{"id":661607,"date":"2018-06-21T14:03:08","date_gmt":"2018-06-21T13:03:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=661607"},"modified":"2020-12-19T15:45:15","modified_gmt":"2020-12-19T15:45:15","slug":"mondiali-2018-calci-ai-palloni-e-pallottole-ai-cani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/06\/mondiali-2018-calci-ai-palloni-e-pallottole-ai-cani\/","title":{"rendered":"Mondiali 2018: calci ai palloni e pallottole ai cani"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Finalmente i mondiali di calcio hanno preso avvio: la soddisfazione non \u00e9\u00a0\u00a0dovuta a incontenibile impazienza da calcio di inizio, ma alla speranza che questo inizio possa segnare la fine dell\u2019ennesima strage di migliaia di cani randagi, messa in atto per ripulire le strade russe, da offrire in tutto il loro lindore agli acclamati eroi del pallone e dei loro fans, tifosi magari virili come si conviene allo sport che li calamita, ma pur sempre amanti dell\u2019ordine e della pulizia. Insomma un sospiro di sollievo a strage conclusa, tipo quello\u00a0\u00a0che, quando arriva Pasqua, sottolinea che non si uccidono pi\u00f9 agnelli, perch\u00e9 sono morti tutti, \u00a0o, alla fine del periodo natalizio, ci consola perch\u00e8 a quel punto la gente, abbuffata e satolla, magari per un po\u2019 si asterr\u00e0 dal mangiare altri animali.<\/p>\n<p>L\u2019attuale massacro russo \u00e8 la riproposizione di un copione pi\u00f9 volte visto anche in anni recentissimi: a Kiev, Ukraina, nel 2012, in occasione degli europei di calcio; a Sochi, Russia, nel 2014 dove si svolgevano\u00a0\u00a0le Olimpiadi invernali; in Marocco, pochi mesi fa, in attesa dell\u2019arrivo di una\u00a0\u00a0delegazione FIFA che valutasse la candidatura del paese ad ospitare i\u00a0\u00a0Mondiali 2026. Quello che si ripete con regolare precisione\u00a0\u00a0\u00e8 che, in occasione di eventi calcistici di particolare risonanza, in alcuni paesi migliaia di cani, che normalmente vivono nelle strade in vario modo integrati nel tessuto urbano, o in alcuni casi senza che nessuno si preoccupi di\u00a0\u00a0idonei interventi di sterilizzazione, divengono improvvisamente elementi di disturbo, dissonanti rispetto ad una presunta immagine di civilt\u00e0, presenze moleste e\u00a0\u00a0sgradevoli da eliminare. Sui modi per farlo c\u2019\u00e8 grande tolleranza e scarsa\u00a0\u00a0pubblicit\u00e0: ci sono i bocconi avvelenati e le armi da fuoco, ma nel passato \u00e8 giunta notizia persino di cerbottane e picconate, inferte con perizia da squadroni della morte, composti da volenterosi esecutori di ordini evidentemente non cos\u00ec sgraditi, resi per altro pi\u00f9 appetibili da un riconoscimento in denaro per ogni \u201ccarcassa\u201d presentata. Le autorit\u00e0 sembrano poco preoccupate da una possibile propaganda negativa, forti del fatto che ogni volta anche la peggior grana \u00e8 sfumata in denunce\u00a0\u00a0via via sempre pi\u00f9 flebili delle organizzazioni animaliste internazionali, in questa ultima occasione poco pi\u00f9 che silenti, e in\u00a0rimozione totale della carneficina al primo fischio di inizio che fa della vasca dello stadio fonte di obnubilamento di ogni malessere dell\u2019animo, tanto efficace e popolare\u00a0\u00a0da fare impallidire al confronto una fumeria dell\u2019oppio della Cina ottocentesca.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che il mondo occidentale non pu\u00f2 vantare innocenza alcuna dati i massacri quotidiani nei mattatoi e le tante altre ignominie perpetrate contro i nonumani, queste stragi di cani inducono ad alcune considerazioni specifiche della realt\u00e0 in cui hanno luogo: colpisce per esempio il\u00a0\u00a0silenzio, che finisce per assumere valenza di assenso,\u00a0\u00a0del mondo del calcio, tifosi non esclusi,\u00a0\u00a0tutti rigorosamente compatti nel separare il proprio ruolo da qualunque coinvolgimento nelle vicende in atto, che sembrano non riguardarli nonostante siano le manifestazioni in programma a dare il via alla \u201cpulizia di specie\u201d.