{"id":680189,"date":"2018-07-20T14:49:08","date_gmt":"2018-07-20T13:49:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=680189"},"modified":"2018-07-20T14:49:08","modified_gmt":"2018-07-20T13:49:08","slug":"marco-travaglio-sui-migranti-una-guida-agli-stereotipi-correnti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/07\/marco-travaglio-sui-migranti-una-guida-agli-stereotipi-correnti\/","title":{"rendered":"Marco Travaglio sui migranti: una guida agli stereotipi correnti"},"content":{"rendered":"<p>Marco Travaglio ha dedicato ben tre editoriali del Fatto, quasi consecutivi, alla difesa della politica del governo in tema di migranti (porti chiusi); il terzo, scritto insieme a Stefano Feltri. Le molte inesattezze e illazioni che costellano questi testi sono gi\u00e0 state segnalate e confutate da numerosi articoli. Cito per tutti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/bloc-notes\/annalisa-camilli\/2018\/07\/11\/travaglio-ong-migranti\"><em>Che c\u2019\u00e8 di vero nell\u2019articolo di Marco Travaglio sulle ong<\/em>\u00a0di Annalisa Camilli su Internazionale<\/a>.<\/p>\n<p>Qui cercher\u00f2 invece di mostrare come si sviluppa il pensiero di Travaglio \u2013 e di quanti lo condividono \u2013 per portarlo a sostenere politiche micidiali in campo migratorio come quelle in atto da tempo.<\/p>\n<p><strong>Scelta o racket?<\/strong><\/p>\n<p>Il principio informatore di tutto il suo discorso \u2013 che \u00e8 quello di tutti i governi europei \u2013 \u00e8 questo: la lotta in corso non \u00e8 contro i migranti ma contro \u201ci trafficanti di esseri umani. Quelli che prelevano i disperati nei villaggi dell\u2019Africa nera (<em>sic!\u00a0<\/em>Nera perch\u00e9? Per il colore della pelle o per le tenebre che ne avvolgono le culture e le societ\u00e0?) e subsahariana, spesso convincendoli a partire con false promesse, li maltrattano durante il viaggio nel deserto, li depredano dei pochi averi o addirittura li costringono a indebitare le proprie famiglie e gli scafisti che rilevano le carovane in Libia per organizzare le traversate\u2026dopo aver spogliato i migranti degli ultimi spiccioli\u201d. \u201cParliamo \u2013 aggiunge Travaglio \u2013 di organizzazioni malavitose gigantesche, potentissime, ricchissime e attrezzatissime, che fanno, disfanno e ricattano i governi locali, dispongono di milizie armate\u2026Sono loro i responsabili del traffico, degli imbarchi e dei naufragi\u201d.<\/p>\n<p>Qui Travaglio evita di dire tre cose. Primo: che se si esclude la tratta delle donne destinate alla prostituzione, spesso schiavizzate gi\u00e0 alla partenza, quel termine, \u201cprelevano\u201d, tratta i migranti come burattini e ne sopprime completamente la libera scelta. Ma si tratta di persone dotate di una propria capacit\u00e0 di decidere, anche se spesso mal informate\u00a0dei rischi a cui vanno incontro mettendosi in viaggi; ma non sempre, perch\u00e9 in qualche modo hanno ormai quasi tutte accesso a internet. Se scelgono di affrontare quei rischi \u2013 certamente sperando che a loro vada meglio \u2013 \u00e8 perch\u00e9 considerano peggiore, per loro e per le loro famiglie e le loro comunit\u00e0 (che spesso ne finanziano il viaggio, aspettandosene un ritorno sul lungo periodo) la prospettiva di restare. Certo non vengono \u201cprelevati\u201d coloro che scappano da una guerra o da un conflitto armato; ed \u00e8 comprovato che molti giovani relegati in un villaggio sperduto o in un ghetto urbano, ma comunque inseriti nel villaggio globale di internet, vivono con frenesia il desiderio di allontanarsene.<\/p>\n<p><strong>Chi fa esistere i trafficanti?