{"id":725287,"date":"2018-09-26T22:34:50","date_gmt":"2018-09-26T21:34:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=725287"},"modified":"2018-09-26T22:39:28","modified_gmt":"2018-09-26T21:39:28","slug":"bosnia-il-fronte-diviso-dei-partiti-civici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/09\/bosnia-il-fronte-diviso-dei-partiti-civici\/","title":{"rendered":"Bosnia, il fronte diviso dei partiti civici"},"content":{"rendered":"<p>\u201cMa esiste un\u2019alternativa?\u201d. Chi si imbatte per la prima volta nella politica della Bosnia Erzegovina rivolge facilmente questa domanda. \u00c8 dalle prime elezioni post-comuniste del 1990 che i <strong>partiti su base etnica dominano la scena<\/strong>, e si apprestano a farlo anche nel voto del prossimo 7 ottobre. Le forze cosiddette<strong> \u201cciviche\u201d<\/strong>, ovvero quelle si proclamano rappresentanti di tutti i cittadini indipendentemente dall\u2019appartenenza etnica, sono quasi sempre rimaste <strong>ai margini<\/strong>. Solo in due mandati, nel 2000-2002 e 2012-14, un partito civico ha partecipato al governo statale in misura rilevante: il <strong>Partito Socialdemocratico (SDP)<\/strong>, che per\u00f2 in entrambi i casi dovette comunque allearsi con partiti etno-nazionali, frustrando le aspettative di cambio della base. Inoltre l\u2019SDP conobbe vari problemi interni \u2013 clientelismo, corruzione, mancato ricambio dei vertici \u2013 che ne determinarono il fallimento.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Da l\u00ec \u00e8 iniziata la <strong>frammentazione<\/strong> <strong>della sinistra bosniaca<\/strong>, oggi scissa in tre: quello che resta dell\u2019<strong>SDP<\/strong>, ormai depurato della vecchia leadership; il <strong>Fronte Democratico (DF),<\/strong> che si scisse dai socialdemocratici nel 2012 in protesta contro la deriva autocratica del partito; e l\u2019<strong>Alleanza Civica (GS),<\/strong> che si separ\u00f2 dal DF nel 2016 per dissidi di leadership. E c\u2019\u00e8 un quarto partito civico, che in parte fa storia a s\u00e9: <strong>Na\u0161a Stranka (\u201cIl Nostro Partito\u201d, NS)<\/strong>, creato nel 2008 da esponenti di societ\u00e0 civile e classe media urbana, con una natura pi\u00f9 centrista liberale che socialista.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Guardando i programmi elettorali, le <strong>differenze ideologiche<\/strong> tra i primi tre partiti sono minime, anche se c\u2019\u00e8 qualche differenza di priorit\u00e0. L\u2019SDP, in linea con il recupero della tradizione, d\u00e0 pi\u00f9 enfasi a <strong>temi sociali<\/strong>: aumento del salario minimo, sanit\u00e0 per tutti, tassa sul lusso, pi\u00f9 investimenti pubblici per lavoro e servizi. DF e GS pongono il focus sulla questione istituzionale, sullo \u201cstato civico\u201d da contrapporre ad \u201capartheid\u201d e \u201cdiscriminazione\u201d dei popoli costitutivi, e sulla lotta contro le ingerenze dei partiti nell\u2019amministrazione. Na\u0161a Stranka si distingue mettendo come primo punto <strong>l\u2019integrazione euroatlantica<\/strong> e proponendo la <strong>liberalizzazione<\/strong> dei servizi sociali nonch\u00e9, unica a farlo, l\u2019equiparazione delle prestazioni tra disabili ex-combattenti e disabili civili,\u00a0<a title=\"Link a un tema controverso nella societ\u00e0\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/Bosnia-Erzegovina-il-grande-gelo-dei-veterani-187332\">un tema controverso nella societ\u00e0<\/a>.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Na\u0161a Stranka si conferma il tipico partito <strong>liberale urbano<\/strong>, con quadri ben istruiti e formati di norma all\u2019estero, e <strong>scarso radicamento popolare<\/strong>. Una volta dal DF commentarono sprezzanti a questo proposito che \u201cla Bosnia non va da Marijin Dvor al Ponte delle Capre\u201d, ossia i confini del centro di Sarajevo. Anche SDP, GS e DF mostrano un\u2019importante <strong>limitazione territoriale<\/strong>, giacch\u00e9 si presentano in modo consistente solo nelle zone pi\u00f9 urbanizzate della Federazione, ma restano residuali nelle zone rurali e quasi assenti nella Republika Srpska e nell\u2019Erzegovina sud-occidentale.