{"id":676411,"date":"2018-07-12T16:59:08","date_gmt":"2018-07-12T15:59:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=676411"},"modified":"2018-07-13T18:17:14","modified_gmt":"2018-07-13T17:17:14","slug":"turchia-analisi-elezioni-chi-ha-vinto-chi-ha-perso-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/07\/turchia-analisi-elezioni-chi-ha-vinto-chi-ha-perso-parte-2\/","title":{"rendered":"Turchia, analisi elezioni: chi ha vinto, chi ha perso &#8211; Parte 2"},"content":{"rendered":"<p>Il 24 giugno si sono svolte le elezioni politiche e presidenziali in Turchia, che hanno visto prevalere ancora una volta il Partito dello Sviluppo e della Giustizia; tuttavia se si approfondisce l&#8217;analisi, non si \u00e8 trattato di una vittoria assoluta. Nell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/07\/turchia-analisi-elezioni-chi-ha-vinto-chi-ha-perso-parte-1\/\">articolo precedente<\/a> ho analizzato l&#8217;esito in senso generale, mentre in questo vado a concentrare l&#8217;attenzione sui principali partiti in campo e sulla nuova Turchia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Erdo\u011fan come riesce a vincere sempre? E stavolta come ha fatto?<\/strong><\/p>\n<p>Il Partito dello Sviluppo e della Giustizia (AKP) in questa tornata elettorale, esattamente come \u00e8 accaduto il 5 luglio del 2015, non \u00e8 di nuovo riuscito a ottenere il numero sufficiente di parlamentari per comporre il governo da solo. Anche se il concetto della \u201ccoalizione\u201d in questi ultimi anni \u00e8 stata definita dallo stesso partito come una \u201cbarriera contro lo sviluppo economico e la stabilit\u00e0 politica\u201d, ormai l\u2019AKP non riuscirebbe a governare senza l\u2019appoggio dei nazionalisti.<\/p>\n<p>Il partito al governo conquista un\u2019altra volta tutta la costa del Mar Nero, il Centro e l&#8217;Anatolia orientale, la costa mediterranea, il confine siriano e una parte del Sudest del paese. Il successo di Erdo\u011fan e del suo partito si basa ovviamente sul controllo totale dei media, sulle numerose operazioni contro gli oppositori in atto da almeno cinque anni, i brogli nel giorno delle elezioni, l\u2019utilizzo di pi\u00f9 di sessanta commissari straordinari piazzati al posto dei sindaci eletti, sostegno economico della maggior parte del motore economico del Paese (aziende edili, energetiche e produzione militare), sostegno di numerose comunit\u00e0 religiose reso pubblico in tutti i modi durante la campagna elettorale e sfruttamento della cultura militarista e nazionalista, gi\u00e0 ben radicata in Turchia. Soprattutto su quest\u2019ultimo elemento bisognerebbe ricordare che dal 2015 il governo ha dato seguito a numerose operazioni militari sul territorio nazionale e oltre confine contro le organizzazioni armate curde, definite \u201cterroristiche\u201d, PKK e YPG\/YPJ. A questo punto possiamo aggiungere anche la nuova lotta contro la comunit\u00e0 di Gulen, realt\u00e0 definita come un\u2019organizzazione terroristica da parte del governo soprattutto dal fallito tentativo di golpe del 15 luglio 2016.<\/p>\n<p>Dunque i \u201cnemici\u201d interni sono un elemento di grande propaganda elettorale per l\u2019AKP. Ovviamente questo \u00e8 anche un elemento di grande fiducia e successo per l\u2019elettore nei confronti del partito. Proprio in questa fase elettorale, infatti, il governo non ha esitato a bombardare alcune postazioni del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) in Iraq e firmare un accordo di controllo militare a Mimbic in Siria, zona sotto controllo delle YPG\/YPJ.