{"id":693935,"date":"2018-08-14T15:29:47","date_gmt":"2018-08-14T14:29:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=693935"},"modified":"2018-08-14T15:29:47","modified_gmt":"2018-08-14T14:29:47","slug":"la-psicologia-che-ti-difende-dalla-tecnologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/08\/la-psicologia-che-ti-difende-dalla-tecnologia\/","title":{"rendered":"La psicologia che ti difende dalla tecnologia"},"content":{"rendered":"<p>Adam Alter \u00e8 uno psicologo americano che ha pubblicato \u201cIrresistibile\u201d, un saggio molto denso e illuminante che esamina l\u2019enorme influenza comportamentale delle tecnologie pi\u00f9 moderne, dei social network e dei videogiochi (Giunti, 2017, 336 pagine, euro 19,50).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vera dipendenza comportamentale non riguarda il cibo, il bere o il fumare una sostanza, ma si genera \u201cquando una persona non pu\u00f2 evitare di attuare un certo comportamento che, nonostante risponda a un profondo bisogno psicologico a breve termine, produce danni significativi a lungo termine\u201d (p. 23). Per avere una dipendenza serve una ricompensa o un rinforzo positivo, mentre \u201cle ossessioni e le compulsioni sono intensamente sgradevoli se non vengono attuate\u201d (p. 24).<\/p>\n<p>Esiste per\u00f2 la via di mezzo delle \u201cpassioni ossessive\u201d che \u201caffliggono la mente\u201d di una persona, che sono molto differenti da quelle armoniose in cui una persona impiega piacevolmente il proprio tempo senza sconvolgere \u201cl\u2019identit\u00e0 e in armonia con gli altri aspetti della sua vita\u201d (p. 24). In poche parole: se una passione \u00e8 sana, una persona non trascura il lavoro, la famiglia o gli amici.<\/p>\n<p>Le principali dipendenze comportamentali possono riguardare la tv, il gioco d\u2019azzardo, i videogiochi, lo shopping, l\u2019amore, il sesso, il lavoro, lo sport e l\u2019esercizio fisico, il web e l\u2019uso di uno smartphone. La dipendenza dalla schermo di un computer o di uno smartphone pu\u00f2 essere micidiale e distruttiva quanto quella da abuso di sostanze. Una ricerca mondiale di Mark Griffiths del 2011, basata su 1,5 milioni di persone che vivevano in quattro continenti ha dimostrato che \u201cil 41 per cento della popolazione ha sofferto di almeno una dipendenza comportamentale nel corso degli ultimi dodici mesi\u201d (<a href=\"https:\/\/twitter.com\/DrMarkGriffiths\">https:\/\/twitter.com\/DrMarkGriffiths<\/a>, p. 28).<\/p>\n<p>Naturalmente quando oltre \u201cil 35 per cento della popolazione soffre di un disturbo, allora tale manifestazione fa semplicemente parte della natura umana\u2026 medicalizzare la dipendenza comportamentale \u00e8 un errore. Quello che dobbiamo fare \u00e8 ci\u00f2 che fanno a Taiwan e in Corea. Considerano la dipendenza comportamentale come un problema sociale piuttosto che un problema medico\u201d (Allen Frances, p. 26).<\/p>\n<p>Le persone \u201cpreferiscono interrompere un periodo di mite piacevolezza con una dose di moderata difficolt\u00e0\u201d (p. 158), ma se \u201cle dipendenze da sostanze sono chiaramente distruttive, molte <em>dipendenze comportamentali sono atti silenziosamente distruttivi avvolti dall\u2019aura della creativit<\/em>\u00e0\u201d (p. 162). Per\u00f2 bisogna sottolineare che tutte le persone hanno sviluppato una forma pi\u00f9 o meno intensa di dipendenza. La dipendenza dalla Tv \u00e8 probabilmente quella socialmente pi\u00f9 accettata\u2026<\/p>\n<p>Un modo per iniziare a risolvere questo genere di problemi pu\u00f2 anche essere di tipo tecnologico. Ad esempio si pu\u00f2 utilizzare <em>Moment<\/em>, l\u2019applicazione telefonica di Kevin Holesh, per monitorare i propri comportamenti telefonici e misurare la nostra dipendenza dallo schermo e dai social media: <a href=\"https:\/\/twitter.com\/kevinholesh\">https:\/\/twitter.com\/kevinholesh<\/a>. Questa applicazione non calcola il tempo passato a parlare al telefono e quello passato ad ascoltare la musica.<\/p>\n<p>Dall\u2019analisi dei comportamenti di ottomila utenti di <em>Moment<\/em> \u00e8 emerso che il 12 per cento delle persone guarda il monitor telefonico per massimo un\u2019ora, il 22 per cento da una a due ore, il 25 per cento da 2 a 3 ore, il 18 percento da 3 a 4 ore, il 12 per cento da 4 a 5 ore, il 7 per cento da 5 a 6 ore, il 3 per cento da sei a sette ore e infine l\u2019uno per cento arriva a superare le 7 ore di visione.