{"id":725117,"date":"2018-09-26T16:29:02","date_gmt":"2018-09-26T15:29:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=725117"},"modified":"2018-09-26T16:31:34","modified_gmt":"2018-09-26T15:31:34","slug":"detenute-madri-una-stella-delluniverso-carcerocentrico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/09\/detenute-madri-una-stella-delluniverso-carcerocentrico\/","title":{"rendered":"Detenute madri: una stella dell\u2019universo carcerocentrico"},"content":{"rendered":"<h5 style=\"text-align: right;\"><em>\u201cPerch\u00e9 io, il signore, sono il tuo dio, un dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione\u201d<\/em><br \/>\n<em>-ESODO 20:5, Edizione C.E.I.-<\/em><\/h5>\n<p>I recenti fatti di cronaca hanno riaperto una delle profonde ferite del diritto penale: il (grossissimo) problema-sociale e, soprattutto, giuridico-delle madri detenute. Lo <i>ius puniendi<\/i>, infatti, nel caso in esame, oltrech\u00e9 \u201c<i>tendere alla rieducazione del condannato<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>\u201d, deve essere mitigato dai diritti-doveri posti, dalla costituzione, a salvaguardia della maternit\u00e0 e dell\u2019infanzia<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>: come \u00e8 facile comprendere, ad oggi, un vero equilibrio tra l\u2019esecuzione della pena e la tutela delle madri carcerate e dei loro figli non \u00e8 stato raggiunto.<\/p>\n<p>Tale problematica non \u00e8 da sottovalutare perch\u00e9 i dati ufficiali, attualmente, fotografano la presenza di ben 52 detenute madri-con 62 figli al seguito-all\u2019interno degli istituti penitenziari italiani<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a> e questi numeri, dal 93 ad oggi, sono tra i pi\u00f9 elevati. Occorre ricordare, inoltre, che la famiglia \u00e8 una \u201c<i>comunit\u00e0 di persone, che <\/i><i><u>preesiste<\/u><\/i><i>, di fatto, allo stato e all\u2019ordinamento ed \u00e8 deputata a svolgere un ruolo primario anche in ambito sociale<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>\u201d: approntare una tutela a favore delle detenute madri e dei loro figli \u00e8, pertanto, imprescindibile.<\/p>\n<p>La normativa di riferimento, al fine di fornire tale tutela, prevede espressamente che \u201c<i>alle madri \u00e8 consentito di <\/i><i><u>tenere presso di s\u00e9<\/u><\/i><i> i figli fino all\u2019et\u00e0 di <\/i><i><u>tre anni<\/u><\/i><i>. Per la cura e l\u2019assistenza dei bambini sono organizzati appositi asili nido<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>\u201d. Il designato punto di equilibrio tra l\u2019esigenza di punire dello stato ed il rapporto madre-figlio pare, tuttavia, un po\u2019 (troppo?) paradossale: se \u00e8 vero, ed \u00e8 vero, che il limite dei tre anni \u00e8 sorto a seguito della presa d\u2019atto della nocivit\u00e0 del carcere, allora, non si comprende come si possa consentire ad un bambino di vivere i primi tre anni della propria vita in tale contesto. \u201cChe si debba punire la colpa dei padri nei figli?\u201d: verrebbe da dire. Fuori dalle (facilissime) provocazioni viene da dire che, come in altri casi, il carcere persegue finalit\u00e0 altre rispetto alla rieducazione e, nel caso <i>de quo<\/i>, prevarica i diritti costituzionali della maternit\u00e0.<\/p>\n<p>Le riflessioni sul problema delle madri detenute devono, tuttavia, essere operate tenendo conto dei due differenti piani della \u201ccarcerazione\u201d: la fase cautelare va, infatti, distinta nettamente da quella esecutiva della pena. Per quanto attiene <u>all\u2019esecuzione della pena<\/u> si deve, anzitutto, sottolineare che quest\u2019ultima \u00e8 differita \u201c<i>se deve avere luogo nei confronti di madre di infante di et\u00e0 inferiore ad anni uno<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>\u201d: un bambino di sei mesi, quindi, potr\u00e0 trovarsi ristretto insieme alla madre solo se quest\u2019ultima \u00e8 sottoposta a custodia cautelare in carcere. Se, invece, \u201c<i>una pena restrittiva della libert\u00e0 personale deve essere eseguita nei confronti di madre di prole di et\u00e0 inferiore a tre anni<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a>\u201d la pena <u>pu\u00f2<\/u>, e non deve, essere differita: gi\u00e0 si ravvisa, in tali parole, l\u2019esistenza di una forte discrezionalit\u00e0 