<\/p>\n<p>Non si dovrebbe scordare anche la continua e crescente collaborazione economica tra alcuni paesi e la Turchia: Russia, USA e EU. Solo tra l\u2019Italia e la Turchia si registrerebbe un volume commerciale sopra i diciotto miliardi di dollari con un aumento dell\u2019undici per cento rispetto al 2016. Quindi l\u2019investimento straniero in Turchia senz\u2019altro significa posti di lavoro, progresso economico e quindi spendibilit\u00e0 elettorale per il governo. Al semplice rapporto economico bisognerebbe aggiungere anche il commercio militare che permette al governo turco di attuare quell\u2019industria di guerra che porta voti in termini elettorali.<\/p>\n<p>In un territorio in cui regna la cultura del \u201cvittimismo\u201d e la sensazione di accerchiamento per cui \u201ctutti ci vogliono male\u201d che esiste per legittimare ogni tipo di meccanismo di autodifesa e di attacco, le posizioni critiche e altrettanto ipocrite dei leader mondiali vengono utilizzate in modo strategico da parte del governo locale. Prendiamo il caso del presidente francese, Emmanuel Macron: il 5 gennaio del 2018 in un incontro con Erdo\u011fan il presidente francese critica pubblicamente la questione dei diritti umani in Turchia. Tuttavia poco dopo i due leader davanti alle telecamere firmano degli accordi bilaterali Eurosam, sull\u2019acquisto delle armi, sulla vendita degli aerei Airbus e in ambito alimentare per la vendita di tremila tonnellate di carne. Dunque con l\u2019evidente manifestazione della volont\u00e0 di collaborazione a livello commerciale cala un pesante sipario sulle critiche umanitarie e cos\u00ec si trasmette un messaggio molto netto e chiaro a livello nazionale: \u00abL\u2019Europa dipende da noi, si mette in ginocchio, anche se ci critica non pu\u00f2 fare a meno di noi\u00bb. La domanda \u00e8: Macron e altri leader non si rendono conto di questo?<\/p>\n<p>Nelle elezioni del 24 giugno, l\u2019AKP, nonostante tutto, ha perso i suoi voti storici. Sette per cento di calo. Dove ha diminuito i suoi voti \u00e8 cresciuto il suo nuovo alleato. Dunque possiamo dire di essere di fronte a un elettore conservatore e nazionalista che non si trova del tutto d\u2019accordo con le politiche di Erdo\u011fan ma non vorrebbe dare un\u2019opportunit\u00e0 alle opposizioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;MHP, il nuovo che avanza<\/strong><\/p>\n<p>Il Partito del Movimento Nazionalista \u00e8 il nuovo alleato del governo. Dopo il fallito golpe del 2016 era diventata sempre pi\u00f9 evidente questa storia d\u2019amore. Soprattutto con la separazione del gruppo guidato da Meral Aksener c\u2019era il rischio che lo storico partito nazionalista scomparisse. Dunque il leader dei lupi grigi, Devlet Bahceli, prima con il referendum costituzionale del 2017 dopo con queste elezioni ha ufficialmente deciso di appoggiare l\u2019AKP. Sembra che il risultato sia stato abbastanza positivo per lui.<\/p>\n<p>L&#8217;MHP \u00e8 cresciuto nel Sudest della Turchia. Secondo alcuni la massiccia e crescente presenza delle brigate in zona ha portato nuovi voti riconducibili all\u2019esercito. Secondo alcuni osservatori questa presenza ha creato una percezione di terrore e pressione sociale quindi l\u2019elettore, pur non volendo, ha dovuto votare per uno dei partiti della coalizione vincente.<\/p>\n<p>Invece una lettura pi\u00f9 lungimirante emerge se analizziamo i dati suddivisi per zona e citt\u00e0. Nelle citt\u00e0 dove l\u2019AKP per anni aveva raccolto un alto numero di voti come Adiyaman, Rize, Sivas, Sirnak e Mardin, il partito al governo ha perso notevolmente il suo consenso. In queste citt\u00e0 sulla costa del Mar Nero, in centro Anatolia oppure nel Sudest del paese sono cresciuti i voti del MHP. Anche nelle periferie delle grandi citt\u00e0 dove regna per la maggior parte l\u2019AKP i voti del MHP sono stati in crescita. Dunque questo ci fa capire che dove il partito di Erdo\u011fan ha perso i voti \u00e8 subentrato il nuovo alleato nazionalista del governo. Quindi meno consenso per l\u2019AKP ma comunque il voto va per un altro partito conservatore e nazionalista.