{"id":658765,"date":"2018-06-16T21:54:01","date_gmt":"2018-06-16T20:54:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=658765"},"modified":"2018-06-16T21:54:01","modified_gmt":"2018-06-16T20:54:01","slug":"pennellate-vita-comune-dalla-striscia-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/06\/pennellate-vita-comune-dalla-striscia-gaza\/","title":{"rendered":"Pennellate di vita comune dalla Striscia di Gaza"},"content":{"rendered":"<p>Ieri era festa grande a Gaza, come in tutti i paesi a prevalenza musulmana. Una festa che non si ignora \u00a0neanche laddove cadono senza sosta bombe devastatrici di vite e di intere comunit\u00e0. Ieri era il primo giorno dell\u2019Eid fitr, quello che segue la fine del Ramadan e che ha ancor pi\u00f9 importanza di quanto ne abbia il Natale nei paesi a prevalenza cristiana.<\/p>\n<p>L\u2019Eid fitr \u00e8 la festa in cui i bambini hanno gli abiti nuovi e girano felici per le strade e le famiglie si fanno visita l\u2019un l\u2019altra. Anche nelle case dei recenti martiri si festeggia l\u2019Eid ed \u00e8 un\u2019occasione per onorare il martire e ricordare che la sua morte \u00e8 benedetta sebbene dolorosa.<\/p>\n<p>Molti gazawi hanno deciso di passare questi giorni negli accampamenti della grande marcia lungo il confine. Israele, che non cessa mai di far sentire la sua presenza con il ronzio ossessivo dei droni-spia, ha partecipato all\u2019Eid non solo con l\u2019onnipresenza dei droni ma anche con alcuni missili lanciati su uno degli accampamenti in cui i ragazzi preparavano i temibili aquiloni diventati simbolo della grande marcia. Per fortuna niente vittime e l\u2019Eid fitr continua per altri due giorni come previsto dal rito coranico.<\/p>\n<p>Nei giorni precedenti l\u2019Eid, cio\u00e8 durante il Ramadan, \u00e8 normale essere invitati all\u2019iftar, cio\u00e8 alla cena che interrompe il digiuno dopo il calar del sole. Queste cene sono un\u2019immersione totale nello spirito del luogo. Uno spaccato sociologico che toglie ogni dubbio su quanto ci sia di falso negli stereotipi forniti dai media i quali, a parte pochissime eccezioni, si gingillano in cosiddette analisi di situazioni che non conoscono neanche per un affaccio veloce alla finestra.<\/p>\n<p>Essere invitati all\u2019iftar, in quanto stranieri, \u00e8 una forma di rispetto e di affetto in tutta la Palestina. Essere invitati all\u2019iftar nella Striscia di Gaza \u00e8 anche qualcosa di pi\u00f9: \u00e8 un ringraziamento per esserci, perch\u00e9 in una prigione come Gaza, in cui per gli stranieri \u00e8 molto difficile entrare e per i gazawi \u00e8 quasi impossibile uscire, anche se feriti o malati, esserci significa vedere e testimoniare. Testimoniare dal vivo e raccontare il vero, sempre che si abbia l\u2019onest\u00e0 intellettuale per farlo e non si dipenda dal libro paga di chi stabilisce cosa sia opportuno scrivere.<\/p>\n<p>Quindi, stante la condizione di assoluta libert\u00e0 di espressione, ecco una cronaca da Gaza arricchita dalle tante interviste informali raccolte durante questi incontri conviviali. Due o tre sono le cose particolarmente rilevanti emerse in queste conversazioni ed una di queste \u00e8 che, nonostante il taglio dell\u2019elettricit\u00e0 da parte di Israele, ogni casa visitata \u00e8 illuminata da luce elettrica e non da candele. Come mai? Forse che Israele, detentore dell\u2019assedio e anche dell\u2019elettricit\u00e0, ha concesso pi\u00f9 ore di luce? No. Il motivo \u00e8 che i gazawi, in questi 11 anni di illegale assedio, hanno sviluppato su vari fronti la loro creativit\u00e0. Mentre gli ospedali o le