{"id":675732,"date":"2018-07-11T12:36:48","date_gmt":"2018-07-11T11:36:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=675732"},"modified":"2018-07-11T12:36:48","modified_gmt":"2018-07-11T11:36:48","slug":"turchia-analisi-elezioni-chi-ha-vinto-chi-ha-perso-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/07\/turchia-analisi-elezioni-chi-ha-vinto-chi-ha-perso-parte-1\/","title":{"rendered":"Turchia, analisi elezioni: chi ha vinto, chi ha perso &#8211; Parte 1"},"content":{"rendered":"<p>Il 24 giugno si sono svolte le elezioni politiche e presidenziali in Turchia. Il risultato \u00e8 stato ancora una volta a favore del Partito dello Sviluppo e della Giustizia (AKP) e del suo storico leader. Tuttavia, tenendo in considerazione una serie di dinamiche, non \u00e8 cos\u00ec facile dire chi ha vinto e chi ha perso queste elezioni.<\/p>\n<p>In un dibattito pubblico a cui ho partecipato nel 2016 a Ivrea, organizzato dall\u2019Anpi locale, parlai del fallito golpe avvenuto quell\u2019anno. Ovviamente, dovetti spiegare la storia delle relazioni tra l\u2019AKP e la comunit\u00e0 religiosa Hizmet, la loro alleanza e come questa si sia trasformata in una guerra. Alla fine dell\u2019incontro un signore mi fece questa domanda: \u00abMa alla fine chi sono i buoni e chi sono i cattivi?\u00bb.<\/p>\n<p>La domanda \u201clegittima\u201d mi ha ricordato in quel momento un passaggio del libro <em>Tao Te Ching<\/em> che fa cos\u00ec: \u00ab&#8230;la cultura della sconfitta e la cultura della vittoria \/ entrambi possono diventare dei concetti di violenza\u2026\u00bb. Oggi possiamo dire che, soprattutto nelle circostanze in cui i poteri politici ed economici dominanti decidono di utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per vincere a qualsiasi costo, i concetti di vittoria e di sconfitta non possono esistere senza violenza.<\/p>\n<p>In questo articolo tenter\u00f2 di trovare delle risposte che cercano, anche parzialmente, di soddisfare questa domanda. Per capire perch\u00e9 le elezioni al 24 giugno siano state anticipate, mentre per la scadenza naturale si sarebbero dovute svolgere nel mese di novembre del 2019, segnalo un mio <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/06\/turchia-elezioni-in-arrivo-motivazioni-regole-e-candidati\/\">articolo<\/a> in cui cerco di spiegare dettagliatamente le motivazioni di questa scelta.<\/p>\n<p>Per poter entrare nei particolari, prima bisognerebbe guardare da vicino il quadro: i partecipanti, i candidati e gli esiti. Anche per questo invito vivamente a leggere la mia <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/06\/turchia-lesito-delle-elezioni-politiche-e-presidenziali\/\">analisi<\/a> pubblicata sempre sul sito Pressenza.<\/p>\n<p>In questa tornata elettorale, come \u00e8 successo anche in quelle precedenti, in realt\u00e0 i conti erano stati gi\u00e0 fatti e il meccanismo per impedire i voti delle opposizioni aveva iniziato a funzionare in vari modi.<\/p>\n<p><strong>Una propaganda elettorale scorretta<\/strong><\/p>\n<p>Il Partito dello Sviluppo e della Giustizia che governa il Paese da pi\u00f9 di quindici anni, ovviamente, \u00e8 stato il primo partito a usufruire dei contributi statali per la propaganda elettorale. Di conseguenza, da questo punto di vista, anche il suo candidato per la Presidenza \u00e8 stato pi\u00f9 avvantaggiato. Quindi l\u2019AKP riceveva circa cinquantacinque milioni di euro, il CHP ventotto milioni, l\u2019MHP tredici e l\u2019HDP poco pi\u00f9 di dieci milioni. Ovviamente il nuovo partito politico della Turchia, ossia l\u2019Iyi Part, non avendo un gruppo parlamentare non ha ricevuto una lira.<\/p>\n<p>A parte la questione economica, la propaganda elettorale \u00e8 stata molto sbilanciata, soprattutto dal punto di vista mediatico. Secondo la comunicazione del 15 maggio dell\u2019Ente Supremo della Radio e della Televisione (RTUK), in poco meno di due mesi, nei canali dell\u2019emittente statale TRT, il partito al governo AKP, con il suo alleato MHP, hanno ottenuto spazi pari a trentotto ore di trasmissione. Il tempo dedicato al CHP \u00e8 stato di tre ore, per l\u2019Iyi Parti \u00e8 stato circa dieci minuti e HDP e Saadet non si sono potuti giovare neanche di un passaggio televisivo.