{"id":7089,"date":"2011-10-17T00:00:00","date_gmt":"2011-10-17T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-10-19T07:51:26","modified_gmt":"2011-10-19T07:51:26","slug":"la-protesta-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/10\/la-protesta-globale\/","title":{"rendered":"La protesta globale"},"content":{"rendered":"<p>Gli indignati di tutto il mondo scendono in strada esigendo un cambiamento globale, migliaia di persone protestano in decine di localit\u00e0 contro le banche e le \u00e9lites politiche. Una protesta del tutto inedita quella che ha visto una partecipazione di massa, in 80 Paesi e circa 1000 citt\u00e0. <\/p>\n<p>Negli ultimi giorni, i fatti erano precipitati, si erano aggiunte le proteste dei canadesi in 12 citt\u00e0 con il movimento Occupy Toronto, si era annullato lo sgombero di Occupy Wall Street, c\u2019era stato l\u2019arrivo della marcia a Bruxelles e le manifestazioni di Londra e quelle in Cile. Nel frattempo, ci si avvicinava alla data fissata del 15 Ottobre.<\/p>\n<p>La protesta \u00e8 iniziata da lontano, dall\u2019Australia e dalla Nuova Zelanda, con moltitudini di persone in strada a manifestare; e poi Giappone, Corea, Kuala Lampur, Filippine, proseguendo per tutte le latitudini.<\/p>\n<p>In Spagna: oltre 60 localit\u00e0 hanno aderito alle proteste di sabato scorso. A Madrid e Barcellona i cortei hanno fatto addirittura fatica a sfilare tanto erano gremiti da fiumi di persone. A Madrid sono arrivati al centro citt\u00e0, in Piazza Cibeles e a Barcellona 10.000 persone si sono dirette verso Piazza Catalogna. La Puerta del Sol gi\u00e0 nel pomeriggio straripava di gente di ogni et\u00e0, non solo giovani. Tutte le generazioni erano presenti ed esprimevano le loro idee con cartelli e opuscoli. Anche in altre citt\u00e0 spagnole, come Barcellona o Valencia, la partecipazione \u00e8 stata altissima. Il Movimento, aveva diffuso tutte le informazioni del caso per non perdersi questo giorno importante.<\/p>\n<p>In Europa: L\u2019unica nota stonata \u00e8 stata Roma, dove durante la marcia degli Indignados varie macchine sono state bruciate da gruppi di facinorosi incappucciati. Nel resto delle citt\u00e0 europee ha predominato la protesta pacifica e non violenta nei confronti di banche ed \u00e9lites politiche, accusati di essere la causa della crisi economica mondiale e di condannare milioni di persone alla povert\u00e0 e alla disoccupazione.<br \/>\nLe prime proteste sono iniziate la mattina a Francoforte, Amsterdam e Londra, propagandosi poi ad altre citt\u00e0 europee. A Londra si sono riuniti di fronte alla cattedrale di Saint Paul, dato che alla folla \u00e8 stato impedito di arrivare alla vicina sede della Borsa. Ma a Roma la situazione \u00e8 sfuggita di mano, anche se gli indignati pacifici hanno fischiato e criticato gli incappucciati. Duecento giovani sotto la statua di San Francesco gridavano \u201cno alla violenza\u201d. A Berlino, il bel tempo ha accompagnato i manifestanti che hanno percorso il viale storico della citt\u00e0. Si sentivano cori in greco, spagnolo, inglese e tedesco. I cartelloni e le bandiere mettevano in mostra la diversit\u00e0 di motivazioni, provenienze e ideologie. Il corteo si \u00e8 svolto con tranquillit\u00e0, con musica e con l\u2019appoggio della maggior parte dei passanti. Solamente al grido di \u201coccupiamo il Reichstag\u201d c\u2019\u00e8 stata un po\u2019 di tensione ma la polizia ha sbarrato il cammino e ci sono stati solamente lievi tafferugli. A Francoforte la gente ha sfilato in direzione della Banca Centrale Europea con cartelli di protesta contro la speculazione finanziaria e il potere dei mercati e slogan come \u201cspeculano sulla nostra vita\u201d o \u201cci derubano del nostro futuro\u201d. E\u2019 stata una delle manifestazioni pi\u00f9 grandi e ha coinvolto oltre a Berlino anche Colonia, Monaco, Amburgo, Hannover e Stoccarda; anche qui i messaggi erano simili, contro il potere bancario e finanziario. In Olanda, la manifestazioni si sono tenute ad Amsterdam, l\u2019Aia, Rotterdam e Utrecht. Nella capitale, di fronte alla Borsa,  la gente gridava \u201clotteremo fino alla vittoria\u201d al suono di Immagine, la canzone di John Lennon.<br \/>\nAnche qui un sole splendido ha spinto le famiglie a portare i bambini e la polizia ha decritto l\u2019atmosfera di questa giornata come \u201cpiacevole e divertente\u201d. Anche qui si \u00e8 protestato contro la politica fiscale del Governo con \u201cvergogna per l\u2019isola del tesoro olandese\u201d ricordando la possibilit\u00e0 di creare aziende che non pagano le tasse.