grandi strutture usano i generatori e, chi pu\u00f2, usa i pannelli solari, le singole abitazioni &#8211; spesso appartamenti arrampicati l\u2019uno sull\u2019altro in uno degli 8 campi profughi, o piccole case ricostruite alla meglio dopo l\u2019ultimo terribile massacro del 2014 &#8211; non hanno la possibilit\u00e0 di usare un generatore, sia per il costo dello stesso, sia per il costo del carburante, e allora qualcuno si \u00e8 inventato l\u2019uso alternativo della batteria dell\u2019automobile. Qualche piccola modifica per poterla alimentare nelle due o tre ore in cui Israele fa passare l\u2019elettricit\u00e0, cio\u00e8 verso mezzanotte quando normalmente la famiglia ormai dorme, e qualche altra modifica per alimentare gli impianti domestici con l\u2019energia accumulata nella batteria et voila, il gioco \u00e8 fatto: Israele vuole lasciare al buio Gaza e Gaza si attrezza sviluppando sistemi alternativi.<\/p>\n<p>In questo periodo sembra che la scelta di rispondere in modo non violento alla negazione dei propri diritti abbia scatenato, in questa comunit\u00e0 di prigionieri, una grande fantasia creativa che ha preso il posto di frustrazione e rabbia. Lo si \u00e8 visto nelle manifestazioni della Grande marcia del ritorno in cui ai micidiali lanci di tear gas un gruppo di manifestanti aveva organizzato il \u201crilancio\u201d nel campo nemico usando racchettoni e racchette da tennis, o nel tentativo vagamente pitagorico di utilizzare gli specchi per confondere i cecchini, o nell\u2019incendio dei copertoni il cui denso fumo nero impediva ai cecchini di prendere la mira, riducendo cos\u00ec il numero delle vittime che, comunque, sono state circa 130 alle quali si aggiungono oltre 13mila feriti. Ma l\u2019idea principe \u00e8 \u00a0stata sicuramente quella delle mini mongolfiere e degli aquiloni con la codina accesa da far volare oltre la rete dell\u2019assedio, spiegando cos\u00ec all\u2019assediante che i gazawi non si arrendono e pretendono il riconoscimento dei loro diritti. \u00a0Seguitano anche a spiegare, inascoltati dall\u2019occidente, che dietro a queste decine di migliaia di uomini donne e bambini che si radunano lungo il confine non c\u2019\u00e8 il coordinamento di Hamas, n\u00e9 di altri partiti politici, bens\u00ec la riedizione di un tentativo gi\u00e0 sperimentato, ma fallito, nel 2011 e cio\u00e8 un movimento di base che scavalchi i partiti senza negarli, ma senza lasciarsi irretire dalle rivalit\u00e0 tra i vertici, e che tende a richiamarsi al concetto di fronte unico \u00a0per ottenere i diritti affermati dall\u2019ONU ma negati da Israele.<\/p>\n<p>Questi i discorsi generali che hanno accompagnato le belle cene dell\u2019iftar nell\u2019ultima settimana del Ramadan. \u00a0Ma a questi vanno aggiunti spunti e suggestioni che offrono inquietanti motivi di riflessione.<\/p>\n<p>In parte per caso, in parte per scelta, nessuno degli incontri ha avuto come interlocutori militanti o simpatizzanti di Hamas, il partito al potere, il quale in passato ha scelto la lotta armata, compreso l\u2019uso di kamikaze per ottenere senza mai riuscirci &#8211; il rispetto dei diritti del popolo palestinese da parte di Israele. Ormai Hamas ha preso un\u2019altra via sebbene Israele trovi molto comodo nella sua propaganda con l\u2019occidente attribuirgli la responsabilit\u00e0 di qualunque azione ostile, violenta o meno, ottenendo in tal modo due risultati: uno verso l\u2019esterno, quello di screditare ogni azione legittima, quale la richiesta di applicare le Risoluzioni ONU, ammantandola di un falso velo di terrorismo grazie ai buoni servigi dei tanti opinion maker israelo-dipendenti. Verso l\u2019interno, invece, quello di ottenere l\u2019accredito di Hamas come organizzazione capace di muovere le masse dei gazawi anche se non sempre questo risponde al vero, restituendogli un carisma che ad un\u2019analisi orientativa sembrava essere in caduta ibera.