<\/p>\n<p>Non soltanto il canale statale, ma anche i network privati si sono rifiutati di dare spazio agli oppositori. I maggiori canali televisivi come Ntv, Cnn Turk e Haber Turk hanno completamente ignorato i comizi elettorali degli oppositori, mentre i partiti AKP e MHP con il loro candidato trovavano una disponibilit\u00e0 infinita. La cosa \u00e8 diventata cos\u00ec evidente che in diversi comizi elettorali nelle piazze, il candidato Muharrem Ince ha parlato di quest\u2019ingiustizia, minacciando di fare presidi di fronte alle porte di ingresso delle sedi centrali dei diversi canali. Nonostante questo, i comizi elettorali di grande massa di Ankara, Izmir e Istanbul non sono stati assolutamente trasmessi da questi canali televisivi. Tuttavia, secondo i dati ufficiali, in questi tre comizi elettorali di piazza, in totale, hanno partecipato circa dieci milioni di persone.<\/p>\n<p>Ovviamente a venire colpito dai media pi\u00f9 di tutti i partiti \u00e8 stato l\u2019HDP. Avendo il proprio candidato da pi\u00f9 di venti mesi in carcere, la presenza audiovisiva non sarebbe stata assolutamente possibile. Tuttavia, grazie alle richieste avanzate dagli avvocati del Partito, il candidato Selahattin Demirtas ha potuto registrare un intervento televisivo presso il centro di detenzione di massima sicurezza di Edirne. Il suo messaggio, di circa dieci minuti, \u00e8 stato trasmesso dal canale televisivo statale TRT in due parti. Sia al momento della trasmissione che successivamente, il video \u00e8 stato utilizzato durante i comizi elettorali dell\u2019HDP.<\/p>\n<p>L\u2019intervento televisivo di Demirtas \u00e8 stato commentato e valutato dall\u2019attuale Presidente della Repubblica con queste parole: \u201cUn detenuto non pu\u00f2 candidarsi. Perch\u00e9 questa sarebbe una fuga dalla giustizia. Perch\u00e9 gli dobbiamo dare un\u2019opportunit\u00e0 del genere? Ho parlato con i miei amici, gli ho detto di lasciargli fare il suo intervento in tv, cinque o dieci minuti, comunque non in diretta. Devono andare a riprenderlo in carcere. Cos\u00ec il suo partito non fa pesare che il governo ha impedito questa cosa. Dunque non possono nascondersi dietro lo scudo della vittima\u201d.<\/p>\n<p>In una simile situazione di arroganza governativa e di squilibrio mediatico ed economico, naturalmente i social media sono stati molto utili. Muharrem Ince, in tutti i suoi comizi, ha invitato i partecipanti a trasmettere il discorso in diretta. Il suo team di comunicazione ha trasmesso tutti i comizi in diretta su Periscope, Facebook e Twitter. Ince ha usato i social in modo quasi ineccepibile, non ha curato molto l\u2019aspetto delle interazioni e delle risposte, ma tuttora risulta essere il numero uno tra i leader per quantit\u00e0 di followers.<\/p>\n<p>Un altro candidato molto bravo a usare i social ovviamente \u00e8 stato Selahattin Demirtas. Per lui non restava nessun\u2019altra possibilit\u00e0. Durante i suoi incontri con gli avvocati consegnava loro delle lettere, e il suo piccolo gruppo di comunicazione elettorale durante la giornata scriveva dei tweet sulla base di quei messaggi. Inoltre sua moglie ha utilizzato molto spesso il canale Twitter per sostenere la campagna. Nel corso della campagna di Demirtas si sono verificati due momenti molto interessanti. Il primo \u00e8 stato il suo messaggio elettorale, registrato durante una conversazione telefonica con la moglie dal telefono fisso del carcere al cellulare della compagna. Secondo Demirtas, \u00e8 la prima volta al mondo che un candidato abbia fatto un comizio elettorale telefonicamente dal carcere. Il secondo caso invece \u00e8 stato la perquisizione della cella da parte delle guardie, che pensavano di trovare il cellulare dal quale Demirtas, secondo loro, mandava quei tweet. A questo proposito il candidato dell\u2019HDP ha mandato questo sarcastico messaggio: \u00abL\u2019unico apparecchio elettronico permesso in cella \u00e8 il bollitore dell\u2019acqua, mando i tweet con quello, lento ma efficace\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Atti di violenza contro gli oppositori<\/strong><\/p>\n<p>Durante il periodo di campagna elettorale Iyi Parti, CHP ma soprattutto HDP hanno subito numerosi impedimenti e atti vandalici in diverse parti del Paese.<\/p>\n<p>Secondo la relazione dell\u2019Associazione per la Difesa dei Diritti Umani (IHD) tra il 26 aprile e il 20 giugno ci sono stati novantatre atti vandalici contro le sedi, i mezzi e il personale dell\u2019HDP, dodici contro CHP e Iyi Parti, 8 contro Saadet, due contro AKP e zero contro MHP.<\/p>\n<p>L\u2019evidente differenza tra l\u2019HDP e altri partiti si legge anche nella relazione dello stesso partito: duecento detenzioni cautelari e pi\u00f9 di cinquanta atti vandalici.<\/p>\n<p>Per continuare con l\u2019analisi dell\u2019esito bisognerebbe considerare anche la giornata del voto e i brogli che ormai fanno regolarmente parte delle elezioni in Turchia.