{"id":723422,"date":"2018-09-22T13:49:37","date_gmt":"2018-09-22T12:49:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=723422"},"modified":"2018-09-22T16:26:12","modified_gmt":"2018-09-22T15:26:12","slug":"una-giustizia-a-doppio-binario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/09\/una-giustizia-a-doppio-binario\/","title":{"rendered":"Una giustizia a doppio binario"},"content":{"rendered":"<p><em>La recente condanna di alcuni giovani baschi ad alte pene detentive e le accuse contro politici catalani dimostrano la natura politica della giustizia in Spagna. Il nemico \u00e8 a sinistra.<\/em><\/p>\n<p>All\u2019alba del 15 ottobre 2016, in un bar d\u2019Altsasu (in spagnolo Alsasua), nei Paesi Baschi, al nord della Spagna, ha luogo una rissa tra un gruppo di adolescenti e due agenti della Guardia Civil. Resoconto dei danni: un labbro gonfio e una caviglia rotta. Fin qui niente di strano in un paese come la Spagna in cui solo nel 2016 ci sono stati 9571 scontri tra poliziotti e cittadini, solitamente classificati come resistenza a pubblico ufficiale. Anche nel caso basco fu presentata una denuncia presso le autorit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>Ma poi accaddero cose inaspettate: \u201cCi siamo spaventati quando vedemmo quello che stavano facendo alcuni giornali spagnoli e la televisione col caso in cui i nostri figli erano coinvolti. Hanno detto che la nostra cittadina Altsasu \u00e8 divisa, che qui gli agenti della Guardia Civil non possono muoversi liberamente senza essere insultati dalla gente. Hanno descritto una situazione di estrema violenza che non ha nulla a che fare con la realt\u00e0 del luogo. La stampa stava preparando il terreno per quello che accade in seguito\u201d, spiega Bel Bozueta, madre di Adur, che nel frattempo ha compiuto 23 anni, uno degli 8 condannati. L\u2019avvocato di Adur, Jaione Karrera, descrive il corso degli eventi: \u201cPoche settimane dopo la rissa un\u2019organizzazione per le vittime del terrorismo present\u00f2 denuncia presso l\u2019Audiencia Nacional di Madrid, l\u2019alta corte di giustizia spagnola che si occupa solo di reati particolarmente gravi, come il terrorismo, e le sentenze comportano sempre pene detentive molto alte\u201d. In realt\u00e0, si cerca di collegare i giovani baschi ad un movimento che chiede il ritiro della Guardia Civil dai Paesi Baschi \u2013 e di conseguenza, indirettamente, con l\u2019ETA.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-717539\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-41021_1280.png\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"712\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-41021_1280.png 1280w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-41021_1280-300x167.png 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-41021_1280-768x427.png 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-41021_1280-720x401.png 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p><strong>Un caso di terrorismo<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAbbiamo affermato pi\u00f9 volte che non ci sono mai state prove che qualcuno di questi giovani facesse parte di un simile movimento. Questo tipo di risse accadono ogni fine settimana in tutto il paese, a volte con armi come mazze da baseball, e le conseguenze sono di solito ferite pi\u00f9 gravi. Nessuno dei casi \u00e8 mai arrivato presso un tribunale speciale\u201d, ha affermato l&#8217;avvocato. Anche i tribunali competenti dei Paesi Baschi affermano che non vi sono indicazioni di terrorismo e che il caso deve essere giudicato dai tribunali locali. Ma Madrid insiste. La disputa arriva presso la Corte Suprema. Questa non esclude che possa trattarsi di terrorismo e consegna il caso a Carmen Lamela dell\u2019Audiencia Nacional, la stessa giudice che un anno dopo pronuncia la sentenza di detenzione preventiva con l\u2019accusa di ribellione per il candidato alla presidenza del governo catalano, Jordi S\u00e1nchez, e il presidente dell\u2019organizzazione catalana Omnium Cultural, Jordi Cuixart.