<\/p>\n<p>L&#8217;MHP, esattamente come l&#8217;AKP, forse anche di pi\u00f9, in tutto il periodo elettorale ha utilizzato un linguaggio nazionalista e militarista. Selahattin Demirtas \u00e8 un \u201cterrorista\u201d anche per il leader del MHP e l\u2019HDP \u00e8 \u201cl\u2019espressione parlamentare del PKK\u201d. Questa idea \u00e8 stata dichiarata per numerose volte da parte di Devlet Bahceli. Il concetto del terrorismo \u00e8 stato utilizzato anche\u00a0 per legittimare un governo di destra, nazionalista e militarista.<\/p>\n<p>Ormai l\u2019AKP non ha soltanto un nuovo alleato ma un socio, ovvero una parte del governo sar\u00e0 in qualche modo controllato dal MHP dato che ha lavorato perch\u00e9 Erdo\u011fan potesse essere rieletto e ci fosse un governo AKP. Un nuovo potere affiancato a Erdo\u011fan che fa parte della vecchia Turchia, la Turchia dei lupi grigi, connessioni mafiose e attentati anticomunisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il CHP e la speranza di Ince<\/strong><\/p>\n<p>Il Partito Popolare della Repubblica ha mantenuto i voti dei suoi elettori storici; la costa dell\u2019Egeo e la Tracia. Tuttavia va sottolineato il successo, poco pi\u00f9 del trenta per cento dell\u2019elettorato ha votato per Ince, candidato del CHP, partito che da parecchi anni non riusciva a superare la soglia del venticinque per cento.<\/p>\n<p>L\u2019ex insegnante di fisica Muharrem Ince \u00e8 stato il candidato del CHP per la carica di nuovo presidente della Repubblica. Il suo sorriso, il suo linguaggio, le sue idee, i suoi discorsi sulla pace e sullo sviluppo economico sostenibile avevano lasciato a bocca aperta una buona parte del paese. Tuttavia durante gli ultimi comizi Ince sembra che sia caduto nella trappola di Erdo\u011fan: nelle piazze ormai rispondeva in continuazione agli attacchi del leader dell\u2019AKP, cos\u00ec ha trascurato parecchio il suo piano elettorale. Facendo cos\u00ec ha creato anche un quadro da \u201cL\u2019uomo unico contro un uomo che controlla tutto\u201d. Erdo\u011fan nell\u2019immaginario del suo elettore rappresenta colui che pensa a tutto e risolve tutto, Ince in diversi suoi interventi ha provato a sostituire questa figura malata. Sembra che questo non sia stato molto apprezzato dall\u2019elettorato che inizialmente si ispirava alla sua figura.<\/p>\n<p>Nella conferenza stampa, il giorno dopo le elezioni, Ince ha parlato delle motivazioni della sua sconfitta. Secondo l\u2019ex insegnante di fisica in cinquanta giorni non si poteva fare di pi\u00f9 ma non nascondeva che si aspettava un risultato migliore dai suoi alleati Iyi Parti e Saadet. In quest\u2019ottica bisogna anche sottolineare il fatto che i partiti dell\u2019opposizione non sono riusciti a presentarsi in modo compatto ed unito davanti all\u2019elettore, parlando di un piano d\u2019azione oppure di un accordo di intenti.<\/p>\n<p>Bisogna anche tenere in considerazione il notevole boicottaggio mediatico che \u00e8 stato messo in azione contro Ince e tutti gli apparati socio-economici che sostengono il disegno economico e politico dell\u2019AKP, di cui \u00e8 privo il CHP.