<\/strong><\/p>\n<p>Secondo: che con un decimo di quello che spendono in un viaggio spesso mortale quei migranti potrebbero arrivare in Europa in aereo, se la cosa fosse loro permessa; e anche fare ritorno, se non trovano quello che cercavano \u2013 o dopo pochi o molti anni, se lo hanno trovato \u2013 semprech\u00e9 quelle comunit\u00e0, in cui la maggioranza dei migranti odierni (non parlo dei profughi di guerra in senso stretto) lasciano donne e famiglie a prendersi cura di quel che resta, non siano nel frattempo scomparse. In queste condizioni i trafficanti di uomini, i loro profitti, il loro potere, scomparirebbero d\u2019incanto, come insegna la storia di ogni altra forma di proibizionismo. Il timore di Travaglio e di chi la pensa come lui \u00e8 ovviamente che l\u2019intera Africa, e magari tutto il Bangladesh o l\u2019Afghanistan, si riversino da un giorno all\u2019altro in Europa. Su questo punto torner\u00f2, ma \u00e8 noto che la maggior parte dei profughi, sia di guerra che ambientali, si fermano in paesi o territori vicini a quelli da cui sono fuggiti, e che a puntare sull\u2019Europa \u00e8 solo una ristretta minoranza.<\/p>\n<p>E se poi venissero istituite delle quote annuali, molti di quelli decisi a partire, prima di affrontare un viaggio cos\u00ec pericoloso, sarebbero probabilmente disposti ad aspettare un secondo o un terzo turno. D\u2019altronde fino al 2008, prima della stretta economica chiamata austerit\u00e0, arrivava in Europa almeno un milione e mezzo di \u201cmigranti economici\u201d all\u2019anno, ed erano i benvenuti, anche se poi venivano per lo pi\u00f9 relegati ai margini della societ\u00e0; e anche ora governi di paesi che rifiutano migranti \u2013 \u201cneri\u201d, per usare la lingua di Travaglio \u2013 da Africa ed Asia, come Cechia e Ungheria, stanno programmando l\u2019arrivo di diverse centinaia di migliaia di nuovi lavoratori stranieri dall\u2019Est europeo, purch\u00e9 \u201cbianchi\u201d e \u201ccristiani\u201d. E\u2019 una situazione in cui tutta l\u2019Europa si trover\u00e0 di qui a qualche anno (e in parte si trova gi\u00e0 adesso) per motivi demografici.<\/p>\n<p><strong>Chi governa in quei paesi?<\/strong><\/p>\n<p>Terzo: che quei trafficanti pieni di soldi sottratti a comunit\u00e0 tra le pi\u00f9 povere del mondo sono tanto potenti, come spiega Travaglio, da \u201cfare, disfare e ricattare i governi locali\u201d. Ma questi sono proprio i governi a cui l\u2019Europa vorrebbe affidare il compito di combatterli e di fermarli. Il risultato di queste politiche lo vediamo gi\u00e0 oggi con chiarezza in Libia: quelli che con la divisa della guardia costiera e le navi fornite dall\u2019Italia riportano a terra i profughi dei gommoni che riescono a catturare sono gli stessi che, sotto forma di milizie armate, li reimbarcano dopo qualche mese, dopo averli imprigionati, affamati, massacrati e torturati per estorcere alle loro famiglie nuovo denaro. Perch\u00e9 sono loro a tenere sotto ricatto il governo libico, che non ha alcuna autonomia nei loro confronti. E sono loro, le organizzazioni criminali a cui noi permettiamo di arricchirsi in questo modo, che gi\u00e0 oggi possono tenere sotto ricatto anche i governi dell\u2019Italia o degli altri paesi europei rivieraschi, meta obbligata degli sbarchi che loro stessi organizzano. Come gi\u00e0 sta facendo il governo turco, a cui l\u2019Unione europea \u201cperdona\u201d tutto, senza nemmeno protestare, per paura che apra le dighe e riversi, prima sulla Grecia, poi sui Balcani, e poi in tutta Europa, i tre milioni di profughi che tiene in ostaggio con il beneplacito dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 il colonialista?<\/strong><\/p>\n<p>Travaglio ha poi un\u2019idea singolare della sovranit\u00e0 territoriale. Dopo averci informato che il naufragio del 2 luglio scorso, che ha registrato 114 dispersi, \u201c\u00e8 avvenuto a 6 km dalla costa, cio\u00e8 dentro le acque territoriali della Libia, dove le navi delle Ong non sono mai potute entrare\u201d, aggiunge che \u201cse lo hanno fatto hanno violato il diritto internazionale\u201d. Il che \u00e8 falso: di fronte a un naufragio, su cui evidentemente la guardia costiera libica non ha saputo o non ha voluto intervenire, anche l\u2019ingresso in acque territoriali straniere non solo \u00e8 legittimo, ma anche doveroso. Ovviamente, se la gestione \u00e8 stata assunta da un ente nazionale di coordinamento, questo dovr\u00e0 chiederne l\u2019autorizzazione.