{"id":658041,"date":"2018-06-14T15:33:09","date_gmt":"2018-06-14T14:33:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=658041"},"modified":"2018-06-14T19:40:54","modified_gmt":"2018-06-14T18:40:54","slug":"brasile-caos-politico-e-crisi-energetica-il-punto-con-gianni-fresu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/06\/brasile-caos-politico-e-crisi-energetica-il-punto-con-gianni-fresu\/","title":{"rendered":"Brasile, caos politico e crisi energetica. Il punto con Gianni Fresu"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>A pochi mesi dalle elezioni presidenziali, in Brasile sembra non placarsi la crisi politica segu\u00ecta dal golpe di Michel Temer, nonostante lo scarsissimo consenso che i golpisti hanno nel paese. Recentemente l&#8217;immenso paese del Sud America \u00e8 stato scosso da un lungo sciopero dei camionisti, a cui \u00e8 seguita una crisi energetica imponente. Abbiamo cercato di fare il punto della situazione, cercando di capire cosa sta succedendo in Brasile, con <strong>Gianni Fresu<\/strong>, associato\u00a0<strong>di Filosofia Politica presso la Universidade Federal di Uberlandia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Destituzione di Dilma Rousseff, Temer capo del Governo, Lula carcerato, cosa sta succedendo in Brasile?<\/strong><br \/>\n\u00abPrima <strong>un parlamento corrotto sino al midollo ha disarcionato Dilma Rousseff dalla Presidenza<\/strong> della Repubblica con un procedimento di Impeachment farsa, per il quale mancava qualsiasi presupposto giuridico; poi<strong> il Supremo Tribunale Federale ha reso possibile l\u2019arresto di Lula, in modo da impedire la sua partecipazione al voto delle prossime presidenziali<\/strong>, nelle quali era dato vincente da tutti i sondaggi. Come nel caso di Dilma, <strong>ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in totale assenza di prove<\/strong>, dopo un processo imbastito su indizi e una campagna mediatica sistematicamente pensata dai principali mezzi di comunicazione nazionale e da loro realizzata con un preciso scopo: generare riprovazione generale e <strong>preparare l\u2019opinione pubblica a un atto illegittimo e liberticida<\/strong>. Come sempre, le svolte reazionarie necessarie a garantire la conservazione di equilibri sociali passivi avvengono attraverso una combinazione di coercizione e consenso, <em>dominio + egemonia<\/em>. <strong>Il tutto in un Paese nel quale i protagonisti del Golpe sono quotidianamente coinvolti in clamorosi e milionari scandali di corruzione<\/strong>, beccati con valigie piene di soldi, intercettati nel contrattare tangenti e oggetto di delazioni documentate che ne provano la colpevolezza. La democrazia \u00e8 fortemente a rischio, <strong>come sottolineava Gramsci<\/strong>, nel descrivere i chiaroscuri delle crisi di egemonia, dove n\u00e9 un gruppo tradizionale n\u00e9 quello avverso riescono a prevalere definitivamente, <strong>vengono fuori i mostri<\/strong>, <strong>le figure carismatiche pronte a imprimere alla involuzione autoritaria una accelerazione reazionaria<\/strong>.<br \/>\n<strong>Un altro aspetto interessante, nei modi di descrivere quanto accaduto, riguarda noi<\/strong>. Per mesi giornali e TG nostrani hanno riempito pagine intere con la storia del candidato leader liberale contro Putin, messo fuori gioco per via giudiziaria dal perfido Zar del KGB per non avere concorrenti alle elezioni.