{"id":63352,"date":"2013-08-02T01:12:17","date_gmt":"2013-08-02T00:12:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=63352"},"modified":"2013-08-15T18:41:29","modified_gmt":"2013-08-15T17:41:29","slug":"le-testate-nucleari-in-italia-e-gli-f35-una-nuova-strategia-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/08\/le-testate-nucleari-in-italia-e-gli-f35-una-nuova-strategia-nucleare\/","title":{"rendered":"Le testate nucleari in Italia e gli F35: una nuova strategia nucleare?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" \" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/assets\/fad8b438d2fc27621dcf7129e4d5f62314324262.jpg\" width=\"2000\" height=\"1339\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Manifestazione antinucleare in Israele durante la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza (foto Miguel \u00c1ngel Invarato)<\/p><\/div>\n<p>Nella recente discussione parlamentare sull\u00b4acquisto degli F35 \u00e8 stato completamente ignorato, anche dagli interlocutori pi\u00f9 documentati, non solo il problema delle testate nucleari statunitensi in Italia, ma anche, e forse soprattutto, il rischio del tutto nuovo che esse potrebbero rappresentare rispetto alla strategia nucleare globale. Le considerazioni che seguono, in termini problematici, non derivano da nessun documento ufficiale che faccia pensare a cambiamenti della strategia di fondo, ma da un ragionamento che collega alcuni fatti, che mi sembrano inoppugnabili, anche se non mi sembra siano stati rilevati nel loro insieme dai commentatori pi\u00f9 documentati e avveduti in materia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Mettiamo dunque in ordine alcuni fatti.<\/p>\n<p><i>Primo.<\/i> Il numero di testate nucleari tattiche statunitensi in Europa ha subito una drastica riduzione dopo il Trattato INF (<i>Intermediate Nuclear Forces<\/i>) del 1987 \u2013 che (dopo la \u201ccrisi degli Euromissili\u201d) elimin\u00f2 tutti i missili a medio raggio, proiettili e altre tipologie \u2013 e il successivo crollo del Blocco dell\u00b4Est, lasciando circa 500 testate a gravit\u00e0 schierate in paesi europei della NATO (la quale, dal \u201cNuovo Concetto Strategico\u201d del 1999, e successive revisioni, ha considerato gli armamenti nucleari come componente essenziale della propria strategia). Il numero di queste testate nucleari \u00e8 rimasto praticamente invariato per una quindicina d\u00b4anni, finch\u00e9 attorno al 2005-2006 \u00e8 stato ulteriormente ridotto, lasciando circa 160-180 testate schierate: del tipo B61-3 e B61-4.<\/p>\n<p>Una prima domanda: perch\u00e9 a questo punto non sono state rimosse tutte? \u00c8 prevedibile che sia solo questione di tempo? \u00c8 proprio necessaria qualche decina di testate? O c\u00b4\u00e8 sotto qualche problema? Non mi risulta che nessuno si sia posto questa domanda. Si tenga presente che la manutenzione e il controllo delle testate nucleari operative comportano spese notevoli, e vi sarebbe quindi una ragione obiettiva per la riduzione del loro numero (vi torner\u00f2 alla fine).<\/p>\n<p>E tre prime osservazioni. La riduzione non ha praticamente riguardato le testate schierate in Italia (70-90 nelle basi USA di Aviano e italiana di Ghedi Torre) e in Turchia: sar\u00e0 un caso che questi due paesi siano tra i pi\u00f9 allineati agli USA? D\u00b4altra parte, \u00e8 ben noto che la strategia statunitense (e della NATO, che ne \u00e8 una fotocopia) si sta spostando dal centro Europa al fianco Sud e al teatro africano: da cui il potenziamento di Vicenza e la militarizzazione della Sicilia (MUOS e compagnia).