{"id":6700,"date":"2011-09-16T00:00:00","date_gmt":"2011-09-16T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-09-16T00:49:40","modified_gmt":"2011-09-16T00:49:40","slug":"silo-e-i-suoi-amici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2011\/09\/silo-e-i-suoi-amici\/","title":{"rendered":"Silo e i suoi amici"},"content":{"rendered":"<p>Io credo che il modo pi\u00f9 efficace di rendere omaggio a una persona sia quello di diffonderne la sua opera. <\/p>\n<p>Cos\u00ec mi sono permesso una breve antologia di quelle quattro lettere che non sostituisce la lettura integrale ma spero sia di stimolo e di omaggio al Maestro che le ha scritte. Le \u201cLettere ai Miei Amici\u201d sono pubblicate in Italia da Multimage [http:\/\/www.multimage.org](http:\/\/www.multimage.org)<\/p>\n<p><b>La situazione attuale<\/b><\/p>\n<p><i>Fin dall\u2019inizio della sua storia, l&#8217;umanit\u00e0 ha lottato per assicurarsi una vita migliore e in questo modo \u00e8 evoluta. Eppure, nonostante i progressi, il potere e la forza economica e tecnologica sono oggi utilizzati in vaste regioni del mondo per assassinare, impoverire ed opprimere; e questo mette anche in pericolo il futuro delle nuove generazioni e l&#8217;equilibrio generale della vita sul pianeta. Mentre una piccola percentuale dell&#8217;umanit\u00e0 possiede grandi ricchezze, la maggioranza  soffre gravi privazioni. In certi luoghi ci sono lavoro e retribuzioni adeguate, in altri la situazione \u00e8 disastrosa. Ovunque i settori pi\u00f9 umili della popolazione sopportano situazioni tremende pur di non morire di fame. <\/i><\/p>\n<p><b>La trasformazione dell\u2019Essere Umano<\/b><\/p>\n<p><i>Il mondo sta cambiando a grande velocit\u00e0 e sono molte le cose in cui fino a poco tempo addietro si credeva ciecamente e che ormai non risultano pi\u00f9 sostenibili. L&#8217;accelerazione sta generando instabilit\u00e0 e disorientamento in tutte le societ\u00e0, sia povere che opulente. In questo processo di  trasformazione, i dirigenti tradizionali con i loro formatori di opinione, come pure i vecchi combattenti politici e sociali non costituiscono pi\u00f9 dei punti di riferimento per la gente. Eppure, sta nascendo una sensibilit\u00e0 che corrisponde ai tempi nuovi. Si tratta di una sensibilit\u00e0 che coglie il mondo come una globalit\u00e0 e quindi permette di comprendere come le difficolt\u00e0 delle persone, a  qualunque luogo appartengano, finiscono per coinvolgere altre persone che possono trovarsi  anche in luoghi molto distanti. Le comunicazioni, l&#8217;interscambio di beni e il veloce spostamento di grandi contingenti umani da un punto all&#8217;altro del pianeta mostrano che si \u00e8 in presenza di un processo sempre pi\u00f9 spinto di mondializzazione. Stanno anche sorgendo nuovi criteri d\u2019azione perch\u00e9 molti problemi vengono compresi nella loro globalit\u00e0  e perch\u00e9 coloro che desiderano un mondo migliore cominciano ad avvertire che otterranno dei risultati solo se dirigeranno i propri sforzi all&#8217;ambiente sul quale esercitano una certa influenza. A differenza di altre epoche piene di frasi vuote con cui si cercava il  riconoscimento degli altri, oggi si comincia a valorizzare il lavoro umile e sentito, attraverso il quale  non si pretende di esaltare la propria figura ma di cambiare se stessi e di facilitare il cambiamento del proprio ambiente familiare, lavorativo o  relazionale. Quanti amano realmente la gente non disprezzano questo compito senza fanfare, che risulta invece incomprensibile a