<\/p>\n<p>La cosa ideale sarebbe quella di non superare le due ore di visione dello schermo. Quindi, siccome sottostimiamo sempre le nostre dipendenze, rendersi conto di quanto tempo passiamo a fare qualcosa \u00e8 il primo passo da compiere per iniziare a percorrere la lunga strada accidentata verso il superamento della schiavit\u00f9 tecnologica e il raggiungimento della salutare libert\u00e0 mentale. Le dipendenze comportamentali sono difficili da eliminare, ma si possono limitare o modificare integrandole con esperienze interpersonali pi\u00f9 utili o fatte faccia a faccia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Adam Alter \u00e8 un giovane psicologo che ha collaborato con Google e Microsoft. Ora insegna marketing e psicologia presso la Stern School of Business della New York University. Le sue ricerche prendono in esame il giudizio, alcuni processi decisionali e la psicologia sociale. Per approfondimenti: <a href=\"https:\/\/adamalterauthor.com\">https:\/\/adamalterauthor.com<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.ted.com\/speakers\/adam_alter\">www.ted.com\/speakers\/adam_alter<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nota etica \u2013 Tristan Harris \u00e8 un design ethicist e afferma che il problema non \u00e8 che le persone non hanno forza di volont\u00e0, ma avviene che, \u201cdall\u2019altra parte dello schermo, ci sono migliaia di persone il cui compito \u00e8 quello di indebolire il vostro autocontrollo\u201d (p. 7). Per alcuni approfondimenti: <a href=\"http:\/\/www.ted.com\/speakers\/tristan_harris\">www.ted.com\/speakers\/tristan_harris<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/tristanharris\">https:\/\/twitter.com\/tristanharris<\/a>. Un progettista web etico non cerca di ingannare gli utenti e non prova a renderli dipendenti. In ogni caso \u201cla lentezza \u00e8 nemica della dipendenza, perch\u00e9 le persone rispondono in maniera pi\u00f9 considerevole alle connessioni rapide tra l\u2019azione e il risultato\u201d (Adam Alter, p. 45). Gli account di posta elettronica aziendali dovrebbero \u201cessere disattivati tra la mezzanotte e le cinque del mattino\u201d (p. 293). I giochi possono ridurre la noia e il dolore, e potrebbero insegnare la generosit\u00e0.<\/p>\n<p>Nota sull\u2019empatia \u2013 \u201cGli esseri umani imparano l\u2019empatia e la comprensione osservando gli effetti delle loro azioni sulle altre persone. L\u2019empatia non pu\u00f2 svilupparsi senza un feedback immediato, e si tratta di una qualit\u00e0 che si sviluppa molto lentamente\u201d. Decine di studi sugli studenti universitari hanno dimostrato che l\u2019empatia \u00e8 diminuita tra il 1979 e il 2009. \u201cLa situazione \u00e8 grave fra i ragazzi, ma \u00e8 anche peggiore per le ragazze\u2026 una teenager su tre afferma che le sue coetanee sono perlopi\u00f9 scortesi con le altre sui social network. Ci\u00f2 \u00e8 vero per un ragazzo su undici nella fascia di et\u00e0 tra 12 e 13 anni e per uno su sei tra i 14 e i 17\u201d (p. 41). Ragazzi e ragazze evitano di parlare al telefono o faccia a faccia, e preferiscono litigare utilizzando delle comunicazioni scritte.<\/p>\n<p>Nota filosofica \u2013 \u201cLa tecnologia non \u00e8 buona o cattiva, dal punto di vista morale, almeno fino a quando non viene utilizzata dalle imprese che la modellano per il consumo di massa\u201d (p. 12). Ogni tecnologia dipende dall\u2019utilizzo umano e rappresenta l\u2019abile e spietata controfigura della natura umana che si rispecchia nelle diverse realt\u00e0 sociali e culturali. Una persona non dipendente riesce a trovare tutto il tempo per mangiare, per dormire e per divertirsi insieme agli altri. Una persona annoiata potrebbe diventare dipendente dedicandosi al gioco d\u2019azzardo online \u201cper ritrovare le emozioni che non prova pi\u00f9 nella vita quotidiana\u201d (p. 74).