{"id":643142,"date":"2018-05-20T12:33:13","date_gmt":"2018-05-20T11:33:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=643142"},"modified":"2018-05-20T13:09:27","modified_gmt":"2018-05-20T12:09:27","slug":"gaza-qualcosa-si-muove-verso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/05\/gaza-qualcosa-si-muove-verso\/","title":{"rendered":"Gaza. Qualcosa si muove. Ma in che verso?"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\">Forse le fucilazioni in diretta di dimostranti disarmati da parte degli snipers israeliani hanno mosso la coscienza giuridica del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (UNHCR) perch\u00e9, nonostante le manipolazioni mediatiche basate su veline israeliane, le testimonianze documentate in diretta non lasciavano dubbi.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Infatti alcuni giorni fa i 47 membri del Consiglio si sono espressi a larga maggioranza condannando i crimini israeliani e chiedendo l\u2019apertura di una commissione d\u2019inchiesta per indagare sulle violazioni del diritto internazionale nel contesto delle proteste di massa in Cisgiordania e lungo i confini della Striscia di Gaza.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">La Risoluzione ha visto 2 voti contrari, tra cui quello degli USA, come ovvio visto che con le sue dichiarazioni e con le sue azioni il presidente USA si \u00e8 posto non pi\u00f9 come ipotetico arbitro ma come rivendicato \u201cgoodfather\u201d di Israele.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Sebbene la sentenza di questa Commissione non avr\u00e0 alcun potere dirimente sull\u2019operato futuro di Israele, cos\u00ec come mostrano le esperienze passate, lo Stato imputato di crimini ha respinto la Risoluzione con sdegno e il ministro Lieberman, uno dei falchi ancor pi\u00f9 a destra del premier Netanyahu, nella sua indignazione ha addirittura toccato il ridicolo chiedendo che il suo Stato esca dal Consiglio dei diritti umani, dimenticando che non ne fa parte e quindi non pu\u00f2 uscirne!<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Un breve ripasso sulla struttura del Consiglio \u00e8 d\u2019obbligo per comprendere, al di l\u00e0 del contingente, il senso di questo rifiuto. Dunque, il Consiglio per i diritti umani, \u00e8 stato costituito nel 2006 in sostituzione della Commissione per i diritti umani istituita nel 1946 e pi\u00f9 debole in quanto ad efficacia per garantire, o tentare di garantire, il rispetto dei diritti umani nel mondo. I membri che lo compongono sono 47, estratti a sorte nel rispetto del peso numerico dei vari continenti. Alla sua costituzione, nel 2006, non tutti i paesi membri dell\u2019ONU votarono a favore, infatti USA ed Israele si dichiararono contro.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il loro voto contrario all\u2019istituzione di un organismo basato sui criteri fondamentali della Dichiarazione universale dei Diritti Umani, emanata nel 1948 &#8211; pochi mesi dopo la proclamazione della nascita dello Stato di Israele &#8211; non \u00e8 certo un buon segnale, pur tuttavia \u00e8 un dato storico che viene regolarmente sottaciuto, ma che noi riteniamo sia bene tener presente. E\u2019 pure bene tener presente che aver votato contro non pone uno schermo contro la supervisione delle eventuali violazioni in quanto questa riguarda tutti gli stati facenti parte delle Nazioni Unite.\u00a0 Va pure precisato che la Risoluzione che deriva dalla Commissione d\u2019inchiesta autorizzata ad indagare sulle violazioni osservate, per quanto significativa, non \u00e8 vincolante in quanto non prevede sanzioni per i paesi accusati di violazioni dei diritti umani. In realt\u00e0 si limita ad una funzione informativa dell\u2019opinione pubblica mondiale cos\u00ec come successo per la Birmania, il Congo, la Corea del Nord ed altri paesi tra cui lo stesso Israele, pi\u00f9 volte ma inutilmente condannato per violazione dei diritti umani, producendo come unica risposta quella di fornire un ulteriore attacco difensivo da parte degli Usa e dello stesso Israele con la dichiarazione pubblica che il Consiglio dei diritti umani ha \u201cun\u2019ossessione patologica contro Israele\u201d.