<\/p>\n<p>Per Travaglio invece quelle acque sono inviolabili, al punto da considerare inevitabile \u2013 \u201cpurtroppo esistono anche le tragedie inevitabili\u201d \u2013 un naufragio sotto costa a cui nessuno dovrebbe prestare soccorso per non violare la territorialit\u00e0 delle acque. Farlo sarebbe un sopruso, tanto che Travaglio ne ricava un commento come questo: \u201cO vogliamo ritornare alle colonie e ai protettorati di \u2018Tripoli bel suol d\u2019amore?\u2019\u201d. Qui c\u2019\u00e8 la completa inversione delle parti che rivela il\u00a0<em>modus operandi<\/em>\u00a0\u2013 per usare un\u2019altra espressione a lui cara \u2013 di tutto il ragionamento. Quelli che vanno a salvare, anche a rischio della loro vita (le navi di alcune Ong sono state prese a mitragliate dalla guardia costiera libica), persone altrimenti destinate a morte certa sarebbero i nuovi colonialisti. Mentre governi, come quello italiano, che hanno trasformato in propri ascari le bande di trafficanti che controllano il finto governo di Al Serraj e le \u201csue\u201d guardie costiere non avrebbero niente a che fare con una pratica vecchia e sperimentata propria dell\u2019epoca coloniale.<\/p>\n<p><strong>Di chi sono le acque?<\/strong><\/p>\n<p>Ma la questione del controllo delle acque \u00e8 molto pi\u00f9 generale: Travaglio evita accuratamente di chiedersi che interesse pu\u00f2 avere un governo come quello di Al Serraj, che non controlla che una minima porzione del suo territorio, se mai lo controlla veramente, a rivendicare il diritto esclusivo di intervenire in una zona\u00a0<em>sar<\/em>\u00a0(ricerca e salvataggio) di sua competenza, che si estende ben al di l\u00e0 della porzione di coste su cui pretende di governare; e senza avere i mezzi per farlo, tanto da appoggiarsi interamente sugli strumenti e le indicazioni messi a disposizione dalla Guardia costiera italiana. Riportando poi in Libia quei naufraghi \u201csalvati\u201d, o meglio, catturati, ad aggiungersi ai 700mila o al milione migranti che gi\u00e0 vi sono intrappolati, sottoposti a ogni sorta di maltrattamenti. Si tratta \u2013 e Travaglio lo sa, ma non lo dice \u2013 di una forma mascherata di respingimento, pratica vietata dalla Convenzione di Ginevra, che il governo libico si presta a realizzare per conto dell\u2019Italia in cambio di finanziamenti di cui non \u00e8 dato di conoscere n\u00e9 l\u2019entit\u00e0 n\u00e9 la destinazione. Se non \u00e8 colonialismo questo\u2026<\/p>\n<p>Ma Travaglio confonde facilmente le acque territoriali della Libia con quelle della sua presunta zona\u00a0<em>sar<\/em>: \u201cfermo restando \u2013 scrive \u2013 che tutte le navi (Ong incluse) che trovano profughi su barconi li possono e anzi li devono salvare e tutte le navi militari (in missione per l\u2019UE o per l\u2019Italia) che contrastano i trafficanti salvano pure i migranti nelle acque di rispettiva competenza (dunque non in quelle libiche)\u201d. Dunque, la zona\u00a0<em>sar<\/em>\u00a0della Libia viene tout court assimilata alle acque libiche, dove le navi non libiche non devono intervenire, perch\u00e9 \u201cnon di loro competenza\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>Pull\u00a0<\/em><\/strong><strong>o<em>\u00a0push?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>E veniamo ora alla questione centrale:\u00a0<em>pull<\/em>\u00a0o\u00a0<em>push<\/em>? Le Ong, sostiene Travaglio, contraddicendo persino i principali esponenti, attuali e passati, della Guardia costiera italiana, sono un potente fattore di attrazione che induce i trafficanti a usare gommoni invece di barconi, contando che qualcuno \u2013 le Ong \u2013 vengano a raccoglierne il \u201ccarico umano\u201d al limite delle acque territoriali libiche che i gommoni non sono in grado di oltrepassare di molto. Ma senza Ong il fattore di attrazione, se c\u2019\u00e8, non viene certo meno, tanto \u00e8 vero che non appena sparite le loro navi, abbiamo visto ricomparire i barconi, che certo costano di pi\u00f9 (sono anch\u2019essi mezzi a perdere destinati alla distruzione), ma trasportano in un viaggio solo da quattro a sette-ottocento profughi, tanto che affondando ne portano a morire da tre a cinque volte di pi\u00f9 di un singolo gommone.