{"id":69950,"date":"2013-09-24T18:45:26","date_gmt":"2013-09-24T17:45:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=69950"},"modified":"2016-04-19T20:04:43","modified_gmt":"2016-04-19T19:04:43","slug":"la-rivolta-popolare-siriana-la-crisi-del-pacifismo-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/09\/la-rivolta-popolare-siriana-la-crisi-del-pacifismo-parte-ii\/","title":{"rendered":"La rivolta popolare siriana e la crisi del pacifismo \u2013 parte II"},"content":{"rendered":"<p>di Lorenzo Galbiati<\/p>\n<p><em>Nota della redazione: come ci pare ovvio e legittimo le opinioni di Lorenzo Galbiati hanno suscitato un notevole dibattito e reazioni di ogni genere giunte anche alla Redazione Italiana di Pressenza; in questo senso la Redazione precisa che Pressenza \u00e8 la casa per le opinioni di tutti i pacifisti di ogni tendenza e che non censurer\u00e0 nessuna opinione n\u00e9 ora n\u00e9 mai. Ospiter\u00e0 volentieri qualunque altra opinione voglia rispondere, confutare o obiettare alle analisi qui esposte. Questo in una applicazione profonda della libert\u00e0 di Pensiero e di Parola che Pressenza porta avanti con forza.<\/em><\/p>\n<p><em>Nota ulteriore del 29 settembre: in seguito alle proteste di Francesco Santoianni su inesattezze nella formulazione dell&#8217;Autore sugli eventi in cui Santoianni \u00e8 coinvolto abbiamo chiesto all&#8217;Autore di riformulare le sue considerazioni in modo meno personalistico e pi\u00f9 documentato. Cosa che Lorenzo Galbiati ha fatto e di cui lo ringraziamo. Di conseguenza abbiamo corretto l&#8217;articolo che appare come qui sotto.<\/em><\/p>\n<p><em>Al tempo stesso ribadiamo che Pressenza ospita opinioni e non aderisce alle medesime. E che ha pregato Galbiati e pregher\u00e0 tutti coloro che scriveranno su questa Agenzia di evitare le polemiche personali che sicuramente nuocciono alla causa comune del pacifismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Infine, per completezza di informazione, riportiamo in calce a quest&#8217;articolo una precisazione di Francesco Santoianni su fatti citati; precisazione che pubblichiamo ben volentieri dato che l&#8217;avevamo pi\u00f9 volte sollecitata.<\/em><\/p>\n<p>Come descritto nella prima parte dell\u2019articolo, molti ambienti pacifisti e nonviolenti non si sono accorti che in Siria \u00e8 avvenuta per mesi una grande sollevazione popolare spontanea e nonviolenta, fino a che alcuni manifestanti, spinti dalla sanguinosa repressione del regime, hanno cominciato a prendere le armi, prima per difendersi, e poi per organizzarsi in bande armate (il Libero Esercito Siriano) con l\u2019obiettivo di rovesciare il regime. Persone appartenenti alla Rete No War, a partiti come il PdCI e Per il Bene comune, sono attive da tempo nelle piazze, su siti internet come sibialiria.org e nelle mailing list di Peacelink e del Movimento Nonviolento con presidi, comunicati e petizioni che di fatto hanno negato e negano la natura spontanea della rivolta nonviolenta siriana, che secondo questi attivisti altro non \u00e8 stata se non una insurrezione etero-diretta ben presto diventata violenta e condotta da milizie straniere. L\u2019assolutizzazione di un dato, ossia della presenza tra gli insorti armati siriani di infiltrati arabi (compresi i jihadisti), tra cui milizie libiche, ha indotto molti pacifisti a considerare l\u2019insurrezione armata siriana opera dei fondamentalisti islamici, in sinergia con l\u2019azione dell\u2019intelligence statunitense e delle petromonarchie (in particolare del Qatar). Questa interpretazione riduzionistica sia della rivolta popolare nonviolenta sia dell\u2019insurrezione armata, delle quali si nega fin dall\u2019inizio la caratterizzazione nazionale, trova la sua ragione d\u2019essere in una visione ideologica antimperialista a senso unico (antiamericano) che commette l\u2019errore di dare una spiegazione in termini strettamente geopolitici di quella che in realt\u00e0 \u00e8 stata una sollevazione popolare di massa, laica e trasversale sia in termini sociali che religiosi.