{"id":661920,"date":"2018-06-22T11:19:11","date_gmt":"2018-06-22T10:19:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=661920"},"modified":"2018-06-22T11:19:11","modified_gmt":"2018-06-22T10:19:11","slug":"report-da-gaza-ancora-un-dattero-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/06\/report-da-gaza-ancora-un-dattero-e\/","title":{"rendered":"Report da Gaza. Ancora un dattero e&#8230;"},"content":{"rendered":"<div class=\"gmail_default\">Ancora un dattero e una tazzina di caff\u00e8 amaro. Tante donne, tanti bambini. E fuori, sulla strada in cui affaccia il viottolo che porta a quella che era la casa di Zakaria, due lunghe file di sedie occupate da ragazzi e uomini di tutte le et\u00e0. E anche qui bambini. Bambini che vanno e vengono e si fermano un momento accanto al grande poster col viso sorridente del giovane martire e poi riprendono il loro andare e tornare.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Hamas ha messo le sue bandiere verdi pi\u00f9 grandi ed evidenti delle altre, ma lo sanno tutti che il giovane Zakaria, 15 anni il prossimo 22 luglio, faceva semplicemente parte del popolo delle tende e la sua famiglia tutte quelle bandiere le prende solo come omaggio al suo sacrificio.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Quanti datteri ho mangiato in questi mesi, uno alla volta, tutti dello stesso tipo, mai un madjoul o altre specie, sempre i piccoli e dolcissimi datteri chiari e morbidi. Sia che il martire fosse un uomo, sia che fosse una neonata o un ragazzino o una ragazza. Una volta ho chiesto il perch\u00e8, e la risposta \u00e8 stata &#8220;per restituire al sangue gli zuccheri che precipitano per il dolore e poi riprendere la forza per vivere&#8221; che nel contesto significa la forza per lottare.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Zakaria Sayed Bashbash\u00a0 viveva nel campo profughi di Al Maghazi, nel distretto di Deir el Balah, zona centrale della Striscia, e quel giorno in cui il cecchino l&#8217;ha colpito\u00a0 era con la sua famiglia, insieme al &#8220;popolo delle tende&#8221;,\u00a0 a chiedere il rispetto delle Risoluzioni Onu che Israele ignora e calpesta. Succedeva pi\u00f9 di settimane fa, tanto ha impiegato a morire nonostante gli sforzi incredibili dei medici.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\"><\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Credevamo fosse l&#8217;ultima vittima in ordine di tempo ma mentre scriviamo arriva notizia che un altro ragazzo, anche lui ferito circa un mese fa non ce l&#8217;ha fatta, si chiamava Ghasan e ci dicono avesse 24 anni. Agonia e speranza che hanno accompagnato e stanno ancora accompagnando le vite appese a un filo di tanti feriti dalle armi dei tiratori scelti israeliani. Hanno sempre colpito dimostranti disarmati o al pi\u00f9 armati di fionda che anche un bambino di intelligenza media e mente onesta capisce che si tratta di &#8220;un&#8217;arma&#8221; simbolica e non certo letale. Ma Israele ha potere assoluto, sui suoi valletti dell&#8217;informazione, di decretare cosa sia arma e quindi di chiamare &#8220;risposta&#8221; alle armi nemiche i suoi continui massacri. Israele \u00e8 un paese al di fuori della legalit\u00e0 internazionale, e questa non \u00e8 un&#8217;opinione ma un fatto, eppure paesi come il nostro, e ben prima dell&#8217;ultimo governo, ne sono partner in scambi culturali e commerciali e seguitano a inserirlo nella rosa dei paesi democratici e a rispettarlo o addirittura ad omaggiarlo come successo per l&#8217;ultimo Giro d&#8217;Italia che ha fornito l&#8217;unzione allo schiaffo che Trump ha dato al mondo (e non solo ai palestinesi) rispetto al tentato &#8220;furto di Gerusalemme&#8221;.