<\/p>\n<p>I due argomenti pi\u00f9 interessanti, oggetto delle interviste informali realizzate in questi giorni, \u00a0hanno riguardato: 1) il comportamento dell\u2019Anp, che qui viene regolarmente riportato al solo presidente Abu Mazen, considerato come responsabile unico della punizione collettiva imposta ai palestinesi di Gaza attraverso il taglio degli stipendi e 2) l\u2019uccisione di bambini e teenager da parte di Israele. Questo secondo argomento creer\u00e0 sicuramente disappunto e verr\u00e0 attaccato brutalmente dalle organizzazioni sioniste, se questo articolo verr\u00e0 letto, come gi\u00e0 successo per altri lavori che sono stati oggetto di attacchi rabbiosi ma non destrutturanti di quanto affermato, visto che scriviamo solo ci\u00f2 che \u00e8 dimostrabile e documentabile.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il taglio degli stipendi dei dipendenti pubblici di Gaza in carico al governo di Ramallah, taglio dovuto al tentativo di fiaccare Hamas accrescendo a dismisura la povert\u00e0 nella Striscia, sperando in una qualche forma di sollevazione pro Anp, l\u2019effetto si \u00e8 dimostrato un boomerang dal punto di vista politico e un baratro dal punto di vista morale. A nessuno sfugge l\u2019altissimo livello di vita di Abu Mazen e dei suoi figli, ricchi imprenditori probabilmente per loro proprio merito, ma tacciati di corruzione da tutti gli intervistati. L\u2019amaro senso di tradimento probabilmente porta a queste risposte esasperate, ma queste sono comunque le risposte offerteci. Gaza \u00e8 assediata, Israele tra i tanti crimini passati sotto silenzio commette anche quello di irrorare di glifosato le coltivazioni gazawe per impedirne il raccolto, e l\u2019Autorit\u00e0 palestinese invece di sostenere i propri figli li getta in un\u2019ancor pi\u00f9 nera miseria! Questo non \u00e8 percepito da nessuno dei miei interlocutori come un errore politico, ma da tutti come un crimine commesso contro i fratelli gazawi per un odio contro Hamas tanto cieco da favorire Israele. Questo dicono i Gazawi.<\/p>\n<p>Agli occhi di un occidentale che non conosce la cultura palestinese tutto questo sembra confliggere col fatto che la Striscia sia piena di Universit\u00e0 (nessuna completamente gratuita) e \u00a0che le universit\u00e0 siano piene di studenti e studentesse i quali vengono spessissimo da famiglie in cui si sopravvive grazie ai sussidi dell\u2019Unrwa. \u00a0Studenti che solo in bassa percentuale hanno partecipato alle manifestazioni al confine ma che plaudono alla grande marcia e che mostrano l\u2019icona dell\u2019infermiera Razan Al Najjar, \u00a0o dell\u2019artista Mohammed Abu Amr che scolpiva sulla sabbia, o del giornalista Yaser Murtaja, tutti resi martiri da Israele. Studenti che pur non partecipando direttamente alla grande marcia, plaudono alla geniale idea degli aquiloni che \u00e8 stata capace di mettere in crisi il potentissimo apparato bellico israeliano. Si riconoscono in quelle figure di combattenti disarmati capaci di far vacillare l\u2019immagine di Israele come onnipotente e danno il loro sostegno ideale anche se raramente hanno raggiunto i manifestanti al confine.