<\/p>\n<p><strong>Nel caso di Lula<\/strong>, invece, <strong>i media occidentali tendono a presentare questa vicenda<\/strong> (che nasce da un impeachment illegittimo e arriva a fino a una carcerazione scandalosa a pochi mesi dalle elezioni presidenziali) <strong>come assolutamente legittima, rispettosa delle regole democratiche<\/strong>. Ovviamente, a nessuno viene in mente di ricordare che se il \u201ccandidato russo dell\u2019Occidente\u201d era dato al di sotto del 3%, Lula, che non potr\u00e0 candidarsi, viene indicato in tutti i sondaggi (di gran lunga) come vincente. Insomma, in termini puramente matematici, <strong>se nel primo caso l\u2019argomentazione del golpe giudiziario ha del ridicolo<\/strong>, <strong>nel<\/strong> <strong>secondo<\/strong>, invece, <strong>lo stesso avrebbe un senso<\/strong>, ma chiss\u00e0 come, chiss\u00e0 perch\u00e9 evitano accuratamente di riutilizzarlo. Cos\u00ec si arriva alla conclusione politica dispensata come anestetico sociale: la Russia sarebbe uno Stato autoritario e antidemocratico mentre nel Brasile, ritornato nell\u2019orbita degli USA dopo i giri di valzer con i BRICS, regnerebbe il del Check and balance di una moderna democrazia liberale.<\/p>\n<p><strong>Quali sono, alla luce di questo, secondo te, gli obiettivi di quest&#8217;operazione?<\/strong><br \/>\n\u00abSe al di l\u00e0 della cronaca intendiamo approfondire le ragioni di quanto accaduto, a me sembra gli obiettivi di questa operazione fossero tre, e su essi si sono concentrati gli sforzi e le pressioni interne ed esterne:<br \/>\n&#8211; <strong>il primo riguarda il ruolo internazionale assunto dal Brasile<\/strong> (in quanto nazione egemone e preponderante dell\u2019America Latina) all\u2019interno del polo dei BRICS. Non casualmente la situazione \u00e8 precipitata quando queste nazioni hanno annunciato di voler creare una banca di investimento propria capace di stare fuori dalle regole del FMI e dalla BM. Gli USA hanno il debito pubblico pi\u00f9 elevato al mondo che possono alimentare grazie al fatto di essere i detentori della moneta al centro di tutte le transazioni internazionali. Questa ipotesi, con il rischio di sottrarre Asia, Africa e America Latina al circuito del dollaro, rappresenta un pericolo mortale per Washington, che non casualmente ha iniziato a operare su pi\u00f9 fronti (Ucraina, Siria, Hong Kong, America Latina) con l\u2019obiettivo di destabilizzare i presupposti di questo blocco;<br \/>\n&#8211; <strong>il secondo \u00e8 legato al primo<\/strong>, e ha a che fare con <strong>l\u2019esigenza di restituire agli USA il controllo delle immense risorse naturali del Brasile<\/strong>;<br \/>\n&#8211; <strong>il terzo invece attiene agli equilibri sociali interni<\/strong>, minacciati da una politica redistributiva che, seppur tra mille limiti e contraddizioni, stava tentando di creare un nuovo blocco sociale, ampliando la base dello Stato con l\u2019inclusione di fasce sociali povere, aree territoriali marginali e tradizionalmente arretrate<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/livrelulacontee.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-658061 size-full\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/livrelulacontee.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/livrelulacontee.jpg 600w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/livrelulacontee-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L&#8217;attualit\u00e0 ci porta allo sciopero dei camionisti. Come spesso accade in Occidente (e in Italia ancora di pi\u00f9), la stampa non se ne occupa con dovizia di particolari. Se dovesse iniziare a farlo, si limita a riportare dei soldi persi a causa della dimostrazione e dei disagi provocati. Cosa chiedono i camionisti e cosa si aspettano, dato che scesero in piazza anche anni fa contro la Rousseff e il Governo del PT?<\/strong><br \/>\n\u00abIl Brasile \u00e8 nel baratro di una crisi energetica che, in realt\u00e0, e solo speculativa e politica, essendo questo un Paese ricco di gas e petrolio. <strong>Il governo Temer<\/strong> (tra le tante misure adottate senza alcun mandato popolare)<strong> ha concesso<\/strong> (&#8220;<em>a pre\u00e7o de banana<\/em>&#8220;) <strong>alle compagnie straniere i diritti sull\u2019estrazione<\/strong> (il cui sfruttamento era prima garantito con esclusivit\u00e0 all\u2019azienda nazionale e pubblica), quindi il petrolio, pagato una miseria (<strong>secondo gli studi\u00a0della FUP le compagnie stanno arrivando a pagare un barile di 159 litri 0.84 centesimi di real, un dollaro vale 3,7 reais<\/strong>) <strong>non viene trasformato in loco ma mandato direttamente verso le raffinerie oltre confine controllate da USA e alleati.