<br \/>\nA Parigi i partecipanti non sono stati moltissimi, nonostante il libro Indignati venga proprio da qui. A Lisbona la manifestazione ha riunito 25.000 persone secondo gli organizzatori. Meno rispetto alla manifestazione del marzo scorso che aveva visto la partecipazione di 200.000 persone, ma abbastanza per provare che il movimento di opposizione al Governo \u00e8 vivo. 6.000 persone, provenienti da vari Paesi hanno marciato per ore per arrivare a Bruxelles nel tardo pomeriggio; gli indignati hanno manifestato nella capitale europea contro un sistema che ha portato ad una crisi di enormi proporzioni, di cui la maggior parte di noi \u00e8 vittima. Centinaia hanno sfilato per le strade di Parigi partendo da diversi punti per confluire poi nella grande piazza dell\u2019Hotel de Ville dove si trova il Municipio. Per la sera era prevista una grande festa che si \u00e8 protratta fino all\u2019una, sempre all\u2019insegna di slogan come \u201cIndignati per un cambiamento globale\u201d Democrazia ora\u201d oppure \u201cPensiamo, quindi protestiamo\u201d, \u201cSiamo il 99%, siamo gli invisibili, siamo gli indignati\u201d.<br \/>\nAnche se il movimento non ha la stessa forza che in Spagna, i portavoce dicono: \u201cqui in Francia c\u2019\u00e8 ancora uno strato di benessere, per questo ancora il movimento stenta ad attecchire. Ci auguriamo che oggi sia stato dato un segnale di cambiamento, un inizio. Perch\u00e9 se cade la Francia, cade tutto\u201d. Ad Atene, tra 3.000 e 4.000 persone hanno manifestato in un\u2019atmosfera festiva. Ad Helsinki circa 1.000 indignati si sono riuniti nella piazza della capitale per chiedere la fine della dittatura delle banche e della complicit\u00e0 dei politici.<\/p>\n<p>Nel mondo: gi\u00e0 dalle prime ore della giornata, la protesta era iniziata ad Auckland, Tokyo, Seul per poi continuare in Alaska, e poi in almeno 951 citt\u00e0. In molti aspettavano da tempo questa occasione, dal 2008. Mentre in Europa le proteste iniziavano a scemare, negli Stati Uniti cominciavano. A New York la moltitudine di persone, sovrasta la polizia. Qui per non risultare una protesta illegale, i manifestanti hanno dovuto mantenersi in cammino incalzati delle forze dell\u2019ordine (inutile commentare). Lo hanno fatto in modo provocatorio, sfilando di fronte ad una sede di Chase, simbolo della speculazione finanziaria. Ci sono state manifestazioni anche a Washington, Chicago e in California.<br \/>\nIn Cile, migliaia di persone si sono riunite a Santiago, dando vita ad una manifestazione contraddistinta dalle richieste degli studenti mobilitati gi\u00e0 da cinque mesi, anche se crescono le proteste anche nei confronti  del sistema sanitario, finanziario e politico. Si \u00e8 manifestato anche a Buenos Aires, San Pablo e citt\u00e0 del Messico.<br \/>\nIn generale le manifestazioni sono state quindi all\u2019insegna della non violenza, a parte il caso italiano dove tra l\u2019altro un gruppo di studenti a Milano ha fatto irruzione nella Banca Goldman Sach e altri hanno lanciato uova contro l\u2019Unicredit. <\/p>\n<p>Secondo gli organizzatori, questa giornata rappresenta un punto di svolta sia per il panorama globale che per il movimento nato dal 15M spagnolo che dopo solo 5 mesi ha dato vita ad un\u2019ondata internazionale che nell\u2019ultimo mese ha preso forza anche negli Stati Uniti con Occupy Wall Street. Hanno chiarito che le manifestazioni vengono convocate contro i \u201cquattro poteri\u201d, quello finanziario (inclusi i paradisi fiscali e le banche), il potere politico (\u00e9lites completamente isolate rispetto alla gente), il potere militare (NATO ed eserciti), e il potere mediatico (grandi gruppi e censori di Internet). I poteri agiscono a favore di pochi ignorando la volont\u00e0 della maggior parte della gente e senza tener conto del costo umano e ambientale. E\u2019 necessario porre fine a questa situazione intollerabile. Sul sito di Toma La Plaza dove si raccolgono tutte le informazioni della protesta spagnola, si leggeva: \u201cUniti in una sola voce, faremo sapere ai politici e alle \u00e9lites finanziarie che ora saremo noi, la gente, a decidere del nostro futuro. Non siamo merce nelle mani delle banche e della classe politica, dalla quale non ci sentiamo rappresentati. Il 15 Ottobre ci troveremo in strada per iniziare il cambiamento globale che vogliamo. Dimostreremo pacificamente, discuteremo e ci organizzeremo fino a quando non lo otterremo.\u201d<\/p>\n<p>Tradotto da Eleonora Albini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cE\u2019 troppo tardi per il pessimismo\u201d si legge sul cartellone che sfila per le strade di Madrid.<br \/>\nContemporaneamente alla moltitudine scesa in piazza in tutto il mondo, qui sono circa mezzo milione di persone a manifestare. \u201cUniti per il cambiamento globale\u201d \u00e8 lo slogan che caratterizza le richieste di un movimento su scala mondiale. <\/p>\n","protected":false},"author":501,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47,38,55],"tags":[],"class_list":["post-7089","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa","category-internazionale","category-politica"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La protesta globale<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"\u201cE\u2019 troppo tardi per il pessimismo\u201d si legge sul cartellone che sfila per le strade di Madrid. 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