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo scenario che la Rete No War di Roma si \u00e8 fatta promotrice di un appello, a luglio 2012, chiamato \u201cGi\u00f9 le mani dalla Siria\u201d<sup>1<\/sup> , dove si \u00e8 addebitata la colpa della maggior parte dei crimini agli insorti (\u201c\u2026le forze che si oppongono alla leadership di Assad vedono prevalere le componenti armate e settarie, un dato che si evidenzia nei massacri e attentati che vengono acriticamente e sistematicamente addossati alle truppe siriane mentre pi\u00f9 fonti rivelano che cos\u00ec non \u00e8.\u201d) e si \u00e8 dato credito alle elezioni-farsa di al-Assad fino a sostenere che in Siria era in atto un processo di democratizzazione (\u201c\u2026la leadership di Bashar El Assad ha conosciuto due fasi: una prima in cui ha prevalso la consuetudine autoritaria, una seconda in cui \u00e8 cresciuto il peso politico delle forze che spingono verso la democratizzazione.\u201d). Primi firmatari dell\u2019appello: Rete Disarmiamoli, Militant, Rete dei comunisti, PdCI, e poi anche vari centri sociali, comitati filo-palestinesi, la FGCI e il movimento Alternativa di Giulietto Chiesa. E questo appello assolutamente irricevibile \u00e8 stato lanciato quando la guerra civile gi\u00e0 imperversava, con il regime che lanciava bombe sui quartieri residenziali delle sue pi\u00f9 importanti citt\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che, prima di questo appello, con la sigla \u201cGi\u00f9 le mani dalla Siria\u201d ci siano stati, da Milano a Roma, vari presidi fin dal 2011, spesso organizzati da siriani pro-al-Asad, e poi nel 2012 presidi e anche convegni in alcuni dei quali si \u00e8 riscontrata la contemporanea presenza di comunisti, o post-comunisti, e gruppi fascisti o para-fascisti di nuova creazione, talvolta con inquietanti connotati ibridi tra estrema destra ed estrema sinistra, i cosiddetti \u201crossobruni\u201d. In pratica, tutti i presidi, gli appelli, i cortei che hanno visto schierati pacifisti con posizioni antimperialiste si sono nei fatti espressi con il motto \u201cGi\u00f9 le mani dalla Siria\u201d e hanno negato esplicitamente, o implicitamente e inconsapevolmente, molti crimini del regime di al-Asad. In alcuni casi questa incoscienza (volendo credere alla buona fede fino a prova contraria) \u00e8 arrivata al punto di considerare normale, in nome del dialogo e del confronto, manifestare al fianco di siriani che prendevano la parola per sostenere il regime di al-Asad e sbandieravano bandiere della Siria con la faccia del suo dittatore.<\/p>\n<p>Mi limito a fare alcuni esempi.<\/p>\n<p>Il 10 marzo 2012, due ex iscritti al PdCI, l\u2019ex senatore Fenando Rossi (ora della Lista per il Bene Comune), attivissimo nelle mailing list pacifiste, e Ouday Ramadan detto \u201cSoso\u201d, \u201ccomunista siriano\u201d, hanno parlato a un convegno di Stato e Potenza<sup>2<\/sup> sulla Siria di al-Asad intesa come baluardo dell\u2019antimperialismo (i due sono stati di recente ricevuti in Siria da esponenti del regime di al-Asad insieme a una delegazione comprendente vari esponenti di casa Pound<sup>3<\/sup>). Nel giugno 2012 Francesco Santoianni, della Rete No War di Napoli (ora amministratore del sito sibialiria.org), segnalava sulla mailing list \u201cPace\u201d di Peacelink una manifestazione per la Siria (svoltasi il 16 giugno 2012), per la quale era stata creata la pagina facebook <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/272803262817318\/\">https:\/\/www.facebook.com\/events\/272803262817318\/<\/a>, poi il testo di \u201cun nostro appello di autonoma adesione alla manifestazione\u201d<sup>4a<\/sup> che aveva creato all\u2019indirizzo <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/244174155688165\/\">https:\/\/www.facebook.com\/events\/244174155688165\/<\/a> . Nel primo di questi link di facebook si legge che la manifestazione era \u201c\u2026a DIFESA dello stato siriano, del suo popolo e del suo Presidente. CONTRO le ingerenze straniere, it terrorismo e l&#8217;imperialismo!