<\/strong> Il greggio estratto in Brasile \u00e8 destinato sempre pi\u00f9 a rientrare sotto forma di benzina, ma per comprarla servono i dollari, questo per una moneta in costante svalutazione come il Real significa quotidiano saccheggio delle ricchezze nazionali. Intanto il prezzo della benzina \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato in due anni e solo nelle ultime settimane ha avuto una decina di rialzi consecutivi. <strong>I camionisti, gli stessi che bloccarono il Paese per chiedere l\u2019impeachment di Dilma convinti di guadagnarci qualcosa<\/strong>, <strong>sono oggi alla canna del Gas<\/strong>, cos\u00ec hanno indetto uno sciopero che (<strong>in un Paese senza reti ferroviarie, privatizzate e smantellate dopo la dittatura militare<\/strong>) ha paralizzato ogni attivit\u00e0 lasciando intere citt\u00e0 senza combustibile e rifornimenti alimentari. Ecco in poche mosse spiegate essenza e effetti di ci\u00f2 che si intende per asservimento di una Nazione agli interessi imperialistici. Per la cronaca, nel periodo in cui il Brasile stava nell\u2019alleanza dei BRICS la risorsa energetica era utilizzata non solo in ragione dell\u2019interesse nazionale, ma anche per rafforzare (attraverso accordi vantaggiosi e solidali) una prospettiva di sviluppo indipendente e integrato dell\u2019America Latina fuori dal controllo degli USA. <strong>Nel 2013, Snowden pubblic\u00f2 dei documenti riservatissimi dell\u2019Agenzia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti (NSA) dai quali emergeva un\u2019attivit\u00e0 continuativa di spionaggio e intervento diretto sugli affari interni del Brasile<\/strong>, specie dopo la scoperta di nuovi immensi giacimenti petroliferi potenzialmente in grado di trasformare questo Paese (in quel momento pi\u00f9 vicino economicamente e politicamente alla Cina che a Washington) in uno dei maggiori produttori di greggio al mondo. <strong>Nel 2013 iniziano pure le mobilitazioni sovversive dei ceti medi arrabbiati contro Dilma<\/strong>, parallelamente alle inchieste giudiziarie che presero di mira proprio la Petrobras e il governo (su cui si scaten\u00f2 una indegna campagna mediatica di delegittimazione e condanna preventiva a qualsiasi sentenza). Il resto \u00e8 cronaca di queste settimane, ma nei media occidentali sicuramente raccontano un\u2019altra storia\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-658070 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/editora_fascismo-1-300x218.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/editora_fascismo-1-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/editora_fascismo-1.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><strong>Recentemente hai scritto &#8220;Nas trincheiras do Ocidente&#8221; sulla questione di fascismo e antifascismo nell&#8217;Occidente. A seguito di quanto sta accadendo e dei provvedimenti di Temer, pensi che fascismo e antifascismo siano una questioni aperte anche in Brasile?<\/strong><br \/>\n\u00abPenso che utilizzare l\u2019aggettivo fascista per qualsiasi movimento o regime di origine conservatrice <strong>sia un grande errore concettuale e, pertanto, politico<\/strong>. Il fascismo \u00e8 un fenomeno con caratteristiche sue proprie, nasce nel contesto specifico successivo alla Prima guerra mondiale segnato contemporaneamente dall\u2019irrompere della politica di massa e dalla crisi di egemonia delle classi dirigenti tradizionali (ideologie, partiti, istituzioni), in un quadro di profonda crisi strutturale del capitalismo mondiale che in Europa, e in Italia particolarmente, ebbe i suoi effetti pi\u00f9 tragici. Il fascismo fu una forma moderna di ideologia reazionaria, che si serviva con una volont\u00e0 