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte si \u00e8 visto che i gommoni non sono affatto scomparsi. Arrivano fino a 80 miglia dalla costa, invece delle 12 di prima, e magari anche oltre prima di entrare in panne. E nessuno sapr\u00e0 mai quanti ne sono gi\u00e0 affondati, e con quante persone a bordo, perch\u00e8 \u00e8 stato imposto di non segnalarne la presenza.<\/p>\n<p><strong>Partenze sincronizzate?<\/strong><\/p>\n<p>Per avvalorare la tesi\u00a0<em>pull<\/em>, fattore di attrazione delle Ong, Travaglio si inventa una partenza sincronizzata tra navi delle Ong e imbarcazioni degli scafisti: \u201cNavi di Ong salpavano all\u2019improvviso dai porti europei (soprattutto italiani) e facevano rotta verso un punto X in simultanea, o addirittura in anticipo sulla partenza di un barcone carico di migranti dalla costa libica che, guarda caso, puntava diritto verso X\u201d.<\/p>\n<p>Certamente le navi delle Ong sono pi\u00f9 veloci dei gommoni degli scafisti, ma l\u2019idea che partendo dall\u2019Italia le une e dalla Libia gli altri, entrambi raggiungano simultaneamente i limiti delle acque territoriali libiche, il famoso punto X, \u00e8 pura fantasia; che Travaglio sostiene confermata da intercettazioni, rilievi satellitari e filmati \u201cche tutti possono vedere\u201d, perch\u00e9 sono in mano alla Procura di Catania, che peraltro non ha ancora concluso le sue indagini. E cos\u00ec arriva a sostenere che Annalisa Camilli, la sua critica, \u201csi arrampica sugli specchi\u201d, perch\u00e9 cita una ricerca del gruppo di geografia forense della Goldsmiths Institute che dimostra esattamente il contrario; mentre quella che non \u00e8 altro che la personale interpretazione che Travaglio d\u00e0 del materiale acquisito dalla Procura di Catania \u2013 che avrebbe \u201cacclarato\u201d, anche se non \u201caccertato\u201d (<em>sic!<\/em>) le responsabilit\u00e0 delle Ong \u2013 sarebbero fatti, \u201cpi\u00f9 forti di qualunque gruppo di oceanografia\u201d. Per questo quelli effettuati dalle Ong non sono salvataggi, bens\u00ec \u201cconsegne\u201d. E per documentarlo Travaglio non trova di meglio che chiamare a testimoniare l\u2019odiato quotidiano Repubblica, ben sapendo che \u00e8 stato anch\u2019esso un indefesso difensore delle politiche del ministro Minniti: quello che non ha fatto che aprire la strada a quelle di Salvini, che Travaglio esecra, cio\u00e8 del governo Conte, che Travaglio sostiene invece con tutte le sue forze.<\/p>\n<p><strong>Ma di chi?<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0 l\u2019unica vera sincronizzazione di cui si ha notizia \u00e8 quella che il 24 giugno scorso, ha preceduto la visita di Salvini in Libia: circa mille migranti partiti tutti insieme dallo stesso punto della costa e alla stessa ora su una decina di gommoni \u2013 fatto mai prima verificatosi \u2013 in perfetto sincronismo con la partenza delle vedette libiche che li hanno prontamente intercettati. Una dimostrazione pubblica di efficienza, programmata a beneficio del nostro Ministro degli Interni, che \u00e8 costata almeno 100 morti annegati, e che dimostra, questa s\u00ec, l\u2019intesa perfetta tra trafficanti e Guardia costiera libica: un evento su cui nessuno, dopo la denuncia del comandante di Open Arms Oscar Camps ha pi\u00f9 voluto indagare.