia Reale dal seno della societ\u00e0,<br \/>\nappoggiando con il voto solo coloro che si sono impegnati nell&#8217;implementazione delle trasformazioni democratiche<br \/>\nnecessarie. E se non ci sono candidati che si impegnano o quelli che lo fanno non meritano la nostra fiducia, si<br \/>\ndovr\u00e0 penetrare nel sistema politico con candidati della gente mentre organizziamo la non collaborazione e la<br \/>\ndisobbedienza civile nel momento in cui un numero sufficiente di persone organizzate prender\u00e0 coscienza del fatto<br \/>\nche questo sistema non ha soluzione. Ma da questa trappola della democrazia formale non c&#8217;\u00e8 altra uscita se non<br \/>\ncol percorso che proponiamo noi umanisti, quello della lotta nonviolenta.<\/p>\n<p><strong>LE PROPOSTE<\/strong><\/p>\n<p>Queste proposte, oltre ad essere necessariamente perfettibili in termini di ampiezza e profondit\u00e0, e oltre<br \/>\na rappresentare solo alcuni esempi di ci\u00f2 che si potrebbe fare, possono anche essere accolte in modo di verso da<br \/>\ncoloro che le condividono, a seconda delle proprie possibilit\u00e0 di azione. Per alcuni potranno significare ideali da<br \/>\nraggiungere, e fare da guida al momento di eleggere i loro governanti. Per altri potranno significare immagini<br \/>\nmobilizzanti, a partire da cui organizzarsi per chiedere ai governi di occuparsi di concretizzarle. Altri vedranno<br \/>\nmeglio l\u2019opzione di partecipare politicamente e avere tali proposte nella propria piattaforma elettorale. E coloro<br \/>\nche oggi hanno uno spazio di potere, politico o economico, e genuinamente aspirano a un mondo migliore, forse<br \/>\npotranno cercare di applicare gi\u00e0 ora alcune di esse.<\/p>\n<p><strong>Proposte per i governi, verso una confederazione di stati nazionali che si impegnino rispetto ad esse<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Istituire a livello costituzionale l&#8217;obbligo dello Stato di garantire in modo concreto la copertura delle necessit\u00e0<br \/>\ndi base della popolazione, con politiche tributarie adatte a tale priorit\u00e0, definendo, a partire dalla<br \/>\nsoddisfazione di tali necessit\u00e0, una percentuale del bilancio da destina re all&#8217;aiuto di nazioni pi\u00f9 svantaggiate.<br \/>\n&#8211; Smantellamento totale degli arsenali nucleari. Riduzione progressiva delle armi convenzionali degli stati.<br \/>\nRinuncia alla guerra come metodologia di risoluzione dei conflitti.<br \/>\n&#8211; Controllo statale del sistema finanziario. Creazione di banche nazionali e regionali senza interessi.<br \/>\nRegolamentazioni che sanzionino le pratiche speculative e usurarie. Accordi internazionali per garantire il<br \/>\nreinvestimento produttivo dei guadagni delle imprese, smantellare i paradisi fiscali ed impedire ogni manovra<br \/>\nevasiva o speculativa da parte del capitale privato.<br \/>\n&#8211; Libert\u00e0 di circolazione e uguaglianza di diritti in ogni paese, per tutti gli abitanti del pianeta. Libert\u00e0 e<br \/>\nuguaglianza di diritti per tutte le culture e le religioni, garantendo il rispetto della diversit\u00e0.<br \/>\n&#8211; Implementazione di meccanismi di Democrazia Reale: consultazioni vincolanti, elezione diretta dei tre poteri<br \/>\ndello Stato, decentralizzazione, rappresentativit\u00e0 delle minoranze, revoca dei mandati, responsabilit\u00e0 politica<br \/>\ne bilanci partecipati a tutti i livelli dello Stato. Utilizzo dei mass media per la formazione e il dibattito sulle<br \/>\nquestioni da decidere, garantendo la pluralit\u00e0 di opinioni con parit\u00e0 di condizioni. Consultazioni internazionali<br \/>\ndi tutti gli abitanti coinvol ti in politiche regionali o mondiali.