<\/p>\n<p>Seconda osservazione. Si deve stare ben attenti al fatto che \u201crimuovere\u201d delle testate dall\u00b4arsenale <i>operativo<\/i> non significa in nessun modo \u201celiminarle\u201d. Basta osservare le pi\u00f9 recenti valutazioni sulla consistenza degli arsenali nucleari (<i>Status of World Nuclear Forces<\/i>, <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.fas.org\/programs\/ssp\/nukes\/nuclearweapons\/nukestatus.html\">http:\/\/www.fas.org\/programs\/ssp\/nukes\/nuclearweapons\/nukestatus.html<\/a><\/span><\/span>). Il numero di testate <i>strategiche schierate operative<\/i> (tre specificazioni essenziali) di USA e Russia \u00e8 valutato rispettivamente in 1.960 e 1.800, ma il numero <i>totale<\/i> di testate negli arsenali \u00e8 valutato rispettivamente in 7.700 e 8.500. Perch\u00e9 questa enorme differenza? Il problema \u00e8 piuttosto complesso, ma una spiegazione \u00e8 che molte testate rimosse dallo stato operativo passano nell\u00b4arsenale <i>di riserva<\/i>, dal quale potrebbero essere riportate nell\u00b4arsenale operativo in caso di necessit\u00e0 (altre sono in attesa di essere smantellate, ma l\u00b4operazione procede a rilento, e intanto queste testate rimangono intatte).<\/p>\n<p>Terza osservazione (ma si tratta di un fatto). Una ulteriore occhiata alla tabella suddetta mostra una seconda colonna che riguarda testate <i>operative non strategiche<\/i> (che a volte sono chiamate <i>tattiche<\/i>). Per gli USA \u00e8 riportato il numero di 200, ma si tratta proprio delle testate tattiche schierate in Europa, che dalle ultime valutazioni sembra ridotto alle 160-180 di cui abbiamo parlato. Per inciso, non tragga in inganno il numero \u201czero\u201d della seconda colonna per la Russia, perch\u00e9 questo numero deve essere letto insieme alla terza colonna e alle note <i>b<\/i> e <i>c<\/i>: Mosca ha probabilmente qualcosa come 2.000 o pi\u00f9 testate non-strategiche, che per\u00f2 non sono contate come <i>operative<\/i> (per maggiori informazioni: Hans Kristensen, <i>Non-Strategic Nuclear Weapons, Federation of American Scientists<\/i>, 2012, <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.fas.org\/_docs\/Non_Strategic_Nuclear_Weapons.pdf\">http:\/\/www.fas.org\/_docs\/Non_Strategic_Nuclear_Weapons.pdf<\/a><\/span><\/span>).<\/p>\n<p>Alla precedente osservazione si collega il <i>secondo fatto<\/i>. Il Nuovo Trattato STRAT (<i>Strategic Arms Reduction Treaty<\/i>) del 2010 pone un tetto per gli arsenali <i>strategici operativi<\/i> di USA e Russia per l\u00b4anno 2017 di 1.550 testate e 700 vettori per parte. Ma il trattato, come indica il suo nome, <i>non<\/i> riguarda le testate tattiche. Ne segue che \u2013 a parte alcuni \u201ctrucchi\u201d adottati dal trattato che a conti fatti consentono pi\u00f9 di 1.550 testate, come il fatto che esso conteggia come una sola testata un bombardiere, che ne trasporta molte \u2013 le testate tattiche non sono conteggiate in questi limiti. Di fatto esse costituiscono uno dei problemi pi\u00f9 grossi per procedere al disarmo nucleare, ma su questo ritorner\u00f2.<\/p>\n<p>Il <i>terzo fatto<\/i>, che \u00e8 balzato alle cronache italiane recentemente ma in real\u00e0 risale a qualche anno fa, \u00e8 che gli USA hanno varato un costoso programma (circa 10 miliardi di dollari) per \u201cammodernare\u201d queste testate: chiamato <i>Life Extension Program<\/i>, produrr\u00e0 in realt\u00e0 una testata con nuove e potenziate potenzialit\u00e0 militari (rinvio di nuovo per dettagli al citato studio di Kristensen): da componenti delle testate B61-3 e B61-4 verr\u00e0 realizzata la nuova testata B61-12, con alette di guida che le conferiranno un notevole miglioramento della precisione, per cui anche senza un aumento di potenza esplosiva potr\u00e0 distruggere obiettivi che oggi richiedono potenze superiori.<\/p>\n<p>La domanda che avevo posto in precedenza allora si complica: se si investe una somma simile per ammodernare 160-180 testate, <i>forse<\/i> non solo non vi \u00e8 nessuna intenzione di rimuoverle, ma al contrario esse sono destinate ad avere una notevole importanza militare. Eventualmente quale?