<\/p>\n<p>Le famiglie di Altsasu osservano gli eventi con scetticismo e paura: &#8220;La Guardia Civil ha un grande peso e una storia oscura. Li consciamo qui da noi dai tempi dell\u2019ETA, e non \u00e8 stato bello. Abbiamo visto fin dall&#8217;inizio che c&#8217;era un interesse politico nel fare del nostro caso un affare molto grosso&#8221;, spiega la madre di Adur. Quello che li ha spaventati di pi\u00f9 \u00e8 stato un tweet dell\u2019allora Primo Ministro Spagnolo, Mariano Rajoy, in cui affermava che l&#8217;attacco alla Guardia Civil non sarebbe rimasto impunito. All&#8217;alba del 14 novembre, agenti di polizia si presentano nella loro casa e portano con s\u00e9 il figlio. Arrestano anche sette dei suoi amici.<\/p>\n<p>L&#8217;accusa \u00e8 di terrorismo. Il Procuratore generale chiede una condanna da 50 a 61 anni per sette degli accusati, e per una ragazza di 12 anni. \u201cL&#8217;indagine \u00e8 stata molto breve. Presso l\u2019Audencia Nacional hanno interrogato i nostri clienti e sono stati in prigione vicino a Madrid per presunto pericolo di fuga. Tre di loro sono rimasti detenuti fino alla sentenza, 19 mesi, e nelle condizioni speciali che si applicano ai terroristi\u201d, ha detto Jaione Karrera. La madre di Adur descrive cosa ha significato questo per lo studente di pedagogia musicaleche a ll&#8217;epoca aveva 21 anni: &#8220;Ogni comunicazione era controllata. Non era loro permesso di partecipare alle attivit\u00e0 carcerarie. Sono stati sottoposti ai pi\u00f9 severi controlli di sicurezza. Abbiamo chiesto un incontro con uno psicologo, perch\u00e9 i primi mesi furono molto difficili per nostro figlio. Era l\u2019agosto 2017, lo psicologo lo ha visto per la prima volta a giugno del 2018. &#8221;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-717548\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/DOf3JxnXcAESJAH.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/DOf3JxnXcAESJAH.jpg 1200w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/DOf3JxnXcAESJAH-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/DOf3JxnXcAESJAH-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/DOf3JxnXcAESJAH-720x405.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/DOf3JxnXcAESJAH-750x422.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<h6><em><span class=\"FullNameGroup\"><strong class=\"fullname show-popup-with-id u-textTruncate \" data-aria-label-part=\"\">foto di Xabier Perez<\/strong><\/span><\/em><b><\/b><\/h6>\n<p><strong>Processo ingiusto<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;avvocato di Adur \u00e8 convinta che il sistema giudiziario sia prevenuto nei confronti dei suoi clienti. \u201cNon si sarebbe arrivato a questa accusa sproporzionata n\u00e9 alla detenzione preventiva se gli imputati non provenissero dai Paesi Baschi. L&#8217;intero processo sembrava un anacronismo\u201d. L&#8217;ETA gett\u00f2 le armi nel 2011, e allora gli imputati erano ancora minorenni. \u201cTutte le nostre argomentazioni sono state respinte. E&#8217; valso solo il rapporto degli agenti della Guardia Civil coinvolti. Non ci fu permesso di presentare alcun documento, o video, e nemmeno delle prove oggettive come una planimetria del bar, per esporre quantomeno una versione diversa rispetto quella dell&#8217;accusa\u201d. Inoltre, non fu ammessa nemmeno una delle prove della difesa in relazione alla situazione politica nella cittadina, anche se una parte dell\u2019accusa si basava proprio su questa.<\/p>\n<p>Peggio. Nel febbraio 2017, la difesa apprende che uno dei giudici responsabili \u00e8 la moglie di un ufficiale della Guardia Civil , decorata con una medaglia della polizia militare. Ci\u00f2 nonostante, il ricorso di parzialit\u00e0 viene respinto.<br \/>\nLe sentenze pronunciate il 1\u00b0 giugno sono, di conseguenza, molto severe. L\u2019Audiencia Nacional, per la preoccupazione che il verdetto potesse essere successivamente annullato, libera gli imputati dall&#8217;accusa di terrorismo. Tuttavia, i giovani sono condannati per lesioni, disturbo della quiete pubblica e attacco alle autorit\u00e0. Tre degli imputati ricevono la condanna massima di 13 anni, gli altri 9 anni, e la ragazza 2 anni. La difesa ricorre in appello. Ci\u00f2 nonostante, pochi giorni dopo la sentenza tutti i condannati vengono arrestati dalla Guardia Civil e incarcerati.