<\/p>\n<p>Ma la questione fondamentale su cui i sostenitori del fattore\u00a0<em>pull<\/em>\u00a0soprassiedono \u00e8 la presenza del fattore\u00a0<em>push<\/em>. Perch\u00e9 mai i migranti, quando vedono una vedetta della guardia costiera libica, si buttano in mare e preferiscono annegare piuttosto che venir \u201csalvati\u201d? Che cosa li spinge a fuggire e a non voler ritornare in Libia, costi quel che costi? Perch\u00e9 sanno benissimo che una volta \u201csalvati\u201d ritorneranno in mano a chi li ha massacrati, violate, torturati, venduti come schiavi, rapinato loro e le loro famiglie per mesi e a volte per anni: cio\u00e8 in quei porti che Salvini vorrebbe venissero dichiarati \u201csicuri\u201d. Nessuno di loro vuole tornare in quell\u2019inferno; e il fatto stesso di venire dalla Libia fa di ognuno di loro un profugo meritevole di protezione internazionale, qualsiasi sia il suo paese di origine. Cos\u00ec, di fronte alla drastica riduzione del numero degli sbarchi nessuno, e meno che mai Travaglio, si \u00e8 chiesto o si chiede che cosa ne sia di coloro che non arrivano pi\u00f9, che non partono pi\u00f9, o che vengono intercettati, catturati e riportati dalla guardia costiera libica l\u00e0 da dove stavano fuggendo. Ma \u00e8 chiaro che in queste condizione quello che gioca \u00e8 indubitabilmente il fattore\u00a0<em>push<\/em>\u2026<\/p>\n<p><strong>Ma quali scafisti!<\/strong><\/p>\n<p>Travaglio sostiene inoltre che andando a raccogliere il loro \u201ccarico umano\u201d a ridosso delle acque territoriali libiche (il che peraltro non sempre \u00e8 vero) le Ong proteggono di fatto gli scafisti da un possibile arresto, impedendo di fatto alle Procure italiane, come ha denunciato il procuratore di Catania Zuccaro, di portare avanti le loro indagini che, come \u00e8 noto, languono. Ma \u00e8 noto che gli scafisti non salgono n\u00e9 sui gommoni n\u00e9 sui barconi, alla cui guida mettono sempre qualche migrante a cui fanno lo sconto e che magari non ha mai visto il mare prima, tanto che la maggior parte delle persone arrestate come scafisti sono in realt\u00e0 dei disperati che non hanno nemmeno i soldi per pagarsi il viaggio. Se le indagini devono partire da loro invece che da chi sta al vertice della cupola dove trafficanti e uomini del governo libico si incontrano \u2013 e va riconosciuto che l\u2019impresa \u00e8 tutt\u2019altro che facile \u2013 difficilmente si arriver\u00e0 mai a mettere le mani su qualche organizzazione di trafficanti.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 o meno morti?<\/strong><\/p>\n<p>Meglio allora prendersela con le Ong. Mettendole fuori gioco, molte pi\u00f9 vite che si potevano salvare andranno perdute, ma si ridurranno anche gli sbarchi. Meno sbarchi; anzi, meno partenze, meno morti, dice Salvini, e con lui Travaglio. In termini relativi, rispetto cio\u00e8 a quelli che partono, \u00e8 vero il contrario: i morti sono molti di pi\u00f9; in numero assoluto, rispetto a quando le partenze erano dell\u201985 per cento di pi\u00f9, \u00e8 certamente vero. Ma, ancora una volta, che ne \u00e8 di quelli che non sono partiti o che vengono riacciuffati dalla guardia costiera libica? Si stima che i morti durante il viaggio di terra, che comprende per lo pi\u00f9 una lunga permanenza in Libia, siano almeno il doppio di quelli periti in mare, che sono ormai \u2013 quelli accertati \u2013 pi\u00f9 di 35mila. E quanti di quei 70mila sono morti in Libia, l\u00e0 dove li vuole ricacciare la politica italiana ed europea dei respingimenti mascherati?<\/p>\n<p><strong>Aveva ragione Berlusconi?<\/strong><\/p>\n<p>Per questa strada Travaglio approda disinvoltamente a rivalutare la politica di Berlusconi che aveva stretto con Tripoli un patto che equivaleva a un vero e proprio respingimento, e per il quale l\u2019Italia ha gi\u00e0 subito una condanna dalla CEDU, relativamente a un singolo episodio. Quel patto, secondo Travaglio, \u201cera vergognoso col tiranno Gheddafi, ma potrebbe essere proficuo col governo al-Serraj\u201d; cio\u00e8, quello che era vergognoso con Berlusconi potrebbe essere proficuo con Conte\u2026; anche se quello che veniva fatto ai migranti sotto Gheddafi impallidisce di fronte a quello che viene permesso, ma anche promosso e finanziato, sotto il governo Al Serraj.