\u201d.\u00a0 Dopo un lungo dibattito, che ha registrato nella mailing list numerosi consensi verso l\u2019iniziativa, il presidente di Peacelink si dissoci\u00f2 dall\u2019iniziativa facendo notare che: \u201cIl volantino che convoca la manifestazione (l&#8217;appello su facebook fa riferimento a unvolantino che si conclude con lo slogan &#8220;Dio, Siria, Bashar e basta!!!&#8221;.<\/p>\n<p>Poco prima di quell\u2019evento, il 31 maggio, sempre a Roma, esponenti della Rete no war partecipavano a un altro evento bipartisan filo-Assad e prendevano la parola, davanti a un tripudio di sostenitori del regime sventolanti foto di al-Assad<sup>5<\/sup>, per lodare la Siria in quanto stato antimperialista e difensore dei popoli del Medio Oriente. I pacifisti (non tutti, per carit\u00e0), in pratica sono diventati la caricatura che ne facevano di loro i guerrafondai al tempo della guerra all\u2019Iraq: sostenitori \u2013 volenti o nolenti &#8211; dei dittatori.<\/p>\n<p>Venti, dieci anni fa si chiedeva Gi\u00f9 le mani dall\u2019Iraq, ora si chiede Gi\u00f9 le mani dalla Siria. Ma nell\u2019Iraq attaccato e bombardato dalla Nato non c\u2019era stata una rivolta di massa contro Saddam Hussein, e non c\u2019era stata una strage di civili a opera del regime, e soprattutto: durante quella guerra (reale) dell\u2019Occidente contro l\u2019Iraq i pacifisti non manifestavano insieme ai fascisti per difendere lo stato sovrano dell\u2019Iraq e il suo presidente (dittatore); manifestavano per chiedere la fine della guerra, la fine di ogni violenza. Ora invece per cosa manifestano alcuni pacifisti da due anni? Per impedire una guerra immaginaria, ma considerata sempre imminente, dell\u2019Occidente verso la Siria, e non per la fine della guerra civile siriana; manifestano per la fine dell\u2019insurrezione armata chiedendo il blocco del traffico d\u2019armi agli insorti ma non al regime di al-Asad, che secondo loro sarebbe in fase di democratizzazione e avrebbe il consenso di gran parte della popolazione. Ma come si pu\u00f2 manifestare dicendo: Gi\u00f9 le mani dalla Siria, difendiamo lo stato sovrano dalle ingerenze esterne, e il suo presidente, se in Siria il popolo si \u00e8 ribellato in massa, prima in modo nonviolento, poi armato, al suo dittatore? La Siria \u00e8 il suo regime, dispotico familistico mafioso in mano da generazioni agli al-Asad, o \u00e8 il suo popolo? I pacifisti nonviolenti vogliono distinguersi per il sostegno che danno a un\u00a0 regime dittatoriale, che identificano con lo stato se non addirittura con il popolo, o a chi vi si ribella in modo nonviolento? O vogliono parlare soltanto in modo ingenuamente apolitico per dire: No a ogni guerra, come se la pace fosse solo l\u2019assenza di guerra e non di ogni oppressione e privazione dei diritti umani?<\/p>\n<p>Gli ambienti pacifisti di sinistra, di matrice marxista, hanno visto quindi al loro interno una drammatica lacerazione: da una parte esponenti ed ex-esponenti del PdCI, artefici di queste iniziative a favore di una presunta Siria laica, antimperialista e socialista, dall\u2019altra i partiti trozkisti, come il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) e Sinistra Critica (SC), difensori della lotta del popolo siriano contro il regime oppressore \u2013 con Rifondazione Comunista (RC) divisa al suo interno su quale linea tenere. La stessa lacerazione \u00e8 avvenuta all\u2019interno della miriade di associazioni dell\u2019universo pacifista e nonviolento, e in particolar modo di quello filopalestinese. Di tutto questo \u00e8 stato specchio fedele il sito storico della controinformazione pacifista italiana, Peacelink, e il giornale storico della sinistra radicale e alternativa, \u201cIl Manifesto\u201d, che hanno ospitato sulle loro pagine vari controversi articoli di Marinella Correggia (che ha poi aperto il sito sibialiria.org), che talvolta citava come fonte la suora Marie Agnes de la Croix, legata ad ambienti integralisti e dichiarata sostenitrice del regime di al-Asad (non \u00e8 un caso che il sito Syrian Free Press, che svolge propaganda per il regime di al-Asad, abbia pubblicato vari articoli a firma Marinella Correggia). Il Manifesto ha ospitato anche la suddetta petizione \u201cGi\u00f9 le mani dalla Siria\u201d e un dibattito con interventi di autori di opinioni spesso contrastanti, che hanno evidenziato questo scontro all\u2019interno della cultura pacifista di sinistra.