{"id":676265,"date":"2018-07-12T13:10:16","date_gmt":"2018-07-12T12:10:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=676265"},"modified":"2018-07-12T13:11:26","modified_gmt":"2018-07-12T12:11:26","slug":"lettera-di-un-ergastolano-al-nuovo-ministro-della-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/07\/lettera-di-un-ergastolano-al-nuovo-ministro-della-giustizia\/","title":{"rendered":"Lettera di un ergastolano al nuovo Ministro della Giustizia"},"content":{"rendered":"<p>Dopo pi\u00f9 di un quarto di secolo di carcere duro, sono ormai 20 mesi che sono sottoposto al regime di semilibert\u00e0, anche se il mio fine pena rimane, come per tutti gli ergastolani, il 31 dicembre 9.999. Da un anno e otto mesi passo le notti in carcere e tutte le mattine esco per recarmi in una struttura della Comunit\u00e0 Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, dove presto servizio volontario. In questo modo sono felice perch\u00e9 la mia pena ha finalmente iniziato ad avere un senso e fa bene a me stesso e alla societ\u00e0. Continuo comunque a lottare contro la pena dell\u2019ergastolo, perch\u00e9 io sono l\u2019eccezione che conferma la regola e, purtroppo, stando cos\u00ec le cose, molti miei compagni usciranno solo cadaveri dalle loro celle.<\/p>\n<p>Signor Ministro, che ne pensa della pena dell\u2019ergastolo? Non crede che pretendere di migliorare una persona per poi farla marcire dentro sia una pura cattiveria? Anche perch\u00e9 in carcere se uno rimane cattivo soffre di meno.<\/p>\n<p>Signor Ministro, credo che una persona in carcere dovrebbe perdere solo la libert\u00e0 e non la dignit\u00e0, la speranza, la salute, l\u2019amore e, a volte, anche la vita. Diciamolo chiaramente: quasi sempre si finisce in questi posti per avere commesso dei reati, ma poi nella maggioranza dei casi si va, di fatto, in un luogo che nega la legalit\u00e0 e dove la legge infrange la sua stessa legge. In carcere in Italia sembra di stare in un cimitero, con molti detenuti nelle brande sotto le coperte a guardare i soffitti, imbottiti di psicofarmaci. Il problema \u00e8 che molti di noi non sono ancora morti, anche se a volte ci comportiamo come se lo fossimo. Il carcere ti lascia la vita, ma ti divora la mente, il cuore, l\u2019anima e gli affetti che fuori ti sono rimasti. E quelli che riescono a sopravvivere, una volta fuori, saranno peggio di quando sono entrati. La societ\u00e0 vorrebbe chiudere i criminali e buttare via le chiavi, ma bisogna rendersi conto che prima o poi alcuni di questi usciranno. E molti saranno pi\u00f9 cattivi di quando sono entrati. \u00c8 difficile migliorare le persone con la sofferenza e l\u2019odio.<\/p>\n<p>Signor Ministro, il carcere in Italia non \u00e8 la medicina ma \u00e8, invece, la malattia, che fa aumentare la criminalit\u00e0 e la recidiva. E che molto spesso aiuta a formare cultura criminale e mafiosa, La galera \u00e8 spesso una macelleria che non ha nessuna funzione rieducativa o deterrente, come dimostra il fatto che la maggioranza dei detenuti ritorna a delinquere in continuazione. Come si pu\u00f2 pensare di garantire la sicurezza sociale tenendo in carcere tossicodipendenti, che hanno bisogno solo di cure e che se curati non diventerebbero mai spacciatori? Come si fa a tenere un uomo dentro per sempre, con l\u2019ergastolo ostativo, molto spesso \u201ccolpevole\u201d di avere rispettato le leggi della terra e della cultura dove \u00e8 nato e cresciuto, senza dargli la speranza di poter diventare una persona migliore? Perch\u00e9 queste persone dovrebbero smettere di essere mafiose se non hanno la speranza di un futuro diverso? Cosa c\u2019entra la sicurezza sociale con tutte le privazioni previste dal regime di tortura del 41 bis? Il carcere in Italia, oltre a non funzionare, crea delle persone vendicative perch\u00e9 alla lunga trasforma il colpevole in una vittima: quando si riceve del male tutti i giorni si dimentica di averne fatto. E che dire dei numerosi