<\/p>\n<p>Uno dei miei intervistati, padre di alcuni studenti e prima persona che mi ha mostrato con un\u2019espressione vagamente divertita l\u2019apparato elettrico alternativo che illumina la sua casa, lo stesso che mi ha fatto avere come regalo un paio di quei bellissimi aquiloni, che difficilmente potr\u00f2 riportare in Italia, \u00e8 uno dei tanti dipendenti legati a Fatah e rimasto senza stipendio per la \u201clungimiranza\u201d dell\u2019Anp. Tra le tante cose dette, \u00a0mi dice una frase che riporto testualmente: \u201cHamas non brilla per creativit\u00e0, sono i nostri giovani la nostra forza e questo Israele lo sa e per questo li uccide\u201d. E\u2019 lapidaria e terribile la sua affermazione, la contesto. Statistiche alla mano non ho difficolt\u00e0 a contestarla, non perch\u00e9 voglia difendere Israele, conosco bene la gravit\u00e0 dei suoi crimini e l\u2019ancora maggior gravit\u00e0 del fatto che questi restino regolarmente impuniti, ma mi sembra un\u2019affermazione impropria. Gli faccio notare che per ragioni statistiche, essendo la popolazione gazawa mediamente giovane dato l\u2019alto numero di figli che arricchisce ogni famiglia, \u00e8 normale che vengano uccisi pi\u00f9 ragazzi giovani che popolazione matura. Non \u00e8 cos\u00ec. Alla conversazione partecipa uno dei medici degli ospedali che hanno fatto miracoli per provare a salvare vite e arti e mi chiede se ricordo che durante la mia visita nel suo ospedale ben tre ragazzi erano stati colpiti ai genitali e resi sterili oltre che invalidi. Mi dice che altri hanno avuto lo stesso destino e che sono troppi perch\u00e9 il fatto possa essere considerato pura coincidenza. Israele ha paura della crescita demografica del popolo palestinese, questo lo sappiamo, ma questo non pu\u00f2 significare lo sterminio scientifico di una generazione. Sinceramente mi sembra troppo e insisto nella mia posizione.<\/p>\n<p>Ho davanti a me un uomo che ha conosciuto (come il 90% degli uomini palestinesi) le galere israeliane da quando aveva 16 anni. Arrestato mai per crimini, ma per la sua militanza in Fatah, cosa che ora forse non succederebbe pi\u00f9. \u00a0Un uomo che la mentalit\u00e0 israeliana e il cinismo scientifico che l\u2019accompagna li conosce bene. Accanto a lui ho un medico ospedaliero che nei suoi tanti anni di professione ha avuto non solo malati ma molti feriti dall\u2019esercito detto il pi\u00f9 morale del mondo. Anche lui mi dice che c\u2019\u00e8 grande scientificit\u00e0, perfettamente mirata, nei crimini israeliani. Ho di fronte a me anche dei ragazzi che ancora non hanno avuto modo, per fortuna, di conoscere le galere israeliane ma che mi dicono di aver perso un gran numero di amici della loro et\u00e0 nei bombardamenti del 2014. Mi viene ricordato un episodio avvenuto in Cisgiordania negli anni \u201c80 in cui vennero rese sterili circa duemila ragazze. Quattro conti e viene fuori che in un colpo solo Israele ha ridotto la popolazione potenziale di circa 16.000 persone che oggi, per effetto del moltiplicatore generazionale ne avrebbero probabilmente fatte nascere gi\u00e0 almeno altre \u00a032.000.<\/p>\n<p>E\u2019 spaventoso oltre che inquietante. Faccio ancora qualche obiezione ma poi mi faccio qualche conto veloce. Prendo in esame solo i due massacri maggiori degli ultimi dieci anni: Piombo fuso e Margine protettivo. Non so quanti diciottenni o ventenni o venticinquenni siano stati ammazzati ma so che sono stati la maggioranza dei circa 1450 morti di piombo fuso e dei 2260 di margine protettivo. So per\u00f2 quanti bambini sono stati ammazzati. Ben 318 nei soli 21 giorni del primo massacro e 570 pi\u00f9 un migliaio resi invalidi a vita nei 49 giorni del secondo.