<\/p>\n<p>In ogni caso poco pi\u00f9 di quindici milioni di persone hanno votato per il cambiamento. Un elettore su quattro vorrebbe vedere una persona \u201cdiversa\u201d alla direzione del paese. \u00c8 troppo presto per dire se questo elettore sarebbe fidelizzato ormai al mondo delle opposizioni oppure si parla di una reazione spontanea che non si ripeter\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dal carcere in piazza, l&#8217;HDP<\/strong><\/p>\n<p>Anche in questo appuntamento elettorale il Partito Democratico dei Popoli \u00e8 riuscito a superare la soglia dello sbarramento elettorale fissato al dieci per cento. L\u2019eredit\u00e0 della dittatura militare \u00e8 una delle barriere pi\u00f9 ardue da superare per conseguire la rappresentanza parlamentare in Turchia.<\/p>\n<p>L\u2019HDP, oltre lo sbarramento elettorale, in realt\u00e0, ha dovuto lottare contro e con diverse difficolt\u00e0. Oggi il Partito conta undici parlamentari in carcere, tra cui il carismatico candidato presidente della Repubblica, nonch\u00e9 l\u2019ex co-presidente del partito, Selahattin Demirtas. La detenzione dell\u2019ex avvocato ovviamente non ha reso agevole lo svolgimento della campagna elettorale. Oltre Demirtas in realt\u00e0 l\u2019HDP conterebbe circa settanta sindaci in carcere. Secondo una <a href=\"http:\/\/mezopotamyaajansi.org\/tum-haberler\/content\/view\/17270?page=1\">relazione<\/a> pubblicata il 9 marzo di quest\u2019anno sul portale di notizie Mezopotamya Ajansi in tre anni sono stati messi in detenzione cautelare pi\u00f9 di diecimila iscritti e pi\u00f9 di tremila di questi sono stati arrestati, su un totale di circa trentamila. Quindi un iscritto su tre \u00e8 finito in manette tra il 2015 e il 2018.<\/p>\n<p>L\u2019HDP ha fatto i conti con una grande difficolt\u00e0 nel raggiungere i suoi elettori da diversi punti di vista. In primis ovviamente c\u2019era la barriera fisica. Durante gli scontri che hanno sconvolto il Sud Est del paese, la zona di maggior adesione al partito, nel 2016 ha visto l\u2019abbandono delle proprie abitazioni da parte di numerose persone. Secondo il portale di notizie T24 il numero raggiungerebbe le quattrocentomila persone.<\/p>\n<p>Il 28 maggio di quest\u2019anno il Consiglio Supremo Elettorale (YSK) in un suo comunicato ha specificato che in diverse localit\u00e0 nel Sud Est del paese i seggi sarebbero stati unificati. Quindi diverse persone, il giorno 24 giugno, hanno dovuto percorrere diversi chilometri per votare. Secondo le stime dello YSK sono state circa centoquarantaquattromila le persone che hanno corso il rischio di non poter votare.<\/p>\n<p>Ovviamente anche lo stato d\u2019emergenza ha avuto un influsso negativo sulla campagna elettorale. Il Paese vive in questo stato da circa due anni e le conseguenze della misura sono molto dure soprattutto nella zona elettorale dell\u2019HDP. Solo nel Sudest del paese, grazie a diversi decreti legge, sono stati sospesi circa quindicimila impiegati statali, quattrocentosessantadue associazioni sono state chiuse, centotrentanove scuole e ventisette fondazioni sono state blindate, diciotto giornali, tre canali televisivi, un canale radiofonico e due universit\u00e0 hanno cessato le attivit\u00e0. Tra i giornali chiusi ricordiamo Ozgur Gundem e Azadiya Welat, realt\u00e0 importanti che pubblicano anche in lingua curda. Grazie ai decreti legge successivi sono state cessate le attivit\u00e0 giornalistiche anche dell\u2019agenzia di notizia Diha, Jin Haber, Yuksekova Haber, Cizre Postasi, Idil Haber e Kiziltepe\u2019nin sesi; a questi si aggiungano tutti i media online che monitoravano ultimamente i movimenti degli jihadisti dell\u2019Isis in zona e le numerose violazioni dei diritti umani durante gli scontri tra le forze armate dello Stato e la guerriglia curda del PKK.