<\/p>\n<p>Il passaggio da oppressore ad oppresso (rispetto ai palestinesi) da parte di Israele \u00e8 ormai una costante e lo si \u00e8 visto anche nei giorni scorsi a Ginevra dove la dura accusa pronunciata dall\u2019Alto commissario per i diritti umani ha avuto la replica scontata della rappresentante israeliana Aviva Raz Shechter la quale &#8211; buttandosi dietro le spalle i circa 110 morti palestinesi fucilati a freddo al momento della sua dichiarazione, nonch\u00e9 gli oltre 6000 feriti compresi ben 110 giornalisti e 200 paramedici con unica funzione di osservatori i primi e di soccorritori i secondi &#8211; ha accusato l\u2019organismo delle Nazioni Unite di \u201cvoler sostenere Hamas e la sua strategia terroristica\u201d. Negando sia l\u2019evidenza, sia le dichiarazioni del portavoce dell\u2019IDF (le forze armate israeliane), la signora Shechter ha persino dichiarato che Israele ha fatto di tutto per evitare vittime tra i civili palestinesi, il che in fondo \u00e8 in linea con le dichiarazioni del \u201cfalchi\u201d israeliani i quali avevano dichiarato che non ci sono civili tra i palestinesi. La conclusione quindi, nella narrazione israeliana, risulta persino logica.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Ma mentre il Consiglio dei diritti umani si esprimeva chiedendo una commissione d\u2019inchiesta per indagare sulle uccisioni dei palestinesi lungo i confini della Striscia di Gaza, indagine che gi\u00e0 nella sua definizione ha una involontaria e macabra ironia, anche paesi non certo ascrivibili alla categoria democratica si esprimevano contro Israele, sia per l\u2019uso delle armi sia, soprattutto, per il tentativo di espropriazione di Gerusalemme al di fuori di ogni legittimit\u00e0 e di ogni legalit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il presidente Erdogan da Istanbul, non certo paladino dei diritti umani nel suo Paese, esprimeva una forte condanna verso Usa e Israele, in sintonia con l\u2019OCI, l\u2019Organizzazione della Cooperazione Islamica i cui 57 stati membri si sono riuniti in assemblea a Istanbul per condannare verbalmente in modo durissimo (pi\u00f9 di quanto fatto dalla Lega araba al Cairo) il tentativo di appropriazione di Gerusalemme e il massacro di Gaza.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nonostante queste dure condanne, molti palestinesi temono che restino parole in quanto la richiesta di ritirare tutti gli ambasciatori arabi da Washington non ha avuto adeguata risposta.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Intanto la diplomazia sta lavorando. Forse la marcia, che \u00e8 stata prolungata fino al 5 giugno, si spegner\u00e0 gradualmente grazie al raggiungimento di alcuni compromessi tra il governo della Striscia e il Cairo con la forte impronta anche del Qatar. Non si parla solo di apertura del valico di Rafah, cosa che comunque toglierebbe forza alle richieste palestinesi, lasciando intatto l\u2019assedio israeliano. Si parla anche di miglioramenti delle condizioni di vita dei gazawi, quali la fornitura di acqua e di elettricit\u00e0 e la presa in carico da parte del Qatar degli stipendi che l\u2019Anp ha smesso di pagare. Tutto questo sarebbe di sicuro un miglioramento a breve della vita all\u2019interno della Striscia, ma sarebbe la vittoria di chi, fin dal primo momento e in totale negazione della verit\u00e0, ha attribuito ad Hamas la paternit\u00e0 di quest\u2019immensa manifestazione popolare, distorcendone il significato e, in ultima analisi, rischiando di farne fallire l\u2019obiettivo primario, cio\u00e8 l\u2019applicazione della Risoluzione Onu 194 per il ritorno dei profughi e la fine dell\u2019assedio.<\/p>\n<p>Ma Gaza riserva sempre sorprese e poi, in chiusura \u00e8 bene ricordarlo, Gaza non \u00e8 soltanto Hamas. Hamas \u00e8 la forza politica che governa la Striscia ma non \u00e8 l&#8217;unica forza politica della Striscia. Questo la grande marcia del ritorno l&#8217;ha abbondantemente dimostrato, nonostante i media mainstream abbiano fatto di tutto per nasconderlo, finendo per regalare ad Hamas la paternit\u00e0 di questa grande iniziativa che il partito al governo, consapevole o meno della trappola mediatica, ha fatto propria provando a gestirla sia all&#8217;interno sia negli accordi diplomatici che si stanno concretizzando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse le fucilazioni in diretta di dimostranti disarmati da parte degli snipers israeliani hanno mosso la coscienza giuridica del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (UNHCR) perch\u00e9, nonostante le manipolazioni mediatiche basate su veline israeliane, le testimonianze documentate in&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1344,"featured_media":643145,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,60,38,52,162],"tags":[32893,11659,4518,4428,778,1227,3422,1453,46241],"class_list":["post-643142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-diritti-umani","category-internazionale","category-medio-oriente","category-opinioni","tag-consiglio-per-i-diritti-umani-dellonu","tag-gaza-it","tag-gerusalemme","tag-hamas","tag-israele","tag-palestina-it","tag-unhcr","tag-usa-it","tag-valico-di-rafah"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Gaza. 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