tutti gli opportunisti formatisi nel vecchio paesaggio dei leader e delle masse, paesaggio in cui hanno imparato a utilizzare gli altri per essere catapultati verso i vertici sociali. Quando qualcuno si rende conto che l&#8217;individualismo schizofrenico non ha alcuna via d&#8217;uscita e comunica apertamente a quanti conosce ci\u00f2 che pensa e ci\u00f2 che fa senza il ridicolo timore di non essere capito; quando si avvicina agli altri; quando si interessa di ciascuno e non di una massa anonima; quando promuove lo scambio di idee e la realizzazione di lavori d&#8217;insieme; quando mostra chiaramente la necessit\u00e0 di moltiplicare gli sforzi per ridare connessione ad un tessuto sociale distrutto da altri; quando sente che anche la persona pi\u00f9 &#8220;insignificante&#8221; \u00e8 per qualit\u00e0 umana superiore a qualsiasi individuo senz&#8217;anima posto al vertice della congiuntura epocale&#8230; Quando succede tutto questo, \u00e8 perch\u00e9 all&#8217;interno di quella persona inizia di nuovo a parlare il Destino che ha spinto i popoli a muoversi nel cammino dell\u2019evoluzione; il Destino tante volte distorto e tante volte dimenticato, ma sempre ritrovato nelle svolte della storia! E non si intravede solo una nuova sensibilit\u00e0 e un nuovo modo di agire, ma anche un nuovo atteggiamento morale ed una nuova disposizione tattica nei confronti della vita.<\/p>\n<p>Se mi chiedessero di precisare meglio tutto ci\u00f2, direi che la gente, anche se questo viene ripetuto da tremila anni, sperimenta oggi in modo nuovo la necessit\u00e0 e la verit\u00e0 morale di trattare gli altri come vorrebbe essere trattata.<\/i><\/p>\n<p><b>I fattori positivi del cambiamento<\/b><\/p>\n<p><i>Lo sviluppo scientifico e tecnologico non pu\u00f2 essere messo in discussione per il fatto che alcune scoperte siano state o siano tuttora utilizzate contro la vita ed il benessere. Quando si mette in discussione la tecnologia, sarebbe opportuno fare una riflessione previa sul carattere del sistema che utilizza l&#8217;avanzamento del sapere a fini spuri. Il progresso della medicina, delle comunicazioni, della robotica, dell&#8217;ingegneria genetica e di molti altri campi, pu\u00f2 ovviamente essere sfruttato per fini  distruttivi. Lo stesso vale quando l\u2019utilizzo della tecnologia porta allo sfruttamento irrazionale delle risorse,  all\u2019inquinamento industriale, alla contaminazione e distruzione dell\u2019ambiente. Ma tutto ci\u00f2 mostra la direzione negativa che caratterizza l&#8217;economia ed i sistemi sociali. Basti questo: tutti sanno che oggi saremmo in grado di risolvere i problemi alimentari dell&#8217;intera l&#8217;umanit\u00e0; eppure tutti i giorni dobbiamo prendere atto dell&#8217;esistenza di fame, denutrizione e sofferenze subumane perch\u00e9 il sistema non \u00e8 disposto ad affrontare tali problemi n\u00e9 a rinunciare ai suoi favolosi guadagni per un miglioramento globale del livello umano. Constatiamo anche che la tendenza verso la regionalizzazione e quindi verso la mondializzazione risulta manipolata da interessi particolari a scapito dell&#8217;interesse dei grandi insiemi umani. Ma \u00e8 anche chiaro che, pur fra tante distorsioni, si \u00e8 messo in moto un processo che porta alla creazione della nazione umana universale. Il cambiamento accelerato che si sta manifestando nel mondo conduce ad una crisi globale del sistema e ad un conseguente riordinamento di fattori. Ma questa \u00e8 la condizione necessaria perch\u00e9 si giunga ad  una stabilit\u00e0 accettabile