{"id":679885,"date":"2018-07-19T15:17:59","date_gmt":"2018-07-19T14:17:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=679885"},"modified":"2018-07-19T15:17:59","modified_gmt":"2018-07-19T14:17:59","slug":"turchia-il-secondo-anno-dello-stato-demergenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/07\/turchia-il-secondo-anno-dello-stato-demergenza\/","title":{"rendered":"Turchia: il secondo anno dello stato d&#8217;emergenza"},"content":{"rendered":"<p>Il governo ha dichiarato che, dal 20 luglio in poi, lo stato d\u2019emergenza non sar\u00e0 pi\u00f9 rinnovato. Oltre il fatto che il Paese stia vivendo le conseguenze devastanti di questa misura sembra che sulla Turchia rimarr\u00e0 comunque la sua ombra grazie ai nuovi cambiamenti legislativi proposti dal governo.<\/p>\n<p>Durante la campagna elettorale del 24 giugno il partito al governo, Partito dello Sviluppo e della Giustizia (AKP) insieme al suo nuovo alleato Partito del Movimento Nazionalista (MHP) e con la promozione del Presidente della Repubblica avevano gi\u00e0 dichiarato l\u2019arrivo di una decisione del genere. Anche se la cosa \u00e8 avvenuta con un po\u2019 di dubbi, disaccordi e timidezza, dopo le elezioni il governo nuovo ha mantenuto la promessa. Nel nuovo sistema amministrativo presidenziale della Turchia di oggi si uscir\u00e0 dal tunnel buio dello stato d\u2019emergenza. Tuttavia i cambiamenti legislativi proposti, secondo i partiti dell\u2019opposizione, non faranno mancare la presenza e gli effetti di questa misura straordinaria.<\/p>\n<p>Dopo il fallito tentativo di golpe del 15 luglio 2016, il governo dell\u2019epoca aveva dichiarato lo stato d\u2019emergenza. L\u2019obiettivo era chiaro; \u201ccolpire in tutti i modi i golpisti\u201d. In pochi giorni questa misura \u00e8 stata utilizzata anche per colpire ogni tipo di opposizione. Lo stato d\u2019emergenza rinnovato per ben sette volte in due anni ha creato un disagio sociale, economico, politico, amministrativo e psicologico in tutto il paese. Prima di parlare di come sono stati questi due anni di vita in Turchia guardiamo le proposte del governo per capire come vorrebbe andare avanti nell\u2019amministrare del Paese.<\/p>\n<p><b>La nuova Turchia<\/b><\/p>\n<p>Il primo punto riguarda il rafforzamento dei poteri dei prefetti. Tra le proposte si legge la possibilit\u00e0 di allontanare fuori dai confini cittadini ed impedire l\u2019accesso alle persone definite \u201cpericolose\u201d fino ai quindici giorni. Sempre i prefetti possono sospendere e\/o vietare le manifestazioni, riunioni oppure dimostrazioni che \u201cimpediscono lo svolgimento normale della vita quotidiana dei cittadini\u201d dopo mezzanotte.<\/p>\n<p>Tra le proposte si legge una novit\u00e0 abbastanza radicale ed importante. Sar\u00e0 possibile esercitare il diritto di svolgere indagini e perquisizione abitativa, vestiti e mezzi di trasporto da parte delle forse dell\u2019ordine non pi\u00f9 con il permesso del giudice ma con il permesso di un procuratore oppure di un alto ufficiale dell\u2019esercito.<\/p>\n<p>Nel pacchetto proposto si parla anche dei tempi della detenzione provvisoria. Per i reati di massa la detenzione si fa salire ai quattro giorni. Dopo questo primo periodo la detenzione si potrebbe rinnovare per altri quattro giorni per due volte se si ritiene che sia fondamentale presentare i sospettati davanti ad un giudice. Quindi la detenzione provvisoria in questo caso raggiungerebbe i dodici giorni. Tuttavia sulla costituzione resta l\u2019articolo che limita la detenzione per questi casi a quarantotto ore.