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Sono\u00a0\u00a0in funzione mastodontici meccanismi di negazione, che proteggono da fastidiosi sensi di colpa: meccanismi esiziali, forieri delle peggiori conseguenze. La realt\u00e0 viene rimossa o negata grazie a quella abitudine a chiudere gli occhi, a girare la testa dall\u2019altra parte \u00a0o a metterla sotto la sabbia, a fare lo struzzo, come ci suggeriscono le metafore non a caso cos\u00ec comuni nel nostro linguaggio, comuni come lo sono i comportamenti a cui si riferiscono: si finge di non vedere nonostante \u00a0l\u2019accesso alla realt\u00e0 sia a portata di mano, di occhi, di orecchie e di cuore, per sentirsi innocenti di un male di cui \u00e8 scomodo prendere atto. Di esempi della diffusione di\u00a0queste forme di autoassoluzione perch\u00e9 il fatto non sussiste sono piene la storia e la cronaca, tanto che sono stati in molti a stigmatizzarle: scomodiamo Martin Luther King che diceva che non \u00e8 grave il clamore chiassoso dei violenti, ma il silenzio spaventoso delle persone oneste. E lasciamoci raggiungere dalle parole di Albert \u00a0Einstein che ci ricordano che il mondo \u00e8 quel disastro che \u00e8 non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l\u2019inerzia dei giusti (giusti?!?) che se ne accorgono e stanno l\u00ec a guardare. E da quelle di Antonio Gramsci che\u00a0\u00a0sono\u00a0\u00a0invettive contro gli indifferenti di ogni genere: perch\u00e9 l\u2019indifferenza \u00e8 \u201c<em>la materia bruta che strozza l\u2019intelligenza<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nel ripetersi di queste stragi, nella reiterata domanda del \u201d<em>Ma io cosa ci posso fare<\/em>?\u201d, dell\u2019imperativo morale ad agire, che dovrebbe emergere davanti a qualsiasi ingiustizia, non si \u00e8 vista traccia. Dato per scontato che non ci si possano aspettare sollevazioni popolari,\u00a0\u00a0a volte basterebbe per\u00f2 una minoranza capace di rivolta per cambiare il corso della storia, anche di una piccola storia di cani russi. Se qualcuno nel mondo del calcio avesse alzato la propria autorevole voce per condannare il massacro in atto, minacciando per esempio di disertare i campionati nel caso un altro cane ancora fosse stato ucciso, molte cose avrebbero potuto cambiare, non esclusa \u00a0una reazione a catena in direzione contraria al silenzio . In tanti studi condotti sui gruppi, emerge sempre che anche un solo dissenziente \u00e8 in grado di far \u00a0crollare il tasso di conformismo. Il dissidente nella Russia dei Mondiali 2018 non c\u2019\u00e8 stato. Peccato: una grossa occasione persa: \u00a0ogni cane sottratto alla crudelt\u00e0 di una morte ingiusta avrebbe per sempre portato con s\u00e8 la propria gratitudine, come sempre fanno i cani, cos\u00ec pronti a non recare rancore, nonostante tutto, alla specie umana. Una grossa occasione persa perch\u00e9 il nostro tempo non ha tanto bisogno di eroi da osannare perch\u00e9 centrano una rete, quanto ne ha di uomini comuni, di quelli che compiono la banalit\u00e0 del bene semplicemente oltrepassando la frontiera che separa la passivit\u00e0 dall\u2019azione.