e ad uno sviluppo armonico del pianeta. Quindi, nonostante le tragedie che  si annunciano per la decomposizione dell&#8217;attuale sistema globale, la specie umana prevarr\u00e0 su qualsiasi interesse particolare. La nostra fede nel futuro si basa sulla comprensione della direzione della storia che ha avuto inizio con i nostri antenati ominidi. La nostra specie, che ha lavorato e lottato per milioni di anni per vincere il dolore e la sofferenza, non subir\u00e0 una fine assurda. Ma per comprende questo, \u00e8 necessario  comprendere processi pi\u00f9 ampi delle semplici congiunture e dare il nostro appoggio a tutto ci\u00f2 che va in una direzione evolutiva anche quando risultati immediati non appaiano alla vista. Lo scoramento degli esseri umani valenti e solidali ritarda il cammino della storia. Ma \u00e8 difficile comprendere il senso del processo umano se la vita personale non viene riorganizzata e orientata in direzione positiva. Qui non sono in gioco fattori meccanici o determinismi storici, qui \u00e8 in gioco l&#8217;intenzione umana che tende sempre ad aprirsi il passo anche di fronte alle pi\u00f9 gravi difficolt\u00e0. <\/i><\/p>\n<p><b>Il comportamento coerente<\/b><\/p>\n<p><i>Se potessimo dare la stessa direzione al pensare, al sentire e all\u2019agire; se quanto facciamo non ci creasse contraddizioni con quanto sentiamo, diremmo che la nostra vita \u00e8 coerente. Allora ci considereremmo affidabili, anche se non necessariamente lo saremmo per l\u2019ambiente in cui viviamo.  Questa stessa coerenza dovremmo conquistarla nei rapporti con gli altri, che tratteremo come vorremmo essere trattati. Certo, sappiamo che pu\u00f2 esistere una specie di coerenza distruttiva, come quella dei razzisti, degli sfruttatori, dei fanatici e dei violenti; ma  l\u2019incoerenza che caratterizza i rapporti delle persone di questo tipo risulta immediatamente palese, visto che  trattano gli altri in un modo molto diverso da quello che desiderano per s\u00e9 stessi. L\u2019unit\u00e0 tra pensiero, sentimento e azione, l\u2019unit\u00e0 tra il comportamento che si chiede e quello che si offre, sono ideali che non si concretizzano nella vita quotidiana. Questo \u00e8 il punto. Si tratta di adeguare il nostro comportamento a questi propositi; si tratta di prendere in seria considerazione questi valori che  danno direzione alla vita indipendentemente dalle difficolt\u00e0 che si possono incontrare nel metterli in pratica. Se ci poniamo in una prospettiva dinamica e non statica, comprenderemo che si tratta di una strategia che deve guadagnare terreno con il passare del tempo. Qui ci\u00f2 che conta sono le intenzioni, anche se inizialmente le azioni non corrispondono ad esse; soprattutto se le intenzioni vengono mantenute, affinate e consolidate.<\/p>\n<p>Dare una stessa direzione al pensare, al sentire e all\u2019agire, e trattare gli altri come desidereremmo essere trattati sono due proposte tanto semplici che quanti sono  abituati alle complicazioni le giudicheranno delle banali ingenuit\u00e0. Eppure, dietro l\u2019apparente candore c&#8217;\u00e8 una nuova scala di valori in cui la coerenza si colloca al primo posto; una nuova morale per la quale non \u00e8 indifferente il genere di azioni che si compiono; un aspirazione del tutto nuova ad essere conseguenti quando ci si sforza di dare direzione agli eventi umani. Dietro l\u2019apparente candore, sono in gioco il senso della vita personale e quello della vita sociale, che potranno assumere una direzione veramente evolutiva o prendere la via  della disintegrazione.