in capo al magistrato di turno. Per quanto concerne le misure alternative alla detenzione si potrebbe, al di l\u00e0 della detenzione domiciliare \u201cstandard\u201d <i>ex <\/i>art. 47<i>ter<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a>, citare la detenzione domiciliare speciale <i>ex <\/i>art. 47<i>quinquies<\/i> per la quale \u201c<i>quando non ricorrono le condizioni di cui all\u2019articolo 47ter le condannate madri di prole di et\u00e0 non superiore ad anni dieci, <\/i><i><u>se non sussiste un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti <\/u><\/i><i>e se vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di ripristinare la convivenza con i figli, <\/i><i><u>possono<\/u><\/i><i> essere ammesse ad espiare la pena nella propria abitazione<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a>\u201d: un\u2019altra norma che, al di l\u00e0 delle facili astrazioni, concede un\u2019eccessiva discrezionalit\u00e0 alla magistratura e, per tale ragione, pu\u00f2 divenire di rara applicazione.<\/p>\n<p>Il paradosso della disciplina delle detenute madri si evince, forse ancor di pi\u00f9, allorquando si osservino i vincoli ai quali queste ultime sono sottoposte in funzione <u>cautelare<\/u>, piuttosto che <u>esecutiva<\/u> della pena. A tal proposito l\u2019art. 275 comma IV c.p.p. stabilisce che \u201c<i>quando imputati siano donna incinta o <\/i><i><u>madre di prole di et\u00e0 non superiore a sei anni<\/u><\/i><i> con lei convivente [\u2026] non pu\u00f2 essere disposta n\u00e9 mantenuta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano <\/i><i><u>esigenze cautelari di eccezionale rilevanza<\/u><\/i>\u201d. In tali ipotesi, a seguito dell\u2019art. 1 comma III della l. 62 del 2011, \u201c<i>il giudice <\/i><i><u>pu\u00f2 disporre <\/u><\/i><i>la custodia presso un <\/i><i><u>istituto a custodia attenuata per detenute madri<\/u><\/i><i>, ove le esigenze cautelari di eccezionale rilevanza lo <\/i><i><u>consentano<\/u><\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a>\u201d. Si pu\u00f2 dire, in estrema sintesi, che, di <i>default<\/i>,<i> <\/i>le madri di prole di et\u00e0 non superiore ai sei anni non possono essere sottoposte alla custodia cautelare in carcere: cos\u00ec \u00e8, tuttavia, fino a che <u>non sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza<\/u>. Qualora sussistano, viceversa, il giudice <u>pu\u00f2,<\/u> sempre se le eccezionali esigenze cautelari lo consentano, sostituire la custodia cautelare in carcere con la custodia presso le \u201cICAM\u201d: sperimentali e sporadici luoghi di detenzione che, seppure non ne possiedano il nome, rimangono tali. Non occorre sottolineare che nelle misure cautelari, forse ancor pi\u00f9 che nell\u2019esecuzione della pena, il magistrato sembra divenire depositario di un\u2019eccessiva discrezionalit\u00e0 avendo riguardo alla tematica <i>de quo<\/i>: si ragiona, infatti, sempre e comunque in un\u2019ottica cautelare saltando, a pi\u00e8 pari, qualsiasi disquisizione sui diritti ed i doveri costituzionalmente garantiti della maternit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019osservazione complessiva della disciplina delle detenute madri-nella fase esecutiva della pena ed in quella cautelare-sembra dimostrare che l\u2019enorme problematica ad essa associata \u00e8, in realt\u00e0, figlia di una pi\u00f9 ampia e complessa immagine del diritto penale: si potrebbe dire, con una metafora, che non \u00e8 altro se non una stella (cadente?) dell\u2019universo carcerocentrico.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire, infatti, che il carcere venga dipinto, sempre e comunque, come la pena maggiormente idonea a fronteggiare la pericolosit\u00e0 sociale e, conseguentemente, pi\u00f9 adeguata a tutelare le esigenze di sicurezza dei consociati: questa concezione si riflette, indubbiamente, nella tematica delle madri detenute. La normativa sul tema, infatti, pu\u00f2 \u201creggere costituzionalmente\u201d fintantoch\u00e9 ci si trovi innanzi a detenute madri che abbiano commesso (o siano indagate per) reati di modesta entit\u00e0: che dire, tuttavia, quando le detenute siano ritenute socialmente pericolose? Nella tragica realt\u00e0 dei fatti non \u00e8, infatti, peregrino sostenere che la pericolosit\u00e0 sociale si desume, per lo pi\u00f9, dalla gravit\u00e0 del reato oggetto del giudizio: ed \u00e8 proprio quando quest\u2019ultimo \u00e8 grave che il sistema carcerocentrico e la disciplina delle madri detenute entrano in cortocircuito.