<\/p>\n<p>Grazie ai cambiamenti in arrivo ancora per tre anni sar\u00e0 possibile sospendere il passaporto di un cittadino. Sar\u00e0 il Ministro degli Interni a decidere se revocare la decisione o meno. Bisogna sottolineare che con il nuovo sistema presidenziale questo ministero ormai dovr\u00e0 rispondere soltanto al Presidente della Repubblica. In un intervento pubblico il 12 dicembre del 2017, il Ministro degli Interni, Suleyman Soylu, aveva dichiarato che erano stati trattenuti e\/o annullati i passaporti di pi\u00f9 di duecentotrentamila persone.<\/p>\n<p>Con i nuovi cambiamenti sar\u00e0 sempre possibile sospendere gli impiegati statali ma non con i metodi previsti dalla legge che regolamenta la disciplina lavorativa degli impiegati. Non sar\u00e0 pi\u00f9 incaricata la commissione dello stato d\u2019emergenza ma ci sar\u00e0 una nuova commissione per prendere queste decisioni. Questa sar\u00e0 composta dai rappresentanti della Corte Costituzionale, della Corte Suprema, del Consiglio di Stato, del Consiglio Supremo dei Giudici e dei Magistrati e del Ministero della Difesa.<\/p>\n<p>Inoltre i soldati ed i poliziotti accusati di far parte del fallito tentativo di colpo di stato, in caso di assoluzione del tribunale oppure della Commissione dello Stato di Emergenza non saranno automaticamente reintegrati ma la decisione spetter\u00e0 ai ministeri degli Interni e della Difesa.<\/p>\n<p><b>Le voci delle opposizioni<\/b><\/p>\n<p>Le prime reazioni sono arrivate dai partiti dell\u2019opposizione. Il portavoce del Partito Democratico dei Popoli (HDP), Ayhan Bilgen, ha attirato l\u2019attenzione soprattutto sul caso degli impiegati sospesi. Nel suo intervento parlamentare, il 18 luglio, Bilgen ha detto: \u201cSecondo il Ministro della Giustizia sono state condannate circa duemila persone con l\u2019accusa di golpe. Sempre secondo la stessa relazione sono circa duemilacinquecento persone sotto processo con la stessa accusa. A questo punto non si spiega perch\u00e9 pi\u00f9 di centocinquantamila persone hanno perso il lavoro senza il parere di un giudice. Inoltre con questi cambiamenti legislativi adesso lo stesso potere decisionale passer\u00e0 nelle mani di una nuova commissione. Quindi il metodo antigiuridico continuer\u00e0 ad esistere ancora per altri tre anni. Questo non \u00e8 nient\u2019altro che un camuffato rinnovo dello stato d\u2019emergenza\u201d.<\/p>\n<p>Sono arrivate delle reazioni anche dal mondo dell\u2019associazionismo. Il co-presidente dell\u2019Associazione per i Diritti Umani (IHD), Eren Keskin, in un\u2019intervista rilasciata al portale di notizie Gazete Karinca: \u201cGrazie a questi cambiamenti legislativi ci troviamo di fronte ad un nuovo sistema in cui si ignora il potere del parlamento. Ormai i ministeri sono direttamente legati al Presidente della Repubblica quindi possiamo dire che si tratta di una nuova fase in cui numerose decisioni per \u201cmotivi di sicurezza\u201d dipenderanno dalle parole di una persona singola. Quindi rischiamo di vivere un periodo peggiore rispetto quello dello stato d\u2019emergenza\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019avvocatessa Fatma Ozdemir, portavoce della Piattaforma dei Giudici Libertari (OHP) commenta cos\u00ec: \u201cIl governo durante lo stato d\u2019emergenza ha fatto diventare leggi i numerosi decreti che ha emesso. Quindi le misure straordinarie dello stato d\u2019emergenza sono diventate ormai parti integranti della vita quotidiana. Con questi cambiamenti legislativi si aggiunge anche la misura di sicurezza a tempo indeterminato in mano ai prefetti. Quindi a tutti gli effetti in Turchia si vivr\u00e0 per sempre in stato d\u2019emergenza\u201d.<\/p>\n<p><b>Gli effetti dello stato d\u2019emergenza<\/b><\/p>\n<p>Secondo i dati della Gazzetta Ufficiale e dell\u2019agenzia di stato, Anadolu Ajansi, in due anni sono stati emessi 35 decreti di legge. 129 mila e 410 impiegati statali sono stati sospesi quindi non possono svolgere il loro lavoro oppure un altro lavoro pubblico. 