<\/p>\n<p>Ancora: quest\u2019ultima\u00a0\u00a0guerra unilateralmente dichiarata contro i cani, come quelle analoghe che\u00a0\u00a0l\u2019hanno preceduta,\u00a0\u00a0\u00e8 scoppiata su un terreno fertile, reso idoneo non tanto con la produzione di armi, in questo caso primitive, dal momento che i\u00a0\u00a0diligenti esecutori degli ordini se la cavano benissimo anche con sassi e bastoni, ma soprattutto con il coltivare e sostenere l\u2019idea che questi animali sono esseri senza diritti, e in quanto tali assoggettabili all\u2019arbitrio umano, quale che sia il modo in cui si\u00a0\u00a0manifesta. La trasformazione di chi \u00e8 senza diritti nel nemico di turno \u00e8 fin troppo facile: basta completare il disprezzo con la paura. Non \u00e8 certo un caso che stragi di cani, di queste dimensioni e alla luce del sole, non possano avere luogo in alcuni\u00a0\u00a0paesi del mondo occidentale (scandalose eccezioni sono rappresentate per esempio dalla Spagna, ma non solo) dove il randagismo non \u00e8 tanto dilagante, ma soprattutto dove la considerazione dei cani nel corso del tempo si \u00e8 organizzata sul riconoscimento di una serie di diritti e quindi su almeno embrionali forme di rispetto. Non \u00e8 considerazione di poco conto: implica la consapevolezza che \u00e8 la narrazione che facciamo dell\u2019altro, la cornice cognitiva in cui inseriamo la sua esistenza,\u00a0\u00a0a determinare il nostro comportamento nei suoi confronti; implica che, in mancanza del riconoscimento del suo valore,\u00a0\u00a0il confine tra la tolleranza e il pi\u00f9 spregiudicato accanimento sia valicabile con una facilit\u00e0 estrema. Chi \u00e8 senza diritti\u00a0\u00a0viene regolarmente\u00a0\u00a0disprezzato e facilmente il disprezzo confina con l\u2019idea della sua pericolosit\u00e0: in questo modo si\u00a0\u00a0costruisce il rifiuto e poi la violenza nei suoi confronti nei pensieri ancora prima che nelle azioni. Su queste basi \u00e8 facile poi\u00a0\u00a0sostenere e\u00a0\u00a0giustificare forme di\u00a0crudelt\u00e0 appellandosi alla necessit\u00e0 della sicurezza, dell\u2019ordine, della pulizia, che sarebbero messe a rischio dalla loro presenza.<\/p>\n<p>La dinamica non \u00e8 certo nuova, \u00e8 codificata e possiede anche un nome che la identifica: si tratta\u00a0<strong><em>dell\u2019attribuzione di colpa alla vittima:<\/em><\/strong>\u00a0sono loro, sono i cani i colpevoli.\u00a0\u00a0Un meccanismo analogo da noi si \u00e8 ripetutamente scatenato con la caccia all\u2019untore, identificato in altri senza diritti, nelle mucche colpevoli del dilagare, vero o presunto, della mucca, resa pazza dalla nostra stessa follia, o nei\u00a0\u00a0volatili, che, potenziali diffusori di influenza aviaria, visto le condizioni in cui li costringiamo, periodicamente e nell\u2019indifferenza generale vengono gasati a centinaia di migliaia: al primo allarme, di cui neppure \u00e8 necessario verificare l\u2019attendibilit\u00e0,\u00a0\u00a0la carneficina diventa doverosa, risposta considerata etica dagli\u00a0\u00a0umani che fronteggiano coraggiosamente l\u2019emergenza:\u00a0\u00a0la narrazione parla della vittima come del colpevole da distruggere perch\u00e9 pericoloso e quindi indegno di piet\u00e0, e del carnefice come autore di un intervento meritorio e degna di plauso. Periodicamente anche alcune razze canine, pitt bull e affini, subiscono sorte analoga sulla scorta dell\u2019improvviso tam tam sulla loro pericolosit\u00e0, con la differenza che la caccia al killer, data l\u2019appartenenza alla specie canina,\u00a0\u00a0non assume i contorni legali delle altre, ma resta appannaggio di singoli, entusiasti di poter riversare una aggressivit\u00e0 che li definisce come individui, in una causa al momento popolare: giustizieri del\u00a0\u00a0giorno e della notte, almeno per un po\u2019; altre volte di solerti amministratori locali, costretti poi a giustificazioni penose.