<\/p>\n<p>Bisogna inoltre aggiungere pure i numeri relativi al giorno della votazione. Il caso delle schede non valide spicca all&#8217;occhio. Solo nelle citt\u00e0 di Hakkari e Agri i numeri sono abbastanza radicali. Rispetto alle elezioni precedenti nella prima citt\u00e0 c\u2019\u00e8 stato un aumento del centocinquanta per cento di schede non valide e nella citt\u00e0 di Agri il numero era del cento per cento. Questi numeri fanno venire in mente un probabile broglio di proporzioni imponenti.<\/p>\n<p>Nella mappatura del voto, a livello nazionale, si vede che nella sua zona storica l\u2019HDP ha avuto dei cali. La motivazione di questo fatto potrebbe essere spiegata con gli argomenti di cui sopra, tuttavia senz\u2019altro l\u2019elettore curdo conservatore \u00e8 ancora un\u2019area da conquistare per il partito. Dall\u2019altra parte si vede notevolmente che nella parte occidentale della Turchia, anche se timidamente, l\u2019HDP ha aumentato i suoi voti. Questo potrebbe essere considerato come una risposta alla famosa domanda: \u201cHDP \u00e8 un partito filo curdo oppure sta diventato un partito di sinistra per tutto il Paese?\u201d.<\/p>\n<p>Bisogna tenere anche in considerazione un altro fatto positivo; anche se paragonando i risultati del 24 giugno con quelli del 5 giugno del 2015, l\u2019HDP risulta che sia sceso di qualche gradino, se guardassimo i dati del primo novembre del 2015 ci troveremmo di fronte a un quadro migliore. Ovviamente bisogna tener conto del fatto che dal 10 luglio del 2015 la tregua tra lo Stato e il PKK \u00e8 interrotta. Questa circostanza e lo stato d\u2019emergenza di sicuro sono due fattori che hanno danneggiato il partito, come ho provato a illustrare sopra. Dunque in queste elezioni, rispetto a quelle del 1\u00b0 novembre del 2015, in ventotto citt\u00e0 l\u2019HDP ha aumentato i suoi voti.<\/p>\n<p>Nonostante svariate difficolt\u00e0 tecniche ed economiche dovremmo anche aggiungere la posizione netta e chiara della maggior parte dei media e del governo nei confronti dell\u2019HDP. Ormai \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente e di dominio pubblico che per questi l\u2019HDP sarebbe la \u201crappresentanza parlamentare del PKK\u201d. Esattamente come ha detto il Ministro degli Interni, Suleyman Soylu, il 22 giugno di quest\u2019anno: \u00abNon esiste un partito chiamato HDP, esiste l\u2019ufficio politico del PKK. Anche Demirtas non \u00e8 il candidato dell\u2019HDP ma del PKK\u00bb.\u00a0 Quindi il tentativo di associare l\u2019HDP al \u201cterrorismo\u201d \u00e8 ormai la politica istituzionale dello Stato e il principale obiettivo dei media.<\/p>\n<p>Tuttavia l\u2019HDP supera per la terza volta lo sbarramento elettorale e fa parte del Parlamento nazionale come terza forza politica dopo AKP e CHP. Eleggendo sessantasette rappresentanti. Quindi anche in queste elezioni \u00e8 un elemento importante per impedire all\u2019AKP di comporre il governo da solo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La nuova Turchia<\/strong><\/p>\n<p>Con le elezioni del 24 giugno la Turchia entra in una fase \u201cnuova\u201d. Il sistema presidenziale sar\u00e0 effettivo a tutto tondo. Il Presidente della Repubblica ormai avr\u00e0 un controllo molto forte sul sistema giuridico, amministrativo e legislativo. In quest\u2019articolo avevo provato a riassumere alcuni punti importanti del referendum del 2017 che apr\u00ec le porte del cambiamento.