<\/p>\n<p>A parere dei miei intervistati tutto questo fa parte della lungimiranza strategica, tanto intelligente quanto cinica, dei governanti israeliani. \u00a0Non solo di Netanyahu, ma di tutti i governanti israeliani e mi invitano a ricordare che molti di loro erano stati feroci terroristi prima della nascita dello Stato di Israele di cui poi sarebbero diventati onorevoli statisti.<\/p>\n<p>Mi ripetono che questo rientra nella mentalit\u00e0 israeliana e che nessuna uccisione di palestinese in grado di procreare \u00e8 casuale. \u201cSono i nostri giovani la nostra forza e per questo Israele li uccide\u201d ripete il mio ospite. Per\u00f2, con uno spirito assolutamente palestinese, aggiunge \u201cma non potr\u00e0 ucciderli tutti e gli interessi che sostengono Israele non saranno eterni. Assaggia la zuppa di verdura che \u00e8 speciale\u201d. Si cambia registro cos\u00ec, qui a Gaza. Se non fosse cos\u00ec fosse sarebbero stati assuefatti e addomesticati. Qualcuno la chiama resilienza.<\/p>\n<p>Mentre scrivo queste riflessioni dalla mia finestra entrano tre cose: l\u2019insopportabile ronzio dei droni al quale non riuscir\u00f2 mai ad abituarmi, un caldo che fino a poco fa pare abbia toccato i 42 gradi all\u2019ombra e che mi ha tenuta bloccata in casa, e il rumore di clacson misto a tante voci che vengono dal porto. Tra un po\u2019, appena spirer\u00e0 un po\u2019 di brezza scender\u00f2 sulla spiaggia che ho davanti al mio ufficio e che sar\u00e0 piena di palestinesi in festa. La spiaggetta in cui nel 2014 vennero fatti a pezzi 4 bambini mentre giocavano a pallone. Ho sempre pensato si trattasse di crudelt\u00e0 e sadismo, ma dopo le ultime interviste ho cambiato idea: Israele non ha soltanto bisogno di uccidere, come gi\u00e0 scritto alcuni giorni fa, per una sindrome non superata dovuta all\u2019olocausto, Israele ha anche l\u2019obiettivo di uccidere per fermare la crescita del popolo palestinese. Lucidamente, scientemente, criminalmente.<\/p>\n<p>Ripensando ad alcuni articoli di Gideon Levy, una delle firme pi\u00f9 prestigiose del giornalismo israeliano progressista, mi rendo conto che Levy\u00a0\u00a0questo orrendo obiettivo\u00a0\u00a0lo denuncia da tempo. Ma solo l\u2019impatto vis \u00e0 vis con chi \u00e8 direttamente colpito da questo progetto mi ha dato consapevolezza della sua mostruosit\u00e0. Se Israele si salver\u00e0 da se stesso sar\u00e0 anche perch\u00e9 quella piccola minoranza di cui\u00a0\u00a0Gideon Levy fa parte e che rappresenta la parte sana del paese, riuscir\u00e0 ad ostacolare questa deriva razzista o peggio.<\/p>\n<p>Per oggi \u00e8 tutto, la festa continua comunque, nonostante l\u2019ombra minacciosa di Israele, nonostante la cecit\u00e0 politica dell\u2019Anp, nonostante il dolore per i tanti martiri, che per\u00f2 non sono assenti, basta entrare nelle case per vedere che anche loro partecipano all\u2019Eid. Partecipano in forma di icona e di ritratti che riempiono i muri.&#8221;<\/p>\n<p>Per oggi \u00e8 tutto, la festa continua comunque, nonostante l\u2019ombra minacciosa di Israele, nonostante la cecit\u00e0 politica dell\u2019Anp, nonostante il dolore per i tanti martiri, che per\u00f2 non sono assenti, basta entrare nelle case per vedere che anche loro partecipano all\u2019Eid. Partecipano in forma di icona e di ritratti che riempiono i muri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri era festa grande a Gaza, come in tutti i paesi a prevalenza musulmana. Una festa che non si ignora \u00a0neanche laddove cadono senza sosta bombe devastatrici di vite e di intere comunit\u00e0. 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