<\/p>\n<p><strong>Proposte per la mobilitazione sociale, per fare pressione sui governi e costruire alternative al potere costituito<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Esigere l&#8217;implementazione di una consultazione della popolazione, di fronte a ogni decisione rilevante che<br \/>\ndevono prendere i governanti in materia economica, politica o sociale, denunciando come antidemocratiche<br \/>\nle misure non sottoposte a consultazione.<br \/>\n&#8211; Promuovere l&#8217;interscambio, il dibattito, la formazione e la circolazione delle informazioni, affinch\u00e9 l&#8217; insieme<br \/>\ndella societ\u00e0 possa formarsi una propria opinione su tutti i temi che dovrebbero essere oggetto di<br \/>\nconsultazioni popolari. Utilizzare per questo i forum con partecipazione presenziale e le reti, esigendo dai<br \/>\nmass media che cedano spazio a tali fini e denunciando quelli che non lo fanno come complici della<br \/>\ndemocrazia formale.<br \/>\n&#8211; Elaborare disegni di legge riferiti alla costruzione di un\u2019alternativa socio-politica, esigerne la discussione e<br \/>\npromuoverli: legge di Democrazia Reale (con l&#8217;inserimento di tutti i relativi meccanismi); riforma tributaria che<br \/>\ngarantisca la ridistribuzione della ricchezza e il reinvestimento produttivo dei guadagni; legge di Propriet\u00e0<br \/>\nPartecipativa dei Lavoratori nelle imprese; controllo statale del sistema finanziario e creazione di una Banca<br \/>\nsenza Interessi.<br \/>\n&#8211; Mobilitarsi permanentemente per due diritti fondamentali, quelli all&#8217;Educazione e alla Salute, pubbliche,<br \/>\ngratuite, universali e di alta qualit\u00e0, chiedendo non solo la loro esistenza ma anche finanziamenti adeguati alla<br \/>\nloro importanza.<br \/>\n&#8211; Promuovere e diffondere attraverso tutte le vie possibili i paradigmi di una nuova cultura per la Nazione<br \/>\nUmana Universale: la nonviolenza, la non discriminazione, la reciprocit\u00e0, la libert\u00e0, la giustizia sociale e il senso<br \/>\ndella vita. Allo stesso tempo denunciare come retrogradi i valori dell&#8217;individualismo, del consumismo, della<br \/>\nviolenza, della xenofobia e della guerra.<\/p>\n<p><strong>IL RUOLO DEL PARTITO UMANISTA<\/strong><\/p>\n<p>Come membri del Partito Umanista veniamo da un lavoro che dura da anni, in tutti i paesi in cui ci<br \/>\ntroviamo, su molti dei temi citati. Tuttavia in questo momento storico avvertiamo, come mai in precedenza, una<br \/>\ncrescente predisposizione delle popolazioni, e in particolare delle nuove generazioni, alla mobilitazione nello<br \/>\nstesso senso. Avvertiamo inoltre una sempre maggiore affinit\u00e0 con alcuni di questi temi in alcuni governi<br \/>\nprogressisti, con cui abbiamo avuto qualche livello di avvicinamento.<br \/>\nTuttavia, la semplice coincidenza attuale con alcune delle nostre proposte storiche non dovr\u00e0 confonderci<br \/>\nnella definizione del nostro ruolo presente e futuro. Sicuramente non possiamo pretendere di posizionarci come<br \/>\n&#8220;avanguardia illuminata&#8221; dei processi sociali, non solo per motivi di dimensioni, ma soprattutto perch\u00e9 tale<br \/>\nubicazione risponderebbe a schemi obsoleti e verticali. Sicuramente dovremmo esercitare il nostro ruolo<br \/>\nposizionandoci ad un livello di parit\u00e0, creando relazioni di reciprocit\u00e0 con coloro con cui condividiamo le idee. Ma<br \/>\nquesto posizionamento orizzontale, libero da intenzioni di manipolazione, non dovrebbe essere incompatibile con<br \/>\nla volont\u00e0 di accettare da tale posizione la sfida di dare riferimenti chiari sul mondo a cui aspiriamo e sui passi da<br \/>\nseguire per ottenerlo. Tali riferimenti non potranno in alcun modo essere imposti da un poter e verticale, ma non<br \/>\npossono neanche impallidire, n\u00e9 relativizzarsi, n\u00e9 rassegnarsi, per paura di essere confusi con i manipolatori o<br \/>\nperch\u00e9 crediamo che, per i nostri numeri, non abbiamo diritto di parlare con fermezza, o perch\u00e9 pensiamo che, per<br \/>\nevoluzione naturale, maturer\u00e0 un processo rivoluzionario nel mondo.