<\/p>\n<p>Il <i>quarto fatto<\/i> \u00e8 che gli F35 sono progettati in modo da poter trasportare proprio la nuova testata B61-12.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">E qui si pone una ulteriore domanda. Perch\u00e9 vi sono pressioni cos\u00ec forti perch\u00e9 l\u00b4Italia non si sottragga dall\u00b4acquisto di 90 F35? E qui \u00e8 strano che nessuno abbia osservato una \u201ccoincidenza\u201d tra questo numero e il numero presunto di testate schierate in Italia! Il Canada ha disdetto l\u00b4acquisto e non consta che sia caduto il mondo. Vero \u00e8 che l\u00b4Italia, come gi\u00e0 osservavo, \u00e8 l\u00b4alleato pi\u00f9 subalterno, e che la Lockheed Martin ha interessi colossali per vederlo: ma non ci sar\u00e0 sotto qualcos\u00b4altro?<\/p>\n<p>Proviamo ora a mettere insieme questi fatti, e le domande che ho posto, con ulteriori considerazioni, che ovviamente \u2013 lo sottolineo \u2013 non possono che avere un carattere altamente ipotetico e speculativo, in assenza di documenti ufficiali. Ma qualche \u201cspiegazione\u201d ai fatti precedenti dovr\u00e0 pure essere data!<\/p>\n<p>Come abbiamo osservato, le 160-180 testate tattiche americane schierate in Europa non rientrano nel conteggio dei limiti imposti dal Nuovo START. Neanche le testate tattiche russe vi rientrano, e il loro numero \u00e8 molto maggiore, ma vi \u00e8 una differenza (che era ben chiara ai tempi della \u201ccrisi degli Euromissili\u201d nei primi anno \u00b480): mentre le testate americane schierate un Europa sono in grado di colpire direttamente il territorio della Russia, le testate russe <i>non<\/i> sono invece in grado di colpire il territorio degli Stati Uniti, per i limiti nella gittata degli armamenti <i>tattici<\/i>. Questa differenza poteva non essere fondamentale ai tempi della Guerra Fredda, in cui l\u00b4Europa Centrale sarebbe stata il teatro di un eventuale scontro militare tra i due blocchi, ma pu\u00f2 esserlo oggi, quando la strategia degli USA-NATO si sposta verso il fianco Sud, e pu\u00f2 diventare cruciale tenere sotto tiro il territorio russo.<\/p>\n<p>Inoltre, non solo le 160-180 testate tattiche non rientrano nei limiti imposti dai trattati, ma i 90 F35 che comprerebbe l\u00b4Italia <i>non<\/i> saranno, ovviamente, vettori statunitensi, e a maggior ragione non rientreranno quindi nel conteggio del limite di 700 vettori (strategici) imposti dal Nuovo START.<\/p>\n<p>Se sono riuscito a svolgere un filo logico in argomenti che sono oggettivamente complicati (e generalmente poco noti), la conclusione <i>ipotetica<\/i> dovrebbe emergere in modo abbastanza naturale. Le 160-180 testate americane tattiche schierate in Europa, ammodernate nel tipo B61-12, e in parte trasportate da bombardieri che non appartengono alla <i>U.S Air Force<\/i>, potrebbero costituire un elemento fondamentale, non dichiarato, di un cambiamento nella strategia nucleare (<i>nuclear posture<\/i>) degli USA: potrebbero costituire cio\u00e8 una componente <i>permanente<\/i> dell\u00b4arsenale nucleare, che consente di aggirare i limiti imposti dai trattati e di tenere sotto tiro la Russia in modo straordinariamente efficiente. Ovviamente tutto questo implica che le armi nucleari vengono mantenute (a ammodernate) con la precisa intenzione di usarle in caso di necessit\u00e0 (cosa che era evidente da una quindicina d\u00b4anni, quando il processo di riduzione iniziato dopo il crollo dell\u00b4URSS rallent\u00f2 e quasi si arrest\u00f2: va sottolineato il cambiamento di strategia rispetto alla Guerra Fredda, quando i sovradimensionati arsenali nucleari erano \u201cgiustificati\u201d come <i>deterrenti<\/i>, cio\u00e8 <i>almeno a parole<\/i> le armi nucleari venivano realizzate \u201cper non venire usate mai\u201d).