<\/i><\/p>\n<p><b>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019Essere Umano?<\/b><\/p>\n<p><i>La nostra concezione non prende l&#8217;avvio da affermazioni generali, ma dall&#8217;esame della specificit\u00e0 della vita umana, della specificit\u00e0 dell&#8217;esistenza, della specificit\u00e0  del vissuto personale del pensare, del sentire e dell&#8217;agire. Questa impostazione rende la nostra concezione incompatibile con qualunque sistema di pensiero che parta invece da entit\u00e0 quali l&#8217;Idea, la materia, l&#8217;inconscio, la volont\u00e0, ecc. E colui che ammette o rifiuta una qualsiasi concezione, per logica o stravagante che sia, porr\u00e0 sempre se stesso in gioco, precisamente per il fatto di ammettere o di rifiutare. Porr\u00e0 se stesso in gioco, non la societ\u00e0, l&#8217;inconscio o la materia.<\/p>\n<p>Parliamo, dunque, della vita umana. Quando mi osservo, non da un punto di vista fisiologico ma da un punto di vista esistenziale, riconosco di trovarmi in un mondo gi\u00e0 dato, da me n\u00e9 costruito n\u00e9 scelto,  di trovarmi in-situazione nei confronti di fenomeni che, a partire dal mio proprio corpo, mi risultano ineludibili. Il corpo, poi, come elemento costitutivo della mia esistenza \u00e8 un fenomeno omogeneo al mondo naturale sul quale agisce e dal quale \u00e8 \u201cagito\u201d. Ma la naturalit\u00e0 del corpo mi si presenta  molto diversa da quella  di tutti gli altri fenomeni naturali; infatti: 1.  del corpo ho un vissuto diretto, immediato; 2. attraverso il corpo ho un vissuto dei fenomeni esterni;  3. grazie alla mia intenzione, ho una disponibilit\u00e0 immediata di alcune delle operazioni che il corpo \u00e8 in grado di compiere.<\/p>\n<p>Il mondo, d\u2019altra parte,  mi si presenta non tanto come un agglomerato di oggetti naturali bens\u00ec come un&#8217;articolazione di esseri umani e di oggetti e segni da essi prodotti o modificati. L&#8217;intenzione che avverto in me mi appare come un elemento interpretativo fondamentale del comportamento degli altri; e proprio come costituisco il mondo sociale comprendendone le intenzioni, cos\u00ec da esso sono costituito. Ovviamente stiamo parlando di intenzioni che si manifestano attraverso azioni corporee. \u00c8\u2019 grazie alle espressioni corporee o alla percezione della situazione in cui l&#8217;altro si trova  che posso comprenderne i significati, le intenzioni. Inoltre, gli oggetti naturali e quelli umani mi producono o piacere o dolore;  per questo cerco sempre di modificare la mia collocazione rispetto ad essi, nel senso che cerco di allontanarmi da ci\u00f2 che mi risulta doloroso e di avvicinarmi a ci\u00f2 che mi risulta piacevole.<\/p>\n<p>Pertanto non sono affatto chiuso al mondo naturale ed umano: anzi, la mia caratteristica fondamentale \u00e8 precisamente l'&#8221;apertura&#8221;. La mia coscienza si \u00e8 configurata su una base intersoggettiva: usa codici di ragionamento, modelli emotivi, schemi di azione che sento come &#8220;miei&#8221; ma che riconosco anche in altri. E, ovviamente, il mio corpo \u00e8 aperto al mondo in quanto il mondo io lo percepisco e su di esso agisco. Il mondo naturale, a differenza dell&#8217;umano, mi appare privo di intenzioni. Posso &#8211; \u00e8 ovvio &#8211; immaginare che le pietre, le piante o le stelle possiedano un&#8217;intenzione, ma in ogni caso, un effettivo dialogo con esse mi risulta impossibile. Anche gli animali, nei quali a volte scorgo la scintilla dell&#8217;intelligenza, mi appaiono impenetrabili, soggetti a trasformazioni lente e sempre all&#8217;interno di quella che \u00e8 la loro natura. Vedo societ\u00e0 di insetti totalmente strutturate e mammiferi superiori che usano rudimenti tecnici, ma tutti ripetono i loro codici come se fossero sempre i primi rappresentanti delle loro rispettive specie. E nelle virt\u00f9 dei vegetali e degli animali modificati ed addomesticati dall&#8217;uomo, riconosco l&#8217;intenzione umana ed il suo avanzare nell\u2019opera di umanizzazione del mondo.