<\/p>\n<p>Le famiglie protestano per le condanne sproporzionate e le numerose irregolarit\u00e0. Migliaia di persone provenienti da altre parti della Spagna vengono nei Paesi Baschi per scendere in piazza con esse. \u201cNon c&#8217;era stata nessuna presunzione di innocenza. Fin dall&#8217;inizio, c&#8217;era sempre stata solo la versione dell&#8217;accusa, mai quella della difesa\u201d, afferma l&#8217;avvocato Karrera. Inoltre, durante la detenzione preventiva gli imputati furono incarcerati a circa 400 chilometri dalla loro cittadina. Questa tattica di dispersione \u00e8 praticata da decenni nei confronti dei prigionieri baschi; e dallo scorso autunno viene praticata anche nel caso dei separatisti catalani arrestati. Bel Bozueta, la madre di Adur, vede soprattutto una motivazione politica dietro la sentenza: \u201cLa Guardia Civil \u00e8 un elemento importante dell&#8217;unit\u00e0 della Spagna, \u00e8 considerata un pilastro della nazione spagnola. E nonostante non sia stato possibile mantenere l\u2019accusa di terrorismo, continuiamo a vedere in televisione come si insiste nell\u2019argomentare in questa direzione facendo cos\u00ec che il normale cittadino creda che i nostri figli sono, in un certo modo, dei terroristi. C&#8217;\u00e8 una chiara intenzione dietro i giudizi, ed \u00e8 la vendetta\u201d. Qui Bel vede un parallelismo con gli attivisti e politici catalani detenuti. In entrambi i casi viene chiaramente dimostrato che non esiste separazione di poteri in Spagna.<\/p>\n<p><strong>Lunga detenzione preventiva<\/strong><\/p>\n<p>I familiari e gli avvocati catalani lamentano le irregolarit\u00e0 sia per quanto riguarda la detenzione preventiva cos\u00ec come per i vizi procedurali. L&#8217;ex ministro degli affari esteri del governo di Puigdemont, Ra\u00fcl Romeva, \u00e8 detenuto per la seconda volta dopo pochi mesi. A met\u00e0 giugno la Corte Suprema spagnola ha confermato le accuse contro di lui e altri 14 politici catalani per ribellione e sedizione. Le pene per questi reati sono relativamente di 30 e 12 anni di carcere. \u201cLa ribellione in Spagna comporta uso della violenza, ma mio marito non ha nemmeno preso una pietra in mano\u201d, dice Diana Riba, moglie di Romeva. Si lamenta che i membri del governo catalano accusati non hanno avuto il tempo di parlare in modo adeguato con i loro avvocati. Txell Bonet, partner di Jordi Cuixart, in prigione da ormai otto mesi, \u00e8 convinta che non ci sar\u00e0 un processo equo. \u201c\u00c8 come nel caso di Altsasu: chiedono le pene massime per imprigionarli. Forse alla fine non saranno condannati per ribellione, magari la sentenza sar\u00e0 inferiore a quella dei giovani baschi. Ma saranno condannati, anche se non c&#8217;\u00e8 stata violenza\u201d.<\/p>\n<p>Jaume Alonso-Cuevillas rappresenta alcuni dei politici catalani in esilio, tra cui Carles Puigdemont. Alonso-Cuevillas fa l\u2019avvocato da 35 anni ed \u00e8 professore di diritto processuale all\u2019Universit\u00e0 di Barcellona. \u201cIn Spagna, la detenzione preventiva viene generalmente utilizzata in modo sproporzionato come una specie di punizione preliminare. Nei nostri casi \u00e8 chiaro che si tratta di intimidazione. A nessun basco o canario gli pu\u00f2 venire in mente l&#8217;idea di emulare i catalani\u201d. Proprio come l&#8217;avvocato basca Jaione Karrera, Alonso-Cuevillas \u00e8 convinto che anche i diritti fondamentali dei suoi clienti siano stati violati. Inoltre, hanno ostacolato la sua difesa: \u201cCi fu notificato con brevissimo preavviso che gli imputati, la cui accusa di ribellione potrebbe significare 30 anni di prigione in caso di condanna, dovevano presentarsi gi\u00e0 il giorno dopo alle 9 a Madrid, quindi a 650 chilometri di distanza. Io ricevetti 150 pagine di documenti ma non era stata allegata nessuna prova\u201d. L&#8217;avvocato catalano lamenta anche l&#8217;abuso del diritto penale: \u201cSi potrebbe parlare di disobbedienza ma non di ribellione. Certamente il disturbo della quiete pubblica con violenza armata \u00e8 un crimine ovunque. In Spagna, questo accadde il 23 febbraio 1981 nel tentativo di colpo di stato della Guardia Civil o nel colpo di stato militare di Franco nel 1936. In questo caso, per\u00f2, non ci fu violenza, bens\u00ec un processo democratico. Il problema \u00e8 che sia l&#8217;accusa che la Corte Suprema si considerano vittime. Ed \u00e8 per questo che non c\u2019\u00e8 obiettivit\u00e0 nel processo\u201d, ritiene Alonso-Cuevillas.