{"id":736215,"date":"2018-10-12T08:23:02","date_gmt":"2018-10-12T07:23:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=736215"},"modified":"2018-10-12T08:48:05","modified_gmt":"2018-10-12T07:48:05","slug":"giornalista-saudita-scomparso-in-turchia-la-liberta-di-stampa-in-questi-due-paesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/10\/giornalista-saudita-scomparso-in-turchia-la-liberta-di-stampa-in-questi-due-paesi\/","title":{"rendered":"Giornalista saudita scomparso in Turchia, la libert\u00e0 di stampa in questi due paesi"},"content":{"rendered":"<p>La Turchia continua a far parlare ancora un\u2019altra volta dei casi legati alla libert\u00e0 di stampa. Questa volta si tratta di un giornalista saudita.<\/p>\n<p><strong>Che cosa \u00e8 successo?<\/strong><\/p>\n<p>Cemal Ahmet Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 in Turco e Jamal Ahmid Khashoggi in Arabo, giornalista cittadino saudita \u00e8 scomparso il 2 ottobre a Istanbul. Secondo la testimonianza della sua fidanzata, Hatice Cengiz, cittadina turca, luned\u00ec verso le 13:00 il giornalista saudita \u00e8 entrato nel palazzo del Consolato dell&#8217;Arabia Saudita per sbrigare alcune pratiche legate al loro prossimo matrimonio. Secondo Cengiz da quel momento in poi Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 non \u00e8 pi\u00f9 uscito dall\u2019edificio.<\/p>\n<p>Dopo una lunga attesa, la fidanzata ha iniziato ad informare alcuni amici di Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131. Dato che Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 prima di entrare nell\u2019edificio le aveva lasciato il suo cellulare non era pi\u00f9 possibile tracciare i suoi movimenti. In una dichiarazione rilasciata al quotidiano nazionale Gunes, la fidanzata di Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 dice: \u201cPrima di entrare mi aveva chiesto di contattare Yasin Aktay, il consulente del presidente generale del Partito dello Sviluppo e della Giustizia (AKP) e l\u2019Associazione dei Media Turchi Arabi, nel caso in cui ci fossero stati dei problemi. Infatti alle 16, dato che non era\u00a0ancora\u00a0\u00a0uscito , li ho contattati. Verso le 18 un dipendente del consolato mi ha detto che Ahmet era gi\u00e0 uscito e che non era necessario che io attendessi l\u00ec\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le prime dichiarazioni ufficiali<\/strong><\/p>\n<p>Due giorni dopo, il 4 ottobre, \u00e8 stata rilasciata una breve dichiarazione dal Consolato saudita sull\u2019account ufficiale Twitter: \u201cStiamo indagando con le autorit\u00e0 turche sull\u2019eventuale scomparsa del giornalista Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 avvenuta fuori dal nostro edificio consolare\u201d. Contemporaneamente il consulente del Presidente della Repubblica di Turchia, Ibrahim Kalin, ha rilasciato una breve dichiarazione in un incontro pubblico parlando cos\u00ec: \u201cRiteniamo che il giornalista saudita sia ancora dentro l\u2019edificio del Consolato dell&#8217;Arabia Saudita di Istanbul\u201d.<\/p>\n<p>Quindi ormai era ufficiale che le dichiarazioni e le tesi di due governi fossero in contraddizione. Infatti il 4 ottobre \u00e8 stato convocato presso l\u2019ufficio del Ministro degli Esteri turco l\u2019ambasciatore saudita ad Ankara, Velid bin Abdulkerim El-Hireyci.<\/p>\n<p>La sera del 9 ottobre, grazie ad una dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti d\u2019America, Donald Trump, il caso \u00e8 diventato ufficialmente mondiale. In una conferenza stampa tenuta presso la Casa Bianca, Trump si \u00e8 espresso cos\u00ec: \u201cSi tratta di un caso molto spiacevole. Nessuno ha ancora un\u2019informazione certa ma sono molto preoccupato\u201d. Lo stesso giorno anche il Ministro degli Affari Esteri del governo statunitense, Mike Pompeo ha rilasciato una dichiarazione scritta: \u201cInvito vivamente il governo saudita di indagare velocemente su questo caso in modo trasparente\u201d. La posizione del governo Trump \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 attenta soprattutto con la dichiarazione del 10 ottobre rilasciata da parte del vice-presidente, Mike Pence: \u201cSiamo pronti per mandare una squadra di investigatori dell\u2019FBI per indagare su questo caso\u201d. L\u201911 ottobre ventidue senatori statunitensi hanno presentato una richiesta scritta invitando il Presidente Trump ad avviare un\u2019inchiesta ufficiale.<\/p>\n<p><strong>Indagini e nuove informazioni<\/strong><\/p>\n<p>Contemporaneamente in Turchia la procura di Istanbul ha deciso di aprire un&#8217;indagine che coinvolge sia la questura di Istanbul sia i servizi segreti. Secondo diverse dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Repubblica, il governo sembra essere molto preoccupato ed attento a questo caso.