<\/p>\n<p>Definire l\u2019uomo sulla base della socialit\u00e0 mi risulta insoddisfacente in quanto questo aspetto \u00e8 comune a numerose specie animali; n\u00e9 la sua caratteristica fondamentale pu\u00f2 essere trovata nella capacit\u00e0  lavorativa perch\u00e9 esistono  animali che possiedono questa capacit\u00e0 ad un livello molto superiore; n\u00e9 a definire l\u2019essenza umana  basta il linguaggio, perch\u00e9 sappiamo che in varie specie animali esistono codici e forme di comunicazione. In cambio, nel fatto che ogni nuovo essere umano trova un mondo modificato da altri e viene costituito da un mondo sempre intenzionato, scopro la capacit\u00e0 pi\u00f9 propriamente umana di accumulare ed incorporare la dimensione temporale; scopro cio\u00e8  la dimensione storico-sociale e  non semplicemente sociale dell\u2019essere umano. Date queste premesse, tenter\u00f2 una definizione. Questa: &#8220;L&#8217;uomo \u00e8 un essere storico che trasforma la propria natura attraverso l\u2019attivit\u00e0 sociale.&#8221; Ma se ammetto come valida questa definizione, dovr\u00f2 ammettere che l\u2019essere umano pu\u00f2 trasformare intenzionalmente anche la propria struttura fisica. Ma questo sta gi\u00e0 accadendo. L\u2019uomo ha iniziato tale processo utilizzando  &#8220;protesi&#8221; esterne, cio\u00e8 degli strumenti posti davanti al suo corpo, che gli hanno permesso di  ampliare le funzioni delle mani, di affinare i sensi, di aumentare la potenza e la qualit\u00e0 del suo lavoro. Dal punto di vista naturale, l\u2019uomo non era adatto alla vita nell&#8217;acqua o nell&#8217;aria, ci\u00f2 nonostante \u00e8 stato capace di creare le condizioni per muoversi in esse ed oggi sta addirittura iniziando a dar forma concreta ad una possibilit\u00e0 estrema, quella di  emigrare dal proprio ambiente naturale, il pianeta Terra. Oggi, inoltre, l\u2019uomo  sta intervenendo sul suo stesso corpo sostituendone gli organi, modificando la chimica cerebrale, sviluppando la fecondazione in vitro, manipolando i geni. Se con l&#8217;idea di &#8220;natura&#8221; umana si \u00e8 voluto indicare ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di stabile nell&#8217;essere umano, tale idea oggi risulta inadeguata, anche se la si applica alla parte pi\u00f9 oggettuale dell&#8217;essere umano stesso, vale a dire il corpo. Per quando riguarda poi la validit\u00e0 di espressioni quali &#8220;morale naturale&#8221;, &#8220;diritto naturale&#8221;, o \u201cistituzioni naturali\u201d, riteniamo che in questi campi tutto sia storico-sociale e nulla vi esista &#8220;naturalmente&#8221;.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 16 settembre dell\u2019anno scorso Silo lasciava questo spazio e questo tempo; venti anni fa, nel corso del 1991 aveva scritto e mandato quattro delle sue dieci \u201cLettere ai Miei Amici\u201d, una delle sue opere pi\u00f9 sociali: un\u2019analisi del mondo di allora e della sua crisi e le proposte per un mondo migliore. 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