<\/p>\n<p>Molti accademici, studiosi e giornalisti arabisti di fronte a questa discutibile controinformazione gi\u00e0 nel maggio del 2012 avevano sentito il dovere di intervenire per contrastare questa degenerazione del fronte pacifista e di alcune realt\u00e0 di sinistra pubblicando l\u2019appello \u201cSiria. Basta col sostegno alla repressione\u201d<sup>6<\/sup> con il quale si rimarcava il ruolo primario del regime nei crimini in Siria e la spontaneit\u00e0 della sollevazione popolare nonviolenta e armata, in risposta alla repressione di al-Asad. Ma questo appello, che pure difettava per la sua unilateralit\u00e0, non considerando nel dovuto modo la campagna mediatica per un intervento armato e i crimini degli insorti in Siria, non \u00e8 servito a scuotere pi\u00f9 di tanto il giornalismo italiano (il Manifesto si \u00e8 rifiutato di pubblicarlo) e gli attivisti politici e nonviolenti impegnati nella loro campagna antimperialista.<\/p>\n<p>L\u2019unica cosa che \u00e8 cambiata \u00e8 che dall\u2019estate del 2012 gli ambienti vicini alla Rete dei comunisti e alla Rete no war hanno iniziato a partecipare o ad organizzare presidi evitando la contemporanea presenza dei fascisti. Il 20 settembre 2012, per esempio, il Comitato contro la guerra di Milano, legato al PdCI, ha organizzato un presidio, sostenuto anche da Peacelink, sempre con lo slogan Gi\u00f9 le mani dalla Siria<sup>7<\/sup> , in cui erano presenti solo comunisti o attivisti per la pace. Contemporaneamente, a Roma, Ouday Ramadan organizzava un presidio bipartisan, fascio-comunista, all\u2019insegna della difesa del regime di al-Asad.\u00a0 In entrambi i presidi hanno preso la parola siriani sostenitori del regime di al-Asad.<\/p>\n<p>Il 2012, con la crisi siriana, ha quindi sancito la grave crisi di identit\u00e0 e di visione politica in cui versa l\u2019universo pacifista-nonviolento. Non si pu\u00f2 infatti sostenere un regime dittatoriale come quello siriano perch\u00e9 in Siria \u00e8 in corso una guerra civile con connotati islamisti. E non si pu\u00f2 farlo, a maggior ragione, per paura di un intervento armato americano. Non si pu\u00f2, non si deve mai sostenere una dittatura sanguinaria. Si pu\u00f2 riconoscere che nell\u2019ultimo anno l\u2019insurrezione armata siriana si \u00e8 caratterizzata per le infiltrazioni straniere di fondamentalisti islamici e salafiti, e che USA, Turchia, Qatar, Arabia e altri stati vendono armi e forniscono supporto logistico agli insorti, e lottare contro questo stato delle cose. Ma non si deve dimenticare le stragi di regime, e il supporto che ad esso danno Russia, Iran e Libano. Non si pu\u00f2 condannare in massa l\u2019Occidente senza fare distinguo. A quali insorti vende armi l\u2019America? Ai siriani che si sono ribellati al regime o ai fondamentalisti islamici provenienti dall\u2019Iraq? E queste armi, questo supporto logistico, di quale entit\u00e0 sono? Sono massicci e sono serviti a ribaltare il regime di al-Asad o sono utili giusto ad alimentare una lunga guerra civile, logorante per tutta la nazione siriana? Le risposte a queste domande non sono difficili da ottenere, se ci si attiene ai fatti che avvengono sul campo. Si potrebbe iniziare osservando che il regime ancora resiste, e che le bande di islamisti in molti casi stanno rappresentando di fatto una controrivoluzione, dato che hanno alimentato la guerra civile e smorzato il ruolo degli attivisti nonviolenti dei Comitati locali, che in alcuni casi sono stati loro vittime. Ma \u00e8 altrettanto vero che la gran parte degli insorti siriani armati all\u2019inizio erano civili e militari disertori che hanno preso le armi per impedire al regime