<\/p>\n<p>Oltre a questa riforma radicale oggi la Turchia della vittoria elettorale dell\u2019AKP preoccupa sempre di pi\u00f9. La sera delle elezioni in diverse zone pubbliche e centrali del paese numerosi sostenitori del partito sono scesi in piazza a festeggiare la \u201cvittoria\u201d con le armi in mano, alcune anche fuori commercio. Nei giorni seguenti all\u2019esito elettorale sono state arrestate dodici persone per aver violato la legge sul vilipendio al presidente della Repubblica prima e dopo il comizio elettorale del candidato Muharrem Ince nella citt\u00e0 di Izmir il 21 giugno. Cinque giorni dopo il risultato elettorale \u00e8 stato arrestato l\u2019ex parlamentare nazionale del CHP, Eren Erdem, con l\u2019accusa di appartenere alla comunit\u00e0 di Gulen. Erdem \u00e8 un ex giornalista famoso per le sue ricerche sulle relazioni strette tra il partito al governo e la comunit\u00e0 di Gulen ed i suoi lavori in cui dimostra come alcuni militanti dell\u2019Isis, pur essendo stati intercettati telefonicamente, non sono stati mai arrestati.<\/p>\n<p>Tuttavia in parlamento entrano ancora cinque parlamentari eletti nelle liste dell\u2019AKP. Cinque personalit\u00e0 immortalate nella fotografia del 2012 nella citt\u00e0 di Boston con il leader della comunit\u00e0 Hizmet, ossia Fethullah Gulen. Mentre nel Paese studiare in una scuola, da bambino, fondata dalla comunit\u00e0 Hizmet, oppure avere un conto corrente con zero liquidit\u00e0 presso le banche vicine al movimento possono essere delle prove sufficienti per finire in carcere, questi cinque riescono a rientrare nel parlamento, nelle liste di un partito politico che sostiene di portare avanti una \u201cguerra\u201d a Gulen con ogni mezzo, in Turchia e all\u2019estero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cresce una nuova Turchia<\/strong><\/p>\n<p>Mentre gi\u00e0 nei primi giorni dopo la \u201cvittoria\u201d elettorale di Erdo\u011fan e dell\u2019AKP si fa sentire sempre pi\u00f9 la repressione, nel parlamento nazionale si vedono nuove facce che forse potrebbero costituire un\u2019opposizione solida e produttiva.<\/p>\n<p>Nel nuovo parlamento ci saranno due parlamentari Rom; \u00d6zcan Pur\u00e7u e Cemal Bekle. Ci saranno cinque professori universitari sospesi con diversi decreti legge in questi ultimi due anni; \u0130brahim \u00d6zden Kabo\u011flu, Sezai Temelli, Naz\u0131r Cihangir \u0130slam, Erol Kat\u0131rc\u0131o\u011flu e \u00d6mer Faruk Gergerlio\u011flu. Tra le nuove facce c\u2019\u00e8 anche, Bar\u0131\u015f Atay Meng\u00fcll\u00fco\u011flu, il famoso attore teatrale con il suo spettacolo censurato <em>Dittatore<\/em>. Erkan Ba\u015f, segretario generale del Partito Comunista del Popolo di Turchia sar\u00e0, dopo lungo tempo, l\u2019unico parlamentare \u201ccomunista\u201d. Oltre a lui ci sono diverse nuove facce provenienti dai partiti socialisti come: Ridvan Turan, Musa Piroglu, Dilsad Canbaz, Oya Ersoy, Murat Cepni e Tulay Hatimogullari. C\u2019\u00e8 un parlamentare anche del mondo del sindacalismo, Kani Beko, il segretario generale del sindacato confederale Disk. Tra i nuovi parlamentari si trovano anche alcuni giornalisti come Enis Berbero\u011flu, Ahmet Sik e Tayip Temel.<\/p>\n<p>Purtroppo nella nuova formazione parlamentare ci saranno soltanto diciassette donne. Tuttavia tra queste ce n\u2019\u00e8 una molto particolare; Remziye Tosun, nata e cresciuta a Sur-Diyarbakir e una delle vittime degli scontri del 2015 in zona tra le guerriglie PKK e le forze armate dello Stato. Tosun rimase intrappolata nella sua abitazione per circa cento giorni insieme ai suoi figli, per un po\u2019 anche sotto le macerie di casa sua, e fu arrestata con sua figlia di due anni rimanendo in carcere per quattordici mesi. Tosun, in un\u2019intervista rilasciata al portale di notizie Gazete Karinca, racconta cos\u00ec la sua candidatura: \u00abIl mio obiettivo \u00e8 quello di non far dimenticare ci\u00f2 che \u00e8 successo a Sur e portare avanti la battaglia per difendere i diritti e le vite della popolazione di Sur anche nel parlamento\u00bb.