70 giornali, 25 canali radiofonici, 15 agenzie stampa, 29 case editrici, 20 riviste e 20 canali televisivi sono stati chiusi definitivamente. Secondo la Piattaforma del Giornalismo Indipendente (P24) tuttora si trovano pi\u00f9 di 150 giornalisti in carcere. 1767 associazioni non governative e fondazioni sono state chiuse.<\/p>\n<p>Sotto lo stato d\u2019emergenza sono state chiuse; 109 case dello studente, 934 scuole private, 15 universit\u00e0 e 49 strutture sanitarie.<\/p>\n<p>In questi due anni sono stati impediti 7 scioperi generali in base alle misure di sicurezza prese sotto lo stato d\u2019emergenza. Il 25 aprile di quest\u2019anno, in un intervento parlamentare, il Presidente della Repubblica ha promosso questo fatto con queste parole: \u201cVorrei rivolgermi al mondo delle industrie. In questo periodo abbiamo evitato diversi scioperi cos\u00ec abbiamo fatto s\u00ec che la produzione non avesse ostacoli\u201d.<\/p>\n<p>La Commissione che analizza le sospensioni dal lavoro di questo periodo ha ricevuto finora 87405 richieste, 20200 sono state rigettate e solo in 1300 casi le persone sono state reintegrate.<\/p>\n<p>In queste condizioni straordinarie il 16 aprile del 2017 si sono svolte le votazioni per un referendum che ha dato vita ad un nuovo sistema amministrativo ed il 24 giugno si sono svolte le elezioni presidenziali e quelle politiche. In questo periodo sono stati arrestati 15 parlamentari nazionali dell\u2019HDP ed uno del CHP. Secondo una relazione diffusa dalla Fondazione per i Diritti Umani di Turchia (TIHV) durante l\u2019ultimo periodo elettorale sono state arrestate 361 persone iscritte all\u2019HDP.<\/p>\n<p>Inoltre durante lo stato d\u2019emergenza a 94 sindaci \u00e8 stato impedito di svolgere il loro lavoro ed al posto loro sono stati nominati dei commissari straordinari, spesso persone legate al partito al governo.<\/p>\n<p>Sotto lo stato d\u2019emergenza, Amnesty International ha documentato e registrato diversi casi di maltrattamento e tortura. Secondo l\u2019avvocatessa Selcen Bayun, in un\u2019intervista rilasciata a BBC Turk\u00e7e, alcuni alti ufficiali dell\u2019esercito accusati di appartenere al fallito golpe sono stati pestati e picchiati duramente nei centri di detenzione e dentro le prefetture.<\/p>\n<p>Nel primo anniversario dello stato d\u2019emergenza, nel 2017, il Partito Popolare della Repubblica (CHP) ha diffuso una relazione sulle condizioni carcerarie. Salta all\u2019occhio un dettaglio interessante; almeno 25 persone accusate di far parte del gruppo golpista si sono suicidate dentro oppure fuori dai centri di detenzione.<\/p>\n<p>Mentre una parte del mondo politico e sociale si oppone e batte contro lo stato d\u2019emergenza oggi alcuni partiti politici ed una parte della societ\u00e0 parla a favore delle misure prese durante questo periodo. In diverse occasioni alcuni esponenti del governo ed il Presidente della Repubblica hanno anche parlato della possibilit\u00e0 di reintrodurre la pena della morte per i golpisti.<\/p>\n<p>La guerra dell\u2019AKP contro il suo storico alleato, la comunit\u00e0 di Gulen, ormai sta devastando il paese in tutti i modi. Inoltre la nascita e crescita di questo conflitto da quando si \u00e8 trasformato in un tentativo di colpo di stato, esattamente come disse il Presidente della Repubblica nella notte del 15 luglio all\u2019aeroporto principale di Istanbul, \u00e8 diventato un \u201cdono\u201d per il governo.<\/p>\n<p>La conseguenza pi\u00f9 radicale e negativa di questo conflitto e dello stato d\u2019emergenza \u00e8 una nuova Turchia sempre pi\u00f9 polarizzata al suo interno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo ha dichiarato che, dal 20 luglio in poi, lo stato d\u2019emergenza non sar\u00e0 pi\u00f9 rinnovato. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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