<\/p>\n<p>Nel mentre i media turchi hanno reso pubblico un fatto che potrebbe essere legato al caso del giornalista saudita. Secondo alcuni giornali qualche giorno prima della scomparsa del giornalista sarebbero arrivati in Turchia due piccoli aerei che portavano quindici passeggeri sauditi. Questa informazione \u00e8 stata diffusa anche dall\u2019Associazione dei Media Turchi ed Arabi che andando oltre sostiene che il giornalista saudita sia stato ucciso con un&#8217;operazione realizzata da 15 persone provenienti dall&#8217;estero, il suo corpo sia stato fatto a pezzi e \u00a0portato fuori dal consolato. Nel mentre l\u2019agenzia di notizia russa, Sputnik, il 10 ottobre ha diffuso le immagini degli aerei atterrati a Istanbul con la lista dei passeggeri. Secondo l\u2019agenzia tutti i passeggeri, dopo una sola notte di permanenza a Istanbul, sono tornati in Arabia Saudita con un jet privato. Le indagini avviate dalla procura di Istanbul si stanno concentrando anche su questo caso.<\/p>\n<p>La tesi di un eventuale omicidio \u00e8 stata sposata anche da parte dei media arabi. Particolarmente l\u2019emittente qatariota, Al Jazeera sia attraverso le notizie pubblicate sul suo sito sia in diretta televisiva ha sostenuto che il giornalista saudita fosse stato ucciso nel consolato saudita di Istanbul.<\/p>\n<p>Invece il portale di notizie Middle East Eye sostiene di aver contattato alcuni esponenti del governo turco e secondo queste persone il giornalista saudita \u00e8 stato assassinato dentro il consolato, \u00e8 stato fatto a pezzi e successivamente portato via. Quindi nel caso in cui il governo saudita permettesse i poliziotti turchi di entrare dentro l\u2019edificio andrebbero direttamente nella stanza del delitto e troverebbero delle prove necessarie per mettere luce sul caso. Per concludere secondo il Middle East Eye anche le riprese delle videocamere di sicurezza sono state portate via con le persone che sono tornare in Arabia Saudita con l\u2019aereo privato subito dopo l\u2019omicidio.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 Cemal Ahmet Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 e perch\u00e9 potrebbe essere \u00a0stato assassinato?<\/strong><\/p>\n<p>Il 9 ottobre, BBC ha divulgato la registrazione vocale di una breve intervista realizzata con il giornalista, tre giorni prima della sua scomparsa. In questo breve intervento Cemal Ahmet Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 parla del rischio che incontrerebbe nel caso in cui tornasse nel suo paese di origine.<\/p>\n<p>Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 nasce nel 1958 a Medina, nel 1985 si laurea negli USA presso l&#8217;Indiana State University ed al ritorno in Arabia Saudita inizia a lavorare come giornalista.<\/p>\n<p>Lavora presso diverse redazioni anche come dirigente. Durante la guerra civile afgana intervista diverse volte Osama Bin Laden in Afghanistan ed in Sudan. Alcune fonti sostengono che in questo periodo ha lavorato come mediatore tra l\u2019ex leader dell\u2019Al Qaeda e la famiglia saudita.<\/p>\n<p>Pochi anni dopo ha avuto la sua prima esperienza legata alla limitazione della libert\u00e0 di stampa. Ha lavorato come capo redattore presso il quotidiano Al Watan per cinquanta due giorni. Tuttavia grazie alle reazioni negative che ha ricevuto contro i suoi articoli in cui criticava la cultura fondamentalista del suo paese si \u00e8 dimesso.<\/p>\n<p>Dopo questa esperienza Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 ha lasciato il suo paese ed ha lavorato presso diversi consolati sauditi come consulente. Nel 2008 ha iniziato di nuovo a lavorare per Al Watan edi nuovo, \u00a0per lo stesso motivo, questa volta dopo due anni, si \u00e8 dovuto licenziare. I suoi lavori di approfondimento si concentravano su come il sistema scolastico sarebbe dovuto essere riformulato per creare una societ\u00e0 che lottasse contro il fondamentalismo religioso. Questa volta la pressione era pi\u00f9 forte ed un potente uomo del clero aveva definito \u00a0un \u201cpeccato\u201d l\u2019acquisto del giornale.<\/p>\n<p>Secondo il quotidiano nazionale tedesco Der Spiegel, Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 \u00e8 stato sempre un giornalista molto coraggioso e radicale perch\u00e9 era uno dei pochi giornalisti che apertamente sostenevano la necessit\u00e0 irrinunciabile di un sistema democratico definendo quello monarchico morto.<\/p>\n<p>In questi ultimi anni Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 ha lavorato per il giornale Al Hayat ed alcuni suoi articoli che criticavano la posizione dell\u2019amministrazione Trump e le sue politiche nel Medio Oriente non sono state pubblicati. Particolarmente nel 2015 ha lavorato presso un nuovo canale televisivo, Al-Arab, fondato in Bahrain con il finanziamento del principe saudita El-Velid bin Talal. Tuttavia il canale ha dovuto cessare la sua attivit\u00e0 dopo solo undici ore di trasmissione perch\u00e9 Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 aveva deciso di intervistare un religioso vicino all&#8217;opposizione bahrainiana.