sistematica inedita di tutti i moderni mezzi di comunicazione (radio, cinema, arti figurative, letteratura) di massa per plasmare politicamente l\u2019opinione pubblica e trasformare il popolo italiano in un esercito ben disciplinato. Se le vecchie forme di involuzioni autoritarie puntavano ad allontanare il popolo dalla politica, il fascismo punt\u00f2 alla mobilitazione permanente del popolo (seppur in funzione passiva, coreografica e militare) e per questo cre\u00f2 una fittissima rete di organizzazioni di massa incaricate di irreggimentare le masse popolari accompagnando politicamente ogni aspetto della loro esistenza dalla nascita alla morte. Insomma, il fascismo non fu solo uso monopolista dalla violenza di Stato, ma anche costruzione del consenso, egemonia. <strong>Dire che \u00e8 sbagliato parlare di fascismo in termini superficiali e generici per\u00f2 non significa che non esistano fenomeni di fascistizzazione nella politica<\/strong>, nella cultura e nel modo di concepire i rapporti sociali. L&#8217;esito tragico e autoritario di questa vicenda, che sta buttando un enorme Paese sull&#8217;orlo della guerra civile, era ampiamente prevedibile nel 2016. <strong>Ora questo fatto appare innegabile<\/strong>, sebbene allora pi\u00f9 di uno non volle vedere e, tra un distinguo e l&#8217;altro, si rifiut\u00f2 di parlare di Golpe. Ma \u00e8 di questo che si tratta, seppure con le forme nuove di una realt\u00e0 caratterizzata da un elevato sviluppo\u00a0della societ\u00e0 civile e dunque degli apparati privati di egemonia delle classi dominanti. Gramsci, nel Quaderno 13, lo chiarisce bene: <strong>per imprimere una svolta reazionaria negli equilibri passivi di un Paese moderno sul piano degli apparati egemonici, non \u00e8 necessario un Golpe militare di tipo tradizionale<\/strong>. Piuttosto torna centrale la funzione preventiva e politica della polizia e degli apparati giuridici, unitamente al controllo monopolistico degli organi preposti alla formazione dell&#8217;opinione pubblica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A breve (mi pare fra sei mesi, se non sbaglio) si terranno le elezioni in Brasile.\u00a0Quali scenari si prospettano, secondo te per il Paese?<\/strong><br \/>\n\u00ab<strong>Come dicevo, Lula, nonostante il carcere, \u00e8 dato di gran lunga vincente in tutti i sondaggi nazionali.<\/strong>.<strong> Le forze che hanno promosso l\u2019impeachment<\/strong>, poi unitesi attorno al Governo Temer, <strong>sono in grandissima difficolt\u00e0<\/strong> per le misure antipopolari fino ad ora adottate (tagli radicali a sanit\u00e0, scuola, universit\u00e0 e Stato sociale, privatizzazioni selvagge, precarizzazione del mercato del lavoro e riforma liberista del sistema pensionistico). <strong>Tra queste due forze sta emergendo una figura carismatica profondamente reazionaria, si tratta di Jair Bolsonaro, un ex militare che guadagna consensi sollevando la questione morale con la promessa di ristabilire ordine e disciplina<\/strong>. Bolsonaro \u00e8 un <strong>nostalgico della dittatura militare<\/strong>, e per dare l\u2019idea del personaggio quando il Parlamento vot\u00f2 l\u2019impeachment lui intervenne dedicando in quella giornata il suo omaggio all\u2019ufficiale che tortur\u00f2 Dilma Rousseff, presentandolo come un eroe nazionale. <strong>La situazione \u00e8 letteralmente esplosiva<\/strong>, e pu\u00f2 avere qualsiasi esito possibile, ci\u00f2 rende ancora pi\u00f9 instabile l\u2019economia, condizione che a sua volta spinge ancora di pi\u00f9 verso una crisi politica sempre pi\u00f9 pericolosa. <strong>Difficile prevedere come andr\u00e0 a finire<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A pochi mesi dalle elezioni presidenziali, in Brasile sembra non placarsi la crisi politica segu\u00ecta dal golpe di Michel Temer, nonostante lo scarsissimo consenso che i golpisti hanno nel paese. 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