<\/p>\n<p class=\" text-left\"><strong>Prove di riunificazione<\/strong><\/p>\n<p class=\" text-left\">A partire dalle elezioni amministrative del 2016 si sono succeduti <strong>molti appelli<\/strong>, provenienti in particolare dal mondo intellettuale, che chiedevano una <strong>riunificazione delle forze civiche<\/strong> o quantomeno un accordo di minima. Quest\u2019ultimo si sarebbe dovuto centrare sulla riforma del sistema elettorale, dunque sulla piena applicazione della\u00a0<a title=\"Link a sentenza Sejdi\u0107-Finci\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/Sejdic-Finci-una-sentenza-ignorata-138171\">sentenza Sejdi\u0107-Finci<\/a>\u00a0\u2013 che condanna la discriminazione dei <strong>non appartenenti alle tre comunit\u00e0 etno-nazionali<\/strong> dominanti. D\u2019altronde si tratta non solo di una questione di principio, ma di vera e propria sopravvivenza politica: il mantenimento dello status quo o addirittura il<strong> rafforzamento del criterio etnico-territoriale<\/strong> che richiede l\u2019HDZ (nazionalisti croati) e che potrebbe essere approvato nella prossima legislatura, renderebbe sempre pi\u00f9 difficile l\u2019elezione di rappresentanti civici.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Le <strong>pressioni di intellettuali<\/strong> e delle basi dei partiti per una riunificazione si sono manifestate con maggior vigore nei primi mesi del 2018, di fronte a quello che molti chiamano un rischio storico in vista delle elezioni di ottobre: la possibilit\u00e0 che\u00a0<strong><a title=\"Link a Milorad Dodik e Dragan \u010covi\u0107\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/Elezioni-BiH-Dragan-Covic-il-trasformista-190092\">Milorad Dodik e Dragan \u010covi\u0107<\/a><\/strong>, i leader del nazionalismo serbo e croato, <strong>possano occupare due dei tre posti<\/strong> della presidenza statale e portare la loro <strong>sinergia autonomista<\/strong> \u2013 o secessionista \u2013 fino a esiti imprevedibili. Tutto questo in un momento internazionale delicato, vista l\u2019intersezione tra la <strong>crisi della legittimit\u00e0 UE<\/strong>, lo slittamento continuo del processo di adesione e la crescita di tensioni nell\u2019area post-jugoslava.<\/p>\n<p class=\" text-left\">A marzo un <strong>accordo pan-civico<\/strong> sembrava molto vicino ma salt\u00f2, pi\u00f9 per questioni di struttura che di sostanza politica. L\u2019SDP, erede della Lega dei Comunisti dell\u2019era jugoslava, temeva di perdere la propria <strong>storia ultracentenaria<\/strong> e un\u2019infrastruttura ancora discretamente radicata. Il Fronte Democratico non era disposto ad accettare altro candidato alla presidenza collettiva che non fosse il proprio leader, <strong>\u017deljko Kom\u0161i\u0107<\/strong>. Un po\u2019 a sorpresa l\u2019Alleanza Civica appoggiava in pieno l\u2019opzione Kom\u0161i\u0107, ma lanciava bordate avvelenate contro l\u2019SDP che contribuivano a <strong>minare il riavvicinamento<\/strong>, mentre Na\u0161a Stranka se ne chiamava fuori.<\/p>\n<p class=\" text-left\"><strong>Il fattore Kom\u0161i\u0107<\/strong><\/p>\n<p class=\" text-left\">Questo <strong>istinto di autoconservazione<\/strong> spiega dunque perch\u00e9 il <strong>7 ottobre<\/strong> sulle schede elettorali ci saranno tre candidati civici alla presidenza statale collettiva, che implicheranno una <strong>dispersione del voto non-nazionalista<\/strong>: \u017deljko Kom\u0161i\u0107 (DF-GS) e Bori\u0161a Falatar (Na\u0161a Stranka) per il rappresentante croato e Denis Be\u010dirovi\u0107 (SDP) per quello musulmano. Kom\u0161i\u0107 \u00e8 molto probabilmente l\u2019unico dei tre ad avere qualche chance di vittoria. Un recente sondaggio pubblicato dal giornale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.klix.ba\/vijesti\/bih\/u-borbi-za-predsjednistvo-bih-vodi-dzaferovic-radoncic-blizu-covic-i-komsic-izjednaceni\/180918061\">online\u00a0<em>Klix<\/em><\/a>\u00a0\u2013 numeri per\u00f2 da prendere con le pinze, per la sopravvalutazione dell\u2019elemento urbano e <strong>l\u2019assenza di monitoraggio sul voto<\/strong> per posta, lo mostra in parit\u00e0 con il <strong>favorito Dragan \u010covi\u0107<\/strong>.