<\/p>\n<p><strong>Magistratura conservatrice<\/strong><\/p>\n<p>Joaqu\u00edn Ur\u00edas, ex giudice della Corte costituzionale spagnola e professore di diritto costituzionale presso l&#8217;Universit\u00e0 di Siviglia, non crede che questi procedimenti contro baschi e catalani siano un problema di mancanza di separazione dei poteri. Tuttavia, condivide l&#8217;opinione dell\u2019avvocato catalano sull&#8217;obiettivit\u00e0: \u201cIn Spagna i giudici non fanno ci\u00f2 che vuole il governo. Il problema \u00e8 che i giudici stessi rappresentano un\u2019ideologia determinata. Non \u00e8 un problema di indipendenza del potere giudiziario, ma della sua neutralit\u00e0\u201d. Ci\u00f2 vale soprattutto per le corti supreme della Spagna, dove i giudici sono scelti dallo Stato. Le posizioni conservatrici qui prevalgono. Per Ur\u00edas, il caso di Altsasu \u00e8 un esempio caratteristico: \u201cC&#8217;\u00e8 un conflitto tra un poliziotto e un cittadino. Il giudice d\u00e0 sempre, e sottolineo sempre, la ragione al poliziotto. C\u2019\u00e8 da aver paura\u201d. A suo parere, in uno Stato democratico il giudice deve proteggere i cittadini dinanzi allo Stato, ma in Spagna i giudici difendono il potere dello Stato dinanzi ai cittadini. \u201cOgni volta che c&#8217;\u00e8 un conflitto tra un cittadino e un agente di polizia, anche se a commettere il reato sia stato l&#8217;agente, i giudici si pronunciano in suo favore\u201d. Cos\u00ec \u00e8 successo nel caso dello stupro di gruppo, conosciuto come \u201cLa Manada\u201d, a Pamplona nel mese di luglio 2016, che ha innescato proteste a livello nazionale perch\u00e9 i giudici hanno riconosciuto abuso sessuale ma non lo stupro e gli imputati sono stati rilasciati per tutto il periodo del processo. Da notare che due degli imputati sono membri uno dell&#8217;esercito e l\u2019altro della polizia.<\/p>\n<p>Il costituzionalista vede come causa di tutto ci\u00f2 innanzitutto la chiamata &#8220;Transizione&#8221;, periodo di transizione alla democrazia dal 1978 in Spagna. \u201cA differenza della Germania, non ci furono dei cambiamenti nella giustizia dopo la dittatura. Dopo la morte di Franco votammo una nuova Costituzione, ma gli stessi giudici che fino al 1975 avevano applicato le leggi della dittatura, cio\u00e8 le leggi fasciste, dovevano applicare questa Costituzione. Ecco perch\u00e9 ci vuole molto tempo prima che i diritti e i valori della Costituzione prendano piede nel sistema giudiziario spagnolo\u201d. Un altro problema \u00e8 radicato nella formazione professionale. \u201cIn altri paesi, gli aspiranti giudici praticano con casi veri, assistono, affrontano la vita reale. In Spagna devi studiare per almeno cinque anni e avere abbastanza soldi per pagare un tutor costoso\u201d, spiega Ur\u00edas. Il background sociale dei giudici \u00e8 molto omogeneo. Ci\u00f2 contribuisce parecchio all&#8217;orientamento conservatore maggioritario della magistratura spagnola.<\/p>\n<p>Ur\u00edas vede un altro problema nella legislazione stessa. Il diritto penale spagnolo sta diventando sempre pi\u00f9 ideologico. \u201cNon \u00e8 possibile applicare certe leggi senza che il giudice le interpreti politicamente, non ci sono basi fattuali\u201d, avverte. Un esempio \u00e8 la &#8220;legge per la sicurezza cittadina&#8221;, ad esempio nel caso dei \u2018reati di odio\u2019. \u201cRecentemente, c&#8217;\u00e8 stato un processo perch\u00e9 il giornalista Antonio Maestre \u00e8 stato minacciato di morte da un agente di polizia su Twitter. Questo poliziotto ha pagato una multa di 200 euro. Parallelamente, il rapper Valtonyc, che aveva minacciato in una delle sue canzoni un imprenditore di Maiorca, \u00e8 stato condannato a due anni di carcere &#8211; sulla base della stessa legge. Qui si pu\u00f2 vedere molto chiaramente che se un poliziotto minaccia un cittadino di sinistra, il giudice dice: \u2018Vabb\u00e8, non \u00e8 cos\u00ec grave\u2026\u2019 per\u00f2 se un cittadino di sinistra minaccia un imprenditore di destra finisce in prigione\u201d, spiega Ur\u00edas.