{"id":6872,"date":"2011-10-01T00:00:00","date_gmt":"2011-10-01T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-10-06T10:43:15","modified_gmt":"2011-10-06T10:43:15","slug":"la-strada-della-discordia-in-boliviax-sincerex-meschine-e-grandi-opposizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/10\/la-strada-della-discordia-in-boliviax-sincerex-meschine-e-grandi-opposizioni\/","title":{"rendered":"La strada della discordia in Bolivia: sincere, meschine e grandi opposizioni"},"content":{"rendered":"<p>Le notizie che giungono dalla Bolivia confondono molti. L\u2019informazione tendenziosa porta una certa corrente progressista &#8211; soprattutto in Europa &#8211; a rafforzare le proprie<br \/>\nconvinzioni pessimiste, facendo passare il governo di Evo Morales come repressore di indigeni<br \/>\ne traditore della causa della sua gente e della sua tanto difesa Madre Terra. La propaganda del<br \/>\nsistema capitalista, seppur moribonda, fa di tutto per danneggiare il nome dei suoi concorrenti<br \/>\nmigliori. Per questo \u00e8 giusto fare chiarezza sul conflitto in corso, sul contesto e i suoi attori, su<br \/>\ncoloro che appaiono e su coloro che invece rimangono nell\u2019ombra.<\/p>\n<p>Innanzitutto, ricordiamolo: Evo Morales Ayma \u00e8 il primo Presidente boliviano di radici originarie,<br \/>\nsalito al potere nel 2006 con il 54% dei voti, una maggioranza inedita per un Paese la cui storia<br \/>\npolitica \u00e8 stata segnata da dittatori e dalla cosiddetta corruzione \u201ccuoteo\u201d, che conduceva le<br \/>\nminoranze fino alle pi\u00f9 alte categorie dello Stato mediante negoziati all\u2019insaputa del popolo.<br \/>\nEvo \u00e8 il dirigente di un Governo che nazionalizza gli idrocarburi, promuove e approva una Nuova<br \/>\nCostituzione che riconosce la multi etnicit\u00e0 e condanna la guerra come modalit\u00e0 di risoluzione<br \/>\ndei conflitti. Evo \u00e8 il portavoce di un Governo allineato in maniera decisa con l\u2019integrazione<br \/>\nlatinoamericana antimperialista, che si \u00e8 espressa attraverso l\u2019Alba, il Trattato di Commercio<br \/>\ndei Popoli e l\u2019Unasur. Evo \u00e8 anche colui che nelle principali tribune internazionali diffonde e<br \/>\ndifende ci\u00f2 che considera una verit\u00e0 profonda: il diritto della Pachamama e degli esseri umani di<br \/>\nvivere in modo armonioso, identificando il capitalismo come il sistema aggressore e produttore<br \/>\ndel degrado climatico. Ma soprattutto, Evo &#8211; insieme ai propri collaboratori nel Governo e ai<br \/>\nparlamentari &#8211; \u00e8 colui che ha restituito la dignit\u00e0 personale e culturale alle maggioranze silenziose.<br \/>\nCinquecento anni di ingiustizie erano state superate e le vittime non chiedevano vendetta, bens\u00ec<br \/>\nsemplicemente un futuro di opportunit\u00e0 per tutti.<\/p>\n<p>Succede forse che ora le vittime della repressione si rivoltano contro il proprio progetto<br \/>\nliberatore? O che qualcosa \u00e8 cambiato nella direzione mentale di coloro che lo patrocinano?<br \/>\nO succede forse che gli interessi in gioco pilotano l\u2019informazione? La cosa interessante non \u00e8<br \/>\nanalizzare i fatti con atteggiamento manicheo, ma scindere il possibile errore dalla malafede.<\/p>\n<p>L\u2019oggetto del contendere \u00e8 la strada progettata tra Villa Tunari (nel dipartimento Cochabamba)<br \/>\ne San Ignacio de Moxos (nel dipartimento del Beni), rotta che attraversa nel secondo tronco<br \/>\nil Territorio Indigeno Parco Nazionale Isiboro S\u00e9cure (TIPNIS). Questo Parco Nazionale \u00e8 stato<br \/>\ndichiarato \u201cterritorio indigeno\u201d nel 1990 grazie alla lotta di rivendicazione ed \u00e8 popolato dalle<br \/>\netnie dei moxe\u00f1os, degli yurakar\u00e9s e dei caimanes. Essi sono organicamente rappresentati dalla<br \/>\nSubcentral Tipnis nella CIDOB (attualmente Confederazione dei Popoli Indigeni di Bolivia ma in<br \/>\norigine Centrale delle Comunit\u00e0 Indigene dell\u2019Oriente Boliviano), il cui presidente Adolfo Ch\u00e1vez \u00e8<br \/>\nuno dei principali portavoce della protesta.