{"id":6963,"date":"2011-10-09T00:00:00","date_gmt":"2011-10-09T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-10-09T10:42:17","modified_gmt":"2011-10-09T10:42:17","slug":"lxindia-denuncia-la-monsanto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/10\/lxindia-denuncia-la-monsanto\/","title":{"rendered":"L&#8217;India denuncia la Monsanto"},"content":{"rendered":"<p>Per la seconda volta e sempre in India, una delle pi\u00f9 grandi aziende del mondo specializzata in sementi e avvezza a citare stagionalmente in giudizio i contadini che non si sono affidati all\u2019acquisto delle sue sementi, ma i cui campi confinano con altri che usano semi transgenici Monsanto, si trova a fare l\u2019imputato.<\/p>\n<p>Qualcosa nei rapporti tra il rampante stato asiatico e la grande multinazionale americana si era gi\u00e0 incrinato in febbraio quando, come ricordato da Unimondo, l\u2019India, pur con la sua politica pro ogm, aveva mosso alcune perplessit\u00e0 sulla sicurezza alimentare della melanzana transgenica Monsanto. Ma non solo di perplessit\u00e0 alimentari, quanto di furto, si tratta ora. L&#8217;11 agosto scorso, infatti, la National Biodiversity Authority (Nba) dell\u2019India aveva annunciato di aver avviato delle azioni giudiziarie contro l\u2019azienda americana Monsanto \u201cper aver sfruttato e utilizzato delle variet\u00e0 locali di melanzana senza precedente autorizzazione delle autorit\u00e0 competenti\u201d. Cos\u00ec in questi giorni gli avvocati stanno preparando i termini di un imminente dibattimento che potrebbe segnare per sempre il modo in cui le multinazionali traggono vantaggio dalle risorse genetiche e dalle conoscenze tradizionali dei Paesi in via di sviluppo.<\/p>\n<p>La violazione compiuta in India \u00e8 stata portata alla luce dall\u2019organizzazione Environment Support Group (Esg) che ha poi presentato all&#8217;Nba il caso di biopirateria sostenendo che almeno una decina di variet\u00e0 di melanzane esistenti nelle regioni del Karnataka e del Tamil Nadu, tra le circa 2.500 presenti nel Paese, sono state utilizzate per mettere a punto questa prima melanzana geneticamente modificata destinata ad essere commercializzata in India. \u201cMonsanto era perfettamente al corrente della legge e l\u2019ha volontariamente ignorata &#8211; ha dichiarato Leo Saldanha, direttore dell\u2019organizzazione Esg &#8211; Davanti a questo furto \u00e8 nostro compito proteggere la perdita di biodiversit\u00e0 nazionale da un uso improprio o eccessivo delle coltivazioni transgeniche, ma non dobbiamo dimenticarci di difendere le comunit\u00e0 agricole locali che devono essere consultate e ricevere, se consentono di condividere le proprie conoscenze, i benefici maturati dalla commercializzazione\u201d. \u201cPer questo &#8211; ha concluso Saldanha &#8211; chiediamo che la Nba e le sue agenzie facciano il possibile per garantire che tali atti di biopirateria diventino un ricordo del passato\u201d.<\/p>\n<p>Una richiesta legittima quella della Environment Support Group, basata sull\u2019India\u2019s Biological Diversity Act del 2002 che vieta l\u2019utilizzo di risorse locali senza l\u2019approvazione della Nba e sulla Convenzione sulla diversit\u00e0 biologica (Cbd) nata nel 1992 per garantire \u201cla conservazione della diversit\u00e0 biologica, l\u2019uso sostenibile delle sue componenti e la giusta ed equa divisione dei benefici dell\u2019utilizzo di queste risorse genetiche attraverso un giusto accesso a tali risorse ed un appropriato trasferimento delle tecnologie necessarie\u201d. La legge dispone inoltre che quando la biodiversit\u00e0 \u00e8 accessibile per uno sfruttamento a livello commerciale, &#8220;questo \u00e8 considerato legale a patto che i benefici e i proventi siano equamente suddivisi anche con la comunit\u00e0 locale\u201d.<\/p>\n<p>Proprio di questa sottrazione ed inadempienza dovranno ora rispondere la Monsanto e il suo partner indiano Mahyco che con diverse universit\u00e0 indiane si erano associate nel 2005 per condurre delle ricerche sullo sviluppo degli organismi geneticamente modificati anche grazie all\u2019appoggio dell\u2019Agenzia Americana di Sviluppo (Usaid). Mahyco ha affermato categoricamente di non essere in violazione delle clausole del Cbd, che la melanzana transgenica fu sviluppata dall\u2019Universit\u00e0 di Scienze Agricole Dharwad e che essa si \u00e8 limitata a fornire il gene della trasformazione. Dal canto suo, l\u2019Universit\u00e0 ha dichiarato di avere tutti i permessi necessari.