<\/p>\n<p><strong>Una giornata di brogli <\/strong><\/p>\n<p>Il 24 giugno chi andava sui social media, gi\u00e0 nelle prime ore, poteva vedere diversi video e numerose testimonianze che parlavano dei brogli in diverse parti del Paese, prima di tutto nel Sudest.<\/p>\n<p>\u00d6zg\u00fcr Zeydano\u011flu, candidato parlamentare dell\u2019HDP, nella citt\u00e0 di Hakkari \u00e8 stato in diversi seggi. Nella sua <a href=\"http:\/\/bianet.org\/bianet\/siyaset\/198650-milletvekili-adayi-hakkari-de-yasananlari-anlatti\">dichiarazione<\/a><u>,<\/u> rilasciata il 27 giugno alla rete dei giornalisti indipendenti, BiaNet, parla della presenza massiccia delle forze armate oppure di civili armati nelle scuole dove si andava a votare. Zeydano\u011flu parla anche dei numerosi voti validi annullati e racconta come in certi casi i seggi venissero blindati e come le schede venissero timbrate in gran quantit\u00e0.<\/p>\n<p>Il portale di notizie <a href=\"https:\/\/www.nuceciwan1.org\/tr\/2018\/06\/24\/secim-hileler-ile-basladi\/\">NuceCiwan<\/a> in un articolo ha raccolto diversi casi di brogli. Nella citt\u00e0 di Amed sono state arrestate tre persone che si sono presentate con mille schede gi\u00e0 votate. Ad Urfa in diversi seggi gli osservatori dei partiti politici sono stati allontanati dai seggi, un\u2019azione illegale. Nella citt\u00e0 di Denizli, nel cortile della scuola pubblica di Nevzat Eren, sono stati trovati diversi sacchi pieni di schede gi\u00e0 imbustate. Nella citt\u00e0 di Erzurum sono stati identificati falsi osservatori poi rivelatisi dipendenti del comune.<\/p>\n<p>Sempre nella citt\u00e0 di Urfa, secondo il portale di notizie <a href=\"http:\/\/www.haberekspres.com.tr\/gundem\/yeni-bir-secim-hilesi-videosu-daha-sosyal-medyaya-dustu-h116678.html\">HaberEkspres<\/a>, un elettore ha messo il segno sul candidato del MHP in diverse schede, anche a nome di altri elettori. Nella localit\u00e0 di Suru\u00e7, a Urfa, \u00e8 stata fermata <a href=\"https:\/\/www.evrensel.net\/haber\/355539\/suructa-durdurulan-otomobilde-4-cuval-oy-pusulasi-ele-gecirildi\">un\u2019auto<\/a> piena di quattro sacchi di schede gi\u00e0 votate.<\/p>\n<p>Il quotidiano nazionale Evrensel in un <a href=\"https:\/\/www.evrensel.net\/haber\/355535\/24-haziran-2018-secimlerine-dair-usulsuzluk-iddialari\">articolo<\/a> ha raccolto diversi casi di brogli e violazioni. Particolarmente nel Sudest del paese risultava, presso i seggi, una massiccia presenza di gendarmi e poliziotti armati. Inoltre in quell\u2019articolo vengono raccontati alcuni casi in cui i governatori locali appartenenti al partito di governo avevano minacciato i cittadini nel caso in cui avessero votato per le opposizioni. Si parla anche dei casi di Ankara, Istanbul e Izmir in cui gli osservatori dei HDP e CHP sono stati allontanati dai seggi, oppure malmenati da parte degli osservatori di MHP e AKP.<\/p>\n<p>Inoltre, sui social media e su Youtube, tuttora circolano diversi video che documentano come alcune persone abbiano apposto il voto per il candidato del governo su diverse schede, oppure si vedono, gi\u00e0 nelle prime ore della mattina, diversi sacchi pieni di voti o persone filmare e fotografare il voto.<\/p>\n<p>Secondo la relazione post elettorale, comunicata il giorno dopo le elezioni dall\u2019Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), durante lo svolgimento delle elezioni il lavoro degli osservatori \u00e8 stato ostacolato in vari casi, le urne, spostate in precedenza, hanno reso impossibile l\u2019esecuzione del diritto di voto a numerosi cittadini, ed \u00e8 stata una giornata elettorale piena di problemi di sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Lettura dell\u2019esito<\/strong><\/p>\n<p>Considerando il funzionamento del sistema elettorale turco, il partito al governo risulterebbe il vincitore della competizione e il suo candidato Recep Tayyip Erdo\u011fan sarebbe eletto come il nuovo Presidente della Repubblica di Turchia.<\/p>\n<p>Tuttavia converrebbe fare un\u2019analisi del voto anche confrontando le precedenti tornate elettorali insieme alle percentuali del voto e la sua distribuzione sul territorio nazionale. E&#8217; quanto ci proponiamo di fare nel successivo approfondimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 giugno si sono svolte le elezioni politiche e presidenziali in Turchia. Il risultato \u00e8 stato ancora una volta a favore del Partito dello Sviluppo e della Giustizia (AKP) e del suo storico leader. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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