<\/p>\n<p>Il motivo che viene addotto e che ha scatenato la marcia in corso \u00e8 da un lato l\u2019opposizione al<br \/>\ndanno ecologico diretto e indiretto che il passaggio della strada recher\u00e0 al Parco Nazionale e<br \/>\ndall\u2019altro la mancanza di consultazione degli abitanti (e proprietari) originari, richiesta &#8211; che seppur<br \/>\nnon specifica per la costruzione viaria &#8211; \u00e8 certamente presente nello spirito e nel testo della Nuova<br \/>\nCostituzione Politica dello Stato quando si tratta di opere che potrebbero impattare sull\u2019habitat e<br \/>\nsui diritti della popolazione.<\/p>\n<p>La rotta della discordia si iscrive in un piano pi\u00f9 generale di intercomunicazione bioceanica<br \/>\nconosciuto con il nome IIRSA, che si prefigge il miglioramento dell\u2019integrazione viaria in<br \/>\nSudamerica. Tale integrazione, che certamente migliora le possibilit\u00e0 di commercio e di<br \/>\nspostamento interregionali, aspira anche a favorire il commercio internazionale, in modo<br \/>\nparticolare con l\u2019Asia. In questo senso, pur trattandosi di un progetto capitalista, pu\u00f2 contare su<br \/>\nuna componente antimperialista, ponendo come priorit\u00e0 lo scambio regionale e l\u2019asse Sud-Sud.<\/p>\n<p>Riguardo all\u2019impatto di questo macropiano a livello nazionale, la Bolivia soffre molto per la<br \/>\nmancanza di infrastrutture di comunicazione viaria e molte delle difficolt\u00e0 pratiche, come gran<br \/>\nparte del suo isolamento, derivano proprio da tale carenza. Essa, infatti, ha perso lo sbocco<br \/>\ndiretto al mare nella guerra del Pacifico e la possibilit\u00e0 di comunicazione indiretta con l\u2019Oceano<br \/>\nAtlantico con la cessione di importanti vie di navigazione fluviali a seguito della guerra del Chaco.<br \/>\nD\u2019altro canto, l\u2019orografia scoscesa della regione occidentale e la fitta vegetazione dei suoi tropici<br \/>\nhanno reso difficile, unitamente ad altri fattori molto meno \u201cnaturali\u201d, lo sviluppo delle proprie<br \/>\nvie di comunicazione terrestre. Per questo motivo, della strada menzionata non viene messa in<br \/>\ndiscussione la necessit\u00e0, ma l\u2019implementazione.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, il quadro politico latinoamericano \u00e8 riuscito a ridurre progressivamente la tremenda<br \/>\ninfluenza neoliberale degli anni Novanta, sparpagliando in quasi tutti i Paesi i figuranti che<br \/>\ncontribuirono al consenso di Washington. Dopo la vittoria di Humala in Per\u00f9, a rappresentare<br \/>\nquel vecchio modello sono rimasti il cileno Pi\u00f1era, minacciato severamente da un conflitto<br \/>\nstudentesco di stampo neoliberale e il colombiano Santos, che non riesce ad entrare nel NAFTA,<br \/>\nin passato mecca dei poveri, oggi notevolmente impoverito e decadente. In una tale situazione,<br \/>\nogni tentativo da parte della diplomazia statunitense di indebolire questo mosaico interregionale<br \/>\nantagonistico \u00e8 benaccetto. Per questo motivo la controversia del TIPNIS, che danneggia<br \/>\ndoppiamente la popolarit\u00e0 interna e internazionale di Morales in quanto difensore dei diritti indigeni e della Madre Terra viene salutato e senza ombra di dubbio appoggiato da queste forze<br \/>\nestranee.