<\/p>\n<p>Nota estrema \u2013 La dipendenza \u00e8 \u201cun estremo attaccamento disfunzionale a un\u2019esperienza gravemente dannosa per una persona, ma \u00e8 anche una parte essenziale della sua ecologia, motivo per il quale non pu\u00f2 rinunciarvi\u201d (Stanton Peele, p. 74). Quindi \u201cLa droga innesca la produzione di dopamina esattamente come fanno gli stimoli comportamentali. Quando un individuo che manifesta dipendenza da videogiochi accende il computer, si osserva un picco nei livelli di dopamina\u201d. Ma \u201cnon \u00e8 il corpo a cadere vittima di un amore non corrisposto per una sostanza pericolosa, piuttosto \u00e8 la mente che impara ad associare una sostanza, o un comportamento, al sollievo dal dolore psicologico\u201d (Alter, p. 85).<\/p>\n<p>Nota sperimentale \u2013 In un esperimento ad alcuni studenti \u00e8 stato chiesto di rimanere da soli con i propri pensieri per venti minuti, oppure di scegliere di autosomministrarsi delle piccole scariche elettriche molto spiacevoli per passare il tempo. Alla fine ben il 66 per cento dei ragazzi e il 33 per cento delle ragazze hanno utilizzato la scarica elettrica almeno una volta. Quindi \u201cla maggior parte delle persone preferisce fare qualcosa piuttosto che non fare nulla, anche se quel qualcosa \u00e8 negativo\u201d (otto psicologi, pubblicata su <em>Science<\/em> nell\u2019estate 2014, citato a p. 157).<\/p>\n<p>Nota basilare \u2013 Tutti i bambini non dovrebbero essere esposti agli schermi dei telefonini fino ai due anni di et\u00e0 e \u201cdovrebbero avere il permesso di guardare solo la TV, un dispositivo passivo, fino\u201d ai 6 anni, \u201cquando potranno essere introdotti ai media interattivi, come gli iPad e gli smartphone\u201d (Hilarie Cash, p. 224). In ogni caso un genitore dovrebbe essere sempre presente. Forse questa \u00e8 la posizione eccessivamente rigida di una terapista, ma pu\u00f2 essere presa come punto di riferimento per l\u2019educazione digitale e relazionale. I bambini devo avere tutto il tempo per dormire bene, per fare attivit\u00e0 fisica e per giocare con molti bambini nella vita reale.<\/p>\n<p>Nota finale \u2013 In conclusione \u201cqualsiasi esperienza pu\u00f2 generare dipendenza se \u00e8 in grado di placare un disagio psichico\u201d (p. 76). Ma \u201cnon \u00e8 sufficiente che una persona assuma un farmaco o attui un comportamento, deve anche apprendere che quell\u2019esperienza costituisce un trattamento adeguato per ci\u00f2 che la affligge psicologicamente\u201d (Maia Szalavitz, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/maiasz\">https:\/\/twitter.com\/maiasz<\/a>, p. 71). La dipendenza \u00e8 la gemella diversa di un amore sbagliato: \u00e8 amore senza sostegno emotivo. Nella vita personale e lavorativa \u201cgli stessi istinti che ci spingono a resistere quando proviamo dolore e a perseverare nelle difficolt\u00e0 possono anche condurci verso il fanatismo e alla manifestazione di comportamenti di dipendenza\u201d (p. 70). A causa degli inevitabili problemi esistenziali e relazionali \u201cla prima et\u00e0 adulta \u00e8 il periodo associato al pi\u00f9 alto rischio di dipendenza. Pochissime persone sviluppano dipendenze pi\u00f9 tardi, nel corso del ciclo di vita, se non hanno manifestato addiction durante l\u2019adolescenza (p. 71). La gamification delle esperienze pu\u00f2 essere usata negli affari e nella vita. Se viene utilizzata bene \u201cgenera comportamenti pi\u00f9 saggi\u201d (p. 273).<\/p>\n<p>Nota cinematografica \u2013 Un documentario israeliano racconta un\u2019esperienza rieducativa cinese: <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NxW0KnzZtwY\">www.youtube.com\/watch?v=NxW0KnzZtwY<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.pbs.org\/pov\/webjunkie\">www.pbs.org\/pov\/webjunkie<\/a> (di Hilla Medalia e Shosh Shlam, 2015).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adam Alter \u00e8 uno psicologo americano che ha pubblicato \u201cIrresistibile\u201d, un saggio molto denso e illuminante che esamina l\u2019enorme influenza comportamentale delle tecnologie pi\u00f9 moderne, dei social network e dei videogiochi (Giunti, 2017, 336 pagine, euro 19,50). &nbsp; La 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Nel 2008 ha pubblicato il diario romanzato \u201cUomini e amori gioie e dolori\\\", nel 2009 \u201cLibero pensiero e liberi pensatori\u201d, il primo saggio di un citizen journalist italiano. Ha collaborato con ItaloEuropeo e Newropeans Magazine. Collabora con Agoravox.it e Solosapere.it. 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