<br \/>\n\u00c8 il momento di dare un segnale molto chiaro e un profilo molto definito del Partito Umanista. Le nuove<br \/>\ngenerazioni stanno irrompendo, cercando gli strumenti e le idee di cui hanno bisogno per cons olidarsi. Se,<br \/>\ninseguendo un apparente vantaggio congiunturale, diluissimo il nostro messaggio con quello di altri gruppi simili<br \/>\nma diversi, potremmo indebolire la comprensione della nostra proposta e l&#8217;ispirazione necessaria per portare<br \/>\navanti una rivoluzi one politica, economica, sociale, culturale, morale, psicologica e spirituale.<br \/>\nNon \u00e8 garantito che il solo malcontento di massa sulle conseguenze del sistema economico obblighi da<br \/>\nsolo i governi a realizzare cambiamenti strutturali.<br \/>\nNon \u00e8 garantito che i l malcontento rispetto alle democrazie formali porti i governanti a realizzare<br \/>\ntrasformazioni che vadano al di l\u00e0 di cambiamenti \u201ccosmetici\u201d.<br \/>\nNon \u00e8 garantito che i governi progressisti riescano a passare dalle loro misure in buona fede a un reale<br \/>\ncambiamento delle basi stesse del sistema.<br \/>\nNon \u00e8 garantito che tutti coloro che dicono di lavorare per un mondo migliore cerchino genuinamente<br \/>\nuna rivoluzione, non solo negli aspetti materiali, ma soprattutto nei fondamenti esistenziali.<br \/>\nCi\u00f2 che possiamo garanti re \u00e8 che, anche se il mondo non \u00e8 ancora una Grande Nazione Umana Universale,<br \/>\nci saranno sempre pi\u00f9 umanisti che lavoreranno sinceramente per tale aspirazione, reclamata da milioni di esseri<br \/>\numani, a volte in silenzio.<\/p>\n<p>(1) Il &#8220;Documento Umanista&#8221; fa parte della &#8220;Sesta lettera ai miei amici&#8221; scritta da Silo il 05\/04\/1993, compresa in<br \/>\nOpere Complete, Volume I, pag. 614, pubblicato da Multimage, e il testo completo \u00e8 un allegato del presente<br \/>\nlavoro.<\/p>\n<p>(2) Centro Internazionale di Conciliazione e di Arbitrato alle c ontroversie tra governi e investitori stranieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando gli umanisti osservano i processi sociali, politici ed economici in tutto il mondo e partecipano ad essi, non possono fare altro che riflettere sull&#8217;attualit\u00e0, in questo momento storico, del Documento del Movimento Umanista, scritto da Silo nel 1993 (1). Dalla sua lettura si pu\u00f2 comprendere fino a che punto la direzione della storia<br \/>\nabbia confermato  &#8230; (segue)<\/p>\n","protected":false},"author":624,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47,38,162,55],"tags":[4246,4231,4245,942,4241],"class_list":["post-7442","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa","category-internazionale","category-opinioni","category-politica","tag-democrazia-reale","tag-movimento-umanista","tag-nazione-umana-universale","tag-partito-umanista","tag-umanesimo-universalista"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Documento del Partito Umanista Internazionale rispetto alla situazione mondiale<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Quando gli umanisti osservano i processi sociali, politici ed economici in tutto il mondo e partecipano ad essi, non possono fare altro che riflettere sull&#039;attualit\u00e0, in questo momento storico, del Documento del Movimento Umanista, scritto da Silo nel 1993 (1). 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