di uccidere gli attivisti pacifici, e per lottare per i propri diritti (partigiani, insomma), e non perch\u00e9 ipnotizzati da una subliminale campagna di intelligence della CIA. \u00c8 il regime, con la sua sanguinosa repressione, che ha fatto scaturire la guerra civile in atto in Siria, su questo non ci possono essere dubbi: ma molti pacifisti hanno perso di vista questa semplice e basilare verit\u00e0 di fatto &#8211; e di principio: \u00e8 l\u2019oppressore il responsabile morale della rivolta violenta dell\u2019oppresso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lorenzo Galbiati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTI:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.ilmanifesto.it\/attualita\/notizie\/mricN\/7977\/\">http:\/\/www.ilmanifesto.it\/attualita\/notizie\/mricN\/7977\/<\/a><\/p>\n<p>2) <a href=\"http:\/\/www.statopotenza.eu\/2464\/siria-baluardo-dellantimperialismo-o-stato-canaglia-il-10-marzo-a-milano\">http:\/\/www.statopotenza.eu\/2464\/siria-baluardo-dellantimperialismo-o-stato-canaglia-il-10-marzo-a-milano<\/a><\/p>\n<p>3) <a href=\"http:\/\/vicinoriente.wordpress.com\/2013\/09\/04\/fascisti-e-comunisti-italiani-a-damasco-per-assad\/#more-863\">http:\/\/vicinoriente.wordpress.com\/2013\/09\/04\/fascisti-e-comunisti-italiani-a-damasco-per-assad\/#more-863<\/a><\/p>\n<p>4a) <a href=\"http:\/\/lists.peacelink.it\/pace\/2012\/06\/msg00015.html\">http:\/\/lists.peacelink.it\/pace\/2012\/06\/msg00015.html<\/a> e <a href=\"http:\/\/lists.peacelink.it\/pace\/2012\/06\/msg00041.html\">http:\/\/lists.peacelink.it\/pace\/2012\/06\/msg00041.html<\/a><\/p>\n<p>5) <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RdH-76hd_vo\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RdH-76hd_vo<\/a><\/p>\n<p>6) <a href=\"http:\/\/appellosiria.wordpress.com\/\">http:\/\/appellosiria.wordpress.com\/<\/a><\/p>\n<p>7) <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/internazionale\/pace-e-guerra\/2499-milano-20-settembre-contro-la-guerra-sempre-giu-le-mani-dalla-siria.html\">http:\/\/www.marx21.it\/internazionale\/pace-e-guerra\/2499-milano-20-settembre-contro-la-guerra-sempre-giu-le-mani-dalla-siria.html<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.contropiano.org\/news-politica\/item\/11313\">http:\/\/www.contropiano.org\/news-politica\/item\/11313<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.contropiano.org\/component\/k2\/item\/11245\">http:\/\/www.contropiano.org\/component\/k2\/item\/11245<\/a><\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p><strong>\u00a0Precisazione di Francesco Santoianni<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn risposta alle surrettizie accuse di \u201crossobrunismo\u201d che mi vengono formulate anche in questa nuova versione dell\u2019articolo (supinamente accettato dalla redazione di Pressenza), invito a leggere quanto da me scritto nel gruppo Facebook;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/244174155688165\" target=\"_blank\">https:\/\/www.facebook.com\/<wbr \/>events\/244174155688165<\/a><\/p>\n<p><i>Per il 16 giugno la comunit\u00e0 dei Siriani in Italia ha indetto a Roma una manifestazione contro l\u2019imminente guerra. Una manifestazione che, verosimilmente, sar\u00e0 anche a sostegno del governo Assad; un governo certamente lontano dai nostri valori ma al cui fianco \u00e8 oggi schierato il popolo siriano, che non vuole fare la fine del popolo iracheno o libico. <span style=\"text-decoration: underline;\">Una manifestazione che, cos\u00ec come dichiarato su Facebook dai promotori, non potr\u00e0 vedere alcuna insegna di organizzazioni e, meno che mai, quelle di organizzazioni fasciste o \u201crossobrune<\/span><\/i>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lorenzo Galbiati Nota della redazione: come ci pare ovvio e legittimo le opinioni di Lorenzo Galbiati hanno suscitato un notevole dibattito e reazioni di ogni genere giunte anche alla Redazione Italiana di Pressenza; in questo senso la Redazione 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