<\/p>\n<p>Cemal Ahmet Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 vive negli Stati Uniti d\u2019America dal settembre del 2017 e lavora per il Washington Post. In un suo articolo pubblicato su quel giornale definisce cos\u00ec le motivazioni che l\u2019hanno spinto a lasciare definitivamente il suo paese: \u201cNon \u00e8 necessario essere giornalista per finire in carcere in Arabia Saudita. Si tratta di un periodo in cui la libert\u00e0 di espressione non \u00e8 tollerata per niente. Sono molto preoccupato per i miei colleghi e per i miei familiari. Devo comunque continuare a scrivere altrimenti sarebbe un gesto scorretto nei confronti di tutte queste persone\u201d. Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 \u00e8 stato sempre critico nei confronti delle politiche saudite contro lo Yemen ed il Qatar. Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 ha criticato fortemente anche le decisioni del nuovo principe Muhammed bin Selman che con il suo arrivo aveva lanciato una serie di arresti contro diversi principi accusati di corruzione. Secondo il giornalista saudita con la scusa di operazioni anti corruzione Muhammed bin Selman alzava il livello di intolleranza contro ogni tipo di opposizione che lo criticasse.<\/p>\n<p>Davanti al Consolato di Arabia Saudita di Istanbul c\u2019\u00e8 sempre un gruppo che attende notizie. Questo gruppo \u00e8 composto da diversi giornalisti, associazioni ed alcuni cittadini sauditi. I presenti sostengono che Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 sia stato assassinato per via delle sue posizioni critiche contro la famiglia reale saudita.<\/p>\n<p><strong>Le eventuali conseguenze di un assassinio<\/strong><\/p>\n<p>Secondo la BBC turca se si scoprisse che Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 \u00e8 stato assassinato nel consolato potrebbe nascere una crisi politica molto forte tra questi due paesi. Soprattutto se si trattasse veramente di un piano d\u2019azione realizzato segretamente ci sarebbero conseguenze diplomatiche molto negative. Secondo l&#8217;emittente britannica nessun paese accetterebbe facilmente un piano d\u2019azione del genere realizzato sul suo territorio. In primo luogo alcuni dirigenti sauditi potrebbero essere definite come persone non grate e potrebbero essere espulse dal paese.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 le relazioni tra la Turchia e l\u2019Arabia Saudita non vivono un periodo molto positivo. Dal 2017 si respira un\u2019aria molto pesante grazie alla decisione di mettere un radicale embargo nei confronti del Qatar da parte dell\u2019amministrazione Trump, \u00a0da parte di una serie di paesi del Golfo e \u00a0dell\u2019Arabia Saudita. Dopo questa decisione il governo turco aveva reagito in modo molto aggressivo definendo quest atto come un vero \u201ctradimento\u201d. I rapporti tra i qatarioti ed il governo turco sono molto positivi da parecchi anni soprattutto grazie ad un elevato volume di investimento reciproco e grazie ad una serie di accordi militari e politici. Infatti subito dopo la decisione dell\u2019embargo il governo turco aveva deciso di costruire una base militare in Qatar e questa mossa non \u00e8 stata gradita dal governo saudita.<\/p>\n<p><strong>Non sono paesi sicuri per i giornalisti<\/strong><\/p>\n<p>Certamente il caso di Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131 non \u00e8 isolato in Turchia. Le carceri \u00a0sono piene di giornalisti, circa centocinquanta. Parecchi giornalisti hanno dovuto lasciare il territorio nazionale per evitare di finire in galera. La notevole limitazione della libert\u00e0 di stampa \u00e8 diventata un problema anche per i giornalisti stranieri come il caso dell\u2019italiano Gabriele del Grande oppure quello turco-tedesco Deniz Yucel che sono stati trattenuti in carcere. La situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 pericolosa per i giornalisti siriani di opposizione. Tra il 2015 ed il 2017 sono stati assassinati cinque giornalisti siriani residenti in Turchia: Mohammad Zahar Al Shurgat, \u0130brahim Abdulkadir e Firaz El Hamadi, Orouba Barakat e Naci El Jerf.<\/p>\n<p>La stessa cosa vale anche per l\u2019Arabia Saudita. Secondo l\u2019organizzazione non governativa Reporter Sans Fronti\u00e8res dal mese di settembre del 2017 finora sono scomparsi almeno quindici giornalisti e blogger e tuttora non si sa dove sono trattenuti. Quindi secondo RSF non sarebbe fuori luogo pensare al peggior scenario anche per il caso del giornalista Cemal Ahmet Ka\u015f\u0131k\u00e7\u0131.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Turchia continua a far parlare ancora un\u2019altra volta dei casi legati alla libert\u00e0 di stampa. Questa volta si tratta di un giornalista saudita. Che cosa \u00e8 successo? 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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