<\/p>\n<p>All\u2019interno del blocco regionale e rispetto alla controversia \u00e8 chiara la posizione e la predominanza<br \/>\ndel Brasile, in cui vige un modello di sviluppo socialdemocratico (che alimenta il capitalismo<br \/>\ncon misure di redistribuzione e inclusione dei pi\u00f9 poveri). Esso finanzia per il 70% la strada della<br \/>\ndiscordia ed \u00e8 un\u2019impresa brasiliana ad essersene aggiudicata la costruzione. Il Brasile mostra<br \/>\nnotevole interesse nel poter estendere a livello regionale la propria potenza commerciale<br \/>\ne industriale, con l\u2019accesso alle materie prime e all\u2019energia che la Bolivia gli pu\u00f2 offrire, e<br \/>\nricambiando con l\u2019opportunit\u00e0 da parte del Paese guidato da Morales di sfruttare il vigore della<br \/>\nlocomotiva economica brasiliana.<\/p>\n<p>Oltre ai grandi scenari, questa controversia \u00e8 disseminata di piccoli attori, piccoli non tanto per<br \/>\nla loro dimensione quanto per la bassezza morale degli interessi che li animano. A favore della<br \/>\nstrada, oltre al Governo sono schierati i coloni che hanno interesse ad estendere le proprie<br \/>\ncoltivazioni &#8211; per la maggior parte coltivatori di coca ma anche altri &#8211; le aziende petrolifere con<br \/>\nambizioni esploratrici, le industrie forestali che vogliono trasformare il verde tropicale in denaro<br \/>\ndi colore verde. Sull\u2019altra sponda, in opposizione al piano, la finora sconfitta ma sempre presente<br \/>\nopposizione politica, economica e mediatica in attesa di approfittare della parte debole di Evo<br \/>\nper i propri interessi. Nel mirino di queste forze che si oppongono al processo di cambiamento ci<br \/>\nsono soprattutto le elezioni del prossimo 16 ottobre, quando verr\u00e0 eletto in forma diretta il potere<br \/>\ngiudiziario, argomento di grande interesse per il Governo, dal momento che in questo modo si<br \/>\ncerca di far fuori un sistema giudiziario corrotto e manipolato dall\u2019interesse privato.<\/p>\n<p>Contrari anche alcuni dirigenti della CIDOB e della CONAMAQ, che secondo difensori del Governo,<br \/>\nsarebbero in cerca di protagonismo e vantaggi. Nel caso della CIDOB, \u00e8 aperta la collaborazione<br \/>\ncon USAID &#8211; che finanzia alcuni dei suoi progetti &#8211; e che viene apertamente accusata dal Governo<br \/>\ndi Morales di essere un\u2019organizzazione che maschera le proprie manovre cospiratrici con<br \/>\nprogrammi apparentemente umanitari. \u00c8 chiaro che diversi di questi programmi sono legati alla<br \/>\nformazione e al conferimento di leadership sociali &#8211; i quali in fondo risultano funzionali al potere<br \/>\ndel nord.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come a dare man forte all\u2019opposizione ci sono anche varie Ong ambientaliste, che in<br \/>\naltri momenti hanno appoggiato Evo, ma che in casi come questi mostrano la propria anima<br \/>\nconservatrice. In questa controversia \u00e8 essenziale considerare l\u2019influenza dell\u2019iniziativa delle<br \/>\nNazioni Unite denominata REDD &#8211; in italiano Riduzione delle Emissioni da Deforestazione e<br \/>\nDegrado delle foreste &#8211; che nel suo prospetto ci informa: \u201cIl meccanismo di riduzione delle<br \/>\nemissioni della deforestazione e il degrado dei boschi (REDD+) \u00e8 un\u2019iniziativa nata per motivare i<br \/>\nPaesi in via di sviluppo in cui sono presenti boschi a proteggere le risorse forestali, a migliorarne<br \/>\nla gestione e a utilizzarle in modo opportuno al fine di contribuire alla lotta globale contro il<br \/>\ncambiamento climatico. Il programma si appoggia alla creazione di