<\/p>\n<p><strong>Quanti possiamo accoglierne?<\/strong><\/p>\n<p>Non resta che affrontare l\u2019argomento principe di tutti i nemici dei migranti, che Travaglio riassume cos\u00ec: \u201cL\u2019Italia non pu\u00f2 accogliere 700mila o un milione di nuovi migranti, e nemmeno un quinto di essi, pena conseguenze sociali e politiche che potrebbero addirittura farci rimpiangere Salvini\u201d. L\u2019Italia forse no, ma l\u2019Europa sicuramente s\u00ec, se invece di accanirsi sulla protezione dei confini esterni ci si impegnasse finalmente a legare il futuro e l\u2019esistenza stessa dell\u2019Unione Europea all\u2019abbattimento delle barriere interne, quelle tra Stato e Stato, con un permesso di soggiorno europeo. Ma va anche ricordato che tra la fine del secolo scorso e il 2008 l\u2019Italia ha accolto, e di fatto regolarizzato con una sfilza di sanatorie, molte delle quali decise dal partito di Salvini, allora al governo, quasi cinque milioni di migranti, in alcuni periodi al ritmo di 300mila all\u2019anno. Poi \u00e8 cambiata, in Italia e in Europa, la politica economica, avvitandosi sempre di pi\u00f9 in misure di austerit\u00e0 le cui conseguenze si vedono, ben prima che sulla stretta sui migranti, sul peggioramento delle condizioni di vita di tutti coloro che non vivono sullo sfruttamento di altri.<\/p>\n<p><strong>Farli star male non li dissuader\u00e0 dal venire<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec chi oggi riesce a raggiungere l\u2019Italia per arrivare in Europa trova ad accoglierlo un sistema che lo stesso Travaglio non esita a deplorare: \u00e8 \u201cil destino di quei disperati tra le gabbie dei Cie, le grinfie dei ladroni della solidariet\u00e0 (finta) che intascano 35 euro a migrante in cambio da pasti da fame, le spire della criminalit\u00e0 pi\u00f9 o meno organizzata e le zanne dei nuovi schiavisti tipo Rosarno\u201d (dove ci sono peraltro anche aziende che rispettano i diritti di chi lavora per, e con, loro). Sembra che quel trattamento sia un destino ineludibile, mentre \u00e8 una politica cinica, stupida e spietata, che non basta comunque a scoraggiare gli arrivi, ma che concorre a spaventare la gente, a far odiare o disprezzare i migranti, a impedire il loro inserimento sociale, a cacciare per strada coloro a cui non viene concesso alcuna forma di protezione \u2013 internazionale, sussidiaria o umanitaria \u2013 a trasformare la nostra agricoltura in tanti Lager, a fornire manodopera alla criminalit\u00e0 organizzata e carne umana allo sfruttamento della prostituzione. Ma, soprattutto, a impedire a chi \u00e8 gi\u00e0 arrivato di fare ritorno o di fare visita alle comunit\u00e0 e ai territori che ha lasciato, perch\u00e9 una volta usciti dall\u2019Italia non vi si rientra pi\u00f9. Cos\u00ec si trasforma in una condanna a vita alla marginalit\u00e0 e alla \u201cclandestinit\u00e0\u201d quello che potrebbe essere un legame tra paesi, comunit\u00e0 e culture diverse; e si riduce alla disperazione una umanit\u00e0 che potrebbe invece essere enormemente valorizzata, perch\u00e9 coloro che affrontano un viaggio rischioso come quello a cui devono sottoporsi i migranti di oggi sono la parte migliore, pi\u00f9 intraprendente e spesso anche pi\u00f9 istruita di quello che un paese dell\u2019Africa o del Medioriente pu\u00f2 offrire e che un paese dell\u2019Europa pu\u00f2 sperare di accogliere. Se fosse pi\u00f9 umano\u2026<\/p>\n<p>Guido Viale, Presidente di Osservatorio Solidariet\u00e0<\/p>\n<h6><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Travaglio ha dedicato ben tre editoriali del Fatto, quasi consecutivi, alla difesa della politica del governo in tema di migranti (porti chiusi); il terzo, scritto insieme a Stefano Feltri. 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