<\/p>\n<p>Le testimonianze del massacro appena concluso in Russia sono gallerie degli orrori, le cui descrizioni\u00a0\u00a0ci travolgono, inutile negarlo,\u00a0\u00a0anche perch\u00e9 a danno dei cani, che amiamo, perch\u00e9 di loro conosciamo l\u2019intensa vita emotiva e sentimentale, la capacit\u00e0 di gioire, la vulnerabilit\u00e0 alla paura, la tensione verso relazioni fatte di attaccamento, di propensione alla condivisione del tempo e dello spazio; insomma un universo che non finiamo mai di scoprire con ammirato stupore. Proprio la conoscenza che abbiamo di loro rende insopportabile saperli\u00a0\u00a0perseguitati, terrorizzati, uccisi, che siano cuccioli persi di paura, cagne incinte o sagome\u00a0\u00a0vaganti in cerca di compassione.<\/p>\n<p>Indignarsi per\u00f2 resta sterile esercizio se non si individua una strada per\u00a0porre fine per sempre al ripetersi di tanto orrore, strada che passa per la costruzione di una diversa considerazione degli animali, marcata sul riconoscimento dei loro diritti e sul rispetto loro dovuto: a distanza di tanti decenni da quando si \u00e8 cominciato a parlarne con sempre maggiore frequenza, ne siamo lontani anni luce e la conseguenza \u00e8 che, si tratti di cani, di mucche o di uccelli, i pogrom saranno sempre l\u00ec pronti a scoppiare di nuovo. Nella impaziente attesa che le cose si muovano a livello legislativo, \u00e8 facolt\u00e0 e sarebbe dovere di ognuno prendere posizione, schierarsi, sostituire all\u2019inerzia l\u2019attivismo con le parole e con i fatti. Ad uno stato delle cose inaccettabile nel corso della storia si sono opposte persone dalla statura immensa, rischiando la vita: i Perlasca, le Irina Sandler, i Schindler quando si ribellavano alle atrocit\u00e0 in corso, rischiavano la vita: noi tutto quello che mettiamo in gioco opponendoci \u00e8 un po\u2019 del nostro tempo.<\/p>\n<p>Tempo da dedicare magari anche ad altri pensieri:\u00a0\u00a0\u00a0la pulizia dalle strade russe dai randagi che ne deturpavano l\u2019immagine, la loro colpevolizzazione del disordine in atto,\u00a0\u00a0il silenzio acquiescente di troppi richiama con\u00a0intensit\u00e0 altre pulizie, di umani senza patria e senza dimora, per questo senza identit\u00e0 e senza diritti, contro cui i potenti e i prepotenti si accaniscono, convogliando aggressivit\u00e0\u00a0\u00a0che hanno ben altra origine e creando il capro espiatorio del momento.<\/p>\n<p>Tutti uniti, contro chi \u00e8 debole: la storia tragica degli animali non \u00e8 metafora delle altre ingiustizie contro gli umani, ma appartiene di diritto alla storia, quella in cui il diritto del pi\u00f9 forte, sempre, la fa da padrone.<\/p>\n<p>Il pensiero \u00a0ora va a loro, a quelle migliaia di cani catturati, ammassati, massacrati, di cui \u00a0forse possiamo immaginare \u00a0\u00a0i pensieri che hanno attraversato la mente \u00a0in mezzo a quell\u2019esplosione insensata di violenza, guardando negli occhi il nostro di cane, quando ci fissa in attesa dei nostri gesti da cui sempre fa dipendere felicit\u00e0 o delusione. Del tutto indifferenti di chi, \u00a0tra l\u2019entusiasmo generale, verr\u00e0 proclamato il vincitore di un campionato, che tutti i partecipanti hanno gi\u00e0 perso in materia di solidariet\u00e0, empatia e rispetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/annamariamanzoni.blogspot.com\/2018\/06\/mondiali-2018-calci-ai-palloni-e.html\">http:\/\/annamariamanzoni.blogspot.com\/2018\/06\/mondiali-2018-calci-ai-palloni-e.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente i mondiali di calcio hanno preso avvio: la soddisfazione non \u00e9\u00a0\u00a0dovuta a incontenibile impazienza da calcio di inizio, ma alla speranza che questo inizio possa segnare la fine dell\u2019ennesima strage di migliaia di cani randagi, messa in atto 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