suicidi di questi mesi? Io penso che molti detenuti che si tolgono la vita forse scelgono di morire perch\u00e9 si sentono ancora vivi. E forse, invece, alcuni rimangono vivi perch\u00e9 si sentono gi\u00e0 morti o hanno gi\u00e0 smesso di vivere. Altri forse lo fanno per ritornare a essere uomini liberi. E molti si tolgono la vita perch\u00e9 non hanno altri modi per dimostrare la loro umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Signor Ministro, mi permetto di ricordare ad alcuni politici, che fanno certe dichiarazioni per avere consensi elettorali, che il carcere, cos\u00ec com\u2019\u00e8 oggi in Italia, non rieduca nessuno, anzi ti fa diventare una brutta persona. E se fai il \u201cbravo\u201d \u00e8 solo perch\u00e9 sei diventato pi\u00f9 cinico di quando sei entrato. Credo che \u201cmaggiore sicurezza\u201d dovrebbe significare pi\u00f9 carceri vuoti, perch\u00e9 fin quando ci saranno carceri pieni vuol dire che i nostri politici hanno sbagliato mestiere. La nostra Costituzione stabilisce che la condanna deve avere esclusivamente una funzione rieducativa, e non certo vendicativa. E la pena non deve essere certa, ma ci dev\u2019essere la certezza del recupero, per cui in carcere un condannato dovrebbe stare n\u00e9 un giorno in pi\u00f9, n\u00e9 uno in meno di quanto serva. Io aggiungo che ci dovrebbe stare il meno possibile, per non rischiare di farlo uscire peggiore di quando \u00e8 entrato.<\/p>\n<p>Signor Ministro, in tanti anni di carcere ho capito che la mafia che comanda si sconfigge dando speranza e affetto sociale ai suoi gregari, facendoli cos\u00ec cambiare culturalmente e uscire dalle organizzazioni criminali. S\u00ec, \u00e8 vero, molti ergastolani non sono dei santi e se stanno dentro \u00e8 perch\u00e9 hanno commesso gravi reati.\u00a0 Questo lo sanno anche loro, ma non sono pi\u00f9 gli uomini del reato di 20 o 30 anni prima, non sono pi\u00f9 i giovani di allora. Ormai sono uomini adulti, o anziani, che non hanno alcuna prospettiva reale di uscire dal carcere, se non da morti. Molti di loro sono stati condannati alla pena dell\u2019ergastolo per reati commessi a 18\/20anni, appena maggiorenni, e, per quante ne possano aver fatte, non potevano certo essere i boss della mafia che ha distrutto l&#8217;Italia. Sono stati, al massimo, manovalanza a servizio della mafia. Ora sono persone che sanno di aver fatto errori, anche grossi, che stanno pagando e l&#8217;unica cosa che chiedono \u00e8 una data certa del loro fine pena.\u00a0 In carcere quello che manca pi\u00f9 di tutto \u00e8 proprio la speranza di riavere affetto sociale. Solo questo pu\u00f2 sconfiggere la mafia e creare sicurezza. I padri della nostra Costituzione lo sapevano bene -forse perch\u00e9 alcuni di loro in carcere hanno trascorso tanti anni- se hanno stabilito che la pena deve avere solo una funzione rieducativa.<\/p>\n<p>Signor Ministro, vivere in carcere senza avere la speranza di uscire \u00e8 aberrante. La pena dell\u2019ergastolo \u00e8 un insulto alla ragione, al diritto, alla giustizia e, penso, anche a Dio. A me sembra che finora le politiche, ultraventennali, del carcere duro e del fine pena anno 9.999 abbiano portato pi\u00f9 vantaggi alle mafie (almeno a quelle politiche e finanziarie) che svantaggi, dato che anche gli addetti ai lavori affermano che l\u2019\u00e9lite mafiosa \u00e8 pi\u00f9 potente adesso di prima. A questo punto, io penso che se \u00e8 solo una questione di sicurezza, e non di vendetta sociale, sia pi\u00f9 sicura per la collettivit\u00e0 la pena di morte che la pena dell\u2019ergastolo o il regime di tortura del 41bis. Qualcuno sostiene che il carcere duro, almeno all\u2019inizio, sia stato utile, ma questo a che prezzo? Io credo che alla lunga il regime di tortura del 41bis, e una pena realmente senza fine come l\u2019ergastolo ostativo, abbiano rafforzato la cultura mafiosa, perch\u00e9 hanno innescato odio e rancore verso le Istituzioni anche nei familiari dei detenuti. Penso che sia davvero difficile cambiare quando sei murato vivo in una cella e non puoi pi\u00f9 toccare le persone che ami, neppure in quell\u2019unica ora al mese di colloquio che ti spetta. Con il passare degli anni i tuoi stessi familiari incominciano a vedere lo Stato come un nemico da odiare e c\u2019\u00e8 il rischio che i tuoi figli, che si potrebbero invece salvare, diventino loro stessi dei mafiosi.