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\"><\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Eppure, basta avere sguardo libero per capire che il popolo di Gaza sta insegnando al mondo come sia possibile combattere contro un nemico mostruosamente pi\u00f9 potente e seguitare a farlo utilizzando solo creativit\u00e0, a volte eccezionale, fatta di cos\u00ec piccole cose che il nemico non riesce a neutralizzare nonostante le sue potentissime armi. Gli aquiloni con la codina accesa, i palloncini-mongolfiera ed ora addirittura i condom riempiti di elio e lasciati volare oltre la linea dell&#8217;assedio portando appesa una fiammella <b>che non uccide nessuno<\/b> ma che dice all&#8217;assediante che una fiammella pu\u00f2 dar fuoco a un campo con molto minor dispendio di denaro di quanto fanno gli aerei israeliani che irrorano di diserbante i campi gazawi per distrugerne il raccolto. Di questo la schiera dei valletti mediatici non parla eppure ci sono documenti a profusione ed anche video che riprendono le micidiali irrorazioni di diserbanti effettuate ancora pochi giorni fa.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">I genitori, gli amici, i fratelli dei ragazzi uccisi queste cose le vivono come continue ingiurie (infatti lo sono) e violenze che il mondo ignora e allora si affidano alla creativit\u00e0 e proseguono la loro grande marcia portando con s\u00e9 le foto dei martiri.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\"><\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Oggi, nel campo di al Bureji sar\u00e0 portata la foto di Zakaria Bashbash, colpito alla schiena da un proiettile che gli ha perforato il colon e lo stomaco e che ha reso inutili gli sforzi dei medici dello Shifa hospital prima e del S.Joseph hospital di Gerusalemme poi. Tra le tante donne che accompagnano il lutto della famiglia c&#8217;\u00e8 una zia che prende la parola per dirci che i medici e gli infermieri di Gaza sono degli eroi, stanno lavorando senza stipendio da mesi e provano a fare miracoli. Poi, aprendo il suo smartphone, mi mostra il ritratto di un ragazzo bellissimo, berretto in testa e sorriso da Hollywood, e mi dice che era il cugino di Zakaria, suo figlio. Lei \u00e8 sua zia, e suo figlio \u00e8 stato ucciso quattro anni fa. Anche la donna pi\u00f9 anziana che siede a sinistra della mamma del giovane martire\u00a0 prende la parola e dice che anche lei ha perduto due figli nello stesso modo.\u00a0 Volgo gli occhi alla mia destra e capisco che molte delle altre donne vogliono dirmi la stessa cosa. Guardo la mia interprete, una giovane donna di una sensibilit\u00e0 e una perspicacia incredibili. Credo colga nei miei occhi una richiesta d&#8217;aiuto perch\u00e9 non so cosa dire se non le solite frasi di vicinanza affettuosa che per\u00f2 sento inadeguate e che mi si strozzano in gola. Lei fa un cenno con la testa a una ragazza seduta nel cerchio delle donne e un attimo dopo mi viene offerto un altro dattero. Quanti datteri hanno mangiato nella loro vita queste donne per riprendere a vivere &#8220;normalmente&#8221; dopo i tanti assassinii dei loro figli?<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Approfitto della presenza del padre per spostare l&#8217;attenzione sui sogni di Zakaria e dei suoi fratelli, il pi\u00f9 grande di 24 anni e la pi\u00f9 piccola, Dima, di sei anni. Quest&#8217;uomo, che s\u00ec e no arriva a 45 anni, mi dice che i suoi figli sono nati nel campo come lui stesso e sua moglie e che il loro sogno primario \u00e8, e lo era anche per Zakaria, quello di una vita libera fuori dalla gabbia imposta da Israele. Solo questo, una vita libera.\u00a0 Il ragazzo che oggi verr\u00e0 portato alla grande marcia in foto era tra le tende, lontano qualche centinaio di metri dalla rete a sognare una vita libera, eppure per due volte hanno provato a spezzare il suo sogno, la prima con un tear gaz sulla testa che per\u00f2 lo aveva solo ferito, e la seconda con un proiettile che ha raggiunto lo scopo.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\"><\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Chi non conosce la struttura degli accampamenti della grande marcia e, soprattutto, chi \u00e8 irretito dalle cronache (da lontano) dei vari inviati che per\u00f2 a Gaza non ci stanno, potr\u00e0 credere alle tante bugie su cui galleggia Israele. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che i cecchini colpiscono a qualunque distanza e lo fanno per invalidare o per uccidere e <b>questo \u00e8 nelle loro regole d&#8217;ingaggio<\/b>.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Nonostante ci\u00f2 sia chiaro a tutti i manifestanti, e nonostante la stanchezza per una manifestazione che va avanti da quasi tre mesi, e nonostante Hamas, facilitato in questo da Israele fin dal primo momento, ci stia mettendo il cappello, la grande marcia \u00e8 una vera manifestazione di popolo e quando i genitori delle giovani vittime alla domanda &#8220;<i>e ora cosa pensate di fare?<\/i>&#8221; rispondono regolarmente come hanno risposto la mamma e il padre di Zakaria &#8220;<i>seguitiamo ad andare e lo portiamo con noi. Non possiamo lasciarlo solo, non possiamo tradirlo<\/i>&#8221; , allora si ha ulteriore conferma che questa battaglia per i palestinesi segna un momento storico.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\"><\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Una cosa Israele non ha capito, n\u00e9 hanno capito i suoi valletti. L&#8217;abbiamo scritta tante volte ma la nostra voce non \u00e8 sufficientemente forte da essere ascoltata come e dove vorremmo, comunque la ripetiamo. Israele ha tre vie di fronte a s\u00e9: o li uccide tutti, ma \u00e8 abbastanza difficile che riesca a farlo, o entra finalmente nell&#8217;alveo della legalit\u00e0 internazionale, o non avr\u00e0 pace perch\u00e9 neanche tutte le sue 137 atomiche, n\u00e9 il suo potentissimo esercito riusciranno a eliminare il suo vero nemico: l&#8217;insopprimibile richiesta di giustizia e di libert\u00e0 che viene dal popolo palestinese.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\"><\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Intanto sta finendo la preghiera di mezzogiorno e il popolo di Gaza comincia ad andare alla grande marcia dove gi\u00e0 \u00e8 atteso dal &#8220;popolo delle tende&#8221;, quello che staziona pi\u00f9 o meno stabilmente lungo il confine e ricorda il nome del proprio villaggio o citt\u00e0 d&#8217;origine con un banner sulla propria tenda.\u00a0 La giornata di oggi \u00e8 dedicata ai feriti. Si alzeranno in volo altri aquiloni e altri palloncini. Altre fiammelle attraverseranno la rete portando il loro messaggio: rompete l&#8217;assedio perch\u00e9 amiamo la vita e vogliamo la libert\u00e0, costi quel che costi. Un po&#8217; come il ritornello di un nostro canto partigiano che si concludeva cos\u00ec &#8220;<i>perch\u00e9 se libero un uomo muore, cosa importa di morir<\/i>&#8220;.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora un dattero e una tazzina di caff\u00e8 amaro. Tante donne, tanti bambini. 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Qui tiene per alcuni anni seminari sulla comunicazione. Successivamente vince la cattedra di Economia Aziendale, disciplina che insegner\u00e0 per circa venticinque anni. Interessata all\u2019ambiente e alla natura, verso il 2000 rivolge la sua attenzione allo studio della botanica e della fitoterapia ponendo sempre al centro dei suoi lavori l\u2019interazione culturale tra l\u2019ambiente e gli umani che lo abitano. Ha curato e pubblicato articoli e libri su argomenti diversi. Il suo interesse particolare \u00e8 rivolto alla Palestina. Dal 2009 fino al dicembre 2014 ha presieduto la onlus \u201cAmici della Mezzaluna Rossa Palestinese\u201d di cui ora \u00e8 presidente onoraria. E' co-fondatrice della onlus Cultura \u00e8 Libert\u00e0 e dell\u2019adv Oltre il Mare che attualmente presiede.\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/patrizia-cecconi\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Report da Gaza. 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