<\/p>\n<p>Nel momento in cui si ritiene sussistente la pericolosit\u00e0 sociale, infatti, le madri, quasi sicuramente si vedranno catapultate in carcere insieme ai propri figli di et\u00e0 pari od inferiore a tre anni. Questa riflessione, ahim\u00e8, vale in entrambi i binari della carcerazione: l\u2019unica differenza tra i due \u00e8 che nella fase dell\u2019esecuzione la madre ed il figlio entreranno in carcere solo se quest\u2019ultimo \u00e8 di et\u00e0 pari o maggiore ad un anno. Successivamente alla condanna, infatti, molto difficilmente un giudice decider\u00e0 di differire l\u2019esecuzione della pena nei confronti di una madre con prole di et\u00e0 inferiore a tre anni: non dissimilmente sar\u00e0 assai arduo ottenere una misura alternativa al carcere come la detenzione domiciliare speciale. Non dissimilmente, per quanto attiene alla fase cautelare, quale giudice, in presenza di pericolosit\u00e0 sociale, eviter\u00e0 alla madre la custodia in carcere? In buona sintesi, in tal caso, soltanto la madre di infante di et\u00e0 inferiore ad anni uno si eviter\u00e0-momentaneamente-il carcere, poich\u00e9 in tal caso l\u2019esecuzione della pena \u00e8 differita <i>ex <\/i>art. 146 c.p.: non \u00e8 differibile, tuttavia, la custodia cautelare in carcere.<\/p>\n<p>La pericolosit\u00e0 sociale e la gravit\u00e0 del reato oggetto di giudizio sono, in buona sintesi, le scosse in grado di destabilizzare l\u2019intero sistema del diritto penale carcerocentrico: se, infatti, il carcere si considera come la pena \u201cregina\u201d al fine di arginare i \u201cmali della societ\u00e0\u201d allora, ogniqualvolta ci si trovi innanzi ad uno di questi ultimi il primo dovr\u00e0, sempre e comunque, essere chiamato in causa, in sfregio ad ogni ulteriore diritto-dovere costituzionalmente garantito. \u00c8 per tale ragione che occorre \u201c<i>superare il sistema sanzionatorio di tipo carcerocentrico, ingessato nella bipolarit\u00e0 detentivo-non detentivo. La detenzione non deve, cio\u00e8, essere concepita quale unica alternativa alla non punizione e la variegatura delle possibili sanzioni [\u2026] avrebbe il duplice vantaggio, se attuata con attenzione ed intelligenza, non soltanto di alleviare la situazione carceraria, ma soprattutto di elidere l\u2019effetto criminogeno della struttura carceraria<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a>\u201d.<\/p>\n<p>Spesso le grandi innovazioni del diritto penale sono sorte a seguito della loro sperimentazione nel terreno del diritto minorile: perch\u00e9 non smettere di vedere il carcere come la migliore delle pene partendo proprio da qui? Il carcere, infatti, pare godere di un\u2019aura di sacralit\u00e0 idonea a gettarlo, all\u2019interno dell\u2019universo giuridico, in posizione baricentrica: un po&#8217; come se fosse quella terra immaginata dal sistema tolemaico. \u201c<i>Eppur si move<\/i>\u201d: verrebbe, allora, da dire. Il carcere, infatti, \u201c<i>come accade per tutti i modelli consueti di azione sociale [\u2026] si <\/i>[\u00e8<\/p>\n<p>] <i>circondato di un senso di inevitabilit\u00e0 che \u00e8 contemporaneamente legittimazione dello status quo<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\"><sup>12<\/sup><\/a>\u201d: \u00e8, tuttavia, nei singoli riflessi di tale visione del diritto penale, tra i quali si annovera il problema delle madri detenute, che si coglie la fallacia della stessa. Fino a che il carcere sar\u00e0 visto, o si far\u00e0 finta di vederlo, come la pena pi\u00f9 idonea a garantire la sicurezza dei consociati, molto probabilmente, continuer\u00e0 ad esistere il problema delle madri detenute: i recenti fatti di cronaca, infatti, hanno unicamente creato l\u2019effetto <i>zoom <\/i>su uno dei rami dell\u2019albero carcerocentrico che, come \u00e8 facile capire, ha radici ben pi\u00f9 nascoste e profonde.