<\/p>\n<p class=\" text-left\"><a title=\"Link a Come si \u00e8 visto pi\u00f9 volte\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/I-veri-croati-bosniaci-128560\">Come si \u00e8 visto pi\u00f9 volte<\/a>\u00a0<strong>Kom\u0161i\u0107<\/strong>, che gi\u00e0 vinse le elezioni del 2006 e del 2010 grazie soprattutto al sostegno dei bosgnacchi e dei \u201cnon dichiarati\u201d, <strong>\u00e8 accusato dall\u2019HDZ<\/strong> di non essere <strong>un rappresentante autentico<\/strong> della popolazione croata, in particolare di quella erzegovese. La candidatura di Kom\u0161i\u0107 mette a nudo le <strong>contraddizioni del sistema post-Dayton<\/strong> e il suo risultato avr\u00e0 in ogni caso ripercussioni. Difficile fare previsioni: da una parte Kom\u0161i\u0107 gode ancora di grande credibilit\u00e0 tra gli elettori non-nazionalisti e, anche per il suo passato di combattente dell\u2019esercito bosniaco, tra i bosgnacchi disillusi dai \u201cpropri\u201d nazionalisti. Dall\u2019altra parte, il fatto che si presenti per la terza volta crea una certa stanchezza nel pubblico. Inoltre, anche tra i civici c\u2019\u00e8 chi ha visto la candidatura come una <strong>provocazione<\/strong> che potrebbe portare <strong>nuove tensioni<\/strong>.<\/p>\n<p class=\" text-left\">\u00c8 per questo che Na\u0161a Stranka ha opposto un proprio candidato per il posto croato della presidenza, <strong>Boris Falatar<\/strong>, un quarantenne <strong>economista ex-ONU<\/strong> che il suddetto sondaggio d\u00e0 appena al 2%. Questi, in alcune interviste, ha accusato Kom\u0161i\u0107 di essere troppo aggressivo, un \u201cfreno al cambio\u201d che in otto anni non ha ottenuto risultati e che ha \u201cperso l\u2019equilibrio tra civico e nazionale\u201d. Falatar ha rincarato la dose contro i due leader dell\u2019Alleanza Civica, Emir Suljagi\u0107 (l\u2019autore di\u00a0<em>Cartolina dalla fossa<\/em>\u00a0sopravvissuto al genocidio di Srebrenica) e Reuf Bajrovi\u0107, chiamati \u201cpiccoloborghesi con retorica d\u2019odio\u201d verso i croati. Da giorni <strong>volano stracci tra questi partiti<\/strong>, che arrivano persino a Bruxelles poich\u00e9 nel frattempo Na\u0161a Stranka si \u00e8 lamentata con l\u2019ALDE (il Partito dei Liberali Europei a cui appartiene) per avere mostrato sostegno al candidato del DF anzich\u00e9 al proprio.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Cos\u00ec facendo, i partiti civici danno<strong> segni di nervosismo e debolezza<\/strong>: rafforzano l\u2019attenzione sull\u2019identit\u00e0 etnica invece di smorzarla, appaiono rassegnati a strappare le briciole al vicino (e dunque, probabilmente, un elettorato gi\u00e0 orientato in senso civico) invece di cercare consensi in altri settori.<\/p>\n<p class=\" text-left\">Poche speranze, infine, dovrebbe avere anche <strong>Denis Be\u010dirovi\u0107<\/strong> dell\u2019SDP, che nella lista bosgnacca sembra staccato dai favoriti D\u017eaferovi\u0107 (SDA) e Radon\u010di\u0107 (SBB). Be\u010dirovi\u0107, 43 anni, \u00e8 un <strong>instancabile attivista parlamentare<\/strong>: alcuni dicono sia stato il recordman di disegni di legge e interrogazioni presentate in aula. Ma il carisma necessario per conquistare i voti appare un po\u2019 freddo. Be\u010dirovi\u0107 bene rappresenta lo stato dell\u2019SDP nel quale, dopo la batosta del 2014 e il massiccio turnover al vertice, la maturazione della nuova leadership avanza un po\u2019 lenta. L\u00e0 fuori, invece, <strong>i protagonisti dell\u2019etno-crazia continuano a correre a tutta birra<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/Elezioni-BiH-il-fronte-diviso-dei-partiti-civici-190140\">Questo articolo \u00e8 stato originariamente pubblicato da OBC Transeuropa<\/a><\/p>\n<p class=\" text-left\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMa esiste un\u2019alternativa?\u201d. 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