<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Aggiungo due ulteriori osservazioni a questo gi\u00e0 lungo ragionamento.<\/p>\n<p>Una riguarda i nostri governanti e la nostra classe politica. La domanda \u00e8 \u201cci sono o ci fanno\u201d? Conosciamo bene la profonda ignoranza dei nostri politici su queste questioni. Ma conosciamo altrettanto bene la loro assoluta subalternit\u00e0 agli USA. <i>Nessun<\/i> governo italiano ha mai nemmeno ammesso la presenza di armi nucleari sul nostro territorio (fin dallo schieramento dei primi missili <i>Jupiter<\/i> in Basilicata nel 1959, che avvenne alla chetichella). Al contrario, cinque paesi europei della NATO si sono espressi per la rimozione delle testate schierate in Europa. La Germania ne ha espressamente chiesto la rimozione in sede NATO, ricevendo un netto rifiuto. E la Germania <i>non<\/i> acquister\u00e0 gli F35, ma gli Eurofighter, che non sono progettati con capacit\u00e0 nucleare. Continueremo a dire che l\u00b4Italia \u00e8 uno Stato non nucleare?<\/p>\n<p>Una seconda osservazione \u00e8 pi\u00f9 generale, ma sembra opportuna. Perch\u00e9 il Nuovo START si \u00e8 fermato a un timido tetto di 1.550 testate per parte, e per il 2017? La risposta pi\u00f9 probabile \u00e8 che, dopo un anno di trattative, sia stata Mosca a rifiutare riduzioni maggiori, perch\u00e9 nutre un vero (e giustificato) terrore verso il sistema di difese antimissile che gli USA sviluppano e schierano. Un tale sistema, se realmente efficiente, conferisce una netta superiorit\u00e0, consentendo un <i>first strike<\/i> nucleare, per la possibilit\u00e0 di distruggere i missili della ritorsione dell\u00b4avversario. Il modo pi\u00f9 \u201ceconomico\u201d per la Russia per difendersi \u00e8 mantenere (visto che gi\u00e0 li possiede) un numero notevole di testate e vettori, in modo da potere \u201csaturare\u201d le difese missilistiche (i cui test continuano a mostrare fallimenti, tanto che il Pentagono pensa alla possibilit\u00e0 di utilizzare pi\u00f9 di un intercettore per ogni missile attaccante). Anche per questo Mosca mantiene un profilo ambiguo sul proprio arsenale tattico, e non decollano negoziati per eliminare le testate tattiche. Questo farebbe capire ancora meglio la scelta degli USA per le 160-180 testate tattiche in Europa. Si tenga presente che ne bastano poche (visto anche l\u00b4alto costo di mantenimento) quando sono integrate con il sistema di difesa antimissile: e qui vi \u00e8 un ultimo elemento, gli F35 saranno dotati di capacit\u00e0 <i>stealth<\/i>, cio\u00e8 sfuggiranno all\u00b4individuazione dai radar.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nella recente discussione parlamentare sull\u00b4acquisto degli F35 \u00e8 stato completamente ignorato, anche dagli interlocutori pi\u00f9 documentati, non solo il problema delle testate nucleari statunitensi in Italia, ma anche, e forse soprattutto, il rischio del tutto nuovo che esse potrebbero&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":218,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47,38,162,1263,496],"tags":[993,1821,2629],"class_list":["post-63352","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa","category-internazionale","category-opinioni","category-pace-disarmo","category-scienza-tecnologia","tag-f-35","tag-f35","tag-testate-nucleari"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Le testate nucleari in Italia e gli F35: una nuova strategia nucleare?<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&nbsp; 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Writer and scientist specialising in nuclear matters; pacifist activist and ecologist. 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