un valore finanziario nel<br \/>\ncarbonio immagazzinato in boschi in piedi\u201d. La Bolivia \u00e8 attualmente destinataria diretta di tale programma, il quale prevede (secondo il testo dello stesso prospetto) \u201cla partecipazione attiva di<br \/>\ntutti gli agenti interessati, incluse le comunit\u00e0 e i popoli indigeni dipendenti dei boschi\u201d. Ovvero,<br \/>\nci sar\u00e0 denaro in cambio della tutela ambientale e questo denaro sar\u00e0 gestito da attori che<br \/>\nrappresentano le etnie. Non \u00e8 che forse una parte di coloro che si oppongono a questa strada lo<br \/>\nfanno per cercare di posizionarsi in tal senso? Scommettiamo di s\u00ec.<\/p>\n<p>Anche la COB (Confederazione Operaia Boliviana) contrasta il Governo. L\u2019opposizione a un<br \/>\ngoverno popolare da parte del combattivo gruppo sindacale nato nel 1952 non \u00e8 facile da digerire<br \/>\nper la sinistra ortodossa. Tuttavia, la spiegazione \u00e8 semplice: la COB si regge sul sindacato dei<br \/>\nminatori e difende in modo corporativo i loro interessi. L\u2019industria mineraria &#8211; stando agli alti costi<br \/>\ninternazionali delle commodity &#8211; \u00e8 tornata ad occupare i primi posti nelle attivit\u00e0 economiche di<br \/>\nquesto Paese e i rappresentanti delle miniere vogliono approfittare della dipendenza nazionale di<br \/>\ntale risorsa. Gi\u00e0 nel 2006 in occasione dei fatti in Huanuni, principale miniera di stagno del Paese,<br \/>\nsi scontrarono duramente la COB e il Governo, con uno sciopero culminato con un accordo tra<br \/>\nle parti. La cosa buffa \u00e8 che l\u2019industria mineraria rappresenta una delle attivit\u00e0 economiche pi\u00f9<br \/>\npericolose per l\u2019equilibrio ambientale, che non mette necessariamente i sindacati delle miniere<br \/>\nnella pista ecologista, ma come \u00e8 abitudine in politica, ognuno tira acqua al proprio mulino.<\/p>\n<p>Esistono anche settori che si oppongono al progetto del Governo ma le cui intenzioni sono<br \/>\ngenuine. Citiamo &#8211; a titolo di esempio &#8211; le parole dell\u2019umanista ed ex senatore del MAS Gast\u00f3n<br \/>\nCornejo Bascop\u00e9, la cui coerenza e onorabilit\u00e0 sono fuori dubbio e il quale denuncia a giusto<br \/>\ntitolo la repressione della marcia indigena. Sulla strada cos\u00ec commenta in modo critico: \u201cLo studio<br \/>\neffettuato nell\u2019Onorabile Senato nella rispettiva Commissione sul progetto stradale ha dimostrato<br \/>\nnumerose irregolarit\u00e0 nella gara d\u2019appalto e nelle inaccettabili modifiche introdotte. Le analisi<br \/>\ndelle societ\u00e0 di ingegneri boliviani hanno dimostrato l\u2019errore nel progetto e il costo esagerato<br \/>\nrispetto ad altre opere simili. Alla fine, la conclusione normativa di attentato contro pi\u00f9 di trenta<br \/>\ndispositivi della CPE, leggi ambientali, e iscrizioni a regolamenti internazionali della OIL e delle<br \/>\nNazioni Unite\u201d.<\/p>\n<p>Ci saranno certamente molti boliviani d\u2019accordo con questo giudizio critico e senza alcun dubbio,<br \/>\ncos\u00ec com\u2019\u00e8 accaduto nel caso del \u201cgasolinazo\u201d precedente, questo porter\u00e0 il Presidente Morales a<br \/>\nrivedere la propria posizione, accordando le modifiche al progetto originale.<\/p>\n<p>Tuttavia, la determinazione del Governo messa in campo finora che ha trasformato un argomento<br \/>\ndi minore importanza in una controversia nazionale, in cui la Bolivia sembra primeggiare a livello<br \/>\nmondiale per qualit\u00e0 combattiva popolare, ci fa guardare nella direzione di forze che stanno<br \/>\nall\u2019interno del Governo e forse ancora pi\u00f9 dentro, tra i suoi dirigenti.