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-717566\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/guardia-civil-iglesia-franquismo.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/guardia-civil-iglesia-franquismo.jpg 640w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/guardia-civil-iglesia-franquismo-300x156.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h6><em>Foto da: loquesomos.org<\/em><\/h6>\n<p><strong>Un fascista come vittima<\/strong><\/p>\n<p>Un altro esempio \u00e8 il caso di Luis Carrero Blanco, il successore designato di Francisco Franco, ucciso nel 1973 in un attacco dell&#8217;ETA. La studentessa Cassandra Vera scrisse una battuta sulla morte di Blanco su Twitter e per questo fu condannata a un anno di prigione. \u201cIl giudice giudic\u00f2 sulla base dell&#8217;articolo 579 del codice penale (&#8220;apologia del terrorismo&#8221;) che Carrero Blanco era una vittima del terrorismo. \u00c8 come se qualcuno avesse ucciso Hermann G\u00f6ring in un attacco in Germania e in seguito G\u00f6ring fosse riconosciuto come vittima del terrorismo\u201d, dice l&#8217;avvocato. Poi, col timore che il &#8220;caso Cassandra&#8221; non fosse approvato per la Corte di giustizia europea, la Corte Suprema annull\u00f2 la sentenza nel marzo di quest&#8217;anno.<\/p>\n<p>Alonso-Cuevillas pensa che questi casi dimostrano che la giustizia spagnola \u00e8 imprevedibile, il che indebolisce la fiducia nelle sentenze giudiziarie: \u201cIl sistema giudiziario deve essere prevedibile in una certa misura. Ma in Spagna per casi assolutamente identici le sentenze possono essere completamente diverse\u201d. Qui vede un problema nel codice penale stesso. &#8220;Le definizioni vaghe di alcuni tipi di reati permettono fare da piccoli casi uno di grandi dimensioni, come nel caso della sedizione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Parallelismo con il caso dell&#8217;ETA<\/strong><\/p>\n<p>Alonso-Cuevillas denuncia una situazione in cui i cittadini restano completamente indifesi dinanzi allo Stato. Se i politici catalani che sono accusati per aver messo in atto un referendum per l&#8217;indipendenza venissero condannati si stabilirebbe un precedente, e in futuro qualsiasi manifestazione contro uno sgombero forzato in cui la polizia non possa svolgere il proprio lavoro, potrebbe essere interpretata come sedizione. Crede anche che sia molto preoccupante il fatto che Carlos Lesmes, presidente del Consiglio Generale del Potere Giudiziario, l&#8217;organo di governo della magistratura, abbia detto che considera l\u2019unit\u00e0 territoriale dello Stato come uno dei compiti pi\u00f9 importanti della giustizia spagnola. \u201cQuesto \u00e8 stato un tentativo di giustificare la violazione dei numerosi diritti fondamentali che stiamo vivendo. La mancanza di garanzie, l&#8217;abuso di detenzione preventiva, la sproporzionalit\u00e0 nell&#8217;applicazione del diritto penale. Si pu\u00f2 notare uno schema simile a quello seguito in passato con l&#8217;ETA nei Paesi Baschi. Allora i giudici dicevano che contro l&#8217;ETA tutto era giustificato, anche la violazione dei diritti fondamentali. Nel nostro caso, per\u00f2, non ci sono state vittime\u201d, spiega il catalano.<\/p>\n<p>Joaqu\u00edn Ur\u00edas lo riassume in poche parole: &#8220;I tribunali spagnoli difendono sempre il potere contro i cittadini anzich\u00e9 difendere i cittadini. Nessun giudice ancora in attivo lo ammetter\u00e0 pubblicamente. I giudici dovrebbero proteggere i diritti e le persone, non il potere dello Stato. Ma in Spagna facciamo proprio l\u2019opposto\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Traduzione di\u00a0Eva Mendoza, revisione \u00e9quipe traduttori Pressenza<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recente condanna di alcuni giovani baschi ad alte pene detentive e le accuse contro politici catalani dimostrano la natura politica della giustizia in Spagna. Il nemico \u00e8 a sinistra. 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