<\/p>\n<p>Signor Ministro, sono rimasto perplesso di fronte al programma di costruire nuovi istituti penitenziari, perch\u00e9 nei Paesi in cui ci sono pochi carceri ci sono anche meno delinquenti. Non citer\u00f2 i dati sulla recidiva, ma per esperienza personale penso che il carcere in Italia non fermi n\u00e9 la piccola n\u00e9 la grande criminalit\u00e0, piuttosto la produca. E questo probabilmente perch\u00e9 quando vivi intorno al male non puoi che farne parte. Penso che spesso non siano i reati commessi a far diventare una persona criminale, bens\u00ec i luoghi in cui \u00e8 detenuta e gli anni di carcere che vengono inflitti. Si vuole assumere nuovo personale di Polizia, ma siamo il paese nel mondo che, in rapporto al numero di detenuti, ha pi\u00f9 agenti penitenziari. Non pensa che sarebbe meglio se in carcere ci fossero pi\u00f9 educatori, psicologhi, psichiatri, insegnanti o altre figure di sostegno?<\/p>\n<p>Signor Ministro, credo che sia sbagliato cedere parte della nostra umanit\u00e0 per vivere in una societ\u00e0 pi\u00f9 sicura. Sigmund Freud affermava che l\u2019umanit\u00e0 ha sempre barattato un po\u2019 di felicit\u00e0 per un po\u2019 di sicurezza.<\/p>\n<p>Io posso dire che per me \u00e8 molto pi\u00f9 \u201cdoloroso\u201d e rieducativo adesso fare il volontario fuori che non gli anni passati murato vivo in isolamento totale durante il regime di tortura del 41bis. Trattato in quel modo dalle Istituzioni, mi sentivo innocente del male fatto; ora, invece, che sono trattato con umanit\u00e0, mi sento pi\u00f9 colpevole delle scelte sbagliate che ho fatto nella mia vita. E penso che questo potrebbe accadere anche alla maggioranza dei prigionieri che sono ancora detenuti in quel girone infernale. Sono convinto che anche il peggiore criminale, mafioso o terrorista, potrebbe cambiare con una pena pi\u00f9 umana e con un fine pena certo. Ci sono persone che hanno passato pi\u00f9 anni della loro vita dentro che fuori. Persone che sono cambiate, o potrebbero cambiare, ma che non potranno mai dimostrarlo perch\u00e9 nel certificato di detenzione c\u2019\u00e8 scritto che la loro pena finir\u00e0 nel 9.999. In tutti i casi, il rischio zero non esiste per nessuna persona, perch\u00e9 siamo umani. In noi c\u2019\u00e8 il bene e il male e, a volte, spetta anche alla societ\u00e0 rischiare, pur di trarre fuori il bene. \u00c8 vero che una societ\u00e0 ha diritto di difendersi dai membri che non rispettano la legge, ma \u00e8 altrettanto ragionevole che essa non lo debba fare dimostrando di essere peggiore di loro. Purtroppo, a volte, questo accade. Penso che il regime di tortura del 41bis, insieme alle pene che non finiscono mai, non diano risposte costruttive, n\u00e9 tanto meno rieducative. Non si pu\u00f2 educare una persona tenendola all\u2019inferno per decenni, senza dirle quando finir\u00e0 la sua pena, soprattutto nel caso, non raro, che essa non abbia ulteriori probabilit\u00e0 di reiterare i reati. Lasciandola in quella situazione di sospensione e d\u2019inerzia la si distrugge e, dopo un simile trattamento, anche il peggiore assassino si sentir\u00e0 \u201cinnocente\u201d.<\/p>\n<p>Signor Ministro, non voglio convincerla, desidero solo farle venire qualche dubbio. Non posso fare altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo pi\u00f9 di un quarto di secolo di carcere duro, sono ormai 20 mesi che sono sottoposto al regime di semilibert\u00e0, anche se il mio fine pena rimane, come per tutti gli ergastolani, il 31 dicembre 9.999. 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