<\/p>\n<p>Una situazione giuridicamente intricata, quindi, che per il momento non smonta l\u2019accusa di biopirateria e mette a segno un nuovo duro colpo per la Monsanto che ora rischia di frenare lo sviluppo delle sue attivit\u00e0 in India anche perch\u00e9 la melanzana, molto presente nell\u2019alimentazione quotidiana di tutto il Paese, \u00e8 anche utilizzata come offerta votiva e nel tempio di Udupi, nel Sud dell&#8217;India, dove i fedeli del dio Krishna si sono opposti violentemente alla commercializzazione della melanzana geneticamente modificata. Essi temono soprattutto di suscitare la collera della loro divinit\u00e0 offrendole delle verdure \u201cimpure\u201d, meno, a quanto pare, l\u2019idea di essere stati esclusi dalla divisione dei proventi derivanti dalla commercializzazione illegale dei semi delle loro melanzane o il fatto che le nuove melanzane non abbiano lo stesso succulento gusto delle antiche.<\/p>\n<p>Per Slow Food la causa internazionale e la sollevazione degli abitanti potrebbe essere un punto di partenza per porre fine al ladrocinio di piante iniziato nel 1997, anno in cui gli agricoltori avevano fortemente protestato contro il brevetto registrato da un altro gigante americano, la Rice Tec, su di una variet\u00e0 di riso ribattezzata \u201ckasmati\u201d e clone del basmati. \u201cEssendo una delle nazioni con pi\u00f9 agrobiodiversit\u00e0 (conta il 7,8 per cento delle specie animali e vegetali del pianeta), l\u2019India \u00e8 diventata il bersaglio preferito delle compagnie del biotech come Monsanto e Cargill&#8221; ha detto Slow Food. &#8220;Queste multinazionali stanno facendo mambassa di piante, le cui caratteristiche uniche sono state selezionate e sviluppate nell\u2019arco di migliaia di anni dai contadini locali. Per questo \u00e8 importante sapere l&#8217;India impermeabile ai rischi della biopirateria e a quelli della contaminazione da componenti transgenici\u201d. Ma non solo. Porre un freno agli ogm potrebbe migliorare anche le condizioni dei piccoli agricoltori indiani \u201cche per inseguire la coltura del cotone geneticamente modificato &#8211; attualmente autorizzato in India &#8211; hanno ben presto risentito del costo troppo elevato dei semi che sono obbligati a ricomprare ogni anno perch\u00e9 geneticamente programmati per non durare pi\u00f9 di un raccolto\u201d.<\/p>\n<p>In passato Vendana Shiva e la sua associazione Navdanya International aveva pi\u00f9 volte reso note le responsabilit\u00e0 della Monsanto in centinaia di suicidi tra contadini che attratti dalla vana promessa di rendimenti pi\u00f9 elevati erano passati alle colture ogm del cotone e dall\u2019utilizzo di costosi fertilizzanti chiedendo ingenti prestiti che raramente erano riusciti a saldare. Pur di non lasciare il proprio terreno alle banche dal 1995 ad oggi sono 250.000 i lavoratori della terra che si sono suicidati secondo un rapporto del Center for Human Rights and Global Justice (Chrgj). Anche per questo la causa dell\u2019India alla Monsanto pu\u00f2 dare un segnale importante per sperare in un altro mondo possibile.<\/p>\n<p>Alessandro Graziadei<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019India ha citato la Monsanto per \u201cbiopirateria\u201d accusandola di sottrarre piante indigene per sviluppare versioni geneticamente modificate, senza per\u00f2 garantire compensi o risarcimenti alle popolazione locali e allo Stato, unici detentori del patrimonio di biodiversit\u00e0 nazionale.                                         <\/p>\n","protected":false},"author":599,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59,47,38],"tags":[],"class_list":["post-6963","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente-ecologia","category-europa","category-internazionale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO 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