<\/p>\n<p>Restiamo in attesa di una rivoluzione copernicana in ambito penale che sappia dimostrare che il carcere non \u00e8 al centro dell\u2019universo punitivo poich\u00e9 \u00e8 soltanto una delle pene possibili (e, molto probabilmente, quella meno efficace) e provi che, casomai, tale posizione \u00e8 occupata dall\u2019uomo e dalla sua rieducazione. Occorre, infatti, \u201c<i>prendere coscienza del fatto che il diritto penale si basa su una sorta di incanto, su una sorta di illusione <\/i>[poich\u00e9 esiste una] <i>trascendenza che fa credere a una differenza tra <\/i><i><u>vendetta<\/u><\/i><i>, sacrificio e sistema <\/i><i><u>punitivo<\/u><\/i> [e che] <i>consente di ingannare anche la violenza e rompere il rischio di una ritorsione infinita<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\"><sup>13<\/sup><\/a>\u201d: se, tuttavia, la pena cardine dell\u2019intero sistema-il carcere-non raggiunge i risultati che promette, allora, l\u2019illusione cessa di esistere e rimane unicamente la tragica realt\u00e0 conosciuta da tutti.<\/p>\n<p><em><strong>Dott. Daniel Monni<\/strong> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><sup>\u0002<\/sup> Art. 27 Costituzione<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><sup>\u0002<\/sup> Artt. 30,31 Costituzione<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cfr. <a href=\"https:\/\/www.giustizia.it\/giustizia\/it\/mg_1_14_1.page?contentId=SST135501&amp;previsiousPage=mg_1_14\">https:\/\/www.giustizia.it\/giustizia\/it\/mg_1_14_1.page?contentId=SST135501&amp;previsiousPage=mg_1_14<\/a><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><sup>\u0002<\/sup> MASTROPASQUA G., <i>La legge 21 aprile 2011 n. 62 sulla tutela delle relazioni tra figli minori e genitori detenuti o internati: analisi e prospettive<\/i>, in <i>Diritto Famiglia<\/i>, fascicolo IV, 2011, pagina 1853<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><sup>\u0002<\/sup> Art. 11, l- 26 luglio 1975, n. 354<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a><sup>\u0002<\/sup> Art. 146 c.p.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a><sup>\u0002<\/sup> Art. 147 c.p.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a><sup>\u0002<\/sup> Cfr. l. 354 del 1975<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a><sup>\u0002<\/sup> <i>Ibidem<\/i><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a><sup>\u0002<\/sup> Art. 285<i>bis<\/i> c.p.p.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a><sup>\u0002<\/sup> CIANI G. <i>Intervento del procuratore generale della corte suprema di cassazione<\/i>, Roma, 24 gennaio 2014<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a><sup>\u0002<\/sup> GARLAND D., <i>Pena e societ\u00e0 moderna. Uno studio di teoria sociale<\/i>, Milano, 1999, pagina 41<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\">13<\/a><sup>\u0002<\/sup> BARTOLI R., <i>Nella colonia di Franz Kafka: Dann ist das gericht zu ende<\/i>, in <i>Rivista italiana di Diritto e Procedura Penale<\/i>, fascicolo III, Milano, 2014, pagine 1598 e seguenti<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<\/div>\n<h6 style=\"text-align: left;\">Daniel Monni nasce il 7 settembre 1991 a Fivizzano e si laurea, in data 20 aprile 2017, in Giurisprudenza presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa con una tesi in diritto penitenziario dal titolo: \u201cL\u2019istintualit\u00e0 del diritto penale: dalla vendetta al carcere (post fata resurgam?)\u201d. Consegue con tale tesi la votazione di 110 su 110 con Lode e riceve l\u2019encomio della commissione. Studioso ed appassionato di diritto penale e, in particolare, della fase esecutiva della pena si iscrive, nel giugno 2018, alla Camera Penale di Genova. Attualmente \u00e8 praticante abilitato al patrocinio presso uno Studio legale spezzino. Scrive articoli sul carcere e partecipa a convegni sul tema.<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPerch\u00e9 io, il signore, sono il tuo dio, un dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione\u201d -ESODO 20:5, Edizione C.E.I.- I recenti fatti di cronaca hanno riaperto una delle profonde&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":594,"featured_media":725133,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[60,47,20606,162],"tags":[3893,6642,50234],"class_list":["post-725117","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritti-umani","category-europa","category-non-categorizzato","category-opinioni","tag-bambini","tag-carcere","tag-madri-carcerate"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ 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