<\/p>\n<p>Guardando i risultati si capisce il fatto che la Turchia sia un paese ancora molto polarizzato con numerosi problemi radicali e molto importanti.<\/p>\n<p>Tuttavia queste elezioni hanno dimostrato che ci sono ancora milioni di persone che credono in un cambiamento. Le forze di alcune opposizioni devono dialogare di pi\u00f9, trovare delle basi comuni guardando il passato e facendo i conti con la storia del paese. Il voto di quindici milioni di persone per un ex insegnante di fisica e circa cinque milioni di voti per un candidato avvocato in carcere hanno un significato particolare.<\/p>\n<p>Esattamente quello che esprime in una sua poesia la poetessa Birhan Keskin:<\/p>\n<p><em>\u201cQui poso un po\u2019 di giorni di speranza.<\/em><br \/>\n<em>Per ora sembrano lontani,<\/em><br \/>\n<em>ma chiss\u00e0, magari presto ci arrivi e li tocchi.\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 giugno si sono svolte le elezioni politiche e presidenziali in Turchia, che hanno visto prevalere ancora una volta il Partito dello Sviluppo e della Giustizia; tuttavia se si approfondisce l&#8217;analisi, non si \u00e8 trattato di una vittoria assoluta.&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":899,"featured_media":676425,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,52,55],"tags":[47335],"class_list":["post-676411","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-medio-oriente","category-politica","tag-elezioni-turchia-2018"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Turchia, analisi elezioni: chi ha vinto, chi ha perso - Parte 2<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il 24 giugno si sono svolte le elezioni politiche e presidenziali in Turchia, che hanno visto prevalere ancora una volta il Partito dello Sviluppo e della\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/07\/turchia-analisi-elezioni-chi-ha-vinto-chi-ha-perso-parte-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Turchia, analisi elezioni: chi ha vinto, chi ha perso - Parte 2\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il 24 giugno si sono svolte le elezioni politiche e presidenziali in Turchia, che hanno visto prevalere ancora una volta il Partito dello Sviluppo e della\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/07\/turchia-analisi-elezioni-chi-ha-vinto-chi-ha-perso-parte-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/muratcinartorino\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2018-07-12T15:59:08+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2018-07-13T17:17:14+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/ampul-turchia-akp.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1255\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"585\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Murat Cinar\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@muratcinar\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Murat Cinar\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"16 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/07\/turchia-analisi-elezioni-chi-ha-vinto-chi-ha-perso-parte-2\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/07\/turchia-analisi-elezioni-chi-ha-vinto-chi-ha-perso-parte-2\/\"},\"author\":{\"name\":\"Murat Cinar\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/e3b28c9575cd63576a05d54f8d67d1ac\"},\"headline\":\"Turchia, analisi elezioni: chi ha vinto, chi ha perso &#8211; 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