<\/p>\n<p><b>Lo sguardo all\u2019interno del Governo<\/b><\/p>\n<p>Non vi \u00e8 alcun dubbio sul fatto che Evo continua ad essere &#8211; come dichiar\u00f2 nel II Foro Umanista<br \/>\nLatinoamericano tenutosi a La Paz nel novembre del 2007 &#8211; un umanista preoccupato per i diritti e<br \/>\nil benessere di tutti coloro, che sottomessi storicamente, hanno recuperato la propria dignit\u00e0 con questo Governo. Tuttavia, ci sembra di cogliere che sia ancora vittima di una certa contraddizione<br \/>\nrelativa alla prigione dei paesaggi del passato che non sono ancora stati superati con modelli<br \/>\nrealmente rivoluzionari. In questo paesaggio di formazione, che culmina formalizzandosi come<br \/>\nidea, coesistono in modo contraddittorio il \u201cbuon vivere\u201d, inteso come maniera armonica di<br \/>\nconvivere con la Natura di radici originarie, e il \u201cmiglioramento delle condizioni di vita\u201d legato allo<br \/>\nsviluppo e all\u2019integrazione con un universo fatto di tecnologia e progressi scientifici. Queste forze<br \/>\nin principio opposte si esprimono all\u2019interno del suo stesso governo. Alcuni ministri &#8211; tra cui il<br \/>\ncancelliere Choquehuanca &#8211; sono pi\u00f9 inclini a una visione indigena, mentre altri, pi\u00f9 vicini alla linea<br \/>\ndi Garc\u00eda Linera, accettano lo sfruttamento delle risorse naturali in cambio di un miglioramento<br \/>\ndelle condizioni di vita del popolo.<\/p>\n<p>Dal mio punto di vista, \u00e8 necessario che i Governi migliori, quelli pi\u00f9 progressisti apprendano<br \/>\ndell\u2019esistenza di modelli rivoluzionari dormienti nella coscienza, modelli umanisti che \u00e8 opportuno<br \/>\nsvegliare e per fare questo bisogna afferrare per le corna quel Minotauro denominato \u201cpaesaggio<br \/>\ndi formazione\u201d, proveniente dal passato, che impedisce che questi modelli di futuro diventino<br \/>\nrealt\u00e0. E non solo i Governi ma anche noi cittadini dobbiamo lavorare per superare determinismi<br \/>\nantichi che non percepiamo ma che agiscono attraverso la nostra memoria fuori dall\u2019epoca in<br \/>\ncui si sono prodotti. Se non lo facciamo, qualsiasi rivoluzione conterr\u00e0 una forte componente di<br \/>\nrestaurazione. Oltre ai piccoli e ai grandi oppositori al cambiamento che \u00e8 necessario, questo<br \/>\npaesaggio antico, incubato in noi stessi, sar\u00e0 il nostro oppositore pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Traduzione in italiano dallo spagnolo di Traduttori Pressenza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Succede forse che ora le vittime della repressione si rivoltano contro il proprio progetto<br \/>\nliberatore? O che qualcosa \u00e8 cambiato nella direzione mentale di coloro che lo patrocinano?<br \/>\nO succede forse che gli interessi in gioco pilotano l\u2019informazione? La cosa interessante non \u00e8<br \/>\nanalizzare i fatti con atteggiamento manicheo, ma scindere il possibile errore dalla malafede.<\/p>\n","protected":false},"author":970,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38,162,55,48],"tags":[],"class_list":["post-6872","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-internazionale","category-opinioni","category-politica","category-sud-america"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La strada della discordia in Bolivia: sincere, meschine e grandi opposizioni<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Succede forse che ora le vittime della repressione si rivoltano contro il proprio progetto liberatore? O che qualcosa \u00e8 cambiato nella direzione mentale di coloro che lo patrocinano? 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